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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1158 - mercoledì 4 giugno 2008

Sommario3
- 5 giugno, le Regioni incontrano il Presidente del Consiglio
- Il "cantiere" della riforma delle Comunità montane
- Schifani: federalismo fiscale equo e solidale
- G.U.: Decreto vendita Alitalia
- G.U.: Ordinanze emergenza nomadi Lazio, Lombardia e Campania
- G.U.: Decreto stato di emergenza per eventi meteorologici in Piemonte e Valle d'Aosta

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5 giugno, le Regioni incontrano il Presidente del Consiglio

Sul tavolo il "Documento per la XVI Legislatura"

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni si riunisce il 5 giugno, in sessione straordinaria, in vista dell’incontro che i Presidenti delle Regioni avranno con il Presidente del Consiglio nel pomeriggio della stessa giornata. 
Base di partenza sarà il “Documento politico - programmatico per l’avvio della XVI legislatura” approvato dalla Conferenza delle Regioni il 15 maggio 2008 (cfr “regioni.it” n. 1145) .
Nel documento le Regioni hanno chiesto al governo “l’immediato coinvolgimento attraverso l’apertura di un tavolo per la redazione dei due documenti di programmazione economica più importanti anche alla luce del quadro economico non favorevole e dell’impegno con Bruxelles di “rientro” del deficit del bilancio dello Stato entro il 2011”.  Nel testo la Conferenza delle Regioni ha sottolineato “l’esigenza di ripercorrere l’esperienza già avuta in occasione della stesura del “Patto per la salute”, proponendo un “Patto di legislatura” al Governo per costruire nell’arco dei prossimi cinque anni soluzioni condivise e omogenee per aree e per materie importanti. Tale Patto dovrà concentrarsi sulle materie oggetto degli accordi già stipulati (Patto per la Salute e Patto per i Trasporti) e sulla tematica del federalismo fiscale e più in generale sulla definizione dei rapporti istituzionali”. 
Per quanto riguarda invece il tema sicurezza, le Regioni suggeriscono l’attivazione di un tavolo unitario cui dovrebbero partecipare “Governo, Regioni, grandi città e Anci. Tale proposta deriva dalla valutazione che il presupposto imprescindibile per raggiungere risultati concreti in materia di sicurezza sia la capacità di interagire di tutti i livelli istituzionali”.
Nodi centrali restano l’attuazione del federalismo fiscale e la centralità di un confronto preventivo ai fine dell’impostazione del completamento dell’assetto istituzionale mediante la diversificazione delle funzioni delle due Camere “in maniera da riconoscere al Senato il ruolo di ‘Camera federale’, in rappresentanza dei territori ed espressione delle autonomie. Nelle more della riforma – si legge nel documento della Conferenza - è necessario avviare un confronto con il Parlamento per l’integrazione della Commissione Bicamerale per le questioni regionali. Non c’è rappresentanza e responsabilità dei territori senza una stretta connessione tra esercizio dei poteri legislativi e gli strumenti e le regole di finanziamento. E’ in questa chiave di lettura che occorre realizzare le disposizioni dell’art. 116 comma terzo della Costituzione, favorendo l’attuazione delle “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in determinate materie sulla base delle esigenze e delle specificità che ciascun territorio saprà esprimere, con la politica degli Accordi , in questo caso, fra lo Stato e la Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel quadro unitario di un percorso e di regole definiti a livello nazionale valorizzando il ruolo della Conferenza delle Regioni”.
Il documento rimarca la necessità di un “Patto fiscale”, a partire dall’avvio del federalismo fiscale, riaprendo il confronto con il nuovo Governo avendo come basela posizione del documento che le Regioni hanno approvato nella Conferenza delle Regioni del 7 febbraio 2007.
Altro accordo centrale dovrebbe essere rappresentato da un “Patto per i Trasporti” per “completare e migliorare il sistema di finanziamento del Trasporto pubblico locale avviato con la legge finanziaria 2008; lo stesso dovrà essere integrato sia con le risorse per il trasporto ferroviario, puntando su un trattamento economico omogeneo fra le FS e ferrovie regionali, sia mediante l’individuazione di meccanismi di copertura di riduzione del gettito sull’accisa benzina rispetto al 2005 e di copertura delle perdite pregresse fino al 2004” Ed un altro tema fondamentale è quello del “Patto per la salute” di cui occorre verificarne l’attuazione con l’obiettivo di aggiornarne i contenuti in relazione ai “livelli essenziali di assistenza (LEA)” anche in base alle dinamiche del PIL nominale effettivo e per quanto concerne le risorse da destinare per il tema della non autosufficienza.

(red/04.06.08)

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Il "cantiere" della riforma delle Comunità montane

Prosegue nelle Regioni l'opera di razionalizzazione

(regioni.it) Il “cantiere istituzionale” per la riforma delle comunità montane prosegue, a tappe forzate, i suoi lavori (cfr. gli articoli su “regioni.it” n. 1153: Comunità montane: 150 in meno e n. 1149: Emilia-Romagna: riforma degli Enti locali. Dimezzate le comunità montane e soppressi Ato e Agenzie mobilità)
Nel Lazio la Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore agli Enti Locali, Daniele Fichera, ha approvato la Proposta di Legge sul riordino delle Comunità Montane del Lazio e sulla razionalizzazione e l’incentivazione delle forme di associazionismo sovracomunale. La proposta non si limita ad attuare la Legge Finanziaria nazionale per il 2008, ma punta all’avvio di un riordino complessivo delle Comunità Montane e delle altre forme di associazionismo intercomunale della Regione. La Regione Lazio con la proposta Fichera, individua un unico livello associativo sovracomunale, che costituirà il livello ottimale: d’ora in poi, per quanto riguarda l’associazionismo comunale, ci saranno solamente le Unioni di Comuni o le Comunità Montane.
Non saranno più agevolate, né finanziate, di conseguenza, altre forme di associazionismo intercomunale e non sarà più possibile per i comuni appartenere contemporaneamente a Comunità Montane e Unioni di Comuni, né a più Unioni di Comuni.Con la Proposta di Legge si procederà, altresì, ad un primo riordino delle Comunità Montane laziali,passando, dalle attuali 22, a 14. Rimarranno solamente le Comunità Montane in cui siano presenti Comuni classificati montani o parzialmente montani con territorio montano superiore al 75% rispetto al territorio complessivo aventi una popolazione montana residente superiore al 55% della popolazione residente complessiva che non potrà mai essere, di norma, inferiore ai 10.000 abitanti e le Comunità Montane con un numero di Comuni partecipanti non inferiore a quattro. Dalle Comunità Montane scompariranno inoltre, i Comuni capoluogo di Provincia, i Comuni costierie i Comuni con una popolazione superiore ai 20.000 abitanti. Otto Comunità Montane della Regione, non avendo tali requisiti, sono destinate a scomparire, ma potranno trasformarsi in Unioni di Comuni le quali, però, avranno requisiti stringenti: Alle Comunità Montane che si trasformeranno in Unioni di Comuni, saranno assicurati, per il triennio 2008-2011, finanziamenti straordinari per la loro trasformazione. La proposta prevede un unico modello di governante identico per le Comunità Montane e le Unioni di Comuni, più semplice, più snello e meno oneroso.
In Basilicata l’esame del disegno di legge relativo al riordino delle comunita' montane e' stato al centro di un incontro che il Presidente della Regione Vito DeFilippo ha avuto con i sindacati. “Questo impianto normativo si muove - ha spiegato De Filippo - sulla base delle precedenti esperienze in materia di protagonismo dei territori come, ad esempio, i Pit, i Piani integrati territoriali. Abbiamo cercato, in sostanza, di fare tesoro di quella esperienza, di correggere gli aspetti che non hanno funzionato e di far evolvere la storia delle funzioni dei territori per rafforzare il loro protagonismo”. “Sarebbe stato facile - ha aggiunto il presidente della Regione - rinchiudere le scelte nell'ambito di una dimensione esclusivamente numerica indicata dalla Legge Finanziaria dello Stato. Invece, ci siamo sforzati di costruire un impianto normativo che fosse coerente con la strategia regionale ed europea in materia di sviluppo dei territori assegnando non solo le stesse funzioni e competenze delle comunita' montane, ma aggiungendone altre che non appartenevano ne' alle province ne' ai comuni o che non venivano espletate in modo funzionale ai bisogni dei cittadini. Competenze nuove come in materia di urbanistica per area vasta, in materia di politiche sociali, di forestazione e ambiente, solo per citarne alcune''. Questa riforma – ha concluso De Filippo - si aggiunge a tutte le altre come Apt, Asi, Asl che si andranno a chiudere entro luglio consentendoci di completare il quadro degli interventi e di programmare meglio le risorse del Por 2007 - 2013 che per i territori saranno il doppio rispetto alla precedente programmazione''.
Il 3 giugno il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato a maggioranza in tarda  mattinata un nuovo disegno di legge che  riguarda la riforma del funzionamento e dei costi delle  Comunita' montane. A favore 18 consiglieri di maggioranza,  contro 10 dell'opposizione. Il ddl in questione riguarda soprattutto il taglio, nella  fase commissariale che precede la messa a regime del nuovo  assetto, delle indennita' di presidenti ed assessori delle  Comunita' montane per i quali si prevede che possano esercitare  tali funzioni solo se gia' assessori, consiglieri o sindaci nei  Consigli comunali. Più in particolare, l'assemblea regionale umbra ha votato e approvato alcuni emendamenti  della giunta che modificano, in maniera sostanziale, alcune norme fondamentali della legge sulle comunita' montane. La giunta di ogni comunita' montana essa sara' composta dal  presidente e da non oltre tre assessori, scelti tra i sindaci o  gli assessori dei comuni aderenti, e verra' eletta dal consiglio  dell'ente. Il presidente della comunita' montana potra'  percepire esclusivamente l'indennita' di funzione  riconosciutagli come sindaco o assessore. Allo stesso modo gli  assessori delle comunita' montane percepiranno l'indennita'  spettante in quanto sindaci o assessori dei rispettivi comuni.  In caso di commissariamento di una comunita' montana, il  compenso spettante al commissario straordinario grava sul  bilancio dello stesso ente e sara' pari al 50 per cento dell'indennità prevista per un comune con popolazione pari a quella della comunita' montana in questione.
A Napoli si e' tenuta una conferenza  stampa sul disegno di legge riguardante il 'Nuovo ordinamento e  disciplina delle comunita' montane' presentato dalla giunta  Regionale della Campania. Il consigliere regionale Pietro Ciarlo ha introdotto la conferenza stampa illustrando il disegno di legge e ricordando la scadenza prevista dalla finanziaria nazionale del 30 giugno 2008, termine entro il quale le Regioni possono legiferare  altrimenti troveranno automatica applicazione le normative  particolarmente restrittive della finanziaria nazionale. ''Per questo motivo - ha sostenuto Ciarlo - abbiamo costruito un rapporto con l'Uncem (Unione nazionale dei comuni e delle comunita' montane) recependo in larga misura le proposte da  questa avanzate. Inoltre, ho convocato la Commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale al fine di esaminare il testo, sperando di approvarlo entro la fine  del mese di giugno per stare entro la scadenza prevista dalla legge statale. Diversamente le comunita' montane della Campania usciranno penalizzate''.
In Toscana Con una relazione dell'assessore Agostino Fragai, la commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale della Toscana ha iniziato l'esame della proposta di legge sul riordino delle comunita' montane, previsto dalla legge Finanziaria 2008. La proposta di legge prevede la soppressione di sei comunita' montane sulle venti esistenti: Alta Versilia, Arcipelago toscano, Area lucchese, Cetona, Pratomagno, Val di Merse. L'assessore Fragai ha precisato che i criteri seguiti per la conferma sono in gran parte quelli fissati dalla Finanziaria 2008, quali: l'esclusione dagli ambiti territoriali di riferimento dei capoluoghi di provincia, dei comuni costieri, dei comuni appartenenti a province diverse e dei comuni superiori a 25.000abitanti.
Ogni ambito territoriale deve, inoltre, contenere almeno un terzo dei comuni in situazione di maggior disagio rispetto alla media regionale, secondo l'indicatore unitario previsto dalla legge regionale 39/2004 sui piccoli comuni montani. Le comunita' montane saranno guidate dall'assemblea, dalla conferenza dei sindaci, dal presidente e dalla giunta. Tutti i componenti degli organi di governo saranno sindaci, assessori o consiglieri dei comuni di riferimento.
Riassetto in arrivo anche nelle Marche: da 13 a 9 comunita' montane , da 359 a 140 consiglieri, da 86 a zero assessori per un risparmio minimo previsto di 1.624.601 euro. E' questo l'obiettivo della proposta di legge approvata dalla giunta della Regione Marche e presentata dall'assessore agli enti locali, Luigi Minardi. Tra le altre novita' piu' importanti del provvedimento, la semplificazione normativa (sono stati abrogati tutte le altre leggi ed articoli del settore), il passaggio da leggi di principio ad una legge che impegna l'amministrazione regionale e provinciale concretamente nei confronti dei cittadini delle aree montane, gli incentivi per una gestione associata dei servizi e il ruolo esecutivo dei sindaci, responsabili del
controllo sui servizi che delegheranno. La riduzione del numero complessivo delle comunita' montane delle Marche e' stato effettuato dalla Regione in base a specifici indicatori, tra i quali la dimensione territoriale, la dimensione demografica, l'indice di vecchiaia, il reddito medio procapite. "Potevamo fare la scelta drastica di una comunita' per provincia - ha fatto sapere
l'assessore competente, Luigi Minardi -, ma non sarebbe stato equo. Mentre ad Ancona, Ascoli e Fermo infatti questi enti raggruppano pochi comuni, Macerata e Pesaro ne hanno rispettivamente 39 e 40. Un sovraffollamento che non avrebbe garantito una fluida gestione dei servizi, che invece e' per noi una priorita'". Organi delle nuove comunita' montane saranno il presidente, la giunta comunitaria composta da due vicepresidenti e dai sindaci dei comuni appartenenti alla comunita', il consiglio comunitario.
In Lombardia la riduzione del numero delle Comunità montane è notevole:  da 30 a 23. Si stabilisce anche la riduzione dei componenti degli organi (assemblea e giunta esecutiva) e valorizzazione della figura dei sindaci (componenti di diritto dell'assemblea ed elettori della giunta), riduzione di almeno il 70% del gettone di presenza per il presidente e i membri dell'esecutivo. Queste alcune delle novità introdotte dal progetto di legge "Riordino delle Comunità montane della Lombardia, disciplina delle Unioni di Comuni lombarde e sostegno all'esercizio associato di funzioni e servizi comunali", approvato dalla Giunta regionale su proposta del presidente Roberto Formigoni di concerto con l'assessore alle Risorse, Finanze e Rapporti istituzionali Romano Colozzi. Un decisivo taglio ai "costi" della politica pari a 4.345.403 euro (un terzo del contributo ordinario). Il provvedimento attua quanto previsto dalla legge Finanziaria statale per l'anno 2008 (legge n. 244 del 2007) che opera un taglio diretto e immediato del Fondo destinato alle Comunità montane: la sua approvazione da parte del Consiglio Regionale entro il 30 giugno 2008 eviterà l'intervento sostitutivo dello Stato.
Anche la Giunta regionale del Piemonte ha varato il disegno di legge “Disposizioni modificative della legge regionale 2 luglio 1999, n. 16” sul riordino delle Comunità montane piemontesi. Il ddl stabilisce innanzitutto l’aggregazione di più Comunità montane per concorrere al raggiungimento degli obiettivi di risparmio prefissati dalla legge finanziaria: il numero degli enti verrà ridotto da 48 a 31. Il disegno di legge prevede inoltre l’attribuzione alle Comunità montane della titolarità di funzioni proprie in materia di artigianato artistico e tipico, energia, patrimonio forestale, produzioni tipiche e turismo e introduce l’obbligo di gestire in forma associata funzioni e servizi già delegati ai Comuni dalla Regione, al fine di migliorare i servizi erogati alle popolazioni di montagna. Sia le funzioni proprie che quelle da gestire in forma associata dovranno essere individuate dalla Giunta regionale, entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge, sentita la Conferenza Permanente Regione Autonomie Locali e acquisito il parere della competente Commissione consiliare.
Nell’ottica della razionalizzazione degli apparati istituzionali delle Comunità montane il ddl introduce un nuovo sistema elettorale ad elezione “diretta” del presidente da parte dei Consigli dei comuni appartenenti alla Comunità, sistema modulato su quello dei Comuni con oltre 15.000 abitanti e il cui obiettivo è rendere più stabile il governo delle Comunità montane e meno dipendente dalla variabilità politica delle varie amministrazioni comunali.
La  Regione Emilia-Romagna prosegue nella riforma territoriale. Ed ha incassato la condivisione sostanziale degli enti locali (Comuni, Province e Comunita' montane), anche di quelle che saranno riformate. Anche se dal territorio arrivano alcuni rilievi: in sostanza chiedono che nel testo si faccia un "ulteriore sforzo" per inserire una distinzione ancora piu' netta tra il livello della programmazione e del controllo (regionale) e quello del governo, specialmente in tema d'acqua e rifiuti, delle tariffe e degli investimenti da fare sui territori (comunale). Cosi', il progetto di legge che andra' a dimezzare le comunita' montane (a partire dal primo gennaio 2009, anche se si sta studiando una deroga vista la vicinanza alle prossime amministrative) e sopprimera' Ato e Agenzie della mobilita', fa un ulteriore passo in avanti.  I risparmi legati agli effetti del provvedimento si aggirano attorno ai 2,7 milioni per quanto riguarda il taglio delle comunita' montane (un milione e 250 mila dai compensi agli amministratori, un milione per l'eliminazione di quote fisse dei trasferimenti e 500 mila euro legati alla riorganizzazione di sedi e costi di gestione), 3 milioni sulle Ato (considerando le spese generali, di funzionamento e le consulenze) e un milione e 200 mila euro sulle Agenzie della mobilita'. Il personale (a tempo indeterminato) di questi enti verra' trasferito ai nuovi soggetti, mentre a precari e tempi determinati viene garantita la scadenza naturale del loro contratto.
 
(sm/04.06.08)

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Schifani: federalismo fiscale equo e solidale

Fini: se fosse "non rispettoso dell'unità nazionale" in Parlamento non passerebbe

(regioni.it) Valutare nel corso della legislatura le possibili modifiche della Costituzione. Concordano su questo tema il presidente del Senato, Renato Schifani, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervistati nel corso della trasmissione la Storia siamo noi.
Schifani rileva: "Non vorrei cambiare la prima parte della Costituzione, quella dei principi e dei valori, che rimangono sempre attuali. Nella seconda parte, probabilmente vorrei, come molti italiani, cambiare alcuni aspetti: il bicameralismo, ridurre e accorciare i tempi di approvazione delle leggi e prevedere un governo voluto direttamente dai cittadini con l'elezione diretta del premier, evitare che i governi voluti dagli italiani possano essere sostituiti da manovre di palazzo. Ecco, vi sono delle parti che possono essere cambiate e credo che lo vogliano quasi tutti gli elettori e mi auguro che, in questa legislatura, lo vogliano tutte le forze politiche".
Anche Fini sottolinea: "La prima parte della Costituzione e' certamente valida nella sua interezza. Forse sarebbe opportuno inserire nella prima parte un riferimento all'Europa. La seconda parte della Costituzione necessita di essere ammodernata, perche' negli ultimi 60 anni e' cambiato tutto nel mondo. Credo che le riforme nella Costituzione siano indispensabili anche in Italia".
Quanto al federalismo, Schifani si dice in favore di "una logica di federalismo equo e solidale, che veda momenti di compensazione in favore delle regioni piu' deboli, le quali non devono pagare giammai il prezzo di una qualita' della vita inferiore rispetto alle altre regioni". Fini afferma: "Se il federalismo fiscale dovesse essere egoista e non rispettoso dell' unita' nazionale, ci sarebbero rischi non solo per la Calabria, ma per tante altre regioni. Il Parlamento chiaramente non potrebbe mai approvare un federalismo che non fosse solidale e garante dell'unita' nazionale".
E intanto il Partito Democratico conferma che e' pronto a trovare una convergenza con la maggioranza per approvare in tempi rapidissimi, gia' entro la fine dell'anno, il federalismo fiscale". Ad affermarlo al quotidiano online Affaritaliani.it Enrico Morando, coordinatore del governo ombra del Pd.
 
(red/04.06.08)

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G.U.: Decreto vendita Alitalia

(regioni.it) E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU n. 128 del 3-6-2008 - Entrata in vigore del provvedimento: 3/6/2008 ) il decreto per le procedure della vendita di Alitalia. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha confermato che arriva il 'super-decreto' Alitalia, che contiene tutte le ultime misure varate dal governo su questa materia, in forma di emendamenti al primo provvedimento sul prestito ponte. Per Vito il nuovo dl, che torna in commissione alla Camera, risponde ai rilievi dell'Ue e dell'opposizione. L'11 giugno la Commissione europea decidera' se aprire una procedura d'inchiesta per il prestito ponte concesso ad Alitalia.

DECRETO-LEGGE 3 giugno 2008, n. 97
Disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei
meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonche' in materia
fiscale e di proroga di termini.
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 
 Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
 Visto il decreto-legge 23 aprile 2008, n. 80;
 Considerato il ruolo di Alitalia-Linee aeree italiane s.p.a. quale
vettore che maggiormente assicura il servizio pubblico di trasporto
aereo nei collegamenti tra il territorio nazionale ed i Paesi non
appartenenti   all'Unione   europea,   nonche' nei collegamenti di
adduzione sulle citate rotte del traffico passeggeri e merci dai e ai
bacini di utenza regionali;
 Considerato che nel luglio 2007 si e' conclusa senza esito positivo
la procedura competitiva per la cessione di una quota del capitale di
Alitalia-Linee aeree italiane s.p.a. non inferiore al 30,1 per cento
e alle obbligazioni convertibili detenute dal Ministero dell'economia
e delle finanze, avviata mediante avviso di sollecitazione di
manifestazioni di interesse, pubblicato il 29 dicembre 2006;
 Considerato inoltre che, successivamente alla chiusura della citata
procedura   competitiva, Alitalia-Linee aeree italiane s.p.a. ha
attivato un processo finalizzato all'individuazione di un partner
industriale o finanziario in grado di consentire il risanamento, il
rilancio   e   lo   sviluppo   della   societa',   anche   attraverso
l'acquisizione della quota di controllo detenuta dal Ministero
dell'economia e delle finanze e che, nell'aprile 2008, Air France-KLM
ha   ritirato   la   propria   offerta   vincolante   presentata   ad
Alitalia-Linee aeree italiane s.p.a. in data 14 marzo 2008, all'esito
della fase di esclusiva concessa dalla societa' nel gennaio del 2008;
 Considerato, infine, l'aggravarsi della situazione finanziaria
dell'Alitalia-Linee   aeree   italiane   s.p.a.   manifestato   nelle
informazioni rese al mercato e segnatamente nel resoconto intermedio
sulla gestione al 31 marzo 2008, comunicato al pubblico il 13 maggio
e il 27 maggio 2008;
 Ritenuta conseguentemente la straordinaria necessita' ed urgenza di
emanare disposizioni al riguardo;
 Ritenuta, altresi', la straordinaria necessita' ed urgenza di
emanare disposizioni per garantire il monitoraggio e la trasparenza
dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica ed in materia
fiscale, nonche' per il differimento e la proroga di termini di
imminente   scadenza,   concernenti   attivita' che richiedono una
ulteriore disamina da parte delle amministrazioni competenti, come
delineate a seguito dell'insediamento del nuovo Governo;
 Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 30 maggio 2008;
 Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell'economia e delle finanze;
 
                              E m a n a
 
                     il seguente decreto-legge:
 
                               Art. 1.
   Disposizioni in materia di Alitalia-Linee aeree italiane s.p.a.
 
 1. Al fine di salvaguardare interessi pubblici di particolare
rilevanza e in deroga a quanto disposto dall'articolo 1, comma 2, del
decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, il Consiglio dei Ministri, con
propria delibera, puo' individuare uno o piu' soggetti qualificati
che, anche nell'interesse di Alitalia-Linee aeree italiane s.p.a.,
promuovano in esclusiva, per conto terzi ovvero anche in proprio, la
presentazione   di   un'offerta, indirizzata all'azionista o alla
societa', finalizzata ad acquisire il controllo di Alitalia-Linee
aeree   italiane s.p.a. entro il termine indicato nella stessa
delibera.
 2. Dalla data della delibera di cui al comma 1, Alitalia-Linee
aeree italiane s.p.a. consente al soggetto individuato o a soggetti
dallo   stesso   individuati quali interessati alla presentazione
dell'offerta, previa assunzione di adeguati impegni di riservatezza,
l'accesso ai dati e alle informazioni necessarie alla presentazione
dell'offerta stessa.
 3. Nel periodo intercorrente tra l'individuazione del soggetto e la
presentazione dell'offerta  di cui al comma 1, le attivita' comunque
finalizzate alla preparazione dell'offerta stessa non danno luogo ad
obblighi informativi ai sensi del testo unico delle disposizioni in
materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo
24 febbraio 1998, n. 58.
 4. Le   successive determinazioni in ordine alla cessione del
controllo, alle eventuali operazioni straordinarie strumentali al
perfezionamento dell'operazione, alle eventuali indennita' e manleve
da rilasciarsi o impegni da assumersi in relazione alla situazione
della societa', comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica, sono assunte con delibera del Consiglio dei
Ministri, avendo prioritariamente riguardo alla salvaguardia degli
interessi   pubblici   coinvolti rispetto ai termini economici e
finanziari complessivi dell'offerta presentata, in deroga a quanto
previsto dall'articolo 80, comma 7, della legge 27 dicembre 2002, n.
289, e successive modificazioni.
 5. Al  fine   di   assicurare   la continuita' e l'economicita'
dell'azione   amministrativa,   gli   incarichi di consulenza gia'
conferiti dal Ministero dell'economia e delle finanze nell'ambito
della procedura di privatizzazione di Alitalia-Linee aeree italiane
s.p.a. possono essere estesi, senza oneri aggiuntivi, anche oltre il
termine originariamente previsto.
                               Art. 2.
Disposizioni per garantire il monitoraggio e la trasparenza dei
           meccanismi di allocazione della spesa pubblica
 
 1. Al fine di garantire congiuntamente la certezza delle strategie
di investimento, i diritti quesiti, nonche' l'effettiva copertura
nell'ambito dello stanziamento nel bilancio dello Stato della somma
complessiva di 63,9 milioni di euro per l'anno 2008, di 449,6 milioni
di euro per l'anno 2009, di 725 milioni di euro per l'anno 2010, di
690 milioni di euro per l'anno 2011, di 707 milioni di euro per
l'anno 2012, di 725 milioni di euro per l'anno 2013, di 742 milioni
di euro per l'anno 2014 e di 375 milioni di euro per l'anno 2015, il
credito di imposta di cui all'articolo 1, commi da 271 a 279, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, e'
regolato come segue:
    a) per i progetti di investimento che, sulla base di atti o
documenti aventi data certa, risultano gia' avviati prima della data
di entrata in vigore del presente decreto, i soggetti interessati
inoltrano per via telematica alla Agenzia delle entrate, entro trenta
giorni dalla data di attivazione della procedura di cui al comma 4, a
pena di decadenza dal contributo, un apposito formulario approvato
dal Direttore della predetta Agenzia; l'inoltro del formulario vale
come prenotazione del diritto alla fruizione del credito d'imposta;
    b) per i progetti di investimento avviati a partire dalla data di
entrata   in   vigore del presente decreto, la compilazione del
formulario da parte dei soggetti interessati ed il suo inoltro per
via telematica alla Agenzia delle entrate vale come prenotazione del
diritto alla fruizione del credito di imposta successiva a quello di
cui alla lettera a).
 2. L'Agenzia delle entrate, sulla base dei dati rilevati da
formulari pervenuti, esaminati rispettandone rigorosamente l'ordine
cronologico di arrivo, comunica telematicamente e con procedura
automatizzata ai soggetti interessati:
    a) relativamente alle prenotazioni di cui al comma 1, lettera a),
esclusivamente   un   nulla-osta   ai   soli   fini della copertura
finanziaria; la fruizione del credito di imposta e' possibile
nell'esercizio in corso ovvero, in caso di esaurimento delle risorse
disponibili in funzione delle disponibilita' finanziarie, negli
esercizi successivi;
   b) relativamente alle prenotazioni di cui al comma 1, lettera b),
la   certificazione   dell'avvenuta   presentazione del formulario,
l'accoglimento della relativa prenotazione, nonche' nei successivi
trenta giorni il nulla-osta di cui alla lettera a).
 3. Per il credito di imposta di cui al comma 1, lettera b), i
soggetti   interessati   espongono   nel   formulario,   secondo   la
pianificazione   scelta,   l'importo   delle   spese agevolabili da
sostenere, a pena di decadenza dal beneficio, entro i due anni
successivi a quello di accoglimento della prenotazione e, in ogni
caso, nel rispetto di limiti di importo minimi pari, in progressione,
al 20 per cento nell'anno di accoglimento dell'istanza e al 60 per
cento nell'anno successivo. L'utilizzo del credito d'imposta per il
quale   e' comunicato il nulla-osta e' consentito, fatta salva
l'ipotesi   di   incapienza,   esclusivamente entro il sesto mese
successivo al termine di cui al primo periodo e, in ogni caso, nel
rispetto di limiti massimi pari, in progressione, al 30 per cento,
nell'anno di presentazione dell'istanza e, per la residua parte,
nell'anno successivo.
 4. Il formulario per la trasmissione dei dati di cui al presente
articolo e' approvato con provvedimento del Direttore dell'Agenzia
delle entrate, adottato entro sette giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto. Entro tre giorni dalla data di adozione
del provvedimento e' attivata la procedura per la trasmissione del
formulario.
                               Art. 3.
                   Disposizioni in materia fiscale
 
 1. Per l'anno 2008, i CAF-dipendenti ovvero i professionisti
abilitati nell'ambito delle attivita' di assistenza fiscale di cui
all'articolo 34, comma 4, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241, possono effettuare entro il 10 luglio 2008 la trasmissione in
via   telematica   all'Agenzia   delle entrate delle dichiarazioni
presentate ai sensi dell'articolo 13 del decreto del Ministro delle
finanze 31 maggio 1999, n. 164. Restano comunque fermi i termini
ordinari di trasmissione delle dichiarazioni nelle ipotesi previste
dal provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate in data
23 gennaio 2008, pubblicato nel sito internet dell'Agenzia.
 2. Per l'anno 2008 il termine di trasmissione della dichiarazione
prevista dal comma 3-bis dell'articolo 4 del decreto del Presidente
della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e' fissato al 10 luglio
2008.
 3. I soggetti di cui all'articolo 73 del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917, per i quali i termini di presentazione
delle dichiarazioni, compresa quella unificata, scadono nel periodo
dal 1° maggio 2008 al 29 settembre 2008, presentano le dichiarazioni
in via telematica, direttamente o tramite gli incaricati di cui
all'articolo 3, commi 2-bis e 3, del decreto del Presidente della
Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, entro il 30 settembre 2008.
 4. I soggetti di cui all'articolo 5 del citato testo unico di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
per i quali i termini di presentazione delle dichiarazioni, compresa
quella unificata, redatte sui modelli approvati nell'anno 2008,
scadono fino al 29 settembre 2008, presentano le dichiarazioni in via
telematica,   direttamente   o   tramite   gli   incaricati   di cui
all'articolo 3, commi 2-bis e 3, del decreto del Presidente della
Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, entro il 30 settembre 2008.
 5. Le   persone   fisiche   presentano   le dichiarazioni in via
telematica, compresa quella unificata, redatte sui modelli approvati
nell'anno   2008, direttamente o tramite gli incaricati di cui
all'articolo 3, commi 2-bis e 3, del decreto del Presidente della
Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, entro il 30 settembre 2008.
 6. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 3, comma 1,
lettera e-bis), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
presentano in via telematica la dichiarazione ai fini dell'imposta
regionale sulle attivita' produttive, redatta sul modello approvato
nell'anno 2008, entro il 30 settembre 2008.
 7. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo il
comma 140 e' inserito il seguente: "140-bis. Al fine di consentire
l'erogazione dei rimborsi arretrati di cui ai commi precedenti e di
accelerare l'erogazione delle richieste dei rimborsi correnti, su
proposta dell'Agenzia delle entrate, quote parte delle risorse
finanziarie disponibili sui pertinenti capitoli di bilancio e'
trasferita ad un apposito capitolo da istituire nello stato di
previsione   del   Ministero   dell'economia   e delle finanze per
l'erogazione:
    a) di parte dei rimborsi di cui al comma 139;
    b) dei rimborsi per i quali non e' maturato il termine di cui al
comma 139.".
 8. I commi da 29 a 34 dell'articolo 35 del decreto-legge 4 luglio
2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto
2006, n. 248, nonche' il decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze 25 febbraio 2008, n. 74, sono abrogati.
                               Art. 4.
                  Differimento e proroga di termini
 
 1. Al fine di consentire da parte dell'amministrazione finanziaria
l'efficace   utilizzo   delle   risorse   umane   previste ai sensi
dell'articolo 1, comma 359, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
tenuto conto che sono ancora in corso le attivita' di verifica
conoscitiva indispensabili per la allocazione delle predette risorse
in funzione delle finalita' di potenziamento dell'azione di contrasto
dell'evasione e dell'elusione  fiscale, nonche' delle funzioni di
controllo, analisi e monitoraggio della spesa pubblica ivi previste,
il termine del 30 giugno 2008, stabilito nel citato comma 359, e'
prorogato al 31 ottobre 2008.
 2. Le disposizioni di cui all'articolo 18, comma 1, lettera r), e
all'articolo 41,   comma 3,   lettera a),   del decreto legislativo
9 aprile 2008, n. 81, si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2009.
 3. Il   termine   per   l'emanazione   dei   regolamenti   di   cui
all'articolo 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e'
prorogato al 30 settembre 2008 per la Fondazione "Il Vittoriale degli
italiani".
 4. All'articolo 22 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31,
le   parole:   "1° luglio   2008" sono sostituite dalle seguenti:
"1° gennaio 2009".
 5. All'articolo 19 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31,
le   parole:   "dalla   data   di   scadenza   del   termine di cui
all'articolo 25, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62" sono
sostituite dalle seguenti: "dal 1° gennaio 2009".
 6. Il termine di cui all'articolo 2, comma 407, primo periodo,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' prorogato al 31 dicembre
2008.
 7. All'articolo 13, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n.
223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.
248, le parole: "ventiquattro mesi" sono sostituite dalle seguenti:
"trenta mesi".
 8. All'articolo 354, comma 4, del decreto legislativo 7 settembre
2005, n. 209, le parole: "e comunque non oltre il termine previsto
dal comma 2 dell'articolo 355" sono sostituite dalle seguenti: "e
comunque non oltre dodici mesi dopo il termine previsto dal comma 2
dell'articolo 355".
 9. Le   disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto
legislativo   14 gennaio 2008, n. 21, si applicano a decorrere
dall'anno accademico 2009-2010.
                               Art. 5.
                          Entrata in vigore
 
 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
p

+T -T
G.U.: Ordinanze emergenza nomadi Lazio, Lombardia e Campania

+T -T
G.U.: Decreto stato di emergenza per eventi meteorologici in Piemonte e Valle d'Aosta

(regioni.it) E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU n. 127 del 31-5-2008) il Decreto del PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI del 30 maggio 2008: Dichiarazione della stato di emergenza in ordine agli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito la regione Piemonte e la regione autonoma Valle d'Aosta, nei giorni 29 e 30 maggio 2008.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 30 maggio 2008
Dichiarazione della stato di emergenza in ordine agli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito la regione Piemonte e la regione autonoma Valle d'Aosta, nei giorni 29 e 30 maggio 2008.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto l'art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n, 225;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
Considerato che gli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito parte dei territori della regione Piemonte e della regione autonoma Valle d'Aosta hanno determinato l'esondazione di fiumi e torrenti, nonche' l'innesco di fenomeni franosi;
Considerato che i predetti fenomeni hanno provocato morti e dispersi, oltre ad ingenti danni alle infrastrutture ed edifici pubblici e privati;
Considerato, quindi, che i fenomeni meteorologici in argomento hanno determinato una grave situazione di pericolo per la pubblica e privata incolumita';
Ritenuto, pertanto, necessario, provvedere tempestivamente a porre in essere ogni azione urgente finalizzata al superamento della grave situazione derivante dai citati eventi meteorologici mediante il ricorso a mezzi e poteri straordinari;
Ritenuto quindi, che nel caso di specie ricorrono i presupposti di cui all'art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, per la dichiarazione dello stato di emergenza:
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 30 maggio 2008;
Decreta:
Per quanto esposto in premessa e' dichiarato, ai sensi e per gli effetti dell'art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, fino al 31 dicembre 2008, lo stato di emergenza nei territori della regione Piemonte e della regione autonoma Valle d'Aosta colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni 29 e 30
maggio 2008.
Il presente decreto verra' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 30 maggio 2008
 
(gs /04.06.08)
 
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
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