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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1143 - martedì 13 maggio 2008

Sommario3
- Governo: nominati i sottosegretari
- Berlusconi: incentivare forme di autogoverno federalista
- L'ufficio di presidenza della Camera
- Galan: confronto su federalismo a geometria variabile
- Lombardo: disboscare i conti regionali dagli sperperi
- UE: al Comitato delle Regioni 4 pareri italiani

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Governo: nominati i sottosegretari

(regioni.it) Si completa il quadro dell’esecutivo ed ora accanto alla lista dei ministri del Governo Berlusconi IV, il 12 maggio il Consiglio dei Ministri ha posto anche l’elenco dei Sottosegretari. Nella stessa riunione è stato anche approvato un decreto-legge che provvede al riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri in relazione al nuovo assetto strutturale del Governo. “Si tratta – si legge in una nota di Palazzo Chigi - di un provvedimento necessario affinché il Governo possa operare secondo quanto disposto dalla legge finanziaria per il 2008, anche in considerazione della necessità di pervenire ad un consistente risparmio di spesa”. Il Presidente del Consiglio ha altresì reso noto ai Ministri un proprio provvedimento con il quale vengono ridotti e razionalizzati gli uffici di diretta collaborazione dei Ministri senza portafoglio e dei Sottosegretari delegati.
IV Governo Berlusconi
Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi
Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta Paolo Bonaiuti (Editoria) Gianfranco Miccichè (CIPE) Carlo Giovanardi (Famiglia, Droga, Servizio civile) Vittoria Brambilla (Turismo) Aldo Brancher (Federalismo) Rocco Crimi (Sport) Maurizio Balocchi (Semplificazione normativa).
Ministri senza portafoglio
Rapporti con le Regioni - Ministro: Raffaele Fitto  
Attuazione del Programma - Ministro: Gianfranco Rotondi
Pubblica amministrazione e l'Innovazione - Ministro: Renato Brunetta
Pari opportunità - Ministro: Mara Carfagna
Politiche Comunitarie - Ministro: Andrea Ronchi
Rapporti con il Parlamento Ministro: Elio Vito
Riforme per il Federalismo Ministro: Umberto Bossi
Sottosegretario: Aldo Brancher
Politiche per i Giovani - Ministro: Giorgia Meloni
Sottosegretari: Rocco Crimi
Semplificazione Normativa - Ministro: Roberto Calderoli
Sottosegretari: Maurizio Balocchi
Ministri con portafoglio
Affari Esteri - Ministro: Franco Frattini
Sottosegretari: Stefania Gabriella Anastasia Craxi, Alfredo Mantica, Enzo Scotti
Interno
Ministro: Roberto Maroni
Sottosegretari: Michelino Davico, Alfredo Mantovano, Nitto Francesco Palma
Giustizia Ministro: Angelino Alfano
Sottosegretari: Maria Elisabetta Alberti Casellati, Giacomo Caliendo
Economia e Finanze
Sottosegretari: Alberto Giorgetti, Daniele Molgora, Nicola Cosentino, Luigi Casero, Giuseppe Vegas
Sviluppo Economico - Ministro: Claudio Scajola
Sottosegretari:Ugo Martinat, Paolo Romani, Adolfo Urso
Istruzione Università e Ricerca - Ministro: Mariastella Gelmini
Sottosegretari: Giuseppe Pizza
Lavoro Salute e Politiche sociali
Sottosegretari: Pasquale Viespoli, Ferruccio Fazio, Francesca Martini, Eugenia Maria Roccella
Difesa - Ministro: Ignazio La Russa
Sottosegretari: Giuseppe Cossiga, Guido Crosetto,
Politiche Agricole e Forestali
Ministro: Luca Zaia
Sottosegretari: Antonio Buonfiglio
Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare - Ministro: Stefania Prestigiacomo
Sottosegretari: Roberto Menia
Infrastrutture e Trasporti
Sottosegretari: Roberto Castelli, Bartolomeo Giachino, Mario Mantovani, Giuseppe Maria Reina
Beni e Attività Culturali - Ministro: Sandro Bondi
Sottosegretari: Francesco Maria Giro
 
(red/13.05.08)

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Berlusconi: incentivare forme di autogoverno federalista

(regioni.it) L’intervento con cui il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha chiesto la fiducia alla Camera è stato apprezzato , almeno per i toni, anche dall’opposizione che ovviamente aspetta però l’esecutivo alla prova dei fatti.. Si è trattato di un discorso di 28 minuti il cui leitmotiv è stato quello della “crescita”: obiettivo programmatico di fondo del nuovo Governo..
Per Berlusconi i cittadini chiedono di far “funzionare le istituzioni della Repubblica”, riducendo “l'area della vanità e della cosiddetta visibilità politica dei partiti”. “Il Paese – ha affermato il presidente del Consiglio - non ci chiede compromessi al ribasso, confabulazioni segrete o mercanteggiamenti; ci spinge, invece, ad assumerci ciascuno la nostra parte di responsabilità con un metodo e una cultura che mettano il rispetto al posto della faziosità, che mettano una polemica vivace al posto della guerriglia paralizzante, che mettano la bellezza della politica - capace di cambiare le cose e di migliorarle - al posto della demagogia, del chiacchiericcio, del teatrino e dell'inganno”.
Poi il premier si è concentrato su alcuni obiettivi di più urgente attualità:Noi faremo la parte che un forte consenso democratico ci ha assegnato. Non abbiamo promesso miracoli, ma intendiamo realizzare piccole e grandi cose. Partiremo da interventi di alto valore insieme simbolico e concreto come quelli che definiremo nel prossimo Consiglio di Ministri che terremo a Napoli”. “lo scandalo dei rifiuti non smaltiti deve finire e finirà. Nessun grande Paese può convivere a lungo con una simile ferita al suo ambiente, all'igiene pubblica e al prestigio della sua immagine dentro e fuori i confini della nazione”. Anche il tema dell’Ici è indicato cone una priorità: “la casa è un bene primario intorno al quale prendono radici l'identità familiare, la capacità lavorativa e la stessa identità sociale stabile dei cittadini e la tassazione della prima casa va definitivamente cancellata”. Poi la questione “Alitalia”: “dobbiamo risolvere positivamente, contemperando l'interesse nazionale e le regole del mercato, una rilevante questione come la crisi dell'Alitalia, senza svendere e senza rinazionalizzare, facendo appello al contributo decisivo della finanza e delle imprese italiane, che hanno tutto da guadagnare e niente da perdere, da un Paese più moderno ed efficiente e da un sistema di infrastrutture e di trasporti adeguato ai bisogni e al rango della nostra economia”.
Crescita vuol dire sviluppo per il Nord, come per il Sud: “Il problema principale del nostro Paese è di ricominciare a crescere dopo una lunga e deludente fase di riduzione delle prestazioni del nostro sistema economico e sociale.  Crescere – ha detto Berlusconi - vuol dire ascoltare il grido di dolore che si leva dal Nord e dai suoi standard europei di lavoro e di produzione. Vuol dire incentivare forme di autogoverno federalista, indispensabili ad una evoluzione unitaria della Repubblica, a partire dal federalismo fiscale solidale. Crescere significa promuovere il sud del Paese, considerandolo come una formidabile risorsa per lo sviluppo e sradicare il peso delle cattive abitudini della criminalità organizzata - la vera nemica della libertà, della sicurezza e del futuro del Mezzogiorno italiano - a vantaggio della libera creatività e della voglia di fare di tante intelligenze e volontà di cui sono ricche le nostre regioni meridionali”.
Un’attenzione particolare anche alla situazione economica “difficile”: “dobbiamo tenere i conti in ordine e ridurre il peso del debito pubblico in proporzione al fatturato del Paese. Dobbiamo accrescere la volontà e la capacità di contrastare l'evasione fiscale, ristabilendo però il principio liberale secondo il quale le tasse non sono belle in sé e neppure un tributo moralistico al potere indiscusso dello Stato: le imposte sono il corrispettivo che i cittadini devono allo Stato per i servizi che ricevono, e sono quindi il presupposto e la garanzia del buon funzionamento dei servizi pubblici e la tutela di un equilibrio sociale responsabile, ma mai punitivo verso chi produce la ricchezza da redistribuire con equità”.
E attenzione anche alla lotta agli sprechi e ai privilegi: “dobbiamo colpire i corporativismi e le chiusure difensive che, in passato, hanno tutelato soltanto i bisogni castali di un sistema assistenziale dirigista che non ha fiducia nella libertà e nell'autonomia della società”.
Per le riforme serve che “una volontà comune proceda a modifiche istituzionali che oggi, dopo la lunga fase di divisione del passato, sono sostanzialmente condivise da una larga maggioranza di questo Parlamento. L'elenco è noto e un lavoro comune di definizione legislativa è già stato fruttuosamente compiuto: il rafforzamento dei poteri dell'Esecutivo e della sua guida, contestuale ad un robusto incremento della capacità di controllo delle Assemblee elettive, anche attraverso la modifica dei Regolamenti parlamentari; la diminuzione sensibile del numero degli eletti e la definizione di compiti diversi per le due Camere; un assetto federalista dello Stato che superi le difficoltà incontrate con la riforma del Titolo V della Costituzione; una riconsiderazione attenta e condivisa della legge elettorale, anche nella prospettiva del referendum pendente per la prossima primavera. Noi siamo a disposizione. Noi siamo pronti. Il dialogo può e deve cominciare da subito, non appena il Governo sarà nel pieno possesso delle sue attribuzioni, all'indomani del voto di fiducia che vi chiediamo e che attendiamo da voi. Nessuno deve sentirsi escluso”.
 
(red/13.05.08)

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L'ufficio di presidenza della Camera

(regioni.it) I deputati hanno eletto nella seduta del 6 maggio 2008 i componenti dell’Ufficio di Presidenza. Il nuovo organismo è composto dai vicepresidenti Antonio Leone (Pdl), Rosy Bindi (Pd), Maurizio Lupi (Pdl), e Rocco Buttiglione (Udc), dai questori Francesco Colucci (Pdl), Antonio Mazzocchi (Pdl) e Gabriele Albonetti (Pd), dai segretari Giuseppe Fallica (Pdl), Gregorio Fontana (Pdl), Donato Lamorte (Pdl), Lorena Milanato (Pdl), Mimmo Lucà (Pd), Renzo Lusetti (Pd), Emilia Grazia De Biasi (Pd) e Gianpiero Bocci (Pd). Dal momento che non è stato eletto alcun deputato in rappresentanza dei gruppi della Lega, di Italia dei Valori e del Misto e che il Regolamento prevede che nell’Ufficio di Presidenza siano rappresentati tutti i gruppi parlamentari, sarà necessario procedere all’elezione di altri Segretari, che avrà luogo in altra seduta.
Composizione Ufficio di Presidenza
Presidente
il Presidente della Camera: Fini Gianfranco
Vice Presidenti
questori
segretari


(red/13.05.08)

 

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Galan: confronto su federalismo a geometria variabile

Accordo su alcuni temi fondamentali

(regioni.it) Giancarlo Galan, presidente del Veneto, apprezza il dialogo tra le forze politiche. ''Ha fatto bene a telefonare a Veltroni - ha detto Galan riferendosi al premier Berlusconi - e a decidere di incontrarlo non per fare la melassa, ma per cercare un accordo su alcuni temi fondamentali''.
Per Galan, ''i problemi non sono ne' di destra ne' di sinistra, ma le soluzioni sono o di destra o di sinistra. Io - ha aggiunto - sono per evidenziare le differenze, le ricette, le medicine, e non per le cose sempre ecumeniche'' anche se - secondo Galan - su alcuni grandi temi e' opportuno trovare un accordo''.
Galan ha fatto l'esempio della legge elettorale, in particolare per quanto riguarda il Senato, che - ha detto ''in questa occasione elettorale ha funzionato, ma va rifatta''. Ha poi citato ''l'organizzazione centrale dello Stato che - ha detto - non funziona, e allora occorre inserire una dose di responsabilita' superiore nelle singole amministrazioni regionali che - ha concluso - si chiama federalismo''.
Galan ha poi reso noto di aver inviato al Governo ''la richiesta del confronto sull'articolo 116 della Costituzione che riguarda il federalismo a geometria variabile e le maggiori competenze tra le Regioni. Da come mi risponderanno - ha aggiunto - comincero' a capire se devo confrontarmi con un'amico o con un avversario''.
Galan chiede infine che, in tema di federalismo, le Regioni del Sud dimostrino ''efficienza e trasparenza''.
 'Il federalismo solidale che abbiamo chiesto – dice galan - non abbandona il Meridione''. Ci tiene, Galan, ai distinguo e per questo ricorda che ''il Veneto e' la prima Regione per utilizzo dei Fondi europei che al Sud spesso sono dilapidati''.
''I nostri primati in molti servizi - dice ancora Galan - sono realizzati con 2.800 dipendenti contro i 18 mila della Sicilia. E' la nostra capacita' di elaborare progetti e coordinare soggetti pubblici e privati: prerogative - conclude - che mancano a molte Regioni del Sud''.
 
(red/13.05.08)

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Lombardo: disboscare i conti regionali dagli sperperi

Piano di rientro della spesa sanitaria

(regioni.it) ''Considero soddisfacenti le deleghe ricevute dall'Mpa nel nuovo Governo Berlusconi perche' affrontano due note importanti per lo sviluppo della Sicilia come l'ambiente e gli interventi per le aree sotto utilizzate''.
Così il Presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo: ''so che Scotti chiedera' la delega per lo sviluppo - ha aggiunto - per la cooperazione nei Paesi del Mediterraneo''.
Afferma inoltre Lombardo: “non chiediamo assistenzialismo ma una fiscalita' che consenta alla Sicilia di recuperare parte del gap che la separa dal Paese e, quindi, agli imprenditori siciliani di puntare realmente sulle potenzialita' dell'Isola, invece di scegliere di investire in Paesi terzi come la Romania''.
''I nostri imprenditori - ha aggiunto - devono anche trovare un sistema del credito amico, che conosca le esigenze e difficolta' del sistema Sicilia''.      
Lombardo ha poi annunciato che ''il governo regionale chiedera' e pretendera' dalla pubblica amministrazione siciliana un salto di qualita', a partire dalla delegificazione e dalla gia' avviata semplificazione del linguaggio burocratico''. ''Ci sono da affrontare poi - ha proseguito - riforme e impegni importanti, come il Piano di rientro della spesa sanitaria, che certamente porteranno a decisioni difficili e impopolari, ma che sono una cura necessaria e non piu' rinviabile. E su queste riforme auspico che ci sia la convergenza dell'opposizione parlamentare, tanto regionale quanto nazionale''.      
'Nei prossimi giorni adotteremo delle misure impopolari – ribadisce Lombardo - ma di grande rilievo per la modernizzazione e lo sviluppo della Sicilia''.
 ''Dovremo - ha aggiunto - disboscare i conti regionali dagli sperperi e contenere la spesa. Attueremo inoltre un piano di  rientro per la sanita', che dovra' costare di meno''.
Per quanto riguarda invece il capitolo infrastrutture, come il ponte sullo Stretto, Lombardo ha sostenuto che “non costerebbero nulla allo Stato, si pagherebbero da sole con i pedaggi e il project financing. E' certo pure che nella scala delle priorita' degli obiettivi da raggiungere per questa legislatura, la realizzazione di grandi infrastrutture deve andare di pari passo con la lotta alle criminalita' se vogliamo ottenere un duraturo e certo sviluppo socio-economico''.
 
(red/13.05.08)

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UE: al Comitato delle Regioni 4 pareri italiani

Studio su uffici regionali a Bruxelles

regionali e locali italiane. Infatti nel corso della seduta del 18 e 19 giugno, saranno infatti presentati e approvati il parere d'iniziativa sul Gruppo europeo di cooperazione territoriale, di cui e' relatrice la presidente della Regione Piemonte Merceds Bresso; il parere d'iniziativa per un Libro verde per una politica della montagna nella Ue, di cui e' relatore il presidente della provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder; il parere sull'Anno europeo della lotta alla poverta' e all'esclusione sociale, di cui e' relatrice la presidente dell'Anci Sardegna Linetta Serri ed infine il parere di prospettiva sul multilinguismo, di cui e' relatore il presidente dell'Anci-giovani e consigliere provinciale di Biella Roberto Pella.
Infine sugli uffici regionali a Bruxelles c’è  l'analisi di un gruppo di ricercatori belgi al cui studio e' stato dato rilievo anche sul sito internet della Direzione generale della Politica regionale della Commissione europea.
Le motivazioni deglli uffici regionali sonoi: ricerca di opportunita' di finanziamento, possibilita' di fare lobby per gli interessi regionali, ma anche l'importanza di essere nella capitale europea per preservare il potere regionale nel paese d'origine. Quattro i settori di attivita' piu' o meno comuni a tutti gli uffici: gestione delle informazioni, realizzazione di reti tra regioni di diversi paesi, collegamento diretto tra autorita' regionali e Ue e possibilita' di influenzare la politica comunitaria anche per le regioni a potere legislativo grazie all'accesso al Consiglio.
Per le autorita' regionali, sottolinea ancora lo studio, e' importante avere informazioni dirette che vengono dal contatto con gli attori europei della politica ed i funzionari, prima ancora che i documenti ufficiali siano pubblicati sul web. Gli uffici regionali restano invece scettici, dicono i ricercatori, sull'impatto che puo' avere il Comitato delle regioni, in quanto solo organo consultivo, sulle politiche Ue.
 
     ( red /13.05.08)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Capo redattore: Giuseppe Schifini
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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