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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1156 - venerdì 30 maggio 2008

Sommario3
- Consiglio Ministri approva Ddl ratifica Trattato di Lisbona
- Vendola: obsoleta distinzione fra regioni "ordinarie" e "autonome"
- Sicurezza: un Dossier sulle politiche integrate
- Federalismo fiscale: Formigoni difende lavoro comune delle Regioni
- Svimez: rallenta l'economia italiana, andamento peggiore nel Sud
- Informazione: Masi al Dipartimento per l'editoria

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Consiglio Ministri approva Ddl ratifica Trattato di Lisbona

Calderoli: rimangono riserve della Lega

(regioni.it) l Consiglio dei Ministri del 30 maggio 2008 ha approvato, su proposta del Ministro degli affari esteri, Franco Frattini, un disegno di legge per la ratifica del Trattato di Lisbona che modifica il Trattato dell’Unione europea (1992) ed il Trattato istitutivo della comunità europea (1957); con questo Trattato l’Unione allargata si dota degli strumenti necessari per essere maggiormente efficiente al proprio interno ed efficace all’esterno; l’ampliamento dei settori in cui si vota a maggioranza, l’attribuzione di una personalità giuridica unica all’Unione, il superamento dei cosiddetti "pilastri", il graduale snellimento della Commissione e l’istituzione del Presidente del Consiglio europeo e dell’Alto Rappresentante permetteranno di migliorare il funzionamento delle istituzioni e di rendere l’Unione ancora più coesa. Anche il conferimento di valore giuridico alla carta dei diritti fondamentali ed i numerosi progressi realizzati in favore dei suoi cittadini, nonché l’accento posto sui sistemi di controllo democratico a livello europeo e nazionale caratterizzeranno ancora di più l’Unione (che cessa definitivamente di chiamarsi "Comunità") come grande spazio democratico e comune di diritti. Il disegno di legge verrà immediatamente presentato al Parlamento per la ratifica; l’entrata in vigore del Trattato, dopo la ratifica da parte di tutti gli Stati membri, consentirà l’assunzione di responsabilità nuove anche al fine di rafforzare il ruolo di un’Europa democratica impegnata su scala mondiale nella promozione dei suoi valori. Il Trattato di Lisbona sostituisce il Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa, firmato a Roma nel 2004 ma mai entrato in vigore in quanto non ratificato da alcuni Paesi membri; rispetto a questo le nuove disposizioni superano ogni dubbio circa la natura non costituzionale e riaffermano la natura dell’Unione europea quale modello originale di collaborazione fra Stati e popoli, dai quali deriva i propri poteri senza pregiudicare il ruolo dei Parlamenti nazionali.
Il ministro Roberto Calderoli conversando con i giornalisti ha spiegato che ''sebbene il testo del trattato di Lisbona, approvato oggi dal Consiglio dei ministri, sia notevolmente migliorato rispetto a quello della Convenzione, rimangono le riserve della Lega''. ''Ritengo -ha spiegato lasciando palazzo Chigi - che la consultazione non possa e non debba essere evitata in quanto siamo davanti a una pesante cessione di sovranita'''. Per questo la Lega proporra' ''una legge ad hoc per consentire un referendum sul trattato''.
Soddisfatti il Ministro delle politiche comunitarie Andrea Ronchi e il Ministro per gli affari esteri, Franco Frattini che sottolinea: “Il ddl e' stato approvato unanimemente e sta in Parlamento. Non ci sara' nessun problema'', precisando poi che ''e' stato approvato senza una lunga discussione''. ''Mi immagino - ha aggiunto il titolare della Farnesina - che ci sarà una maggioranza larga''.  ''Le osservazioni di qualcuno - ha spiegato Frattini - sono piu' che altro la domanda di quanto andremo in fretta''.Il titolare della Farnesina ha ricordato che il Presidente della Camera Fini nel corso del suo discorso di insediamento ha detto che la ratifica “e' una grande priorita' per il parlamento italiano. Io lo condivido. Faremo in fretta''.
Per la Presidente dei Senatori del Pd, Anna Finocchiaro le dichiarazioni di Frattini e Ronchi nascondono uno “stato di imbarazzo” del Pdl per la presa di posizione della Lega.
 
(red/30.05.08)

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Vendola: obsoleta distinzione fra regioni "ordinarie" e "autonome"

(regioni.it) Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha sottolineato che bisogna cominciare a fare i conti con "un dato della realta': il carattere obsoleto della distinzione tra Regioni a statuto ordinario e Regioni a statuto autonomo. Un federalismo solidale e' una forma nuova che rende obsolete e vetuste quelle vecchie forme", perche' secondo Vendola "si entra in una stagione nuova in cui ciascuno mette a frutto i propri elementi di autonomia regionale e li mette a disposizione del sistema paese".    Per il presidente pugliese "il Sud fa bene se accetta la sfida quando la sfida e' quella della responsabilizzazione dei territori, della condivisione di una battaglia generale contro gli sprechi, la corruzione, la dissipazione delle risorse
pubbliche. Credo che non si possa sfuggire a questo tema: della crescita del senso di responsabilita'". "Il federalismo e' un tema che va affrontato con competenza e delicatezza anche
perche' nella nostra vicenda c'e' un dato eccentrico rispetto alle storie del federalismo. E' un federalismo che parte da un dato dell'unita' nazionale: il federalismo - ha continuato Vendola - e' stato lo strumento con cui si sono costruite connessioni tra entita' autonome e separate. Cioe' viviamo dentro una comunita' nazionale che vuole ricostruire le proprie regole interne, la propria grammatica, immaginando quel federalismo che puo' essere anche uno strumento di deflagrazione dell'unita' e comunita' nazionale se maneggiato senza cura, senza cultura, senza regole e punti di equilibrio".
 
(red/30.05.08)

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Sicurezza: un Dossier sulle politiche integrate

(regioni.it) Un dossier di documentazione sulle politiche integrate per la sicurezza è stato prodotto dagli uffici della Segreteria della Conferenza delle Regioni. Il lavoro contiene  fra l’altro tutti i patti sottoscritti tra il Ministero degli interni e e regioni , province e comuni. Accordi tuttora in vigore
“Il tema della sicurezza – scrive Marcello Mochi Onori, Segretario generale della Conferenza delle Regioni nella premessa al Dossier - è stato posto dal Governo, sin dall’avvio della XVI legislatura, come una priorità programmatica, sottolineata ripetutamente nel discorso con cui il Presidente del Consiglio ha chiesto e ottenuto la fiducia dalle Camere.
Conseguentemente l’esecutivo nel corso del Consiglio dei Ministri del 21 maggio, ha varato il cosiddetto “pacchetto sicurezza” che consta di un Decreto-legge e di tre disegni di legge.
La ripresa del dibattito su questi temi comporta però necessariamente un confronto ampio fra le istituzioni competenti nella materia, soprattutto se si vuole dare efficacia ad un’azione che implica politiche integrate e che investe le competenze delle Regioni e degli enti locali.
Per questi motivi il 22 maggio 2008 la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha avviato una discussione su questi temi.
In attesa di conoscere i testi definitivi assunti dal Governo (al momento in cui si scrivono queste righe è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo il decreto legge, mentre i testi i contenuti dei disegni di legge sono noti solo attraverso anticipazioni fornite dai mass media) , la Conferenza delle Regioni – scrive Mochi Onori - ha deciso di predisporre un “Dossier di documentazione” che contenesse i principali documenti adottati dalla Conferenza stessa, nonché i singoli Patti sottoscritti dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni nel corso di questi anni.
Il Dossier è stato predisposto dagli uffici della Segreteria della Conferenza delle Regioni ed è articolato in tre distinte sezioni.
La prima parte raccoglie i documenti adottati dalla Conferenza delle Regioni -anche in accordo con Anci ed Upi - in tema di politiche integrate per la sicurezza e politiche migratorie.
Nella seconda parte sono pubblicati tutti i “Patti sulla sicurezza” sottoscritti tra Ministero degli Interni, Regioni, Province e Comuni, e tuttora vigenti.
Nella terza parte si è dato conto delle iniziative assunte nel corso della XVI legislatura dal Governo e dal Parlamento. Il materiale di documentazione di quest’ultima sezione è costituito da fonti ufficiali (quando disponibili) e da testi pubblicati sui quotidiani.
L’obiettivo di questo Dossier – conclude il Segretario generale della Conferenza delle Regioni -  è quello di contribuire ad allargare e approfondire il dibattito sulle politiche per la sicurezza, un tema che è al centro del dibattito politico , ma che è soprattutto all’attenzione dell’opinione pubblica.  Un motivo in più per non prescindere dal confronto interistituzionale e dal principio di leale collaborazione fra Governo, Regioni ed autonomie locali”.
Il dossier è on line sul sito www.regioni.it nella sezione “sicurezza”
 
(sm/30.05.08)

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Federalismo fiscale: Formigoni difende lavoro comune delle Regioni

(regioni.it) “Quello che ci interessa è che ci sia un trasferimento trasparente di competenze e di risorse; alla Lombardia non andrà un euro in più di quanto non sia gia' speso dallo Stato, non vogliamo togliere un euro a nessuno". A ribadirlo in una intervista a “Il Mattino” è il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.
“La Lombardia - spiega - si muove secondo le regole della Costituzione approvate dal centrosinistra e chiede che ci sia trasferito solo il costo effettivo delle competenze che ci saranno assegnate. Continueremo a contribuire alla perequazione, nel cui fondo, vorrei ricordare, oggi partecipiamo per il 54%. Ovvero da soli diamo più di tutti gli altri messi insieme".
Per quanto riguarda la distribuzione delle risorse in campo sanitario e scolastico, il Presidente della Lombardia afferma che "tutti i cittadini hanno gli stessi diritti", le differenze tra una Regione e l'altra, secondo Formigoni, "derivano dalla capacità di fare buona o meno buona amministrazione", per questo è convinto che "con il federalismo sara' più facile per ciascuno recuperare efficienza".Formigoni infine non si spiega la necessita' delle Regioni del Mezzogiorno di formare un comitato del Sud, e conclude: "Abbiamo lavorato sempre insieme. E' dal 2002 che discutiamo di federalismo fiscale e adesso abbiamo una posizione unanime. La mia posizione e' lamedesima di quella del presidente della Conferenza delle Regioni Errani. Se si cominciano a fare i coordinamenti dell'Est, del Sud, del Nord allora e' la spaccatura dell'Italia".
In un’altra intervista, pubblicata invece dal quotidiano “La Repubblica” Formigoni ha invece toccato i temi della laicità dello Stato e della scuola.
 
(red/30.05.08)

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Svimez: rallenta l'economia italiana, andamento peggiore nel Sud

(regioni.it) In un anno caratterizzato da un lieve rallentamento dell’economia italiana, il Mezzogiorno ha fatto segnare un andamento peggiore del resto del Paese.
In base alle valutazioni di preconsuntivo della SVIMEZ, nel 2007 (che anticipano le conclusioni del “rapporto Svimez 2008” che sarà presentato a metà luglio) il PIL del Mezzogiorno sarebbe cresciuto in termini reali dello 0,7%, circa un punto percentuale in meno del Centro-Nord (1,7%). Sempre nello stesso anno, il divario di PIL per abitante tra Mezzogiorno e Centro-Nord è aumentato di due decimi di punto. Nel 2007 il reddito pro capite nelle regioni del Sud è pari al 57,5% di quello del Centro-Nord, ma era il 57,7% nel 2006.
Tenendo conto del risultato dello scorso anno, nel complesso del periodo 2000-2007, il PIL del Sud è cresciuto ad un tasso medio annuo dello 0,7%, con un differenziale negativo di mezzo punto all’anno rispetto al Centro-Nord (+1,2%).
 
Tassi annui di variazione % del PIL e della domanda interna (a)
Aggregati
2006
2007
2001-2007
media annua
 
 
 
 
 
 
Mezzogiorno
 
 
 
 
 
PIL
1,1
0,7
0,7
Domanda interna
1,2
0,7
0,7
Consumi finali interni
0,3
0,7
0,8
    Spese per consumi finali delle famiglie
0,7
0,8
0,5
    Spese per consumi finali delle AAPP e delle ISP
-0,5
0,6
1,5
 Investimenti fissi lordi
2,4
0,5
1,2
 
 
 
 
 
 
Centro-Nord
 
 
 
 
 
PIL
2,1
1,7
1,2
Domanda interna
2,1
1,5
1,4
Consumi finali interni
1,5
1,6
1,2
    Spese per consumi finali delle famiglie
1,4
1,5
0,8
    Spese per consumi finali delle AAPP e delle ISP
1,7
1,6
2,4
 Investimenti fissi lordi
2,5
1,5
1,9
 
(a) Su valori concatenati, anno 2000.
Fonte: Per l'Italia: ISTAT.
Per il Mezzogiorno ed il Centro-Nord: elaborazioni SVIMEZ su dati ISTAT per il periodo 2001-2006.
Valutazioni SVIMEZ per il 2007.
In presenza di un buon andamento della domanda estera, il rallentamento dell’economia italiana è ascrivibile alla decelerazione della domanda interna in entrambe le aree del Paese.
Nel 2007, la domanda interna ha registrato al Sud un forte rallentamento rispetto al 2006, passando dall’1,2% allo 0,7%; nel Centro-Nord è scesa dal 2,1% all’1,5%. Nel complesso del periodo 2001-2007 la domanda interna è cresciuta nel Centro-Nord ad un ritmo doppio che nel Mezzogiorno (1,4% contro lo 0,7%).
Nel 2007, il rallentamento della domanda interna nel Mezzogiorno è la sintesi di una lieve ripresa dei consumi e di un forte rallentamento degli investimenti.
I consumi finali interni fanno segnare al Sud, comunque, un tasso di crescita pari a meno della metà di quello del Centro-Nord: +0,7 contro +1,6%.
La lieve ripresa del 2007 è interamente ascrivibile alla componente dei consumi delle Amministrazioni pubbliche (AAPP) e delle istituzioni private sociali (ISP). I consumi delle famiglie meridionali hanno invece confermato sostanzialmente il risultato dello scorso anno: appena lo 0,8% nel 2007, dopo lo 0,7% del 2006. Va sottolineato soprattutto il permanere, per il secondo anno consecutivo, di un tasso di crescita dei consumi delle famiglie del Sud pari alla metà di quello del Centro-Nord, a dimostrazione di difficoltà che vanno oltre la congiuntura.
La netta decelerazione della domanda interna è dovuta in entrambe le aree del Paese al rallentamento del processo di accumulazione del capitale. Il tasso di crescita degli investimenti fissi lordi si è infatti ridotto a livello nazionale dal 2,5% del 2006 all’1,5% del 2007.
 Nel Mezzogiorno il rallentamento degli investimenti è stato assai più accentuato: dal 2,4% del 2006 allo 0,5% dello scorso anno. La sfavorevole dinamica degli investimenti è dovuta nel Mezzogiorno al forte calo degli investimenti fissi in beni strumentali (macchine, attrezzature e mezzi di trasporto) che hanno registrato una diminuzione dell’1,5%, dopo il +7,6% dell’anno precedente. Gli investimenti in costruzioni hanno invece fatto segnare al Sud un aumento dell’1,9%, in linea con lo scorso anno (1,7%).
 
(red/30.05.08)

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Informazione: Masi al Dipartimento per l'editoria

Peluffo Consigliere per le problematiche della comunicazione istituzionale della Presidenza del Consiglio

(regioni.it) Nel corso della conferenza stampa dedicata alle politiche sull'editoria, tenuta il 28 maggio dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, è stata annunciata la nomina di Mauro Masi, Segretario generale di Palazzo Chigi, alla direzione del dipartimento per l'Editoria.  "E maturo il tempo di una legge di sistema per l'editoria. Una legge che tenga conto dell'ottica moderna, cioe' quella della multimedialità. Serve un grande sforzo. Occorre una riorganizzazione del mondo dei media in funzione della multimedialità che sta arrivando". Lo ha dichiarato Bonaiuti in apertura di conferenza per presentare l'indirizzo che intende dare al settore dell'Editoria, di cui ha la delega.
“I tempi tecnici per la Legge di sistema sull'editoria saranno realtivamente brevi - ha aggiunto Mauro Masi - in linea di massima si può pensare al periodo che va dopo la Finanziaria, a settebre, entro la fine dell'anno".
Paolo Peluffo, già portavoce del Quirinale con Carlo Azeglio Ciampi, è stato inoltre nominato consigliere per le problematiche della comunicazione istituzionale e di servizio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
"Manterremo - ha concluso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - la struttura di Comunicazione Istituzionale che era stata allestita da Prodi e Sircana. Resterà quindi quella che oggi si chiama "Unità strategica per la comunicazione di Governo", anche se ovviamente faremo gli ovvii avvicendamenti".
 
(red/30.05.08)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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