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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1109 - mercoledì 19 marzo 2008

Sommario
- Il "Codice beni culturali e paesaggio" è legge
- Errani convoca Conferenza delle Regioni per il 20 marzo
- "Cittadinanzattiva": rapporto Pit Salute 2007
- Istat: dati su commercio estero e internazionalizzazione
- Marrazzo: migliora deficit sanità Lazio
- Rifiuti radioattivi: gruppo di lavoro per criteri di individuazione sito

+T -T
Il "Codice beni culturali e paesaggio" è legge

Rutelli: "svolta storica"

(regioni.it) Il Consiglio dei Ministri del 19 marzo ha dato il via libera definitivo al Codice dei beni culturali e del Paesaggio che così diventa legge (su www.governo.it l’incontro con i media e il comunicato stampa). Le modifiche contenute nei due schemi di decreto legislativo riguardano sia la parte Beni culturali sia la parte Paesaggio. Sui testi, già approvati in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 25 gennaio 2008, hanno reso il prescritto parere, in senso favorevole, sia la Conferenza unificata il 28 febbraio 2008 (cfr. “regioni.it” n.1101) che le competenti Commissioni di Camera e Senato (5 e 6 marzo 2008).
Più attenzione quindi al paesaggio, alla pianificazione, alla tutela, seppure con meno burocrazia. E anche una commissione ad hoc, che potrà contare su 15 milioni di euro l’anno, per aiutare i comuni a liberarsi degli ecomostri.
Il codice è il frutto di due anni di lavoro e dell’impegno della Commissione presieduta da Salvatore Settis, ed è di per sé un po’ un miracolo, fa notare Rutelli, che parala di "svolta storica". Ottenuto grazie alla disponibilità della Conferenza Stato Regioni(per consultare il parere delle regioni vedi “regioni.it” n. 1097) e del Parlamento che (pur riunendosi nelle ultime settimane per esaminare il testo) sono riusciti a trovare “un buon compromesso”, che è diventato traguardo definitivo anche grazie  “all’ atteggiamento costruttivo” dell’opposizione.
Diverse le novità: grazie alle nuove regole, per esempio, i beni culturali non saranno più assimilabili a semplici ‘merci’.  E un maggiore coordinamento tra le diverse disposizioni comunitarie e gli accordi assicurerà una più forte tutela sulla loro circolazione internazionale. Viene confermata la disciplina della Convenzione Unesco del 1970 contro l’illecita esportazione dei beni culturali e sulle azioni per ottenerne la restituzione.  Non solo: il testo prevede nuove regole anche per la salvaguardia del patrimonio immobiliare pubblico nell’ipotesi di dismissione o di uso per valorizzazione economica. E nel caso le regole non vengano seguite, il blocco immediato della dismissione. Ma il campo nel quale il Codice interviene di più, e’ proprio quello del Paesaggio, con una nuova definizione che gli attribuisce un “valore primario e assoluto” affidato alla tutela dello Stato.  Il nuovo codice punta molto sulla pianificazione e introduce a la collaborazione obbligatoria Stato-Regioni per i piani che riguardano beni paesaggistici. I piccoli comuni, controllati dalle Regioni, potranno autorizzare costruzioni solo nel caso dispongano di strumenti tecnici adeguati. Torna importante il ruolo delle soprintendenze, che con il nuovo Codice dovranno emettere un parere “vincolante preventivo sulla conformità dell’intervento ai piani paesaggistici e ai vincoli”. Mentre questo parere sarà semplicemente obbligatorio e non più vincolante, nel caso che il ministero abbia già fatto il controllo. Tempi più veloci, a cominciare da quelli dei pareri delle soprintendenze (15 giorni invece di 60).  I vincoli dovranno essere rivisti entro un anno. Particolarmente soddisfatto anche il Presidente della Commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci, secondo il quale il codice “sara’ un valido aiuto per valorizzare il nostro patrimonio artistico e paesaggistico” anche perché il testo “varato è frutto di una proficua collaborazione fra Governo, Regioni (su cui si era espresso positivamente il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, cfr. “regioni.it” n.1095 e 1096) e Parlamento, ma anche un caso di stabilità fra il lavoro di due Governi che si sono succeduti, considerando alcuni elementi di continuità con il codice Urbani.
Anche il Ministro delle politiche agricole, Paolo De Castro,  ha voluto esprimere la propria soddisfazione, sottolineando, fra l’altro, un aspetto particolare del codice: “Gli alberi monumentali saranno protetti dal codice dei Beni ambientali e paesaggistici. Finalmente un patrimonio straordinario di biodiversità e di specie rare e di pregio sarà tutelato dallo Stato come accade per beni archeologici".
 
(red/19.03.08)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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