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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1141 - venerdì 9 maggio 2008

Sommario3
- Conferenza delle Regioni il 15 maggio
- 30 annni fa l'assassinio di Moro: il ricordo dalle Regioni
- Toscana: Martini assume deleghe agricoltura
- Il "modello marchigiano" in Brasile
- Seconde case e plusvalenze: Regione Sardegna si prepara e restituire tasse
- Istat: dati sulla sicurezza

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Conferenza delle Regioni il 15 maggio

All'ordine del giorno le principali questioni da sottoporre al nuovo Governo

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (sessione straordinaria) per giovedì 15 maggio 2008 (ore 10.30, Segreteria Conferenza delle Regioni, Via Parigi, 11 a Roma).
La seduta avrà il seguente ordine del giorno:
1) Approvazione resoconti sommari sedute del 12, 20 e 26 marzo 2008;
2) Comunicazioni del Presidente;
3)       Principali questioni da sottoporre al nuovo Governo all’avvio della XVI legislatura: proposta dell’Ufficio di Presidenza;
4) Commissione affari istituzionali e generali – Regione Siciliana - Tavolo Regioni (Giunte e Consigli) – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per le definizione del nuovo Accordo quadro sulle funzioni dei Co.Re.Com.: valutazione documenti predisposti dai Consigli regionali – Punto all’esame della Commissione nella riunione del 15 maggio 2008;
5) Commissione affari comunitari e internazionali – Regione Piemonte - Posizione della Conferenza delle Regioni sulla “Relazione sull'elaborazione di un quadro per le attività dei rappresentanti di interessi (lobbisti) presso le istituzioni europee” (Parlamento europeo - A6-0105/2008);
6) Commissione beni e attivita’ culturali – Regione Lazio - Parere, ai sensi degli artt. 2, comma 4 e 5 , dei Decreti del Ministro per i Beni e le attività culturali concernenti “Criteri e modalità di erogazione dei contributi in favore delle attività di spettacolo dal vivo” in merito alle proposte di riparto delle quote da assegnare a ciascuno dei settori della musica, danza, prosa, circhi e spettacolo viaggiante del Fondo Unico per lo spettacolo, nonché alla proposte riguardanti gli elenchi dei teatri  e degli organismi di cui agli artt. 9, 10 e 11 del D.M 12 novembre 2007 – Punto all’esame della Commissione nella riunione del 14 maggio 2008;
7) Varie ed eventuali.
Seduta riservata:
8) Designazioni:
Comitato delle Regioni: Verifica dei poteri dei componenti di parte regionale della delegazione italiana a seguito delle elezioni regionali e politiche di aprile 2008.
 
(red/09.05.08)

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30 annni fa l'assassinio di Moro: il ricordo dalle Regioni

(regioni.it) Giunge anche dalle Regioni il ricordo dello statista, Aldo Moro, ucciso trent’anni fa dalle Brigate Rosse. “Era un uomo politico che incarnava il senso dello Stato e il rispetto delle istituzioni democratiche. Un uomo che aveva il coraggio di uscire dagli schemi e di immaginare un futuro condiviso'', Così ne ha sintetizzato le doti, il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo ''Il suo ricordo - ha proseguito Marrazzo - e il suo esempio potranno forse aiutarci a guardare avanti non solo per quello che vogliamo cambiare, che e' molto, ma anche per quei valori di riferimento dai quali non vogliamo prescindere''. Secondo il presidente della regione - che oggi, alla cerimonia di deposizione della corona alla memoria, davanti alla targa che ricorda il,sacrifico di Moro, in via Caetani era rappresentata dal vicepresidente della giunta regionale, Esterino Montino - ''sembra passata un'eternita' da quell'Italia che pure parlava di grandi riforme e di grandi alleanze e che viveva sotto la minaccia dei terrorismi”.
Il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino ha ricordato a Casal di Principe, comune del casertano noto alle cronache come roccaforte del clan dei Casalesi nel quale ha tenuto una seduta di Giunta, la figura di Aldo Moro nel 30nnale della sua uccisione. Un minuto si silenzio, poi il "doveroso omaggio" a Moro, il cui omicidio "cambia la storia politica italiana", dato che "viene uccisa una personalita' tra le piu' rilevanti della storia della Repubblica". "La democrazia italiana e' comunque riuscita ad andare avanti - sottolinea Bassolino - a non farsi sconfiggere dal terrorismo. In questi anni abbiamo imparato tutti a combatterlo e sempre meglio". 
"Nella giornata della memoria per le vittime del terrorismo, trentennale dell'uccisione di Aldo Moro, le istituzioni unite ribadiscono il proprio impegno contro la violenza e per una democrazia sempre piu' forte, partecipata, di qualita'". Cosi' invece il presidente della Regione, Vasco Errani, scrive sul suo sito. L'Emilia-Romagna, dice Errani, "si sente protagonista di questo impegno e rende omaggio alle tante vittime dell'odio terrorista che hanno difeso, per tutti noi, i diritti di liberta', di pensiero, di giustizia con il loro lavoro quotidiano prima ancora che con la propria vita". Alla figura di Aldo Moro, "a trent'anni da quel tragico '78, dedichiamo il nostro lavoro nelle istituzioni locali e regionali. La nostra continua ricerca di riforme capaci di fare dell'Emilia-Romagna e dell'Italia intera una terra ricca di valori umani, pronta ad affrontare le sfide moderne, che cresce anche in equita' e accoglienza, legata alle migliori dinamiche dell'Europa, governata bene". L'esempio "vivo di Aldo Moro, lo studio attento della sua opera,- conclude Errani- possono aiutarci in questa opera, ed essere di formazione e di insegnamento per i giovani e per il necessario rinnovamento delle istituzioni repubblicane". 
"Sebbene siano passati trent'anni, il ricordo di Aldo Moro, e soprattutto quello della sua tragica uccisione, e' vivo nella memoria di tutti gli italiani". Lo ha detto il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo. "Per me e per quelli della mia generazione -ha proseguito- quegli anni hanno coinciso con la fase della formazione politica e sociale. Da Moro tutti abbiamo imparato e a Moro tutti dobbiamo qualcosa: in modo particolare come concepiva l'arte del governare. Senza tradire i principi cui si era formato nel partito e nella vita, affermava uno stile sobrio ed efficace, sia nei rapporti con quanti ne condividevano il pensiero che con i suoi avversari politici: esso rimane un punto di paragone anche per il mio impegno attuale da presidente della Regione. Per questo motivo tutta la sua vita, e il suo sacrifico in modo particolare, ha costituito un avvenimento indelebile e imprescindibile sul modo di intendere la costruzione della democrazia nel nostro paese. Da quel tragico 9 maggio tutto e' cambiato in Italia: tutti dobbiamo saper trarre dal suo sacrificio un monito ed una lezione per il presente. Il mio ricordo piu' profondo lo traggo dalle sue lettere -ha concluso- Esse testimoniano la sua profonda fede cristiana, che fu punto di riferimento nella sua vita, ma soprattutto nelle tragiche giornate della sua prigionia, dalle quali emerge una testimonianza umana struggente e un giudizio netto sull'Italia e sul modo di amministrare e governare".

 
(red/09.05.08)

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Toscana: Martini assume deleghe agricoltura

l'ex Assessore Susanna Cenni è stata eletta Deputato

(regioni.it) L'assessore regionale all'agricoltura della Regione Toscana Susanna Cenni, eletta alla Camera dei deputati, ha lasciato l'incarico in Regione e non verra' sostituita. Le sue deleghe saranno affidate in parte al presidente della Giunta Claudio Martini (agricoltura, caccia, pesca e foreste) e in parte al vicepresidente Federico Gelli (pari opportunità).
“In un clima di polemiche sui costi della politica - ha affermato Martini - tutti devono essere chiamati a dare un contributo per lo snellimento, così ho preferito diminuire il numero degli assessori”. Martini ha poi ringraziato Cenni per l'ottimo lavoro svolto in otto anni da assessore, prima al commercio e turismo e poi, in questa legislatura, per i risultati conseguiti in agricoltura (in particolare con l'approvazione e l'avvio del Piano di sviluppo rurale e il lavoro a favore della rete europea ogm free) e politiche di genere (con la nascita della rete toscana delle pari opportunità).
“Le prossime sfide per l'agricoltura toscana - ha aggiunto il presidente - saranno la riforma della Pac (politica agricola comune) dell'Unione europea e le nuove regole sul vino, oltre al rapporto con la politica nazionale. Gia' da presidente della  Giunta ho l'opportunita' di confrontarmi con Governo e Ue, e per questo la decisione di assumere queste deleghe non mi sembra né impertinente né contraddittoria''.
 
(red/09.05.08)

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Il "modello marchigiano" in Brasile

(regioni.it) Le Marche “volano” in Brasile, obiettivo: consolidare i rapporti di collaborazione con i partner istituzionali e i principali attori economico-finanziari brasiliani, avviare nuove opportunità di cooperazione, promuovere il modello marchigiano di sviluppo  basato su centri tecnologici e sistemi territoriali di piccole e  medie imprese. La missione sarà guidata dal  presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, e si svolgerà nel più grande Paese del Sudamerica dal 10 al 17 maggio. Sono previsti incontri con i governatori di San Paolo, Amazzonas e Rio, e con la comunita' dei marchigiani di San Paolo. In calendario anche una visita allo stabilimento Pirelli. Utile per sviluppare nuovi progetti di cooperazione bilaterale, sara' l'incontro previsto con i vertici di Sebrae-Servizio di appoggio alle piccole e medie imprese di San Paolo.
Il Brasile – informa un comunicato delle Regione - - rientra tra i paesi più interessanti per le prospettive di sviluppo: il Pil e' cresciuto del 5,4% nel 2007, trainato dalla crescita degli investimenti (+13,4%), che hanno avuto il maggior tasso di sviluppo dal 1996.
L'industria e' cresciuta del 4,9%, il settore dei servizi del 4,7%. Altro grande fattore di sviluppo nel 2007 e' stata la crescita dei consumi interni delle famiglie (+6,5%). Le esportazioni sono cresciute del 6,6%, le importazioni del 20,7%. La previsione di crescita del Pil per il 2008 e' attorno al 5%. Della delegazione fanno parte esponenti del Cosmob e di Meccano.
 
(red/09.05.08)

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Seconde case e plusvalenze: Regione Sardegna si prepara e restituire tasse

(regioni.it) Sono 36.823 i contribuenti ai  quali dovranno essere rimborsate le somme versate per le seconde  case ad uso turistico e le plusvalenze, due delle cosiddette  tasse sul lusso introdotte dalla Regione Autonoma della Sardegna  e poi bocciate dalla Corte costituzionale. Lo ha reso noto  l'assessore regionale della Programmazione Eliseo Secci.”Distinguendo per imposta, i contribuenti che hanno versato l'imposta regionale sulle seconde case sono 36.612 per complessivi 27.245.186 euro - ha spiegato l'assessore sardo - mentre per le plusvalenze i versamenti sono 226 per una cifra di 2.621.281 euro''. La settimana prossima la Giunta regionale, presieduta da Renato Soru, stabilira' i criteri e modalita' alle quali l'Amministrazione regionale si atterra' nell'espletamento delle procedure amministrative connesse ai rimborsi delle imposte.''I competenti uffici finanziari regionali - ha assicurato Secci - hanno gia' attivato i meccanismi per la costituzione degli elenchi dei contribuenti e dei relativi pagamenti tributari al fine della predisposizione dei provvedimenti di rimborso. E' volonta' della Giunta regionale - ha concluso - di procedere con immediatezza alla restituzione somme versate nelle casse regionali, con le procedure piu' idonee ad eliminare o, almeno a ridurre al minimo, gli adempimenti a carico dei cittadini''.
 
(red/09.05.08)

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Istat: dati sulla sicurezza

(regioni.it) L’insicurezza percepita è diversa da quella reale. E' dovuta più all'aumento dei delitti che non degli omicidi, che invece diminuiscono. E la percezione del problema sicurezza cambia a seconda degli ambiti territoriali.
I delitti passano da 38,7 per 1.000 abitanti nel 2000 a 44,0 nel 2005. Ma territorialmente cambia anche il dato reale: ci sono più delitti al nord e più omicidi al sud, dove però diminuiscono rispetto al passato. E il problema criminalità è più sentito al nord che al sud, dove è superato dall’incognita disoccupazione. Mentre la povertà è segnalata come problema prioritario uniformemente su tutto il territorio nazionale e ha un incremento maggiore rispetto al 2000.
Secondo gli ultimi dati Istat – “100 statistiche per il Paese” riguardanti gli anni 2001-2006 – il problema della sicurezza è anche un problema di conoscenza della realtà e forse soprattutto di comprensione e di rapporto con la globalizzazione.
Gli incrementi dei delitti nel periodo considerato risultano superiori ai 10 punti percentuali al Nord nella provincia autonoma di Trento, in Valle d’Aosta, Lombardia ed Emilia-Romagna; al Centro in Toscana; nel Mezzogiorno in Abruzzo. Nelle Isole la variazione è invece negativa (rispettivamente -3,7 punti percentuali in Sicilia e -4,8 in Sardegna).
Le regioni con una delittuosità superiore a quella media nazionale nel 2005 sono il Piemonte, la Lombardia, la Liguria, l’Emilia-Romagna, la Toscana e il Lazio; le regioni con i valori più bassi sono invece la Basilicata (18,8) e il Molise (23,4).
Ma c’è anche il fatto della diminuzione degli omicidi: “In Italia dal 2000 ad oggi si assiste a una progressiva riduzione del numero di omicidi, che passano da 13,1 a 10,3 per milione di abitanti”. La gran parte degli omicidi si registra nelle regioni del Mezzogiorno, in particolare Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e, in modo minore, Basilicata; anche queste regioni presentano lo stesso andamento decrescente che si osserva a livello nazionale. “Si può dunque supporre che la riduzione degli omicidi sia strettamente legata alla diminuzione degli omicidi di criminalità organizzata registrata nelle regioni del Sud e nelle Isole. Su questa tipologia di reato è, infatti, netta la spaccatura tra il Nord e il Sud del paese. La riduzione è imputabile per lo più ai quozienti decrescenti di Puglia e Calabria”, nonostante in questa ultima regione si rilevino ancora valori superiori a tutte le altre: insieme alla Campania (22,1) rimane infatti la regione con i valori dell’indice più elevati (34,4). Ad oggi, dunque, queste due regioni sono anche quelle definibili più a rischio per la presenza di organizzazioni criminali (camorra e ‘ndrangheta), che utilizzano ancora frequentemente lo strumento dell’omicidio. In particolare, la “guerra di camorra” che si è consumata a Napoli nel 2004, ha influenzato il dato campano. Con qualche oscillazione, gli omicidi risultano in diminuzione anche nel Centro-Nord.
Percezione
Ma ecco i dati sulla percezione del problema. “Dall’esame della distribuzione territoriale della percezione dei problemi considerati prioritari della popolazione di 14 anni e più emerge una differente sensibilità tra nord e sud del Paese”. Al Sud è infatti la disoccupazione che occupa il primo posto della graduatoria, mentre in molte regioni del Nord il tema della criminalità è maggiormente sentito. Quasi l’88 per cento dei residenti nel Mezzogiorno segnala il problema della disoccupazione, in leggero calo rispetto al 2000 (90,3 per cento); la punta massima si registra in Calabria con il 90,5 per cento.
Meno drammatica la percezione del problema della disoccupazione al Centro-Nord (60,6 per cento) e in particolare nel Nordest (50,8 per cento) dove è il tema della criminalità ad essere relativamente il più sentito (55,6 per cento). Nel Mezzogiorno la criminalità viene considerata problema prioritario dal 61,6 per cento della popolazione; la regione dove appare più rilevante
è la Campania, con il 72,3 per cento delle indicazioni, mentre per le regioni del Centro-Nord lo è in Liguria (62,7 per cento) e in Piemonte (60,9 per cento).
“In molte regioni del Nord, inoltre, la segnalazione del tema della criminalità si accompagna anche a una elevata incidenza delle preoccupazioni legate all’immigrazione extracomunitaria: province autonome di Bolzano e Trento (rispettivamente 43,6 e 41,2 per cento), Veneto (39,3) e Lombardia (38,8). Il tema della povertà preoccupa quasi il 30 per cento degli italiani, più nel Mezzogiorno (37,5) che nel Centro-Nord (25,1); i valori più elevati si registrano in Basilicata (41,7 per cento) e in Sicilia (39,3), mentre quelli più bassi nella provincia autonoma di Treno (13,8 per cento) e in Veneto (20,9). 
( giuseppe schifini /09.05.08)

 

 
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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