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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1302 - venerdì 6 febbraio 2009

Sommario3
- Vicenda "Englaro": lettera di Napolitano, ma da Governo via libera a Decreto
- Riparto fondo sanitario 2009: l'accordo delle Regioni
- Vicenda Englaro: Errani, Fitto, Formigoni, Bresso, Vendola e Martini
- Fondo sanitario 2009: soddisfazione per accordo
- Sicurezza: Dellai, Marrazzo, Bresso e Lorenzetti, no a medici controllori
- In Gazzetta le misure urgenti in materia di produzione lattiera

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Vicenda "Englaro": lettera di Napolitano, ma da Governo via libera a Decreto

(regioni.it) Il Consiglio dei Ministri del 6 febbraio ha approvato, su proposta del Presidente Berlusconi e del Ministro Sacconi, un decreto-legge che, in attesa di una completa ed organica disciplina legislativa in materia di fine della vita, vieta che l'alimentazione e l'idratazione quali forme di sostegni vitali possano essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, precedentemente alla approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un decreto legge in relazione al caso Englaro.
Questo il testo della lettera:
"Signor Presidente,
lei certamente comprenderà come io condivida le ansietà sue e del Governo rispetto ad una vicenda dolorosissima sul piano umano e quanto mai delicata sul piano istituzionale.
Io non posso peraltro, nell'esercizio delle mie funzioni, farmi guidare da altro che un esame obiettivo della rispondenza o meno di un provvedimento legislativo di urgenza alle condizioni specifiche prescritte dalla Costituzione e ai principi da essa sanciti.
I temi della disciplina della fine della vita, del testamento biologico e dei trattamenti di alimentazione e di idratazione meccanica sono da tempo all'attenzione dell'opinione pubblica, delle forze politiche e del Parlamento, specialmente da quando sono stati resi particolarmente acuti dal progresso delle tecniche mediche.
Non è un caso se in ragione della loro complessità, dell'incidenza su diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti e della diversità di posizioni che si sono manifestate, trasversalmente rispetto agli schieramenti politici, non si sia finora pervenuti a decisioni legislative integrative dell'ordinamento giuridico vigente.
Già sotto questo profilo il ricorso al decreto legge - piuttosto che un rinnovato impegno del Parlamento ad adottare con legge ordinaria una disciplina organica - appare soluzione inappropriata. Devo inoltre rilevare che rispetto allo sviluppo della discussione parlamentare non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità ed urgenza ai sensi dell'art. 77 della Costituzione se non l'impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso. Ma il fondamentale principio della distinzione e del reciproco rispetto tra poteri e organi dello Stato non consente di disattendere la soluzione che per esso è stata individuata da una decisione giudiziaria definitiva sulla base dei principi, anche costituzionali, desumibili dall'ordinamento giuridico vigente.
Decisione definitiva, sotto il profilo dei presupposti di diritto, deve infatti considerarsi, anche un decreto emesso nel corso di un procedimento di volontaria giurisdizione, non ulteriormente impugnabile, che ha avuto ad oggetto contrapposte posizioni di diritto soggettivo e in relazione al quale la Corte di cassazione ha ritenuto ammissibile pronunciarsi a norma dell'articolo 111 della Costituzione: decreto che ha dato applicazione al principio di diritto fissato da una sentenza della Corte di cassazione e che, al pari di questa, non è stato ritenuto invasivo da parte della Corte costituzionale della sfera di competenza del potere legislativo.
Desta inoltre gravi perplessità l'adozione di una disciplina dichiaratamente provvisoria e a tempo indeterminato, delle modalità di tutela di diritti della persona costituzionalmente garantiti dal combinato disposto degli articoli 3, 13 e 32 della Costituzione: disciplina altresì circoscritta alle persone che non siano più in grado di manifestare la propria volontà in ordine ad atti costrittivi di disposizione del loro corpo.
Ricordo infine che il potere del Presidente della Repubblica di rifiutare la sottoscrizione di provvedimenti di urgenza manifestamente privi dei requisiti di straordinaria necessità e urgenza previsti dall'art. 77 della Costituzione o per altro verso manifestamente lesivi di norme e principi costituzionali discende dalla natura della funzione di garanzia istituzionale che la Costituzione assegna al Capo dello Stato ed è confermata da più precedenti consistenti sia in formali dinieghi di emanazione di decreti legge sia in espresse dichiarazioni di principio di miei predecessori (si indicano nel poscritto i più significativi esempi in tal senso).
Confido che una pacata considerazione delle ragioni da me indicate in questa lettera valga ad evitare un contrasto formale in materia di decretazione di urgenza che finora ci siamo congiuntamente adoperati per evitare".
Poscritto
1. Con una lettera del 24 giugno 1980, il Presidente Pertini rifiutò l'emanazione di un decreto-legge a lui sottoposto per la firma in materia di verifica delle sottoscrizioni delle richieste di referendum abrogativo;
2. il 3 giugno 1981, sempre il Presidente Pertini, chiamato a sottoscrivere un provvedimento di urgenza, richiese al Presidente del Consiglio di riconsiderare la congruità dell'emanazione per decreto-legge di norme per la disciplina delle prestazioni di cura erogate dal Servizio Sanitario Nazionale. Nel caso specifico, uno degli argomenti addotti dal Capo dello Stato consisteva nel rilievo della contraddizione tra la disciplina del decreto-legge emanando e "un indirizzo giurisprudenziale in via di definizione";
3. con lettera 10 luglio 1989 al Presidente del Consiglio De Mita, il Presidente Cossiga manifestò la sua riserva in ordine alla presenza dei presupposti costituzionali di necessità e urgenza ai fini dell'emanazione di un decreto-legge in materia di profili professionali del personale dell'ANAS e affermò: "Ritengo, pertanto, che, allo stato, sia opportuno soprassedere all'emanazione del provvedimento, in attesa della conclusione del dibattito parlamentare sull'analogo decreto relativo al personale del Ministero dell'interno";
4. in quella stessa lettera e successivamente nella lettera al Presidente del Consiglio Andreotti del 6 febbraio 1990, il Presidente Cossiga richiamò all'osservanza delle specifiche condizioni di urgenza e necessità che giustificano il ricorso alla decretazione di urgenza, ritenendo legittimo da parte sua - in caso di non soddisfacente e convincente motivazione del provvedimento - il puro e semplice rifiuto di emanazione del decreto - legge;
5. con un comunicato del 7 marzo 1993, il Presidente Scalfaro, in rapporto all'emanazione di un decreto-legge in materia di finanziamento dei partiti politici invitò il Governo a riconsiderare l'intera questione, ritenendo più appropriata la presentazione alle Camere di un provvedimento in forma diversa da quella del decreto-legge.
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio dei Ministri che ha varato il decreto che vieta lo stop all'alimentazione artificiale., ha detto che Eluana Englaro "e' una persona viva, respira in modo autonomo, le cui cellule cerebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici. Una persona che potrebbe anche avere un figlio". Per Berlusconi, Eluana, “è in uno stato vegetativo che potrebbe anche variare, come diverse volte si e' visto”.
(red/06.02.09)

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Riparto fondo sanitario 2009: l'accordo delle Regioni

(regioni.it) “Apprezzamento per il lavoro svolto dalla Conferenza delle Regioni del 5 febbraio” e “soddisfazione per l’accordo raggiunto che avvia l’iter per il finanziamento relativo all’anno 2009 del servizio sanitario” sono stati espressi dal Presidente della conferenza delle Regioni, Vasco Errani. “Le Regioni stanno dimostrando il loro senso di responsabilità istituzionale, ma non nascondono la forte preoccupazione per il futuro.  Ora è urgentissimo ragionare sul nuovo patto per la salute 2010-2012. In questa direzione c’è un preciso impegno del Presidente del Consiglio, nell’accordo sottoscritto il 1° ottobre 2008. In quell’accordo si fa esplicito riferimento al fatto che le cifre finora previste nel DPEF determinerebbero una grave sottostima: per questo – ha concluso Errani - è importante avviare da subito il confronto Governo-Regioni sul tema delle risorse future per la sanità”.
L’accordo raggiunto dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 5 febbraio prevede una proposta di riparto che nelle prossime ore sarà trasmessa al Governo e che dovrà poi essere recepita in un’intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni. Questa la ripartizione del Fondo sanitario 2009 relativamente alla parte di finanziamento dei livelli essenziali di assistenza. Ai 101,48 miliardi destinati ai LEA vanno sommati altri 2,21 miliardi (in gran parte legati a fondi a destinazione vincolata) che verranno ripartiti.
 
Regioni
Fabbisogno indistinto 2009
 PIEMONTE
7.731.056.489,65
 VALLE D'AOSTA
218.251.983,18
 LOMBARDIA
16.230.233.359,53
 BOLZANO
839.790.738,55
 TRENTO
863.971.196,91
 VENETO
8.113.875.934,55
FRIULI VENEZIA GIULIA
2.164.605.793,15
 LIGURIA
3.056.612.672,55
 EMILIA-ROMAGNA
7.527.478.815,40
 TOSCANA
6.509.867.362,53
 UMBRIA
1.565.508.766,69
 MARCHE
2.711.105.227,30
 LAZIO
9.319.479.845,15
 ABRUZZO
2.254.319.011,10
 MOLISE
559.742.154,71
 CAMPANIA
9.499.454.962,15
 PUGLIA
6.786.980.300,99
 BASILICATA
1.026.711.353,02
 CALABRIA
3.419.443.699,75
 SICILIA
8.272.943.492,39
 SARDEGNA
2.810.266.840,75
 Totale per livelli essenziali di assistenza
101.481.700.000
Fondi a destinazione vincolata
1.613.790.000
Altri finanziamenti
605.510.000
Totale risorse
103.701.000.000
 

(red/06.02.09)

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Vicenda Englaro: Errani, Fitto, Formigoni, Bresso, Vendola e Martini

(regioni.it) “Siamo alla follia: non si curano i vivi e si vuole imporre per decreto la tutela a tutti i costi una vita che non e' piu' vita". Cosi' la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso ha commentato il decreto che vieta che l'alimentazione e l'idratazione quali forme di sostegni vitali possano essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi.
Di avviso diverso il Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ''Sono molto soddisfatto della decisione del Governo di intervenire con un decreto legge per dirimere una materia grave. Non potevamo permettere, l'Italia non poteva permettere, che una persona fosse mandata a morte al di la' della sua volontà”. “Quindi - ha affermato Formigoni - applaudo molto volentieri alla decisione del Consiglio dei ministri, al coraggio di Silvio Berlusconi e sottolineo l'importanza dell'azione del ministro Sacconi e di tutti i ministri che hanno sostenuto questa iniziativa”.
Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola afferma che “questa contesa sul corpo di Eluana, questa crociata che non risparmia alcuno strumento di propaganda, sta andando oltre il comune sentimento della decenza. Il Decreto del Consiglio dei Ministri e' un atto contrario al diritto''. E’ ''un gesto di plateale insubordinazione verso il Capo dello Stato che con fermezza aveva richiamato i principi della nostra Costituzione, e' una esibizione di arroganza ideologica''.
Secondo il Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, invece, “alcuni atti richiedono il coraggio di agire secondo coscienza e secondo la fedeltà a valori che si ritengono irrinunciabili. La vita, perche' di questo si tratta, pur in condizioni estreme, non può essere messa in pericolo da un vuoto legislativo. Questo piuttosto va colmato nel più breve tempo possibile''.
''La posizione assunta dal Presidente della Repubblica'' sulla vicenda di Eluana Englaro “e' ineccepibile''. E' questa l'opinione del presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani. ''Resto convinto - afferma Errani - che in questa dolorosa vicenda il silenzio sarebbe d'obbligo, mentre al contrario la politica e il governo insistono nel voler giocare un ruolo improprio. Occorrerebbe invece lavorare ad una seria legge sul testamento biologico. Io insisto su un punto: le sentenze definitive vanno rispettate. E' una questione che riguarda lo stato di diritto e il rispetto della Costituzione, dunque e' una questione fondamentale. Per questo la posizione assunta dal Presidente della Repubblica e' ineccepibile. A questo punto sarebbe ulteriormente grave alimentare motivi di possibile conflitto istituzionale”.
Una posizione condivisa dal Presidente della Toscana, Claudio Martini: ''Io sto dalla parte del presidente Napolitano, per la scelta di correttezza e la trasparenza adottata. In una vicenda come questa non si puo' far scoppiare uno scontro istituzionale cosi' pesante''
 
(red/06.02.09)

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Fondo sanitario 2009: soddisfazione per accordo

(regioni.it) La Regione Lombardia – secondo quanto riportato dalla newsletter “Il Revisore” dell’Assessore al Bilancio, Romano Colozzi - avrà a disposizione per finanziare la sanità 16 miliardi e 230 milioni di euro, 749 milioni in più rispetto al 2008 con una crescita del 4,8 per cento. Si tratta dell’ultimo anno legato al Patto per la salute 2007/2009 siglato alla fine del 2006. Già dalle prossime settimane Le Regioni saranno impegnate insieme al Governo a scrivere le regole per il nuovo “Patto” che dovrà valere per gli anni 2010/2012.
Il riparto del Fondo Sanitario Nazionale per il 2009 porterà, invece, alla sanita' veneta finanziamenti per 8 miliardi 113 milioni di euro, con un aumento di 330 milioni rispetto al 2008,a darne notizia l'assessore regionale al Bilancio Isi Coppola, che rappresentava il Veneto alla riunione della Conferenza delle Regioni, tenutasi a Roma. ''Il Veneto - ha detto Coppola - ha portato a casa un risultato estremamente positivo, anche perché concludere questa trattativa non e' stato facile: anche questa volta, infatti, alcune Regioni, soprattutto del sud, hanno tentato di rimettere tutto in discussione.
La Regione Lazio - secondo quanto ha spiegato il Vicepresidente Esterino Montino - godra' per il 2009 di un incremento del Fondo sanitario pari a 432 milioni rispetto allo scorso anno. E' quanto emerge dall'accordo, raggiunto nella tarda serata del 5 febbraio in Conferenza delle Regioni, sul riparto dei 103,7 miliardi del Fondo sanitario nazionale per il 2009.
L’accordo fra le Regioni rappresenta anche  ''un importante risultato per la Regione Molise'' -  ha dichiarato l'assessore alla Programmazione, Gianfranco  Vitagliano - che potra' contare su risorse aggiuntive pari a 4,2  milioni di euro''. ''L'impegno del governo regionale sara' utilizzare queste  risorse aggiuntive per un miglioramento della sanita' molisana e  della qualita' dei servizi offerti ai cittadini''. ''In parallelo e' urgente attuare il processo di  razionalizzazione dell'intero sistema sanitario molisano -  conclude l'assessore - coniugando efficienza, risparmio e  migliore organizzazione, per garantire sempre meglio i livelli  essenziali di assistenza''.
Per la Liguria si passerebbe quindi dai 48 milioni iniziali in meno a 40 per una
cifra complessiva di 3 miliardi e 56 milioni conquistati ieri, comprensivi anche della manovra contrattuale, invece che 3 miliardi e 96 milioni di euro, garantendo comunque un incremento di circa il 2 per cento rispetto al 2008.
La Liguria ha recuperato 8 milioni di euro di risorse del riparto del fondo sanitario nazionale nel corso della trattativa in nella conferenza delle regioni; mancano ancora all'appello 40 milioni di euro che rientrano nel patto tra la Regione Liguria e il Governo per la copertura del deficit sanitario. Lo hanno comunicato oggi il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e gli assessori regionali alle Finanze e alla Salute, rispettivamente Giovanni Battista Pittaluga e Claudio Montaldo, reduci dalla riunione della Conferenza delle Regioni sul riparto della sanita'. "In questo momento - ha spiegato Burlando - faremo il riparto con i fondi che abbiamo e in parallelo avvieremo, insieme a tutte le altre regioni, la trattativa con il Governo per recuperare i 40 milioni mancanti per la Liguria"
In Calabria Per il 2009 arrivano 3 miliardi e 419 milioni e 440 mila euro per la sanita' .L'individuazione del fabbisogno per finanziarie di servizio sanitario nazionale e la relativa ripartizione del fondo nazionale ha trovato d'accordo la conferenza delle regioni: alla Calabria e' destinato il 3,37% degli oltre 101 miliardi di euro del fondo sanitario, con un incremento del 3,06% rispetto al 2008 cioe' con una crescita superiore all'inflazione annua. Un risultato – ha spiegato il vicepresidente dalla Regione Calabria, Domenico Cersosimo - positivo che e' maturato grazie al lavoro di convincimento ed ad una presenza costante alle riunioni dei presidenti delle Regioni, dove la Calabria e' riuscita ad ottenere la solidarieta' degli altri territori".
Per l’Abruzzo ammonta ad oltre due miliardi 254 milioni di euro la somma del Fondo sanitario nazionale destinata per il 2009 alla Regione. L'assessore alla Sanita', Lanfranco Venturoni, ha giudicato ''positivo'' il dato ottenuto dalla Regione Abruzzo, ''tenendo conto le oggettive difficolta' che sta attraversando il nostro sistema sanitario, che e' quotidianamente sotto il controllo del Governo''.
 
(red/06.02.09)

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Sicurezza: Dellai, Marrazzo, Bresso e Lorenzetti, no a medici controllori

(regioni.it) Dopo le prese di posizione di Errani (Emilia-Romagna), Vendola (Puglia), Galan (Veneto), Bassolino (Campania), sul disegno di legge in materia di sicurezza approvato ieri dal Senato (cfr. “regioni.it” n. 1301), e in particolare sulle norme che consentono ai medici di denunciare gli immigrati clandestini che ricorrono alle cure del servizio sanitario, arrivano oggi altre critiche da Dellai (Provincia autonoma di Trento), Marrazzo (Lazio), Lorenzetti (Umbria).
''Spero ardentemente – dice Dellai - che queste disposizioni non vedano la luce finale. Mi auguro che nel nostro Paese ci sia un sussulto di saggezza in Parlamento, di buon senso e spirito civile, che sarebbe il contrario della barbarie, ma non certo contrario alla sicurezza che non si crea così'''.
''E' una misura non umana e oltre tutto sbagliata dal punto di vista sanitario: si rischia che i clandestini non vadano piu' a curarsi provocando un rischio per tutti i cittadini'', ha detto la Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso.
“L'intero Ddl sulla sicurezza – ha osservato Marrazzo -  approvato dal Senato sembra ispirato da una concezione della sicurezza dei cittadini basata sulla paura e l'intimidazione. Un insieme di provvedimenti irrealistici, inaccettabili moralmente, e in alcuni casi addirittura lesivi dei diritti della persona stabiliti dalla nostra Costituzione''.
Infine il  commento della presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti, dell'assessore alle politiche sociali e all'immigrazione,  Damiano Stufara, e di quello alla sanita', Maurizio Rosi, “Una regione come l'Umbria che da  sempre si contraddistingue per il grande senso di ospitalita'  non puo' accettare norme razziste che ledono un diritto  inviolabile come quello della tutela della salute''. La cancellazione della norma che vietava la segnalazione da  parte dei medici alle autorita' degli stranieri irregolari che  richiedono cure sanitarie nelle strutture pubbliche - secondo la  presidente e i due assessori - ''colpisce soggetti deboli  perche' malati e quindi indifesi su tutti i fronti. Ma non  bisogna trascurare l'aspetto pratico - sottolineano - e cioe' la  paura che avranno da questo momento tutti coloro che non sono  muniti di permesso di soggiorno di recarsi negli ambulatori a  fare controlli. Cio' comportera', nel caso di malattie  infettive, un pericolo per la salute pubblica.
 
(red/06.02.09)

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In Gazzetta le misure urgenti in materia di produzione lattiera

Decreto Legge5 febbraio 2009, n.4

DECRETO-LEGGE 5 febbraio 2009, n.4
Misure urgenti in materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario. (GU n. 29 del 5-2-2009)
note:
 
Entrata in vigore del provvedimento: 6/2/2009
Misure urgenti in materia di produzione lattiera e rateizzazione
del debito nel settore lattiero-caseario.
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 
 Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
 Ritenuta   la   straordinaria   necessita' ed urgenza, in vista
dell'imminente avvio della campagna lattiera dal prossimo 1° aprile,
di adottare disposizioni per assicurare la prioritaria assegnazione
del quantitativo nazionale garantito di latte, nonche' per assicurare
la rateizzazione dei debiti relativi alle quote latte, in conformita'
alla normativa comunitaria.
 Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 30 gennaio 2009;
 Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per
le politiche europee;
                                Emana
                     il seguente decreto-legge:
 
 
                              Art. 1.
 
 
               Disposizioni in materia di quote latte
 
 
 1. Dopo il comma 4 dell'articolo 9 del decreto-legge 28 marzo 2003,
n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n.
119, sono inseriti i seguenti:
 «4-bis. L'esclusione, dalla restituzione del prelievo pagato in
eccesso, dei produttori non titolari di quota e dei produttori che
abbiano superato il cento per cento del proprio quantitativo di
riferimento individuale, come indicato dal comma 4, non si applica
per il periodo 2008-2009.
 4-ter. A decorrere dal periodo 2009-2010, qualora le restituzioni
di cui al comma 3 non esauriscano le disponibilita' dell'importo di
cui al medesimo comma, il residuo viene ripartito tra le aziende
produttrici che hanno versato il prelievo, secondo i seguenti criteri
e nell'ordine:
   a) alle aziende che non hanno superato il livello produttivo
conseguito   nel   periodo   2007   -   2008,   purche' non abbiano
successivamente ceduto quota ai sensi dell'articolo 10, comma 10,
tenendo conto dei mutamenti di conduzione di cui all'articolo 10,
comma 18;
   b) alle aziende che non abbiano superato di oltre il 6 per cento
il proprio quantitativo disponibile individuale.
 4-quater.   Le   somme residue confluiscono nel fondo per gli
interventi   nel   settore   lattiero-caseario istituito presso il
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.».
 2. Dopo l'articolo 10 del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, e'
inserito il seguente:
 «Art. 10-bis (Assegnazione quote latte). - 1. Gli aumenti del
quantitativo nazionale garantito di latte di cui al regolamento (CE)
n. 248/2008  del Consiglio, del 17 marzo 2008, ed al Documento del
Consiglio dell'Unione europea n. 16049/08 del 20 novembre 2008, sono
attribuiti    alla    riserva    nazionale   per   essere   assegnati
prioritariamente   alle aziende che nel periodo 2007/2008 hanno
realizzato consegne di latte non coperte da quota, che risultino
ancora in produzione nella campagna di assegnazione, nei limiti del
quantitativo prodotto in esubero nel periodo 2007/2008 e al netto del
quantitativo   oggetto di vendita di sola quota effettuata con
validita' nei periodi dal 1995/1996 al periodo di assegnazione della
quota.
 2. In caso di vendita di azienda con quota con validita' successiva
al   periodo   2007/2008, la quota e' assegnata anche al nuovo
proprietario in proporzione alla quota di azienda rilevata.
 3. In caso di affitto di azienda con quota vigente al momento
dell'assegnazione, la quota e' resa disponibile anche all'affittuario
in proporzione alla quota di azienda affittata; alla scadenza del
contratto   la   quota   torna   nella disponibilita' del titolare
dell'azienda.
 4. Le assegnazioni di cui al comma 1 vengono effettuate rispettando
le seguenti priorita':
   a) aziende che hanno subito la riduzione della quota «B» ai sensi
del   decreto-legge   23 dicembre 1994, n. 727, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 febbraio 1995, n. 46, nei limiti del
quantitativo ridotto che risulta effettivamente prodotto nel periodo
2007/2008 ed al netto dei quantitativi gia' riassegnati;
   b) aziende ubicate in zone di pianura e svantaggiate, che abbiano
prodotto oltre la propria quota in misura superiore al 5 per cento;
   c) aziende ubicate in zone di pianura e svantaggiate che, nel
periodo 2007/2008, abbiano coperto con affitti di quota ai sensi
dell'articolo 10, commi 15 e 16, la produzione realizzata in misura
superiore al 5 per cento della quota posseduta.
 5. Per la determinazione dei quantitativi oggetto di assegnazione,
le consegne di latte non coperte da quota sono calcolate come
differenza tra il quantitativo consegnato nel periodo 2007/2008,
adeguato in base al tenore di materia grassa, e la quota individuale.
Ai fini del presente comma l'adeguamento in base al tenore di materia
grassa e' calcolato con le seguenti modalita':
   a) il tenore medio di grassi del latte consegnato dal produttore
viene raffrontato al tenore di riferimento di grassi;
   b) ove si constati un divario positivo, il quantitativo di latte
consegnato viene maggiorato dello 0,09 per cento per ogni 0,1g di
grassi in piu' per chilogrammo di latte;
   c) ove si constati un divario negativo, il quantitativo di latte
consegnato viene diminuito dello 0,18 per cento per ogni 0,1g di
grassi in meno per chilogrammo di latte.
 6. I quantitativi non assegnati ai sensi dei commi da 1 a 5 sono
utilizzati secondo le disposizioni di cui all'articolo 10, comma 22.
 7. Le assegnazioni di cui al presente articolo sono comunicate
dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano alle
aziende produttrici con le modalita' ed i termini di cui all'articolo
2, comma 2-bis, a valere per il periodo 2009/2010.
 8. I quantitativi assegnati ai sensi del comma 4, lettere b) e c),
non possono essere oggetto di vendita o affitto di sola quota fino al
31 marzo 2015. In caso di cessazione dell'attivita' tali quantitativi
confluiscono nella riserva nazionale per essere riassegnati con le
modalita' di cui all'articolo 3, comma 3.».
 Il comma 3 dell'articolo 2 del decreto-legge 24 giugno 2004, n.
157, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2004, n.
204, e' abrogato a decorrere dal 1° aprile 2009.
                               Art. 2.
 
 
            Istituzione del Registro nazionale dei debiti
 
 
 1. Il rapporto giuridico tra ciascun produttore che eserciti
attivita' agricola ai sensi dell'articolo 2, primo paragrafo, lettera
c), del regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio, del 29 settembre
2003, e l'Unione europea, e' unico nell'ambito delle misure di
finanziamento della Politica agricola comune di cui al regolamento
(CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno 2005.
 2. Ai fini dell'applicazione del regolamento (CE) n. 885/2006 della
Commissione, del 21 giugno 2006, cosi' come integrato dal Regolamento
(CE) n. 1034/2008 della Commissione, del 21 ottobre 2008, e del comma
16 dell'articolo 01 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, e
successive modificazioni, e' istituito presso l'Agenzia per le
erogazioni in agricoltura (AGEA) il Registro nazionale dei debiti, in
cui sono iscritti, mediante i servizi del Sistema informativo
agricolo nazionale (SIAN), tutti gli importi accertati come dovuti
dai produttori agricoli risultanti dai singoli registri debitori
degli   organismi   pagatori   riconosciuti,   istituiti   ai   sensi
dell'allegato 1, paragrafo 2, lettera e), del regolamento (CE) n.
885/2006, nonche' quelli comunicati dalle regioni e dalle province
autonome di Trento e di Bolzano, connessi a provvidenze e aiuti
agricoli dalle stesse erogati.
 3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ad
integrazione della procedura di cui all'articolo 1, comma 9, del
decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, iscrivono gli importi dovuti a
titolo di prelievo latte nel Registro di cui al comma 2, mediante i
servizi del SIAN.
 4. L'iscrizione del debito nel Registro di cui al comma 2 degli
importi accertati come dovuti ai produttori agricoli, equivale
all'iscrizione al ruolo ai fini della procedura di recupero.
 5. In sede di erogazione di provvidenze e di aiuti agricoli
comunitari, connessi e cofinanziati, nonche' di provvidenze e di
aiuti agricoli nazionali, gli organismi pagatori, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano verificano presso il
Registro di cui al comma 2 l'esistenza di importi a carico dei
beneficiari e sono tenuti ad effettuare il recupero, il versamento e
la contabilizzazione nel Registro del corrispondente importo, ai fini
dell'estinzione del debito.
 6. Al comma 16 dell'articolo 01 del decreto-legge 10 gennaio 2006,
n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n.
81, e successive modificazioni, nel secondo periodo, dopo le parole:
«gli organismi pagatori sono autorizzati a compensare tali aiuti»
sono inserite le seguenti: «, ad eccezione di quelli derivanti da
diritti posti precedentemente in pegno ai sensi dell'articolo 18 del
decreto   legislativo   29   marzo   2004,   n.   102, e successive
modificazioni,».
 7. L'AGEA definisce con propri provvedimenti le modalita' tecniche
per l'attuazione dei commi da 1 a 6, con particolare riguardo ai
meccanismi di estinzione dei debiti relativi agli aiuti agricoli
comunitari da parte degli organismi pagatori.
 8. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e' data
attuazione alle disposizioni di cui agli articoli 5-bis e 5-ter del
regolamento (CE) n. 885/2006, cosi' come integrato dal regolamento
(CE) n. 1034/2008, in relazione alla disciplina del pagamento e della
riscossione di crediti di modesto ammontare da parte delle pubbliche
amministrazioni.
                               Art. 3.
 
 
         Rateizzazione dei debiti relativi alle quote latte
 
 
 1. Al fine di consolidare la vitalita' economica a lungo termine
delle imprese, accelerare le procedure di recupero obbligatorio degli
importi del prelievo latte dovuti dai produttori e deflazionare il
relativo contenzioso, il produttore agricolo, che vi abbia interesse,
puo' richiedere la rateizzazione dei debiti iscritti nel Registro
nazionale di cui all'articolo 2 derivanti dai mancati pagamenti del
prelievo latte per i quali si sia realizzato l'addebito al bilancio
nazionale da parte della Commissione europea.
 2. La rateizzazione di cui al comma 1 e' consentita:
   a) per somme non inferiori a 25 mila euro;
   b) per una durata non superiore a dieci anni per i debiti
inferiori a 100 mila euro;
   c) per una durata non superiore a venti anni per i debiti compresi
fra 100 mila e 300 mila euro;
   d) per una durata non superiore a trenta anni per i debiti
superiori a 300 mila euro.
 3. Sul debito di cui e' richiesta la rateizzazione si applica il
seguente tasso d' interesse:
   a) per le rateizzazioni di durata non superiore a dieci anni, il
tasso di riferimento di base valido per l'Italia, calcolato dalla
Commissione europea in conformita' alla propria Comunicazione (2008/C
14/02), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea n. C
14/6 del 19 gennaio 2008, e successive modificazioni, maggiorato di
60 punti base;
   b) per le rateizzazioni di durata superiore a dieci anni e non
superiore a venti anni, il tasso di riferimento di base valido per
l'Italia, calcolato dalla Commissione europea in conformita' alla
propria Comunicazione (2008/C 14/02) e successive modificazioni,
maggiorato di 160 punti base;
   c) per le rateizzazioni di durata superiore a venti anni e non
superiore a trenta anni, il tasso di riferimento di base valido per
l'Italia, calcolato dalla Commissione europea in conformita' alla
propria Comunicazione (2008/C 14/02), e successive modificazioni,
maggiorato di 260 punti base.
 4. La misura del tasso di riferimento di base di cui al comma 3 e'
sostituita fino al 31 dicembre 2012 dal tasso di riferimento di base
previsto dal paragrafo 4.4.2 della Comunicazione della Commissione
(2009/C 16/01), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione
europea n. C 16/1 del 22 gennaio 2009.
                               Art. 4.
 
 
Disposizioni integrative per la rateizzazione in materia di debiti
                      relativi alle quote latte
 
 
 1. L'AGEA, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, intima a
ciascun debitore il versamento delle somme che risultino esigibili.
 2. Il produttore interessato puo' presentare all'AGEA, entro
sessanta giorni dal ricevimento della intimazione di cui al comma 1,
la richiesta di rateizzazione; a decorrere dalla data di entrata in
vigore del presente decreto e fino alla scadenza del suddetto termine
sono   sospese   le procedure di recupero per compensazione, di
iscrizione a ruolo, nonche' le procedure di recupero forzoso e sono
interrotti   i   termini di impugnazione. L' AGEA  provvede alla
tempestiva comunicazione a Equitalia S.p.A. per gli adempimenti di
competenza.
 3. Le sospensioni e le interruzioni di cui al comma 2 proseguono
per i produttori che presentano la richiesta di rateizzazione fino
alla scadenza del termine di cui al comma 6.
 4. Per le somme che divengono successivamente esigibili, l'AGEA
procede ai sensi del comma 1; entro i sessanta giorni successivi alla
ricezione dell'intimazione gli interessati possono chiederne la
rateizzazione.
 5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta   del   Ministro   delle politiche agricole alimentari e
forestali, e' nominato fino al 31 dicembre 2010 un Commissario
straordinario, che, avvalendosi degli uffici competenti di AGEA,
assegna le quote di cui all'articolo 1, comma 2, e definisce le
modalita' di applicazione degli articoli 3 e 4. Sulle richieste di
rateizzazione   il   Commissario   provvede   entro tre mesi dalla
presentazione delle richieste di rateizzazione in merito al loro
accoglimento   e   entro   trenta   giorni   dalla   ricezione della
comunicazione della decisione il debitore comunica l'accettazione
della rateizzazione. Con il decreto di nomina e' stabilito il
compenso del Commissario straordinario a valere sugli stanziamenti
recati annualmente dalla legge finanziaria per le finalita' di cui al
decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165; a decorrere dal 1°
gennaio 2011 sulle competenze di cui al presente comma provvede l'
AGEA.
 6.   Le   quote   assegnate   ai sensi dell'articolo 10-bis del
decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 maggio 2003, n.119, sono revocate con la decorrenza
prevista dall'articolo 3, comma 6, del citato decreto-legge nei
seguenti casi:
   a) mancato pagamento del prelievo latte;
   b) omessa presentazione della richiesta di rateizzazione nel
termine di cui al comma 2;
   c) rigetto della richiesta di rateizzazione di cui al comma 2;
   d) rinuncia o mancata accettazione da parte del richiedente, entro
il termine di trenta giorni dalla ricezione della comunicazione delle
determinazioni del Commissario straordinario di cui al comma 5.
 7. La mancata effettuazione del versamento, anche per una sola
rata, determinata ai sensi del comma 5, comporta la decadenza dal
beneficio della rateizzazione e dalle quote di cui l'interessato sia
titolare assegnate ai sensi dell'articolo 1, comma 2, ad eccezione
dei   casi   individuati   con   regolamento da adottare ai sensi
dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
 8. Nei casi di mancata tempestiva presentazione della richiesta di
rateizzazione e in quelli di decadenza dal beneficio della dilazione,
nonche' in caso di interruzione del pagamento anche di una sola rata,
l'AGEA provvede alla riscossione coattiva ai sensi del testo unico
delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate
patrimoniali dello Stato di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n.
639.
                               Art. 5.
 
 
                         Disposizioni finali
 
 
 1. Le disposizioni degli articoli 3 e 4 sono applicabili per
l'intero periodo della campagna lattiera 2008-2009.
                               Art. 6.
 
 
                      Disposizioni finanziarie
 
 
 1. Le somme versate dai produttori di latte, ai sensi del presente
decreto, affluiscono ad apposito conto di tesoreria, per essere
destinate all'estinzione delle anticipazioni di tesoreria utilizzate
in favore dell'AGEA, in relazione alla mancata riscossione dei
crediti del settore agricolo. Le eventuali residue disponibilita' del
predetto conto di tesoreria, eccedenti rispetto alla integrale
complessiva  estinzione delle anticipazioni di cui al precedente
periodo,   per la parte corrispondente alla differenza tra gli
interessi applicati e i rendimenti lordi dei buoni del Tesoro
poliennali con vita residua superiore ad un anno, sono versate dal
predetto conto di tesoreria all'entrata del bilancio dello Stato per
la successiva riassegnazione allo stato di previsione del Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali e sono destinate ad
interventi nel settore lattiero-caseario, rivolti alle operazioni di
ristrutturazione   del   debito,   all'accesso   al credito di cui
all'articolo 17, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e a
misure di accompagnamento per il settore. Le ulteriori eventuali
risorse residue sono versate e restano acquisite all'entrata del
bilancio dello Stato. Il Ministro delle politiche agricole alimentari
e forestali, con proprio decreto, sentita la Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, definisce i criteri e le modalita' per
l'utilizzo   delle risorse. Con successivo decreto del Ministro
dell'economia   e delle finanze sono stabilite le modalita' di
funzionamento del conto di tesoreria di cui al presente articolo.
                               Art. 7.
 
 
                          Entrata in vigore
 
 
 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello   della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione
in legge.
 Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
   Dato a Roma, addi 5 febbraio 2009
 
Regioni.it
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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