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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1180 - lunedì 7 luglio 2008

Sommario3
- Conferenza delle Regioni il 10 Luglio
- Lombardo: decreto taglia-leggi incostituzionale
- Manovra: Durnwalder contro tagli
- Federalismo fiscale: un luglio "caldo"
- Il futuro della Tirrenia nella Manovra
- In Gazzetta Decreto "mutui"

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Conferenza delle Regioni il 10 Luglio

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 10 luglio 2008 alle ore 10.00 presso la Segreteria della Conferenza - Via Parigi, 11 – Roma.
1) Approvazione resoconto sommario seduta del 26 giugno 2008;
2) Comunicazioni del Presidente;
3) Esame questioni all’OdG della Conferenza Unificata;
4) Esame questioni all’OdG. della Conferenza Stato-Regioni;
5) commissione salute – Regione Toscana - Determinazioni concernenti il Tavolo di concertazione sulla sanità privata – Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 25 giugno 2008;
6) commissione istruzione, lavoro, innovazione e ricerca –Regione Lazio - Proposta di intesa tra lo Stato, Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano concernente l’attuazione del Titolo V in materia di istruzione – Punto esaminato dalla Commissione nella riunione dell’8 aprile 2008
7) commissione politiche sociali – Regione Veneto - Informativa relativa ai fondi in materia di politiche sociali previsti nella finanziaria 2008 – Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 18 giugno 2008;
8) Varie ed eventuali.
seduta riservata
9) Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea (ITALRAP): rinnovo dell'incarico di un esperto delle Regioni ai sensi dell’art. 168 del D.P.R. 18 del 1967 e dell’art. 58, comma 2, della legge 52 del 1996 - Punto all’esame della Commissione nella riunione da convocare.

(red/07.07.08)

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Lombardo: decreto taglia-leggi incostituzionale

(regioni.it) Il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo ha inviato una lunga e circostanziata lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. Oggetto:il decreto legge 112, varato dal consiglio dei ministri il 25 giugno - il cosiddetto decreto taglia-leggi.
E’ un provvedimento che secondo Lombardo è in parte incostituzionale: “Sono stato costretto – ha affermato  il Presidente della Regione – a stigmatizzare il comportamento del governo nazionale. Per la seconda volta in poche settimane alcune prerogative costituzionali dell’autonomia regionale siciliana sono state ignorate dall’attività del governo nazionale di cui paradossalmente condividiamo finalità ed obiettivi”.
Il decreto taglia-leggi elenca 3574 provvedimenti legislativi che saranno considerati abrogati al momento della conversione in legge del provvedimento. La Segreteria generale della Presidenza della Regione, con il supporto dell’Ufficio legislativo e legale, ha immediatamente avviato una ricognizione sulla lista di leggi “tagliate” e ha delegato una analisi a vasto raggio sul provvedimento ai direttori di ogni dipartimento regionale. Si è scoperto così che quattro delle leggi cancellate sono norme di attuazione dello Statuto: i decreti legislativi 507, 655 e 789 del 1948 e la legge 4447 del 1952. Ma sapremo solo venerdì prossimo se altre leggi abrogate alterano i delicati equilibri legislativi che intercorrono tra Stato e Regione Siciliana. Di certo, fino a questo momento, è l’effetto prodotto dalle quattro norme individuate. Il decreto 507 disciplina i rapporti finanziari tra stato e regione in virtù dell’articolo 36 dello Statuto: norme ancora attuali e ribadite con un decreto del Presidente della Repubblica – il 1074 - nel 1965. Il decreto 655 prevede – sulla base delle previsioni dell’articolo 23 dello Statuto - l’istituzione delle sezioni della Corte dei Conti per la Regione Siciliana. Il decreto 789 e la legge 4447 del 1952 che lo ratifica, assegna alla Regione  le attribuzioni del Ministero dell’agricoltura in attuazione degli articoli 14 e 20 dello Statuto. Si tratta di provvedimenti approvati dalla Commissione paritetica Stato-Regione istituita per dare attuazione allo Statuto siciliano. Secondo i pronunciamenti della stessa Corte Costituzionale, tutti i decreti di attuazione sono da considerare norme di livello superiore rispetto alle leggi ordinarie, proprio perché derivano in linea diretta dalla Costituzione: si tratta di leggi che non possono essere modificate da una legge ordinaria. Men che meno con le procedure d’urgenza legate al varo e all’approvazione di un decreto legge. “Non c’è dubbio – ha proseguito Raffaele Lombardo commentando la sua lettera a Berlusconi - che l’attività di  semplificazione legislativa avviata dal governo nazionale sia necessaria e opportuna. Ma da un governo che si dice rispettoso delle autonomie e votato al federalismo è legittimo aspettarsi maggiore attenzione sia in chiave istituzionale che in chiave politica.” “Oltre alla disattenzione legislativa, che rende in buona parte incostituzionale lo stesso decreto occorre segnalare che così come è accaduto nel caso del decreto che ha abrogato l’Ici, anche in questa circostanza il provvedimento è stato deliberato nel corso di una riunione del Consiglio dei Ministri a cui il Presidente della Regione Siciliana non era stato invitato. In violazione di un altro fondamentale articolo dello Statuto regionale, il 21”. “A Berlusconi ho chiesto di intervenire immediatamente presentando in aula un emendamento correttivo a firma del governo. Non c’è dubbio – ha concluso Lombardo – che nel caso in cui il testo della legge di conversione dovesse rimanere inalterato, presenteremo il ricorso in Corte Costituzionale, sicuri delle nostre ragioni e delle nostre argomentazioni”.
 
(red/07.07.08)

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Manovra: Durnwalder contro tagli

(regioni.it) Titola il quotidiano altoatesino in lingua tedesca Dolomiten: ''Sono insopportabili tagli cosi' grandi'' alle finanze della Provincia autonoma di Bolzano. Si sottolinea che nella manovra finanziaria ci siano tagli di circa 400 milioni di Euro. Karl Zeller (Svp) minaccia di chiedere aiuto alla ''potenza tutrice'' Austria per difendere l'autonomia locale. Il giornale scrive che in settimana a Roma ci saranno trattative tra i dirigenti della Provincia con il governo che ''sino al 2011 vuole tagli complessivi sul finanziamento delle Regioni per 8,4 miliardi'', pari a 400 milioni per Bolzano. la provincia autonoma chiede di risparmiare non con tagli diretti ma rilevando nuove competenze statali. ''Non sara' facile. ''Il governo non ha un buon atteggiamento verso di noi e le autonomie'' dice il governatore Luis Durnwalder al giornale.
Inoltre è aperta anche la questione del taglio nella finanziaria pluriennale di 2,5 milioni nel 2009 ed altrettanti nel 2010 per la ristrutturazione ed il rilancio dell'ippodromo meranese di Maia.''E' un fatto inaudito. I contratti sottoscritti vano rispettati. E' ovvio che se Roma non garantira' i fondi anche la Provincia chiudera' la borsa'': afferma Durnwalder intervistato dal quotidiano Alto Adige: ''Ora mi attendo che si muovano i partiti di Merano,anche quelli di centrodestra. Cosa argomenteranno ora Forza Italia e Alleanza Nazionale visto che e' il loro governo che calpesta gli accordi?''.
 
(red/07.07.08)

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Federalismo fiscale: un luglio "caldo"

(regioni.it) Nonostante le forti fibrillazioni politiche, il dialogo difficile tra maggioranza e opposizione sul tema delle riforme, e non solo, resta ancora aperta la discussione sul federalismo fiscale. In particolare c’è il rilancio della Lega per cercare di mettere a punto un provvedimento che ''deve essere approvato entro il 2008''.
"Siamo partiti dalla proposta della Regione Lombardia, ma dovendo fare una legge per tutte le regioni d'Italia, e' chiaro che l'approdo sara' diverso. Abbiamo tenuto conto dei suggerimenti di tutte le Regioni. Il risultato e' equilibrato. Io lo chiamo il 'federalismo possibile'", afferma il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli in un'intervista a 'Il Messaggero'. "Noi i numeri li abbiamo. E' vero pero'-aggiunge il ministro Maroni- che Bossi vuole fortemente che la legge sia condivisa dall'opposizione, quantomeno dal Partito democratico. Dunque lavoreremo per questo".
"Sul piano delle riforme - ha rassicurato il ministro della Difesa La Russa - siamo in perfetta sintonia sul federalismo fiscale". E Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl alla Camera, annuncia che il federalismo fiscale "e' nell'anticamera dell'azione parlamentare: tra luglio e settembre andra' all'ordine del giorno delle Camere e verra' approvato con un impegno, non solo della Lega ma anche di tutte le componenti della maggioranza e del governo perche' sappiamo che e' un elemento essenziale".
In un'intervista a 'La Stampa' il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro, ribadisce che il Pd sarebbe disposto a "discutere seriamente" della riforma della giustizia e di quella dello Stato, a partire dal federalismo. "La Lega -spiega Soro- ha scommesso giustamente su una stagione costituente per portare a compimento la riforma del federalismo fiscale e sa bene che questa riforma non puo' essere fatta con un banale collegato alla finanziaria".
Scrive il quotidiano “la Repubblica: si partirà dal testo approvato da tutte le Regioni un anno fa, nel quale l'obiettivo è di garantire parità di prestazioni su sanità, servizi essenziali e trasporto pubblico locale, “per Tremonti è un buon inizio”. Ma è prevista anche una nuova proposta, più esaustiva, da parte della Conferenza delle Regioni. Lo ha annunciato il Presidente Errani: “Entro luglio – ha affermato Errani – ci sarà una riunione della Conferenza delle Regioni sul federalismo fiscale”. E’ la possibile svolta per il governo della spesa: “noi proporremo un nostro impianto dando a questo Governo una proposta di primo livello. Presenteremo un impianto legislativo per fare un salto di qualità. Noi faremo fino in fondo la nostra parte” (dichiarazione audio:
http://www.regioni.it/AUDIO_file_archivio/26_06_08/Errani_26_06_08.zip).
 
( giuseppe schifini /07.07.08)

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Il futuro della Tirrenia nella Manovra

Dopo l'ennesimo disservizio Lombardo chiede un incontro a Berlusconi

(regioni.it) Accanto all’impegno di completare la privatizzazione di Alitalia, i decreti emanati con vanno nella direzione di proseguire nel processo di  privatizzazioni entro i prossimi mesi'' con Poste, Istituto Poligrafico, Tirrenia e Fincantieri. Ed è proprio il Dpef a confermare tali intendimenti: il Governo - spiega il testo - punta a ''riattivare un  processo di privatizzazione'' anche perche' ''e' ormai dal 2006  che il processo si e' sostanzialmente interrotto''. E indica, tra le societa' direttamente controllate, innanzitutto Poste e  Istituto Poligrafico pur scalettando diversamente le modalita'  dell'intervento. Non e' inoltre ''da escludere'' che, anche per la Sace “possa individuarsi un percorso che preveda, direttamente o  indirettamente, un rilevante intervento da parte dei soggetti  privati''. Per quanto riguarda le società indirettamente controllate  dallo Stato, ''si conferma la volonta' di procedere in tempi  brevi ad attivare procedure di parziale o totale disimpegno dal  capitale di due importanti aziende pubbliche: Fincantieri e  Tirrenia''. E per la Tirrenia il Governo intende “attivare  tempestivamente, anche in coerenza da quanto previsto con la  Finanziaria 2007, un processo di privatizzazione. Ci sara' prima  un'analisi della situazione poi ''il Governo definira' le  modalita' di cessione''.
Ma il recente episodio relativo all’ennesimo disservizio della compagnia di navigazione (il 5 luglio un traghetto Cagliari- Palermo ha battuto ogni record di percorrenza del tragitto: 35 ore) ha riaperto il dibattito sul futuro della Tirrenia. Infatti in seguito all'incidente del  traghetto Cagliari-Palermo, il presidente della Regione  Siciliana, Raffaele Lombardo  ha scritto a Silvio Berlusconi, chiedendo un appuntamento urgente. Conto - ha detto Lombardo - di essere a Romanelle prossime ore, insieme all'assessore al Turismo e ai  trasporti, Titti Bufardeci, che e' anche vice presidente della  Regione: in questo modo non e' possibile andare avanti. E' necessario che si metta in piedi una struttura di reale raccordo  permanente tra il governo centrale e le Regioni. Soprattutto se  e' vero che la strada da seguire e' quella di un federalismo  reale e non solo di facciata''. “Nel caso specifico, occorre osservare che la compagnia Tirrenia  e' sostanzialmente in  liquidazione da tempo. Il governo nazionale, a causa di una  procedura di infrazione sollevata anni fa dalla Commissione  Europea e trascinata fino ai nostri giorni da intoppi  burocratici e politici, e' adesso costretto a disfarsi in tempi rapidi della societa', anche se, comprensibilmente, tenta di  mantenere attivo l'insostituibile servizio di trasporto  marittimo''. “Presumo sia per questo motivo, - continua Lombardo - che il decreto taglia leggi approvato il 25 giugno dal Consiglio dei  Ministri, contenga un'altra amara sorpresa per la Regione  Siciliana e tutti i siciliani. Il decreto 112, all'articolo 58 prevede infatti che tutte le societa' della Tirrenia che  gestiscono i collegamenti regionali siano ''regalate'' alle regioni. Una scelta unilaterale inaccettabile per una serie di  motivi che per conto della Regione Siciliana l'assessore al  Turismo, Titti Bufardeci, ha gia' ampiamente contestato al governo nazionale''.
Dal canto suo il presidente della Sardegna, Renato Soru, (incontrando i dirigenti regionali e territoriali della Cna) ha ribadito la volontà di battersi per la fine della concessione alla Compagnia di navigazione Tirrenia. Il presidente della Regione ha detto che sono in corso studi per trovare alternative, puntando grazie alla collaborazione con imprenditori sardi e la Sfirs alla creazione di una flotta regionale per la quale sono state anche individuate in Finanziaria le risorse necessarie. L'altra soluzione, ha detto ancora il presidente Soru, sarebbe quella di una gara internazionale sul modello della continuità aerea.
Sull’argomento il Presidente della Regione Sardegna si era espresso (il 20 giugno) anche attraverso il suo sito: “la concessione della Tirrenia – scrive Soru - scadeva il 30 dicembre 2008, ma con la Finanziaria 2007 è stata rinnovata per altri cinque anni in modo da accrescerne l’appetibilità, mantenendo il valore nel momento della privatizzazione.Il Presidente Soru era tornato sulla vicenda Tirrenia nella mattinata di venerdì 20 giugno nella sala Giunta di viale Trento in un incontro con i rappresentanti di Confindustria, Api Sarda, Autorità portuali e organizzazioni sindacali e degli artigiani. Al centro del confronto, “per condividere una strategia comune in un momento particolare”, non solo la vicenda Tirrenia, ma la situazione trasporti da e per la Sardegna, le Ferrovie dello Stato e il trasporto merci. Nei prossimi giorni ci sarà un nuovo incontro a Palazzo Chigi al quale parteciperanno anche i Ministri dei Trasporti e dei Rapporti con le Regioni e il Presidente Soru chiederà a nome della Regione la fine del monopolio Tirrenia, “che ha un contributo statale e quindi fa una concorrenza sleale nei confronti degli altri operatori e, di fatto, li mette fuori gioco”. La Tirrenia ha un costo da circa 300 milioni di euro all’anno. Da parte del Governo sembrerebbero esserci segnali positivi, dato che qualche giorno fa il Consiglio dei Ministri ha presentato un provvedimento perché la Tirrenia Navigazioni dismetta il trasporto pubblico locale per le isole minori. In Sardegna, La Maddalena e Carloforte. Il modello di continuità territoriale marittima a cui il governo regionale si ispira è quello previsto dalle regole europee per il trasporto aereo, che prevede una gara internazionale tra gli operatori del settore. “La gara europea – ha spiegato Renato Soru - è l’unica possibilità di dare sostanza anche ad una conquista che fu di questa Regione, nel 1962, dentro la legge di Rinascita, che prevedeva un finanziamento della continuità territoriale marittima”. Per quanto riguarda il trasporto merci, ha aggiunto: “Se lo Stato costruisce i ponti per altre regioni - ha detto il Presidente - la nostra Regione ha la responsabilità di costruire un altro ponte. Cioè, potrebbe comprare due navi, in modo tale che ci sia un ponte da e per la Sardegna. E se noi mettiamo a disposizione questo ponte, probabilmente il costo del trasporto risulterà abbattuto per gli utenti sardi che utilizzano questo sistema di trasporto. Chiaramente ci servono le navi più adatte. Il Porto canale di Cagliari, che non ha velleità turistiche, può specializzarsi in questo settore, oltre che nel transhipment. Porto Torres può dare una risposta alla necessità del trasporto merci del nord Sardegna, e poi tra la Sardegna, Genova e la Francia”.
(sm/07.07.08)

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In Gazzetta Decreto "mutui"

(regioni.it) E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU n. 156 del 5-7-2008) il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI del 2 maggio 2008 sull’Autorizzazione all'attualizzazione di contributi pluriennali ai sensi dell'articolo 1, commi 511 e 512 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Con questo provvedimento le regioni Molise, Puglia, Toscana,Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia eLiguria sono autorizzate a stipulare mutui.
 
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 2 maggio 2008 Autorizzazione all'attualizzazione di contributi pluriennali ai sensi dell'articolo 1, commi 511 e 512 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
di concerto con
IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
 
 Visto l'art. 4, comma 91, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 che
reca disposizioni sui limiti di impegno iscritti nel bilancio dello
Stato in relazione alla prosecuzione degli interventi e dell'opera di
ricostruzione nei territori colpiti da calamita' naturali per i quali
e' intervenuta la dichiarazione dello stato di emergenza di cui al
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2002,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 288 del 9 dicembre 2002,
nonche' per la prosecuzione degli interventi di cui all'art. 50,
comma 1, lettera i), della legge 23 dicembre 1998, n. 448;
 Vista la delibera del 22 marzo 2006, n. 37/2006, con la quale il
CIPE ha ripartito tra i comuni terremotati della Campania e della
Basilicata i fondi assegnati con il richiamato art. 50 della legge n.
448/1998;
 Visto l'art. 20, commi 1 e 2, del decreto-legge 24 dicembre 2003,
n. 355, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004,
n. 47, recanti disposizioni sui limiti di impegno iscritti nel
bilancio dello Stato in relazione alla prosecuzione degli interventi
disposti in attuazione dei decreti del Presidente del Consiglio dei
Ministri 31 ottobre 2002, 8 novembre 2002, 12 settembre 2003 e
29 settembre 2003;
 Considerato che per effetto dell'entrata in vigore della legge
30 dicembre 2004, n. 311, i limiti d'impegno autorizzati con la
predetta normativa a partire dal 2006 sono stati rimodulati con
decorrenza dall'esercizio finanziario 2008;
 Visto l'art. 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 ed, in
particolare, il comma 177, come modificato ed integrato dall'art. 1,
comma 13, del decreto - legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito
dalla legge 30 luglio 2004, n. 191, nonche' dall'art. 16 della legge
21 marzo 2005, n. 39, che reca disposizioni sui limiti di impegno
iscritti   nel   bilancio dello Stato in relazione a specifiche
disposizioni legislative;
 Visto, altresi', il comma 177-bis dello stesso art. 4 della legge
n.   350/2003,   introdotto   dall'art.   1, comma 512 della legge
27 dicembre 2006, n. 296, che ha integrato la disciplina in materia
di   contributi pluriennali, prevedendo, in particolare, che il
relativo utilizzo e' autorizzato con decreto del Ministro competente,
di concerto  con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa
verifica dell'assenza di effetti peggiorativi sul fabbisogno e
sull'indebitamento netto rispetto a quello previsto a legislazione
vigente;
 Visto l'art. 1, comma 75, della legge del 30 dicembre 2004, n. 311
che detta disposizioni in materia di ammortamento di mutui attivati
ad intero carico del bilancio dello Stato;
 Visto l'art. 54, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
che prevede l'iscrizione agli esercizi terminali, delle annualita'
non impegnate;
 Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del
6 giugno 2006 (in Gazzetta Ufficiale n. 137 del 2006);
 Vista la circolare del Ministero dell'economia e delle finanze n.
13 del 5 aprile del 2004 (in Gazzetta Ufficiale n. 87 del 2004);
 Vista la circolare del Ministero dell'economia e delle finanze del
28 giugno 2005 (in Gazzetta Ufficiale n. 154 del 2005);
 Vista la circolare del Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento della ragioneria generale dello Stato - n. 15 del
28 febbraio 2007 recante «Procedure da seguire per l'utilizzo di
contributi pluriennali», secondo la normativa introdotta con la sopra
richiamata legge n. 296/2006, art. 1, commi 511 e 512;
 Viste le ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri del
19 gennaio e del 19 febbraio 2004, n. 3332 e n. 3338, concernenti la
ripartizione delle risorse finanziarie autorizzate dalla citata
normativa;
 Vista la nota del 30 ottobre 2007, prot. n. DPC/BRU/64733, con la
quale   il   Dipartimento   della   protezione   civile   ha chiesto
l'autorizzazione da parte delle regioni Toscana, Piemonte, Lombardia,
Veneto, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Liguria all'utilizzo
dei contributi pluriennali di cui alle predette autorizzazioni di
spesa;
 Considerato che, dalle verifiche effettuate ai sensi dell'art. 4,
comma 177-bis della richiamata legge n. 350/2003, e' risultato che,
dall'attualizzazione   dei   contributi   quindicennali oggetto  del
presente decreto, non derivano effetti peggiorativi sul fabbisogno e
sull'indebitamento netto rispetto a quanto previsto a legislazione
vigente;
                              Decreta:
 
                               Art. 1.
 
 1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 4, comma 177-bis della
legge 24 dicembre 2003, n. 350, le regioni Molise, Puglia, Toscana,
Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia e
Liguria sono autorizzate a stipulare mutui utilizzando il contributo
pluriennale per gli importi a fianco di ciascuna assegnati per
effetto delle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri
richiamate in premessa e per le finalita' richiamate nelle ordinanze
stesse.
 2. L'utilizzo del contributo pluriennale di cui al comma 1,
quantificato includendo nel costo di realizzazione dell'intervento
anche gli oneri di finanziamento, avverra' con decorrenza dall'anno
2008 e fino all'anno 2017 con attualizzazione mediante operazione
finanziaria, con gli istituti finanziari abilitati, che le predette
regioni sono autorizzate a perfezionare, con oneri di ammortamento
per capitale ed interessi posti a carico del bilancio dello Stato,
anche con il coordinamento del Dipartimento della protezione civile.
 3. L'utilizzo dei predetti contributi avverra', sulla base di
quanto   riportato nell'allegato prospetto sub 1, che e' parte
integrante e sostanziale del presente decreto, in relazione alla
decorrenza e scadenza dello stesso, al netto ricavo attivabile a
seguito dell'operazione finanziaria di attualizzazione del suddetto
contributo, nonche' al piano delle erogazioni del netto ricavo
stesso, che indica il limite massimo degli importi utilizzabili in
ciascun anno. Eventuali variazioni rispetto al predetto piano di
erogazione    -   adeguatamente   documentate   -   dovranno   essere
preventivamente   comunicate   dalle   regioni alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione civile, che
provvedera' a richiedere autorizzazione in tal senso al Ministero
dell'economia   e   delle   finanze   - Dipartimento del tesoro e
Dipartimento della ragioneria generale dello Stato.
 4.   Lo   schema   di   contratto   relativo   al   perfezionamento
dell'operazione finanziaria, preventivamente alla stipula, dovra'
essere trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Dipartimento della protezione civile, per il preventivo nulla-osta,
da rilasciarsi d'intesa con il Ministero dell'economia e delle
finanze - Dipartimento del tesoro - Direzione VI. Entro trenta giorni
dalla   stipula, l'Istituto   finanziatore   dovra' notificare alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione
civile, copia conforme del contratto di mutuo perfezionato.
 5.   Nel   contratto,   stipulato   nel rispetto della normativa
comunitaria e nazionale in materia di appalti di servizi pubblici
nonche' di quanto previsto dall'art. 45, comma 32 della legge
23 dicembre 1998, n. 448, dovra' essere inserita apposita clausola
che prevede a carico degli Istituti finanziatori l'obbligo di
comunicare, al massimo entro dieci giorni dalla stipula, al Ministero
dell'economia   e   delle   finanze   - Dipartimento del tesoro e
Dipartimento della ragioneria generale dello Stato (agli uffici
indicati al punto 2 della citata circolare n. 15 del 2007), all'ISTAT
e alla Banca d'Italia, l'avvenuto perfezionamento dell'operazione
finanziaria, con indicazione della data e dell'ammontare della
stessa,   del   relativo piano delle erogazioni e del piano di
ammortamento distintamente per quota capitale e quota interessi, ove
disponibile.
                               Art. 2.
 
 La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della
protezione civile provvedera', prima della stipula del contratto, ad
adottare gli atti necessari ai fini dell'assunzione dell'impegno di
spesa dei contributi, a favore delle regioni di cui al precedente
art. 1, nel limite dell'importo massimo fissato di Euro 10.000.000,00
dall'art. 4, comma 91, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e
dall'art. 20, commi 1 e 2, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n.
355, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n.
47, con imputazione al pertinente capitolo 958 del Centro di
responsabilita' amministrativa n. 13 del bilancio autonomo della
Presidenza del Consiglio dei Ministri.
                               Art. 3.
 
 1. L'erogazione del netto ricavo derivante dall'attualizzazione dei
contributi pluriennali dovra' avvenire nel rispetto della normativa
vigente in materia.
 2. In ogni caso l'erogazione dei contributi da parte della
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della protezione
civile - sara' effettuata su base pluriennale ed in misura non
eccedente l'importo dei contributi stanziati annualmente in bilancio.
 3. Per quanto previsto dalla vigente normativa contabile, le
risorse impegnate ed eventualmente non pagate entro il termine
dell'esercizio di competenza potranno essere erogate negli esercizi
successivi.
                               Art. 4.
 
 Le somme assegnate o erogate che non saranno state utilizzate dai
soggetti beneficiari dei contributi dovranno essere versate, da parte
dello stessi soggetti, all'entrata del bilancio dello Stato.
    Roma, 2 maggio 2008
         Il Presidente del Consiglio dei Ministri Berlusconi
 
      Il Ministro dell'economia e delle finanze Padoa Schioppa
                                                           Allegato 1
 Norma: Art. 20, comma 1, legge 27 febbraio 2004, n. 47; O.P.C.M.
19 gennaio 2004, n. 3332.
 Oggetto: interventi ed opere di ricostruzione dei territori colpiti
da calamita' naturali.
 Importo Euro 5.000.000,00 annui, ripartiti come segue:
   regione Puglia Euro 750.000,00;
   regione Toscana Euro 250.000,00;
   regione Molise Euro 4.000.000,00.
 Durata: 15 anni.
 Decorrenza contributo: 2008.
 Scadenza contributo: 2022.
 Netto ricavo previsto Euro 54.658.422,02 ripartito come segue:
   regione Puglia Euro 8.200.043,19;
   regione Toscana Euro 2.724.815,16;
   regione Molise Euro 43.733.563,67.
 Piano di erogazione: unica soluzione 2008.
                                                           Allegato 2
 Norma: Art. 4, comma 91, legge 24 dicembre 2003, n. 350; O.P.C.M.
13 febbraio 2004, n. 3338.
 Oggetto: interventi ed opere di ricostruzione dei territori colpiti
da calamita' naturali.
  Importo Euro 5.000.000,00 annui, ripartiti come segue:
   regione Piemonte Euro 465.000,00;
   regione Lombardia Euro 1.395.000,00;
   regione Veneto Euro 558.000,00;
   regione Emilia Romagna Euro 581.250,00;
   regione Friuli Venezia Giulia Euro 930.000,00;
   regione Liguria Euro 1.070.750,00.
 Durata: 15 anni.
 Decorrenza contributo: 2008.
 Scadenza contributo: 2022.
 Netto ricavo previsto Euro 54.496.303,17 ripartito come segue:
   regione Piemonte Euro 5.068.156,20;
   regione Lombardia Euro 15.204.468,59;
   regione Veneto Euro 6.081.787,43;
   regione Emilia Romagna Euro 6.335.195,24;
   regione Friuli-Venezia Giulia Euro 10.136.312,39;
   regione Liguria Euro 11.670.383,32.
 Piano di erogazione: unica soluzione 2008.
 
( gs /07.07.08)
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