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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1148 - martedì 20 maggio 2008

Sommario
- 20 maggio, Governo incontra parti sociali
- Il 25 maggio si vota in Valle d'Aosta
- Marrazzo: il piano di rientro dal disavanzo va ripensato
- Lombardo: vogliono "vincolare" l'idea autonomista
- Rapporto ISAE "Finanza Pubblica e Istituzioni"
- Lobbisti in Europa: documento delle Regioni

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Rapporto ISAE "Finanza Pubblica e Istituzioni"

(regioni.it) Rapporto ISAE "Finanza Pubblica e Istituzioni". Il 14 maggio 2008 è stato presentato il Rapporto ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica) su: “Finanza Pubblica e Istituzioni”. Il Rapporto affronta temi rilevanti e di attualità, riguardanti in larga misura le problematiche della spesa pubblica. 
Il Rapporto si divide in cinque capitoli: 1)  fabbisogno di spesa dei Comuni italiani: una analisi per gruppi omogenei.; 2) Le Province italiane: tra valorizzazione delle specificità territoriali e sostenibilità finanziaria; 3) I derivati degli Enti Locali: origine, dimensione e criticità; 4) Il controllo della spesa sanitaria e la credibilità dei Piani di rientro:  Indaga sui Piani di rientro dai disavanzi sanitari e sugli esiti delle tre Regioni – Lazio, Campania e Sicilia -, i cui disavanzi sono i più rilevanti per dimensione e che appaiono per molti versi rappresentative della storia recente della finanza della sanità italiana. La necessità di porre sotto controllo l’andamento della spesa sanitaria ha condotto negli ultimi anni ad affiancare alle riforme un crescente interventismo del Governo centrale, per rendere più stringente il vincolo di bilancio. I Piani di rientro sono uno strumento di correzione dei disavanzi, che introduce forme di responsabilizzazione nei comportamenti di spesa; il loro obiettivo è di realizzare, entro tre anni dalla sottoscrizione, il pareggio di bilancio, razionalizzando al massimo i programmi di spesa; 5) La programmazione di medio termine della spesa pubblica nel Regno Unito e nei Paesi Bassi: spunti per l’Italia.
Il quarto capitolo pertanto indaga sui Piani di rientro dai disavanzi sanitari di alcune Regioni. Quello dei Piani di rientro è uno strumento di correzione dei disavanzi, basato su meccanismi sanzionatori.
L'Isae evidenzia una valutazione preliminare dei piani di rientro sulla spesa sanitaria, evidenziando i primi risultati finanziari: parzialmente positivi e diversi tra le Regioni coinvolte.
Di ciò si dà conto nel capitolo, sulla base dell’andamento della spesa sanitaria nel 2007 e degli esiti dei Piani delle tre Regioni - Lazio, Campania e Sicilia -, i cui disavanzi sono i più rilevanti per dimensione, e che appaiono per molti versi rappresentative della storia recente della finanza della sanità italiana.
La spesa sanitaria nel 2007 è stata pari a 102.519 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2006 del 2,9%, a fronte di un finanziamento, al netto dei fondi stanziati per la copertura dei disavanzi delle Regioni che hanno sottoscritto il piano di rientro, di 99.351 milioni di euro. La spesa è, inoltre, cresciuta meno del PIL nominale per il secondo anno consecutivo ed ha rappresentato nel 2007 il 6,7% del prodotto. Sempre nel 2007 il disavanzo del SSN è stato di 3.169 milioni (0,21% del PIL e 54 euro pro capite), il livello più basso registrato negli ultimi anni, ed è sceso di circa il 30% rispetto all’anno precedente.
Le sei Regioni sottoposte al Piano di rientro (Lazio, Sicilia, Campania, Liguria, Abruzzo e Molise) nel 2007 hanno fatto registrare andamenti diversi. In Lazio e in Sicilia, la spesa è diminuita, in Abruzzo è cresciuta (+2,7%) in linea con quella media italiana, in Campania, in Molise e in Liguria leggermente di più della media (con tassi vicini al 4%). In queste Regioni i disavanzi si sono tuttavia ridotti considerevolmente rispetto al 2006.
Il cammino del risanamento finanziario ha condotto il Lazio nel 2007 ad un disavanzo di 1.407 milioni, con un miglioramento rispetto al livello del 2006 in cui il deficit era stato pari a 1.941 milioni di euro. La spesa è ammontata a 10.425 milioni di euro, diminuendo del 2,6 rispetto all’anno precedente. Guardando alla struttura delle spese - afferma l'Isae - si evidenzia una sostanziale stabilità delle parte relativa al personale (-0,4%) e una significativa riduzione della spesa farmaceutica convenzionata (-13,5%), della specialistica convenzionata e accreditata (-11,9%) e della protesica convenzionata e accreditata (-10%).
In Campania, nel corso del 2007, i principali provvedimenti del Piano intrapresi sono quelli relativi all’assistenza farmaceutica, alla centralizzazione degli acquisti di beni e servizi (che però darà risultati solo nei prossimi anni), e al blocco del turn-over per il personale.La spesa sanitaria della Regione Campania nel 2007 è stata pari a 9.577 milioni di euro, il 4% in più rispetto al 2006, e del 2,1% superiore rispetto a quanto previsto dal Piano per il 2007. Il disavanzo registrato nel 2007 è stato di 697 milioni di euro. Le funzioni di spesa che sono cresciute maggiormente rispetto alla media nazionale sono quelle per l’approvvigionamento di beni e servizi (+11,1%) e per l’assistenza ospedaliera accreditata (+8,9%), dopo una diminuzione consistente nel 2006, e per l’assistenza specialistica convenzionata e accreditata (+8,3%). Le altre funzioni sono cresciute meno della media nazionale o sono diminuite. In particolare la spesa per l’assistenza farmaceutica convenzionata è diminuita considerevolmente (-7,5%).
In Campania, quindi, dopo gli ottimi risultati ottenuti nel 2006, in termini di contenimento della spesa sanitaria, il 2007 ha registrato un aumento maggiore, ancorché in misura limitata, rispetto alle previsioni, probabilmente per i ritardi nell’implementazione di alcune delle misure previste dal Piano di rientro, come ad esempio la rimodulazione delle tariffe per l’assistenza specialistica ambulatoriale convenzionata o l’entrata a regime delle misure per la centralizzazione degli acquisti di beni e servizi.
Nel 2007 la spesa sanitaria della Regione Sicilia è stata pari a 8.224 milioni di euro, il 2,7% in meno rispetto al 2006, con una riduzione superiore a quella prevista dal Piano di rientro. Il disavanzo del servizio sanitario regionale per il 2007 è stato pari a 524 milioni. Tali risultati sono dovuti soprattutto alla diminuzione consistente della spesa per l’assistenza riabilitativa accreditata (-26%), per l’altra assistenza (-22,6%), per l’assistenza farmaceutica convenzionata (-12,9%) che ha generato risparmi ampiamente superiori a quelli previsti dal Piano di rientro (- 168,1 milioni contro -123 attesi).
La Regione Sicilia, nonostante il ritardo con cui ha approvato il Piano di rientro, nel 2007 ha dunque invertito la tendenza di crescita della spesa sanitaria, attuando interventi che non riguardano ancora la prevista complessa riorganizzazione del servizio e del personale sanitario. Se la spesa sanitaria in Italia continua a crescere - e comunque meno del PIL nominale - i disavanzi sono al livello più basso degli ultimi anni. Sembra dunque che i Piani di rientro stiano producendo alcuni primi risultati positivi, sia pure differenziati tra le diverse regioni coinvolte. Vincoli e sanzioni previsti dai Piani avrebbero dunque fornito un incentivo alla responsabilizzazione nella gestione della spesa sanitaria, necessaria premessa per la realizzazione, sempre in corso e sempre sospesa, di un federalismo fiscale responsabile. Introduzione e sintesi.
Ma vincoli e sanzioni possono comunque rivelarsi inadeguati - sostiene sempre l'Isae - alla attuazione dei Piani, non per la loro insufficienza, ma per il rigido congegno di modalità e tempi di attuazione, che appare ledere in qualche modo la credibilità stessa dei Piani. I quali prevedono, infatti, una serie di obiettivi intermedi, rigidamente definiti: non è cioè prevista alcuna possibilità di revisione di tali obiettivi, anche nel rispetto del pareggio al termine del triennio. Eppure è difficile immaginare che un piano di ristrutturazione articolato e complesso, qual è il Piano di rientro, non possa richiedere aggiustamenti, riequilibrando o ridisegnando obiettivi nel corso della sua attuazione. Né, d’altra parte, le previste sanzioni sono necessariamente adeguate a correggere eventuali squilibri del Piano, il che non significa che le sanzioni siano inadeguate nella misura finanziaria, ma che siano inadeguate nella premessa, poiché un sistema di sanzioni fornisce un incentivo alla realizzazione del Piano, solo a condizione che gli obiettivi previsti siano realmente realizzabili. Il che appare discutibile, dal momento che il congegno dei piani trova nella rigidità dei tempi e delle modalità di attuazione degli obiettivi un limite che di fatto ne lede in parte la credibilità. A meno di non consentire, sia pure nel primo periodo di attuazione dei Piani e in misura parziale, la possibilità di compensare i mancati obiettivi strutturali con un maggior impegno su strumenti più maneggevoli, anche se di natura transitoria.
Non a caso - sottolinea l'Isae - gli interventi sinora attuati dalle Regioni sono stati limitati preminentemente alla spesa farmaceutica convenzionata e al blocco del turn-over del personale, mentre ancora lontane dall’avvio risultano le misure strutturali ampiamente previste nei Piani, e largamente imperniate sulla riorganizzazione dell’offerta ospedaliera ed il conseguente ridimensionamento dei posti letto.

(red/20.05.08)
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