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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1103 - martedì 11 marzo 2008

Sommario
- Sicurezza lavoro: Conferenza Regioni il 12 marzo
- Immigrazione e integrazione a doppia velocità
- Salute donne: primo Rapporto
- Corte dei conti: le Relazioni in Piemonte, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna
- Anci e Upi: ecco le proposte prioritarie ai premier
- Bankitalia: meno debito più entrate fiscali

+T -T
Immigrazione e integrazione a doppia velocità

Cnel: V rapporto

(regioni.it) Il Paese ha due velocità anche su immigrazione e integrazione. Lo rileva il Cnel nel suo 5° rapporto. Il Trentino Alto Adige e' la regione italiana più attiva e ben disposta all'integrazione sociale. La provincia che invece denota il piu' basso potenziale d'integrazione e' Siracusa.  Per quanto riguarda il numero di presenze degli immigrati, ai vertici si trovano Lombardia e Lazio, con quasi un quarto e un sesto del totale di presenze. Altre regioni a massimo potenziale d'integrazione sono nell'ordine, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Friuli Venezia Giulia. Secondo quanto rivela il Rapporto del Cnel, c’è un ''modello adriatico'' di integrazione, che dal Friuli Venezia Giulia arriva fino all'alto Abruzzo (11/mo posto), includendo anche la Lombardia.
Le regioni che invece denotano un basso o minimo potenziale d'integrazione sono quelle meridionali e insulari, con la Sicilia al 20/mo posto. Milano e Roma sono le capitali dell'immigrazione in Italia. Un'incidenza del 10% si registra invece in Veneto e in Emilia Romagna. Le province con la più alta incidenza di immigrati sono Roma, Milano, Firenze, Prato, Brescia e Modena  Tra il 1994 e il 2004, il numero di immigrati presenti in Umbria e Marche sono quadruplicati, in Veneto ed Emilia Romagna sono triplicati. A livello provinciale Prato ha registrato un aumento della popolazione immigrata di ben 31 volte.
Il Rapporto Cnel parla anche della densità degli immigrati per chilometro quadrato, che arrivano in media a quota 9,2 (in Lombardia a quota 27, nel Lazio a quota 23).
Le regioni con maggiore esodo di immigrati sono, in ordine crescente, la Campania, la Sicilia, il Lazio, la Puglia, la Calabria e la Basilicata, per cui il Meridione, e in parte il Lazio, svolgono una funzione di area di smistamento. Con un saldo negativo superiore al 100% troviamo le province di Brindisi, Caserta, Crotone, Palermo, Foggia e Reggio Calabria, alcune delle quali sono conosciute per la prima accoglienza degli immigrati.
Lombardia, Emilia Romagna e Veneto sono le regioni con maggior potere di attrazione e trattenimento della popolazione immigrata; per quanto riguarda l'inserimento occupazionale si segnalano ai vertici il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia; per l'inserimento sociale troviamo il Trentino Alto Adige, la Valle d'Aosta e il Friuli Venezia Giulia. Per la stabilita' sociale la posizione di testa spetta alle Marche.
 
(red/11.03.08)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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