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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1141 - venerdì 9 maggio 2008

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 15 maggio
- 30 annni fa l'assassinio di Moro: il ricordo dalle Regioni
- Toscana: Martini assume deleghe agricoltura
- Il "modello marchigiano" in Brasile
- Seconde case e plusvalenze: Regione Sardegna si prepara e restituire tasse
- Istat: dati sulla sicurezza

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30 annni fa l'assassinio di Moro: il ricordo dalle Regioni

(regioni.it) Giunge anche dalle Regioni il ricordo dello statista, Aldo Moro, ucciso trent’anni fa dalle Brigate Rosse. “Era un uomo politico che incarnava il senso dello Stato e il rispetto delle istituzioni democratiche. Un uomo che aveva il coraggio di uscire dagli schemi e di immaginare un futuro condiviso'', Così ne ha sintetizzato le doti, il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo ''Il suo ricordo - ha proseguito Marrazzo - e il suo esempio potranno forse aiutarci a guardare avanti non solo per quello che vogliamo cambiare, che e' molto, ma anche per quei valori di riferimento dai quali non vogliamo prescindere''. Secondo il presidente della regione - che oggi, alla cerimonia di deposizione della corona alla memoria, davanti alla targa che ricorda il,sacrifico di Moro, in via Caetani era rappresentata dal vicepresidente della giunta regionale, Esterino Montino - ''sembra passata un'eternita' da quell'Italia che pure parlava di grandi riforme e di grandi alleanze e che viveva sotto la minaccia dei terrorismi”.
Il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino ha ricordato a Casal di Principe, comune del casertano noto alle cronache come roccaforte del clan dei Casalesi nel quale ha tenuto una seduta di Giunta, la figura di Aldo Moro nel 30nnale della sua uccisione. Un minuto si silenzio, poi il "doveroso omaggio" a Moro, il cui omicidio "cambia la storia politica italiana", dato che "viene uccisa una personalita' tra le piu' rilevanti della storia della Repubblica". "La democrazia italiana e' comunque riuscita ad andare avanti - sottolinea Bassolino - a non farsi sconfiggere dal terrorismo. In questi anni abbiamo imparato tutti a combatterlo e sempre meglio". 
"Nella giornata della memoria per le vittime del terrorismo, trentennale dell'uccisione di Aldo Moro, le istituzioni unite ribadiscono il proprio impegno contro la violenza e per una democrazia sempre piu' forte, partecipata, di qualita'". Cosi' invece il presidente della Regione, Vasco Errani, scrive sul suo sito. L'Emilia-Romagna, dice Errani, "si sente protagonista di questo impegno e rende omaggio alle tante vittime dell'odio terrorista che hanno difeso, per tutti noi, i diritti di liberta', di pensiero, di giustizia con il loro lavoro quotidiano prima ancora che con la propria vita". Alla figura di Aldo Moro, "a trent'anni da quel tragico '78, dedichiamo il nostro lavoro nelle istituzioni locali e regionali. La nostra continua ricerca di riforme capaci di fare dell'Emilia-Romagna e dell'Italia intera una terra ricca di valori umani, pronta ad affrontare le sfide moderne, che cresce anche in equita' e accoglienza, legata alle migliori dinamiche dell'Europa, governata bene". L'esempio "vivo di Aldo Moro, lo studio attento della sua opera,- conclude Errani- possono aiutarci in questa opera, ed essere di formazione e di insegnamento per i giovani e per il necessario rinnovamento delle istituzioni repubblicane". 
"Sebbene siano passati trent'anni, il ricordo di Aldo Moro, e soprattutto quello della sua tragica uccisione, e' vivo nella memoria di tutti gli italiani". Lo ha detto il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo. "Per me e per quelli della mia generazione -ha proseguito- quegli anni hanno coinciso con la fase della formazione politica e sociale. Da Moro tutti abbiamo imparato e a Moro tutti dobbiamo qualcosa: in modo particolare come concepiva l'arte del governare. Senza tradire i principi cui si era formato nel partito e nella vita, affermava uno stile sobrio ed efficace, sia nei rapporti con quanti ne condividevano il pensiero che con i suoi avversari politici: esso rimane un punto di paragone anche per il mio impegno attuale da presidente della Regione. Per questo motivo tutta la sua vita, e il suo sacrifico in modo particolare, ha costituito un avvenimento indelebile e imprescindibile sul modo di intendere la costruzione della democrazia nel nostro paese. Da quel tragico 9 maggio tutto e' cambiato in Italia: tutti dobbiamo saper trarre dal suo sacrificio un monito ed una lezione per il presente. Il mio ricordo piu' profondo lo traggo dalle sue lettere -ha concluso- Esse testimoniano la sua profonda fede cristiana, che fu punto di riferimento nella sua vita, ma soprattutto nelle tragiche giornate della sua prigionia, dalle quali emerge una testimonianza umana struggente e un giudizio netto sull'Italia e sul modo di amministrare e governare".

 
(red/09.05.08)
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