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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1041 - giovedì 22 novembre 2007

Sommario
- Emilia-Romagna-Lombardia: dati su maltrattamento donne
- Turismo: si insedia Comitato consultivo agenzia Enit
- Agenzia del farmaco: fa discutere la possibile riforma
- Cinema: il grattacielo Pirelli diventa set
- Formigoni: cooperazione, fiera campionaria
- Marrazzo: sanità, Rai e riforme

+T -T
Agenzia del farmaco: fa discutere la possibile riforma

(regioni.it) Botta e risposta sulla possibile riforma dell’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco), inserita nel Ddl sulla qualità del servizio sanitario nazionale , collegato alla Finanziaria 2008. Protagonisti l’Assessore Romano Colozzi, Coordinatore della Commissione affari finanziari per la Conferenza delle Regioni e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia e il Ministro della Salute, Livia Turco. “Il Governo – ha affermato Colozzi - vuole ridisegnare l'Aifa in chiave centralista eliminando le Regioni da ognicompetenza in materia''. “L'art. 22 del Ddl approvato dal Consiglio dei Ministri revede che, fra alcuni ''vecchi'' enti da razionalizzare e riorganizzare, ci sia anche l'Agenzia del Farmaco, tre anni appena compiuti, che ha talmente poco bisogno di riorganizzazione che nel Decreto fiscale attualmente in Parlamento c'e' addirittura una norma per il completamento della sua prima organizzazione. Si tratta semplicemente di una svista? Il Ministro lo dichiari subito, senza frapporre indugi. Se no sarà inevitabile pensare che non di riorganizzazione si tratta, a proposito dell'AIFA, ma di una vera e propria normalizzazione in chiave statocentrica. E' significativo infatti che si preveda per la “nuova AIFA” del Ministro Turco la nomina ministeriale di tutti i cinque membri del Consiglio, oltre che del Direttore, facendo fuori in un colpo solo tutto il mondo delle Regioni”. ''Di questo dunque si tratta - sottolinea Romano Colozzi - e non di riorganizzazione, in spregio dei positivi risultati conseguiti dall'AIFA in questi anni: il recupero dei mostruosi ritardi della CUF nelle autorizzazioni, la messa sotto controllo dei disavanzi farmaceutici, l'avvio di una significativa esperienza di ricerca indipendente sul farmaco. E tutto questo con una dotazione organica inferiore mediamente del 60% rispetto ad analoghe Agenzie in Europa. Il grande valore dell'AIFA sta proprio nel costituire un significativo esempio di leale collaborazione fra Stato e Regioni in una materia che storicamente ha creato grandi problemi, ai limiti della vera e propria contrapposizione. Spieghi il Ministro perché intende buttare al macero tutto questo. Spieghi se ritiene giusto che le Regioni non abbiano voce in capitolo in un organismo che regolamenta un settore in cui esse spendono annualmente circa 17 miliardi. Ma vale veramente la pena rischiare di far partire 20 sistemi farmaceutici diversi nel Paese solo per garantirsi la nomina di alcuni fedelissimi?”.”Il Governo in materia di sanità - ha poi concluso Colozzi - continua a tirar fuori dal cilindro cose sempre più incredibili. Non si e' ancora sopita la eco dei 9 miliardi trovati in un batter d'occhi per chiudere i buchi sanitari di alcune regioni, nonostante si continui a obiettare, di fronte a qualsiasi richiesta, che non ci sono coperture ed ecco che il Consiglio dei Ministri approva un collegato alla finanziaria in materia di sanità che vuol riportare le lancette dell'orologio indietro di vent'anni: evidentemente la sinistra ha dimenticato di aver approvato nel 2001 una riforma costituzionale che in materia di sanità dice qualcosa nella distribuzione di competenze fra Stato e Regioni”.

Nella sua replica il Ministero della Salute precisa “che il ddl per la qualità e la sicurezza del Ssn non prevede alcuna esclusione delle Regioni dal Consiglio di amministrazione dell'Agenzia. Esso prevede infatti - prosegue il comunicato – che siano ridefinite le modalità di designazione dei membri del Consiglio di amministrazione limitatamente a quelli di spettanza del Ministero della Salute. Quindi nulla cambia per quanto riguarda la composizione del Cda dell'Aifa, che resta composto da un presidente, designato dal Ministro della Salute, d'intesa con la Conferenza Stato Regioni e da quattro membri, di cui due designati dal Ministro della Salute e due dalla Conferenza Stato Regioni”.

Il comunicato del Ministero stempera dunque la polemica: “Prendo atto che la volontà politica del Ministro della salute nella ridefinizione dei criteri di designazione del CDA dell'AIFA non è antiregionalista. Trattasi però di 'lapsus calami', ovvero il pensiero dell'estensore del testo non coincide con quanto scritto nel disegno di legge che recita: 'designazione dei membri del consiglio di amministrazione degli enti o degli istituti sottoposti alla vigilanza del Ministero della salute da parte del Ministro della salute...' senza alcun riferimento alle Regioni''. E' la replica del coordinatore degli assessori regionali alle finanze Romano Colozzi alla nota del Ministero della salute sul disegno di legge sulla qualità del SSN. ''E' tuttavia auspicabile – conclude Colozzi - che il testo del DDL sia adeguato alla volontà politica. Altrimenti sarebbe un pasticcio''.

(red/22.11.07)

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