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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1196 - mercoledì 30 luglio 2008

Sommario
- Federalismo fiscale: proposta delle Regioni
- 31 luglio: confronto Regioni-Berlusconi
- Federalismo fiscale: contributo importante e unitario da Regioni
- Trasporto pubblico locale: in autunno tavolo Governo-Regioni-Enti locali
- Sanità: agenda Governo su Lea e liste d'attesa
- Iorio: positiva "bozza" Calderoli

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Sanità: agenda Governo su Lea e liste d'attesa

(regioni.it) Una delle questioni nell'agenda del Governo in materia di sanita' sara' quella della ''revisione delle linee di responsabilita' dei policlinici universitari''. Lo ha affermato Ferruccio Fazio, sottosegretario al Welfare, nel corso di un incontro al ministero della Salute per fare il punto sui primi mesi di governo della sanita' e sulle iniziative future in questo settore. Secondo Fazio nel quadro generale di ''dissesto finanziario'' le strutture universitarie ''hanno una grande responsabilita', ma non e' chiaro quanta ne spetti all'universita' e quanto all'ospedale''.
L'abbattimento dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, ha detto Fazio, ''e' uno degli obiettivi prioritari di questo governo''. Proprio per ridurre le liste d'attesa, ha ricordato, e' stata costituita una commissione con il compito di individuare le modalita' per l'abbattimento delle liste negli ambiti delle patologie cardiovascolari e oncologiche, che rappresentano rispettivamente la prima e la seconda causa di morte in Italia.
'Angeli custodi' per ogni anziano non autosufficiente: figure professionali specifiche, ad esempio con competenze infermieristiche, che seguano l'anziano evitando il suo, spesso improprio, 'collocamento' in strutture ospedaliere. E' uno dei progetti-pilota cui sta lavorando il sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio.
''A tal fine - ha quindi annunciato Fazio - intendiamo attivare un progetto pilota nelle Regioni Lazio, Puglia e una regione del nord da definire, che prevede l'istituzione di una figura professionale di raccordo, una sorta di 'case manager' che potrebbero essere individuati tra gli infermieri, che segue nel tempo e sul territorio il paziente anziano cronico''. Obiettivo del progetto, ha chiarito Fazio, e' ''ridurre la quota di ricoveri impropri in ospedali e di garantire un appropriato mix di cure domiciliari e residenziali per anziani non autosufficienti''.
Il Ministero è poi intervenuto sui Livelli Essenziali di Assistenza e in particolare sulla revoca del Dpcm per i nuovi Lea in seguito ad un rilievo della Corte dei Conti relativo alla mancata copertura finanziaria.
Si tratta delle prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o in compartecipazione, grazie alle risorse raccolte attraverso il sistema fiscale.
 
 
Il Ministero intende portare avanti un confronto serrato con le Regioni al fine di arrivare ad un documento condiviso che, nel rispetto di quanto espresso dalla Corte dei Conti, coniughi l’esigenze di manutenzione e di innovatività dei LEA con la disponibilità di risorse per il SSN.
 
Questo confronto è finalizzato a operare congiuntamente una verifica delle innovazioni contenute nel Dpcm per:
 
-       confermare tutte quelle modifiche all'assetto precedente che hanno in sè elementi di razionalizzazione e di contestuale miglioramento qualitativo senza incrementi dei costi come le modifiche riguardanti l’inserimento nel nomenclatore delle prestazioni specialistiche ambulatoriali fino ad oggi erogabili solo in regime ospedaliero;
 
 
-       confermare le innovazioni relative ad ambiti assistenziali che necessitano di particolare tutela, ovvero di grande impatto di sanità pubblica con particolare riferimento a:
->Malattie rare
->Dispositivi protesici per disabili gravissimi
->Vaccinazione HPV
 
-       definire, nell'ambito della fissazione dei LEA, una manovra compensativa rispetto ai maggiori costi di cui al punto precedente, puntando ad una esclusione dai LEA di alcune linee prestazionali nel rispetto dei criteri previsti dal decreto legislativo 502/92 e successive modificazioni (periodica revisione delle priorità di cui si fa carico il SSN, in base al rapporto costo beneficio valutato sia a livello di individuo che di popolazione).
 
-       valutare l'impatto delle misure contenute nel decreto legge 112/2008 - finalizzate ad un ridimensionamento dell'area di offerta in regime di ricovero ospedaliero - e studiare una riconversione dei posti letto che sia legata ad un potenziamento e a una diversificazione dell’offerta.
 
Il confronto con le Regioni potrà avvenire in due fasi.
 
La prima consentirà di individuare le più urgenti misure innovative da salvaguardare che potranno essere acquisite mediante puntuali modifiche del Dpcm 29 novembre 2001.
 
La seconda consentirà di inserire una più profonda rivisitazione del Dpcm 29 novembre 2001 e quindi un nuovo Dpcm nell'ambito delle iniziative connesse alla stipula della nuova Intesa Stato Regioni prevista entro il 31 ottobre 2008 in base alla legge di conversione del decreto legge 112/2008.
 
 
 
 
 
 
Liste di attesa
 
L'abbattimento dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie è uno degli obiettivi prioritari di questo Governo. Le liste di attesa rappresentano infatti in tutti i sistemi sanitari uno dei problemi maggiormente avvertiti dai cittadini. Per studiare e proporre delle soluzioni al problema è stata costituita una Commissione con il compito di individuare le modalità e i criteri per giungere all’abbattimento delle liste di attesa negli ambiti delle patologie cardiovascolari e oncologiche che rappresentano rispettivamente la prima e la seconda causa di morte in Italia. Le prescrizioni di esami diagnostici e trattamenti non hanno tutte la stessa priorità. E’ necessario quindi che le prestazioni rispondano a criteri di priorità clinica che dipendono dalla gravità della malattia sospetta o accertata. 
 
I 4 GRADI DI PRIORITÀ PER LE MALATTIE CARDIOVASCOLARI
 
A: Prestazione urgente per la quale l’alternativa è il ricorso al Pronto Soccorso, da erogare entro le 72 ore per la possibile gravità del decorso clinico.
B: Prestazione la cui tempestiva esecuzione condiziona in un arco di tempo breve la prognosi a breve del paziente o influenza marcatamente dolore, disfunzione o disabilità, da erogare entro 10 giorni
 
C: Prestazione la cui tempestiva esecuzione non condiziona la prognosi a breve, ma è richiesta sulla base della presenza di dolore o disfunzione o disabilità, da erogare entro 30 giorni
 
D: Prestazione che può essere programmata in un maggior arco di tempo in quanto non influenza la prognosi, il dolore, la disfunzione o la disabilità
 
Le liste di attesa devono essere distinte in quelle per procedure diagnostiche e quelle per procedure terapeutiche, che presentano numeri e problematiche assistenziali diverse. Le procedure di screening e controllo non rientrano nella prioritarizzazione e non devono essere comprese nelle liste di attesa generali.
 
I GRADI DI PRIORITÀ PER LE MALATTIE ONCOLOGICHE
 
Priorità cliniche in campo diagnostico 
 
Gli esami diagnostici (diagnostica per immagini, endoscopia, patologia clinica) ed i trattamenti per pazienti con diagnosi accertata di patologia oncologica o con fondato sospetto di questa patologia devono avere accoglienza prioritaria rispetto ad altre patologie.
Con esclusione delle emergenze in oncologia, sia di carattere chirurgico che medico, condizioni che naturalmente rivestono priorità temporale assoluta, nell’ambito della patologia tumorale si possono identificare 4 diversi gruppi di pazienti:
 
A   Priorità diagnostiche urgenti (entro 72 ore):
1) Pazienti con patologia oncologica in rapida evoluzione/sintomatica;
2) Complicanze gravi correlate ai trattamenti erogati;
     
         B Priorità diagnostiche per una adeguata programmazione terapeutica (entro 10 gg.) 
1) Pazienti con diagnosi accertata o sospetta di patologia tumorale o di recidiva/ ricaduta;
2) Pazienti in stadiazione iniziale o per recidiva/ricaduta di patologia neoplastica;
3) Rivalutazione in corso od alla fine di trattamento antitumorale;
 
C Follow-up di pazienti già trattati per patologia neoplastica (entro i limiti definiti dalle linee-guida)
  
         D   Screening organizzato/screening opportunistico (entro i limiti definiti dalle linee-guida)
 
Le condizioni relative ai gruppi A e B sono prioritarie. Quelle definite come C-D non sono prioritarie: per indicazioni e tempistiche si rimanda alle linee-guida nazionali e internazionali.
I Pazienti candidati ad un percorso privilegiato, (Gruppo A e B), potrebbero essere identificati con metodi opportuni e di immediata riconoscibilità (tipo bollino verde, vigente già da tempo in Regione Lombardia).
La tempistica per la diagnosi cito-istologica è fondamentale ai fini di un’adeguata stadiazione e programmazione terapeutica e deve essere estremamente celere (massimo 7 giorni).
 
Priorità cliniche in campo terapeutico
 
Il problema dell’abbattimento delle liste di attesa terapeutiche è più complesso e non facilmente risolvibile in tempi brevi senza una profonda riorganizzazione del sistema assistenziale. Indipendentemente dall’approccio terapeutico indicato (chirurgia, chemioterapia, radioterapia) si possono distinguere tipologie differenti di pazienti per i quali vanno considerate priorità diverse in rapporto al quadro clinico e alla evolutività/aggressività della malattia:
ù
A   Priorità terapeutica urgente (entro 3 gg.)
1)     Pazienti con patologia tumorale aggressiva/rapidamente evolutiva
2)     Paziente con patologia altamente sintomatica
3)     Complicanze terapeutiche
 
B   Priorità terapeutica standard (entro 15 gg.)
Pazienti a cui sia stata diagnosticata una patologia neoplastica/recidiva tumorale e che necessitano di trattamento specifico.
 
C   Priorità terapeutica bassa (entro 30 gg.)
Pazienti con patologia tumorale a bassa aggressività, per i quali un ritardo nell’inizio del programma terapeutico non influenza la prognosi
 
D   Approccio terapeutico palliativo (entro 60 gg.)
Pazienti asintomatici candidati a terapie palliative per i quali non è richiesto trattamento in tempi brevi.
 
I gruppi A e B rappresentano le priorità terapeutiche. In questi gruppi non e’ comunque consentito un ritardo superiore a 3 o 15 giorni rispettivamente dal termine del work-up diagnostico/stadiazione per attivare la procedura terapeutica ottimale.
I gruppi C e D non sono priorità, ma va comunque considerata una tempistica terapeutica da rispettare.
Per quanto riguarda la radioterapia vanno presi in considerazione i seguenti parametri:
a) Trattamenti da iniziare entro 15 giorni:
1)Presenza di elementi clinici che fanno ritenere la attesa prevista potenzialmente a rischio di compromettere la probabilità di ottenere il risultato terapeutico programmato.
2)Trattamenti eseguiti con finalità sintomatica
b) Trattamenti da iniziare entro 30 giorni
1) Trattamenti elettivi eseguiti con finalità curative
     c) Trattamenti da iniziare oltre i 30 giorni
1)Trattamenti adiuvanti programmati ed inseriti in strategie di terapie integrate sequenziali.
 
 
(red/30.07.08)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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