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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1178 - giovedì 3 luglio 2008

Sommario3
- Parere su Dpef 2009-12
- Errani: tagli sanità; impossibile fare il nuovo Patto della salute
- Colozzi: tagli sanità; cifre irrealisitiche e inaccettabili
- In Gazzetta Ordinanza rifiuti Campania
- Riforma contrattazione: prime ipotesi
- Turismo: un'intesa per un "Piano strategico"

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Parere su Dpef 2009-12

"Conferenza Regioni Doc" - 03.07.08

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni ha approvato un documento con cui esprime il parere sul DPEF.comunicato poi al governo nel corso della Conferenza Unificata che si è tenuta il 3 luglio. Il documento integrale (con le tabelle allegate) è stato pubblicato nella sezione "conferenze" del sito www.regioni.it. Di seguito si riporta il testo del "parere".

Premessa 
Il Governo formula la strategia della manovra finanziaria 2009 mirando a 4 obiettivi essenziali per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2011: 
·                     ridurre il costo complessivo dello Stato (Perequazione tributaria); 
·                     rendere più efficace l’azione della Pubblica Amministrazione (Piano industriale per la Pubblica Amministrazione); 
·                     ridurre il peso burocratico sulla vita dei cittadini (Semplificazione); 
·                     sviluppo dell’apparato economico: riduzione dei vincoli; interventi mirati; in combinazione con azioni delle imprese (interventi per lo sviluppo). 
La manovra di 35 mld di euro nel triennio si articolerà in 4 veicoli normativi:
·                     DL 112/2008 - Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria; 
·                     DDL con le norme necessaria per il completamento degli interventi che concorrono alla realizzazione degli obiettivi entro il 2011; 
·                     DDL riguardante l’attuazione dell’articolo 119 Costituzione; 
·                     DDL riguardante il Codice delle Autonomie ordinamento di Roma Capitale.
Le Regioni nonostante abbiamo più volte chiesto una partecipazione attiva nella costruzione delle linee finanziarie principali del Paese, si trovano ancora una volta nella condizione di “rincorrere” i provvedimenti vanificando così le assicurazioni date dal Governo. 
Le Regioni ritengono che per i prossimi provvedimenti: DDL di attuazione dell’art.119 Cost. e Codice delle autonomie sia indispensabile, data la rilevanza istituzionale, un pieno coinvolgimento delle stesse sin dalla predisposizione degli atti .
La Conferenza delle Regioni, in tema di attuazione del “Federalismo fiscale” ha prodotto un documento di sintesi relativo alle posizioni delle Regioni che costituisce base di riferimento per l’avvio del confronto con il Governo. 
Quadro programmatico in sintesi
Si osserva che:
·        è prevista una crescita del PIL dello 0,5% nel 2008 (contro una previsione dell’anno scorso dell’1,9%) dello 0,9% per il 2009, dell’1,2% nel 2010 e dell’1,3% nel 2011. La crescita prevista è inferiore a quanto preveisto a livello UE;
·        il rapporto deficit/PIL è stimato in 2,5 per il 2008 (2,0 per il 2009, 1,0 nel 2010, 0,1 nel 2011) rispetto a un tendenziale del 2,6 nel 2009 e 2,1 nel 2010 e 2,0 nel 2011.
·        Nel quadro programmatico la pressione fiscale è prevista in lieve crescita rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente (per il 2009 43% contro un indice a legislazione vigente a 42,6%);
·        Nel quadro programmatico gli investimenti fissi lordi nel periodo 2009-2013 sono previsti in tendenziale riduzione in valori assoluti con una conseguente rilevante decremento in percentuale sul PIL
·        Il tasso di inflazione programmato è fissato all’1,7% per il 2008 e all’1,5% per gli anni 2009-2013 a fronte di una inflazione prevista rispettivamente del 3,4 % per il 2008 e 2, 1 % per il 2009.
Risanamento economico 
Il DPEF enuncia fra i suoi obiettivi quello del risanamento recuperando risorse tramite riduzione della spesa pubblica. Tale obiettivo condiviso dalle Regioni e ritenuto necessario per il raggiungimento del pareggio nel 2011 non può non scontare la considerazione per cui nel quadro della riorganizzazione dei rapporti finanziari fra amministrazione centrale e periferica, si prevedono risparmi per 9,2 mld nel triennio tramite una riduzione dei trasferimenti, già tagliati e penalizzati negli ultimi anni. A riguardo si osserva che mantenere anche costante il loro valore dato il tasso dell’inflazione reale incorporerebbe direttamente anche la manovra correttiva.
L’entità del contributo richiesto alle Regioni è tale da richiedere una forte azione di razionalizzazione della spesa, finalizzata al raggiungimemto del pareggio di bilancio al 2011 che, stante le difficoltà e le criticità dovute alla lenta crescita del PIL, rischia di mettere in discussione azioni/interventi di particolare rilevanza sociale ed economica. 
Come in occasione del parere al DPEF dell’anno precedente le Regioni ricordano la necessità di costituire, in tempi brevissimi, la Commissione mista Regioni – Governo - Sistema delle Autonomie per il monitoraggio della finanza pubblica per la formulazione di proposte razionali in tema di qualificazione e trasparenza delle decisioni di entrata e di spesa nella Pubblica Amministrazione e per il coinvolgimento delle Regioni e delle altre autonomie territoriali nell’affrontare gli obiettivi strategici.
Sistema sanitario nazionale
Le misure prevedono risparmi di 2 mld per 2010 e 3 per il 2011. 
Nel Quadro programmatico il rapporto spesa sanitaria / PIL rimane costante al 6,75%. 
Le Regioni manifestano forte perplessità per la “costruzione” della politica di risparmio sulla Sanità, in quanto il taglio è previsto su una crescita tendenziale eccessivamente prudente rispetto alle previsioni a legislazione vigente in quanto si è calcolato un tasso di crescita medio del 3,3% scontando in maniera indifferenziata sia gli effetti delle misure di contenimento delle Finanziarie precedenti sia quelle dei Piani di rientro delle Regioni in disavanzo. La spesa programmatica risulta allontanarsi di più dal fabbisogno reale. 
La spesa sanitaria ha tassi di crescita storici ben superiori alla crescita del PIL, conseguentemente ancorare l’aumento della spesa sanitaria all’incremento del PIL nominale significa già incorporare una misura di risanamento che il taglio di 5 mld nel biennio 2010 – 2011 non fa che inasprire mettendo a rischio la gestione anche per le Regioni più virtuose, soprattutto perché trascura la crescita della popolazione. Inoltre per l’anno 2009 resta non conferamato l’impegno del Governo a garantire, con modalità da determinare, gli 834 milioni di euro relativi alla copertura della quota di compartecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, risorse peraltro già acquisite per gli anni 2007 e 2008 (per gli approfondimenti si rinvia alle tabelle finanziarie allegate).
Peraltro, risulta difficoltoso pervenire a un’autentica convergenza di proponimenti nella specifica Intesa riguardante la spesa sanitaria fra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano richiamata dal DL 112/2008 in conversione da sottoscriversi entro il 31 luglio 2008, quando il quantum e le modalità di attuazione dei risparmi sono già definiti. L’Intesa dovrebbe scongiurare le “tensioni nei bilanci regionali extrasanitari” e aiutare a “non dover ricorrere necessariamente all’attivazione della leva fiscale regionale”, ma il percorso perché condiviso dovrebbe essere concordato preventivamente con le Regioni e modulato sull’effettiva fattibilità.
In tema di Sanità si considera positiva la norma che permette di sbloccare – con nuove risorse – i contratti della sanità convenzionata e la disciplina degli orari – ex dlgs 66/2003- per i dirigenti medici, mentre si richiede di inserire apposita disposizione per disciplinare le modalità di rinnovo della convenzione farmaceutica attraverso il coinvolgimento della struttura interregionale che disciplina i rapporti con il personale convenzionato con il SSN (SISAC).
In conclusione le Regioni pur riconoscendo lo sforzo per raggiungere il quadro della finanza pubblica in equilibrio, ritengono che gli impegni programmatici delineati dal DPEF siano da implementare per quanto riguarda le azioni per il recupero del potere di acquisto dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Le Regioni esprimono preoccupazione anche con riferimento alle linee di intervento per favorire lo sviluppo economico e sociale del paese in particolare sottolineando il dato degli investimenti fissi lordi e dei trasferimenti in conto capitale, nonché la mancanza di una sottolineatura sul Mezzogiorno e sulla necessità di conciliare lo sviluppo con le tematiche ambientali.
Le Regioni, come più volte ribadito sono pronte a fare la loro parte per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica; debbono comunque , sulle parti del DPEF che investono direttamente le loro competenze, esprimere parere negativo a partire dalle proiezioni del concorso statale sulla spesa sanitaria, poiché si presentano irrealistiche e inaccettabili.

Documento con grafici in allegato
:
http://www.regioni.it/mhonarc/details_confpres.aspx?id=144030

(red/03/07.08)

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Errani: tagli sanità; impossibile fare il nuovo Patto della salute

(regioni.it) Parere "negativo" delle Regioni al Dpef 2009-2013, in particolare preoccupano soprattutto i tagli alla sanità in quanto irrealistici, al di fuori di una corretta gestione e di mantenimento degli attuali livelli dei servizi sanitari. Tra i punti su cui le Regioni esprimono “contrarietà” chiedendo un tavolo di confronto, il nuovo Patto sulla salute, l'utilizzo dei fondi per le aree sotto utilizzate e il Piano Casa. Inoltre, chiedono risorse adeguate sul tema della non autosufficienza.
“Abbiamo espresso fortissima preoccupazione per la sanità. Sulla questione dei ticket per il 2009 il governo deve darci una risposta per il rispetto pieno del Patto della salute 2009 che prevede anche 2 mld aggiuntivi relativi al tema della compartecipazione". Così il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, al termine della conferenza unificata del 3 luglio. "Siamo preoccupati per il fabbisogno sanitario 2010-2011 -ha detto Errani- con quelle cifre e' impossibile fare il nuovo Patto della salute. Dunque, bisogna modificare quel fabbisogno sulla base di un confronto leale con le Regioni: questo per noi e' un punto  irrinunciabile".
Ma non solo Dpef. Al Governo sono state anticipate anche alcune questioni riguardanti la manovra finanziaria."Abbiamo anticipato alcuni elementi di sostanza riguardo il decreto legge, che ha alcuni profili di incostituzionalità”. E' quanto ha affermato Errani, che ha spiegato che la manovra "non affronta con attenzione il tema del riordino degli enti li' dove sono presenti anche le Regioni" e ha inoltre sottolineato il "problema dell'utilizzo dei fondi per le aree sotto utilizzate". Le Regioni avrebbero infatti osservato che la manovra incide su delle competenze primarie delle Regioni in varie materie.
"Abbiamo dato in anticipo questo nostro documento -ha detto Errani- perché speriamo che il governo voglia valutare le nostre richieste e alla prossima conferenza unificata sia in grado di dare risposte soddisfacenti". "No -ha concluso Errani- a scelte che hanno ricadute dirette sui cittadini".
Riguardo al patto di stabilità, le Regioni chiedono di, prevedere un diverso metodo che permetta di differenziare gli apporti dati da ciascuno sulla base di principi premiali o di sanzioni a seconda dei comportamenti finanziari tenuti dalle amministrazioni negli anni precedenti. Le Regioni sono scettiche sul fatto che si riesca a siglare entro il 31 luglio 2008 il nuovo Patto sulla salute, visti i tagli già definiti nella manovra.
Riguardo all'utilizzo dei fondi Fas le Regioni giudicano "inaccettabile" sia la centralizzazione sia la riduzione dei fondi perché ciò pregiudicherebbe intervenuti per lo sviluppo. Sul Piano Casa le Regioni obiettano poi l'accentramento delle risorse, già oggetto di programmazione regionale. Tra le misure invise anche quella sulle royalties petrolifere ("che vanno a favore esclusivo dello Stato" senza benefici riconosciuti al territorio) e quelle sul taglio dei cosiddetti enti inutili, con meno di 50 dipendenti. Su quest'ultimo punto le Regioni chiedono infatti un "pieno coinvolgimento".
E’ indispensabile una collaborazione col Governo attraverso il metodo dei 'patti'. Serve un 'patto di legislatura' per costruire nei prossimi 5 anni "soluzioni condivise ed omogenee".

Errani: dichiarazioni Conferenze Regioni e Unificata 030708:
http://www.regioni.it/mhonarc/details_news.aspx?id=144044 cfr: allegato
(red/03.07.08)

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Colozzi: tagli sanità; cifre irrealisitiche e inaccettabili

(regioni.it) “Irrealistiche e inaccettabili''. E' critico sui tagli alla sanità l'assessore al Bilancio della Regione Lombardia e coordinatore della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Romano Colozzi, al termine della conferenza unificata, dove le Regioni hanno dato un parere 'negativo' sul Dpef.
"Abbiamo ribadito che siamo disponibili a fare la nostra parte per il riequilibrio della finanza pubblica con l'obiettivo del rientro del deficit nel 2011 ma proprio perche' abbiamo riconfermato questo impegno abbiamo dato un parere negativo in particolare sulle previsioni del fabbisogno sanitario. Le cifre contenute nella manovra sono irrealisitiche e inaccettabili".
"A meno che -ha detto Colozzi- qualcuno non pensi che nel 2009-2010 si vogliano avere 20 commissari a guidare la sanita' italiana. Con quelle cifre neppure le Regioni piu' virtuose possono garantire servizi ai livelli qualitativi e quantitativi che oggi siamoin grado di garantire".
"A meno che, ma solo il Parlamento puo' decidere, non si voglia rivedere radicalmente -ha sottolineato l'assessore- il sistema sanitario nazionale, ridefinendo il livello dei servizi sanitari e rendendoli sostenibili con le risorse finanziarie".
Colozzi ha poi aggiunto che le Regioni sono "disponibili a fare la loro parte per il riequilibrio della finanza pubblica perche' l'obiettivodi rientrare dal deficit nel 2011 lo abbiamo confermato. E' proprio perche' abbiamo preso questo impegno che il nostro parere, in particolare sulle previsioni del fabbisogno sanitario, e' stato negativo".
Infine va modificata la tassa a carico delle compagnie petrolifere che interessa in particolare la Basilicata. Si tratta del contenuto dell'articolo 81 della manovra da rivedere in modo paritario tra Stato e Regione.
 
(red/03/07.08)

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In Gazzetta Ordinanza rifiuti Campania

Competenze alle province

(regioni.it) E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (GU n. 152 del 1-7-2008) l’ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 19 giugno 2008 sul Trasferimento di competenze alle province della regione Campania in attuazione dell'articolo 1 del decreto-legge del 17 giugno 2008, n. 107, recante «Ulteriori norme per assicurare lo smaltimento dei rifiuti in Campania». (Ordinanza n. 3685).
 
ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 19 giugno 2008
Trasferimento di competenze alle province della regione Campania in
attuazione dell'articolo 1 del decreto-legge del 17 giugno 2008, n.
107, recante «Ulteriori norme per assicurare lo smaltimento dei
rifiuti in Campania». (Ordinanza n. 3685).
                            IL PRESIDENTE
                     DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
 
 Visto l'art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
 Visto il decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21;
 Visto il decreto-legge 9 ottobre  2006, n. 263, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290, recante: «Misure
straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti
nella regione Campania. Misure per la raccolta differenziata», ed in
particolare l'art. 6 recante la nomina dei presidenti delle province
della regione Campania a sub-commissari con la funzione di concorrere
alla programmazione ed attuazione nei rispettivi ambiti provinciali
delle iniziative necessarie ad assicurare la piena realizzazione del
ciclo di gestione e smaltimento dei rifiuti in ambito provinciale;
 Visto il decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, come convertito, con
modificazioni, dalla legge 5 luglio 2007, n. 87, recante «Interventi
straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento
dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei
propri poteri agli enti ordinariamente competenti»;
 Viste le leggi della regione Campania 10 febbraio 1993, n. 10 e
28 marzo 2007, n. 4 e successive modifiche ed integrazioni;
 Vista l'ordinanza commissariale n. 215 del 2 luglio 2007 con la
quale i presidenti delle province venivano incaricati di predisporre
un programma di iniziative per la individuazione di un modello
gestionale ed organizzativo, attraverso forme di collaborazione con i
consorzi di bacino, per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta
differenziata;
 Visto il decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, pubblicato nella
Gazzetta   Ufficiale n. 120 del 23 maggio 2008 ed in fase di
conversione in legge, recante «Misure straordinarie per fronteggiare
l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione
Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile»;
 Tenuto conto degli addebiti di natura penale, a carico dei
rappresentanti delle societa' FIBE S.p.a. e FIBE Campania S.p.a.,
gia' affidatarie del servizio di smaltimento rifiuti nella regione
Campania;
 Visto   il decreto-legge del 17 giugno 2008, n. 107, recante
«Ulteriori norme per assicurare lo smaltimento dei rifiuti in
Campania», ed in particolare l'art. 1, comma 1, laddove viene
trasferita alle province della regione Campania la titolarita' degli
impianti di selezione e trattamento dei rifiuti di cui all'art. 6 del
decreto-legge n. 90/2008, ubicati nei rispettivi ambiti territoriali,
ed il comma 2 del medesimo art. 1 il quale dispone che le province
stesse,   nelle   more dell'affidamento del servizio di gestione
integrata dei rifiuti si avvalgono, in via transitoria, e comunque
non oltre il 31 dicembre 2009, delle risorse umane e strumentali
strettamente afferenti alla gestione dei citati impianti;
 Viste le note del 12 giugno 2008 e del 17 giugno 2008 della FIBE
S.p.a. e FIBE Campania S.p.a., con cui le predette societa' hanno
comunicato la volonta' di cessare, a decorrere dal 18 giugno 2008,
l'attivita' di gestione degli impianti di Caivano (Napoli), Tufino
(Napoli), Giugliano (Napoli), Santa Maria Capua Vetere (Caserta),
Avellino - localita' Pianodardine, Battipaglia (Salerno) e Casalduni
(Benevento), avviando la procedura per il licenziamento collettivo ex
art. 4 e seguenti della legge n. 223/1991 del personale in carico
alle predette societa';
 Considerata, pertanto, la necessita' di dotare degli strumenti
necessari i presidenti delle province della regione Campania, in
funzione dell'esercizio delle attribuzioni di cui al citato art. 1,
commi 1 e 2 del decreto-legge 17 giugno 2008, volte ad agevolare la
restituzione delle competenze afferenti il servizio di gestione dei
rifiuti agli enti ordinariamente preposti;
 Su proposta del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri nominato ai sensi e per gli effetti dell'art.
1, comma 2, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90;
                              Dispone:
 
                               Art. 1.
 
 1. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 4 e seguenti della
legge 23 luglio 1991, n. 223, nelle more dell'affidamento del
servizio di gestione integrata dei rifiuti su base provinciale, che
dovra' comunque assicurare la salvaguardia degli attuali livelli
occupazionali del personale non dirigenziale addetto agli impianti di
selezione e trattamento dei rifiuti, che non ha optato per la
mobilita',   i presidenti delle province della regione Campania
proseguono nelle attivita' individuate dall'art. 6 del decreto-legge
11 maggio 2007, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 5
luglio 2007, n. 87, e provvedono altresi' a dare attuazione alle
iniziative di cui all'art. 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 17
giugno 2008, n. 107.
 2. Al fine di consentire l'esercizio delle attivita' di cui al
comma 1, e di avvalersi delle risorse umane di cui al comma 1,
dell'art. 1 del decreto-legge 17 giugno 2008, n. 107, i presidenti
delle province stipulano contratti di lavoro a tempo determinato con
il personale non dirigenziale impiegato presso gli impianti di
selezione e trattamento dei rifiuti ubicati nei rispettivi ambiti
territoriali, con durata non superiore alla cessazione dello stato di
emergenza, e, anche in deroga alle vigenti disposizioni in materia di
assunzione ed in particolare agli articoli 35 e 36 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall'art. 3,
comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
 3. Le societa' ex affidatarie del servizio di smaltimento rifiuti
nella   regione   Campania   provvedono   entro sette giorni dalla
pubblicazione della presente ordinanza a trasferire alle province le
risorse strumentali presenti in ciascun impianto di selezione e
trattamento dei rifiuti redigendo apposito verbale di consegna.
 4.   A   decorrere dalla data di pubblicazione della presente
ordinanza, le province subentrano nei rapporti negoziali stipulati
dalle ex affidatarie del servizio di smaltimento dei rifiuti per
assicurare   la   prosecuzione delle attivita' degli impianti di
selezione e trattamento dei rifiuti senza soluzione di continuita'.
 5. Per l'espletamento dei compiti ad essi assegnati, i presidenti
delle province della regione Campania sono autorizzati all'apertura
di apposite contabilita' speciali ove il Sottosegretario di Stato di
cui all'art. 1, comma 2, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90,
provvede a far confluire le competenti risorse finanziarie a valere
sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti, come previsto dall'art. 1,
comma 6, primo capoverso, del decreto-legge 17 giugno 2008, n. 107.
 La presente ordinanza sara' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
    Roma, 19 giugno 2008

                                ( gs /03.07.08)

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Riforma contrattazione: prime ipotesi

"Conferenza Regioni Doc" - 03.07.08

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni, riunitasi il 3 Luglio, ha approvato un documento che contiene prime valutazioni su una ipotesi di riforma del sistema di contrattazione. Di seguito il testo integrale del documento che è stato pubblicato nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it.
 
Le Regioni hanno evidenziato da tempo la necessità di avviare una profonda riflessione sulle modalità della contrattazione nazionale, che negli ultimi anni hanno mostrato evidenti problematiche attuative.
La lunga e faticosa conclusione degli accordi per la stipula dei contratti collettivi nazionali e il continuo avvicendarsi di contratti che coinvolgono Regioni e autonomie locali e SSN esclusivamente legati agli aumenti economici dei contratti conclusi a livello di amministrazioni centrali, evidenziamo come sia quanto mai opportuno rivedere:
1.        gli strumenti e le procedure per la definizione del contratto nazionale, con l’obiettivo di garantire tempi certi a partire dall’emanazione delle direttive;
2.        la composizione, il numero e il ruolo dei comitati di settore;
3.        il ruolo dell’agenzia per la rappresentanza negoziale (ARAN);
4.        il ruolo del Governo e delle amministrazioni regionali, per quanto di loro competenza, nella fase di sottoscrizione e approvazione dei contratti.
Già la riforma del Titolo V della Costituzione che ha assegnato alla competenza regionale la materia dell’ordinamento del personale e dell’organizzazione, nonché la piena responsabilizzazione delle Regioni in tema di governo della sanità, ha evidenziato la necessità di procedere ad un superamento delle disposizioni normative vigenti, a partire dal D.lgs 165 del 2001, proprio per la necessità di adeguarli al mutato quadro delle competenze. Al di là di valutazioni di carattere giuridico, il problema che oggi si pone con forza ed urgenza è quello di procedere ad un intervento legislativo coordinato che consenta la definizione di un modello di relazioni sindacali e di contrattazione condiviso dal Governo, dalle Regioni e dal sistema delle autonomie locali.
Queste riflessioni di carattere generale impongono che le Regioni entrino sin da subito nella discussione che si sta svolgendo a livello di Governo e tra questo e le parti sociali sulla riforma della Pubblica amministrazione e del sistema del lavoro pubblico.
Alcune considerazioni di merito possono, tuttavia, già essere rappresentate in questa fase di avvio della XVI legislatura nazionale.
In premessa, è opportuno segnalare come qualsiasi modificazione del sistema di contrattazione non potrà prescindere da una attenta valutazione delle fonti di finanziamento dei contratti.
La direzione da intraprendere è quella di un rafforzamento dell’autonomia delle Regioni anche in materia di contrattazione nazionale, con una semplificazione e conseguente riduzione dei passaggi previsti dalla normativa in essere.
La conferma di un sistema della contrattazione su due livelli, nazionale ed integrativa, dovrebbe accompagnarsi a un “alleggerimento” del contratto nazionale, che si limiti a stabilire principi generali ed obiettivi, e una regolazione più puntuale nella contrattazione integrativa, eliminando qualora necessario per gli enti di minori dimensioni, il vincolo dell’obbligatorietà.
Va ricercata anche una soluzione per la razionalizzazione della vigenza degli accordi contrattuali prevedendo l’accorpamento dell’attuale sistema parte normativa-biennio economico, in un’unica fase triennale.
Il ruolo delle Regioni va potenziato nella fase di contrattazione e, se possibile, ampliato, anche attraverso la profonda revisione del ruolo del comitato di settore, con l’accompagnamento durante tutte le fasi di concertazione e di confronto tra il sindacato e l’organo delegato alla contrattazione. Così da garantire una certezza di obiettivi nelle scelte da compiere per la parte datoriale.
In quest’ottica, non può che emergere l’opportunità di rivedere profondamente l’ARAN garantendo una presenza più autorevole della componente regionale, non tanto e non esclusivamente nel numero dei componenti gli organi di vertice, quanto nella stessa organizzazione tecnica di supporto.
In merito al ruolo del Governo, è quanto mai opportuno, proprio per le considerazioni sin qui effettuate, garantire l’ univocità dei passaggi per i pareri, anche in relazione agli aspetti di carattere economico. In questa direzione, dovrebbe assumere un ruolo rilevante la Conferenza Stato-Regioni sugli atti di indirizzo dei Comitati di settore e sulle ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro, assegnando termini certi per la conclusione delle istruttorie.
Roma, 3 luglio 2008
 
(red/03/07.08)

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Turismo: un'intesa per un "Piano strategico"

"Conferenza Regioni Doc" - 03.07.08

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni, presieduta da Vasco Errani, ha approvato il 3 luglio un ordine del giorno in materia di turismo. Ecco il testo integrale del documento:
la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome afferma la necessità di promuovere, attraverso un’intesa tra Stato, Regioni ed Imprese, un “Piano strategico” del turismo italiano entro il 2008.
Tale Piano dovrà individuare i mercati obiettivo e le azioni da compiere per incontrare la domanda turistica, formare un budget da investire attraverso l’ENIT; di seguito le singole Regioni decideranno su quali di essi aggiungere risorse proprie.
A quel punto i privati avranno a disposizione un contesto chiaro per decidere dove e come svolgere azioni di promo-commercializzazione per gruppi, sistemi, club di prodotto e aggregazioni analoghe.
E’ necessario porre la massima attenzione sulla qualità, a partire da quella urbana e ambientale.
Rilevatissima è anche la qualità ricettiva che, usando la leva fiscale e gli strumenti urbanistici, deve essere migliorata attraverso l’adeguamento delle imprese e la loro dotazione di servizi.
In questo contesto vanno armonizzate le aliquote IVA e vanno rimessi in azione gli strumenti legislativi necessari a favorire la capitalizzazione delle imprese, sostenere il passaggio dall’affitto alla proprietà, scoraggiare il passaggio al patrimonio immobiliare delle risorse strutturali del turismo.
Su questa base è possibile ripartire per una politica di competitività reale del nostro turismo e rendere più efficienti i luoghi della concertazione (cabina di regia) e della promozione verso i mercati (Agenzia ENIT), anche attraverso una profonda riforma dell’Agenzia che la renda ancora più operativa e flessibile.
Roma 3 luglio 2008
 
(red/03/07.08)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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