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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1108 - martedì 18 marzo 2008

Sommario
- Illy: senza federalismo rischio secessione
- Quando il "blog" fa dialogare giornalismo e politica
- Molestie sessuali: in Puglia c'è un "Codice"
- RadioEmiliaRomagna: aggiornamenti quotidiani
- Loiero: attenti ad un errato federalismo fiscale
- Corte dei Conti: fondo sociale europeo a Bolzano e in Sicilia

+T -T
Illy: senza federalismo rischio secessione

Galan: fare squadra con Trieste, Udine e Trento

(regioni.it) “In Italia abbiamo fatto delle cose a metà, per quanto riguarda, ad esempio, il federalismo”. Lo ha detto il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, candidato del centrosinistra alla presidenza della regione. “Cosi’ perdiamo il nord. Come la politica sta tradendo una parte del paese”. Il rischio secessione del Nord esiste ancora, eccome. L’allarme di Illy e’ scritto, nero su bianco, nel suo ultimo libro, “Cosi’ perdiamo il Nord” (Mondadori), presentato a Trieste. Il rischio - scrive Illy - e’ quello di una secessione del Nord razionale, lucida, scevra dal ‘folklore’ leghista del passato, basata e animata dalla “convenienza economica” del distacco dal resto del Paese, “adesso che il mercato unico europeo marcia a pieno regime” e fra il Nord e i Paesi europei contermini non esistono neanche piu’ confini. Anzi - aggiunge Illy - per essere precisi, “la tentazione secessionista non ha mai avuto terreno fertile come oggi. E ormai è chiaro che può bastare la scintilla di un fiammifero ad appiccare l’incendio”.“Siamo circondati - scrive Illy nella prima pagina del suo libro - e quando uno è circondato, mira alla sopravvivenza”. E il Nord e’ attorniato da Paesi, giovani e dinamici, dove l’energia costa meno, le infrastrutture si realizzano con piu’ facilita’, gli oneri previdenziali sugli stipendi sono piu’ bassi e la tassazione del reddito di impresa e’ minore rispetto all’Italia. E’ un Nord - ha detto nella presentazione con il direttore del quotidiano “Il Piccolo”, Sergio Baraldi - che vive e compete in Europa e nel Mondo, che sente e soffre piu’ di ogni altra parte d’Italia, gli “svantaggi competitivi” di un “sistema Paese” che “frena” imprese e cittadini.
La sua ricetta e’ semplice e, oltre a “un federalismo vero, attuato fino in fondo”, ha cinque ingredienti: abbassare la tassazione d’impresa (“vero scandalo del sistema tributario”) e gli oneri previdenziali (che determinano "un'insostenibile leggerezza della busta paga”); facilitare la realizzazione delle infrastrutture; liberalizzare i monopoli e semplificare i rapporti fra Stato e cittadini contraddistinti al momento da una “sfiducia reciproca” e da una relazione simile a quella fra “Regno e sudditi”.Ora bisogna evitare di consegnare il Nord a un “localismo asfittico” e valorizzare, su base federale, anche le capacita’ del meridione, superando “stereotipi da avanspettacolo” fra Nord e Sud. “L’ultima speranza - conclude - prima che questo lungo addio si consumi”.
Per il Presidente del Veneto, Giancarlo Galan, anch'egli candidato con il Pdl, ma al Senato, la soluzione alla “questione settentrionale” non è la secessione. “Chiunque andra’ al Governo - ha detto Galan commentando il rischio secessione di cui ha parlato Illy nel suo ultimo libro - deve sapere che o otterremo il federalismo o cercheremo altre strade e faremo squadra a Nordest”. Galan ha detto di voler “certamente contribuire a sostenere le Regioni ‘meno virtuose’, come le definisce anche Cacciari”, ma ha precisato che “il federalismo costringe ad avere un’amministrazione davvero efficiente, in cui progettare per obiettivi e spendere bene - ha sottolineato - per cio’ che si e’ progettato”. “Pensero’ - ha sottolineato Galan - a fare squadra con Trieste, Udine e Trento per guardare non alla Padania ma a Nordest e all’Euroregione, che è l’ambito politico-economico in cui il Veneto si muove”. Se al nord si corre il rischio di una secessione per il sud, senza federalismo fiscale, c'e' il rischio di una ''rivolta'', ha detto infine  il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero. Sono ''totalmente d'accordo'' con quanto sostiene Illy, ha affermato Loiero: ''pur riconoscendo le tante colpe che le regioni del sud possono avere avuto, a cominciare dagli sprechi, non si possono abbandonare al loro destino; che vogliamo fare - si chiede Loiero - consegnare nelle mani delle mafie una parte del Paese? Se al nord c'è il rischio secessione, al sud - avverte - senza un federalismo equo si scatena la rivolta''. 

(red/18.03.08)

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