Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1231 - martedì 14 ottobre 2008

Sommario

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Lea: no a riduzioni e più concertazione

Rossi: non piu' tagli ma appropriatezza

(regioni.it) Non più tagli sui Lea ma una migliore definizione della loro appropriatezza. Così sulle risorse e le prestazioni rimborsabili attraverso Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) si deciderà presto, attraverso la concertazione con le Regioni. E’ il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio a fare queste previsioni dopo l’incontro avuto con gli assessori regionali alla sanità.
''Quello di oggi e' stato un incontro molto costruttivo con le regioni - ha spiegato Fazio - soprattutto perche' nell'ambito dei Lea abbiamo iniziato ad affrontare il problema dell'appropriatezza. Quanto alle critiche emerse nei giorni scorsi, Fazio si e' mostrato ottimista. ''I segnali negativi - ha aggiunto Fazio - trapelati nei giorni scorsi dalle regioni non sono dati confermati. Contiamo di chiudere entro 15 giorni. L'importante e' includere le prestazioni fondamentali con la vaccinazione contro il papilloma virus, le protesi, senza tagliare servizi ai cittadini. C'e' dunque un lavoro in corso con le Regioni''. 
''Non piu' tagli e riduzioni – afferma invece il coordinatore della Commissione sanità della Conferenza delle Regioni , Enrico Rossi -  ma appropriatezza'': e' questo il modo in cui il ministero del Welfare intende lavorare al rinnovo dei livelli essenziali di assistenza (lea). ''Si e' chiarito - ha detto Rossi - che non si tratta di ridurre o tagliare i lea, ma di lavorare sull'appropriatezza e su cio' che e' obsoleto. Un altro discorso quindi, su cui si puo' lavorare''. In tempi ragionevoli, che Rossi stima in 15-20 giorni, ''si potranno dare i lea che c'erano nel governo Prodi. Il fatto che oggi non si sia parlato di tagli ma di appropriatezza - ha aggiunto - ci fa dire che si puo' lavorare ad una soluzione''.
Dello stesso avviso anche l'assessore della Sanita' pugliese, Alberto Tedesco. ''Ferme restando le prestazioni dei lea che gia' ci sono - ha spiegato - si utilizzera' il criterio dell'appropriatezza per ridurre gli sprechi e i rischi per la popolazione da esami non appropriati''.
 
(red/14.10.08)

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Tagli alla scuola: ricorsi alla Consulta

Errani: " il conflitto è nei fatti''

(regioni.it) Sui tagli alla scuola insorgono molte Regioni. L'Emilia-Romagna annuncia di preparare il ricorso alla Corte Costituzionale contro il Governo. ''Il conflitto e' nei fatti'' dice Vasco Errani, presidente dell'Emilia-Romagna. E’ in gioco la chiusura dei plessi scolastici con meno di 50 alunni, Errani così spiega: ''è un atto grave da parte del Governo che interviene direttamente sulle competenze delle Regioni e degli Enti locali, e a cui le Regioni risponderanno con determinazione''.
Sotto accusa sono l'articolo 64 della legge 133 e l'articolo 3 del decreto legge 154 (ndr Scuola: tensione Regioni-Governo): il primo detta i criteri di dimensionamento degli istituti scolastici mentre il secondo prevede il commissariamento delle Regioni inadempienti.
''Il conflitto e' nei fatti e il responsabile unico ed esclusivo e' il Governo - continua il presidente Errani - Sono anni che lavoriamo per superare una fase di conflitti istituzionali, che non giovano certo all'Italia. Mi auguro che il Governo ne prenda atto e decida di sedersi a un tavolo istituzionale''. ''Non si puo' intervenire in queste questioni con superficialita' e arroganza, stiamo parlando della formazione dei ragazzi e delle ragazze di questo Paese - spiega Errani - Il ministro ha scelto questa strada senza coinvolgerci e, proprio mentre si parla di federalismo, il Governo va nella direzione opposta e utilizza un atto d'imperio che autorizza il commissariamento delle Regioni che non ottemperano al decreto''.
"In Emilia Romagna - ricorda l'assessore regionale alla Scuola Paola Manzini - sono 92 i plessi della scuola primaria, 39 quelli di scuola secondaria di primo grado e 6 i plessi di scuola  superiore con meno di 50 studenti che rischiano la chiusura. La Regione Emilia Romagna da tempo esercita le proprie funzioni di indirizzo al territorio per l'organizzazione della rete scolastica, inaccordo con le Province e i Comuni". "Dobbiamo preoccuparci della qualita' del servizio scolastico, oggi assicurata in tutto il territorio regionale, e invece il decreto 154 stabilisce una scadenza a brevissimo termine, che  impone alle regioni e agli enti locali una riorganizzazione in tempi  improbabili, con la minaccia di un commissariamento per le regioni che non riusciranno a completare la revisione entro il 15 dicembre. Non e' accettabile".
''In Liguria non sara' tagliata alcuna scuola, la Regione si prende le sue responsabilita' e non applichera' le norme del Ministro Gelmini, ma assumera' le proposte fatte dalle Province'', ha dichiarato il vicepresidente della Regione Liguria e assessore all'Istruzione, Massimiliano Costa. ''Noi non priveremo - assicura Costa - nessuna realta' ligure della presenza scolastica, tantomeno i piccoli comuni dell'entroterra. Il dimensionamento scolastico proposto dalle Province vedra' la Regione impegnata a promuovere la creazione di istituti comprensivi, a mantenere i plessi, anche piccoli, all'interno di istituzioni scolastiche autonome e a potenziare l'offerta formativa sul territorio''. ''La Regione - conclude Costa - ascoltera' le autonomie locali e le parti sociali per decidere al meglio, con la prospettiva di rafforzare la scuola''.
Anche la Regione Piemonte e' già pronta a mobilitarsi "appena gli uffici giuridici avranno terminato l'istruttoria impugneremo il decreto davanti alla Corte Costituzionale - annuncia l'assessore all'Istruzione, Giovanna Pentenero - gia' oggi abbiamo impugnato l'articolo 64 della legge 133". Per il Piemonte le conseguenze del decreto 154 sarebbero "disastrose - spiega Pentenero - abbiamo circa 816 plessi a rischio chiusura".  
E' pronto a ricorrere alla Consulta anche il Lazio: "domanderemo al presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani di chiedere formalmente al governo di ritirare il decreto - spiega l'assessore all'Istruzione Silvia Costa e coordinatrice della Commissione istruzione della Conferenza delle Regioni - altrimenti dovremo fare ricorso. Intanto venerdi' presentero' in  giunta una proposta di mozione per ricorrere contro l'articolo 64 della legge 133". 
Ma è di di diverso avviso il Veneto. "Il governo- sottolinea l'assessore all'Istruzione Elena Donazzan- ha dovuto dare indicazioni forti" "Questo perche' ci sono regioni virtuose, come la nostra, che hanno gia' razionalizzato in passato e che contengono la spesa nei limiti previsti dal ministero e altre che sperperano i soldi dello Stato". Donazzan, dal canto suo, invoca il "senso di responsabilita' delle Regioni. Tutti - afferma la Donazzan - devono fare dei sacrifici. Ed e' giusto che la mannaia cali su chi finora ha sperperato".
Infine per Silvia Costa "siamo davanti ad una costante violazione delle prerogative degli enti locali. Noi siamo impegnati da mesi in un piano di ridimensionamento delle scuole con province e comuni, quel che non e' accettabile e' che il governo debba decidere cosa si chiude o no".
 
 ( gs /14.10.08)

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Federalismo fiscale: Loiero, Marrazzo

(regioni.it) Dopo il passaggio in Conferenza Unificata è aperta la discussione sulle prospettive del federalismo fiscale e sugli eventuali rischi dei prossimi passaggi “attuativi”. Quale sarà il quadro nella cornice della legge delega?
''Noi stiamo procedendo al varo di un federalismo fiscale senza aver fatto prima i conti, cioe' avere certezza di un'analisi economica-finanziaria, sicura, di cui possiamo fidarci e questo ci da' inquietudine''. Il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, sottolinea la ''grandissima fretta'' con la quale si sta procedendo: ''Eppure si tratta di un assetto nuovo della nostra Repubblica''. ''State attenti - ha aggiunto Loiero - il federalismo fiscale e' destinato a mostrare le disparita' che separano un territorio da un altro, il fatto di volerci vedere un po' chiaro mi sembra un fatto minimo''. ''C'e' una commissione bicamerale – aggiunge Loiero quella per le questioni regionali, che aspetta di essere integrata con la presenza delle regioni, delle autonomie locali, non si capisce perche' non viene integrata''.
Inoltre secondo il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ''c'e' la possibilita' di non rispettare i Lea'': ''tutto dipendera' dai decreti attuativi che il Governo fara' in autonomia senza la partecipazione del Parlamento''. Stiamo attenti, avverte Loiero, ''nel testo licenziato dal Consiglio dei ministri, come verranno in sanita' contabilizzati i Lea? - si chiede Loiero - verranno contabilizzati con il vecchio testo Prodi - Padoa Schioppa e, quindi, con il Patto della salute che fu licenziato all'epoca o sara' invece quello immaginato da Tremonti che toglie sette miliardi al comparto della Sanita'?''. ''Se sara', come io credo, e' chiaro che non ci sara' la possibilita' di rispettare i Lea che sono diritti garantiti dalla prima parte della Costituzione - conclude - di fatto, se passa questa ipotesi, si cancellano''.
Anche il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, sottolinea come ''il federalismo sia importante per tutti ma cio' che vogliamo e' un quadro certo''. Marrazzo ha inoltre chiarito che ''non si va da nessuna parte se ci sono situazioni come una Roma egoista che si chiude all'interno del Grande raccordo anulare, perche' Roma non puo' stare senza il territorio vasto che la circonda''. Per questo, ha aggiunto, le scelte sul federalismo devono ''coinvolgere tutti a partire dalla Capitale''.
 
(red/14.10.08)

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Fitto: federalismo fiscale e speciali

Tondo per fiscalità di sviluppo

(regioni.it) ''Il ddl sul federalismo lo approveremo senz'altro entro dicembre''. Lo afferma il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, dopo un incontro con il presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo e la sua giunta, a Trieste. Fitto ha spiegato che se ci sara' la necessita' di ''ulteriori approfondimenti, questi potranno essere fatti nei 24 mesi di preparazione dei decreti attuativi''.
Fitto si è soffermato anche sulla fiscalita' di sviluppo - la possibilita' di una minor tassazione per garantire la crescita economica del territorio – come nuovo strumento per le Regioni a statuto speciale nella riforma federale dello Stato.
Inoltre Fitto afferma che ''le 'speciali' non devono temere nulla dalla riforma federale dello Stato'' e aggiunge: ''su questa questione delle Regioni speciali, il dibattito e' forse cominciato con un approccio sbagliato, quello di cercare di individuare elementi di contrasto e non di dialogo''.
Governo ha lavorato molto bene: “Il testo che e' venuto fuori prevede una serie di opportunita' per le Regioni a Statuto speciale ma, soprattutto, evita di affrontare il problema in forma univoca rispetto alle problematiche diverse di queste Regioni. Ogni Regione infatti ha le sue peculiarita'. Se il Governo affrontasse la questione delle speciali con una visione unica - ha proseguito Fitto - sbaglierebbe. Per questo all'articolo 20 del testo abbiamo previsto alcune norme specifiche e precise per le Regioni a Statuto speciale. Con l'obiettivo anche - ha concluso - nella fase dei decreti legislativi di attuazione, di affrontare le singole questioni Regione per Regione''.
Lla fiscalita' di sviluppo e' stata una richiesta avanzata dal Presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, “che dovra' essere valutata nel quadro di interventi che il Governo vuol portare avanti e sulla quale - ha sottolineato Fitto - siamo disponibili a lavorare insieme''.
Per il ministro, la richiesta del Friuli Venezia Giulia ''si inserisce nell'ambito del dibattito sul comma quinto dell' art. 119 della Costituzione, cioe' le risorse speciali da destinare a situazioni nelle quali vi sono delle condizioni particolari. Siamo convinti - ha aggiunto Fitto - che in Friuli Venezia Giulia ricorrano queste condizioni e che il livello di competitivita' di questa Regione si giochi anche con gli altri paesi, Slovenia e Austria in primo luogo, che hanno obiettivamente delle condizioni di tassazione differenti. Noi - ha concluso - dobbiamo fare in modo che la specialita' del Friuli Venezia Giulia venga valutata all'interno di un quadro di interventi sul quale siamo disponibili a lavorare insieme''. 
IL  presidente  Tondo ha sottolineato che ''il Friuli Venezia Giulia è in perfetta sintonia con un Governo vicino ed attento non solo alle emergenze ma anche alle prospettive di sviluppo di quest'area, e' pronto ad assumere competenze che puo' esercitare in maniera piu' capillare rispetto allo Stato, adattando l'operato rispetto alle molteplici esigenze di una regione caratterizzata da importanti diversita'''.
La fiscalita' di sviluppo contenuta nel ddl sul federalismo che Fitto ha definito ''frutto di un dialogo approfondito con tutti gli attori'', e' quindi l'opportunita' richiesta da Tondo per modulare e differenziare le azioni nell'ambitodella stessa regione, valorizzando in questo modo le singole peculiarita'. Grazie al federalismo fiscale, ha spiegato ancora il ministro per gli Affari regionali, ''adesso avremo maggiore terreno di confronto a livello europeo'', in un clima dove ''i segnali di ripresa dalla crisi finanziaria sono piu' veloci del previsto''.
 
(red/14.10.08)

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Lombardia: cooperazione sanitaria Lombardia-Palestina

(regioni.it) Rafforzare la cooperazione sanitaria tra Lombardia e Palestina. L'incontro del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, con il ministro della Sanita' dell'Autorita' Nazionale Palestinese, Fathi Abu Moghli, ha fatto fare un ulteriore passo avanti nella cooperazione sanitaria trilaterale Lombardia-Israele-Palestina. "Una cooperazione - ha sottolineato Formigoni - che si iscrive nella comune volonta' di contribuire a un reale processo di pace".
Con la Palestina, "i cui medici e le cui strutture ospedaliere operano in condizioni particolarmente difficili", ha rilevato sempre Formigoni, la cooperazione e' avviata ed e' destinata a potenziarsi. Aseguito della visita di Formigoni a Ramallah, nel marzo scorso, alcune
importanti realta' sanitarie lombarde hanno attivato o rilanciato la collaborazione con strutture palestinesi. Per quella visita, e per gli impegni allora presi, il ministro palestinese ha riferito al  la gratitudine del capo dell'Autorita', Fayyed.  "La Regione Lombardia - ha assicurato per parte sua Formigoni ad Abu  Moghli - conferma tutti gli impegni presi".
Dopo la visita, nel marzo scorso, del presidente Roberto Formigoni a Ramallah, alcune importanti realta' sanitarie lombarde hanno gia' attivato una collaborazione con strutture palestinesi. Ad esempio gli Ospedali Riuniti di Bergamo, che gia' lavorano in sinergia con l'ospedale di Gerusalemme Est, stanno sviluppando un programma di cardiochirurgia pediatrica e preparando un gemellaggio per il 2009 sempre con l'ospedale Mokassed. Il sostegno della Regione Lombardia proseguira' anche in futuro.
 
(red/14.10.08)

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Melilli: Provincia da cambiare, ma non da abolire

(regioni.it) “Piu' che concentrarsi sul tema province si', province no, bisogna evitare sovrapposizioni tra i diversi livelli istituzionali. Obiettivo del governo e' lavorare insieme con le province per definire questo percorso'' E’ quanto ha sostenuto il Ministro Raffaele Fitto, intervenendo all’Assemblea dell’Upi (l’Unione delle Province d’Italia) a Torino, aggiungendo poi che il Codice delle autonomie sarà uno dei prossimi provvedimenti al varo del consiglio dei ministri''.

Le Province sembrano rifiutare una logica semplicistica e quasi referendaria sul loro destino, mentre accettano la strada dell’autoriforrma: “le Province - ha detto il presidente dell'Upi Fabio Melilli - devono avere il coraggio di cambiare pelle, ma nello stesso tempo devono respingere il tentativo di destrutturare la pubblica amministrazione. Non si può affrontare il problema dell'inefficienza della pubblica amministrazione pensando semplicemente di tagliarne un pezzo. E piu' che pensare all'abolizione delle province occorre chiarire meglio le competenze di tutti i livelli di governo evitando ingorghi istituzionali”.

Melilli lancia anche la proposta di superare gli attuali modelli di responsabilità e l'organizzazione gestionale degli assessorati, che non sembrano piu' adeguati ai tempi. ''Dobbiamo ragionare per obiettivi veri, per assi di sviluppo e non piu' per assessorati'', dice Melilli. Quanto ai possibili risparmi dell'abolizione delle province il presidente dell'Upi  ricorda che ''su una spesa totale di 14 miliardi di euro, 2 miliardi e 300 milioni sono il costo per il personale, che immagino nessuno voglia considerare comprimibile, e 119 milioni sono i costi della politica, o meglio, della democrazia.  I restanti 11 miliardi e 600 milioni di euro sono servizi fondamentali, come la viabilita', i trasporti, la tutela del territorio e la protezione dell'ambiente, la formazione e l'istruzione dei nostri giovani, la manutenzione delle scuole, lo sviluppo economico, la diffusione delle energie alternative. Nessuno puo' davvero credere che queste siano risorse che possono essere tagliate. L'unico risparmio effettivo sarebbero i 119 milioni della politica, ribadisco, della democrazia, che rappresentano solo lo 0,84% dei bilanci delle Province. In realtà chi attacca le Province ha un obiettivo ben chiaro: destrutturare la Pubblica Amministrazione e privatizzare i servizi pubblici, per abbassare il controllo democratico ed entrare nella gestione dei grandi servizi di rete, dai trasporti alle risorse idriche, dai rifiuti alla viabilita', alle infrastrutture materiali e immateriali''.

Infine perplessità per la normativa su Roma Capitale introdotta nell’ultima versione del DDl delega fiscale all’attenzione del Senato: “l'emendamento su Roma capitale ''e' un'iniziativa originalissima, un'offesa al confronto. Come cortesia al sindaco erano sufficienti i 500 milioni di euro''. E' la critica che il presidente dell'Upi, Fabio Melilli, ha fatto oggi, all'assemblea generale delle province italiane. ''E' incoerente - ha detto Melilli, parlando al fianco del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto - chiamare tutti ad un confronto serrato sul federalismo fiscale e poi ricevere un testo su Roma capitale, adottato per usare una cortesia ad un sindaco importante, che scompagina un'intera regione che senza Roma non avrebbe più ragione di esistere''.

On line sul sito www.upinet.it:

La Relazione_Melilli_08_definitiva[2].doc)

Il testo della relazione del Presidente della Provincia di Ascoli Piceno e Vice Presidente dell'Upi, Massimo Rossi sul Codice delle Autonomie locali. 14-10-2008: relazioneCodice Autonomie UPI.doc

Di Palma, Napoli "Città Metropolitane, un futuro a rischio"

Il messaggio del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi.

Il messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Il Programma assemblea.pdf

 

(red/14.10.08)

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