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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1002 - mercoledì 26 settembre 2007

Sommario3
- CONFERENZA REGIONI 25.09.07 DOC – Finanziaria 08: le proposte delle Regioni
- Tre patti con le Regioni per una Finanziaria innovativa
- Prima infanzia: Intesa servizi socio-educativi
- 26 settembre: Conferenza Unificata
- Emilia-Romagna: scuola sicurezza con Toscana e Liguria
- Decennale terremoto Marche-Umbria

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CONFERENZA REGIONI 25.09.07 DOC – Finanziaria 08: le proposte delle Regioni

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni nel corso dell’incontro con il Governo, tenutosi a Palazzo Chigi il 25 settembre, ha consegnato un documento di proposte per la prossima manovra finanziaria per l’anno 2008.

L’ incontro tra Governo e Regioni, è stato presieduto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta Per l’esecutivo hanno partecipato: il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa; il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali, Linda Lanzillotta; il Ministro dell’Attuazione del Programma, Giulio Santagata; il Ministro della Salute, Livia Turco.

La delegazione delle Regioni – guidata dal Presidente Vasco Errani – ha consegnato al Governo un documento con le questioni considerate prioritarie.  Il Governo – informa una nota di Palazzo Chigi - esaminerà il documento nei prossimi giorni. Il confronto con le Regioni proseguirà lungo tutto l’iter della Finanziaria.

Di seguito il testo integrale del documento della Conferenza delle Regioni.

 

Le Regioni hanno concorso per il 2007 alla manovra di risanamento dei conti pubblici con circa 5 mld di euro corrispondenti al 31% dei tagli previsti dalla rispettiva manovra finanziaria , così ripartiti:

a)     Sistema sanitario nazionale: un risparmio di 3 mld sulla spesa tendenziale sanitaria;

b)     Patto di stabilità: un taglio delle spese regionali di 1,850 mld.

L’impatto del patto di stabilità sulle spese regionali è stato molto pesante in quanto ha inciso  su una quota di spesa regionale al netto della sanità che rappresenta il 20% dei bilanci regionali senza tener conto di una proporzionalità fra lo sforzo per il concorso al risanamento delle finanze pubbliche e il peso della spesa del comparto regionale sul totale della spesa della PA.

Contemporaneamente l’Accordo sul patto per la salute ha previsto un livello di finanziamento che rappresenta un’incidenza rispetto al PIL del 6,3% a fronte dell’impegno del Governo di destinare alla Salute risorse nella misura del 6,6%.

La legge finanziaria 2007 prevede che per le Regioni il tetto complessivo delle spese programmatiche per il 2008 e 2009 sia pari alle spese dell’anno precedente aumentate del 2,5% e del 2,4% e che conseguentemente il concorso delle Regioni al rispetto del patto di stabilità nell’anno 2008 sia pari a 2.058 milioni di euro e 2.210 milioni nel 2009, calcolato in linea con le previsioni della RPP per il 2007.

A fronte di queste previsioni la situazione della finanza pubblica è migliorata in termini di saldi, in misura largamente superiore rispetto all’effetto positivo della maggiore crescita economica così come indicato nel DPEF 2008 - 2011, consentendo di prospettare per il 2008 una sostanziale coincidenza tra i valori di saldo del quadro tendenziale e i valori programmatici e dunque di evitare una manovra netta di correzione per il 2008.

entrate tributarie

2006

2007

2008

2009

DPEF 2007 - 2011

 

428.994

442.826

456.296

RPP 2007

 

434.079

 

 

RUEF

 

449.120

462.212

477.593

DPEF 2008 - 2011

432.136

452.287

468.167

483.735

Peraltro i dati contenuti nel DPEF dimostrano che lo sforzo di contenimento dei saldi di finanza pubblica si è distribuito in modo non uniforme sul sistema delle istituzioni

2007/2006

amministrazione centrale

amministrazioni locali

redditi da lavoro dipendente

4,19

-3,07

consumi intermedi

13,91

2,45

altre spese correnti

21,17

-2,88

Ne deriva che, nella costruzione della nuova manovra, sia necessario partire da una verifica in ordine all’effettivo peso sulla spesa complessiva di ciascun livello istituzionale (Stato, Regioni, Autonomie locali) e l’effettivo contributo al risanamento del deficit: gli impegni sottoscritti dal Governo o quelli derivanti da nuove iniziative devono trovare copertura da una riprogrammazione e razionalizzazione della spesa delle Amministrazioni centrali, senza inasprire la pressione fiscale e senza prevedere ulteriori tagli al comparto Regioni. Si tratta comunque di distribuire equamente il carico finanziario tra i diversi livelli di governo e di evitare situazioni di squilibrio legate a fattori occasionali.

Si ricorda che il peso dei tagli sul sistema delle Autonomie della scorsa legge finanziaria (7,7 mld) ha mortificato ulteriormente il ruolo degli investimenti pubblici nella dinamica evolutiva del PIL e che le spese di investimento delle Regioni ricadono nel patto di stabilità.

Sulla base delle riflessioni presenti nel DPEF circa le modalità di regolazioni, ai fini del patto di stabilità, delle spese di investimento si ritiene che la risposta debba essere una  modifica della norma del patto di stabilità nell’ordine di escludere le spese di investimento quelle per i cofinanziamenti ai programmi europei per rispettare le finalità e i vincoli delle politiche comunitarie, nonché le spese per interventi conseguenti a calamità naturali.

Le Regioni chiedono al Governo un impegno preciso in riferimento a 3 questioni principali:

“Patto per la salute”, affinché sia mantenuto un giusto rapporto fra PIL e risorse per il fabbisogno sanitario. Infatti, la spesa sanitaria per il 2008 è prevista in 108,390 miliardi a fronte di un finanziamento programmato nel patto per la salute dello scorso ottobre di 99,082 miliardi. Occorre verificare la prima applicazione dell’Accordo sottoscritto lo scorso anno con l’obiettivo di aggiornarne i contenuti in relazione agli esiti dei tre tavoli istituiti sulla “Farmaceutica”, “Compartecipazioni alla spesa” e “livelli essenziali di assistenza (LEA)” e per quanto concerne le risorse da destinare per la non autosufficienza. Tali esiti devono comprendere il consolidamento dei 2 miliardi di maggiori risorse garantite dal MEF aggiornati con il tasso di crescita nominale del PIL e il riconoscimento automatico di adeguate risorse per le nuove prestazioni a carico del Servizio sanitario Nazionale riconosciute in corso d’anno (Es. vaccino contro infezione da HPV). Inoltre, è necessario:

1. lo stanziamento di almeno 2,5 mld per l’edilizia sanitaria;

2. il riconoscimento della maggiore quota di costi per il personale per i rinnovi contrattuali con il pieno riconoscimento del differenziale sul di tasso di inflazione programmata (1,15%) pari a 1,2 mld nonché per la stabilizzazione del personale precario, stimato in circa 500 milioni su base annua;

3. il presidio del risultato riferito alla chiusura dei sistemi regionali per l’anno 2006 rispetto al quale non si potranno ripetere o implementare provvedimenti di finanziamento straordinario dei disavanzi come quelli previsti per il 2007;

4. estendere alle persone fisiche quanto già previsto per le persone giuridiche in ordine alla possibilità di deducibilità delle erogazioni liberali a favore degli IRCCS pubblici trasformati o meno in Fondazioni;

5. affrontare la situazione tuttora aperta relativa all’applicazione delle norme contenute nel D.Lgs. 66/2003, il rischio di aggravio per il SSN è stimato in 2 miliardi di euro.

 

2006

2007

2008

2009

finanziamento SSN legge finanziaria 2007

 

96,04

99,082

102,285

 

 

 

 

 

RPP 2007  PIL valori assoluti

1.468,646

1.510,158

1.561,069

1.614,810

percentuale incidenza SSN su PIL

 

6,36

6,35

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Tre patti con le Regioni per una Finanziaria innovativa

(regioni.it) La conferma del patto che ha dato certezze al mondo della sanità e che ha rappresentato un esempio di buon metodo nelle relazioni Stato-Regioni e la stesura di altri due “patti”, uno per lo sviluppo economico ed uno fiscale. E’ questo, in sintesi, ciò che i Presidenti delle Regioni hanno prospettato al Governo nel corso dell’incontro che si è tenuto a Palazzo Chigi il 25 settembre.

Probabilmente il Governo darà il via libera al Ddl Finanziaria durante il consiglio dei Ministri del 28 settembre, ma da quel momento il disegno di legge comincia l’iter parlamentare e sarà poi sottoposto al parere della Conferenza Unificata (Stato-Regioni enti locali). Le Regioni hanno però voluto rappresentare al Governo l’opportunità di percorrere una strada di cooperazione istituzionale su alcune scelte prioritarie. Lo hanno fatto elencando in uno scarno documento di 4 cartelle (vedi notizia precedente) le scelte fondamentali. Non si tratta quindi di una “lista della spesa”, ma di una condivisione di intenti su temi prioritari con alcune “operazioni legislative che in molti casi non comportano ulteriori oneri, ma piuttosto una razionalizzazione della spesa pubblica, individuando ad esempio – attraverso una lettura condivisa dei dati – nei bilanci dei Ministeri e in quelli delle Regioni le voci che, sulla base delle competenze fissate dalla Costituzione, è possibile accorpare e riallocare, nell’ambito di una strategia condivisa.

Palazzo Chigi non si sbilancia, ma è indubbio che il Documento presentato dalla Conferenza delle Regioni ha toccato corde sensibili come quelle relative alle indispensabili scelte per il trasporto pubblico locale (sottolineate nel documento delle Regioni nella parte relativa al patto per lo sviluppo economico), tanto è vero che la materia è stata indicata dallo stesso Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta (che ha presieduto la riunione) come una delle priorità della prossima Finanziaria. Lo stile ufficiale del comunicato della Presidenza del Consiglio conferma comunque che “il Governo esaminerà il documento nei prossimi giorni” e che “il confronto con le Regioni proseguirà lungo tutto l'iter della Finanziaria”.

“Abbiamo presentato una nostra proposta seria e di qualità per costruire una serie di patti”, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e delle  Province autonome, Vasco Errani (su www.regioni.it il link al file audio delle dichiarazioni), uscendo da Palazzo Chigi dopo l'incontro col Governo in vista della Finanziaria 2008. “Crediamo - ha spiegato - si debba confermare il patto per  la salute in tutti i suoi punti, compresi i due miliardi aggiuntivi del 2007 che devono essere confermati nel 2008, e servono le risorse aggiuntive per quanto riguarda il comparto sanita'. Poi occorre un patto per lo sviluppo, la ricerca e  l'innovazione, spalmando le risorse da qui al 2012”. Non possiamo dimenticare che  “il trasporto  pubblico locale, gomma e ferro, e' una grande priorità: c'e' un  impegno già siglato da aziende e autonomie locali che parla di  una soluzione strategica con un finanziamento strutturale:  questa e' una emergenza nazionale a cui bisogna trovare risposta”. Le Regioni poi chiedono un patto fiscale ''che anticipi dove  possibile il federalismo fiscale, risolva questioni insolute da  anni per rendere piu' efficace la funzione pubblica. Noi  dimostriamo cosi' di comprendere la fase in cui si trova il Paese, di dare il nostro contributo per il governo della spesa  pubblica. Il governo - ha spiegato Errani - e' interessato ad  approfondire anche dopo la presentazione della Finanziaria. Noi lavoriamo perche' questi patti si realizzino”.”Abbiamo fatto un ragionamento  strategico su cui il governo ci ha dato piena disponibilità a discutere”, ha proseguito Errani. “Il patto per la salute prevede già delle responsabilità da parte delle Regioni - ha chiarito - e siamo perché vada rispettato fino in fondo. In questo anno c'e' stato uno sforzo straordinario delle Regioni nel governo della spesa sanitaria e nel garantire la qualità. Verificheremo i conti quando ci saranno, oggi non ci sono. In  base a quelli, faremo gli aggiustamenti opportuni”. ''Il  Governo si e' dichiarato disponibile - ha concluso - considerando questo un primo incontro per un lavoro per costruire insieme i nuovi patti che abbiamo proposto”.

Per il Vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Michele Iorio, l'incontro con il governo “è stato interlocutorio e non ci sono state fornite cifre''. Iorio ha poi spiegato che tra i temi più importanti e' stato trattato quello del trasporto pubblico locale e il patto di stabilita' interno, “che va rispettato fino in fondo. Io poi ho posto - ha aggiunto - la questione delle calamità naturali, perché è un problema molto serio: c'e' gente, nel nostro paese, che deve ricostruire una casa distrutta”. Tra le richieste presentate dai presidenti, infatti, c'è anche quella di un trattamento che sia egualitario nei confronti di tutte le regioni colpite da calamità naturali.

(regioni.it)“Quello del 25 settembre è stato un incontro  iniziale: il tavolo di lavoro rimane aperto”. Queste le parole del coordinatore della Commissione affari finanziari per la Conferenza delle Regioni e assessore della Regione Lombardia, Romano Colozzi, al termine dell'incontro tra Regioni e Governo a Palazzo Chigi. ''E' come se fosse suonato il gong - ha detto Colozzi - e i  pugili siano rimasti agli angoli. Non ci e' stato detto nulla sui contenuti della finanziaria”. La prossima settimana, ha riferito l'assessore, vi saranno  una serie di tavoli differenziati di lavoro per affrontare le  questioni piu' importanti che dovranno essere inserite in un  collegato di sessione che sarà approvato dopo la finanziaria..''Nel documento presentato al governo – ha poi aggiunto Romano Colozzi, - abbiamo anche chiesto allo Stato di garantire che non ci saranno mai più operazioni di salvataggio delle regioni in disavanzo sul fronte sanitario”.

Il governo ha comunque  riconosciuto che "le regioni hanno dato un grande contributo al risanamento l'anno scorso": ha riferito il presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco al termine dell'incontro, "questa sera - ha detto poi  Del Turco - si e' avviato un ragionamento che per noi si conclude il giorno in cui il governo porta in parlamento il maxiemendamento finale alla Finanziaria che dovrà contenere le modifiche che abbiamo proposto stasera".

Quanto alle modifiche al Patto di  stabilità Interno andranno a finire in un collegato alla Finanziaria, a renderlo noto è il presidente delle Regione Calabria, Agazio Loiero, “dal Governo non c'e' stata nessuna apertura”, ha  riferito Loiero che ha spiegato: ''la priorita' per l'esecutivo sono le infrastrutture e la ricerca. Per questo motivo, le questioni  regionali, in particolare il Patto interno, verranno affrontate in una nuova riunione che si terrà dopo il varo della Finanziaria. Insomma- ha concluso- ne se parlerà in un collegato”. "Non c'e' spazio, prima del varo della Finanziaria – ha confermato la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso - per inserire la parte che ci riguarda", La parte che sta a cuore alle regioni "verrà inserita in corso d'opera; il che significa che questa riunione avviene troppo tardi. Sui temi degli investimenti e del trasporto pubblico locale c'è disponibilita' da parte del governo, ma non entreranno nella prima stesura". Le Regioni chiedono – ha spiegato ancora la Bresso – che siano tolti dal patto gli investimenti".

(stefano mirabelli/26.09.07)

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Prima infanzia: Intesa servizi socio-educativi

(regioni.it) “E’ un fatto positivo l’intesa che avviene tra tutte le istituzioni della Repubblica”. Vasco Errani commenta così al termine della Conferenza Unificata del 26 settembre l’intesa in materia di servizi socio-educativi per la prima infanzia.

Governo, Regioni e Autonomie locali hanno infatti trovato l'intesa che prevede lo stanziamento di 700 milioni da parte del governo per gli asili nido.

Il ministro per la Famiglia ha definito l'accordo ''particolarmente importante'' perche' la ripartizione delle risorse fra le Regioni consente a quelle fino a oggi in ritardo di recuperare terreno rispetto all'accordo di Lisbona che impone una copertura dei servizi sociali di almeno il 33% della popolazione avente diritto. ''Si tratta di una percentuale in alcune Regioni largamente raggiunta e superata (penso all'Emilia Romagna) - ha spiegato Bindi - ma altrove ancora lontana, e

penso a Regioni come la Campania o la Sicilia dove la percentuale di accesso all'asilo nido e' di 1 e 3 bimbi ogni 100 aventi diritto. Gli asili nido sono lo strumento - ha concluso Bindi - per conciliare lavoro e famiglia. Essi costituiscono una componente decisiva nello sviluppo economico del Mezzogiorno''.

ll governo pertanto vuole accelerare per mettere l'Italia in regola con il protocollo di Lisbona (copertura del 33% del territorio entro il 2010 con i servizi all'infanzia) e mette 700 milioni in conto spese mentre il 30% sara' a carico degli Enti locali.

In base all'intesa Regioni, Province Autonome ed Enti locali attueranno tale piano attraverso l'incremento del numero dei posti disponibili a copertura della domanda presso il sistema pubblico e privato dei servizi socio-educativi diversificati per tipologia, per modalita' di accesso, frequenza e funzionamento, in modo da consentire anche forme di assunzione della gestione e di partecipazione ai medesimi da parte delle famiglie.

Le risorse, stanziate dalla finanziaria 2007 e integrate dal decreto del 27 giugno 2007, sono suddivise tra le Regioni e le Province Autonome:

- per una quota pari ad almeno il 50% del complessivo finanziamento, sono destinate all'incremento di posti in strutture da adibire ad asili nido;

- per una quota pari a 250 milioni di euro nel triennio, sono ripartite utilizzando di massima criteri relativi al tasso demografico 0   3 anni nella misura del 50%, al tasso di occupazione femminile (eta' fertile 15 49 anni) nella misura del 20%, tasso di disoccupazione femminile (eta' fertile 15 49 anni) nella misura del 15% e al tasso di utilizzo del servizio secondo le rilevazioni Istat nella misura del 15%;

- per una quota pari a 90 milioni di euro nel triennio, sono ripartite a scopo perequativo in proporzione alla differenza fra la copertura media nazionale attuale e la copertura calcolata per ogni singola Regione in misura proporzionale al criterio demografico relativo alla popolazione 0-36 mesi.

Lo schema di provvedimento prevede, inoltre, l'istituzione di un gruppo di lavoro paritetico, con il compito di elaborare proposte per l integrazione dei livelli essenziali delle prestazioni dei servizi socio educativi per la prima infanzia.

(red/26.09.07)

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26 settembre: Conferenza Unificata

(regioni.it) Il Ministro Linda Lanzillotta ha convocato la Conferenza Unificata, in seduta straordinaria, per mercoledì 26 settembre 2007, alle ore 15.30, presso la Sala riunioni del I piano di Via della Stamperia, n. 8, in Roma, con il seguente ordine del giorno:

1) Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, le Province, i Comuni e le Comunità montane in materia di servizi socio-educativi per la prima infanzia, di cui all'art.1 comma 1259, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. (POLITICHE FAMIGLIA)

Intesa ai sensi dell'articolo 8, comma 6, delle legge 5 giugno 2003, n.131.

2)  Parere sullo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2005181/CE del 28 novembre 2005 della Commissione che modifica la direttiva 80/723/CEE relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche nonché tra determinate imprese. (POLITICHE EUROPEE - ECONOMIA E FINANZE)

Parere ai sensi dell'articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

3)  Intesa tra il Governo, le Regioni e gli Enfi locali per la realizzazione del "Patto per la sicurezza" previsto dall'articolo 1, comma 625, della legge 27, dicembre 2006, n. 296. (PUBBLICA ISTRUZIONE))

Intesa ai sensi dell'articolo.8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n.131.

L’ordine del giorno della Conferenza è stato poi integrato con un ulteriore punto:

4) Intesa sull’Allegato “Infrastrutture” al Documento di programmazione economico-finanziaria concernente individuazione delle infrastrutture pubbliche e private e degli insediamenti produttivi strategici.

Intesa ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n.443.

(red/26.09.07)

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Emilia-Romagna: scuola sicurezza con Toscana e Liguria

(regioni.it) In materia di sicurezza l’Emilia-Romagna lancia un progetto pilota interregionale: l’istituzione dal prossimo anno di una specifica scuola con Toscana e Liguria. Tre regioni si mettono insieme per formare la polizia locale.
Quindi si passa dalla Scuola di polizia locale dell'Emilia-Romagna alla Scuola interregionale di Emilia-Romagna, Toscana e Liguria. E' questa la principale novità che scaturisce dall'approvazione, avvenuta oggi in sede di Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, delle modifiche alla legge 24 del 2003, con cui sono state definite le politiche regionali per il miglioramento della sicurezza e la qualificazione delle strutture di polizia locale. La prima di queste modifiche riguarda proprio la trasformazione della Scuola di polizia locale dell'Emilia-Romagna in Scuola interregionale - la prima in Italia nel suo genere - di Emilia-Romagna, Toscana e Liguria, passando da una Srl avente come socio di maggioranza il Comune di Modena (dove ha sede la Scuola) a una Fondazione di partecipazione con soci fondatori le tre Regioni e lo stesso Comune.
La Scuola verrà costituita formalmente entro la fine dell'anno e avrà un bacino di utenza di circa 10mila operatori. Si occuperà, nello specifico, della preparazione degli agenti e dei quadri della polizia locale sviluppando le proprie attività direttamente nei territori interessati. Il programma di attività verrà definito e finanziato annualmente dalle tre Regioni, come previsto dalle rispettive legislazioni, e includerà anche iniziative di aggiornamento comune tra i comandanti e i quadri di polizia locale.
Inoltre sono stati stanziati dalla Giunta regionale oltre 7,8 milioni di euro per abbattere le barriere architettoniche nelle abitazione private. Le risorse - a favore dei cittadini emiliano romagnoli con diversi gradi di invalidità - sono contenute in un provvedimento varato dalla Giunta regionale su proposta di Luigi Gilli, assessore alla programmazione e sviluppo territoriale della Regione Emilia Romagna. L'intervento consente di erogare quasi il 60% dei 13,8 milioni di contribuiti richiesti dalle 3.138 famiglie che hanno diritto ad un contributo in base alle legge 13 del 1989, norma che dispone la concessione di contributi per abbattere le barriere architettoniche in edifici privati.
(
BARRIERE ARCHITETTONICHE: DALLA REGIONE 7,8 MILIONI DI EURO PER ABBATTERLE NELLE ABITAZIONI. GILLI: INTERVENTI RILEVANTI SUL PIANO SOCIALE. )

(red/26.09.07)

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Decennale terremoto Marche-Umbria

(regioni.it) "La chiave decisiva del successo" della ricostruzione delle zone terremotate delle Marche e dell'Umbria - ha affermato il Presidente Napolitano intervenendo alla cerimonia commemorativa del decimo anniversario del sisma umbro-marchigiano - è stata nel "ruolo insostituibile e nella forza delle istituzioni rappresentative democratiche". "Quando - ha aggiunto il Capo dello Stato - le istituzioni sono a fianco dei cittadini e quando fra esse e i cittadini si realizza una sintonia e un impegno congiunto emerge la grande capacità realizzativa che ha caratterizzato la ricostruzione di queste zone".

Proprio il 26 settembre di dieci anni fa, infatti, alle 2.33, una scossa dell'VIII grado della Scala Mercalli, a Colfiorito e Serravalle di Chienti, diede il via ad una sequenza infinita di scosse (circa 11.000, delle quali 3-4.000 avvertite dalla popolazione) fino almeno al giugno del '98. Risale ancora a quel 26 settembre, alle 11.42, la scossa piu' forte, di magnitudo 5.9 della scala Richter, che provoco', fra l'altro, il crollo delle volte della Basilica Superiore di Assisi.

“Ciò che oggi più ricordiamo – ha detto la presidente della Giunta regionale Maria Rita Lorenzetti - di quei drammatici momenti di dieci anni fa non sono né il dolore, né la paura, né l'angoscia, ma il fatto di non esserci sentiti soli. Ci siamo sentiti figli di una stessa ‘nazione’, di quella grande, civile e generosa comunità che è il nostro Paese. E non ci stancheremo mai di dire grazie a tutti”.

“Era nostro dovere dar conto di ciò che in questi dieci anni è stato fatto – ha detto - La presenza del Presidente della Repubblica è per tutti noi motivo di grande orgoglio, ma al tempo stesso ci richiama al più alto e rigoroso senso di responsabilità. Il Presidente – ha proseguito - ricorda bene ciò che dicemmo e ci impegnammo a realizzare all'indomani del terremoto: volevamo una ricostruzione rapida, sicura, di qualità e trasparente. In questi dieci anni tutta la nostra azione è stata ispirata a tale preciso impegno”.

Signor Presidente – ha sottolineato la Lorenzetti – non ci sono esempi, in Italia come in Europa, di interventi di ricostruzione, dovuti a grandi calamità naturali, che possono vantare la rapidità ed il rigore con la quale si è ricostruito in Umbria e nelle Marche. Lo dico – ha detto ancora Lorenzetti - sapendo di interpretare anche il pensiero di quanti sono qui oggi, cittadini, amministratori locali, dipendenti pubblici, rappresentanti del mondo delle imprese, dei lavoratori, perché questa opera di ricostruzione è stata frutto di un lavoro comune e corale”.

Anche il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, traccia un bilancio positivo della ricostruzione: ''E' una ricostruzione riuscita, una ricostruzione di qualita', resta da fare solo un ultimo sforzo per chiudere definitivamente la pagina dolorosa dei senzatetto. Il terremoto da catastrofe si e' trasformato nel cantiere di una ricostruzione innovativa, efficiente, rapida e partecipata''.

Spacca ha ricordato che ''qui fortunatamente non si e' ceduto alla rassegnazione. Alla tragedia e al dolore e' seguito il desiderio di rimettersi in piedi''. Il dopo-terremoto, ha detto, e' una storia di ''tenacia, volonta' e coesione di una comunita' che ha respinto disperazione, rassegnazione, paura e incertezza. I punti forti sono stati lo spirito di solidarieta', la mobilitazione unitaria delle istituzioni e della politica ''senza alcuna distinzione fra maggioranza e minoranza, in ogni fase di questo dramma, sia nei consigli regionali che in Parlamento''. Altri punti di forza sono stati i comuni ''specie i piu' piccoli''. La presenza dello stato, la competenza tecnica e professionale. I comitati dei cittadini. Le associazioni di volontariato. L'occhio vigile dei mezzi di comunicazione. Un sistema di protezione civile efficiente che proprio dopo il terremoto di Colfiorito decollo' verso il modello organizzativo attuale.

Spacca ha concluso: ''Oggi possiamo dire che la ricostruzione si e' sviluppata con rigore e responsabilita' secondo valori che interpretano i tratti distintivi della nostra comunita'. Che tutti i lavori riguardo alle emergenze sono stati completati rispettando i piani e che c'e' stato un uso efficiente delle risorse pubbliche evitando le degenerazioni che si sono avute nel corso di altre ricostruzioni''.

 

DECENNALE SISMA: DA DOMANI RADUNO PROTEZIONE CIVILE REGIONI

(red/26.09.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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