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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1197 - giovedì 31 luglio 2008

Sommario3
- Manovra: Berlusconi riconosce metodo sbagliato Governo con Regioni
- Federalismo fiscale: ''Bisogna lavorare a una sintesi''
- Artigianato: indirizzi Regioni per avvio impresa
- Federalismo fiscale rimandato a settembre
- Fitto: Berlusconi impegnato a "cambiare i rapporti con le Regioni"
- Unificata (Stato-Regioni ed enti locali): il calendario

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Manovra: Berlusconi riconosce metodo sbagliato Governo con Regioni

Errani: “Bisogna rispettare i rapporti istituzionali e dare risposte concrete"

(regioni.it) "L'incontro con il Governo ha sancito un dato politicamente rilevante: la relazione tra regioni e governo e' stata negli ultimi mesi negativa, segnata da atti unilaterali. Questo e' un primo passo avanti a settembre verificheremo ed entreremo nel merito" ma "diversamente e' conflitto istituzionale e il governo dovra' assumersi la responsabilita' della rottura". Lo ha sostenuto Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, al termine dell'incontro del 31 luglio tra regioni e il premier Berlusconi a Palazzo Chigi.
"Il governo ha riconosciuto il cambio radicale necessario dal punto di vista del metodo nei rapporti con le regioni - ha ribadito Errani - e si e' impegnato ad approfondire e a dare risposte nel merito sulle questioni da noi poste, in primo luogo sulla sanita', i fondi Fas (fondo aree sottoutilizzate) e la casa". Pertanto il Governo ha riconosciuto di aver sbaglato metodo e che quindi il giudizio delle Regioni sulla manovra aveva delle motivazioni. “E il presidente Berlusconi – ha detto Errani - si e' impegnato, alla ripresa dei lavori, a cambiare metodo consultandoci in maniera preventiva. Ora ci aspettiamo risposte concrete''.
 ''Siamo stati costretti a chiedere l'incontro odierno - ha spiegato Errani - visto che non abbiamo avuto modo di confrontarci con il governo sulle questioni che abbiamo posto. Mancano ancora i 434 mln di euro necessari, e stabiliti dal patto per la salute, ad evitare i ticket sanitario il prossimo anno. Il fabbisogno sanitario per il 2010-2011 e' sottostimato (di 7,5 mld), mancano i fondi per il piano casa (550 mln), sottratto alle regioni, e i fondi europei. Su tutto questo, oltre ad essere già nella programmazione regionale, non abbiamo avuto ancora risposte. Berlusconi si e' impegnato ad avviare una serie di incontri sul merito delle varie questioni, e ad approfondirle con noi''.
''Abbiamo dimostrato grande senso di responsabilita' - ha continuato Errani - a cominciare dal lavoro che stiamo facendo sul federalismo fiscale. Vorremmo essere rispettati on un continuo confronto istituzionale, e vorremmo risposte concrete''.
“Bisogna rispettare i rapporti istituzionali e dare risposte concrete", conclude Errani Il presidente della Conferenza delle Regioni ha reso noto che l’impegno del premier Berlusconi a valutare questi temi ed approfondirli, dando risposte agli inizi di settembre.
 
 
(red/31.07.08)

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Federalismo fiscale: ''Bisogna lavorare a una sintesi''

(regioni.it) La riunione si e' svolta in ''un clima di reciproco ascolto'', afferma il presidente della regione Campania, Antonio Bassolino, che chiede l'accoglimento delle diverse indicazioni delle regioni dopo l'approvazione della loro proposta unitaria sul federalismo fiscale. ''Bisogna lavorare a una sintesi'' con il testo del governo, spiega Bassolino. Che auspica di ''andare avanti in modo condiviso''.
Il commento positivo sull'incontro arriva anche dal presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo, precisando che dall'esecutivo sono arrivate rassicurazioni sulla salvaguardia delle specificita' delle regioni a statuto autonomo. ''E' condivisa dal governo, superando le dichiarazioni di qualche ministro'', dice Lombardo. Sulla parte fiscale e finanziaria, aggiunge, ''si dovranno definire numeri e tempi''.
Il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ha sottolineato che il lavoro unitario delle Regioni ha retto ormai a due Governi e rappresenta una chiara linea politica delle istituzioni maggiormente coinvolte dal progetto di legge delega sul federalismo fiscale. Loiero conferma i principali punti essenziali per la Calabria inerenti la bozza Calderoli: ''istituire preliminarmente una 'cabina di regia' assieme alle Regioni per conoscere i dati economici e fiscali dello Stato; rivedere totalmente il comma V dell'articolo 119 della Costituzione sulle risorse aggiuntive, relative agli interventi speciali per i territori in difficolta'; aumentare il periodo della fase transitoria perche' tre anni sono pochi''.
''L'accesso ai dati economici e fiscali dello Stato ed in possesso del Governo deve venire prima della stesura della legge. Dobbiamo prima acquisire la conoscenza univoca e concreta sui dati in possesso del Governo. Per questo - ha proposto Loiero- serve istituire preventivamente una 'Cabina di regia' Stato-Regioni sul coordinamento della finanza pubblica''.
L'altro punto essenziale sollevato dal presente della Calabria e' l'attuazione dell'art.119 comma quinto, che parla di interventi speciali e risorse aggiuntive per i territori in situazione di svantaggio. ''Sappiamo tutti che con la riforma del titolo V si abbandono', forse sbagliando, l'esplicita menzione del Mezzogiorno e delle isole. Tuttavia - ha sottolineato - quella scelta non voleva e non poteva negare il sostanziale dualismo che purtroppo rimane nella struttura economica e sociale del nostro paese sotto tutti i profili. Percio' chiediamo una sostanziale riscrittura del testo, che nel progetto si fa carico in modo inadeguato di attuare il V comma, consapevoli che tale riscrittura, frutto anche di un adeguato approfondimento e discussione comune, potra' consentire un positivo equilibrio generale di tutto l'impianto del federalismo fiscale. Del resto - ha continuato Loiero - la nuova legge si troverebbe in contrasto con le politiche comunitarie che assegnano i loro fondi per la coesione ai territori piu' poveri''.
''Infine, vista l'enorme difficolta' del cambiamento che rappresenta l'attuazione del federalismo, proprio per le Regioni con minore capacita' fiscale - ha concluso Loiero - e' impensabile che la fase transitoria sia limitata a soli tre anni. Percio', occorrera', prevedere un tempo piu' lungo perche' tante Regioni, a cominciare dalla mia, non ce la faranno''.
''Le Regioni - ha detto il presidente della Basilicata De Filippo - hanno elaborato un testo unitario da sottoporre al Governo, in cui rivendicano garanzie di copertura integrale ai  servizi essenziali, quali l'istruzione, l'assistenza e la  sanita', e una compartecipazione dinamica al gettito dei grandi tributi erariali. La questione fiscale non puo' indebolire il Mezzogiorno, privandolo di risorse necessarie al suo sviluppo, ma deve riconoscere ragioni di solidarieta' e di legatura  nazionale. L'intesa raggiunta dalle Regioni - ha concluso De  Filippo - richiama il Governo a una responsabilita' sempre piu'  forte di concertazione e di lavoro comune, per offrire ai  cittadini vantaggi di efficienza e ai territori occasioni di  competitivita'''.
Infine ci sono oggi le interviste rilasciate a “Libero Mercato”, sempre sul tema federalismo fiscale, dai Presidenti Di Basilicata e Piemonte; Vito De Filippo e Mercedes Bresso.
 
 
(red/31.07.08)

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Artigianato: indirizzi Regioni per avvio impresa

Conferenza Regioni Doc 30.07.08

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni del 30 luglio ha approvato “un documento di indirizzi in materia di avvio di impresa artigiana”. Ecco il testo integrale del documento pubblicato sul sito www.regioni.it, nella sezione “conferenze”.
 
Documento di indirizzi delle regioni italiane in materia di avvio di impresa artigiana
Premessa
L’articolo 9 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7 convertito nella legge 2 aprile 2007, n. 40 ha introdotto la comunicazione unica per la nascita d’impresa, modificando la procedura per l’avvio dell’attività d’impresa.
La nuova disciplina si applica dallo scorso 19 febbraio, ma la norma prevede che, fino al 19 agosto, si possa utilizzare la procedura stabilita dalla normativa previgente. La disciplina incide sensibilmente su profili attinenti alla competenza esclusiva delle Regioni in materia di artigianato.
Le Regioni hanno seguito con interesse la costruzione della riforma ed hanno avviato una riflessione sulle procedure per l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane, al fine di assicurare che le normative nazionali e regionali risultino tra loro compatibili e il nuovo istituto produca realmente effetti di semplificazione per le imprese.
A tal fine le Regioni hanno chiesto al Governo, nella Conferenza Unificata del 28 febbraio 2008, che il DPCM di individuazione delle regole tecniche per la comunicazione unica contempli una disposizione che consenta alle Regioni di procedere alle modifiche normative utili a far funzionare correttamente la riforma.
In particolare il testo del comma 1bis che si è concordato di inserire all’articolo 1 dello schema di DPCM proposto dispone che “Al fine di garantire il necessario coordinamento con la disciplina regionale in materia di imprese artigiane, nel rispetto delle esigenze di coordinamento informativo di cui all’art. 117, secondo comma, lettera r) della Costituzione, l’applicazione del presente decreto è definito d’intesa con le singole Regioni, in modo che siano comunque utilizzate le procedure informatiche adottate per la comunicazione unica al registro delle Imprese. Nelle more dell’adozione delle intese di cui al periodo precedente, le Regioni continuano ad utilizzare le procedure attualmente in corso.”
Il DPCM non è stato ancora adottato mentre il decreto ministeriale di approvazione della modulistica è stato pubblicato in data 21 dicembre 2007 per cui il quadro di riferimento normativo continua a presentare preoccupanti margini di incertezza interpretativa.
Nell’ambito delle politiche di semplificazione, poi, le Regioni intendono aggiungere il proprio contributo affinché, cogliendo l’occasione dell’introduzione della comunicazione unica, si possa anche implementare e migliorare l’utilizzo di alcuni istituti, come la Dichiarazione di Inizio di Attività.
Le Regioni, in relazione alla materia dell’artigianato, che forma oggetto di competenza legislativa esclusiva, hanno pertanto condiviso la necessità che, nelle revisioni legislative in materia di avvio di impresa artigiana, si tenesse conto, pur nella salvaguardia della autonomia regionale, di linee di orientamento comuni tese ad assicurare un adeguato livello di semplificazione delle procedure.
Le Regioni preso atto che:
La disciplina dell’avvio di impresa artigiana si inquadra nella materia dell’artigianato, di competenza esclusiva regionale;
Le Regioni hanno esercitato la competenza legislativa in materia di artigianato, confermando la definizione di impresa artigiana prevista dagli articoli 2, 3 e 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443 e discostandosi invece progressivamente dal modello delineato dalla suddetta legge quadro per quanto riguarda le modalità di iscrizione delle imprese artigiane e per la tenuta del relativo Albo;
Nell’attuazione degli interventi sul piano della semplificazione, tenuto conto dell’obiettivo generale di riduzione del 25% degli oneri amministrativi per le imprese fissati nel Programma d’azione dell’Unione Europea, occorre soprattutto considerare che la direttiva 2006/123/C del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, impone agli Stati membri, tra l’altro:
1. l’esame delle procedure e delle formalità relative all’accesso ad un’attività di servizi ed al suo esercizio e la semplificazione delle stesse ove non risultino sufficientemente semplici;
2. l’istituzione di punti di contatti denominati sportelli unici (art. 6);
3. l’adozione di misure volte a rendere effettivo il diritto all’informazione (articolo 7);
4. l’utilizzazione di procedure per via elettronica per l’espletamento delle formalità per l’accesso ad una attività (art. 8)
Le Regioni, in attuazione del principio di leale collaborazione, possono rendersi promotrici di intese ed accordi con il Governo, in sede di Conferenza Stato-Regioni, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lett. c) e d) della legge 28 novembre 2005, n. 246 al fine: o di individuare particolari forme di semplificazione, omogenee su tutto il territorio nazionale, degli adempimenti connessi allo svolgimento dell’attività delle piccole e medie imprese e delle imprese artigiane (lettera d); o di favorire il conseguimento di livelli minimi di semplificazione degli adempimenti connessi allo svolgimento dell’attività d’impresa su tutto il territorio nazionale, previa individuazione delle migliori pratiche e verifica dei risultati delle iniziative sperimentali adottate dalle regioni e dagli enti locali (lettera c).
Ritenuto che:
Occorre intervenire affinché, nel dare una piena attuazione al principio costituzionale di cui all’articolo 45, comma 2, che dispone che la legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato, sia assicurato alle imprese artigiane un adeguato livello di certezza del proprio status giuridico e di semplificazione delle procedure e dei tempi per il riconoscimento;
Occorre valorizzare la funzione che può svolgere, in termini di semplificazione, la dichiarazione di inizio di attività di cui all’articolo 19 della legge 241/90 ai fini dell’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane, migliorandone altresì l’applicazione nel senso di consentire che l’impresa possa iniziare l’attività contestualmente alla semplice presentazione della Dichiarazione di Inizio di Attività (DIA), senza attendere i trenta giorni attualmente previsti dalla norma;
Occorre ridurre i tempi per l’avvio dell’attività, omogeneizzare le procedure e modificare l’assetto delle competenze tra le diverse amministrazioni coinvolte, in relazione alle imprese artigiane che intendono svolgere attività regolamentate da specifiche leggi di settore per le quali è prevista la DIA, integrando la disciplina relativa all’avvio dell’impresa artigiana con una modifica anche delle procedure per la stessa;
Il presupposto per procedere ad un proficuo coordinamento con il Governo per l’attuazione dell’articolo 5, comma 2 della legge 28 novembre 2005, n. 246 è che si pervenga all’individuazione di alcuni punti chiave delle politiche di semplificazione dell’avvio dell’attività di impresa artigiana che siano condivisi tra tutte le Regioni;
Le più recenti innovazioni legislative regionali tendono a semplificare le procedure per l’acquisizione della qualifica di impresa artigiana e sono state valutate favorevolmente
anche dal sistema delle imprese artigiane.
Per tali considerazioni, le Regioni individuano i seguenti indirizzi generali:
1. Le Regioni assicurano l’attuazione del principio costituzionale di tutela dell’artigianato di cui all’art. 45, comma 2 della Costituzione, anche mediante l’introduzione, nelle rispettive legislazioni, di differenti modalità organizzative;
2. Per assicurare il coordinamento delle procedure per l’avvio di impresa artigiana con la comunicazione unica di cui all’art. 9 del decreto legge n. 7/07 occorre procedere a:
a. Definizione puntuale dei criteri per l’acquisizione della qualifica artigiana e massima diffusione degli orientamenti assunti, anche in attuazione della prescrizione di cui all’art. 7, direttiva 2006/123/C del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (informazione generale sul modo in cui i requisiti sono di norma interpretati e applicati);
b. Iscrizione all’Albo delle imprese artigiane attraverso una comunicazione/dichiarazione al soggetto competente alla tenuta dell’Albo, accompagnata da dichiarazioni sostitutive di certificazione e di atto di notorietà, relativamente ai presupposti che comportano il riconoscimento della natura artigiana dell’impresa, comunicazione/dichiarazione che consente l’acquisizione immediata della qualifica di impresa artigiana. Il soggetto competente alla tenuta dell’Albo esercita funzioni di controllo sia in merito alla veridicità della comunicazione/dichiarazione, sia con riguardo alle situazioni di omessa comunicazione/dichiarazione;
c. Coordinamento delle procedure informatiche previste per la comunicazione unica e per l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane;
d. Razionalizzazione delle procedure in materia di Dichiarazione di inizio di attività per le attività regolamentate da specifiche leggi di settore, sia sotto il profilo degli organismi deputati a ricevere e controllare le DIA, sia sotto il profilo del coordinamento della tempistica. A tal ultimo proposito sarebbe importante per l’impresa poter iniziare l’attività contestualmente alla semplice presentazione della DIA. E’ pertanto necessario proporre una modifica normativa dell’art. 19 della legge 241/90.
3. Le regioni ritengono utile il ruolo delle Associazioni di categoria e di altri soggetti qualificati nell’accompagnamento delle imprese durante la fase di avvio dell’attività di impresa;
4. Le Regioni ritengono che il presupposto fondamentale per dare certezza alle imprese consista nell’assicurare il raccordo delle normative e della tempistica previste per i diversi adempimenti comunque connessi all’avvio e all’esercizio dell’impresa. Esse, pertanto, promuoveranno accordi con il Governo, in attuazione dell’articolo 5, comma 2, della legge 28 novembre 2005, n. 246, al fine di assicurare il migliore coordinamento della disciplina della comunicazione unica per l’avvio d’impresa con quella relativa alla realizzazione degli impianti produttivi ed allo sportello unico per le attività produttive.
Roma, 30 luglio 2008
 
(red/31.07.08)

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Federalismo fiscale rimandato a settembre

Al lavoro Governo e Regioni

(regioni.it) “Sara' la volta buona''. Si lavora sul federalismo fiscale ad un ''testo condiviso'' Governo, Regioni ed enti locali da portare in Consiglio dei ministri verso la metà di settembre e da sottoporre poi all’attenzione del Parlamento.
L'obiettivo e' stato indicato al termine dell'incontro del 30 luglio di comune accordo dal Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, e dai ministri Fitto, Calderoli e Ronchi. C'è la voglia di confronto leale che veda tutti i soggetti istituzionali con pari dignita'.
Sia il Governo che le Regioni hanno definito l’incontro positivo e giudicati sotto buoni auspici i risultati finali “settembrini” del lavoro.
Tutte le Regioni hanno presentato al ministro per la semplificazione amministrativa Roberto Calderoli un proprio testo di legge delega. La “bozza” Calderoli già coincide in molti punti con la proposta delle Regioni. Pertanto la discussione ha una buona base di partenza.
Afferma il ministro, Roberto Calderoli: ''l'aver raccolto una sostanziale condivisione, rispetto al metodo e ai contenuti della mia proposta in materia di federalismo fiscale, da regioni non solo amministrate da maggioranze di opposta colorazione politica, ma geograficamente collocate dall'Alto Adige alla Sicilia, rappresenta il miglior risultato per il mio lavoro''.
''Ho molto apprezzato - ha aggiunto Calderoli - il fatto che i presidenti abbiano prodotto una propria proposta a riguardo gia' sotto forma di articolato, una proposta da cui iniziero' a trarre tutti gli spunti positivi e migliorativi. Con clima e con questa voglia di un confronto leale, che veda tutti i soggetti con pari dignita', forse questa sara' la volta buona in cui ce la facciamo davvero''.
Errani prevede entro settembre di arrivare a una sintesi ''che deve coinvolgere gli enti locali, protagonisti del federalismo quanto le Regioni''. Al documento di sintesi, ha specificato il presidente delle Regioni, si deve arrivare ''senza atti unilaterali per arrivare a un testo condiviso che possa avere l'approvazione di governo, regioni e sistema degli enti locali'' e che vada quindi in Parlamento.
Il ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto si e' detto molto soddisfatto dell'incontro e che il documento delle Regioni costituisce una ''buona base di confronto per tradurre i principi in atti concreti''. Un testo condiviso da tutti, ha sottolineato Fitto, e' nell'interesse del Paese. Di ''grandissima disponibilita' e buona volonta''' ha parlato il ministro per le politiche comunitarie Andrea Ronchi, secondo il quale il testo delle Regioni costituisce ''un ottimo lavoro''.
Per il presidente Bassolino la riunione ha consentito ''un reciproco ascolto, utile e significativo''. Bassolino ha sottolineato che il testo consegnato al Governo e' stato approvato dalle Regioni di centrosinistra e centrodestra e da quelle del Nord e del Sud e che il testo che dovra' uscire dal confronto dovra' essere ''molto condiviso da Regioni ed enti locali''.
Raffaele Lombardo, Presidente della Sicilia, ha rilevato con soddisfazione che il governo condivide il concetto di salvaguardia della ''specialita'' e che si e' dimostra ''una volonta' positiva da parte di tutti''.
 
(red/31.07.08)

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Fitto: Berlusconi impegnato a "cambiare i rapporti con le Regioni"

(regioni.it) Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e il Ministro per i rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, hanno incontrato il 31 luglio 2008  i Presidenti delle Regioni a Palazzo Chigi. Raffaele Fitto insieme a Vasco Errani, in veste di Presidente della Conferenza delle Regioni, hanno tenuto un incontro con la stampa al termine della riunione. 
"Oggi il Presidente del Consiglio e il Governo si sono assunti l'impegno di lavorare per cambiare i rapporti con le regioni, che devono essere preventivamente consultate" - ha affermato il ministro per gli Rapporti con le Regioni. "Si è riconosciuta la necessità di individuare un nuovo metodo di lavoro" - ha aggiunto, sottolineando che il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha in programma l'avvio di una serie di incontri sul merito delle questioni legate ai fondi per le Regioni e al federalismo fiscale. 
Il Sottosegretario Gianni Letta ha ricordato che il federalismo comincia proprio dal confronto con le Regioni e chi ci crede, e lo vuole, deve comportarsi di conseguenza e dialogare perciò sin d’ora con i Presidenti delle Regioni.
Dal sito di Palazzo Chigi il link al file audio-video della Conferenza stampa: http://www.governo.it/GovernoInforma/Multimedia/dettaglio.asp?d=39880

(red/31.07.08)

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Unificata (Stato-Regioni ed enti locali): il calendario

Le sedute dopo la pausa estiva

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni del 30 luglio ha dato il proprio “via libera” al calendario delle sedute per il III quadrimestre 2008 della Conferenza Unificata che lo ratificherà oggi, 31 luglio. Secondo quanto previsto le sedute ordinarie che si terranno dopo la pausa estiva saranno le seguenti:
Giovedì, 18 settembre 2008;
Mercoledì, 15 ottobre 2008;
Giovedì, 30 ottobre 2008;
Giovedì, 20 novembre 2008;
Giovedì, 18 dicembre 2008.
 
(red/31.07.08)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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