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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1172 - mercoledì 25 giugno 2008

Sommario3
- Manovra: Le Regioni si confrontano
- Manovra: preoccupazione per sanità
- Manovra: i contenuti del decreto legge
- Comunità montane: leggi in Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Basilicata
- Patto salute: il comunicato del 22 settembre 2006
- Dpef 2009-2013: il testo

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Manovra: Le Regioni si confrontano

Convocata la Conferenza per il 26 giugno

(regioni.it) Le “valutazioni sulla manovra finanziaria varata dal Governo nel Consiglio dei Ministri del 18 giugno 2008” saranno al centro del confronto fra i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome in occasione della seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che Vasco Errani ha convocato per giovedì 26 giugno 2008 (ore 10.00 presso la Segreteria della Conferenza in Via Parigi, 11 a Roma).
L’ordine del giorno prevede anche possibili “determinazioni concernenti il Tavolo di concertazione sulla sanità privata”.
 
(red/25.06.08)

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Manovra: preoccupazione per sanità

(regioni.it) Il decreto ed il disegno di legge contenenti la manovra ''sono stati gia' firmati dal Capo dello  Stato''. E' quanto detto dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, a margine dell'audizione in Parlamento su Alitalia.
E la manovra delinea uno scenario preoccupante per il futuro del servizio sanitario. Se è vero che il finanziamento 2009 resta 'fermo', tra il 2010 e il 2011 i tagli alla sanità saranno complessivamente  pari a 5 miliardi: due nel 2010 e tre nel 2011. E' quanto spiega la relazione tecnica al decreto che insieme al Ddl compone la manovra. Nella relazione – secondo quanto riportato dall’Ansa - si da' per scontata l'ipotesi che le regioni  possano reintrodurre i ticket sulla diagnostica (da 10 euro). Il testo spiega infatti che ''nei conti della P.a. il livello di spesa tendenziale per il triennio 2009-2011 e' rispettivamente pari a 111.592, 116.007 e 120.656 milioni di euro. Questo  livello sconta la piena realizzazione delle manovre di contenimento della spesa da parte delle regioni sottoposte ai  piani di rientro nonche' la piena efficacia della manovra  prevista dalla Finanziaria 2007 (ticket e interventi di  contenimento della spesa farmaceutica)''. In ogni caso - aggiunge la relazione - ''se le regioni non provvedessero alla copertura degli eventuali disavanzi sanitari resta fermo, quale estrema conseguenza, l'automatismo fiscale''.
Nel frattempo Il 25 giugno il ministro del Welfare Maurizio Sacconi afferma che il Decreto sui Lea, approvato con l'itesa delle Regioni sul finale della scosa legislatura è inesistente poiché non registrato dalla Corte dei conti e preannuncia per la stessa giornata un incontro con gli assessori regionali. A riferirlo è il ministro stesso, in audizione in commissione Affari sociali di Montecitorio. L'obiettivo e' di "evitare i ticket sulla specialistica che ereditiamo dal patto e che scatteranno il 1 gennaio 2009". Come gia' annunciato, l'intenzione dei governo e' quello di evitare questa "spada di Damocle" e su come recuperare gli 830 milioni di euro necessari, oggi Sacconi si confronta con gli amministratori locali e il ministro appare ottimista: "Non potremo non trovare una soluzione utile ad evitare il ticket". ''Voglio da subito organizzare una 'cabina di pilotaggio' soprattutto con le Regioni piu' robuste per discutere di sanita'. Lo schema che abbiamo in mente e' che ogni regione venga messa in grado con il federalismo fiscale di disporre di entrate corrispondenti ai livelli di prestazione misurati secondo costi standard, non secondo la spesa storica''. Secondo il ministro le sanzioni per le Regioni in deficit possono arrivare al commissariamento: una prima sanzione puo' essere l'aumento della  captazione in positiva fino ad una certa soglia - ha spiegato il ministro - oltre si va al fallimento politico e al commissariamento. Come nei fallimenti commerciali si portano i libri in tribunale, in questo caso a giudicare sono gli elettori, con il vincolo dell'ineleggibilità per gli amministratori negligenti'', tesi di cui si deve valutare comme ammette lo stesso Sacconi il profilo di costituzionalità.
Nel Decreto di stabilizzazione della spesa pubblica (secondo quanto anticipato da “Il Sole 24 ore”) si stabilisce però una cosa diversa. Se è vero che resta in piedi la possibilità che il Governo possa mettere nelle regioni in rosso un “Commissario” esterno, dall’altro non si esclude la possibilità che sia proprio il Presidente della stessa regione ad essere nominato “Commissario per il rientro dal deficit”, anche perché, diversamente, come sottolinea Il Sole 24 ore, “Il Governo dovrebbe anche assumersi la responsabilità (a sua volta politica) dei tagli necessari per applicare i piani di rientro da deficit”.
 
(red/25.06.08)

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Manovra: i contenuti del decreto legge

Il Messaggero: tagli per 2400 milioni su imprese e sviluppo economico

(regioni.it) Oltre alla “questione sanità” (vedi notizia precedente) il Decreto legge proposto dal Governo e parte integrante della manovra tocca anche altri nodi come i tagli ai ministeri, schematizzati il 25 giugno da il Messaggero. Nel 2009 i tagli ammonterebbero secondo il quotidiano romano a 500 milioni per la difesa e 400 milioni per l’interno. Più sostanziosi i tagli che riguarderanno comparti il cui impatto potrebbe avere ricadute per regioni ed enti locali: 1800 milioni su infrastrutture e trasporti, 500 milioni per istruzione Università e ben 2400 miliooni su imprese e sviluppo economico.
L’Ansa anticipa alcuni contenuti del DL, tratti dalla relazione tecnica al decreto stesso.
Il fondo di solidarieta' per i ceti meno abbienti istituito con la manovra e che finanziera' la 'social card' sara' alimentato nel 2008 in parte con i proventi della Robin Hood tax (200 milioni) e in parte, successivamente dal ''5% dell'utile netto delle cooperative a mutualita' prevalente''.
Dalla stretta sulle assenze per malattia e permessi retribuiti per i dipendenti della P.a. il Governo stima risparmi netti di 19 milioni di euro l'anno tra il 2009 e il 2011.   Il risparmio lordo sarebbe di 38 milioni ma va tenuto conto, fra l'altro, il costo per gli adempimenti a carico delle strutture sanitarie. Per la 'stretta' vengono prese in considerazione le posizioni di circa 2 milioni di dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato esclusi quelli delle regioni, autonomie e sanita'.
L'Agenzia delle Entrate incrementera' i controlli sugli evasori: grazie a 14.000 unita' di personale in piu' sara' infatti possibile effettuare 110.000 controlli aggiuntivi rispetto a quelli effettuati tra il 2008 e il 2009. L'incasso, che si dovrebbe comunque realizzare ''prudenzialmente'' dal terzo anno e' valutato in 610 milioni di euro per il 2011. Tra le altre norme in campo fiscale il Governo prevede inoltre il contrasto alle frodi Iva (110 milioni nel 2009, 220 nel 2010 nel 2010 e 440 nel 2011) e un ''Piano straordinario di controlli finalizzati all'accertamento sintetico'' (170 milioni, nel 2009, 290 nel 2010 e 520 milioni nel 2011). Infine un articolo prevede azioni di contrasto per le residenze fittizie all'estero: in questo caso il maggiorgettito e' 50 milioni nel 2009, 100 nel 2010 e 200 nel 2011.
Prevista poi l’eliminazione dell'obbligo di presentare una garanzia fideiussoria nel caso di richieste di rateizzazione di somme iscritte a ruolo maggiori di 50.000 euro: si consentirebbe così ''la possibilita' di incassare, seppur con gradualita', importi il cui recupero coattivo, altrimenti, condurrebbe spesso al fallimento dell'azienda e, quindi, alla sostanziale inesigibilita' del credito. Nella relazione si stima un incremento degli incassi di 50 milioni nel 2008, e 100 milioni annui a partire dal 2009. ''Si tratta - spiega la relazione - di un effetto da registrare, per il bilancio dello Stato, in termini di sola cassa in quanto relativo a somme gia' iscritte a ruolo e, quindi, presenti a bilancio tra i residui attivi (somme rimaste da riscuotere)''. 
Il decreto stanzia poi 300 milioni per Fs nel 2008 e concede delle anticipazioni di fondi ad Anas obbligandola pero' a reintegrarli entro l'anno. In particolare per Fs - si legge nella relazione tecnica al provvedimento - la destinazione del contributo sara' individuata con decreto interministeriale sulla base di una valutazione delle esigenze piu' immediate della societa' Trenitalia e Rete Ferroviaria. Mentre per Anas l'intervento serve a far fronte ''alle obbligazioni gia' assunte per la realizzazione degli interventi previsti nel contratto di programma 2003-2005 e in accordi pregressi a valere su residui passivi degli anni 2002 e precedenti''.
Novanta milioni di euro in piu' per il Fondo missioni di Pace (1 miliardo nel 2008). Lo prevede il decreto che insieme al Ddl compone la manovra. Tale cifra - spiega la relazione tecnica - servira' per il finanziamento ''fino al 31 dicembre 2008 della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace in scadenza nel mese di agosto''.

(red/25.06.08)

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Comunità montane: leggi in Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Basilicata

(regioni.it) L'Uncem, ribadisce il ''no'' ad ogni ipotesi di abolizione per decreto legge delle comunità montane ''unico presidio sovracomunale del territorio montano'', e pone ancora una volta sul tavolo il lavoro di riordino che le Regioni stanno portando avanti su tutto il territorio ''speditamente''.
Superando in velocita' tutte le altre, l'Umbria, per esempio, sostiene l'Uncem, ha gia' legiferato da tempo: Comunita' montane ridotte da 9 a 5. E durante la riunione dell'Uncem del 25 giugno arriva anche la notizia dell'approvazione del ddl regionale da parte dell'Emilia Romagna. Per Piemonte, Toscana, Liguria, Campania, Lombardia, Marche, Basilicata, Lazio, Calabria, Molise, Puglia e Abruzzo, dopo l'avvenuta approvazione dei disegni di legge regionali da parte delle giunte, passaggio in Consiglio calendarizzato entro il 30 giugno.
''I dati - dichiara il presidente dell'Uncem Enrico Borghi - confermano che in tutte le Regioni italiane si stanno riformando le Comunita' montane in un'ottica di risparmio e di sostegno ad aree complesse.
L'Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato a maggioranza compatta la legge di riforma di diversi enti territoriali che, tra l'altro, riduce da 18 a 9 le Comunita' montane con un risparmio di 7 milioni di euro previsto entro il 2009. Il relatore Matteo Richetti (Pd) ha ribadito piu' volte che in Emilia-Romagna si e' voluto, e potuto grazie al percorso largamente condiviso, applicare la Finanziaria nazionale andando ben oltre le disposizioni (la legge tra l'altro trasforma radicalmente le Agenzie per la mobilita' e sopprime gli Ato, Ambiti ottimali per acqua e rifiuti). Per il Presidente Vasco Errani “questo provvedimento, preceduto da altri interventi per la riduzione dei Consigli di Amministrazione e di semplificazione delle Aziende regionali, è un momento importante dell’autoriforma della pubblica amministrazione in Emilia-Romagna, per dare più efficacia ed efficienza allo svolgimento delle funzioni dei diversi livelli di governo, costruendo dimensioni territoriali sempre più adeguate, superando eventuali sovrapposizioni e riducendo i costi”. Solo con la riduzione da 18 a 9 delle Comunita' montane – aveva detto l'assessore regionale Luigi Gilli, concludendo in aula il dibattito sul pdl di riforma - si risparmieranno 7 milioni di euro a fine 2009.
In Lombardia
le comunita' montane da 30 diventeranno 23, con un risparmio di gestione calcolato intorno ai 4 milioni e mezzo di euro.E' stato approvato il 24 giugno dal Consiglio regionale, nonostante le astensioni di Partito Democratico, Rifondazione, Verdi e Sinistra Democratica, il progetto di legge di riordino delle realta' di montagna. Il provvedimento, che attua quanto previsto dalla Finanziaria 2008 in cui e' contenuto un taglio diretto del Fondo destinato alle Comunita' montane, prevede che il nuovo assetto diventi effettivo dalle prossime elezioni, previste per il 2009. Ad appellarsi al Governo in fatto di Comunita' montane e' l'assessore al Bilancio della Regione, Romano Colozzi,
secondo cui ''sarebbe auspicabile una regionalizzazione del Fondo nazionale perche' possano cosi' avvenire perequazioni sia tra le Regioni sia, all'interno delle Regioni, tra i vari territori''. Colozzi auspica inoltre che ''il Governo non dia vita ad ulteriori tagli che potrebbero compromettere l'esistenza delle Comunita' montane e proceda invece a una rivisitazione delle realta' di montagna che sono ancora quelle previste dalla Legge del 1952''. Secondo l'assessore, infatti, ''ci sono Comuni che oggi sono definiti come montani ma che potrebbero perdere questo requisito di montanita' perche' non hanno piu' quelle caratteristiche socio economiche che avevano negli anni Cinquanta''.
Anche la Toscana ha approvato un legge di riordino degli enti locali che prevde, fra l’altro, la soppressione di sei Comunita' montane su 20 e misure per il contenimento delle spese per un totale di oltre 3 milioni di euro di risparmio. L'intervento di razionalizzazione e' previsto dalla Finanziaria 2008, che impone l'approvazione di un apposito provvedimento entro il 30 giungno e il risparmio di almeno 2,3 milioni di euro. Entro il 31 gennaio 2009 saranno sciolte le Comunita' dell' Alta Versilia, dell'Arcipelago Toscano, dell'Area Lucchese, Cetona, Pratomagno e Val di Merse. A illustrare il testo e' stato il presidente della commissione affari istituzionali Ilio Pasqui spiegando che ''e' una legge necessaria per far fronte alle richieste della finanziaria nazionale per il 2008 che prevede che le Regioni si occupino del riordino e raggiungano un risparmio di almeno un terzo del fondo nazionale destinato alle Comunita' montane''. ''Per la Toscana - ha aggiunto - il risparmio minimo da conseguire era di 2,3 milioni e l'abbiamo ampiamente superato. L'approvazione della legge entro il 30 giugno ci consente inoltre di evitare la riduzione ben piu' drastica prevista dalla finanziaria in caso di inadempienza della Regione''.
Anche il consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato a maggioranza la legge di riforma delle Comunita' montane. Il provvedimento e' la sintesi tra la proposta della Giunta regionale approvata la scorsa settimana e quella giacente in Commissione Enti locali, presentata dal capogruppo dei Liberaldemocratici, Antonio Verini, presidente dello stesso organismo. In questa prima fase la riforma taglia il numero di consiglieri e assessori, e le loro indennita' che vengono azzerate. Il numero delle Comunita' montane viene ridotto da 19 a un massimo di 15; in relazione a quest'ultimo taglio la decisione ultima verra' presa dopo la concertazione tra i soggetti interessati tra cui i comuni e le comunita' montane, e la Giunta regionale.
La Basilicata ''e' l'unica regione italiana'' ad aver operato una scelta ''di soppressione totale delle Comunita' montane'' che saranno sostituite, entro il 30 giugno 2009, dalle Comunita' locali, dando cosi' ''al territorio la possibilita' di fare un salto straordinario sulle politiche di crescita e sviluppo locale''. Sono questi alcuni dei passaggi principali dell'intervento del Presidente della Giunta regionale, Vito De Filippo, sul disegno di legge per il riordino delle Comunita' montane, approvato dal Consiglio regionale della Basilicata: ''Affidiamo al territorio - ha aggiunto - non piu' elementi di gestione ma strumenti di governo. Il nuovo sistema, quindi, si dovra' costruire attraverso una strategia unitaria, evitando per il futuro politiche diversificate tra i territori''. Quello che nasce, ha spiegato De Filippo, e' un ente intermedio con un'importante dotazione finanziaria: ''Nel programma operativo 2007-2013 abbiamo trasferito al territorio risorse raddoppiate rispetto alla precedente esperienza delle aree Pit, da poco meno di 200 milioni di euro a circa 400 milioni. Ogni area, inoltre, si trovera' a discutere e approfondire questioni che riguardano la crescita, lo sviluppo, le politiche sociali e sanitarie, senza le duplicazioni e il disordine che hanno determinato un indebolimento, anche di rappresentanza, dei territori''.
In Calabria prosegue invece il dibattito. Amministratori, sindaci e presidenti delle Comunita' montane, hanno infatti discusso della proposta di legge di riordino delle Comunita' montane, approvata dalla Giunta, durante la seduta della Prima commissione. ''Da piu' parti - e' detto in una nota - e' stata ribadita l'opportunita' che la fusione delle Comunita' montane sia maggiormente rispettosa dei criteri orografici, di omogeneita' e contiguita' territoriale nonche' delle affinita' socio-economiche delle diverse aree''. ''Oggi - ha detto il presidente della commissione, Giulio Serra - e' stato compiuto un lavoro molto importante di consultazione con amministratori e sindaci di tutta la Calabria. Le osservazioni formulate, motivate per quanto attiene gli aspetti territoriali delle singole Comunita' qui rappresentate, saranno oggetto di riflessione per il nostro lavoro. Avremo cosi' modo di porre nella seduta di giovedi' prossimo, quando il testo sara' esaminato, tutta una serie di valutazioni per arrivare a una proposta finale da portare in aula che sia il piu' possibile condivisa''. 
(sm/25.06.08)

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Patto salute: il comunicato del 22 settembre 2006

(regioni.it) A futura memoria “regioni.it” ripropone il testo integrale del comunicato stampa del Ministero dell’Economia diffuso il 22 settembre 2006 (pubblicato anche su “regioni.it” n. 789). Il Comunicato riassume i contenuti del patto per la salute.
 
Ministero dell'Economia e delle Finanze -  Ufficio Stampa - Comunicato n. 154 - Roma, 22 settembre 2006
NASCE IL NUOVO PATTO PER LA SALUTE: RIFORME E PIU'EFFICIENZA PER SERVIZI MIGLIORI. SPESA SANITARIA STABILIZZATA DAL 2007
E' stata raggiunta oggi al Ministero dell'Economia e delle Finanze un'intesa tra Governo e Regioni relativa a un nuovo 'Patto per la Salute' di valenza triennale. Il Patto si compone di un aspetto finanziario e di un accordo normativo e programmatico.
Il nuovo Patto avvia concreti provvedimenti di riforma destinati a conseguire, già nel breve periodo, sia l'efficientamento del sistema sia il miglioramento delle prestazioni ai cittadini, grazie anche a una maggiore responsabilizzazione di bilancio delle Regioni e alle nuove basi di collaborazione instaurate tra queste Istituzioni e il Governo. Le principali linee di riforma indicate dal Patto troveranno applicazione nella Legge Finanziaria per il 2007, coerentemente agli orientamenti espressi nel Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef 2007-2011) approvato all'inizio di luglio.
Il Ministro dell'Economia e delle Finanze Tommaso Padoa-Schioppa, il Ministro della Salute Livia Turco e il presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni Vasco Errani esprimono soddisfazione per l'accordo raggiunto oggi.
L'accordo finanziario.
Gli elementi essenziali dell'accordo finanziario possono essere così sintetizzati:
-               le risorse messe a disposizione dallo Stato centrale saliranno da 91.2 miliardi nel 2006 a 97 miliardi nel 2007, comprensivi di un fondo di accompagnamento di 1 miliardo per sostenere il risanamento delle Regioni attualmente non in linea con i livelli di spesa concordati
-               la spesa sanitaria complessiva si attesterà nel 2007 a 101.3 miliardi, registrando così sia una diminuizione di 2.4 miliardi rispetto al tendenziale del 2007 (pari a 103.7 miliardi) sia una leggera flessione rispetto al livello previsto nel 2006 (pari a 102 miliardi). Dopo essere cresciuta in media del 7.8% annuo nel periodo 2000-2006, la spesa sanitaria viene così sostanzialmente stabilizzata a partire dal 2007
-               questo risultato verrà ottenuto attraverso misure di riorganizzazione e qualificazione della spesa, con l'obiettivo di assicurare un contenimento generale dei costi, una rigorosa eliminazione di sprechi ed inefficienze, la ricerca della massima appropriatezza clinica e organizzativa, il miglioramento dei servizi sanitari ai cittadini, salvaguardando e aggiornando i Livelli essenziali di assistenza (Lea)
-               per le Regioni che non raggiungeranno gli obiettivi di spesa concordati verranno confermati i meccanismi di piena responsabilizzazione finanziaria come le misure di affiancamento e gli "automatismi fiscali" (aumento delle aliquote regionali dell'addizionale Irpef e dell'Irap)
-               il Governo svolgerà azioni di contenimento della spesa - tra cui quella farmaceutica - di riorganizzazione dei dispositivi medici e di omogeneizzazione di forme di partecipazione alla spesa. L'effetto atteso è pari a 2 miliardi di euro
-               negli anni successivi al 2007, il Governo continuerà a dare certezza riguardo alle risorse finanziarie messe a disposizione delle Regioni per il SSN, garantendo per conto dello Stato centrale un livello di finanziamento adeguato verificando i costi reali dei Lea in condizioni di efficienza ed appropriatezza.
Nel complesso, il contributo netto del settore sanitario alla manovra di finanza pubblica per il 2007 sarà pari a 3 miliardi di euro.
Governo e Regioni convengono di istituire una sede di confronto sulle risultanze del 2006 per cercare una soluzione adeguata ai problemi posti dalla misura del finanziamento prevista dalla Legge finanziaria 2006.
Andamento della spesa sanitaria (in mld euro)
 
2006
2007
2008
2009
tendenziale
102.0
103.7
107.1
111.1
programmatico
 
101.3
104.3
107.5
contributo Stato centrale
91.2
97.0*
99.9
102.9
* comprensivo del fondo di accompagnamento di 1 miliardo
Il risanamento delle Regioni con disavanzi elevati
Un significativo sforzo iniziale di contenimento dei costi verrà chiesto alle Regioni che presentano elevati disavanzi. Tali regioni saranno sostenute con un ‘fondo transitorio' che consenta loro un rientro progressivo e con misure di ‘affiancamento' da parte del Governo per l'attuazione delle misure di razionalizzazione necessarie. Verrà attivato inoltre un gruppo di lavoro composto da esperti del Ministero della Salute e da esperti regionali che accompagni e sostenga l'azione di risanamento delle autorità regionali e che promuova accordi tra Regioni per la diffusione delle migliori pratiche.
L'accordo normativo e programmatico
L'accordo è stato definito nelle sue linee di indirizzo e nei suoi contenuti essenziali e verrà redatto in forma definitiva nei prossimi giorni. Esso è finalizzato a migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l'appropriatezza delle prestazioni e a garantire l'unitarietà del sistema. Esso comprende i seguenti elementi principali:
-               adeguamento dello stanziamento pluriennale ex art. 20 della legge 67/88 per il cofinanziamento degli investimenti nel SSN in modo da consentire la definizione di nuovi accordi di programma per la qualificazione delle strutture sanitarie, l'innovazione tecnologica e il superamento del divario Nord-Sud con particolare riferimento all'assistenza oncologica e alle malattie rare; inserimento della tematica "sanità-sviluppo economico" tra le finalità per l'utilizzo dei fondi strutturali dell'Unione Europea 2007-2013
-               aggiornamento dei LEA ai nuovi bisogni di assistenza; revisione e ampliamento dei 43 DRG ad alto rischio di inappropriatezza, analisi dei costi delle prestazioni ricomprese nei LEA, assumendo come riferimento i costi delle pratiche più efficienti
-               attivazione di un sistema di monitoraggio basato su un "pacchetto" adeguato di indicatori, concordato tra Ministeri della salute, dell'economia e finanze e Regioni
-               promozione e valorizzazione delle risorse umane del SSN e partecipazione del personale medico e delle altre professioni sanitarie al governo del sistema
-               riorganizzazione e potenziamento della rete delle cure primarie promuovendo forme evolute di associazionismo tra i medici di medicina generale e di integrazione con l'attività dei distretti sanitari; sviluppo dell'integrazione socio-sanitaria a partire dall'assistenza alle persone non autosufficienti; messa in rete e monitoraggio dell'attività prescrittiva dei medici di medicina generale
-               riorganizzazione e umanizzazione della rete ospedaliera, finalizzata anche al recupero di maggiore
 
(red/25.06.08)

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Dpef 2009-2013: il testo

(regioni.it) E’ stato pubblicato sul sito del Ministero dell’ Economia Il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2009 – 2013.
Il link è :
Il testo è disponibile anche sul sito www.regioni.it nella sezione “finanza regionale”.
Il link è:
 
(red/25.06.08)
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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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