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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1188 - venerdì 18 luglio 2008

Sommario3
- Comunitaria 2008: Regioni chiedono variazioni
- Fiere: il calendario 2009
- Ticket: confronto serrato, copertura ferma al 50%
- Napolitano: attuare i principi di autonomia finanziaria e di solidarieta' fissati nel titolo V
- Svimez: Mezzogiorno "periferia" del Paese
- Norme di polizia sanitaria per l'acquacoltura

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Comunitaria 2008: Regioni chiedono variazioni

Conferenza Regioni Doc 17.07.08

(regioni.it) Le Regioni, durante la Conferenza Stato-Regioni tenutasi in sessione comunitaria il 17 luglio 2008, hanno espresso il loro parere sul Ddl Comuniaria 2008. Si tratta di un parere che contiene alcune proposte emendative, una delle quali è “irrinunciabile”: si tratta dell’emendamento all’articolo 10 del disegno di Legge, concernente l’esecuzione del regolamento CE 1082 del 2006, e attiene , in particolare, all’inserimento nel Ddl comunitaria di una norma di diretta applicazione che consenta l’effettiva attuazione del regolamento stesso. Il parere delle Regioni è quindi negativo a meno che non sia inserita una norma di diretta applicazione, sostanzialmente conforme a quella proposta nel documento (emendamento 5) che le Regioni hanno consegnato al Governo (e pubblicato nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it). Questo i il testo integrale del Documento della Conferenza delle Regioni:
 
Parere della Conferenza delle Regioni e delle province autonome sul disegno di legge recante disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alla comunità europea –legge comunitaria 2008
Punto 1) Odg Conferenza Stato-Regioni – sessione comunitaria
La Conferenza delle Regioni e delle Province, esaminato il disegno di Legge comunitaria 2008, esprime i seguenti emendamenti e le seguenti osservazioni.
EMENDAMENTI
1.      All’articolo 1, comma 6, sostituire la frase “si applicano alle condizioni e secondo le procedure di cui all’articolo 11, comma 8, della Legge 4 febbraio 2005, n. 11” con la frase
“recano l’esplicita indicazione della natura sostitutiva del potere esercitato e del carattere cedevole delle disposizioni in essi contenute e sono sottoposti al preventivo esame della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano”.
2.      Dopo l’articolo 5, inserire l’articolo
Art. 5-bis
(Modifiche alla legge 4 febbraio 2005, n. 11).
1. Alla legge 4 febbraio 2005, n . 11, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
         a) all'articolo 9, comma 1, la lettera f) è abrogata;
         b) all'articolo 16, comma 1, il secondo periodo è soppresso.
3.      All’articolo 8, comma 1, dopo le parole “(…) nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui all’articolo 2,” aggiungere le parole
“acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano,”.
4.      All’articolo 9, comma 1, dopo le parole “(…) entro il termine e con le modalità di cui al articolo 1,” aggiungere le parole
“acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano,”.
5.      Sostituire il testo dell’articolo 10 con il seguente nuovo testo
Art. 10
(Esecuzione del regolamento (CE) 5 luglio 2006 n. 1082/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT))
1.      I Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale con sede legale in Italia sono dotati di personalità giuridica di diritto pubblico ovvero di diritto privato e iscritti in due appositi e distinti registri istituiti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Segretariato Generale.
2.      La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Segretariato Generale è l’autorità nazionale competente a ricevere la notifica e i documenti di cui all’articolo 4, paragrafo 2, del regolamento CE n. 1082/2006.
3.      La fase istruttoria, prevista dall’articolo 4, paragrafo 3, del regolamento CE n. 1082/2006, è svolta dal Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il coordinamento del Segretariato Generale della stessa Presidenza, sentite le amministrazioni centrali competenti rispetto alle attività svolte dal costituendo GECT.
4.      Ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, l’autorità competente per l’espletamento del controllo di gestione dei fondi pubblici da parte del GECT è (indicare la competente autorità statale). Le procedure di vigilanza sulla gestione dei fondi pubblici da parte dei GECT aventi sede in Italia sono stabilite d’intesa con la Conferenza unificata di cui al d.lgs. 281 del 1997.
5.      Dalle attività connesse alla istituzione e tenuta del registro, alla fase istruttoria e all’espletamento di controlli non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
OSSERVAZIONI
1.      La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome segnala la necessità di dare attuazione all’articolo 1, comma 2, dell’Accordo sancito nella Conferenza Unificata del 24 gennaio 2008, in merito alle modalità di attuazione degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea e sulle garanzie di informazione da parte del Governo. In tal senso richiede alle amministrazioni coinvolte un tempestivo confronto per individuare le direttive o gli altri atti comunitari incidenti in materie di competenza statale e regionale.
2.      La Conferenza, tenuto conto del posizionamento geopolitico dell’Italia, collocata in prossimità della frontiera esterna dell’Unione europea e in alcuni casi sullo stesso confine esterno dell'Unione e come tale destinata a ricoprire un ruolo determinante nel rafforzamento e miglioramento della cooperazione territoriale tanto nell’area dell’Europa Sud-orientale quanto in quella del Bacino del Mediterraneo, auspica che vengano adottate le misure più idonee a garantire la partecipazione agli istituendi GECT anche degli Stati terzi e delle entità territoriali loro appartenenti, prevedendone un loro immediato coinvolgimento nel rispetto delle premesse del regolamento 1082 del 2006.
PARERE
La Conferenza, ai fini dell’espressione del parere, ritiene irrinunciabile l’accoglimento dell’emendamento all’articolo 10 del disegno di Legge, concernente l’esecuzione del regolamento CE 1082 del 2006, e, in particolare, l’inserimento nel ddl comunitaria di una norma di diretta applicazione che consenta l’effettiva attuazione del regolamento stesso.
Esprime, pertanto, parere negativo sul disegno di legge comunitaria 2008 salvo l’inserimento di una norma di diretta applicazione, sostanzialmente conforme a quella proposta nel presente documento (emendamento 5), che consenta l’effettiva attuazione del regolamento CE 1082 del 2006.
Roma, 17 luglio 2008
 
(red/18.07.08)

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Fiere: il calendario 2009

Conferenza Regioni Doc 17.07.08

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni, riunitasi a Roma, in via Parigi 11, il 17 luglio 2008 ha preso atto del “Calendario fieristico” relativo all’anno 2009.
Si tratta, finora, di 195 eventi a valenza internazionale e di 322 manifestazioni fieristiche di tipo nazionale.
Il calendario contiene anche i recapiti telefonici delle organizzazioni che promuovono i diversi eventi, gli indirizzi internet ed e-mail.
Il calendario e i successivi aggiornamenti potranno essere scaricato dal sito www.regioni.it (formato excel), nella sezione “fiere”.
I diversi eventi sono catalogati attraverso codici relativi a 28 diversi settori merceologici, relativi a:
 
1
Abbigliamento e Pellicceria
2
Agricoltura, Zootecnia, Pesca e Relativi Macchinari
3
Alimenti, Bevande e Relative Tecnologie
4
Ambiente, Protezione Civile e Sicurezza
5
Arte, Antiquariato, Filatelia e Numismatica
6
Articoli da Regalo, Casalinghi, Chincaglieria, Bigiotteria
7
Artigianato, Subfornitura
8
Attrezzature e Prodotti Medico-Ospedalieri
9
Attrezzature per il Commercio, Comunità, Alberghi
10
Calzature, Pelletteria, Pelli, Cuoio
11
Cinematografia, Fotografia, Ottica
12
Cosmesi, Profumeria, Erboristeria
13
Edilizia e Cantieri
14
Editoria, Stampe e Grafica
15
Elettronica, Elettrotecnica, Informatica ed Attrezzature per Uffici
16
Florovivaismo
17
Meccanica Strumentale, Macchinari e Tecnologie per l’Industria
18
Minerali, Idrocarburi, Chimica e Relativi Macchinari ed Attrezzature
19
Mobili ed Arredamento per Casa e Ufficio
20
Nautica e Cantieristica
21
Oreficeria, Orologeria, Gioielleria, Gemmologia
22
Sport, Tempo Libero e Giochi
23
Strumenti ed Attrezzature Musicali
24
Tessuti per Abbigliamento ed Arredamento, Filati, Merceria
25
Turismo e Campeggio
26
Veicoli, Trasporti e Relative Attrezzature
27
Fiere Campionarie
28
Articoli Funerari e Cimiteriali
 
(red/18.07.08)

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Ticket: confronto serrato, copertura ferma al 50%

Errani: allarme rosso per sottostima fabbisogno sanitario

(regioni.it)" La sanità fra lo spettro ticket e l’incubo dei tagli: il Ministro del welfare,Maurizio, Sacconi ha ribadito che "in realta', i finanziamenti da noi previsti crescono nei prossimi anni e sono superiori da quelli gia' disposti dal governo Prodi di intesa con le Regioni per l'anno 2009, perche' agli aumenti che sono stati concordati, aggiungiamo 160 milioni di euro per il rinnovo della convenzione con i medici della medicina generale e altri 400 milioni per concorrere ad evitare i ticket programmati dal governo Prodi per il primo gennaio 2009. Negli anni 2010 e 2011 prevediamo un ulteriore incremento di 5 miliardi di euro".. Rispetto al “concorso” per evitare i ticket il Ministro dei rapporti con le Regioni è ancora più chiaro :”noi abbiamo garantito lo stanziamento di 400 milioni di euro, che e' sostanzialmente il 50% dell'intero importo. Lo sforzo che il governo ha fatto e' molto  positivo. Mi auguro che le Regioni contribuiscano a risolvere il problema", ha dichiarato il ministro Raffaele Fitto a margine della presentazione del rapporto 'Svimez 2008' sull'economia del Mezzogiorno, intervenendo sulla questione del ticket sanitario. C’è un “concorso”, ma i conti non tornano. Per evitare i ticket occorrono 834 milioni di copertura finanziaria, così come stabilito dal patto per la salute”, così il Presidente della Conferenza delle Regioni; Vasco Errani. “Nel maxiemendamento il Governo ne ha resi disponibili 400, occorre quindi coprire ancora 434 milioni di euro. Per realizzare la copertura completa il governo ha diverse opportunità, alcune di queste sono state anche segnalate dalle stese Regioni durante gli incontri con l’esecutivo, da ultimo nella Conferenza Stato-Regioni del 17 luglio. Resta poi una situazione da allarme rosso per la sottostima del fabbisogno sanitario, un taglio reale di almeno 7 miliardi da qui al 2011 che può incidere profondamente sulla qualità e sulla quantità dei servizi sanitari. Mi auguro davvero – ha concluso Errani - che il Governo non voglia assumersi la ulteriore responsabilità di ribadire una quantità di risorse che è ben al di sotto del tendenziale e che si pone addirittura al di sotto del tasso di inflazione”.
Un’ipotesi per uscire dall’impasse viene delineata dal Presidente della Regione Lombardia: reperire dai fondi Ue destinati alle Regioni i 435 milioni di euro necessari per raggiungere quota 835 milioni, ed evitare cosi' di introdurre il ticket sanitario. E' questa la proposta che intende fare al Governo, la prossima settimana, Roberto Formigoni. ''Per quanto riguarda il 2009 - ha detto Formigoni, - sono confermate le cifre del Fondo sanitario nazionale come avevamo stabilito con il Governo precedente''. ''Sulla vicenda del ticket - ha ricordato - che vale 835 milioni, il Governo ne ha messi a disposizione la meta', 400 milioni. Io ho interpretato la cifra in questo modo: fino al giugno 2009 il ticket non e' necessario introdurlo. Ho chiesto al Governo di riaprire il negoziato dalla prossima settimana e scrivere insieme un nuovo patto sulla salute valido per il triennio 2010-2012''. ''Durante questo negoziato - ha proseguito - conto anche che potremo spiegare la nostra proposta per poter reperire i mancanti 435 milioni a carico di Fondi europei destinati alle Regioni, in particolare alle Regioni del Sud''. ''Tutte le Regioni sono d'accordo - ha concluso - io mi auguro che si sia dello spazio di ragionevolezza per cui il Governo concordi con noi che questi sono i fondi dove reperire i 435 milioni mancanti''.
 
(red/18.07.08)

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Napolitano: attuare i principi di autonomia finanziaria e di solidarieta' fissati nel titolo V

Lombardo: partiti centralisti ostacolo del federalismo. Loiero: no alla costituzionalizzazione delle disparità

(regioni.it)  In un "contesto economico internazionale e nazionale particolarmente difficile", e che tra  l'altro "espone il Mezzogiorno a specifici rischi", "diviene piu'  urgente dare piena attuazione ai principi di autonomia finanziaria e  di solidarieta' fissati nel titolo V della parte II della  Costituzione". Lo dice il presidente della Repubblica Giorgio  Napolitano, in un messaggio di apprezzamento per l'attività rigorosa  di studio e di analisi svolta dallo Svimez (vedi notizia successiva)  in occasione della  presentazione del 'Rapporto 2008 sull'economia del Mezzogiorno' e  inviato al presidente, Dino Novacco.
Bisogna realizzare, scrive il Presidente della Repubblica, “uno stabile e  coerente sistema di governo della finanza pubblica, coordinato fra i suoi vari livelli. Alla definizione di tale  sistema il Mezzogiorno e' chiamato a dare un contributo  imprescindibile. Si impone piu' che mai uno sforzo concorde delle  istituzioni e delle diverse componenti politiche e sociali, al quale  partecipino da protagoniste tutte le regioni del Mezzogiorno e delle  altre aree del Paese. Un impegno di questa portata richiede un elevato grado di consapevolezza, anche nell'opinione pubblica, un confronto  aperto ed approfondito al quale il vostro lavoro fornira' uno stimolo  e un apporto di grande rilievo".
"Il federalismo cresce se nascono forze politiche del territorio. In caso contrario il federalismo e i partiti centrali e centralistici sono una contraddizione che non puo' che portare alla paralisi. I partiti centrali non possono volere il federalismo che nelle loro mani finira' per fallire". Lo ha dichiarato il Presidente della Sicilia Raffaele Lombardo a margine della presentazione del rapporto 'Svimez 2008' sull'economia del Mezzogiorno. "I soldi sono pochissimi - ha proseguito Lombardo - il nostro Paese vive una fase di declino molto forte e questo e' stato percepito da un elettorato che ha voluto imprimere una svolta importante investendo un governo di segno diverso. Ci basterebbe che i soldi venissero ripartiti piuttosto equamente in misura proporzionale alla popolazione e al territorio. Il resto dobbiamo farlo noi tagliando gli sprechi e utilizzando i fondi strutturali che vengono dall'Europa".
Per Agazio Loiero, presidente della Regione Calabria  e gia' ministro delle Riforme ''Il federalismo fiscale non ci spaventa. Ci terrorizza, invece, la proposta di federalismo che toglie alle regioni povere per arricchire di piu' quelle gia' ricche''. Cosi'. ''il Mezzogiorno - dice Loiero - ha le sue colpe, per sprechi e ritardi, ma non puo' per questo essere condannato all'inferno. Diciamo si' al federalismo, dunque, ma a un federalismo solidale. Aprendo a D'Alema, come già è accaduto, la Lega intende fare pressione sul premier ma non può essere la legge lombarda alla base di un confronto istituzionale. I fondi europei di cui parla il ministro dell'Interno, oltretutto, non hanno niente a che vedere col federalismo, servono ad appianare ritardi strutturali. L'Italia non e' mai stato un paese di autonomie. Lo vuole essere, e' giusto, nel quadro di un processo riformatore in atto. Nessuno si sottrae, ma non può certo prevalere l'egoismo.Il modello che si vorrebbe imporre al Paese sarebbe un disastro. Ci sarebbe una rottura istituzionale, si determinerebbe una costituzionalizzazione delle disparita' tra i territori. Il Mezzogiorno imploderebbe perche' non potrebbe garantire mai i servizi minimi essenziali, senza un adeguato sistema di perequazione''.
 
(red/18.07.08)

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Svimez: Mezzogiorno "periferia" del Paese

Presentato il Rapporto 2008

(regioni.it) Di nuovo lo spaccato di un’Italia a due velocita: un Mezzogiorno che non riesce a tenere il lento passo dell’economia settentrionale, e che da sei anni consecutivi cresce meno del Centro-Nord. Un’area periferica, un non-sistema infrastrutturale socialmente statico, dove cresce il rischio di povertà e dove i disoccupati scompaiono dalle statistiche: è questa la fotografia che emerge dal Rapporto sull’economia del Mezzogiorno2008 presenato a Roma venerdì 18 luglio.
Nel 2007 il Sud è cresciuto dello 0,7%, un punto di meno rispetto al Centro-Nord e in calo di 0,4 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Il PIL per abitante è pari a 17.482 euro, il 57,5% del Centro-Nord (30.380 euro), da cui lo separa una differenza di oltre 42 punti percentuali, pari a circa 13milaeuro.
Due le cause principali del fenomeno: investimenti che rallentano, famiglie che non consumano, da sette anni la dinamica dei consumi interni è poco più che stagnante (+0,5%), a confermadelle difficoltà delle famiglie meridionali a sostenere il livello di spesa.
Il quadro diventa sconsolante se confrontato con le dinamiche economiche degli altri paesi europei. Dal 2000 al 2007 il tasso di crescita dell’economiameridionale è stato del 2%, un dato molto lontano da quello spagnolo(+4,9%), irlandese (+5,5%) e greco (+6,2%). In questi paesi sono state proprio le aree deboli, per molti anni ai margini delle direttrici economiche europee, a rilanciare i processi di crescita interni, come ha dimostrato il sorpasso spagnolo.
Rispetto al 28% del Centro-Nord, più della metà delle famiglie monoreddito al Sud risulta esposto al rischio di povertà. Nel 2005 il 18% delle famiglie meridionali ha percepito meno di 1.000 euro al mese e il 20% circa ha guadagnato tra 1.000 e 1.500 euro mensili. Condifferenze da regione e regione: nel 2005 più di una famiglia su 5 in Sicilia ha guadagnato meno di 1.000 euro al mese e nelle altre regioni la percentuale variadal 19 al 17%. Inoltre quasi 14 famiglie su 100 al Sud hanno più di tre persone acarico (4,1% al Centro-Nord), con punte del 18% in Campania. Vi sono famiglie in cui non ci si può permettere un pasto adeguato almeno tre volte a settimana (10% sul totale meridionale), né riscaldare adeguatamente l’abitazione (20%) o comprare vestiti necessari (28%). Quasi il 20% delle famiglie meridionali nel 2005 ha avuto periodi in cui non poteva
acquistare medicinali.
Negli ultimi dieci anni, dal 1997 al 2007, oltre 600mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno per trasferire la residenza al Centro-Nord. Nel 2007 ai 120mila trasferimenti di residenza si aggiungono 150mila pendolari di lungo raggio, che si spostano temporaneamente al Centro-Nord per lavorare. Questi flussi di mobilità unidirezionale Sud-Nord sono un casounico in Europa e testimoniano la distanza economica tra le due aree. Lombardia, Emilia Romagna e Lazio restano le tre regioni preferitedai nuovi emigranti. Le regioni più soggette al pendolarismo di lunga distanza verso il Nord sono la Campania (50mila unità), Sicilia (28mila) e Puglia (21mila).
Gli investimenti diretti esteri (IDE) nel 2006 (che in Italia rappresentano appena l’1,8% del PIL contro valori medi nell’Ue del 3,7%) sono stati concentrati per appena lo 0,66% al Mezzogiorno, contro il 99,34% del Centro-Nord.
Tra i vincoli che penalizzano gli investimenti esteri nell’area la carenza di infrastrutture, la scarsità di servizi alle imprese (aggravata da una burocrazia inefficiente) e la criminalità organizzata.
Altra forte carenza nel Mezzogiorno è data dal sistema creditizio locale, che concentra nell’area solo il 17,6% degli sportelli.
La quota di spesa pubblica in conto capitale del Mezzogiorno è passata dal 40,6% del 2001 al 35,3% nel 2007, arrivando così al livello più basso dal 1998. Tale quota non solo è ben lontana dall’obiettivo del 45% fissatoin fase di programmazione, ma non raggiunge neppure il peso naturale del Mezzogiorno (la media tra la sua quota di popolazione e di territorio) che è del 38% circa. Negli ultimi anni nel Mezzogiorno la spesa “aggiuntiva” nazionale ecomunitaria, data l’esiguità delle risorse, si è limitata a compensare le carenzedella spesa ordinaria.
Fatto pari a 100 il valore Italia, riguardo alla dotazione di autostrade il Sud è fermo al 78,6%, con livelli particolarmente bassi per Molise (37,4) eBasilicata (13,4), fino ad arrivare alla Sardegna, totalmente priva di autostrade.Non va meglio sul fronte delle ferrovie: il 42% delle linee presenti nell’area non sono elettrificate.
L’indice sintetico di dotazione di reti idriche ferma il Sud al 65,6%, la metà circa del Centro-Nord (135,2). Nel Mezzogiorno inoltre il 37% dell’acquaimmessa in rete viene perso, con percentuali particolarmente elevate inSardegna (43,2%) e Puglia (46,3%). Molise e Basilicata sono totalmente prive di aeroporti; tutti gli aeroporti meridionali hanno collegamenti stradali, ma mancano quelli ferroviari.Unica eccezione in questo panorama, il porto industriale di Gioia Tauro, che è tornato a essere il porto di transhipment leader nel Mediterraneo, con3,5 milioni di TEU di traffico e una crescita del 19,1% rispetto al 2006.
Roma 18 luglio 2008 presentazione del RAPPORTO SVIMEZ 2008SULL'ECONOMIA DEL MEZZOGIORNO:
FLASH SUL RAPPORTO
 
(red/18.07.08)

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Norme di polizia sanitaria per l'acquacoltura

Conferenza Regioni Doc 10.07.08

(regioni.it) Nella Stato Regioni del 10 Luglio le Regioni hanno dato il loro parere favorevole – ma condizionato all’accoglimento di alcuni emendamenti – allo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2006/88/ce recante disposizioni in materia di condizioni di polizia sanitaria applicabili alle specie animali d’acquacoltura e ai relativi prodotti, nonché alla prevenzione di talune malattie degli animali acquatici e alle misure di lotta contro tali malattie
Ecco il documento delle Regioni con gli emendamenti proposti.
 
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO DI ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2006/88/CE RECANTE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONDIZIONI DI POLIZIA SANITARIA APPLICABILI ALLE SPECIE ANIMALI D’ACQUACOLTURA E AI RELATIVI PRODOTTI, NONCHÉ ALLA PREVENZIONE DI TALUNE MALATTIE DEGLI ANIMALI ACQUATICI E ALLE MISURE DI LOTTA CONTRO TALI MALATTIE
Punto 1) Elenco B – Odg Conferenza Stato- Regioni
(in allegato il testo in formato pdf)
La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome esprime parere favorevole condizionato all’accoglimento delle seguenti proposte emendative:
all’art. 3, comma 1, lettera o), sostituire la parola “superfici” con la parola “aree”;
all’articolo 4, comma 1, sostituire il terzo capoverso con il seguente: “Tuttavia, ad ogni centro di spedizione, centro di depurazione o bacino di depurazione naturale ed ogni altra impresa analoga, anche situata all’interno di una zona destinata a molluschicoltura, è rilasciata un’autorizzazione individuale.”;
all’art. 6, comma 4, eliminare la parola “Tutte” e la frase “, sulla base del costo effettivo del servizio”;
all’art. 7, comma 1, sostituire la parola “trasformazione” con la parola “lavorazione”;
all’art. 8, comma 3, eliminare la parola “Tutte” e la frase “, sulla base del costo effettivo del servizio”;
all’art. 9, comma 5, eliminare il seguenti periodo: “, conservati per almeno due anni in un registro nazionale,”;
all’art. 16, comma 6, dopo le parole “bacini idrici” sostituire la parola “naturali” con la parola “territoriali”;
all’art. 21, comma 1, dopo il periodo “in conformità agli articoli 47 o 48 sono posti in”, sostituire la parola “isolamento” con la parola “quarantena”;
all’art. 35, comma 1, lettera b) sostituire la parola “negativo” con la parola “favorevole”;
all’art. 37, comma 1, sostituire il punto d) con il seguente: “controlla che gli animali di acquicoltura morti siano rimossi e smaltiti, entro un idoneo periodo di tempo, in conformità del regolamento CE 1774/2002,in relazione al tipo di produzione e al rischio di ulteriore diffusione della malattia”.
Roma, 10 luglio 2008

(red/18.07.08)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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