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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1172 - mercoledì 25 giugno 2008

Sommario
- Manovra: Le Regioni si confrontano
- Manovra: preoccupazione per sanità
- Manovra: i contenuti del decreto legge
- Comunità montane: leggi in Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Basilicata
- Patto salute: il comunicato del 22 settembre 2006
- Dpef 2009-2013: il testo

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Comunità montane: leggi in Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Basilicata

(regioni.it) L'Uncem, ribadisce il ''no'' ad ogni ipotesi di abolizione per decreto legge delle comunità montane ''unico presidio sovracomunale del territorio montano'', e pone ancora una volta sul tavolo il lavoro di riordino che le Regioni stanno portando avanti su tutto il territorio ''speditamente''.
Superando in velocita' tutte le altre, l'Umbria, per esempio, sostiene l'Uncem, ha gia' legiferato da tempo: Comunita' montane ridotte da 9 a 5. E durante la riunione dell'Uncem del 25 giugno arriva anche la notizia dell'approvazione del ddl regionale da parte dell'Emilia Romagna. Per Piemonte, Toscana, Liguria, Campania, Lombardia, Marche, Basilicata, Lazio, Calabria, Molise, Puglia e Abruzzo, dopo l'avvenuta approvazione dei disegni di legge regionali da parte delle giunte, passaggio in Consiglio calendarizzato entro il 30 giugno.
''I dati - dichiara il presidente dell'Uncem Enrico Borghi - confermano che in tutte le Regioni italiane si stanno riformando le Comunita' montane in un'ottica di risparmio e di sostegno ad aree complesse.
L'Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato a maggioranza compatta la legge di riforma di diversi enti territoriali che, tra l'altro, riduce da 18 a 9 le Comunita' montane con un risparmio di 7 milioni di euro previsto entro il 2009. Il relatore Matteo Richetti (Pd) ha ribadito piu' volte che in Emilia-Romagna si e' voluto, e potuto grazie al percorso largamente condiviso, applicare la Finanziaria nazionale andando ben oltre le disposizioni (la legge tra l'altro trasforma radicalmente le Agenzie per la mobilita' e sopprime gli Ato, Ambiti ottimali per acqua e rifiuti). Per il Presidente Vasco Errani “questo provvedimento, preceduto da altri interventi per la riduzione dei Consigli di Amministrazione e di semplificazione delle Aziende regionali, è un momento importante dell’autoriforma della pubblica amministrazione in Emilia-Romagna, per dare più efficacia ed efficienza allo svolgimento delle funzioni dei diversi livelli di governo, costruendo dimensioni territoriali sempre più adeguate, superando eventuali sovrapposizioni e riducendo i costi”. Solo con la riduzione da 18 a 9 delle Comunita' montane – aveva detto l'assessore regionale Luigi Gilli, concludendo in aula il dibattito sul pdl di riforma - si risparmieranno 7 milioni di euro a fine 2009.
In Lombardia le comunita' montane da 30 diventeranno 23, con un risparmio di gestione calcolato intorno ai 4 milioni e mezzo di euro.E' stato approvato il 24 giugno dal Consiglio regionale, nonostante le astensioni di Partito Democratico, Rifondazione, Verdi e Sinistra Democratica, il progetto di legge di riordino delle realta' di montagna. Il provvedimento, che attua quanto previsto dalla Finanziaria 2008 in cui e' contenuto un taglio diretto del Fondo destinato alle Comunita' montane, prevede che il nuovo assetto diventi effettivo dalle prossime elezioni, previste per il 2009. Ad appellarsi al Governo in fatto di Comunita' montane e' l'assessore al Bilancio della Regione, Romano Colozzi, secondo cui ''sarebbe auspicabile una regionalizzazione del Fondo nazionale perche' possano cosi' avvenire perequazioni sia tra le Regioni sia, all'interno delle Regioni, tra i vari territori''. Colozzi auspica inoltre che ''il Governo non dia vita ad ulteriori tagli che potrebbero compromettere l'esistenza delle Comunita' montane e proceda invece a una rivisitazione delle realta' di montagna che sono ancora quelle previste dalla Legge del 1952''. Secondo l'assessore, infatti, ''ci sono Comuni che oggi sono definiti come montani ma che potrebbero perdere questo requisito di montanita' perche' non hanno piu' quelle caratteristiche socio economiche che avevano negli anni Cinquanta''.
Anche la Toscana ha approvato un legge di riordino degli enti locali che prevde, fra l’altro, la soppressione di sei Comunita' montane su 20 e misure per il contenimento delle spese per un totale di oltre 3 milioni di euro di risparmio. L'intervento di razionalizzazione e' previsto dalla Finanziaria 2008, che impone l'approvazione di un apposito provvedimento entro il 30 giungno e il risparmio di almeno 2,3 milioni di euro. Entro il 31 gennaio 2009 saranno sciolte le Comunita' dell' Alta Versilia, dell'Arcipelago Toscano, dell'Area Lucchese, Cetona, Pratomagno e Val di Merse. A illustrare il testo e' stato il presidente della commissione affari istituzionali Ilio Pasqui spiegando che ''e' una legge necessaria per far fronte alle richieste della finanziaria nazionale per il 2008 che prevede che le Regioni si occupino del riordino e raggiungano un risparmio di almeno un terzo del fondo nazionale destinato alle Comunita' montane''. ''Per la Toscana - ha aggiunto - il risparmio minimo da conseguire era di 2,3 milioni e l'abbiamo ampiamente superato. L'approvazione della legge entro il 30 giugno ci consente inoltre di evitare la riduzione ben piu' drastica prevista dalla finanziaria in caso di inadempienza della Regione''.
Anche il consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato a maggioranza la legge di riforma delle Comunita' montane. Il provvedimento e' la sintesi tra la proposta della Giunta regionale approvata la scorsa settimana e quella giacente in Commissione Enti locali, presentata dal capogruppo dei Liberaldemocratici, Antonio Verini, presidente dello stesso organismo. In questa prima fase la riforma taglia il numero di consiglieri e assessori, e le loro indennita' che vengono azzerate. Il numero delle Comunita' montane viene ridotto da 19 a un massimo di 15; in relazione a quest'ultimo taglio la decisione ultima verra' presa dopo la concertazione tra i soggetti interessati tra cui i comuni e le comunita' montane, e la Giunta regionale.
La Basilicata ''e' l'unica regione italiana'' ad aver operato una scelta ''di soppressione totale delle Comunita' montane'' che saranno sostituite, entro il 30 giugno 2009, dalle Comunita' locali, dando cosi' ''al territorio la possibilita' di fare un salto straordinario sulle politiche di crescita e sviluppo locale''. Sono questi alcuni dei passaggi principali dell'intervento del Presidente della Giunta regionale, Vito De Filippo, sul disegno di legge per il riordino delle Comunita' montane, approvato dal Consiglio regionale della Basilicata: ''Affidiamo al territorio - ha aggiunto - non piu' elementi di gestione ma strumenti di governo. Il nuovo sistema, quindi, si dovra' costruire attraverso una strategia unitaria, evitando per il futuro politiche diversificate tra i territori''. Quello che nasce, ha spiegato De Filippo, e' un ente intermedio con un'importante dotazione finanziaria: ''Nel programma operativo 2007-2013 abbiamo trasferito al territorio risorse raddoppiate rispetto alla precedente esperienza delle aree Pit, da poco meno di 200 milioni di euro a circa 400 milioni. Ogni area, inoltre, si trovera' a discutere e approfondire questioni che riguardano la crescita, lo sviluppo, le politiche sociali e sanitarie, senza le duplicazioni e il disordine che hanno determinato un indebolimento, anche di rappresentanza, dei territori''.
In Calabria prosegue invece il dibattito. Amministratori, sindaci e presidenti delle Comunita' montane, hanno infatti discusso della proposta di legge di riordino delle Comunita' montane, approvata dalla Giunta, durante la seduta della Prima commissione. ''Da piu' parti - e' detto in una nota - e' stata ribadita l'opportunita' che la fusione delle Comunita' montane sia maggiormente rispettosa dei criteri orografici, di omogeneita' e contiguita' territoriale nonche' delle affinita' socio-economiche delle diverse aree''. ''Oggi - ha detto il presidente della commissione, Giulio Serra - e' stato compiuto un lavoro molto importante di consultazione con amministratori e sindaci di tutta la Calabria. Le osservazioni formulate, motivate per quanto attiene gli aspetti territoriali delle singole Comunita' qui rappresentate, saranno oggetto di riflessione per il nostro lavoro. Avremo cosi' modo di porre nella seduta di giovedi' prossimo, quando il testo sara' esaminato, tutta una serie di valutazioni per arrivare a una proposta finale da portare in aula che sia il piu' possibile condivisa''. 
(sm/25.06.08)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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