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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1108 - martedì 18 marzo 2008

Sommario
- Illy: senza federalismo rischio secessione
- Quando il "blog" fa dialogare giornalismo e politica
- Molestie sessuali: in Puglia c'è un "Codice"
- RadioEmiliaRomagna: aggiornamenti quotidiani
- Loiero: attenti ad un errato federalismo fiscale
- Corte dei Conti: fondo sociale europeo a Bolzano e in Sicilia

+T -T
Quando il "blog" fa dialogare giornalismo e politica

(regioni.it) Parliamo di Blog. La rete fa emergere una dinamica che supera la pur veloce modernizzazione dei mass-media “tradizionali” e spesso, ed è l’aspetto cui vogliamo dar rilevanza, fa nascere un’informazione “parallela” non meno importante di quella a cui siamo più abituati: stampa e tv. L’esempio ce lo fornisce il blog dell’assessore Romano Colozzi “blogga  le tasse” dedicato al tema del federalismo fiscale.
Proprio un articolo dell’assessore dedicato a “tutto ciò che ancora non è venuto a galla sul tesoretto”, ha generato un siparietto interessante fra Colozzi  stesso ed uno dei giornalisti che maggiormente seguono il tema del federalismo fiscale. Ma è l’arrivo di  un “commento” di Marco Esposito, firma storica de il Mattino di Napoli, ci mostra dunque la “vivacità del mezzo”….e del dibattito.
“Nel triennio 2005/2008 – scrive Colozzi - l’incremento del PIL nominale (+12,79%) è stato “divorato” e del tutto annullato dall’aumento delle spese correnti (+12,95%), che sono passate da 690 a 780 miliardi di euro (+ 90 miliardi). La pressione fiscale è aumentata dal 40,6 al 43 per cento, in termini assoluti da 631 a 750 miliardi (+119 miliardi). Il debito pubblico è cresciuto anch’esso di 119 miliardi portandosi da 1.510 miliardi del 2005 a 1.629 miliardi stimati nel 2008 con un aumento reale del 7,9 per cento (anche se la percentuale rispetto al PIL, a causa della forte dinamica di crescita delle entrate, registra un miglioramento). […] Lo Stato ha inoltre impegni di spesa assunti e non pagati (i cosiddetti residui passivi) per 172 miliardi di euro […] La restituzione dei debiti tributari dello Stato nei confronti dei cittadini è in arretrato. […]dati che […] conducono – prosegue Colozzi - ad alcune semplici e drammatiche (per il bilancio dello Stato) conclusioni: E’ vero che c’è stato un aumento delle entrate tributarie, ma non solo per gli storici risultati conseguiti nella lotta all’evasione, ma semplicemente perché la pressione fiscale è aumentata del 2,4 per cento. E’ vero che la percentuale del debito pubblico sul PIL è diminuita ma solo perché il trend economico ha consentito una crescita del PIL e non per una gestione virtuosa del bilancio. E’ vero che il deficit è passato dal 4,4% del 2006 a una percentuale vicina al 2% ma questo dato è chiaramente falsato dalla scelta di “spostare in avanti” spese certe almeno pari a 27 miliardi di euro. Se tali spese fossero state allocate correttamente il deficit si sarebbe attestato attorno al 3,5 - 4 per cento sul PIL. Mentre lo Stato, attraverso il patto di stabilità interno, ha preteso da Regioni e Autonomie locali una diminuzione assoluta ed effettiva della spesa, sul proprio bilancio non è riuscito ad invertire la dinamica della spesa stessa che infatti è aumentata di 90 miliardi. […] Le cifre che abbiamo evidenziato indicano che il nostro Ministro dell’Economia ha definito “tesoretto” nient’altro che la differenza tra le entrate accertate e le entrate previste:  tuttavia chiunque abbia avuto a che fare con un bilancio pubblico o semplicemente con un bilancio familiare, sa bene quanto sia intelligente essere prudenti sulla stima delle entrate proprio per evitare brutte sorprese”. E tra l’altro “le spese per interessi hanno raggiunto la somma impressionante di 78 miliardi di euro e si è irrigidito ulteriormente un bilancio dello Stato già ingessato: basti pensare che tre quarti della spesa corrente sono assorbiti solo da tre voci: personale (24%), pensioni (38,76%), interessi (circa 11%). Se pensiamo davvero che l’Italia debba portare il deficit a zero entro il 2011 risulta evidente che nei prossimi due anni saranno necessarie manovre di riduzioni di spesa fra i 50 e i 60 miliardi di euro. Forse – conclude Colozzi - sarà meglio smettere una volte per tutte di parlare di “tesoretti”.
Eppure forse non è giusto “sparare sul tesoretto” suggerisce nel suo commento  Marco Esposito de “Il Mattino” (autore, fra l’altro, di un pamphlet dedicato alla “devolution”) : “l'ottimo romano colozzi torna per fortuna a esercitarsi sul tema fiscale, dopo aver lasciato un po' sonnecchiare” il blog. “E ciò credo sia un bene per tutti. Non mi convince – commenta Esposito -  tanto la verve polemica sul tesoretto, però, perché mi sembra controproducente rispetto a un tema caro ai lombardi (e anche ai napoletani come me) ovvero il controllo della pressione fiscale. Sui numeri non mi soffermo più di tanto. il solo fatto di considerare un triennio quando tutti sanno che la legislatura è durata venti mesi puzza di sofisticazione. poi scrivere che il calo del debito rispetto al pil è dovuto alla "forte dinamica di crescita delle entrate" è quantomeno un infortunio, perché le entrate fiscali non fanno mica crescere il pil...Però, voglio dire, il bersaglio delle critiche potrebbe essere un altro. non il tesoretto, ovvero l'extragettito fiscale dovuto a una qualche presa sugli evasori. un fenomeno riconosciuto da tutte le istituzioni. bensì l'incapacità dimostrata dal governo di utilizzare il tesoretto per ridurre la pressione fiscale.  Ha ragione infatti Romano (Colozzi, ndr)  a mostrare che la spesa non si è affatto fermata (e purtroppo per noi non dal 2005 ma dal 2001). Sarebbe stato invece bello, direi bellissimo, se in omaggio al principio federale, alla competizione fra territori, all'efficienza e così via si fosse deciso per decreto che ogni euro di maggiori imposte recuperate si trasformava mese per mese in un bonus regionale per i contribuenti (dipendenti, autonomi, imprese). Provate a immaginare una busta paga con la voce: una tantum recupero evasione in Lombardia gennaio 22 euro, febbraio 31 euro, marzo 29 euro, aprile 45 euro e così via a seconda dell'effettivo andamento dell'extragettito. Questo sì avrebbe potuto creare un circuito virtuoso! Non fa rabbia, per chiudere, l'aver parlato di tesoretti. ma averli buttati nel moloch della spesa statale (come dimostra l'istat) facendo crescere la pressione fiscale e, come ultima conseguenza, portando una frenata del pil che oggi danneggia tutti. Con stima, Marco Esposito, Il Mattino”.
 
(sm/18.03.08)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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