INTERVISTA/ Testolin, Vda seconda regione per tamponi

martedì 7 aprile 2020


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(ANSA) - AOSTA, 07 APR - "Assieme al Veneto siamo la regione
che ha fatto più tamponi, circa 2.600, il 2% della popolazione.
Ci sono state criticità con i reattivi che stiamo risolvendo. E'
anche in corso la distribuzione delle mascherine, 100.000 sono
già state consegnate e altre 100.000 lo saranno nei prossimi
giorni. In questa fase, per proteggere noi e gli altri, possono
essere utili anche una sciarpa o uno scaldacollo. Quando sarà
completato l'approvvigionamento delle mascherine e saremo a
regime, se ci saranno le esigenze, potremo anche introdurre
l'obbligo di indossarle per tutti al di fuori della propria
abitazione, come accade in altre regioni". Il presidente della
Regione Valle d'Aosta, Renzo Testolin, interviene su alcune
delle principali problematiche di questi giorni in merito
all'emergenza Coronavirus in Valle d'Aosta.
"Un Commissario? Non c'è la necessità - ha ribadito - perchè
abbiamo un responsabile della protezione civile e un
responsabile dell'area sanitaria che hanno coordinato le varie
situazioni, coinvolgendo le parti, e hanno avviato un percorso
inventandosi strade mai seguite. All'inizio ci siamo focalizzati
sull'ospedale, abbiamo trovato nuovi posti letto, abbiamo
quadruplicato quelli in terapia intensiva, nessuno in Italia ha
fatto tanto. Poi abbiamo implementato i posti con la clinica di
Saint-Pierre. Adesso siamo sul territorio, sostenendo le
strutture in difficoltà che non sono ospedalizzate. Abbiamo
formato un team di sei persone che sta funzionando bene. E'
stato fornito supporto al personale ed è stata mantenuta un'alta
attenzione sui pazienti domiciliati con delle squadre apposite".
Alla luce di tutto ciò "credo sia stato trovato un equilibrio
che consente di lavorare serenamente e nel miglior modo, cambi
repentini in corsa non sono sempre utili".
Sui social e tra la gente è sempre forte la polemica per il
comunicato del 27 sulla "Valle d'Aosta destinazione ideale e
sicura". "In quel momento - risponde Testolin - era così. Non
c'erano disposizioni che prevedevano delle restrizioni. Appena
la situazione si è acuita siamo stati i primi a prendere
provvedimenti, come la chiusura degli impianti a fune e lo stop
a nuovi arrivi, poi seguiti dalle altre regioni dell'arco
alpino. Abbiamo così anticipato il decreto nazionale.
L'interlocuzione con il Governo centrale è stata continua".
"Inoltre - prosegue - se andiamo a guardare la provenienza degli
ammalati è evidente che il contagio non è arrivato in modo
preminente dai turisti di quel periodo. Ci sono località come
Gressoney, La Thuile, Cogne, per esempio, che hanno pochissimi
casi positivi".
In questi giorni, sia dalla maggioranza sia dall'opposizione,
non sono mancate le critiche per la gestione dell'emergenza e
qualcuno è arrivato anche ad ipotizzare una richiesta di
dimissioni. "Dimissioni da parte mia? Forse qualcuno non si
rende bene conto della situazione che stiamo vivendo, con il
Consiglio regionale sciolto. Lasciamo stare". (ANSA).

MZ
07-APR-20 11:32 NNN