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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1148 - martedì 20 maggio 2008

Sommario3
- 20 maggio, Governo incontra parti sociali
- Il 25 maggio si vota in Valle d'Aosta
- Marrazzo: il piano di rientro dal disavanzo va ripensato
- Lombardo: vogliono "vincolare" l'idea autonomista
- Rapporto ISAE "Finanza Pubblica e Istituzioni"
- Lobbisti in Europa: documento delle Regioni

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20 maggio, Governo incontra parti sociali

(regioni.it)  Il 20 maggio si tiene a Palazzo Chigi il primo incontro fra il  nuovo Esecutivo e le parti sociali. Argomenti principali saranno l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e la detassazione di premi e straordinari. La lunga lista di priorità che i sindacati intendono portare sul tavolo parla pero' anche di salari, pensioni, prezzi e tariffe. A presiedere la riunione – secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa - sarà il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. All’incontro parteciperà una delegazione della Conferenza delle regioni, guidata dal Presidente Vasco Errani.

 

(red/20.05.08)

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Il 25 maggio si vota in Valle d'Aosta

(regioni.it) Domenica 25 maggio, dalle ore 7 alle 22, i 102.567 elettori valdostani (52.432 femmine e 50.135 maschi) saranno chiamati alle urne per eleggere il Consiglio regionale della Valle d’Aosta. Il Consiglio è composto di 35 consiglieri, eletti a suffragio universale, uguale, diretto e segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti. Il territorio della Regione Valle d’Aosta costituisce un’unica circoscrizione elettorale. L’elezione del Presidente della Regione e della Giunta compete al Consiglio regionale rinnovato, ai sensi della la legge regionale 7 agosto 2007, n. 21, che dispone anche in materia di presentazione e di approvazione della mozione di sfiducia e di scioglimento del Consiglio regionale.. Lo spoglio delle schede avrà inizio lunedì 26 maggio, alle ore 8.  Una sala stampa, in cui verranno diffusi i dati elettorali, sarà allestita a Palazzo regionale, ad Aosta, con accesso consentito ai soli giornalisti accreditati, a partire dalle ore 8 di lunedì 26 maggio 2008.  Contemporaneamente, le stesse informazioni verranno rese pubbliche tramite il sito internet della Regione, oltre che esposte sui tabelloni allestiti sotto i portici del Palazzo regionale.

 
(red/20.05.08)

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Marrazzo: il piano di rientro dal disavanzo va ripensato

(regioni.it) Regione Lazio. “bisogna ripensare il Piano di rientro, verificando quanto e' accaduto in questi mesi. C'e' bisogno di un grande patto sociale e istituzionale". E' quanto ha affermato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, intervistato dal quotidiano Il Messaggero. "Il Piano va condiviso da governo e Regione alla luce di un accordo complessivo con tutte le parti sociali- spiega Marrazzo- perché di fronte a problemi strutturali si deve affrontare la situazione con solidarietà: la sanità non diventi un terreno di scontro politico che avrebbe come vittima la sanità stessa".
Secondo Marrazzo bisogna "riscrivere due elementi fondamentali del Piano di rientro. Uno è l'elemento temporale da coniugare con la reale sostenibilità del sistema. L'altro e' l'errore che ancora non viene valutata con precisione la peculiarità della nostra sanità. Per Roma capitale della sanità servono più risorse per mantenere una specificità di alto livello e di grandi servizi”.
Infine il presidente della Regione Lazio, in merito ai pignoramenti per 400 milioni di euro da parte di alcuni fornitori, sottolinea che "quelle società hanno fatto crescere il debito. Ora c'e' in gioco la sanità di tutti e non di questo o quel partito o coalizione".
 
(red/20.05.08)

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Lombardo: vogliono "vincolare" l'idea autonomista

Il Presidente della Regione Siciliana critico in un'intervista al Corriere della Sera

(regioni.it) Raffaele Lombardo, Presidente della Regione Siciliana, in un’intervista al Corriere della Sera difende e rivendica il “diritto all’esistenza” del proprio movimento politico, nonostante qualcuno voglia “mettere l'Mpa  sotto controllo. Per vincolare e commissariare – dice Lombardo - la stessa idea  autonomista. Ma non accadrà”.  “Il problema sono i 'colonnelli' del Pdl che tendono a  ridimensionarci. Ci vuole una svolta. Ho trovato disponibilità in Berlusconi – prosegue Lombardo - fino alle elezioni. All'indomani invece è subentrato un cambiamento di clima che non mi piace”. Lombardo denuncia: ''C'e' chi non vuole riconoscerci il diritto a costituire un gruppo autonomo alla Camera e c'è un tentativo di sradicamento dal nostro territorio, a cominciare da Catania e dalla sua Provincia, dove è nato il Movimento autonomista”. “Prendo atto - prosegue - che il nostro successo e' stato mal digerito. Leggendo i nomi di qualche ministro senza portafoglio, ho capito che qualche ministero non avevano proprio a chi darlo”.
 
(red/20.05.08)

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Rapporto ISAE "Finanza Pubblica e Istituzioni"

(regioni.it) Rapporto ISAE "Finanza Pubblica e Istituzioni". Il 14 maggio 2008 è stato presentato il Rapporto ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica) su: “Finanza Pubblica e Istituzioni”. Il Rapporto affronta temi rilevanti e di attualità, riguardanti in larga misura le problematiche della spesa pubblica. 
Il Rapporto si divide in cinque capitoli:
1)  fabbisogno di spesa dei Comuni italiani: una analisi per gruppi omogenei.; 2) Le Province italiane: tra valorizzazione delle specificità territoriali e sostenibilità finanziaria; 3) I derivati degli Enti Locali: origine, dimensione e criticità; 4) Il controllo della spesa sanitaria e la credibilità dei Piani di rientro:  Indaga sui Piani di rientro dai disavanzi sanitari e sugli esiti delle tre Regioni – Lazio, Campania e Sicilia -, i cui disavanzi sono i più rilevanti per dimensione e che appaiono per molti versi rappresentative della storia recente della finanza della sanità italiana. La necessità di porre sotto controllo l’andamento della spesa sanitaria ha condotto negli ultimi anni ad affiancare alle riforme un crescente interventismo del Governo centrale, per rendere più stringente il vincolo di bilancio. I Piani di rientro sono uno strumento di correzione dei disavanzi, che introduce forme di responsabilizzazione nei comportamenti di spesa; il loro obiettivo è di realizzare, entro tre anni dalla sottoscrizione, il pareggio di bilancio, razionalizzando al massimo i programmi di spesa; 5) La programmazione di medio termine della spesa pubblica nel Regno Unito e nei Paesi Bassi: spunti per l’Italia.
Il quarto capitolo pertanto indaga sui Piani di rientro dai disavanzi sanitari di alcune Regioni. Quello dei Piani di rientro è uno strumento di correzione dei disavanzi, basato su meccanismi sanzionatori.
L'Isae evidenzia una valutazione preliminare dei piani di rientro sulla spesa sanitaria, evidenziando i primi risultati finanziari: parzialmente positivi e diversi tra le Regioni coinvolte.
Di ciò si dà conto nel capitolo, sulla base dell’andamento della spesa sanitaria nel 2007 e degli esiti dei Piani delle tre Regioni - Lazio, Campania e Sicilia -, i cui disavanzi sono i più rilevanti per dimensione, e che appaiono per molti versi rappresentative della storia recente della finanza della sanità italiana.
La spesa sanitaria nel 2007 è stata pari a 102.519 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2006 del 2,9%, a fronte di un finanziamento, al netto dei fondi stanziati per la copertura dei disavanzi delle Regioni che hanno sottoscritto il piano di rientro, di 99.351 milioni di euro. La spesa è, inoltre, cresciuta meno del PIL nominale per il secondo anno consecutivo ed ha rappresentato nel 2007 il 6,7% del prodotto. Sempre nel 2007 il disavanzo del SSN è stato di 3.169 milioni (0,21% del PIL e 54 euro pro capite), il livello più basso registrato negli ultimi anni, ed è sceso di circa il 30% rispetto all’anno precedente.
Le sei Regioni sottoposte al Piano di rientro (Lazio, Sicilia, Campania, Liguria, Abruzzo e Molise) nel 2007 hanno fatto registrare andamenti diversi. In Lazio e in Sicilia, la spesa è diminuita, in Abruzzo è cresciuta (+2,7%) in linea con quella media italiana, in Campania, in Molise e in Liguria leggermente di più della media (con tassi vicini al 4%). In queste Regioni i disavanzi si sono tuttavia ridotti considerevolmente rispetto al 2006.
Il cammino del risanamento finanziario ha condotto il Lazio nel 2007 ad un disavanzo di 1.407 milioni, con un miglioramento rispetto al livello del 2006 in cui il deficit era stato pari a 1.941 milioni di euro. La spesa è ammontata a 10.425 milioni di euro, diminuendo del 2,6 rispetto all’anno precedente. Guardando alla struttura delle spese - afferma l'Isae - si evidenzia una sostanziale stabilità delle parte relativa al personale (-0,4%) e una significativa riduzione della spesa farmaceutica convenzionata (-13,5%), della specialistica convenzionata e accreditata (-11,9%) e della protesica convenzionata e accreditata (-10%).
In Campania, nel corso del 2007, i principali provvedimenti del Piano intrapresi sono quelli relativi all’assistenza farmaceutica, alla centralizzazione degli acquisti di beni e servizi (che però darà risultati solo nei prossimi anni), e al blocco del turn-over per il personale.La spesa sanitaria della Regione Campania nel 2007 è stata pari a 9.577 milioni di euro, il 4% in più rispetto al 2006, e del 2,1% superiore rispetto a quanto previsto dal Piano per il 2007. Il disavanzo registrato nel 2007 è stato di 697 milioni di euro. Le funzioni di spesa che sono cresciute maggiormente rispetto alla media nazionale sono quelle per l’approvvigionamento di beni e servizi (+11,1%) e per l’assistenza ospedaliera accreditata (+8,9%), dopo una diminuzione consistente nel 2006, e per l’assistenza specialistica convenzionata e accreditata (+8,3%). Le altre funzioni sono cresciute meno della media nazionale o sono diminuite. In particolare la spesa per l’assistenza farmaceutica convenzionata è diminuita considerevolmente (-7,5%).
In Campania, quindi, dopo gli ottimi risultati ottenuti nel 2006, in termini di contenimento della spesa sanitaria, il 2007 ha registrato un aumento maggiore, ancorché in misura limitata, rispetto alle previsioni, probabilmente per i ritardi nell’implementazione di alcune delle misure previste dal Piano di rientro, come ad esempio la rimodulazione delle tariffe per l’assistenza specialistica ambulatoriale convenzionata o l’entrata a regime delle misure per la centralizzazione degli acquisti di beni e servizi.
Nel 2007 la spesa sanitaria della Regione Sicilia è stata pari a 8.224 milioni di euro, il 2,7% in meno rispetto al 2006, con una riduzione superiore a quella prevista dal Piano di rientro. Il disavanzo del servizio sanitario regionale per il 2007 è stato pari a 524 milioni. Tali risultati sono dovuti soprattutto alla diminuzione consistente della spesa per l’assistenza riabilitativa accreditata (-26%), per l’altra assistenza (-22,6%), per l’assistenza farmaceutica convenzionata (-12,9%) che ha generato risparmi ampiamente superiori a quelli previsti dal Piano di rientro (- 168,1 milioni contro -123 attesi).
La Regione Sicilia, nonostante il ritardo con cui ha approvato il Piano di rientro, nel 2007 ha dunque invertito la tendenza di crescita della spesa sanitaria, attuando interventi che non riguardano ancora la prevista complessa riorganizzazione del servizio e del personale sanitario. Se la spesa sanitaria in Italia continua a crescere - e comunque meno del PIL nominale - i disavanzi sono al livello più basso degli ultimi anni. Sembra dunque che i Piani di rientro stiano producendo alcuni primi risultati positivi, sia pure differenziati tra le diverse regioni coinvolte. Vincoli e sanzioni previsti dai Piani avrebbero dunque fornito un incentivo alla responsabilizzazione nella gestione della spesa sanitaria, necessaria premessa per la realizzazione, sempre in corso e sempre sospesa, di un federalismo fiscale responsabile. Introduzione e sintesi.
Ma vincoli e sanzioni possono comunque rivelarsi inadeguati - sostiene sempre l'Isae - alla attuazione dei Piani, non per la loro insufficienza, ma per il rigido congegno di modalità e tempi di attuazione, che appare ledere in qualche modo la credibilità stessa dei Piani. I quali prevedono, infatti, una serie di obiettivi intermedi, rigidamente definiti: non è cioè prevista alcuna possibilità di revisione di tali obiettivi, anche nel rispetto del pareggio al termine del triennio. Eppure è difficile immaginare che un piano di ristrutturazione articolato e complesso, qual è il Piano di rientro, non possa richiedere aggiustamenti, riequilibrando o ridisegnando obiettivi nel corso della sua attuazione. Né, d’altra parte, le previste sanzioni sono necessariamente adeguate a correggere eventuali squilibri del Piano, il che non significa che le sanzioni siano inadeguate nella misura finanziaria, ma che siano inadeguate nella premessa, poiché un sistema di sanzioni fornisce un incentivo alla realizzazione del Piano, solo a condizione che gli obiettivi previsti siano realmente realizzabili. Il che appare discutibile, dal momento che il congegno dei piani trova nella rigidità dei tempi e delle modalità di attuazione degli obiettivi un limite che di fatto ne lede in parte la credibilità. A meno di non consentire, sia pure nel primo periodo di attuazione dei Piani e in misura parziale, la possibilità di compensare i mancati obiettivi strutturali con un maggior impegno su strumenti più maneggevoli, anche se di natura transitoria.
Non a caso - sottolinea l'Isae - gli interventi sinora attuati dalle Regioni sono stati limitati preminentemente alla spesa farmaceutica convenzionata e al blocco del turn-over del personale, mentre ancora lontane dall’avvio risultano le misure strutturali ampiamente previste nei Piani, e largamente imperniate sulla riorganizzazione dell’offerta ospedaliera ed il conseguente ridimensionamento dei posti letto.

(red/20.05.08)

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Lobbisti in Europa: documento delle Regioni

Conferenza Regioni Doc 15.05.08

Ecco il testo integrale del documento delle Regioni.
 
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome italiane, condivide l’attento lavoro di analisi e di regolazione del fenomeno della rappresentanza di interessi presso le istituzioni europee e apprezza lo sforzo di rendere trasparente e responsabile il processo decisionale delle istituzioni comunitarie e in particolare del Parlamento europeo.
Considerata la relazione dell’Onorevole Friedrich, approvata dal Parlamento europeo l’8 maggio 2008 e, in particolare il paragrafo 10 della relazione, ove il Parlamento “sottolinea tuttavia che le regioni e i comuni degli Stati membri, come pure i partiti politici a livello nazionale ed europeo e gli organi cui è riconosciuto uno status giuridico dai trattati non rientrano nell'ambito di queste norme, quando operano conformemente al ruolo previsto dai trattati ed eseguono compiti loro attribuiti dagli stessi”, esprime, tuttavia, preoccupazione per l’assimilazione, anche solo residuale, dell’attività svolta dalle Regioni e dalle Province autonome a quella dei lobbisti.
La Conferenza ritiene, infatti, che le Regioni e gli Enti locali, diversamente dai lobbisti privati, rappresentino gli interessi  generali  di tutti i cittadini di un determinato territorio che, con il  voto, hanno eletto i loro rappresentanti pubblici, affidando loro la difesa dei propri interessi. La Conferenza non trova, quindi, condivisibile assimilare Regioni ed Enti locali ai lobbisti privati. Per questa ragione, già attualmente e sulla base di prerogative riconosciute alle Regioni e agli Enti locali dalle Costituzioni di molti Stati membri, molte Regioni ed Enti locali europei possono, secondo il loro Statuto, intervenire in modo ben più ampio  di quanto prevedano i Trattati, per difendere sul territorio comunitario gli  interessi collettivi pubblici in questione.
Secondo la Costituzione italiana, le Regioni e le Province autonome costituiscono la Repubblica, al pari dello Stato, dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane (articolo 114 della Costituzione). In quanto tali, quindi, le Regioni e le Province autonome operano sempre e solo esercitando poteri e competenze costituzionalmente riconosciuti.
Inoltre, l’articolo 5 della Legge 131 del 2003, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzione n. 3 del 2001, prevede che le Regioni e le Province autonome partecipino, nell’ambito delle delegazioni del Governo, alle attività del Consiglio, potendo i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome essere anche Capi della delegazione italiana al Consiglio dei Ministri dell’Unione europea, quando sono trattate materie di competenza esclusiva regionale.
Alla luce di queste considerazioni, la Conferenza concorda nel ritenere sempre applicabile alle Regioni e alle Province autonome italiane la clausola di esclusione prevista nell’ultima frase del paragrafo 10 della relazione del Parlamento europeo, anche e soprattutto, da un punto di vista europeo, perché le Regioni e le Province autonome sono componenti, nell’ambito della delegazione italiana, di un’istituzione dell’Unione europea.
La Conferenza invita, quindi, il Parlamento europeo a tener conto nella fase attuativa che seguirà l’approvazione della Relazione Friedrich di questa posizione.
Roma, 15 maggio 2008
 
(red/20.05.08)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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