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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1174 - venerdì 27 giugno 2008

Sommario3
- In Stato-Regioni emergenza rifiuti in Campania
- Rifiuti: interventi in Umbria e Lazio
- Energia: fotovoltaico in luce
- Più farmaci meno spesa
- U.E. : Processo di Barcellona, la posizione delle Regioni
- Contenzioso Stato-Regioni: Dossier del Senato

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In Stato-Regioni emergenza rifiuti in Campania

Annuncio di Bossi e Calderoli

(regioni.it) In attesa di una comunicazione ufficiale da parte del Governo, non ancora pervenuta a riguardo, è stato annunciato da Bossi e Calderoli che nella riunione del Consiglio dei ministri sia stato raggiunto un accordo sull'emergenza dei rifiuti di Napoli. Al ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto sembra sia stato dato mandato di convocare la Conferenza stato-regioni per verificare la disponibilita' di tutte le regioni di farsi carico, per un brevissimo periodo, di una quota parte dei rifiuti campani. Lo hanno reso reso noto il ministro per le Riforme Umberto Bossi ed il ministro per la Semplificazione Legislativa Roberto Calderoli: "Oggi, in Consiglio dei Ministri, si e' raggiunto un accordo con il ministro Fitto in merito all'emergenza dei rifiuti di Napoli".
Precisa il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani:
“Sul tema dell’emergenza rifiuti in Campania, e su un eventuale nuovo coinvolgimento di altre Regioni per contribuire ad affrontare la questione, non esiste ancora alcuna comunicazione o proposta da parte del Governo e di questo prendo atto. Vi sono singole dichiarazioni. Per cui non posso non esprimere una preoccupazione. Si tratta di una materia molto delicata, che sollevò problemi di notevole allarme, ed anche strumentalizzazioni politiche, allorquando venne affrontata dal precedente Governo, e le Regioni si espressero in modo differenziato. Dunque servirebbe una seria attenzione istituzionale, mentre considero le approssimazioni ed i protagonismi inutili ed anche dannosi”. 
(red/27.06.08)

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Rifiuti: interventi in Umbria e Lazio

(regioni.it) Umbria e Lazio organizzano e pianificano la gestione rifiuti. ''Dopo nove anni, il Lazio e' finalmente uscito dall'emergenza rifiuti. Tre anni fa ho ereditato un impianto e mezzo, alla fine di questo mandato ne lascero' 8, piu' 1 per i fanghi. Nel frattempo faremo anche consistenti investimenti sulla raccolta differenziata''. Lo ha detto il presidente della Regione Piero Marrazzo.
''Napoli - ha detto ancora Marrazzo - ha fallito perche' non si e' dotata di un piano delle discariche all'interno del piano complessivo dei rifiuti. Io non ho voluto correre questo rischio. Ad oggi, nel Lazio - ha spiegato - finiscono in discarica circa 2 milioni di tonnellate di rifiuti tal quali l'anno. Il piano in via di adozione prevede che in 3 anni scendano a 400 mila, di un quinto. E' un obiettivo che raggiungeremo incrementando la differenziata e la termocombustione. Ma in questa fase non si puo' fare a meno delle discariche''.
Mentre in Umbria si lavora ad un nuovo piano rifiuti che preveda anche la riduzione quantitativa e un forte incremento della raccolta differenziata e  la valorizzazione energetica dei residui. Il nuovo Piano regionale prevede il ciclo integrato dei rifiuti. Le discariche assumeranno un ruolo “sempre più residuale”. E proprio delle più moderne tecnologie per il trattamento termico ed il compostaggio dei rifiuti, e delle loro ricadute da un punto di vista ambientale e sanitario, si è parlato nel corso di un convegno promosso dall’assessorato all’ambiente della Regione Umbria.
L’iniziativa, a cui hanno partecipato tecnici ed esperti, costituisce una ulteriore tappa nel percorso di costruzione del nuovo Piano dei rifiuti per l’Umbria. Una panoramica a tutto campo che partendo dalle diverse esperienze maturate in questo settore (tra cui il progetto MonITER realizzato in Emilia Romagna sul monitoraggio sanitario) ha affrontato le questioni legate  al recupero di materia ed energia dalla frazione organica e secca dei rifiuti, fino a spingersi all’indicazione di quattro possibili scenari evolutivi legati alle diverse tecniche ed azioni adottate.
“Si tratta di indicazioni importanti – ha detto l’assessore regionale all’ambiente Lamberto Bottini - che ci aiuteranno a costruire il Piano ottimale per l’Umbria e per gli umbri, consapevoli che bisogna dare concretezza alle scelte e che occorre cambiare passo e sistema. In Umbria – ha ricordato l’assessore - produciamo 550mila tonnellate di rifiuti l’anno, con una crescita annuale del 3,5 per cento. Il nostro obiettivo è bloccare entro il 2013 la produzione di rifiuti su questo livello, con una crescita del +1 all’anno legata esclusivamente all’aumento demografico. Intendiamo incrementare nello stesso periodo la raccolta differenziata fino al 65%, ora è al 29,5%”.
 
(red/27.06.08)

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Energia: fotovoltaico in luce

(regioni.it) Continuano politiche pubbliche e iniziative private rivolte allo sviluppo energetico alternativo da fonti rinnovabili, in particolare modo quelle che riguardano l’utilizzo del fotovoltaico.
Ad esempio è previsto un intervento per utilizzate in tal senso i tetti degli ospedali lombardi. Con uno stanziamento di6.250.000 euro approvato dalla Giunta regionale.
''La riduzione delle emissioni climalteranti - ha detto l'assessore Buscemi - e' uno dei principali obiettivi di Regione Lombardia e questi progetti sono uno strumento per raggiungerlo. Il risparmio da parte delle Aziende ospedaliere costituisce uno strumento non solo di razionalizzazione della spesa pubblica ma, soprattutto, dell'ambiente e del bilancio energetico regionale''.
"Il Lazio punta al verde e ai fondi per farlo ci sono fino al 2013. Tra i primi obiettivi c'e' quello di produrre il 20% della nostra energia con fonti rinnovabili". Così annuncia il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. "Puntiamo al verde- ha ripetuto Marrazzo- ma in maniera condivisa e ponendoci obiettivi. Quali? Ad esempio il monitoraggio di come stanno funzionando i fondi stanziati per il fotovoltaico oppure facendo i desalinizzatori".
Nascera' a Monghidoro, in provincia di Bologna, il piu' grande impianto fotovoltaico dell'Emilia Romagna che, a regime, nell'aprile del 2009, sara' in grado di  produrre qualcosa come 1mln e 90mila KWh di energia. A realizzarlo Eos Energia, una giovane societa' che ha comperato 4 ettari di terreno  alle porte di Bologna e ne ha destinati 2 per l'installazione  dell'impianto. Il costo complessivo dell'opera ammonta a 4mln di euro,
E si trova a Campi Bisenzio, a pochi chilometri da Firenze, il piu' grande impianto fotovoltaico integrato d'Europa. Ha una superficie di 10 mila mq di pannelli, come due campi di calcio, ed e' in corso di realizzazione nello stabilimento del Lanificio Pecci di Campi.  
Pannelli fotovoltaici al posto dell'eternit sui tetti delle case popolari. E’ la proposta arriva dalla Regione Toscana, che ha avviato un programma finalizzato a rimuovere l'eternit, che contiene amianto, e installare pannelli fotovoltaici. Ad essere coinvolti nell'iniziativa, per il momento, saranno circa cento stabili del patrimonio di edilizia residenziale pubblica della Toscana.
 
(red/27.06.08)

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Più farmaci meno spesa

Rapporto Osmed

(regioni.it) Nel 2007 la spesa farmaceutica pubblica e privata e' diminuita del 2,6% rispetto al 2006, anche se si e' registrato un aumento del consumo farmaceutico di quasi il 3%. Lo rende noto il rapporto Osmed sull'uso dei farmaci in Italia. Attraverso le farmacie sono state acquistate nel 2007 1,7 miliardi di confezioni di farmaci, 29 per abitante. Ogni mille abitanti sono state prescritte 881 dosi di farmaco al giorno.
I risparmi della spesa, che se si guarda solo alla spesa pubblica arrivano al 5,4%, vanno attribuiti prevalentemente alla riduzione dei prezzi dei farmaci.
L'aumento dei consumi si inserisce in un trend che ha caratterizzato gli ultimi otto anni per cui si e' passati dalle 581 dosi di farmaci al giorno ogni 1.000 abitanti del 2000 alle 881 di oggi.
Un farmaco su tre acquistato nel 2007 e' un 'generico'. La prescrizione di farmaci equivalenti (tutti quelli con brevetto scaduto, branded, cioe' associati a un 'nome proprio', o del tutto unbranded), che nel 2002 rappresentava solo il 13 per cento delle dosi, e' cresciuta rapidamente anche grazie all'aumento del consumo dei farmaci, ma soprattutto grazie alla scadenza del brevetto per molte molecole 'griffate'. Tra i venti principi attivi 'generici' a maggiore spesa, infatti, ben otto sono stati svincolati dal diritto d'autore tra il 2006 e il 2007.
A crescere piu' rapidamente e' il consumo di farmaci 'unbranded', che passa dal 10% a quasi un quarto del totale degli equivalenti, anche se le scelte prescrittive continuano a preferire i 'branded'.
 
(red/27.06.08)

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U.E. : Processo di Barcellona, la posizione delle Regioni

Conferenza Regioni Doc 26.06.08

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni, presieduta da Vasco Errani, nella riunione del 26 giugno 2008 ha approvato un documento che esprime la posizione delle Regioni e Province autonome italiane sul “Processo di Barcellona : Unione per il Mediterraneo”. Ecco il testo integrale del Documento:
 
Il Consiglio europeo del 13 e 14 marzo 2008 ha approvato il principio di un’Unione per il Mediterraneo, invitando la Commissione a presentare proposte per definire le modalità di attuazione del “Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo”. Il 20 maggio scorso la Commissione europea ha presentato una Comunicazione le cui proposte sono state accettate e condivise dal Consiglio europeo del 19 e 20 giugno 2008.
Su questa base, l'Unione europea condurrà le necessarie consultazioni con tutti i partner euro-mediterranei al fine di elaborare una dichiarazione congiunta che sarà adottata al vertice di Parigi per il Mediterraneo del 13 luglio 2008.
Alla luce del processo di valutazione avviatosi sui risultati di più di dieci anni di cooperazione nell’ambito del Partenariato Euro-Mediterraneo, questa nuova iniziativa mira ad elevare il livello politico delle relazioni tra l’Unione europea e i partner mediterranei, ad aumentare la co-ownership nelle relazioni multilaterali e a rendere questo processo più visibile, raggiungendo risultati tangibili, attraverso progetti regionali e sub-regionali rilevanti per i cittadini della regione Euro-Mediterranea.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome italiane accoglie con interesse questo nuovo percorso e intende partecipare attivamente a questo processo di lavoro. In vista della partecipazione dell’Italia al vertice di Parigi, formulano le seguenti proposte e osservazioni, con particolare rispetto alla partecipazione delle autorità regionali e locali, alla dimensione progettuale e agli aspetti finanziari di tale iniziativa:
1.                 Evidenzia che la Comunicazione della Commissione non contempla in alcun modo il ruolo specifico delle autorità regionali e locali, la cui esperienza, maturata nell’ambito della cooperazione Euro-Mediterranea, rappresenta un patrimonio da valorizzare e da capitalizzare in termini di buone prassi. D’altro canto le autorità regionali e locali non sono state incluse nelle consultazioni effettuate dalla Commissione per preparare le sue proposte. Rammenta a questo proposito che i Ministri degli Esteri Euro-Mediterranei nelle Conclusioni dell’incontro dello 5-6 novembre scorso hanno ribadito “l’importanza di promuovere il ruolo delle autorità locali e regionali nello sviluppo del Partenariato Euro-Mediterraneo”, sottolineando che la cooperazione tra le amministrazioni locali costituisce un fattore importante per stabilire relazioni e costruire partenariati di qualità ed efficaci tra attori locali e società civile”. Il “Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo” ripropone l'importanza delle relazioni di partenariato, invitando ad una reale partecipazione degli attori più prossimi ai territori. La stessa Comunicazione esprime la necessità di trovare “nuovi catalizzatori” capaci di “trasformare gli obiettivi della Dichiarazione di Barcellona in realtà concrete”. Infine, il quadro istituzionale delineato dalla Commissione non prevede alcuna rappresentanza del livello locale e si concentra esclusivamente sul livello statuale. L’aspetto va segnalato se si considera che la stessa Comunicazione richiama tra le fonti di finanziamento le risorse della cooperazione transfrontaliera nell’ambito dello strumento di Vicinato, di cui gli enti territoriali sono tra i principali soggetti attuatori.
Alla luce di queste considerazioni, la Conferenza ritiene fondamentale che il rilancio del processo di Barcellona non tralasci il carattere pluridimensionale della cooperazione Euro-Mediterranea nelle sue componenti transfrontaliera, transnazionale, nazionale e regionale.
2.                 La Conferenza accoglie con favore la volontà di incentrare il “Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo” su progetti “visibili e pertinenti per i cittadini della regione”, relativi a tematiche strategiche e di comune interesse. In particolare, sottolinea il ruolo delle autorità nazionali e regionali, del settore privato e della società civile nella fase di identificazione delle proposte progettuali da trasmettere al Segretariato. Non sono chiare tuttavia le modalità di tale partecipazione attiva. Le Regioni italiane ritengono che il loro coinvolgimento in iniziative inerenti alle quattro priorità identificate a scopo esemplificativo dalla Commissione, o ad altre che verranno definite nel Summit del 13 luglio, possa rafforzare l’efficacia dei progetti e apportare un valore aggiunto a livello territoriale. Ribadiscono, pertanto, il loro impegno a contribuire alla realizzazione del processo, in relazione alle proprie competenze e, in particolare, in tema di sviluppo locale, formazione, sanità e politiche sociali, gestione e tutela delle risorse naturali. Ritengono, inoltre, opportuno sottolineare che le priorità tematiche indicate dalla Comunicazione, sono parzialmente integranti e complementari con quelle individuate nell'ambito degli strumenti di cooperazione transfrontaliera e che trattano temi di interesse comune e condiviso. A tal proposito, il Programma ENPI transfrontaliero “Bacino del Mediterraneo”, individua una serie di priorità strategiche nell’ambito dello sviluppo socio-economico, della gestione delle risorse naturali, della circolazione di beni e persone e del dialogo culturale; priorità rispetto alle quali è necessario un alto livello di coordinamento e di sinergia dell'intero sistema regionale, indipendentemente dalla presenza di litorali.
3.            La Conferenza apprezza il richiamo al contributo del capitale privato, delle istituzioni finanziarie internazionali, delle banche regionali, di fondi bilaterali, dei singoli Stati membri dell’UE e degli Stati partner mediterranei per quanto concerne le risorse finanziarie. Ritiene tuttavia che un progetto di tale portata, soprattutto nella fase di avvio, richieda un forte impegno finanziario dell’Unione europea, le cui dimensioni siano almeno indicativamente definite, mentre la Comunicazione si limita ad affermare che non è possibile alcun “prior earmaking” di fondi europei. Non è poi chiaro come debba avvenire il coordinamento tra il processo decisionale che sarà definito per il “Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo”, dotato di proprie strutture, e il ricorso alle “regole di selezione e procedure abituali” per i fondi europei menzionate al paragrafo 38 della Comunicazione. Questa perplessità aumentano nel caso delle risorse aggiuntive, che dovrebbero provenire – per quanto riguarda le fonti comunitarie - da strumenti esistenti, le cui risorse sono spesso già allocate su programmi e progetti non meno significativi e condivisi con i partner mediterranei. 
A fronte di ambiziosi obiettivi di carattere politico, economico, ambientale, sociale e culturale la Conferenza ritiene che debbano essere identificate nuove e adeguate risorse finanziarie e che sia necessario definire un’architettura finanziaria appositamente dedicata al “Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo”.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome consapevole della complementarietà del nuovo percorso del “Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo” con altre iniziative in corso e in avvio nel Bacino del Mediterraneo, ribadisce l'esigenza di lavorare nell'ambito di un quadro condiviso, sinergico e coordinato, evitando la duplicazione degli interventi. Tenendo conto del crescente ruolo delle Autorità Locali e Regionali nelle relazioni Euro-Mediterranee, ribadito dalla Dichiarazione di Marsiglia del 23 giugno 2008, la Conferenza conviene sulla necessità di partecipare attivamente alla definizione del “Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo” e di istituire “un sistema di rappresentanza formale delle collettività territoriali nell’ambito del partenariato euro-mediterraneo”.
In considerazione delle competenze delle Regioni e delle Province autonome e dell’interesse a prendere parte all’iniziativa, la Conferenza ritiene indispensabile la presenza di una rappresentanza del sistema regionale italiano al prossimo vertice di Parigi del 13 luglio.
Roma, 26 giugno 2008

(red/27.06.08)

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Contenzioso Stato-Regioni: Dossier del Senato

I dati quantitativi forniti dal Servizio Studi di Palazzo Madama

(regioni.it) E’ stato pubblicato sul sito del Senato un dossier (n. 17), edito dal Servizio Studi dal titolo "Il contenzioso Stato-Regioni: dati quantitativi".
Il dossier – che è disponibile anche nella sezione “In Parlamento” del sito www.regioni.it- esamina la notevole crescita quantitativa del contenzioso costituzionale tra Stato e Regioni successiva alla novella del Titolo V, soffermandosi, tra l'altro, su quale livello territoriale abbia più contribuito a tale contenzioso. Si esaminano anche le prospettive di riassorbimento o di consolidamento, sulla base di tabelle che riportano dati numerici riferiti sia alle pronunce della Corte costituzionale che ai ricorsi, divisi per anno, dello Stato e di ciascuna singola Regione”.
 
(red/27.06.08)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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