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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1071 - martedì 22 gennaio 2008

Sommario3
- Edilizia residenziale pubblica
- Nomine Asl: le proposte di Marrazzo
- Turco propone confronto su direttori aziende sanitarie
- Illy, Formigoni: piano di collaborazione
- Turismo: "Italia.it" passi all'Enit
- Corte dei conti: serve autonomia finanziaria enti locali

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Edilizia residenziale pubblica

Piano straordinario casa

(regioni.it) Mentre in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto sul piano straordinario per la casa a livello nazionale, in diverse regioni si annunciano interventi e programmi sull’edilizia residenziale pubblica.

La Liguria, ad esempio, ha presentato uno specifico programma per l'edilizia residenziale. L’assessore all'Edilizia della Regione Liguria, Maria Bianca Berruti, ha sottolineato nel contempo ''l'evidenziarsi nel corso degli ultimi anni di un costante incremento del fabbisogno”. La Berruti ha illustrato il nuovo programma quadriennale 2008-2011 che sancisce la conclusione della prima fase con la programmazione da parte della Giunta di 2.980 alloggi o posti letto. ''L'ipotesi di fondo del PQR - spiega Berruti - si basa sull'assunto che la nuova offerta di casa sociale, che si potra' avere entro l'inizio del 2012 ed e' fissata in 5.000 alloggi”.
Mentre dall'Ater (ex Iapc), Azienda territoriale per l'edilizia residenziale della Provincia di Roma, annuncia che arrivano finanziamenti per la realizzazione di nuovi appartamenti di edilizia residenziale pubblica.
In Lombardia c’è l'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (Aqst). "Gli Accordi - ha detto l'assessore Scotti - sono lo strumento innovativo ed efficace, con il quale Regione Lombardia ha scelto di contribuire in maniera forte e decisa, ma soprattutto in stretto raccordo con gli Enti locali e territoriali, ad affrontare il tema della casa". "E abbiamo scelto di farlo - ha aggiunto Scotti - con quel metodo che si e' gia' rivelato vincente, coinvolgendo cioe' gli Enti locali che sono chiamati a rilevare i bisogni sul territorio e a precisarli nel dettaglio in dialogo con la Regione". "Il nuovo programma di edilizia residenziale pubblica - ha spiegato l'assessore Scotti - fissa un'ulteriore tappa nella ricerca di soluzioni adeguate alle problematiche sociali emergenti. Numerose e significative sono state finora le politiche promosse e gli interventi attuati in questi anni da Regione Lombardia per rispondere alle varie tipologie di bisogni e ancora piu' mirato sara' ora il nostro impegno perche' le iniziative in tema di casa e di opere pubbliche possano tradursi il prima e il meglio possibile in azioni di sviluppo delle citta' e di miglioramento della qualita' della vita dei cittadini".
Il 28 febbraio e' la data per l'emanazione contestuale da parte di tutti i comuni umbri del bando per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. La Giunta regionale dell'Umbria ha infatti approvato, su proposta dell'assessore alle politiche sociali e abitative Damiano Stufara, le modalita' e la tempistica per l'attuazione del secondo bando per l'assegnazione di alloggi a canone sociale della Legge regionale di settore (L.R. 23/03) e le scadenze relative alle graduatorie attualmente vigenti. Sono inoltre previsti in totale tre milioni di euro per realizzare nuovi alloggi con soluzioni innovative nel campo della bioarchitettura e del risparmio energetico, il bando di concorso per l'assegnazione di contributi approvato dalla giunta regionale dell'Umbria e rivolto alle cooperative di abitazione ed alle imprese di costruzioni e loro consorzi.
Approvati dalla giunta regionale delle Marche, i criteri per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
In Abruzzo l'assessore regionale alle Opere pubbliche, Mahmoud Srour, ha annunciato che ''nel biennio 2006-2007 - ha spiegato Srour - sono stati concessi 1 miliardo e 103 milioni di euro di finanziamenti, tra i quali 748 milioni per l'edilizia residenziale”.

Intanto è stato pubblicato il 17 gennaio 2008 sulla Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale sul piano straordinario per la casa promosso dal Governo. Il decreto - che porta la firma dei ministri per le Infrastrutture Di Pietro e della Solidarietà sociale Ferrero - stanzia la somma di 543.955.500,00 euro al netto dello stanziamento previsto per la realizzazione di un Osservatorio nazionale e di Osservatori regionali sulle politiche abitative e delle spese da sostenere per l'attuazione della Convenzione con la Cassa Depositi e Prestiti. Obiettivo del Programma straordinario è, in generale, quello di ampliare su tutto il territorio nazionale l'offerta di alloggi sociali ed, in particolare, garantire alle famiglie sotto sfratto appartenenti a specifiche categorie sociali il "cosiddetto" passaggio da casa a casa. Allegati al decreto, la ripartizione del fondo tra le regioni e l'elenco dei progetti prioritari da soddisfare con le risorse a disposizione. 

Dossier su ''Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica''

 Link a iniziative regionali:
 
(red/22.01.08)

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Nomine Asl: le proposte di Marrazzo

Condividere con gli elettori la scelta dei manager

(regioni.it) "Se la politica vuole essere autorevole e vicina alla gente comune, deve cancellare in fretta, e prima che sia troppo tardi, l'opinione diffusa che la tessera di partito sia il solo e piu' sicuro viatico per ottenere un incarico nella pubblica amministrazione". Lo ha scritto in una lettera al "Corriere della Sera'' (pubblicata il 21 gennaio) il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, che avanza cosi' "due modeste proposte" su come si potrebbero gestire le nomine nella pubblica amministrazione, con specifico riferimento ai vertici delle Asl.
“Si potrebbe immaginare -scrive Marrazzo- un organismo terzo che redige e tiene un elenco dal quale attingere i curricula dei direttori generali delle Asl, scelti per competenze e professionalita'. Oppure -continua- dichiarare fin dalla campagna elettorale quali saranno i tecnici, ove vige la discrezionalita' di nomina, che accompagneranno il candidato presidente in ruoli di amministrazione, scelta e decisione: sollevando cosi' il velo dell'ipocrisia e condividendo con gli elettori la scelta di manager che hanno come unici referenti i cittadini-azionisti".
"E' di sicuro -scrive ancora il Presidente del Lazio- un dibattito che deve proseguire principalmente nelle sedi istituzionali,e che penso debba essere affrontato anche dalla Conferenza delle Regioni".
(red/22.01.08)

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Turco propone confronto su direttori aziende sanitarie

E' possibile "stralciare" alcune parti del Ddl per la qualità e la sicurezza del servizio sanitario

(regioni.it) “La questione dei manager sanitari e dei primari nominati più per la tessera che per la loro bravura non è nuova. La sensazione, pur essendo personalmente convinta che il fenomeno non si possa generalizzare più di tanto, è quella di un sistema a lottizzazione spinta.” e “non si può equiparare di per sé a lottizzazione il fatto che siano le Regioni a nominare i direttori generali di Asl e Ospedali. Come si può infatti immaginare di scindere la responsabilità politica di tutelare la salute dei cittadini, che è compito delle Regioni, dal potere loro affidato di nomina di questi manager ai quali spetterà l’attuazione delle politiche di programmazione e di indirizzo sanitario stabilite dalla Giunta?
E poi sgombriamo il campo dal miraggio delle “regole perfette” per nomine al di sopra di ogni sospetto. Semplicemente non esistono” A sostenerlo è il Ministro della Salute Livia Turco in un lungo comunicato stampa diffuso il 21 gennaio.
“Il nodo – sostiene il Ministro - sta piuttosto nello stabilire dove inizia e dove deve necessariamente finire l’arbitrio della politica nella selezione di manager e primari. Intanto chiariamo che si tratta di due profili distinti. Sul primo, quello dei direttori generali, è indubbio che la politica deve continuare, come abbiamo visto, ad avere un ruolo fondamentale, pur se vincolato da criteri limpidi nella selezione dei manager.  Per i medici e gli altri dirigenti apicali della sanità il discorso è completamente diverso. Qui la politica non deve entrare in alcun modo nella partita delle nomine. Non può infatti che essere il direttore generale, in piena autonomia e in qualità di primo responsabile dell’azienda sanitaria, a scegliere i suoi migliori collaboratori.  Chiarito ciò, il problema è per l’appunto quello di come far sì che il percorso di nomina sia il più possibile impermeabile ad “inquinamenti” di sorta.  Ed è qui che si deve introdurre il discorso sulle regole. Per aiutare a far prevalere il merito e non la fedeltà, la competenza e non il legame di cordata.
Per questo voglio lanciare una proposta rivolta in primo luogo alle Regioni e ai partiti, ma anche ai sindacati e alle professioni, affinché tutti facciano la loro parte nel presidiare il merito e la competenza prima di ogni altro interesse.
Il 16 novembre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il mio ddl per la “qualità e la sicurezza del Ssn” dove sono previste nuove procedure, sia per la scelta dei direttori generali che per la nomina delle figure mediche e sanitarie apicali. Nel primo caso ho previsto che la nomina dei manager sanitari, da parte della Giunta regionale, avvenga previa bando pubblico per notificare con congruo anticipo che c’è quell’incarico a cui concorrere. I candidati saranno selezionati da una Commissione di esperti che sottoporrà alla Regione una terna dei migliori profili sui quali effettuare la scelta. La trasparenza della procedura è assicurata dalla pubblicazione su internet di tutto il percorso decisionale con tanto di curriculum e valutazioni. Inoltre l’intero procedimento è sottoposto al vaglio di un ente esterno alla Regione, individuato nell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali”.
“La proposta che faccio è questa. Vogliamo - Regioni e forze politiche - compiere uno sforzo straordinario per far sì che si possano tradurre presto in legge, magari stralciandole dal più vasto complesso di misure inserite nel ddl sulla qualità e la sicurezza? Sono pronta a ridiscutere, subito e dandoci tempi certi di lavoro, il merito delle singole disposizioni che sono certamente perfettibili. Ma non tiriamoci indietro da questa sfida”.
Risponde a stretto giro il Presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, che insiste sulla proposta lanciata con una lettera pubblicata dal Corriere della Sera (vedi articolo precedente) ''L'obiettivo e' raggiungere un sano  equilibrio tra i compiti di indirizzo, di programmazione e di  elaborazione degli obiettivi che i manager della sanita'  pubblica devono centrare e una possibile autonomia dalla politica''. ''Autonomia dalla politica vuol dire che mentre i manager sono legati alla responsabilita' di raggiungere gli obiettivi che gli pone il governo regionale, nello stesso tempo devono saper mantenere alto anche l'elemento di imparzialita', professionalita' e trasparenza''.
Il presidente della Regione Lazio, ha  aggiunto di ritenere che ''nella maggior parte dei casi in Italia questo accade, ma certamente quello che abbiamo visto e quella che penso sia una opinione diffusa tra la gente comune, impone l'introduzione di un concetto di imparzialità e di non dipendenza da una bandiera politica. Mentre invece i manager devono dipendere da una giunta regionale, quindi, da chi gli da' gli obiettivi da raggiungere''. Marrazzo ha aggiunto: ''il ministro Turco, il presidente Errani e tutti i ministri sanno bene che ci sono oggi ragioni da non omettere e sono quelle di dare risposte all'opinione pubblica, riaffermando le regole esistenti, ma che in alcuni casi si possono migliorare''.
Il 22 gennaio dalle colonne de Il Sole 24 ore arriva prima risposta del “sistema Regioni” per voce del Coordinatore della Commissione Sanità della Conferenza delle Regioni, Enrico Rossi (Assessore della Regione Toscana). “Facciamo vincere la “buona politica”, quella che non decide per lottizzazioni partitiche e camarille. Ma attenzione a non eliminare la politica”. Ma “Se le Regioni devono essere responsabili della sanità, occorre che i presidenti nominino i direttori generali. A cosa servirebbe una politica che non sa assumersi le sue responsabilità? Il problema - spiega Rossi – è evitare la partitocrazia e la lottizzazione. In Toscana abbiamo un band, abbiamo i curricula e scegliamo sulla base di colloqui e di un confronto con le persone che riteniamo più idonee […]. Una volta che li abbiamo scelti, li lasciamo liberi di scegliere direttore sanitario e amministrativo. E li vincoliamo a un principio fondamentale: che scelgano il migliore nella selezione dei primariati”. “Non vedo perché ci sia bisogno – ha affermato Enrico Rossi – di altre norme o di Albi nazionali. L’importante è avere la forza politica di non lasciarsi condizionare da partiti”. “Io penso – conclude Rossi – che sia giusto che le Regioni si diano criteri per la nomina in cui si motivi perché si sceglie, ma senza comparazioni perché si perderebbe il criterio della scelta. Non abbiamo bisogno di persone che vincono un concorso: ci servono persone che governino l’azienda secondo determinati principi”.
(sm/22.01.08)

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Illy, Formigoni: piano di collaborazione

Problema infrastrutture

 

(regioni.it) Illy e Formigoni lavorano ad un piano di collaborazione, partendo dalle infrastrutture. I presidenti della Lombardia e del Friuli sono infatti d'accordo sulla necessita' di risolvere i problemi delle regioni.
''Ci accomuna - ha detto Riccardo Illy - il problema delle infrastrutture, non solo quelle aeroportuali, autostradali e ferroviarie. Ma ci sono anche tutte le norme che riguardano lo sviluppo dell'impresa e la riforma previdenziale''.
''Un'azione comune - ha spiegato Roberto Formigoni - la mettiamo a punto almeno un paio di volte al mese in sede di conferenza dei presidenti di Regione. E' che le regioni italiane lavorano molto spesso in maniera coordinata anche perche' il dialogo o la polemica, a secondo dei casi, con il governo nazionale tendiamo a portarlo sempre avendo presente l'intersse del paese''.
''Ogni regione sa - ha concluso - di dovere rispondere ai propri cittadini in un'ottica di interesse nazionale. La battaglia sul federalismo non e' per spaccare l'Italia ma per una forma piu' moderna e avanzata del governo dell'intero paese''.
(red/22.01.08)

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Turismo: "Italia.it" passi all'Enit

Paolini: serve una perizia tecnica sulla situazione attuale

(regioni.it) Il portale del turismo italiano 'Italia.it' e' stato sospeso (cfr. “regioni.it” n. 1070), ma l'obiettivo e' che passi all'Enit con il consenso delle regioni. Lo ha riferito il coordinatore della Commissione turismo per la conferenza delle regioni (nonché assessore al turismo della Regione Abruzzo) Enrico Paolini.
Paolini ha sottolineato di averlo proposto gia' alcuni mesi fa, in quanto non si possono perdere ne' i soldi - 21 milioni di euro ancora utilizzabili dalle Regioni secondo un decreto, ma non ancora trasferiti - ne' il portale. Per trasferire il portale all'Enit, Paolini ha pero' aggiunto che il coordinamento nazionale da lui presieduto insieme al ministero dell'innovazione tecnologica e all'Enit ha bisogno di una perizia tecnica che indichi quale sia la situazione attuale e se i lavori gia' svolti siano utilizzabili o da cambiare.”Il fallimento, ha spiegato, e' tutto nella gestione dell'ex ministro Lucio Stanca e dei suoi appalti''. Paolini ha sottolineato che la perizia e' fondamentale trattandosi di beni pubblici che hanno gia' utilizzato una quindicina di milioni di euro, dei 45 milioni iniziali, e di cui restano 21 milioni per le regioni piu' altri nove.
(red/22.01.08)

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Corte dei conti: serve autonomia finanziaria enti locali

Formigoni: "Il federalismo fiscale è una necessità per l'intero Paese"

(regioni.it) Anche la Corte dei Conti si esprime sulla necessità del federalismo fiscale. Lo fa con la relazione sul bilancio del 2006 del presidente della Commissione Controllo della Corte dei Conti della Lombardia, Nicola Mastropasqua. Il magistrato commentando il bilancio regionale del 2006 ha sottolineato l'esigenza per le Regioni di un'autonomia finanziaria. ''In attesa di una reale autonomia finanziaria degli enti locali - ha spiegato - potrebbero essere opportune soluzioni intermedie, che consentano comunque di evidenziare l'acquisizione di risorse sul territorio dell'ente ed i livelli di spesa con esse sostenuti''. Mastropasqua ha quindi spiegato che in questo quadro la Corte ritiene opportuno suggerire che: ''anche negli accordi Stato-Regione, le anticipazioni erogate per il finanziamento del servizio sanitario nazionale vengano considerate come pagamenti di quote di entrate proprie della Regione, soggette a conguaglio nella sede dell'accertamento definitivo dell'entrata e che egualmente trovino idonea rappresentazione sia nel bilancio statale che nei bilanci regionali le somme trattenute o erogate rispetto a quanto dovuto come entrate proprie a valere quale concorso al fondo di solidarieta' nazionale''.
Nell'esame del bilancio regionale il presidente Mastropasqua ha sottolineato la riduzione della spesa totale sia per quanto riguarda le consulenze che per gli incarichi di studio e ricerca, con una spesa complessiva di circa il 25 per cento in meno rispetto al 2005 (2.347.606 euro nel 2006 a fronte di 3.013.593 euro nel 2005), diminuzione dovuta soprattutto alla spesa per incarichi di studio e ricerca passati da 1,4 milioni di euro del 2005 a 0,81 milioni di euro del 2006. Nella relazione sono stati affrontati tutti i singoli bilanci degli assessorati regionali e particolare attenzione e' stata posta a quello della Sanita'. Nel 2006, ha spiegato Mastropasqua: ''gli stanziamenti nel settore sanitario hanno ripreso a crescere con una percentuale di aumento pari all'8,48 per cento, per un importo complessivo di 16.617.759.576 euro. E' rimasta pressoche' invariata la percentuale di spesa destinata agli investimenti, pari a circa il 4 per cento degli stanziamenti finali di competenza''.
Immediato il commento del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: ''Mi fa molto piacere perche' il federalismo fiscale e' una necessita' per l'intero Paese e un modo per portare finalmente le responsabilita' di ogni livello di governo e di premiare i governi piu' virtuosi''. ''Io - ha proseguito Formigoni - ho chiesto alla Corte dei Conti di appoggiarmi in questa richiesta forte al governo di premiare le amministrazioni virtuose. Questo concetto, entrato finalmente in Finanziaria, non puo' pero' rimanere lettera morta, deve diventare un meccanismo per premiere le amministrazioni virtuose e cio' significa spingere quelle che virtuose non sono a migliorare se stesse''. ''Altrimenti - ha concluso - nell' irresponsabilità che sembra dominare ad ogni livello la vita civile, i peggiori continueranno ad essere peggiori a carico dell' intera collettività nazionale''.
(red/22.01.08)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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