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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1099 - mercoledì 5 marzo 2008

Sommario
- Sanità: Consiglio Superiore su prematuri
- Alitalia: Formigoni, rendere pubbliche le due proposte
- Toscana: proposto piano sanitario 2008-2010
- 'Autostrade del Lazio Spa'
- In Gazzetta Ufficiale il decreto "MilleProroghe"
- Basilicata: assolti ex componenti Giunta

+T -T
Sanità: Consiglio Superiore su prematuri

Assistenza nelle età gestazionali estremamente basse

 

(regioni.it) Il Consiglio Superiore della Sanità ha emanato il parere e le raccomandazioni in merito alle cure per i neonati estremamente prematuri. Si tratta del parere relativo alle modalità di assistenza nelle età gestazionali estremamente basse, che è stato richiesto dal Ministro della Salute Livia Turco il 7 gennaio 2008. 
Questo parere è pertanto finalizzato a fornire raccomandazioni agli operatori in merito alle cure più appropriate da adottare in questi casi.
Ecco il testo del parere e delle raccomandazioni espressi dall’Assemblea Generale del Consiglio Superiore di sanità:
Premesso che il rispetto dell'essere umano comporta il riconoscimento e la promozione della dignità della vita in ogni sua fase ed espressione, ed in particolare - nell'ambito della medicina perinatale - la cura e la promozione della vita e della salute del feto, del neonato e della madre.
Considerato:
-         che nel corso degli ultimi decenni, sensibili progressi diagnostico-terapeutici, sia sul versante ostetrico sia su quello neonatale, hanno modificato sostanzialmente l'agire professionale; 
-         che le scelte clinico-assistenziali non possono non interrogare e coinvolgere la società nel suo complesso.
Tenuto conto:
-         che il trattamento medico e rianimatorio non può essere confinato in rigidi schematismi, ma esige una valutazione accurata ed individualizzata delle condizioni cliniche alla nascita;
-          che il rispetto della persona umana implica il dovere di informare i genitori, in maniera completa, accurata e comprensibile, sugli atti diagnostico-terapeutici, le loro prevedibili conseguenze sulla sopravvivenza e la salute del feto e del neonato, e le possibili alternative per l’assistenza alla gravidanza, al parto ed alle cure del neonato; Ritenuto:
-          che in caso di conflitto tra le richieste dei genitori e la scienza e coscienza dell’ostetrico e del neonatologo, la ricerca di una soluzione condivisa vada perseguita nel confronto esplicito e onesto delle ragioni esibite dalle parti, tenendo in fondamentale considerazione la tutela della vita e della salute del feto e del neonato;
-          che, per la medesima esigenza di rispetto dell'essere umano, il feto e il neonato siano trattati sempre con atteggiamento di amore e di delicatezza.
Esaminato il documento predisposto dal Gruppo di lavoro. 
ESPRIME PARERE FAVOREVOLE all’allegato documento “ Raccomandazioni  per le Cure Perinatali nelle Età Gestazionali Estremamente Basse, parte integrante del presente parere. 
RITIENE NECESSARIO
che ai nati, sin dalla dimissione, siano assicurate adeguate cure ed assistenza, anche domiciliare, garantendone la presa in carico  e il follow-up  fino all’età scolare.
RACCOMANDAZIONI
Per le Cure Perinatali nelle Età Gestazionali Estremamente Basse
Compito della medicina perinatale è la cura e la promozione della vita e della salute della madre del feto e del neonato.
Nel corso degli ultimi decenni, sensibili progressi diagnostico-terapeutici, sia sul versante ostetrico sia su quello neonatale, hanno modificato sostanzialmente l'agire professionale. Non è un fatto straordinario prestare cure mediche al travaglio di parto e al neonato di bassissima età gestazionale.
Questa evenienza clinico-assistenziale, che non può non riguardare e coinvolgere la società nel suo complesso, implica una serie di aspetti etici, clinici, deontologici, medico-legali, programmatori ed organizzativi, di grande rilevanza in termini decisionali, tali da rendere necessarie specifiche raccomandazioni, il cui razionale trae fondamento dai seguenti presupposti conoscitivi:
·         l’età gestazionale è definita come il tempo, espresso in settimane e giorni, trascorso dal primo giorno dell’ultima mestruazione;
·         l’indagine ultrasonografica, soprattutto nelle età più precoci, conferisce alla stima dell’età gestazionale maggiore accuratezza, pur permanendo un margine di imprecisione;
·         la prevalenza delle nascite ad età gestazionali comprese tra 22 e 25 settimane è bassa (circa 0.1-0.2%);
·         gli studi scientifici di settore attualmente disponibili non sono numerosi e presentano criticità: raramente sono area-based, la maggior parte di essi concerne casistiche cliniche articolate su lunghi periodi di reclutamento e gli esiti sono fortemente influenzati dall’organizzazione dell’assistenza nei diversi Paesi e nei singoli Centri;
·         nella valutazione del neonato, l’età gestazionale è considerata il parametro più indicativo di maturazione, anche se quest’ultima risente di altri fattori, quali la variabilità individuale, il peso, il sesso e la eventuale concomitanza di patologie. Il comportamento medico e rianimatorio esige, pertanto, una valutazione accurata ed individualizzata delle condizioni cliniche alla nascita ed è inopportuno che sia confinato in rigidi schematismi, anche in considerazione dell’incertezza della datazione;
·         dalla 22+0 settimana (epoca in cui la sopravvivenza al di fuori dell’utero è estremamente rara), per ogni giorno di incremento dell’età gestazionale, si verifica, grazie alle cure intensive, un progressivo aumento della probabilità di sopravvivenza, sino a raggiungere livelli elevati alla 25esima settimana.
Raccomandazioni assistenziali
L’assistenza ostetrico-neonatologica che, per l’elevata complessità deve essere assicurata, ove possibile, presso un centro ostetrico-neonatologico di III livello, richiede un approccio perinatale multidisciplinare tra ostetrico-ginecologo, neonatologo, anestesista, ostetrica, infermiere ed altro personale. Tale collaborazione deve essere programmata possibilmente in anticipo.
Prima del parto 
Considerazioni generali 
            1. In queste fasce di età gestazionale, il parto deve essere considerato una emergenza che richiede il coinvolgimento di personale particolarmente esperto.
            2. L’ostetrico-ginecologo ed il neonatologo, coadiuvati, se opportuno, dallo psicologo e dal mediatore culturale, hanno il dovere di informare i genitori, in maniera completa, accurata e comprensibile, sugli atti diagnostico-terapeutici, le loro prevedibili conseguenze sulla sopravvivenza e la salute del feto e del neonato, le possibili alternative per l’assistenza alla gravidanza, al parto ed alle cure del neonato. Le ragioni delle scelte assistenziali debbono essere riportate obbligatoriamente dal medico in cartella.
            3. In particolare, devono essere fornite ai genitori informazioni su: rischi per la madre e per il feto nella prosecuzione della gravidanza, modalità di espletamento del parto, future gravidanze, prognosi a breve ed a lungo termine per i feti ed i neonati, in relazione all’età gestazionale, al peso, alla eventuale patologia associata e alla possibilità di cura. 
            4. Qualora eventi estremamente precipitosi impediscano un tempestivo processo informativo, questo dovrà comunque avvenire appena le circostanze lo consentiranno.
Cure ostetriche 
            Qualora si configuri il rischio di parto pretermine in età gestazionali estremamente basse deve essere sempre preso in considerazione il trasferimento della gravida (trasferimento in utero) presso un centro ostetrico-neonatologico di III livello. Vanno comunque attuate tutte le strategie per prevenire o differire il parto pre-termine. 
Modalità del parto
Atteggiamento ostetrico
In generale, ad epoche gestazionali estremamente basse, il taglio cesareo deve essere praticato per indicazione clinica materna e le madri che lo richiedano per altri motivi, devono esser informate di svantaggi, rischi e complicanze, anche a lungo termine. 
A partire dalla 25esima settimana di età gestazionale il taglio cesareo può essere preso in considerazione anche per indicazione fetaleCure neonatali
Atteggiamento neonatologico
Al neonato, dopo averne valutate le condizioni cliniche, sono assicurate le appropriate manovre rianimatorie, al fine di evidenziare eventuali capacità vitali, tali da far prevedere possibilità di sopravvivenza,  anche a seguito di assistenza intensiva.
Qualora l’evoluzione clinica dimostrasse che l’intervento è inefficace, si dovrà evitare che le cure intensive si trasformino in accanimento terapeutico. Al neonato saranno comunque offerte idratazione ed alimentazione compatibili con il suo quadro clinico e le altre cure compassionevoli, trattandolo sempre con atteggiamento di rispetto, amore e delicatezza.
Le cure erogate al neonato dovranno rispettare sempre la dignità della sua persona, assicurando i più opportuni interventi a tutela del suo potenziale di sviluppo e della migliore qualità di vita possibile.
Infine, fermo restando che il trattamento rianimatorio richiede decisioni immediate ed azioni tempestive e indifferibili, ai genitori devono essere fornite informazioni comprensibili ed esaustive sulle condizioni del neonato e sulla sua aspettativa di vita, offrendo loro accoglienza, ascolto, comprensione e il massimo supporto sul piano psicologico.
In caso di conflitto tra le richieste dei genitori e la scienza e coscienza dell’ostetrico-neonatologo, la ricerca di una soluzione condivisa andrà perseguita nel confronto esplicito ed onesto delle ragioni esibite dalle parti, tenendo in fondamentale considerazione, la tutela della vita e della salute del feto e del neonato.

(red/05.03.08)

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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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