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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1184 - lunedì 14 luglio 2008

Sommario
- Ticket, mancano ancora 434 milioni
- Arrestato il Presidente della Regione Abruzzo
- Manovra: la "scure" sulla sanità
- Manovra: gli emendamenti delle Regioni
- Marrazzo, commissario contro i "sancta santorum" di chi ha fatto solo profitto
- Iorio: con tagli sanità a rischio cure gratuite

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Manovra: la "scure" sulla sanità

(regioni.it) Nei giorni scorsi il Presidente della Conferenza delle Regioni ha, a più riprese, manifestato “preoccupazione per la gravità della situazione, per i rischi che la manovra di Governo comporta e richiesta del rispetto degli accordi già siglati. E’ quanto ha ribadito stamani Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, nel corso di due interviste con Radio Popolare e Radio 24 – Il Sole 24 ore. “Le Regioni – ha detto Errani – sono consapevoli della gravità della situazione e dei seri rischi che la manovra del Governo comporta per i cittadini, a cominciare dai meno abbienti, con particolare riferimento alla scelta del ticket sulla specialistica contenuta nell’emendamento del Governo al decreto legge. Per questo abbiamo lanciato un allarme sulla insostenibilità della manovra e chiesto un incontro urgente a Berlusconi. La nostra lettera al presidente del Consiglio dei ministri è molto precisa: sanità, investimenti, casa, Fondo aree sottoutilizzate, Mezzogiorno sono le voci principali sulle quali chiediamo lealtà istituzionale e rispetto degli accordi già siglati. Accordi che sono parte integrante di un percorso di risanamento finanziario, i cui primi, positivi risultati sono stati recentemente riconosciuti anche dalla Corte dei Conti".
"Alla luce di questo - ha aggiunto Errani - , rappresenterebbe un serio danno per il Paese se il Governo si assumesse la responsabilità di innescare un immotivato conflitto istituzionale con le Regioni. La richiesta che tutte le Regioni rivolgono al Governo con la lettera inviata giovedì scorso vuole evitare un tale conflitto e dare una prospettiva di maggiore efficacia, utilità e coordinamento alla manovra economico-finanziaria: ora spetta al Governo dare una risposta positiva nel merito, una risposta che è dovuta prima di tutto ai cittadini e ai loro bisogni”.
Nel frattempo un articolo pubblicato da "La Repubblica"  il 12 luglio 2008 fa il punto sugli aspettio della manovra che incidono sulla sanità e il quotidiano titola in prima pagina  "sanità, tagli a posti letto e personale"
Il Ministro del welfare dal canto suo in un’intervista a “La Stampa”, pubblicata il 13 luglio sostiene che è ingiusto parlare di tagli: “Nel 2008 – dice Sacconi - la spesa complessiva è pari a 99 miliardi, nel 2009 sale a 102, nel 2011 sarà di 106. Ma “sui tagli alla sanità negare l’evidenza rappresenta un pessimo inizio”, gli ha replicato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. “La battaglia contro gli sprechi, per i risparmi e per l’efficienza – prosegue Errani - va concordata assieme, prima di tutto fra Governo e Regioni, come si fece per il patto triennale sulla salute 2007-2009. Ora la manovra del Governo, promossa unilateralmente, sottostima la spesa tendenziale ed opera un ulteriore taglio, assumendosi così la grave responsabilità di riportare tutte le regioni ad un deficit sanitario, interrompendo quel percorso virtuoso, recentemente riconosciuto anche dalla Corte dei conti. L’effetto combinato di sottostima e tagli, secondo i nostri calcoli, toglierà alla sanità italiana 7 miliardi di euro da qui al 2011.
Per quanto riguarda i ticket – conclude il Presidente della Conferenza delle Regioni - sostenere che verranno coperti con il taglio degli stipendi di direttori generali e sanitari è per un verso una sciocchezza e per l’altro una provocazione nei confronti delle regioni e dei cittadini. Siamo ancora in attesa dell’incontro con il Presidente del Consiglio dei ministri da cui auspico vengano risposte sostanziali. Diversamente nessuna propaganda o demagogia potrà nascondere la responsabilità del Governo per quel che riguarda la reintroduzione del ticket, la ripresa del deficit sanitario e   lo scontro istituzionale”.
Al Ministro Sacconi è giunta anche la replica del Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, che in un’intervista a “la Repubblica” (pubblicata anch’essa il 13 luglio) afferma fra l’altro : “Fin dall’inizio avevamo detto di essere pronti a fare la nostra parte e a comprendere l’obiettivo del governo di ridimensionare la spesa pubblica e puntare al riequilibrio nel 2011. Invece ci vengono presentati dei tagli pesantissimi con un decreto legge, nemmeno un disegno di legge. Senza neppure la possibilità di discutere…[…] Solo bastonate. Il contrario di quanto ci avevano promesso. Viene tagliato tutto, senza nemmeno distinguere le regioni virtuose da quelle sprecone. Nel giro di una settimana al posto del confronto sono arrivati dei tagli inaccettabili. Inoltre, ci dicono  che se andremo in deficit dovremo anche reintrodurre i ticket sanitari per ripianare il bilancio. Non consiglio al Governo – conclude Formigoni - di mettersi su questa strada”
Durissimo anche il giudizio del Coordinatore della commissione Salute per la Conferenza delle Regioni, Enrico Rossi (assessore Toscana) : “Si smantella lo stato sociale”, afferma in un’intervista pubblicata da “l’Unità” (il 13 luglio 2008), ma “per quanto ci riguarda ci batteremo contro i tagli e ci batteremo anche dimostrando che un governo corretto della sanità è possibile. Continueremo a discutere , valuteremo alla fine i risultati”.
Da registrare infine l’impegno assunto dal presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo che, in un’intervista a “la stampa” afferma Complessivamente ho trovato un buco di 2,5 miliardi. Per il 2007 il deficit è stato di 400 milioni. Situazione grave, ma non come in altre regioni. E tuttavia la spesa sanitaria in Sicilia è di 8,5 miliardi di euro l’anno a fronte di un bilancio complessivo di 15 miliardi. Affrontare la questione sanità è quindi sostanziale per risanare l’economia regionale”. “A fronte di un nostro percorso virtuoso di rientro dal debito – spiega poi Lombardo - lo Stato ci darà un mutuo a tasso agevolato fino a 2,8 miliardi di euro. Noi contiamo di non dover chiedere l’intera cifra e di farci bastare molto meno. Resta pacifico, comunque, che saremo noi a ripagarci il debito con le nostre risorse.
 
(sm/14.07.08)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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