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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1002 - mercoledì 26 settembre 2007

Sommario
- CONFERENZA REGIONI 25.09.07 DOC – Finanziaria 08: le proposte delle Regioni
- Tre patti con le Regioni per una Finanziaria innovativa
- Prima infanzia: Intesa servizi socio-educativi
- 26 settembre: Conferenza Unificata
- Emilia-Romagna: scuola sicurezza con Toscana e Liguria
- Decennale terremoto Marche-Umbria

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CONFERENZA REGIONI 25.09.07 DOC – Finanziaria 08: le proposte delle Regioni

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni nel corso dell’incontro con il Governo, tenutosi a Palazzo Chigi il 25 settembre, ha consegnato un documento di proposte per la prossima manovra finanziaria per l’anno 2008.

L’ incontro tra Governo e Regioni, è stato presieduto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta Per l’esecutivo hanno partecipato: il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa; il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali, Linda Lanzillotta; il Ministro dell’Attuazione del Programma, Giulio Santagata; il Ministro della Salute, Livia Turco.

La delegazione delle Regioni – guidata dal Presidente Vasco Errani – ha consegnato al Governo un documento con le questioni considerate prioritarie.  Il Governo – informa una nota di Palazzo Chigi - esaminerà il documento nei prossimi giorni. Il confronto con le Regioni proseguirà lungo tutto l’iter della Finanziaria.

Di seguito il testo integrale del documento della Conferenza delle Regioni.

 

Le Regioni hanno concorso per il 2007 alla manovra di risanamento dei conti pubblici con circa 5 mld di euro corrispondenti al 31% dei tagli previsti dalla rispettiva manovra finanziaria , così ripartiti:

a)     Sistema sanitario nazionale: un risparmio di 3 mld sulla spesa tendenziale sanitaria;

b)     Patto di stabilità: un taglio delle spese regionali di 1,850 mld.

L’impatto del patto di stabilità sulle spese regionali è stato molto pesante in quanto ha inciso  su una quota di spesa regionale al netto della sanità che rappresenta il 20% dei bilanci regionali senza tener conto di una proporzionalità fra lo sforzo per il concorso al risanamento delle finanze pubbliche e il peso della spesa del comparto regionale sul totale della spesa della PA.

Contemporaneamente l’Accordo sul patto per la salute ha previsto un livello di finanziamento che rappresenta un’incidenza rispetto al PIL del 6,3% a fronte dell’impegno del Governo di destinare alla Salute risorse nella misura del 6,6%.

La legge finanziaria 2007 prevede che per le Regioni il tetto complessivo delle spese programmatiche per il 2008 e 2009 sia pari alle spese dell’anno precedente aumentate del 2,5% e del 2,4% e che conseguentemente il concorso delle Regioni al rispetto del patto di stabilità nell’anno 2008 sia pari a 2.058 milioni di euro e 2.210 milioni nel 2009, calcolato in linea con le previsioni della RPP per il 2007.

A fronte di queste previsioni la situazione della finanza pubblica è migliorata in termini di saldi, in misura largamente superiore rispetto all’effetto positivo della maggiore crescita economica così come indicato nel DPEF 2008 - 2011, consentendo di prospettare per il 2008 una sostanziale coincidenza tra i valori di saldo del quadro tendenziale e i valori programmatici e dunque di evitare una manovra netta di correzione per il 2008.

entrate tributarie

2006

2007

2008

2009

DPEF 2007 - 2011

 

428.994

442.826

456.296

RPP 2007

 

434.079

 

 

RUEF

 

449.120

462.212

477.593

DPEF 2008 - 2011

432.136

452.287

468.167

483.735

Peraltro i dati contenuti nel DPEF dimostrano che lo sforzo di contenimento dei saldi di finanza pubblica si è distribuito in modo non uniforme sul sistema delle istituzioni

2007/2006

amministrazione centrale

amministrazioni locali

redditi da lavoro dipendente

4,19

-3,07

consumi intermedi

13,91

2,45

altre spese correnti

21,17

-2,88

Ne deriva che, nella costruzione della nuova manovra, sia necessario partire da una verifica in ordine all’effettivo peso sulla spesa complessiva di ciascun livello istituzionale (Stato, Regioni, Autonomie locali) e l’effettivo contributo al risanamento del deficit: gli impegni sottoscritti dal Governo o quelli derivanti da nuove iniziative devono trovare copertura da una riprogrammazione e razionalizzazione della spesa delle Amministrazioni centrali, senza inasprire la pressione fiscale e senza prevedere ulteriori tagli al comparto Regioni. Si tratta comunque di distribuire equamente il carico finanziario tra i diversi livelli di governo e di evitare situazioni di squilibrio legate a fattori occasionali.

Si ricorda che il peso dei tagli sul sistema delle Autonomie della scorsa legge finanziaria (7,7 mld) ha mortificato ulteriormente il ruolo degli investimenti pubblici nella dinamica evolutiva del PIL e che le spese di investimento delle Regioni ricadono nel patto di stabilità.

Sulla base delle riflessioni presenti nel DPEF circa le modalità di regolazioni, ai fini del patto di stabilità, delle spese di investimento si ritiene che la risposta debba essere una  modifica della norma del patto di stabilità nell’ordine di escludere le spese di investimento quelle per i cofinanziamenti ai programmi europei per rispettare le finalità e i vincoli delle politiche comunitarie, nonché le spese per interventi conseguenti a calamità naturali.

Le Regioni chiedono al Governo un impegno preciso in riferimento a 3 questioni principali:

“Patto per la salute”, affinché sia mantenuto un giusto rapporto fra PIL e risorse per il fabbisogno sanitario. Infatti, la spesa sanitaria per il 2008 è prevista in 108,390 miliardi a fronte di un finanziamento programmato nel patto per la salute dello scorso ottobre di 99,082 miliardi. Occorre verificare la prima applicazione dell’Accordo sottoscritto lo scorso anno con l’obiettivo di aggiornarne i contenuti in relazione agli esiti dei tre tavoli istituiti sulla “Farmaceutica”, “Compartecipazioni alla spesa” e “livelli essenziali di assistenza (LEA)” e per quanto concerne le risorse da destinare per la non autosufficienza. Tali esiti devono comprendere il consolidamento dei 2 miliardi di maggiori risorse garantite dal MEF aggiornati con il tasso di crescita nominale del PIL e il riconoscimento automatico di adeguate risorse per le nuove prestazioni a carico del Servizio sanitario Nazionale riconosciute in corso d’anno (Es. vaccino contro infezione da HPV). Inoltre, è necessario:

1. lo stanziamento di almeno 2,5 mld per l’edilizia sanitaria;

2. il riconoscimento della maggiore quota di costi per il personale per i rinnovi contrattuali con il pieno riconoscimento del differenziale sul di tasso di inflazione programmata (1,15%) pari a 1,2 mld nonché per la stabilizzazione del personale precario, stimato in circa 500 milioni su base annua;

3. il presidio del risultato riferito alla chiusura dei sistemi regionali per l’anno 2006 rispetto al quale non si potranno ripetere o implementare provvedimenti di finanziamento straordinario dei disavanzi come quelli previsti per il 2007;

4. estendere alle persone fisiche quanto già previsto per le persone giuridiche in ordine alla possibilità di deducibilità delle erogazioni liberali a favore degli IRCCS pubblici trasformati o meno in Fondazioni;

5. affrontare la situazione tuttora aperta relativa all’applicazione delle norme contenute nel D.Lgs. 66/2003, il rischio di aggravio per il SSN è stimato in 2 miliardi di euro.

 

2006

2007

2008

2009

finanziamento SSN legge finanziaria 2007

 

96,04

99,082

102,285

 

 

 

 

 

RPP 2007  PIL valori assoluti

1.468,646

1.510,158

1.561,069

1.614,810

percentuale incidenza SSN su PIL

 

6,36

6,35

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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