Header
Header
Header
         

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1139 - mercoledì 7 maggio 2008

Sommario3
- Friuli Venezia Giulia: nuova Giunta
- Formigoni: rifiuti; nuovo impianto di depurazione dei fumi
- Istat: 100 statistiche per il Paese
- Turismo: serve Patto Governo-imprese-Regioni-Enti locali
- Mare sempre più blu
- Agricoltura: risorse per calamità

+T -T
Friuli Venezia Giulia: nuova Giunta

10 assessori

 (regioni.it) La nuova Giunta del Friuli Venezia Giulia è pronta. Nella 25.a Giunta ci saranno dieci assessori, di cui cinque esterni al Consiglio Regionale, e tre donne. Alla guida c'è il presidente Renzo Tondo (PdL), che ha spiegato: ''si tratta di una Giunta coesa ed equilibrata che mantiene un giusto rapporto con tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia'' e soprattutto intende avere ''un rapporto privilegiato con il Consiglio regionale''.
Tondo ha attribuito le deleghe ai 10 assessori che saranno pero' integrate in una successiva riunione dell' esecutivo ''sulla base di una necessaria ridefinizione dei compiti e delle nuove priorita' emerse in campagna elettorale''.      
Le tre donne assessore sono tutte di Trieste: Sandra Savino (deleghe alle risorse economiche e finanziaria, patrimonio e servizi generali), Alessia Rosolen (delega al lavoro, formazione, universita' e ricerca) e Federica Seganti (delega alle autonomie locali).
Gli assessori esterni al Consiglio Regionale, oltre alla Savino e alla Seganti, sono Vladimir Kosic (Salute), Vanni Lenna (Lavori pubblici) e Riccardo Riccardi (Pianificazione territoriale e infrastrutture). Completano la nuova Giunta regionale gli assessori Luca Ciriani (Vicepresidente e delega alle Attivita' produttive), Elio De Anna (Personale e servizi informativi) e Claudio Violino (Risorse agricole e foreste).
Per il Presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, le priorita' della Giunta nei primi mesi di governo interessano in particolare l’Insiel (ricognizione sul debito della Regione), la Ferriera di Servola e la riorganizzazione amministrativa. In tal senso Tondo ha ribadito che uno degli obiettivi primari dell' esecutivo regionale ''e' la riduzione della spesa pubblica e dei costi della politica''. Tra le prime decisioni assunte dal nuovo esecutivo è la soppressione della direzione generale e della direzione della comunicazione.Inoltre è gia' stato convenuto di contattare tutte le singole categorie per recepire ogni indicazione possibile a sburocratizzare tutti i servizi alla comunita'.
Su Insiel Tondo ha annunciato ''un apposito tavolo" per la ricognizione della situazione  e "per le decisioni finali''. Mentre per Friulia, la finanziaria regionale, Tondo ha annunciato ''un suo ritorno alla funzione originaria di finanziaria di supporto alle aziende regionali''. Quindi precedenza assoluta alla questione Insiel, la societa' informatica della Regione.
Sulla Ferriera di Servola, il presidente della Regione ha ricordato che il futuro ministro all'ambiente, Altero Matteoli, “e' un attento amico del Friuli Venezia Giulia", e che "aveva a suo tempo firmato un protocollo per portare alla chiusura della ferriera entro il 2009. Ripartiremo - ha detto Tondo - da quel documento''. Si tratta della ripresa operativa della procedura di chiusura e riconversione della Ferriera di Servola, a Trieste, sull'onda di quella gia' avviata dalla precedente Giunta Tondo nel 2003: ''cercheremo di recuperare il tempo perduto''.
Per quanto riguarda invece la politica internazionale della Regione, Tondo si è detto non “affascinato daigrandi nomi quali Euroregione o Macroregione per definire lapolitica di collaborazione internazionale'', ha affermato ilpresidente, convinto che, nel parlare di rapportitransfrontalieri, si debba puntare ad accordi fondati sulleazioni utili ai bisogni della gente. Con questi presupposti, si ripartira' dall'importante realta' di Alpe Adria ''perche' non si puo' prescindere dall'asse con la Baviera'', ma la prima visita ufficiale di Tondo sara' a Lubiana, in Slovenia. In tempi utili, seguiranno un nuovo incontro con il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, come con il governatore della Carinzia, Joerg Heider e con le contee croate Istriana e Litoraneo Montana.

''Per quanto riguarda la riscrittura dello statuto di autonomia si riparte da zero. Del resto la proposta avanzata dal Consiglio regionale nella scorsa legislatura e' stata bocciata dal governo di sinistra''. Tondo ha poi sostenuto che ''l'unica, vera specialità e' quella del Friuli Venezia Giulia''. 
Ecco la squadra: Luca Ciriani (vicepresidente) Sandra Savino, Elio De Anna, Roberto Molinaro, Vladimir Kozic, Alessia Rosolen, Claudio Violino, Vanni Lenna, Riccardo Riccardi e Federica Seganti.
Di fatto Luca Ciriani (vicepresidente) Sandra Savino, Elio De Anna, Roberto Molinaro, Vladimir Kozic, Alessia Rosolen, Claudio Violino, Vanni Lenna, Riccardo Riccardi e Federica Seganti saranno, per questo primo step, preposti ciascuno alle rispettive competenze in modo analogo ai loro predecessori e con le medesime deleghe.
Ciriani diventa così assessore alle Attività Produttive; Savino alle Risorse Economiche e Finanziarie, Patrimonio e Servizi Generali; Elio De Anna all'Organizzazione del Personale e ai Servizi Informativi; Molinaro all'Istruzione, Cultura, Sport e Pace; Kosic alla Salute e Protezione Sociale; Rosolen al Lavoro, Formazione, Università e Ricerca; Violino alle Risorse Agricole, Naturali e Montagna, Lenna all'Ambiente e Lavori Pubblici;  Riccardi alla Pianificazione Territoriale, Energia, Mobilità ed Infrastrutture di Trasporto; Seganti alle Relazioni Internazionali, Comunitarie ed Autonomie Locali.
Si tratta di deleghe provvisorie, perché già oggi è stata approvata, nel corso della prima riunione di Giunta, una modalità di ridistribuzione delle stesse.
Posto che rimarranno in capo al presidente le politiche internazionali e comunitarie e quelle per la montagna, la riorganizzazione degli assessorati prevede comunque che Ciriani, Lenna, Savino e Kozic conservino le deleghe attualmente assegnate, mentre Molinaro si occuperà di Istruzione, Cultura e Formazione professionale e avrà la delega per la Politica della Famiglia. A Lavoro, Università e Ricerca l'assessore Rosolen unirà Pari Opportunità e Politiche Giovanili, mentre Seganti si occuperà di Pianificazione, Autonomie locali e Sicurezza. De Anna aggiungerà al Personale le Attività Ricreative e Sportive e Riccardi si occuperà di Mobilità, Energia ed Infrastrutture di trasporto.
La bozza di modifica dell'attuale regolamento dell'organizzazione sarà sottoposta alle sigle sindacali e, una volta approvata ufficialmente dalla Giunta,andrà al vaglio dalla competente Commissione consiliare. Il presidente Tondo ha confermato che per completare il percorso saranno necessari un paio di mesi ma questo non rallenterà i lavori dell'esecutivo.
 

 

 

  • Ecco la nuova Giunta del Friuli Venezia Giulia (tra parentesi le deleghe agli assessori che saranno aggiunte dopo la modifica dell'attuale regolamento):
     
    Renzo Tondo
    Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia

    Luca Ciriani
    Vicepresidente Assessore regionale alle attività produttive

    Sandra Savino
    Assessore regionale alle risorse economiche e finanziarie, al patrimonio e servizi generali

    Elio De Anna
    Assessore regionale all'organizzazione, personale e sistemi informativi (Attività Ricreative e Sportive)

    Roberto Molinaro
    Assessore regionale all'istruzione, cultura, sport e pace (Istruzione, Cultura e Formazione professionale e avrà la delega per la Politica della Famiglia)

    Vladimir Kosic
    Assessore regionale alla salute e protezione sociale

    Alessia Rosolen
    Assessore regionale al lavoro, formazione, università e ricerca (Pari Opportunità e Politiche Giovanili)

    Claudio Violino
    Assessore regionale alle risorse agricole, naturali, forestali e montagna

    Vanni Lenna
    Assessore regionale all'ambiente e lavori pubblici, delegato alla protezione civile

    Riccardo Riccardi
    Assessore regionale alla pianificazione territoriale, energia, mobilità e infrastrutture di trasporto (Mobilità, Energia ed Infrastrutture di trasporto)

    Federica Seganti
    Assessore regionale alle relazioni internazionali, comunitarie e autonomie locali (Pianificazione, Autonomie locali e Sicurezza)
     

    ·          PRESIDENZA: TONDO, SIGNIFICATIVO CONSIGLIO GIORNO TERREMOTO 

    ·          REGIONI: TONDO, NUOVO REGIME FISCALE FONDAMENTALE PER FVG 

     

     ( giuseppe schifini /07.05.08)

     

     

     

     

     

     

  • +T -T
    Formigoni: rifiuti; nuovo impianto di depurazione dei fumi

    Anche in Campania trovare via strutturale

    (regioni.it) In Lombardia è stato inaugurato il nuovo impianto di depurazione dei fumi a Silla 2, il termovalorizzatore piu' grande di Milano che, con questo sistema, sara' in grado di portare praticamente a zero le emissioni diossido di azoto e di acido cloridico.
    "Questo impianto, un'eccellenza in Italia e in Europa - ha detto il presidente Roberto Formigoni - nasce da un Protocollo d'intesa sottoscritto nel 2005 da Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano, Comuni limitrofi e Amsa, che aveva come obiettivo la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera, il monitoraggio, le mitigazioni e le compensazioni ambientali".
    Il nuovo impianto e' in grado di smaltire 450.000 tonnellate all'anno di rifiuti, cioe' il 10% della produzione regionale, e di fornire teleriscaldamento a 15.000 famiglie.
    "La Lombardia - ha continuato Formigoni - con il suo 73,5% di recupero e di energia si allinea pienamente con i principali paesi dell'Unione Europea". I rifiuti urbani lombardi sono circa 5.000.000 di tonnellate all'anno e la raccolta differenziata rappresenta il 43%.
    In Lombardia ci sono 12 termovalorizzatori con una capacita' complessiva di circa 2.000.000 di tonnellate. In questi impianti viene cioe' smaltito il 40% dei rifiuti prodotti.
    ''L'impianto che abbiamo inaugurato oggi e' frutto di lungimiranza e programmazione capace di vedere in anticipo i bisogni del territorio. Per questo la Lombardia e' in perfetto equilibrio nello smaltimento dei rifiuti mentre altre regioni italiane, non solo la Campania, sono in sofferenza o stanno per andare in crisi''.
    ''Noi - ha spiegato Formigoni - vogliamo migliorare ulteriormente il nostro rendimento aumentando la raccolta differenziata, diminuendo la produzione di rifiuti che e' legata all'aumento del tenore di vita, aumentando la quantita' dei rifiuti conferiti nei termovalorizzatori e, soprattutto, vogliamo tendere alla compressione massima delle discariche''.
    Secondo Formigoni e' necessario un nuovo impianto nel milanese: ''E' stato raggiunto l'accordo anche con le autorita' provinciali e comunali che hanno riconosciuto questa necessita', spettera' alla Regione individuare il dove e il come realizzare questo impianto ma gia' nelle prossime settimane saremo in grado di avere notizie sicure''.
    "Vedo con preoccupazione che la Campania non sta risolvendo i propri problemi. Sara' un compito gravoso di cui il nuovo Governo dovra' farsi carico", ha detto infine il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sulla crisi rifiuti. Il prefetto De Gennaro sta lavorando - ha aggiunto Formigoni - il nuovo governo, e sono parole del presidente del Consiglio, affrontera' di petto la questione. E quindi la soluzione va trovata per via strutturale”.
     
     ( red /07.05.08)

    +T -T
    Istat: 100 statistiche per il Paese

    (regioni.it) L'Istat diffonde la prima edizione di "100 statistiche per il Paese. Indicatori per conoscere e valutare", una pubblicazione che offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.
    E' la Campania la regione con il Pil pro capite piu' basso d'Italia. In particolare in Campania il Prodotto interno lordo ha raggiunto solo la cifra di 13.700 euro per abitante. Si tratta di un valore molto basso se confrontato con quello della provincia autonoma di Bolzano, quello della Valle d'Aosta e quello della Lombardia che nel 2006 avevano un Pil pari a 27.000 euro per abitante. Seguono poi l'Emilia Romagna e il Lazio con un pil pro capite di oltre 25.000 euro. Un po' sotto la  media risulta, infine, la crescita pro capite in Calabria e Puglia che si e' attestata intorno ai 14.000 per abitante.
    ''Le regioni del Mezzogiorno -rileva l'Istat- presentano livelli del Pil pro capite nettamente inferiori rispetto a quelli del  Centro-Nord. Inoltre, a differenza di quanto avviene in Europa, in
    Italia non c'e' convergenza nella crescita regionale: i dati del periodo 2001-2006 indicano che il divario di crescita tra il  Centro-Nord ed il Mezzogiorno e' molto contenuto, non consentendo  quindi di ridurre la distanza tra le regioni in ritardo di sviluppo e  quelle piu' ricche''.
    Mentre l’Italia è tra le piu' vitali in Europa sotto il profilo produttivo. Nel Paese, si contano oltre 3,8 milioni di imprese dell'industria e dei servizi, circa 65 imprese ogni 1.000 abitanti, nel 2005, valore tra i piu' elevati dell'Ue (dove in media le imprese sono 40 per 1.000 abitanti).
    La dimensione media delle imprese italiane (circa 4 addetti per impresa) e' infatti superiore nel
    2005 soltanto a quella di Portogallo e Grecia.
    E' pero' al nord-est del Paese che si riscontrano i tassi piu' elevati di sopravvivenza delle imprese. Tra le regioni con strutture produttive piu' 'longeve', ossia con tassi di sopravvivenza maggiori, ci sono il Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano, la Valle D'Aosta, ma anche le Marche e la Basilicata (oltre il 78%). All'opposto i valori piu' bassi (di poco superiori al 70%) si registrano nel Lazio e in Sicilia.
    In Italia, nel 2004 ogni 10 imprese che nascono, 7 sono ancora attive dopo due anni. In generale, il tasso d'imprenditorialita' - calcolato come rapporto tra numero di lavoratori indipendenti e totale dei lavoratori delle imprese - e' pari, in Italia e nel 2005, al 33%, ben al di sopra della media europea (13%).
     

    [ISTAT] ISTAT: 100 statistiche per il Paese. Indicatori per conoscere e valutare...   

    Nota per la stampa
    PDF (176 kbyte)

    Volume online
    PDF (8906 kbyte)

    +T -T
    Turismo: serve Patto Governo-imprese-Regioni-Enti locali

    Paolini: trovare risorse per rilancio settore

    (regioni.it) Turismo: serve Patto Governo-imprese-Regioni-Enti locali.  Per rilanciare il settore serve un ''patto sul turismo'', serve una governance comune tra governo, imprese ed enti locali per centrare alcuni obiettivi primari per la stagione che si sta aprendo, tra cui il rinnovo dei pacchetti turistici, i buoni vacanza, le promozioni dei vettori nazionali.
    In programma c’è la IV Conferenza Italiana per il Turismo il 20 e 21 giugno a Riva del Garda (Trento).
     Il Coordinatore Nazionale della Commissione Turismo per la Conferenza delle Regioni, e vicepresidente dell'Enit, l'assessore dell’Abruzzo Enrico Paolini, ha lanciato la proposta del patto: ''abbiamo gia' chiesto informalmente un incontro con il Governo prima della Conferenza in modo da verificare proposte e obiettivi - ha detto Paolini -. Serve un lavoro di squadra ma bisogna agire in fretta perche' tutti i paesi concorrenti dell'Italia corrono e noi ancora no''.
    Per le Regioni e' indispensabile ''trovare le risorse per realizzare le numerose proposte avanzate negli ultimi anni dalle imprese del settore. C'e' stata una difficolta' concreta a farlo - ha detto ancora Paolini -, purtroppo nonostante la buona collaborazione con il ministro Rutelli, non siamo riusciti ad arrivare per tempo alla fase degli investimenti''.
    ''Il patto - ha spiegato il coordinatore Paolini - pensiamo si debba perfezionare nella sede naturale del confronto Regioni-Governo che quest'anno sara' la Conferenza nazionale di Riva del Garda. Le Regioni ripongono molte aspettative in questo appuntamento perche' il confronto con il Governo, con gli altri enti locali e con le imprese sara' diretto e ognuno dovra' assumere impegni ben determinati''.
    ''Attendiamo ora - ha sottolineato Paolini - la decisione del premier Berlusconi su dove collocare la delega al Turismo, attualmente in carico ai Beni culturali e alla Presidenza del consiglio dei ministri oppure riportarla sotto la direzione del ministero dell'Attivita' produttive come e' stato dal 2001 al 2006. Quello che vogliamo evitare e' che a Riva del Garda si discuta ancora della governance delle Regioni in materia di turismo a discapito delle strategie unitarie di promozione turistica''.
    ''Assicuriamo sin d'ora la piena collaborazione dell’Anci ad un sistema di governance tra Governo, imprese, Regioni ed Enti locali per contribuire allo sviluppo dell'industria turistica italiana'' ha infine affermato il responsabile dei comuni, Antonio Centi, aggiungendo che questa proposta rappresenta il miglior viatico per la IV Conferenza Italiana sul Turismo.
     
     ( red /05.05.08)

    +T -T
    Mare sempre più blu

    Sono 104 le bandiere blu 2008

    (regioni.it)   Mare nostrum: sono 104 le bandiere blu 2008. Otto in piu' rispetto allo scorso anno. Ancora una volta, a livello del Bacino del Mediterraneo, l'Italia si colloca in ottima posizione fra le prime dieci in graduatoria. Il primato 2008 spetta ancora alla Toscana, quest'anno a pari merito con le Marche con 15 bandiere.
    Ecco le 104 localita' che hanno ottenuto le Bandiere Blu 2008, il riconoscimento della Fee, la Fondazione per l'educazione ambientale:
    - PIEMONTE (1): Cannero Riviera (Verbania)
    - FRIULI VENEZIA GIULIA (2): Grado (Gorizia); Lignano Sabbiadoro (Udine)
    - VENETO (5): Caorle, San Michele al Tagliamento-Bibione, Eraclea, Jesolo, Cavallino Treporti (Venezia)
    - LIGURIA (14): Camporosso, Bordighera (Imperia); Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Albisola Superiore, Albissola Marina, Celle Ligure, Varazze (Savona); Chiavari, Lavagna, Moneglia (Genova); Lerici (La Spezia)
    - EMILIA ROMAGNA (8): Comacchio (Ferrara); Lidi Ravennati, Cervia (Ravenna); Cesenatico, San Mauro Pascoli (Forli'-Cesena);  Rimini, Misano Adriatico, Cattolica (Rimini)
    - TOSCANA (15): Forte dei Marmi, Camaiore, Viareggio (Lucca); Pisa-marina di Pisa-Tirrenia-Calambrone; Livorno-Antignano e Quercianella, Castiglioncello e Vada di Rosignano Marittimo, Cecina-Gorette e Marina di Cecina, marina di Bibbona, Castagneto  Carducci, San Vincenzo, Riotorto-Piombino: parco naturale della  Sterpaia (Livorno); Follonica, Castiglione della Pescaia, Marina e Principina di Grosseto, Monte Argentario (Grosseto)
    - MARCHE (15): Gabicce Mare, Pesaro-Lido di Ponente e di Levante, Fano nord-Sassonia/Torrette-Marotta (Pesaro-Urbino); Senigallia, Sirolo, Numana Alta e Bassa (Ancona); Porto Recanati-Scossicci, Civitanova Marche, Potenza Picena (Macerata); Porto S.Elpidio; Fermo-Lido/Casablanca-Marina Palmense, Porto San Giorgio, Grottammare-lungomare nord e sud,  Cupra Marittima, San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno)
    - LAZIO (3): Sabaudia, Sperlonga, Gaeta (Latina)
    - ABRUZZO (13): Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova-lungomare nord e lido Zara, Roseto degli Abruzzi, Pineto-Scerne/Villa Fumosa-Villa Ardente/Torre Cerrano.  Silvi arenile sud-L.mare centrale-T.re Cerrano (Teramo);  Francavilla al Mare, San Vito Chietino-calata Turchino-Molo sud; Rocca San Giovanni, Fossacesia, Vasto-marina e punta Penna, San  Salvo-L.mare Colombo (Chieti)
    - MOLISE (2): Termoli, Campomarino (Campobasso)
    - CAMPANIA (11): Massa Lubrense (Napoli); Positano, Agropoli-Trentova-San Marco, Castellabate, Montecorice/Agnone- Agnone-Capitello, Acciaroli-Pioppi di Pollica, Ascea-Marina
    Velia-Petroso/Scogliera, Pisciotta-La Gabella-Pietracciaio Acquabianca, Centola-Palinuro-Baia della Molpa, Vibonati-Villammare, Sapri (Salerno)
    - BASILICATA (1): Maratea (Potenza)
    - PUGLIA (5): Rodi Garganico, Mattinata (Foggia); Polignano a Mare (Bari); Ostuni (Brindisi); Ginosa (Taranto)
    - CALABRIA (3): Ciro' Marina (Crotone); Roccella Jonica, Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria)
    - SICILIA (4): Pozzallo (Ragusa); Menfi (Agrigento); Fiumefreddo di Sicilia (Catania); Marsala (Trapani)
    - SARDEGNA (2): Santa Teresa di Gallura-Rena Bianca, La Maddalena-Spalmatore (Olbia-Tempio).

     

     (red/07.05.08)

    +T -T
    Agricoltura: risorse per calamità

    Modifiche al decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102

    (regioni.it) E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 18 aprile 2008, n.82 (entrata in vigore del provvedimento: 20/5/2008 ) “Modifiche al decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, recante interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera i), della legge 7 marzo 2003, n. 38” (GU n. 104 del 5-5-2008).
    Si tratta di un provvedimento che interessa gli
    interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole colpiti da calamità naturali che avvengono attraverso il Fondo di solidarieta' nazionale (FSN).
    L'obiettivo è quello di promuovere principalmente interventi di prevenzione per far fronte ai danni alle produzioni agricole e zootecniche, alle strutture aziendali agricole, agli impianti produttivi ed alle infrastrutture agricole.
     
     
    DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2008, n. 82
    Modifiche al decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, recante
    interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole a norma
    dell'articolo 1, comma 2, lettera i), della legge 7 marzo 2003, n.
    38.
                       IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
     
     Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
     Visto il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, recante
    interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole, a norma
    dell'articolo 1, comma 2, lettera i), della legge 7 marzo 2003, n.
    38;
     Visto l'articolo 1, comma 12, della legge 12 luglio 2006, n. 228,
    di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 12 maggio 2006,
    n. 173, con il quale il Governo e' stato delegato ad adottare decreti
    legislativi correttivi e integrativi dei decreti legislativi adottati
    in attuazione delle deleghe di cui agli articoli 7 e 8 della legge 5
    marzo 2001, n. 57, e di cui all'articolo 1 della legge 7 marzo 2003,
    n. 38, e successive modificazioni, nel rispetto dei principi e
    criteri di delega indicati dalle predette leggi;
     Visto il regolamento (CE) n. 1857/2006 della Commissione, del
    15 dicembre 2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88
    del trattato agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie
    imprese attive nella produzione di prodotti agricoli e recante
    modifica del regolamento (CE) n. 70/2001;
     Visti gli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel
    settore agricolo e forestale 2007-2013 (2006/C 319/01), pubblicati
    nella   Gazzetta   Ufficiale   delle Comunita' europee C 319 del
    27 dicembre 2006;
     Ritenuto   necessario   apportare   modifiche   al citato decreto
    legislativo 29 marzo 2004, n. 102;
     Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
    adottata nella riunione del 14 febbraio 2008;
     Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
    lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
    espresso nella riunione del 28 febbraio 2008;
     Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
    deputati e del Senato della Repubblica;
     Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
    riunione del 1° aprile 2008;
     Sulla proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e
    forestali, di concerto con i Ministri per le politiche europee,
    dell'economia e delle finanze, del lavoro e della previdenza sociale
    e per gli affari regionali e le autonomie locali;
                                  E m a n a
                      il seguente decreto legislativo:
     
                                   Art. 1.
    Modifiche al decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, recante
    interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole, a norma
    dell'articolo 1, comma 2, lettera i), della legge 7 marzo 2003, n. 38
     
     1. Al decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
        a) l'articolo 1 e' sostituito dal seguente:
     «Art. 1 (Finalita). - 1. Il Fondo di solidarieta' nazionale (FSN)
    ha l'obiettivo di promuovere principalmente interventi di prevenzione
    per far fronte ai danni alle produzioni agricole e zootecniche, alle
    strutture aziendali agricole, agli impianti produttivi ed alle
    infrastrutture agricole, nelle zone colpite da calamita' naturali o
    eventi eccezionali, alle condizioni e modalita' previste dalle
    disposizioni comunitarie vigenti in materia di aiuti di Stato, entro
    i limiti delle risorse disponibili sul Fondo stesso.
     2. Ai fini del presente decreto legislativo sono considerate
    calamita'   naturali o eventi eccezionali quelli previsti dagli
    orientamenti e dai regolamenti comunitari in materia di aiuti di
    Stato   nel   settore   agricolo,   nonche'   le avverse condizioni
    atmosferiche previste dagli orientamenti comunitari.
     3. Per le finalita' di cui al comma 1, il FSN prevede le seguenti
    tipologie di intervento:
        a) misure   volte   a   incentivare   la   stipula di contratti
    assicurativi;
        b) interventi compensativi, esclusivamente nel caso di danni a
    produzioni, strutture e impianti produttivi non inseriti nel Piano
    assicurativo agricolo annuale, finalizzati alla ripresa economica e
    produttiva delle imprese agricole che hanno subito danni dagli eventi
    di cui al comma 2 nei limiti previsti dalla normativa comunitaria;
        c) interventi   di   ripristino   delle infrastrutture connesse
    all'attivita' agricola, tra cui quelle irrigue e di  bonifica,
    compatibilmente con le esigenze primarie delle imprese agricole.»;
        b) agli articoli 2, 4, 6, 9, 12, 15 e 17, le parole: «Ministro
    delle politiche agricole e forestali» e «Ministero delle politiche
    agricole   e   forestali»,   ovunque  ricorrano,   sono   sostituite
    rispettivamente dalle seguenti: «Ministro delle politiche agricole
    alimentari   e forestali» e «Ministero delle politiche agricole
    alimentari e forestali»;
        c) all'articolo 2, comma 1, le parole: «dal punto 11.5 degli»
    sono sostituite dalla seguente: «dagli»;
        d) all'articolo 2, comma 1, dopo le parole: «codice civile» sono
    inserite   le seguenti: «iscritti nel registro delle imprese o
    nell'anagrafe delle imprese agricole istituita presso le Province
    autonome»;
        e) all'articolo 2, comma 2, le parole: «raggiunga il 20 per cento
    della produzione nelle aree svantaggiate ed il 30 per cento nelle
    altre zone» sono sostituite dalle seguenti: «sia superiore al 30 per
    cento della produzione»;
        f) all'articolo 2, comma 5-bis, le parole: «deve intendersi» sono
    sostituite dalle seguenti: «e' comprensiva»;
        g) all'articolo 2, dopo il comma 5-bis, e' aggiunto il seguente:
        «5-ter. I prezzi unitari di mercato delle produzioni agricole, di
    cui all'articolo 127, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
    per la determinazione dei valori assicurabili con polizze agevolate,
    sono   stabiliti   sulla base delle rilevazioni almeno triennali
    dell'ISMEA. Quando dalle rilevazioni dell'ultimo anno si riscontrano
    scostamenti superiori al 50 per cento rispetto al biennio precedente,
    gli stessi prezzi unitari possono essere stabiliti sulla base delle
    sole rilevazioni di mercato dell'ultimo anno.».
        h) all'articolo 4,   comma 4,   lettera c), le parole: «evento
    climatico   avverso»   sono sostituite dalle seguenti: «calamita'
    naturali ed altri eventi eccezionali, avversita' atmosferiche»;
        i) all'articolo 4,   comma 4,   lettera d),   le   parole:   «e/o
    strutture» sono sostituite dalle seguenti: «impianti produttivi,
    produzioni zootecniche, strutture.»;
        l) all'articolo 4, dopo il comma 5, e' aggiunto, in fine, il
    seguente:
        «5-bis. Al fine di garantire continuita' alla copertura dei
    rischi, qualora entro la data stabilita al comma 2 non sia approvato
    un nuovo piano assicurativo, continuano ad applicarsi le disposizioni
    del piano precedente.»;
        m) all'articolo 5, il comma 1 e' sostituito dal seguente:
        «1. Possono beneficiare degli interventi del presente articolo,
    le imprese agricole di cui all'articolo 2135 del codice civile, ivi
    comprese le cooperative che svolgono l'attivita' di produzione
    agricola (1), iscritte nel registro delle imprese o nell'anagrafe
    delle   imprese   agricole istituita presso le Province autonome
    ricadenti nelle zone delimitate ai sensi dell'articolo 6, che abbiano
    subito danni superiori al 30 per cento della produzione lorda
    vendibile. Nel caso di danni alle produzioni vegetali, sono escluse
    dal calcolo dell'incidenza di danno sulla produzione lorda vendibile
    le produzioni zootecniche.»;
     (1)Osservazione della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei
    deputati   nel parere del 6 marzo 2008 e condizione della IX
    Commissione   Agricoltura   del Senato della Repubblica: parziale
    accoglimento per compatibilita' comunitaria.
        n) all'articolo 5, comma 2, le parole: «al punto 11.3 degli
    orientamenti» sono sostituite dalle seguenti: «dagli orientamenti e
    regolamenti»;
        o) all'articolo 5, comma 2, lettera a), le parole: «produzione
    lorda vendibile ordinaria del triennio precedente» sono sostituite
    dalle seguenti: «produzione lorda vendibile media ordinaria, da
    calcolare   secondo le modalita' e le procedure previste  dagli
    orientamenti e dai regolamenti comunitari in materia di aiuti di
    Stato. Nelle zone svantaggiate di cui all'articolo 17 del regolamento
    (CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, il contributo
    puo' essere elevato fino al 90 per cento;»;
        p) all'articolo 5,   comma 2,   lettera b),   il   numero 1) e'
    sostituito dal seguente: «1) 20 per cento del tasso di riferimento
    per le operazioni di credito agrario oltre i 18 mesi per le aziende
    ricadenti   nelle   zone svantaggiate di cui all'articolo 17 del
    regolamento (CE) n. 1257/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999;»;
        q) all'articolo 5, il comma 3 e' sostituito dal seguente: «3. In
    caso di danni causati alle strutture aziendali ed alle scorte possono
    essere concessi a titolo di indennizzo contributi in conto capitale
    fino all'80 per cento dei costi effettivi elevabile al 90 per cento
    nelle zone svantaggiate di cui all'articolo 17 del regolamento (CE)
    n. 1257/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999;»;
        r) all'articolo 8, comma 1, le parole: «delle politiche sociali»
    sono sostituite dalle seguenti: «della previdenza sociale»;
        s) all'articolo 11, comma 3, dopo le parole: «e loro consorzi»,
    sono inserite le seguenti: «nonche' altri soggetti giuridici,»;
        t) all'articolo 11, comma 5, dopo le parole: «comma 1» sono
    inserite le seguenti: «o fondersi previa delibera assembleare da
    adottarsi   con   le   maggioranze previste dallo statuto per le
    deliberazioni dell'assemblea straordinaria»;
        u) all'articolo 12,   comma 3,   lettera c),   dopo   le parole:
    «iniziative mutualistiche» sono aggiunte le seguenti: «, il cui
    consuntivo di spesa, previo parere positivo del collegio sindacale,
    e' approvato dal consiglio di amministrazione»;
        v) all'articolo 12, comma 4, dopo le parole: «lettere a),» e'
    inserita la seguente: «b),»;
        z) all'articolo 13, il comma 2 e' sostituito dal seguente:
        «2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
    sulla base delle verifiche effettuate dal collegio sindacale, ai fini
    dell'espressione   del   parere   di ammissibilita' al contributo,
    provvedono a controllare:
          a) che i contratti ed i certificati di polizza siano conformi
    alle disposizioni contenute nel Piano assicurativo annuale, di cui
    all'articolo 4;
          b) che   i   valori   assicurativi   siano   stati determinati
    applicando,   al massimo, i prezzi di mercato alla produzione,
    stabiliti ai sensi della normativa vigente;
          c) che il contributo pubblico sulla spesa per i premi non sia
    superiore al limite previsto dalla normativa vigente;
          d) che il socio aderisca ad un solo organismo di difesa, salvo
    il diritto di opzione.»;
        aa) all'articolo 13, dopo il comma 2, e' aggiunto, in fine, il
    seguente:
        «2-bis. Qualora gli enti di cui al comma 1 siano in possesso di
    certificazione    ISO9001   dei   procedimenti   relativi   al   loro
    funzionamento, con particolare riferimento all'attivita' di difesa
    passiva, rilasciata da enti di certificazione riconosciuti ai sensi
    della normativa vigente, la regione o provincia autonoma rilascia il
    parere di cui al comma 2 entro trenta giorni dalla richiesta.
    Trascorso il predetto termine il parere si intende positivo e il
    Ministero da' corso alla emissione del provvedimento di erogazione
    del contributo.»;
        bb) all'articolo 17:
          1) il comma 2 e' sostituito dal seguente:
            «2. L'ISMEA puo' concedere la propria garanzia a fronte di
    finanziamenti a breve, a medio ed a lungo termine concessi da banche,
    intermediari   finanziari   iscritti   nell'elenco speciale di cui
    all'articolo 107 del testo unico delle leggi in materia bancaria e
    creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e
    successive modificazioni, nonche' dagli altri soggetti autorizzati
    all'esercizio del credito agrario e destinati alle imprese operanti
    nel settore agricolo, agroalimentare e della pesca. La garanzia puo'
    altresi' essere concessa anche a fronte di transazioni commerciali
    effettuate per le medesime destinazioni.»;
          2) dopo il comma 4, e' inserito il seguente:
          «4-bis. Le operazioni di credito agrario di cui all'articolo 43
    del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui
    al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, devono essere
    assistite dalla garanzia mutualistica dell'ISMEA, salvo che per la
    quota di finanziamento assistita dalle garanzie di cui ai commi 2 e
    4.».
              Avvertenza:
                  Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
              dall'amministrazione   competente per materia, ai sensi
              dell'art.   10,   commi 2   e 3, del testo unico delle
              disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
              sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
              e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
              approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
              fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
              modificate o alle quali e' operante il rinvio. Restano
              invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi
              qui trascritti.
              Note alle premesse:
     
                  -   L'art.   76   della   Costituzione stabilisce che
              l'esercizio della funzione legislativa non puo' essere
              delegato al Governo se non con determinazione di principi e
              criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
              oggetti definiti.
                  - L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro,
              al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
              leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
              regolamenti.
                  -  L'art. 1 della legge 12 luglio 2006, n. 228, di
              conversione, con modificazioni, del decreto-legge 12 maggio
              2006, n. 173, recante «Proroga di termini per l'emanazione
              di atti di natura regolamentare. Ulteriori proroghe per
              l'esercizio   di   deleghe legislative e in materia di
              istruzione», cosi' recita:
                    «Art. 1. - 1. Il decreto-legge 12 maggio 2006, n.
              173, recante proroga di termini per l'emanazione di atti di
              natura   regolamentare, e' convertito in legge con le
              modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
                  2. Le disposizioni di cui all'art. 8, comma 2, del
              decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, convertito, con
              modificazioni,   dalla   legge   17 agosto 2005, n. 168,
              continuano ad applicarsi fino al 30 giugno 2007.
                  3. All'art. 1 della legge 14 maggio 2005, n. 80, dopo
              il comma 5 e' inserito il seguente:
                  «5-bis. Entro un anno dalla data di entrata in vigore
              del   decreto legislativo adottato nell'esercizio della
              delega   di cui al comma 5, il Governo puo' adottare
              disposizioni correttive e integrative, nel rispetto dei
              principi e dei criteri direttivi di cui al comma 6 e con la
              procedura di cui al medesimo comma 5».
                  4. All'art. 40, comma 1, della legge 28 dicembre 2005,
              n. 262, le parole: «sei mesi» sono sostituite dalle
              seguenti: «dodici mesi».
                  5. Le disposizioni correttive e integrative di cui
              all'art. 1, comma 4, della legge 28 marzo 2003, n. 53,
              possono   essere   adottate,   relativamente   ai   decreti
              legislativi 15 aprile 2005, n. 76, 15 aprile 2005, n. 77,
              17 ottobre 2005, n. 226, e 17 ottobre 2005, n. 227, entro
              trentasei mesi dalla data della loro entrata in vigore.
                  6. E' prorogato all'anno scolastico 2007-2008 il regime
              transitorio concernente l'accesso anticipato alla scuola
              dell'infanzia, di cui all'art. 7, comma 4, della legge
              28 marzo   2003,   n.   53,   e successive modificazioni.
              Conseguentemente,   l'art.   2   del   decreto legislativo
              19 febbraio 2004, n. 59, si applica a decorrere dall'anno
              scolastico 2008-2009.
                  7.   All'art. 14, comma 3, del decreto legislativo
              19 febbraio 2004, n. 59, le parole: «e fino alla messa a
              regime della scuola secondaria di primo grado,» sono
              sostituite dalle seguenti: «e fino all'anno scolastico
              2008-2009,».
                  8.   All'art. 27, comma 4, del decreto legislativo
              17 ottobre 2005, n. 226, le parole: «a decorrere dall'anno
              scolastico e formativo 2007-2008» sono sostituite dalle
              seguenti: «a decorrere dall'a
    Regioni.it
    periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

    Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

    Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
    Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
    Capo redattore: Giuseppe Schifini
    Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
    via Parigi, 11 - 00185 - Roma
    Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
    Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

    Conferenza Stato-Regioni
    Conferenza Stato-Regioni

    Conferenza delle Regioni e Province autonome
    Conferenza delle Regioni

    Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
    Conferenza Unificata



    Go To Top