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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1143 - martedì 13 maggio 2008

Sommario
- Governo: nominati i sottosegretari
- Berlusconi: incentivare forme di autogoverno federalista
- L'ufficio di presidenza della Camera
- Galan: confronto su federalismo a geometria variabile
- Lombardo: disboscare i conti regionali dagli sperperi
- UE: al Comitato delle Regioni 4 pareri italiani

+T -T
Berlusconi: incentivare forme di autogoverno federalista

(regioni.it) L’intervento con cui il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha chiesto la fiducia alla Camera è stato apprezzato , almeno per i toni, anche dall’opposizione che ovviamente aspetta però l’esecutivo alla prova dei fatti.. Si è trattato di un discorso di 28 minuti il cui leitmotiv è stato quello della “crescita”: obiettivo programmatico di fondo del nuovo Governo..
Per Berlusconi i cittadini chiedono di far “funzionare le istituzioni della Repubblica”, riducendo “l'area della vanità e della cosiddetta visibilità politica dei partiti”. “Il Paese – ha affermato il presidente del Consiglio - non ci chiede compromessi al ribasso, confabulazioni segrete o mercanteggiamenti; ci spinge, invece, ad assumerci ciascuno la nostra parte di responsabilità con un metodo e una cultura che mettano il rispetto al posto della faziosità, che mettano una polemica vivace al posto della guerriglia paralizzante, che mettano la bellezza della politica - capace di cambiare le cose e di migliorarle - al posto della demagogia, del chiacchiericcio, del teatrino e dell'inganno”.
Poi il premier si è concentrato su alcuni obiettivi di più urgente attualità: “Noi faremo la parte che un forte consenso democratico ci ha assegnato. Non abbiamo promesso miracoli, ma intendiamo realizzare piccole e grandi cose. Partiremo da interventi di alto valore insieme simbolico e concreto come quelli che definiremo nel prossimo Consiglio di Ministri che terremo a Napoli”. “lo scandalo dei rifiuti non smaltiti deve finire e finirà. Nessun grande Paese può convivere a lungo con una simile ferita al suo ambiente, all'igiene pubblica e al prestigio della sua immagine dentro e fuori i confini della nazione”. Anche il tema dell’Ici è indicato cone una priorità: “la casa è un bene primario intorno al quale prendono radici l'identità familiare, la capacità lavorativa e la stessa identità sociale stabile dei cittadini e la tassazione della prima casa va definitivamente cancellata”. Poi la questione “Alitalia”: “dobbiamo risolvere positivamente, contemperando l'interesse nazionale e le regole del mercato, una rilevante questione come la crisi dell'Alitalia, senza svendere e senza rinazionalizzare, facendo appello al contributo decisivo della finanza e delle imprese italiane, che hanno tutto da guadagnare e niente da perdere, da un Paese più moderno ed efficiente e da un sistema di infrastrutture e di trasporti adeguato ai bisogni e al rango della nostra economia”.
Crescita vuol dire sviluppo per il Nord, come per il Sud: “Il problema principale del nostro Paese è di ricominciare a crescere dopo una lunga e deludente fase di riduzione delle prestazioni del nostro sistema economico e sociale.  Crescere – ha detto Berlusconi - vuol dire ascoltare il grido di dolore che si leva dal Nord e dai suoi standard europei di lavoro e di produzione. Vuol dire incentivare forme di autogoverno federalista, indispensabili ad una evoluzione unitaria della Repubblica, a partire dal federalismo fiscale solidale. Crescere significa promuovere il sud del Paese, considerandolo come una formidabile risorsa per lo sviluppo e sradicare il peso delle cattive abitudini della criminalità organizzata - la vera nemica della libertà, della sicurezza e del futuro del Mezzogiorno italiano - a vantaggio della libera creatività e della voglia di fare di tante intelligenze e volontà di cui sono ricche le nostre regioni meridionali”.
Un’attenzione particolare anche alla situazione economica “difficile”: “dobbiamo tenere i conti in ordine e ridurre il peso del debito pubblico in proporzione al fatturato del Paese. Dobbiamo accrescere la volontà e la capacità di contrastare l'evasione fiscale, ristabilendo però il principio liberale secondo il quale le tasse non sono belle in sé e neppure un tributo moralistico al potere indiscusso dello Stato: le imposte sono il corrispettivo che i cittadini devono allo Stato per i servizi che ricevono, e sono quindi il presupposto e la garanzia del buon funzionamento dei servizi pubblici e la tutela di un equilibrio sociale responsabile, ma mai punitivo verso chi produce la ricchezza da redistribuire con equità”.
E attenzione anche alla lotta agli sprechi e ai privilegi: “dobbiamo colpire i corporativismi e le chiusure difensive che, in passato, hanno tutelato soltanto i bisogni castali di un sistema assistenziale dirigista che non ha fiducia nella libertà e nell'autonomia della società”.
Per le riforme serve che “una volontà comune proceda a modifiche istituzionali che oggi, dopo la lunga fase di divisione del passato, sono sostanzialmente condivise da una larga maggioranza di questo Parlamento. L'elenco è noto e un lavoro comune di definizione legislativa è già stato fruttuosamente compiuto: il rafforzamento dei poteri dell'Esecutivo e della sua guida, contestuale ad un robusto incremento della capacità di controllo delle Assemblee elettive, anche attraverso la modifica dei Regolamenti parlamentari; la diminuzione sensibile del numero degli eletti e la definizione di compiti diversi per le due Camere; un assetto federalista dello Stato che superi le difficoltà incontrate con la riforma del Titolo V della Costituzione; una riconsiderazione attenta e condivisa della legge elettorale, anche nella prospettiva del referendum pendente per la prossima primavera. Noi siamo a disposizione. Noi siamo pronti. Il dialogo può e deve cominciare da subito, non appena il Governo sarà nel pieno possesso delle sue attribuzioni, all'indomani del voto di fiducia che vi chiediamo e che attendiamo da voi. Nessuno deve sentirsi escluso”.
 
(red/13.05.08)
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