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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1034 - martedì 13 novembre 2007

Sommario3
- Soppressione Eurostar: Umbria e Basilicata protestano
- Illy: nomadi, rivedere regole internazionali su rom
- Sanità: indagine Istat su utenti Asl
- Sanità: via i ticket anche per il 2008
- Bresso: siamo a metà programma
- Territorio: rapporto sulle frane

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Soppressione Eurostar: Umbria e Basilicata protestano

(regioni.it) Le Regioni Umbria e Basilicata porteranno sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni anche la questione del taglio dei treni Eurostar. Si tratta della paventata soppressione di alcune linee.

''La soppressione da parte di Trenitalia dei treni `Eurostar' che collegano Perugia con Roma - ha detto l' assessore umbro Giuseppe Mascio - e' un problema reale ed esistente, ma che non riguarda soltanto l'Umbria. Altre regioni come Basilicata, Puglia, Calabria e, in parte, la Liguria vivono la nostra stessa situazione''.

Per risolvere il problema, la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, e il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo hanno investito della questione l'azienda e la Conferenza Stato -  Regioni che trattera' il tema in una prossima riunione. Giovedi' prossimo e' stato fissato un incontro con il ministro dei trasporti, Alessandro Bianchi.

E’ evidente che la soppressione degli ''Eurostar'' che collegano Perugia a Roma comporterebbe per il capoluogo di regione una pesante penalizzazione nei collegamenti con la capitale. La stessa situazione si presenta anche in Basilicata.

(red/13.11.07)

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Illy: nomadi, rivedere regole internazionali su rom

(regioni.it) Tre pagine de “L’Espresso” per un’intervista al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, pubblicata sul settimanale il 9 novembre 2007. Eloquente e dirompente sin dal titolo: “Mai più tolleranza anche con i Rom”. Difficilmente però inquadrabile nell’ambito di un facile qualunquismo xenofobo. Piuttosto una proposta concreta perché si lavori per “cancellare le regole internazionali sul popolo nomade”. Secondo Riccardo Illy si tratta di "vecchi accordi internazionali, ratificati dai vari Paesi, rispondevano a un mondo che non c'è più. Quasi tutti gli Stati dove i rom sono presenti sono entrati in Europa, c'è la libera circolazione delle persone. I rom non rischiano più il genocidio e l'isolamento. Di più: non rischiano nemmeno di essere discriminati. Erano questi i motivi, allora condivisibili, che giustificavano i privilegi. Adesso è giunto il momento di normalizzare la loro presenza e la loro partecipazione alla società europea. Non c'è più ragione di mantenere norme speciali che riguardano, ad esempio, maggiori difficoltà per il loro allontanamento o i loro mezzi di trasporto che circolano con targhe non regolari".

Quanto poi alla misura delle espulsioni  per Illy "lasciano il tempo che trovano. Noi li espelliamo, magari li portiamo a nostre spese nel loro Paese e quelli rientrano subito. Perché non c'è come fermarli. A dicembre l'Ungheria entrerà nell'area Shengen. Gli ungheresi non avranno nessun interesse a respingere i romeni, tanto sanno che vanno altrove in Europa. E dall'Ungheria saranno facilmente nelle nostre strade". Ed allora che fare: “Noi, dico l'Italia, dico Trieste, oggi siamo frontiera Shengen. Dal 22 dicembre non più. Diventano frontiera Shengen paesi che hanno il reddito pro capite più basso e non hanno le capacità finanziarie di formare il personale, informatizzare il sistema. Allora deve entrare in campo l'Europa. Sicurezza e ordine pubblico non possono essere solo problemi nazionali. Sull'esempio degli Stati Uniti, bisognerebbe creare una polizia federale che si occupi tra l'altro del controllo della frontiera. Soprattutto della frontiera Shengen. Immigrazione clandestina, droga, prostituzione, traffico d'armi dovrebbero essere tutti temi di competenza della polizia europea”.

(red/13.11.07)

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Sanità: indagine Istat su utenti Asl

(regioni.it) Nel 2006 circa la metà della popolazione maggiorenne si è recata almeno una volta in un Asl. E’ uno dei dati che emerge dal volume ,curato dall’Istat, “la vita quotidiana nel 2006”.

Ad utilizzare di più la sanità pubblica sono le donne ( 52,3% dell’utenza), ma fra la popolazione anziana sono gli uomini a far maggiore ricorso alle Asl. Le strutture sanitarie maggiormente “visitate” sono quelle dell’Emilia-Romagna, Umbria e Toscana, mentre in Sicilia solo il 34,4 per cento della popolazione maggiorenne si è recato almeno una volta in una Asl, mentre il 60,8 per cento degli utenti calabresi ha dichiarato di dover sopportare file che durano più di 20 minuti, al contrario a Bolzano il 45,8 per cento ha dichiarato di non aver mai affrontato una fila di durata superiore ai 10 minuti. Quanto agli orari di sportello sono i trentini i più soddisfatti (80,1%), viceversa tra i meno soddisfatti i sardi: solo il 47,5% trova l’orario comodo (cfr. i dati estratti dal volume Istat).

(sm/13.11.07)

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Sanità: via i ticket anche per il 2008

(regioni.it) Via libera dell'aula del Senato all'abolizione del ticket sanitario nel 2008. Palazzo Madama ha votato l'articolo 48-bis che prevede, per il 2008, l'esenzione dal pagamento del ticket di 10 euro per le visite diagnostiche e specialistiche.

Si tratta quindi delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale con il ticket sanitario a carico dell'assistito. Il costo indicativo complessivo della cancellazione supera gli 800 milioni di euro per il 2008.

(red/13.11.07)

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Bresso: siamo a metà programma

(regioni.it) ''Siamo una Regione di successo, un modello per moltissime politiche di sviluppo, da quelle culturali a quelle sanitarie''. Cosi' il presidente della Regione Piemonte, Mercedes Presso, sul bilancio di meta' mandato della sua giunta.

''Abbiamo raggiunto piu' del 50% degli obiettivi che ci eravamo posti nell'intera legislatura'', ha aggiunto la Bresso.

La semplificazione amministrativa e' stata oggetto di una fra le prime nuove leggi regionali. E la Presso ha anche ricordato di aver gia' avviato la riduzione, fino a due terzi dei cda delle partecipate, ponendo un tetto ai compensi degli amministratori pubblici, di aver dimezzato le Asl e le direzioni regionali.

Nell'elenco delle cose fatte, spicca il capitolo infrastrutture: gli ultimi accordi riguardano l'Asti-Cuneo, il tunnel del Tenda, la pedemontana biellese fino all'autostrada Genova- Sempione, il nodo ferro-autostradale di Novara. Soluzioni sono all'orizzonte per la Tangenziale Est di Torino e per il prolungamento di Corso Marche, oltre che naturalmente sulla Tav. ''Con la regione Liguria abbiamo individuato le modalita' che consentono il finanziamento per il terzo valico'' ha aggiunto, mentre altre ipotesi sono allo studio per un'infrastruttura logistica alle spalle del porto di Voltri. Bresso ha poi citato le recenti legge sulla ricerca e l'innovazione, il piano per 10mila nuovi alloggi, la legge sul lavoro. Gli interventi per gli anziani e gli asili nido e sulla cultura. Ha poi sottolineato i traguardi raggiunti sulla sanita' con l'approvazione del piano sanitario, e del piano per l'edilizia socio sanitaria.

Nel capitolo minori costi per i cittadini si conta innanzitutto il taglio dei ticket  sanitari; da gennaio quello sui farmaci, ha annunciato, avra'  nuove esenzioni, con l'eliminazione del pagamento per tutti coloro che guadagnano meno di 35 mila euro l'anno.

L'elenco dei provvedimenti realizzati dopo due anni e mezzo di amministrazione regionale è di una quarantina di pagine. Su tutto cio' che viene fatto, ha spiegato Bresso, e' stato attivato un sistema di monitoraggio che dalla scorsa primavera verifica lo stato di attuazione del programma. I risultati di tale monitoraggio, ha spiegato, verra' reso noto quando verranno comunicati i dati relativi al prossimo bilancio regionale.

''Con un mix di realismo e grinta - ha concluso la Presso - a meta' legislatura possiamo dire di avere cambiato il ruolo del Piemonte a livello nazionale e internazionale''.

(red/13.11.07)

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Territorio: rapporto sulle frane

(regioni.it) Sono 470.000 le frane che interessano  il territorio italiano. Colpito il 69% dei comuni: 5.596 su un  totale nazionale di 8.101. Questa la fotografia dell'emergenza  emerso dal Rapporto sulle frane in Italia, realizzato da Apat, Regioni e Province Autonome e presentato oggi a Roma, nell'ambito del Progetto Iffi (Inventario dei Fenomeni Franosi in  Italia), dal Commissario Straordinario dell'Apat, Giancarlo Viglione.

Per approfondimenti, link: http://193.206.192.244/cartanetiffi/, allegati tecnici: brochure Progetto IFFI  (pdf 1.338 Kb); Allegato tecnico per la realizzazione del progetto (pdf 285 Kb); Allegato 1: Guida alla compilazione della scheda frane (pdf 1.8 Mb) ; Allegato 2: Database cartografico (pdf 148 Kb); Allegato 3: Database alfanumerico (pdf 960 Kb); Allegato 4: Procedure per il collaudo delle forniture dati (pdf 146 Kb); Allegato 5: Standard POL, editoriali e cartografici Progetto IFFI (pdf 536 Kb); Allegato 6: Specifiche per la realizzazione del Web-GIS del Progetto IFFI  (pdf 5.142 Kb); Scheda frane  (pdf 298 Kb) ; Tavola esempio  (pdf 7.39 Mb).

Il rapporto, sulla base dei risultati del progetto, mette a fuoco lo stato del dissesto su scala nazionale e regionale e conferma il quadro preoccupante censendo quasi 470.000 frane per un totale di circa 20.000 km2, pari al 6,6% dell'intero territorio nazionale. Un numero così levato di fenomeni franosi e' legato principalmente all'assetto morfologico del nostro paese, per circa il 75% costituito da territorio montano-collinare e alle caratteristiche meccaniche delle rocce affioranti. Non a caso, solo un mese fa, un crollo in roccia di 60.000 metri cubi si e' staccato dalla Cima Una in Val Fiscalina, una delle località più turistiche dell'Alto Adige.

Negli ultimi 50 anni le vittime per frana ammontano a 2.552, più di 4 vittime al mese. Le più frequenti cause d'innesco dei fenomeni franosi sono le precipitazioni brevi e intense o eccezionali e prolungate a cui va aggiunta l'attività antropica che contribuisce in maniera sempre più significativa all'instabilità dei versanti, attraverso tagli stradali, scavi e più i generale con una non corretta o assente pianificazione territoriale.

Le informazioni del Progetto Iffi, incrociate con gli elementi a rischio (tessuto urbano, aree industriali e commerciali, infrastrutture lineari di comunicazione, ecc.) mediante l'utilizzo di tecnologie Gis, hanno permesso di classificare 4.530 comuni con livello di attenzione elevato e molto elevato per rischio da frana.

Non tutte le frane, però, sono pericolose nello stesso modo. Quelle con elevate velocità di movimento (quali i crolli e le colate rapide di fango e detrito) e quelle che coinvolgono ingenti volumi di roccia o terreno causano i danni più gravi. Gran parte dei fenomeni franosi, inoltre, si riattivano nel tempo.

Da qui il Progetto Iffi che, basato sulla raccolta e l'archiviazione delle informazioni sulle frane, permette una corretta pianificazione territoriale (individuazione di aree di nuova urbanizzazione, limitazione d'uso e vincoli), progettazione di nuove infrastrutture. Per rendere fruibile il patrimonio conoscitivo a disposizione, l'Apat ha pubblicato su Internet la cartografia online, i documenti, le foto (www.sinanet.apat.it/progettoiffi ) e, grazie ad un accordo con  la Direzione Teche Rai, più di 50 filmati relativi a fenomeni franosi.

(red/13.11.07)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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