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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1033 - lunedì 12 novembre 2007

Sommario3
- Conferenza delle Regioni il 13 e il 15 novembre
- Finanziaria: ok a piani di rientro deficit sanità e riorganizzazione Ato
- Emilia-Romagna: Piano telematico, prototipo nazionale
- Tossicodipendenza: rapporto su attività SERT
- Senato federale: "focus" dell'agenzia "Dire"
- Loiero: Calabria, bene nuovo Piano sanitario regionale

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Conferenza delle Regioni il 13 e il 15 novembre

(regioni.it) Doppio appuntamento per i Presidenti delle Regioni a Roma. Mentre resta ferma infatti la convocazione per martedì 13 novembre per discutere delle risorse 2006 legate all’attuazione del decreto 56/2000, arriva anche l’impegno della sessione ordinaria della Stato-Regioni e della Conferenza Unificata che il Ministro Linda Lanzillotta ha convocato per giovedì 15 novembre. Conseguentemente i Presidenti delle Regioni torneranno a riunirsi la mattina dello stesso 15 novembre per affrontare i temi oggetto delle riunioni che si terranno nel pomeriggio al Dipartimento per gli affari regionali.

Ricapitolando:

La Conferenza delle Regioni è convocata per martedì 13 novembre alle ore 13.00 (Roma, via Parigi 11) con lo stesso ordine del giorno della riunione inizialmente prevista per l’8 :

1) Comunicazioni del Presidente;

2) Attuazione del Decreto Legislativo n. 56 del 18 febbraio 2000 recante “Disposizioni in materia di Federalismo fiscale”, per l’annualità 2006;

3) Varie ed eventuali.

Ma tornerà a riunirsi giovedì 15 novembre 2007 alle ore 10.00 (presso la Segreteria della Conferenza - Via Parigi, 11 – Roma) con il seguente Ordine del giorno:

1) Approvazione resoconti stenografici delle sedute dell’11 e 18 ottobre 2007;

2) Comunicazioni del Presidente;

3) Esame questioni all'o.d.g. della Conferenza Unificata;

4) Esame questioni all'o.d.g. della Conferenza Stato - Regioni;

5) COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI E GENERALI – Regione Siciliana

Disegno di legge recante “Disposizioni in materia di incompatibilità e di conflitti di interessi dei titolari delle cariche di Governo e istituzione dell’Autorità garante dell’etica pubblica e della prevenzione dei conflitti di interessi” (A.C. 1318-A): Valutazione sugli articoli 21 e 22 di interesse regionale – Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 19 settembre 2007;

6) COMMISSIONE SALUTE – Regione Toscana

6a) Documento di osservazioni alla proposta di legge recante” Disposizioni per l’accesso alla psicoterapia” – Punto all’esame della Commissione nella riunione del 15 novembre 2007;

6b) Determinazioni sulla proposta del Ministro della Salute di riparto tra le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano delle disponibilità finanziarie destinate al Servizio Sanitario Nazionale per l’anno 2008 - Punto all’esame della Commissione nella riunione del 15 novembre 2007;

7) COMMISSIONE POLITICHE AGRICOLE –Regione Puglia

La filiera lattiero casearia e l’evoluzione in atto nella politica comunitaria: posizione delle Regioni – Punto esaminato dalla Commissione nella riunione dell’8 novembre 2007;

8) COMMISSIONE BENI E ATTIVITA’ CULTURALI – Regione Basilicata

Materia Sport – Coordinamento Regione Abruzzo

Contributo delle Regioni e Province autonome per la programmazione e la governance del settore sport – Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 19 giugno 2007;

9) Servizi effettuati da Trenitalia fra Roma e le Regioni Basilicata e Umbria - Richiesta dei Presidenti delle Regioni Basilicata e Umbria, ai sensi del Regolamento della Conferenza (art. 4, comma 3);

10) Varie ed eventuali.

SEDUTA RISERVATA

11) DESIGNAZIONI

11a) Seconde designazioni esperti regionali per la partecipazione ai lavori dei Comitati e dei Gruppi di lavoro della Commissione Europea e del Consiglio e modalità di attuazione dell’Accordo generale di Cooperazione tra Stato Regioni e Province autonome del 16 marzo 2006 ex art. 5 della Legge 131 del 2003;

11b) Gruppo di lavoro per la definizione dei criteri per l’individuazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi: nuova costituzione - quattro rappresentanti regionali.

E’ stata inoltre convocata con specifico telegramma, per lo stesso giorno alle ore 12.00 l’Assemblea del Cinsedo.

(red/12.11.07)

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Finanziaria: ok a piani di rientro deficit sanità e riorganizzazione Ato

(regioni.it) Il 9 novembre il Senato ha approvato l'articolo 18 della Finanziaria che prevede l'attuazione dei piani di rientro regionali in materia sanitaria. La norma stabilisce un'anticipazione finanziaria, da parte dello Stato, in favore delle Regioni Lazio, Campania, Molise e Sicilia, allo scopo di estinguere i debiti contratti sui mercati finanziari e commerciali cumulati fino al 31 dicembre 2005. L'anticipazione e' concessa in base alle previsioni dei singoli accordi stipulati tra i ministri della Salute e dell'Economia e le Regioni sopra citate. L'anticipazione finanziaria è ammessa entro un limite complessivo di 9.100 milioni di euro. Le Regioni devono restiture l'anticipazione entro un periodo non superiore a 30 anni.

Dalla discussione del 9 novembre (cfr. anche sintesi Ansa) è emersa anche un’altra importante novità che interesserà Regioni ed enti locali: un taglio agli enti gestori  dipendenti da Regioni, comuni e province. Il Senato ha infatti approvato l'articolo 15 della Finanziaria che chiede agli enti territoriali di sopprimere o accorpare i propri enti, agenzie o organismi che svolgono funzioni del tutto o in parte coincidenti con quelli gia' svolte dalle amministrazioni pubbliche. L'articolo prevede una riorganizzazione anche degli enti che  curano la gestione della distribuzione dell'acqua e della raccolta dei rifiuti, i cosiddetti Ato.

Per seguire i lavori del Parlamento sulla finanziaria si può consultare la sezione “InParlamento” del sito www.regioni.it, e i  particolare la rubrica “Evidenze”. Ultimi aggiornamenti:  Ddl “finanziaria 2008”: aggiornamento discussione 9 novembre 07 ; Ddl Finanziaria 08: aggiornamento 8 novembre.

(red/12.11.07)

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Emilia-Romagna: Piano telematico, prototipo nazionale

(regioni.it) Piano telematico all’avanguardia per la Regione Emilia-Romagna. Errani e Gentiloni hanno firmato infatti un accordo che prevede la banda larga anche nei territori che presentano maggiori problemi di divario digitale.
Si intende cos’ realizzare in Emilia-Romagna la più grande community network delle p.a.
Il presidente Errani ha spiegato in particolare che ci saranno  "vantaggi per la produttività della pubblica amministrazione, per la competitività delle imprese, per la partecipazione democratica dei cittadini".
Mentre il ministro Gentiloni ha evidenziato che "l'accordo è un prototipo che verrà esteso anche ad altre Regioni".
L’accordo di programma firmato dal presidente della Regione
Vasco Errani e il ministro delle telecomunicazioni Paolo Gentiloni nasce in applicazione delle "Linee Guida per i piani regionali", elaborate dal Comitato Interministeriale per la Banda Larga
, approvate il 20 settembre scorso dalla Conferenza Stato-Regioni. L’accordo è altresì l’ultimo tassello di un processo avviato con i due piani telematici regionali (2002-2005 e 2007-2009), realizzati dall’assessorato Attività produttive, sviluppo economico e piano telematico, e consentirà di attivare servizi a banda larga anche nelle aree fino ad oggi più svantaggiate del territorio regionale. L’obiettivo è di ridurre il divario digitale per le comunità e i cittadini e favorire le opportunità di sviluppo delle aree montane e rurali. Progettando e realizzando interventi "a complemento" della rete Lepida, Regione e Ministero intendono promuovere lo sviluppo della pubblica amministrazione e la presenza degli operatori privati di telecomunicazioni in tutte quelle aree che vivono con difficoltà la distanza geografica dai centri principali.
"Lo straordinario valore di questo accordo si vedrà in particolare negli anni a venire", ha sottolineato il presidente Errani. "Porterà vantaggi per la produttività della pubblica amministrazione, per la competitività delle imprese, anche dei territori fino ad ora più svantaggiati, e sarà un grande strumento per favorire la partecipazione democratica dei cittadini e qualificare il loro rapporto Il ministro Gentiloni ha infine ribadito che si tratta di "un accordo esemplare che garantirà entro il 2009 l’accesso alla rete veloce internet del 100% dei cittadini dell’Emilia-Romagna”.
L’obiettivo del Governo è di poter raggiungere l’obiettivo di legislatura di dare l’accesso alla banda larga, quale nuovo servizio universale, all’intero Paese".

Documentazione:

http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/notizie/news/2007/nov/firma_errani_gentiloni.htm

http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/ERMES/notizie/news/2007/nov/firma_errani_gentiloni.htm?#speciali

                                     Guarda l'intervista al Ministro Paolo Gentiloni

                                    Guarda l'intervista al Presidente Vasco Errani

     Leggi l'intervista al Ministro Paolo Gentiloni

     Leggi l'intervista al Presidente Vasco Errani

                    La Community network dell'Emilia-Romagna

                    Il commento dei protagonisti

                    Mappa digital divide (pdf, 188 KB)

                    Progetto di "Sistema a rete" (pdf, 61 KB)

                    Emilia-Romagna digitale

                    Lepida

(red/12.11.07)

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Tossicodipendenza: rapporto su attività SERT

(regioni.it) E’ stato pubblicato su sito del Ministero della Salute il rapporto annuale sull’attività dei Sert per l’anno 2006, redatto dallo stesso Ministero.

Sono 171.323 le persone – si legge nel comunicato del Ministero della Salute -  che nel 2006 sono state seguite dai 544 Sert, i servizi pubblici per le tossicodipendenze del Ssn, operanti nelle diverse regioni italiane. I nuovi utenti dei Sert rappresentano il 20,9% (pari a 35.766 assistiti), mentre il 79,1% è costituito da soggetti rientrati o già in carico dagli anni precedenti. Dal primo anno di rilevazione, il 1991, l’identikit dell’utente dei Sert è molto cambiato. Sia per l’età che per il tipo di sostanza stupefacente per la quale si è rivolto ai Sert.

Se nel ’91 la classe di età più ampia degli utenti, pari al 37,1% del totale, era compresa tra i 25 e i 29 anni, quindici anni dopo, nel 2006, la classe di età più numerosa, con il 27,5%, è diventata quella dei maggiori di 39 anni che nel 1991 rappresentavano appena il 2,8% degli assistiti dai Sert. Quasi dimezzati, invece, i minorenni che rappresentavano il 4,8% del totale nel 1991, e solo il 2,7% nel 2006. Da segnalare tuttavia che tra i minorenni si è registrato un abbassamento dell’età delle prime esperienze di consumo, in particolare di cannabis. I minori di quindici anni sono infatti passati dallo 0,1% del totale degli utenti dei Sert del 1991, allo 0,2% del 2006. Questo dato, in ogni caso, non modifica il profilo anagrafico dell’utente “tipo” dei Sert che ormai è in forte prevalenza di età superiore ai 39 anni.

Per quanto riguarda le sostanze stupefacenti per le quali ci si è rivolti o si è stati segnalati dalle Prefetture ai Sert, l’eroina resta la droga più presente con il 71,3% degli utenti in carico. Al secondo posto la cocaina con il 14% e al terzo la cannabis con il 9,6%. Da notare che nel 1991 l’eroina rappresentava il 90,1% dei casi e la cocaina solamente l’1,3%. La cannabis resta invece stabile negli ultimi cinque anni su percentuali di segnalazione costanti attorno al 10%.  Nessun cambiamento di rilievo, invece, nel sesso dell’utente del Sert. Egli resta in grande prevalenza maschio (86,6% del totale degli assistiti). Da sottolineare, infine, che i Sert assistono l’82,7% degli utenti di servizi di recupero per le tossicodipendenze, mentre il 10,3% è assistito dai servizi all’interno delle carceri e il 7% dai servizi del privato sociale.

(red/12.11.07)

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Senato federale: "focus" dell'agenzia "Dire"

(regioni.it) L’agenzia giornalistica “Dire” ha dedicato il 9 novembre un “focus” (composto da vari lanci) al  Senato federale, individuando nel “riconoscimento definitivo e formale della rappresentatività delle Regioni nel processo legislativo”, “uno dei punti chiave del progetto di legge di riforma Costituzionale all’esame Camera dei Deputati (il primo dei 4 passaggi tra Camera e Senato che dovrebbero portare all'approvazione finale). “Se il progetto di legge dovesse essere approvato, i senatori non sarebbero più eletti direttamente dai cittadini, come avviene oggi, ma dai Consigli regionali e dai Consigli delle Autonomie locali” che molte regioni hanno già istituito”. Scomparirebbe così "bicameralismo paritario", in favore della distinzione della funzione delle due Camere, con la Camera dei Deputati che rimarrebbe l'unica depositaria di un rapporto diretto di fiducia con il Presidente del Consiglio dei ministri.

I senatori – secondo quanto previsto dal progetto - parteciperebbero e condizionerebbero la formazione delle riforme istituzionali e delle leggi che incidono sulle potestà e sulle risorse finanziarie delle autonomie regionali e locali, ma non conferirebbero la fiducia al governo, e pertanto non ne condizionerebbero durata e poteri.

Il Senato federale (cfr. anche regioni.it n.1020) e' composto, così come previsto nel progetto di legge, da 186 senatori, 180 eletti nel territorio nazionale, e 6 eletti all'estero (mentre attualmente l'articolo 57 della Costituzione prevede che siano 315, ai quali si aggiungono i senatori a vita). Dei 180 senatori eletti in Italia, 144 sono consiglieri regionali designati dalle rispettive assemblee in ogni Regione in base alla popolazione, mentre 36 sono componenti di consigli comunali, provinciali o di citta' metropolitane, eletti dai Consigli delle Autonomie locali della regione o provincia autonoma. Con l'abrogazione dell'articolo 58 della Costituzione scompare inoltre il requisito dell'eta' minima per l'elezione, oggi prevista in 40 anni.

“Il numero dei senatori da eleggere e' stabilito in base a classi di popolazione, secondo quanto risulta dall'ultimo censimento generale”, ma iconsigli regionali della Valle d'Aosta e del Molise eleggono un senatore per ciascuna Regione; i consigli provinciali delle Province autonome della Regione Trentino Alto Adige/Sudtirol eleggono, con voto limitato, due senatori per ciascuna provincia”.

Sebbene non preveda l'uguaglianza formale della rappresentanza all'interno del Senato federale, il progetto di legge costituzionale che lo istituisce ridurrebbe fortemente la forbice tra i numeri dei senatori eletti in ognuna delle Regioni. Oggi, infatti, si oscilla tra i 47 senatori eletti in Lombardia e l'unico valdostano. Con la riforma invece, e facendo riferimento ai dati del censimento Istat del 2001, gli estremi sarebbero costituiti da un lato sempre dalla Lombardia, alla quale però spetterebbero 'solo' 14 senatori, e dall'altro dalle Province autonome di Trento e Bolzano, ognuna delle quali eleggerebbe 3 senatori.

“Entrando nel dettaglio, secondo la riforma, - speiga l’agenzia Dire - al Piemonte (4.214.677 abitanti) spettano 9 senatori eletti dal Consiglio regionale e 2 eletti dal Consiglio delle Autonomie locali: in tutto 11 senatori, rispetto ai 22 dell'attuale legislatura. Alla Valle d'Aosta (119.548 abitanti) vanno 1 senatore eletto dal Consiglio regionale e 1 eletto delle Autonomie locali, per un totale di 2 senatori (oggi ce n'e' solo 1). La Lombardia (9.032.554 abitanti) mantiene il primato sul numero dei senatori, ma scende dagli attuali 47 a 14, di cui 12 eletti dal Consiglio regionale e 2 eletti dalle Autonomie locali. Non cambia niente per la Provincia autonoma di Bolzano, che mantiene gli attuali 3 senatori, mentre la Provincia autonoma di Trento passa dagli attuali 4 a 3. Il Veneto (4.527.694 abitanti),che oggi conta 24 senatori, scende a 11 (9 nel Consiglio regionale e 2 nelle Autonomie locali). Il Friuli Venezia Giulia(1.183.764 abitanti) elegge 7 senatori nei Consigli regionali e 2 nelle Autonomie locali: in tutto 9 senatori, rispetto ai 7 di oggi. La Liguria (1.571.783) passa da 8 a 9 senatori (di cui 7 eletti nel Consiglio regionale). L'Emilia-romagna (3.983.346 abitanti) perde 10 senatori, passando dagli attuali 21 a 11, di cui 9 eletti nel Consiglio regionale. La Toscana (3.497.806 abitanti), invece, ne perde 7: da 18 passano a 11, di cui 9 eletti all'interno del Consiglio regionale. All'Umbria (825.826 abitanti) spettano invece 6 senatori (rispetto ai 7 di oggi), di cui 5 eletti nel Consiglio regionale. Le Marche (1.470.581 abitanti) "guadagnano" un senatore, passando dagli attuali 8 a 9 (di cui 7 eletti dal consiglio regionale). Il Lazio (5.112.413 abitanti)  perde 15 senatori, passando dagli attuali 27 a 12, di cui 10 eletti all'interno del Consiglio regionale. L'Abruzzo (1.262.392 abitanti)  passa a 9 senatori (oggi sono 7), di cui 7 eletti nel Consiglio regionale. La rappresentanza dei senatori molisani resta invariata: 2. La Campania (5.701.931 abitanti) passa da 30 a 12 senatori, 10 dei quali eletti dal consiglio regionale. La Puglia (4.020.707 abitanti) perde 10 senatori, passando dagli attuali 21 a 11, di cui 9 eletti dal Consiglio regionale. La Basilicata (597.768 abitanti) passa da 7 a 6 senatori, di cui 5 eletti dal Consiglio regionale. La Calabria (2.011.466 abitanti) passa invece da 10 a 9 senatori, di cui 7 eletti dal Consiglio regionale. La Sicilia (4.968.991 abitanti) passa da 26 a 11 senatori, di cui 9 eletti dal Consiglio regionale. Invariata la rappresentanza della Sardegna: 9 senatori, di cui 7 eletti dal Consiglio regionale.

"Apprezziamo, incoraggiamo e guardiamo con grande attenzione al percorso avviato dal progetto di legge che prevede l'istituzione del Senato federale della Repubblica". E' questo il giudizio di Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni e della Regione Emilia-Romagna, sul progetto di legge che è appena approdato alla Camera. Lo stesso parere e' stato espresso anche in occasione dell'incontro tra una delegazione della Conferenza delle Regioni e il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Luciano Violante, avvenuto pochi giorni dopo il licenziamento del Progetto di legge da parte della stessa Commissione. In quell'occasione le Regioni hanno espresso il proprio favore nei confronti del Senato federale che, "in quanto sede parlamentare deputata alla rappresentanza dei territori, colma la lacuna presente nel vigente titolo V della Costituzione". Nel contempo le Regioni hanno avanzato anche alcune osservazioni, che comunque non mettono in discussione il giudizio positivo sulla riforma.

L'eventuale “istituzione del Senato federale,– si legga ancora nel focus proposto dalla Dire - con l'ingresso a pieno titolo dei rappresentanti dei territori nel processo legislativo dello Stato, fa sorgere automaticamente la domanda sul destino della Conferenza delle Regioni, istituzione che al momento costituisce un luogo di dibattito, analisi e sintesi fra le Regioni, prima del confronto con il governo. Nel Progetto di legge non si parla di possibili cambiamenti della Conferenza delle Regioni: "Secondo me- dice Marcello Mochi Onori, segretario generale della Conferenza- questo e' un organismo che con maggiore o minore fortuna continuerà comunque ad essere valido, perché rappresenta il momento in cui le Regioni, prima di dialogare con Governo e Parlamento, concordano sui punti di contatto”. Sulla validita' della riforma Mochi Onori sottolinea che “quella che prevede il Senato federale è la migliore delle riforme possibili in Italia". Sebbene si discosti dall'ambizione delle Regioni, che "rimane quella di arrivare ad un Bundesrat puro, con rappresentanti solo delle giunte e in numero differenziato a seconda della popolazione delle Regioni". Allo stesso tempo, afferma Mochi Onori, "e' evidente che una riforma del genere modificherebbe profondamente il quadro generale, per cui non e' da  escludere che la Conferenza delle Regioni possa non dico ridimensionarsi, ma avere un assetto strutturale diverso, con una attivita' per certi aspetti piu' facile, perche' bisogna considerare che al momento le Regioni non hanno una rappresentanza in Parlamento, tanto che e' difficile, essendoci incompatibilita' fra il mandato di Consigliere regionale e quello di parlamentare, realizzare un'attività di lobby, intervento che puo' realizzarsi invece per i Comuni”. Dunque fra gli effetti della riforma potrebbe esserci anche quello di un diverso assetto dell'attività della Conferenza delle Regioni: "Ad oggi- spiega Mochi Onori- la Conferenza delle Regioni vive un momento di attività frenetica, quest'anno arriveremo a fare circa 40 riunioni, mentre probabilmente nel momento in cui dovesse nascere un Senato federale il lavoro potrebbe snellirsi e l'attività potrebbe allentarsi, ma ben venga un traguardo del genere". D'altronde, fa notare ancora Mochi Onori, "in Paesi come Germania, Usa, Australia, Canada, Austria, esiste sia il Senato federale che un'organizzazione che raccoglie il parere delle Regioni o degli Stati come luogo di elaborazione comune nelle relazioni con l'esecutivo. Credo che anche in uno Stato federale l'esigenza di un momento di collegamento per tirare fuori l'opinione del sistema regionale complessivo resterà sempre- è convinto Mochi Onori- un'esigenza insopprimibile". L'unico dubbio di Mochi Onori riguarda l'esito dell'iter legislativo che dovrebbe portare in Italia all'istituzione del Senato federale: "Il problema- dice- e' che essendo una buona riforma, ed essendo per certi aspetti anche dirompente, potrebbe incontrare non pochi ostacoli lungo il complesso iter che caratterizza una riforma costituzionale prima dell'approvazione
definitiva".

(red/12.11.07)

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Loiero: Calabria, bene nuovo Piano sanitario regionale

(regioni.it) Il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, si dice ''molto soddisfatto'' dell'approvazione del Piano sanitario regionale da parte dell'Esecutivo.

“Abbiamo realizzato – spiega Loiero - una importante razionalizzazione nel settore della sanita'. Questo Piano sanitario regionale non potra' certamente essere rivoluzionato dai successivi passaggi in commissione e in Consiglio. Non possiamo stravolgerlo. Il Consiglio, certo, e' sovrano ma da la', ne sono certo, verranno ulteriori contributi nella direzione fondamentale che ci siamo posti di una profonda razionalizzazione di tutto il sistema sanitario calabrese''. Anche se il Prc ha già annunciato la richiesta di correzioni.

''Abbiamo fatto una riforma strutturale – ribadisce ancora Loiero - che ci consentira' di eliminare gli sprechi e rimanere nel patto di stabilita' e, soprattutto, di dare ai calabresi una sanita' di qualita', una sanita' equamente distribuita sul territorio”.

Loiero pertanto sottolinea come il punto sia quello di bloccare l'esodo dei pazienti, di intrecciare le tante cose buone che ci sono nel pianeta sanita' calabrese, di farle funzionare al meglio.

''Siamo convinti - ha sottolineato Loiero - che solo in questo modo la sanita' calabrese potra' avere un futuro in grado di garantire prevenzione ed assistenza eccellenti che ci consentiranno di evitare la triste emigrazione sanitaria che crea gravi disagi ai calabresi e provoca anche enormi costi sociali''.

Saranno chiusi anche alcuni ospedali, non prima pero' di realizzare la nuova struttura. Cio' vale, ad esempio, per la Piana di Gioia Tauro, dove in due anni sara' costruito il nuovo ospedale, il nuovo ospedale della Piana di Gioia Tauro. Gli altri tre nuovi ospedali sono quelli della Sibaritide, di Vibo e di Catanzaro, cui seguirà la costruzione del nuovo ospedale di Cosenza.

Tra i punti del Piano la realizzazione di un polo di alta specialita' a Rogliano, l'aumento dei posti per acuto a Siderno anche se il vero obiettivo del Piano per quanto riguarda la Locride e' quello di rafforzare il presidio di Locri. Sul Tirreno cosentino viene parzialmente salvato l'ospedale di Paola, con circa 100 posti letto, anche se l'ospedale di riferimento resta Cetraro.

Loiero poi interviene anche sul rapporto Stato-Regioni nel momento in cui va avanti la discussione sulla legge delega sul federalismo. Loiero è preoccupato: ha scritto una nuova lettera al presidente Prodi paventando un aggravamento drammatico della situazione nel Mezzogiorno d'Italia. Al di la' della sanita', secondo Loiero, ci sarebbero infatti problemi assai grandi in altri settori della vita pubblica calabrese e meridionale. ''Una Regione come la Calabria - dice il

Presidente della Calabria - con quel tipo di federalismo fiscale verrebbe stesa per terra. Ripeto: la sanita' ha altri possibili tavoli di compensazione ma il turismo, l'agricoltura, la salvaguradia del territorio, come faremo a finanziarli?''.

(red/12.11.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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