Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1273 - martedì 16 dicembre 2008

Sommario

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Chiodi è Presidente della Regione Abruzzo

(regioni.it) E’ Gianni Chiodi, del Pdl, il nuovo Presidente della regione Abruzzo. e' stato eletto con il 48,81% dei voti, mentre l'avversario di centrosinistra, Carlo Costantini, dell'IdV, ha ottenuto il 42,67%, circa il 6% in meno. Chiodi era supportato dalle liste Movimento per l'Autonomia, Liberalsocialisti, Pdl e Rialzati Abruzzo. Costantini era invece sostenuto da Pd, IdV, Prc, La Sinistra, Pdc, Ps e Democratici per l'Abruzzo. Gli altri candidati erano Rodolfo De Laurentiis (Udc-Udeur) che ha ottenuto il 5,38%, Teodoro Buontempo (La destra), 1,9, Ilaria Del Biondo (Partito Comunista dei Lavoratori), 0,76 e Angelo Di Prospero (Per il bene comune), con lo 0,46%. Quest'ultimo, con un ricorso accolto dal Tar, aveva determinato lo slittamento delle elezioni dal 30 novembre a oggi.
Il voto e' stato caratterizzato da un elevato assenteismo: ha votato il 53 per cento degli aventi diritto, 1.208.976 in tutto, con un calo di 16 punti percentuali rispetto alle regionali del 2005 e di 28 sulle ultime politiche (81%). 
I risultati definitivi si possono consultare sul sito del Ministero dell’interno al link:
http://regionali.interno.it/ .
Gianni Chiodi è nato a Teramo il 25 aprile 1961, è sposato e ha tre figlie. Nel 1980 consegue la maturità classica e nel marzo 1985 si laurea con lode in Economia e Commercio presso la L.U.I.S.S. di Roma, discutendo la tesi in Diritto Penale Commerciale con il Prof. Giovanni Maria Flick. 
Dopo il servizio militare frequenta un corso di "Alta Specializzazione in Finanza Aziendale" tenuto dalla Università Bocconi di Milano.  Nel 1986 si iscrive all’Albo dei Dottori Commercialisti e nel 1988 all'Albo dei Consulenti Tecnici del Tribunale di Teramo. E’ Revisore Contabile.  Lo Studio di cui è contitolare si occupa di consulenze nei settori del bilancio, della finanza aziendale, del controllo di gestione, del diritto societario, del diritto tributario e della pianificazione fiscale internazionale. Nell'aprile del 1994 viene eletto nel Consiglio Direttivo dell'Ordine dei Dottori Commercialisti della Provincia di Teramo. Nel novembre del 1995 viene eletto Presidente dell’Unione dei Giovani Dottori Commercialisti di Teramo. Nel corso del 1997 viene nominato Segretario del Consiglio Direttivo dell'Ordine dei Dottori Commercialisti della Provincia di Teramo.
Dal 2004 è membro del Consiglio di Amministrazione dell'Università degli Studi di Teramo. Nel 2005 entra a far parte del C.D.A. dell'Ente d'Ambito Ottimale n° 5 Teramano per le risorse idriche.
Nel 1999,  a tre mesi dalle elezioni, viene candidato alla carica di Sindaco da Forza Italia ed Alleanza Nazionale, seguite a breve distanza anche dal C.C.D. Dal 1999 al 2004 svolge le funzioni di coordinatore dei gruppi di opposizione (16 consiglieri comunali di F.I. - A.N. - C.C.D.). Nel luglio 2003, ad un anno dalle nuove elezioni comunali di Teramo, i tre partiti costituenti la Casa delle Libertà ufficializzano la ricandidatura alla carica di Sindaco di Gianni Chiodi che è eletto Sindaco con il 53%  dei voti.  

(red/16.12.08)

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Federalismo fiscale: via libera al comitato ristretto al Senato

Prove di dialogo sulle riforme

(regioni.it) Prove di dialogo sulle riforme: via libera al comitato ristretto sul federalismo fiscale. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo del Senato. L’altra notizia è che il provvedimento del Governo sul federalismo fiscale sara' all'esame dell'Aula del Senato dal 13 gennaio. Ma la data potrebbe anche slittare - ecco la terza notizia - se c’è un clima positivo di lavoro con l’opposizione e se continua il dialogo dopo questi primi accenni concreti. Ciò permetterà al comitato ristretto delle tre commissioni Affari Costituzionali, Bilancio e Finanze del Senato di accelerare l’iter del ddl in Senato.
''Si fara''', ha detto il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, che si e' detto soddisfatto della decisione di istituire il comitato ristretto grazie all'accordo con le opposizioni. ''E' stato fatto un passettino in avanti'' - ha spiegato Bossi - a questo punto ''ai primi di gennaio andremo in Aula con un testo condiviso''. 
''Si fara'
- ha ribadito anche il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli - il comitato ristretto secondo quanto auspicato dal Governo''. 
Con la costituzione di un Comitato ristretto si sblocca così la situazione di stallo nelle commissioni Bilancio, Finanze e Affari Costituzionali del Senato, impegnate nell'esame del ddl sul federalismo fiscale.
La presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro non e' pessimista sul lavoro fin qui condotto dalle commissioni del Senato che stanno esaminando il provvedimento del governo sul federalismo: “se ci sara' un clima positivo non credo che la scadenza del 13 gennaio rappresenti una barriera temporale invalicabile''. Per questa possibilita' a sforare di qualche tempo il termine Anna Finocchiaro ha voluto ringraziare il collega del PdL, Maurizio Gasparri ''per la disponibilita' dimostrata rispetto al nostro invito''. ''Anche perche' - ha aggiunto Finocchiaro - siamo in presenza di un provvedimento di straordinaria importanza. Ci impone a tutti serieta' e prudenza, ma senza pregiudizio. La data del 13 gennaio non e' una barriera invalicabile''.
Bossi è intervenuto anche rispetto al preliminare chiarimento politico richiesto dalle opposizioni: ''visto che Berlusconi non interveniva sono intervenuto io''. ''La sinistra - ha detto ancora Bossi - e' stata contenta della mia  posizione. Sono intervenuto perche' Berlusconi non interveniva, tanto Berlusconi mi puo' richiamare ma non sgridare: sono uno dei pochi 'scarsamente sgridabile'...''.
''Abbiamo preso atto - dice il relatore di minoranza al testo, Walter Vitali (Pd) - delle dichiarazioni di Bossi e Calderoli che ci hanno soddisfatto. C'e' rammarico per il fatto che Berlusconi non ha detto le stesse cose e per noi questo resta un fatto negativo. Restiamo vigili, ma poiche' il federalismo ci interessa abbiamo detto si' al comitato ristretto. Qualora nella discussione emergessero altri fatti negativi ne prenderemmo atto e sapremmo come comportarci''. 
Entro stasera i gruppi parlamentari daranno i nomi dei 19 senatori che entreranno a far parte del comitato: 7 del Pdl (6 piu' il relatore, Antonio Azzollini), 7 del Pd, 2 della Lega, 1 a testa per Idv, Gruppo Misto e Autonomie. Il comitato potrebbe essere operativo gia' dal 17 dicembre.
 
( giuseppe schifini /16/12/08)

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Formigoni protesta su disservizi treni locali

Pressing sul Governo: risorse a infrastrutture in Lombardia

(regioni.it) Se non si risolveranno i problemi dei pendolari dovuti ai ritardi dei treni locali, la Regione Lombardia e' pronta a ricorrere alla ''forma di protesta piu' eclatante''. Il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, lo ha ribadito dopo le proteste partite gia' ieri per i treni soppressi e i disagi nel primo lunedi' con il nuovo orario invernale.
''Sappiamo che dal punto di vista tecnico puo' convivere con un servizio per i pendolari adeguato - ha sottolineato Formigoni -. Sarebbe inaccettabile se passasse l'opinione che l'alta velocita' scaccia il servizio pendolare. La nostra azione mira a non mettere in scena proteste ma a realizzare un servizio adeguato''. Fino a quando pero' questo servizio non ci sara' ''dalle proteste - ha promesso Formigoni - non desisteremo. Siamo pronti alle forme di protesta piu' eclatanti''.
Formigoni fa anche ''pressing'' sul Governo, perche' una parte dei cinque miliardi di euro previsti per le infrastrutture al nord siano destinati all'Expo e alle opere che interessano la regione.
 ''Lavoriamo con il sindaco di Milano Letizia Moratti - ha spiegato Formigoni - perche' nei 5 miliardi si ricavino i fondi per le opere collegate all'Expo e per le opere necessarie alla Lombardia''. E siccome e' il governo che dovra' decidere a cosa destinare i fondi, ''continuiamo il pressing sul governo - ha aggiunto - e siamo pronti a partecipare al pre Cipe e al Cipe perche' vengano riconosciute le priorita' della Lombardia e siano percepite come essenziali per il Paese''.
 
(red/16/12/08)

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Confindustria su crisi: presto un tavolo con forze politiche e sociali

Due anni di recessione

(regioni.it) Si chiede al Governo, da più parti, di affrontare la crisi con una nuova manovra economica e nel contempo di far fronte comune, cioè di lavorare alla concertazione di questi provvedimenti.
Mentre il PD presenta le proprie proposte di modifica al decreto anticrisi, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, afferma che il Paese deve ''ritrovare unita' tra maggioranza e opposizione e tra tutte le forze sociali''. Si tratta di una crisi economica ''molto dura''. La Marcegaglia pertanto invita il Governo a convocare ''presto un tavolo a cui partecipino tutte le forze politiche e sociali''.
Secondo Confindustria - che prevede due anni di recessione - tutti ''si devono unire, non devono piu' prevalere le contrapposizioni e i conflitti, perche' la gravita' della crisi richiede che tutti coloro che hanno responsabilita' si uniscano''.
Il centro studi di Confindustria prevede che entro giugno ci saranno 600mila posti di lavoro in meno: il prossimo anno il tasso di disoccupazione tocchera' l'8,4%; due anni con Pil negativo: nel 2008 -0,5%, nel 2009 -1,3%, e' la prima volta dal dopoguerra.
Nel contempo il Governatore di Bankitalia afferma che la crisi ha raggiunto una fase critica. A novembre in Europa mercato auto crolla -25,8%, in Italia -29,5%; quota mercato Gruppo Fiat 8,3%. Tasso inflazione negli Usa a novembre sceso dell'1,7%, un record storico.
 
Tabella con le previsioni 2008-2009-2010 del Centro studi di Confindustria sull'economia italiana.
                                   2008   2009   2010
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Prodotto interno lordo             -0,5   -1,3    0,7
Consumi delle famiglie residenti   -0,5   -1,4    0,7
Investimenti fissi lordi           -1,6   -2,9    1,0
Esportazioni di beni e servizi     -0,6   -1,3    2,1
Importazioni di beni e servizi     -1,6   -2,0    2,5
Saldo commerciale                   0,2    1,7    1,8
Occupazione totale (ULA)            0,3   -1,4    0,8
Tasso di disoccupazione             6,8    8,4    8,0
Prezzi al consumo                   3,4    1,7    2,1
Retribuzioni totale economia        4,0    2,8    2,8
Saldo primario                      2,6    1,9    1,8
Indebitamento della PA              2,6    3,3    3,1
Debito della PA                   104,1 106,1 105,7

(red/16/12/08)

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Francobolli: completata nel 2008 la serie "regionid'Italia"

(regioni.it) Con l’emissione del 23 maggio 2008 si è conclusa la serie filatelica dedicata alle "Regioni d’Italia". Le informazioni e le immagini - on line sul sito www.poste.it - sono state pubblicate nella sezione “comunicazione” del sito www.regioni.it al link:
Gli ultimi quattro francobolli hanno per soggetto la Valle d’Aosta , il Veneto, la Sicilia (in quadricromia) e il Molise (sei colori). Quattro milioni e cinquecentomila gli esemplari tirati per ciascun francobollo. Le immagini sono delimitate in alto a sinistra da una fascia tricolore che riproduce, all’interno di un occhiello, lo stemma della relativa regione.
Per la Valle d’Aosta: in basso a destra entro i contorni della regione, il Castel Savoia di Gressoney Saint Jean (AO), villa ottocentesca in stile neogotico e, sullo sfondo, il monte Cervino con un paesaggio tipico delle Alpi Pennine.
Per il Veneto: a sinistra entro il profilo della regione, è riprodotto un particolare del dipinto “Salomè con la testa del Battista” eseguito dal Tiziano e, a destra, uno scorcio della città lagunare;
I soggetti scelti per il Molise sono la Fontana Fraterna, di architettura romanica, situata nella piazza Celestino V di Isernia e al centro è evidenziato il profilo della regione.
Nel francobollo dedicato alla Sicilia è disegnata la facciata della Cattedrale barocca di Noto (SR) e, a destra, è evidenziato il profilo della regione nel cui interno è rappresentato il triscele, figura di testa a tre gambe, simbolo della Sicilia. Le opere sono della bozzettista Tiziana Trinca, la stampa è stata curata dall’ Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia.
 
(red/16.12.08)

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Domenici sul federalismo fiscale

Intervista del Presidente dell'Anci a "Il Revisore"

(regioni.it) Impegnato nella difesa della propria onorabilità, tanto da essere costretto ad iniziative eclatanti, occupato istituzionalmente per l’Anci sul fronte della delicata questione dei derivati (cfr. Corriere della Sera dell’11 settembre 2008), Leonardo Domenici ha rilasciato nei gioorni scorsi  un’intervista a “il Revisore” (la newsletter dell’Assessore della Lombardia, Romano Colozzi che coordina la Commissione affari finanziari per la Conferenza delle Regioni) che prosegue così la raccolta di pareri e opinioni attorno al tema del federalismo fiscale.
 “Dare attuazione alla riforma costituzionale del 2001 e portare a compimento questa difficile transizione istituzionale – sostiene Domenici - è un’esigenza del Paese. Nelle due legislature di queste decennio, con Governi di segno diverso, abbiamo visto troppi tentativi fallire, accentuando così frustrazione e incredulità. Certamente, l’ampia maggioranza che sostiene il Governo può oggi aiutare  a costruire un fronte utile ad avviare una stagione di riforme istituzionali che sappiano cogliere il contributo dell’opposizione e soprattutto il punto di vista degli altri livelli di governo. Riforme inoltre capaci di fissare un punto di equilibrio nell’evoluzione del sistema istituzionale che valorizzi ciascun livello di governo nell’esercizio delle funzioni e competenze assegnate dalla Costituzione”.
Quanto alla delega sul federalismo fiscale in discussione al Senato, per Domenici “va dato atto al Ministro Calderoli e al Ministro Fitto di avere avviato un confronto attento alle posizioni di tutti, improntato alla collaborazione. Un dialogo intercorso in questi mesi che ha consentito di apportare alle prime versioni del testo alcune correzioni importanti per i Comuni e per le Città metropolitane. Ed è anche per questa ragione che in sede di Conferenza unificata abbiamo dato il via libera al testo pur sottolineando l’esigenza di apportare altre correzioni e miglioramenti su parti rilevanti del testo.  Voglio ricordare, infatti, che il primo testo presentatoci era del tutto carente nella parte riguardante gli enti locali, oltreché del tutto irricevibile in altre parti, come la disciplina sulla perequazione.
Molto è cambiato. Ed il testo ora risulta sufficientemente accettabile, considerato che si tratta di una delega che contiene principi e criteri.
La parte sulla governance è innovativa ed apprezzabile con la previsione prima della Commissione paritetica, poi con l’istituzione della Conferenza per il coordinamento della finanza pubblica. I principi indicati sono tutti condivisibili nella loro intrinseca genericità e soprattutto meritevole di apprezzamento la centralità posta all’obiettivo del graduale superamento della spesa storica.
Le forme di entrata individuate per finanziare la spesa comunale sono ampiamente diversificate: compartecipazioni a tributi erariali e regionali, addizionali, tributi propri e poi i finanziamenti perequativi. A questi si aggiungono i cosiddetti tributi di scopo oltre a forme di autonomia più ampia per le Città metropolitane.  Sulla natura dei tributi propri il problema è stato rinviato ai decreti legislativi, fermo restando il principio della possibilità di prevedere nuovi tributi in sostituzione di quelli esistenti. Sull’imposizione immobiliare voglio precisare che la nostra idea era e rimane una revisione complessiva dei tributi sugli immobili proprio nella prospettiva del superamento dell’ICI e non di una sua restaurazione, anche differenziando  il grado di autonomia fra i Comuni grandi medi/associati e quelli di minor dimensione.
Ma abbiamo sempre considerato questo obiettivo come una porzione limitata e una parte del complesso di entrare fiscali dei comuni, che devono appunto comporre quel paniere di cui parla il disegno di legge del Governo. Idea prima condivisa dal Governo con un espresso inserimento nel testo poi disconosciuta e sappiamo perché.
Anche altre importanti questioni il testo lascia aperte e rinvia.
La più significativa riguarda la mancata indicazione delle funzioni fondamentali (o materie) a cui collegare la spesa da finanziare  e le modalità con cui farlo, previsione invece contemplata per le Regioni sia per quanto riguarda le materie le cui spese vengono finanziate, sia in ordine alle modalità di finanziamento. Tale assenza nella parte a regime del testo, nonostante alcune importanti garanzie nella fase transitoria sulla copertura della spesa risultante dai consuntivi, ci preoccupa mancando certezze in ordine alla quantificazione delle grandezze finanziarie e alle relative coperture. Per quanto riguarda il finanziamento e il funzionamento della perequazione, la profonda correzione apportata al testo – conclude Domenici - rende residuale il ruolo della perequazione, determinandolo quale differenza fra il totale dei trasferimenti erariali oggi assegnati ai Comuni e il totale delle entrate che verranno assegnate agli stessi.
 
(red/16.12.08)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
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