Header
Header
Header
         

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1042 - venerdì 23 novembre 2007

Sommario
- Conferenza Regioni il 27 novembre: fondo sanitario e finanziaria
- Sanità e risorse: un articolo de "La Voce"
- Rifiuti radioattivi: Regioni in gruppo studio criteri per deposito nazionale
- Sanità e ricerca: bando per "under 40"
- Trasporto pubblico locale: verso la riforma del settore
- Dente: "Aboliamo i ministeri"

+T -T
Sanità e risorse: un articolo de "La Voce"

(regioni.it) La ripartizione delle risorse è sempre questione delicata. Si può discutere su un determinato criterio, si può adottare un certo parametro, ma ogni ragionamento fatto “a monte” si scontra con la realtà e la concretezza che si riscontra “a valle”, con tabelle che segnano, puntualmente, un arretramento o un avanzamento, rispetto ad un “precedente”. Tale questione diventa particolarmente delicata quando la suddivisione riguarda la sanità come dimostra anche la recente discussione (in sede di Conferenza delle Regioni) sul fondo sanitario nazionale 2008.

Ma come sono andate le cose fino ad oggi? E, a fronte delle evoluzioni che hanno caratterizzato il riparto delle risorse per la sanità, si può affermare che la spesa sia “equilibrata”? Sono alcune della domande a cui tenta di dare risposta un articolo di Vittorio Mapelli, intitolato “Sanità e regioni, la spesa è equilibrata” pubblicato su www.lavoce.info

“Il Sistema sanitario nazionale ha appena compiuto trent' anni. Prima della sua istituzione esistevano forti squilibri tra le regioni nella dotazione di strutture sanitarie e nei livelli di spesa per abitante. Ora scrive Mapelli - i differenziali si sono ridotti e l'obiettivo di eguale spesa pro capite per eguale età è sostanzialmente raggiunto. […] Uno dei maggiori successi del Ssn è indubbiamente il riequilibrio della spesa sanitaria tra le regioni italiane, che però non è stato accompagnato da un riequilibrio reale nella qualità dei servizi e nelle condizioni di salute. […] Uno dei primi obiettivi della riforma sanitaria fu quindi il riequilibrio delle situazioni regionali, con un forte richiamo al principio dell’eguaglianza territoriale (articoli 2, 3, 4, 51). Il principale strumento fu individuato nella politica finanziaria e, in particolare, nella creazione di un Fondo sanitario nazionale destinato, per la parte corrente, a finanziare i servizi secondo una quota pro-capite, correlata ai bisogni di salute e gradualmente disancorata dalla spesa storica, e per la parte in conto capitale all’investimento in strutture e apparecchiature sanitarie. Dal 1985 fu adottato il criterio della quota capitaria pesata secondo i consumi sanitari (farmaci, ricoveri, specialistica) per classi di età. I trasferimenti variavano quindi da regione a regione, creando tensioni finanziarie in quelle regioni con elevati livelli di spesa storica, e incentivava i consumi in quelle più povere di servizi. Negli stessi anni fu anche inaugurata una politica di sotto-finanziamento del Ssn, che continua tuttora, con la conseguente creazione di deficit, anche se di diversa ampiezza da regione a regione. Deficit che furono ripianati dallo Stato fino al 2001, dunque finirono per premiare le regioni meno virtuose e, di fatto, si trasformarono in un finanziamento “a piè di lista”, molto simile alla spesa storica.

Dopo quasi trent’anni di politiche di riequilibrio è quindi il momento di verificare se il divario Nord-Sud sia stato azzerato o almeno ridotto […] La cifra assegnata per abitante varia, infatti, da regione a regione: nel 2007 è di 1.731 euro per la Liguria e di 1.592 per la Lombardia, ad esempio. Ciò crea qualche malcontento tra alcuni “governatori”, ma la somma è considerata equa, data la diversità dei bisogni regionali. Tecnicamente si può misurare come la differenza tra lo scarto (dalla media nazionale) della spesa per abitante pesata e al netto della mobilità sanitaria e lo scarto (dalla media nazionale) del finanziamento pro-capite pesato (già netto). Vi è riequilibrio se i due scarti coincidono o differiscono di poco (±2 per cento, per ipotesi, pari a circa 30 euro), mentre persiste uno squilibrio se lo scarto è inferiore al -2 per cento.[…] Nove regioni sono allineate e sei si collocano sopra i valori-obiettivo stabiliti dal Fondo sanitario. La maggioranza delle regioni dispone quindi di un volume di risorse (più che) adeguato ai fabbisogni. Alcune superano di molto il riferimento nazionale: Bolzano (+37 per cento in media nel quadriennio), Valle d'Aosta (+21 per cento), Trento (+18 per cento), Lazio (+10 per cento), Molise (+6 per cento), Campania (+4 per cento) e sono squilibrate per eccesso. La Valle d'Aosta e le due province autonome di Trento e Bolzano possono contare su risorse fiscali proprie (sarà questo il federalismo?); il Molise ha superato il valore di riferimento solo negli ultimi tre anni, dopo essere sempre stato sotto la media nazionale (-20 per cento nei primi anni Ottanta), mentre la Campania lo ha fatto nell’ultimo decennio. Tra le regioni con bassi livelli di spesa ve ne sono tre del Sud (Puglia, Basilicata e Calabria) e l’Umbria, che storicamente si sono sempre collocate sotto la media nazionale, mentre la Toscana ha iniziato il contenimento solo a partire dai primi anni Novanta, come il Veneto e più tardi l’Emilia-Romagna. La Lombardia non ha quasi mai superato i valori di riferimento (salvo tra il 1995-99), anche perché i residenti ricorrono di più al mercato privato. Per queste ultime regioni il basso livello di spesa è frutto di una deliberata politica di contenimento, non di scarsità di risorse. Delle otto regioni del Sud che nel 1977 stavano sotto la spesa media nazionale solo Puglia, Basilicata e Calabria continuano a rimanere al di sotto anche nel 2002-05: sussiste quindi un problema di risorse per l’11 per cento della popolazione italiana.[…] Dopo quasi trent’anni di politiche di riequilibrio finanziario, i differenziali di spesa si sono quindi ridotti e l'obiettivo di una “eguale spesa pro capite per eguale età” sostanzialmente raggiunto. Rimane da valutare – conclude Mapelli -se a un identico ammontare di spesa media per abitante tra le varie regioni corrispondano anche eguali benefici per la popolazione, sia in termini di prestazioni sanitarie fruite (output), che – soprattutto – di condizioni di salute (outcome). Ma si può già anticipare che la risposta è negativa”.

(red/23.11.07)

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top