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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1142 - lunedì 12 maggio 2008

Sommario
- Federalismo fiscale e modello lombardo
- Governo: le richieste della Lombardia
- Regione Abruzzo: verso rimpasto Giunta
- Bankitalia: più entrate tributarie
- Acqua: solo il 70 per cento raggiunge il rubinetto
- Rifiuti: Lazio, Liguria e Sicilia scelgono ancora le discariche

+T -T
Rifiuti: Lazio, Liguria e Sicilia scelgono ancora le discariche

Inceneritori: migliorano le situazioni di Umbria e Trentino-Alto Adige

(regioni.it) Nel 2006, in Italia, 325 kg di  rifiuti per abitante sono stati smaltiti in discarica; circa 67  kg sono inceneriti, mentre solo un quarto del totale di rifiuti  prodotti sono avviati a raccolta differenziata. I dati emergono  dalle ''100 Statistiche per il Paese'' rese note dall'Istat (cfr. “regioni.it” n.1139).
Il ricorso alla discaricasi e' ridotto in Italia negli  ultimi 5 anni (-13,6% rispetto ai 338,3 kg pro capite del 2002),  ma si colloca ancora nel 2006 significativamente al di sopra  della media europea. Si rileva in particolare un divario  piuttosto accentuato tra i valori dell'indicatore al Nord  (Nord-ovest 195 e Nord-est 226 kg pro capite) e nel Mezzogiorno  (poco meno di 400 kg pro capite). L'obiettivo nell'ambito del  Quadro Strategico Nazionale e' di raggiungere i 230 kg pro  capite al Sud. 
Le regioni che ricorrono maggiormente allo smaltimento in  discarica sono il Lazio (554,9 kg pro capite), la Liguria  (541,8) e la Sicilia (508,2). Da segnalare l'andamento della  Basilicata, che con 232 kg pro capite si avvicina all'obiettivo  del 2013. Per quanto riguarda la quota di rifiuti inceneriti,  l'Italia nel 2006 con 67 kg pro capite si posiziona ancora molto  al di sotto della media Ue (98 kg pro capite). Dal 1999 al 2006  la situazione e' migliorata o rimasta pressoche' invariata in  quasi tutte le regioni ad eccezione dell'Umbria (con decrementi  di circa 10 kg pro capite) e del Trentino-Alto Adige (con  andamento discontinuo di tale pratica di smaltimento).La regione che fa piu' ricorso all'incenerimento e' la  Lombardia, con 203 kg pro capite (rispetto agli 83,6 del 1999),  mentre le regioni che non applicano in loco tale pratica di  smaltimento sono la Valle d'Aosta, la Liguria, l'Abruzzo, il  Molise e la Campania. La Calabria ha cominciato ad avviare parte  dei rifiuti urbani a questo tipo di smaltimento solo dal 2005 e  nel 2006 raggiunge i 60 kg pro capite. Ancora piu' indietro e'  lo smaltimento attraverso la raccolta differenziata, attualmente  al 25,8%, ben lontani dal 40% posto dal Qsn come obiettivo del  2013 per le regioni del Sud. Le regioni italiane presentano una  situazione molto differenziata. Nell'Italia settentrionale la  pratica della raccolta differenziata e' gia' molto diffusa e in  alcune regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto e nelle province  autonome di Trento e Bolzano) e' gia' stato superato il  traguardo fissato per il 2013. Le regioni del Centro sono invece  ancora piuttosto distanti dal raggiungimento dell'obiettivo, fatta eccezione per la Toscana che vi si sta lentamente  avvicinando (31 per cento nel 2006). Lontane le regioni del  Mezzogiorno, ferme nel complesso al 10,2% del totale. Progressi  significativi si registrano per la Sardegna (19,8%) e l'Abruzzo (16,9%), mentre appare disperata la situazione di Molise (5%) e  Sicilia (6,6%). La situazione nazionale, pero', e' notevolmente migliorata tra il 2000 e il 2006.
Le regioni del Nord hanno fatto progressi sostanziali, in alcuni casi raddoppiando la quota del 2000, come in Piemonte, in Valle d'Aosta e nella provincia autonoma di Trento. Anche le  regioni del Centro e del Mezzogiorno hanno comunque  concretizzato un miglioramento notevole, in particolare  l'Umbria, l'Abruzzo e la Sardegna.
 

(red/12.05.08)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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