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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1163 - mercoledì 11 giugno 2008

Sommario
- Dpef : linee guida in Conferenza Unificata il 12 giugno
- Conferenza delle Regioni il 12 giugno
- Federalismo: Cerm, passare dai costi standard a "policyguideline"
- Torna il federalismo sui giornali
- Welfare e giovani: 2 studi del Censis
- Presidenti Piemonte e Valle d’Aosta commissari straordinari per l'emergenza maltempo

+T -T
Federalismo: Cerm, passare dai costi standard a "policyguideline"

Pubblicato sul sito del centro studi il Rapporto 1/2008

(regioni.it) “La sanità in Italia tra federalismo, regolazione dei mercati,e sostenibilità delle finanze pubbliche” è il titolo dell’ultimo Rapporto Cerm curato da F. Pammolli e N. C. Salerno (diffuso recentemente).
Nelle  “relazioni finanziarie tra livelli di governo” – si legge, fra l’altro, nel rapporto Cerm “il riferimento ai costi standard per impostare la fiscalità federalista rischia di rimanere inapplicabile, così come si sono dimostrate le standardizzazioni del Decreto Legislativo n. 56/00 (di fatto sempre sostanzialmente derogato anche se, saltuariamente, si procede a sanatorie Stato-Regioni in sua in virtù), che per primo ha tentato (ante riforma della Costituzione del 2001) il disegno delle fiscalità federalista”.
Secondo il Cerm “appare necessario un “cambio di passo”: non l’indicazione di standard (costi & quantità ammissibili) cui le Regioni e gli Enti Locali devono attenersi e sui quali parametrare i flussi finanziari per le funzioni LEA, con ciò concludendo i rapporti tra livelli di governo; ma un nuovo modus governandi centrato sul coordinamento delle scelte all’interno dei vincoli di bilancio, con policyguideline che devono poter avere anche contenuto cogente, sulla verifica ex‐post e sulle correzioni”.:
“Quando il controllo della spesa – afferma il Cerm - è microfondato nei comportamenti dei singoli operatori, pubblici e privati, che concorrono a determinarla, contemporaneamente si riesce a salvaguardare anche la qualità della spesa, che rimane invece in secondo piano se l’obiettivo è solo finanziario. Per le prestazioni che integrano LEA, questo aspetto è di primaria importanza, dal momento che la loro offerta deve qualificarsi omogenea sul territorio nazionale contemporaneamente in quantità e qualità. Qui si coglie il forte nesso tra il federalismo da un lato e, dall’altro, il disegno istituzionale, il disegno contrattuale e la regolazione.
Che si tratti di rappresentanti pro‐tempore delle Istituzioni (disegno istituzionale), di operatori privati che in qualità di prestatori di beni e servizi entrano in contatto con la Pubblica Amministrazione (disegno contrattuale e promozione della concorrenza), o di cittadini beneficiari di beni e servizi offerti direttamente o finanziati dal pubblico (regolazione lato domanda), per tutti è necessario che la cornice legislativa‐normativa incentivi i comportamenti più efficienti. Solo se tutti i livelli di governo condividono questa prospettiva, si creano le condizioni per valorizzare la sfera di autonomia politica delle Regioni e quella di autonomia di bilancio degli Enti Locali, e per far funzionare il federalismo fiscale con la garanzia della responsabilizzazione di ogni fonte di spesa e della sostenibilità dei flussi di perequazione territoriale. Perché il federalismo solidale produca effetti positivi, è necessaria la condivisione di un corpus di regole di base a creare “fiducia” reciproca.
Ma il collegamento tra federalismo e regolazione è ancora più profondo. Se il disegno contrattuale ottimale rimanda ai temi delle procedure concorsuali tramite asta (per esempio nell’affidamento dei servizi pubblici locali), della completezza delle clausole dei capitolati e della promozione della concorrenza; se la regolazione lato domanda rimanda ai temi delle compartecipazioni ai costi con abbattimenti/esenzioni per tener conto delle caratteristiche del singolo e della famiglia (con la generalizzazione dell’uso dell’ISE); il disegno istituzionale consiste direttamente nel completamento della riforma federalista.
Un’altra definizione possibile del federalismo è, infatti, quella in senso lato di regolazione applicata alle Istituzioni. In un contesto – concludono, nel ragionamento, gli autori del rapporto -  in cui si fa ampio uso di benchmarking sui dati economico‐sociali territoriali, rappresentanti politici e amministratori sono assegnatari di policy guideline e di obiettivi finanziari, ogni livello di governo e ogni centro di spesa deve dare pieno conto dei risultati, l’informazione è di qualità ed ampia sia per la programmazione economica che per i cittadini che devono scegliere con il voto, le Istituzioni sono “costrette” al buon governo.
 
(sm/11.06.08)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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