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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1327 - venerdì 13 marzo 2009

Sommario3
- Conferenza delle Regioni il 19 marzo
- Scuola: preoccupazione per tagli del Governo
- Anoressia e bulimia in aumento tra i giovani
- Tondo: droga; atteggiamento pragmatico per affrontare il problema
- Campania: nuova legge elettorale
- Sindacati medici: segnalazione clandestini è imposta

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Conferenza delle Regioni il 19 marzo

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 19 marzo 2009 alle ore 10.00 presso la Segreteria della Conferenza - Via Parigi, 11 – Roma.
L’ordine del giorno è il seguente:
1)       Approvazione resoconti sommari sedute del 5, 5/6, 12 e 26 febbraio 2009;
2)       Comunicazioni del Presidente;
3)       Esame questioni all’o.d.g. della Conferenza Unificata;
4)       Esame questioni all’o.d.g. della Conferenza Stato-Regioni;
5)       COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI E GENERALI– Regione Siciliana
Materia Personale – Regione Emilia Romagna
Valutazione della richiesta del Ministro della Pubblica amministrazione relativa al monitoraggio del personale precario nelle pubbliche amministrazioni – Punto all’esame della Commissione nella riunione del 18 marzo 2009;
6)       COMMISSIONI AFFARI ISTITUZIONALI E POLITICA DELLA MONTAGNA – Regioni Siciliana e Valle D’Aosta
Approvazione del documento sulle problematiche concernenti il “Sistema Montagna” ai fini della presentazione al Governo – Punto all’esame delle Commissioni nella riunione congiunta del 18 marzo 2009;
7)       COMMISSIONE SALUTE – Regione Toscana
a)      Valutazione della proposta di testo unificato elaborata dal relatore concernente “Principi fondamentali in materia di governo delle attività cliniche per una maggiore efficienza e funzionalità del servizio sanitario nazionale”, a seguito della richiesta di audizione della Conferenza da parte della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 12 marzo 2009;
b)      determinazione della Mobilità Sanitaria interregionale da adottare al Tavolo di verifica per l’anno 2008 - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 12 marzo 2009;
c)      Documento di raccomandazioni in merito all’applicazione di accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per malattia mentale (Artt. 33, 34 e 35 Legge 23 dicembre 1978 n. 833) - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 12 marzo 2009;
8)       COMMISSIONE POLITICHE AGRICOLE – Regione Puglia
a)      Osservazioni delle Regioni e delle Province autonome sulle proposte di legge S. 276 e abbinate concernenti la modifica della legge 157 del 1992 in materia di attività venatoria – Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 12 marzo 2009;
b)      Osservazioni delle Regioni e delle Province autonome in ordine all’indagine conoscitiva sulle opere irrigue deliberata dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 12 marzo 2009;
c)      Posizione delle Regioni e delle Province autonome in merito alla metodologia di raccolta dei dati in riferimento all’indagine conoscitiva sul fenomeno dei danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole zootecniche deliberata dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 12 marzo 2009;
d)     Osservazioni delle Regioni e delle Province autonome in ordine all’indagine conoscitiva sul sistema di finanziamento delle imprese agricole deliberata dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 12 marzo 2009;
9)       COMMISSIONE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – Regione Marche
a)       Partecipazione delle Regioni al neo costituito “Comitato Imprenditoria Femminile” di cui al DPCM 13 gennaio 2009 – Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 4 marzo 2009;
b)       Documento di proposte sulla strategia energetica nazionale - Punto esaminato dalla Commissione nella riunione del 21 gennaio 2009;
10)     Varie ed eventuali;
SEDUTA RISERVATA
11)     Designazione Presidente di ITACA e indicazione di due Vice Presidenti (art. 22 e art. 18 lett. b, dello Statuto) – Richiesta del Presidente di ITACA;
12)     DESIGNAZIONI
a)       Comitato delle Regioni: verifica dei poteri dei componenti di parte regionale della Delegazione Italiana a seguito delle elezioni nella Regione Sardegna - Designazione di un nuovo componente;
b)       Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26 settembre 2000: rinnovo – un rappresentante regionale.
 
(red/13.03.09)

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Scuola: preoccupazione per tagli del Governo

(regioni.it) Grande preoccupazione  per la situazione che si creerà nella regione Lazio per quanto  riguarda le famiglie, le scuole e i comuni, nonché per il precariato scolastico causato dai tagli previsti dal governo, e' stata espressa  nella XIV commissione consiliare del Lazio dall'assessore regionale  all'Istruzione, Silvia Costa. Nella stessa riunione tenuta l’11 marzo al Tavolo degli assessori regionali all'Istruzione – coordinato dalla stessa Silvia Costa -  e' emersa  la forte preoccupazione di tutte le regioni sull'impatto effettivo dei tagli sulle realtà territoriali anche con riferimento alla drastica  riduzione dei collaboratori scolastici, che potrebbe portare alla  chiusura dei piccoli plessi e un minore sostegno educativo nelle  scuole più affollate. Su questi punti e' in atto un confronto serrato tra regioni e ministero in Conferenza Stato-Regioni.
L'assessore Costa ha inviato a nome del  Coordinamento, al presidente della Conferenza delle regioni, Vasco  Errani, una nota nella quale propone che le regioni chiedano al  governo di limitare l'entità della riduzione di organico prevista per il prossimo anno scolastico, rimodulando i tagli annunciati per il  triennio, assumendo le 30 ore (e non le 27) come base per il calcolo  degli organici nella scuola primaria.
 
(red/13.03.09)

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Anoressia e bulimia in aumento tra i giovani

Martini: mancano centri al Sud

(regioni.it) Anoressia e bulimia sono in Italia la prima causa di morte per malattia tra le giovani tra i 12 e i 25 anni. Secondo la Societa' italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Sisdca) sono colpite dalla malattia circa 150-200mila donne.
''I disturbi del comportamento alimentare sono patologie in continuo aumento e gravi - ha precisato Roberto Ostuzzi, presidente della Sisdca, presentando oggi a Roma le statistiche su anoressia e bulimia nervosa -. Sono patologie invalidanti e con elevato indice di mortalita'''.
Attualmente, la prevalenza di queste due patologie nella popolazione generale e' dello 0,2%-0,3%. Il rischio di cronicizzazione e' forte, con l'insorgenza di  complicanze mediche e psichiatriche: la mortalita' per suicidio  o per complicanze mediche e psichiatriche conseguenti la malnutrizione e' del 10% a dieci anni dall'esordio e del 20% a venti anni.
Per quanto riguarda le cure per i malati di anoressia e bulimia in Italia "oggi ci sono pazienti di serie A e B, e queste ultime vivono al Sud". LO sostiene il sottosegretario al Welfare Francesca Martini che aggiunge: "le malate di serie B vivono al Sud perche' –spiega Martini - per la lungimiranza degli amministratori settentrionali al Centro-Nord sono stati creati centri che al Sud mancano". E la Martini sottoline che “occorre aprire un confronto con la Conferenza Stato-Regioni, per esaminare la questione. E mappare la localizzazione dei centri. L'ideale sarebbe anche mappare le pazienti a rischio in ciascuna regione, per poter ipotizzare un collegamento con le strutture piu' vicine, in caso di emergenza".
 
 
(red/120309)

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Tondo: droga; atteggiamento pragmatico per affrontare il problema

Conferenza nazionale sulle politiche antidroga

(regioni) ''Gli attuali scenari del mercato delle sostanze stupefacenti'' esigono ''il rafforzamento degli strumenti di prevenzione e di controllo da parte delle istituzioni''. Lo sostiene il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato alla Conferenza nazionale sulle politiche antidroga, che si e' aperta a Trieste.
''All'azione dello Stato, tuttavia - aggiunge il capo dello Stato - non puo' non affiancarsi, anche attraverso piu' incisivi e permanenti modelli collaborativi, l'opera insostituibile delle famiglie e di quel vasto e articolato settore del volontariato che ha saputo spesso offrire speranza e fiducia attraverso il sostegno, l'educazione e il recupero''. Un mercato, quello della droga, che, sottolinea il capo dello  Stato, ''non conosce barriere geografiche e appare sempre piu'  orientato verso le piu' esposte realta' giovanili e  adolescenziali''.
E’ intervenuta anche il ministro della Gioventu', Giorgia Meloni, affermando che una delle prime cose da fare, per migliorare l'approccio al problema delle tossicodipendenze e' una riforma dei servizi, ''che sono tutti, pubblici e privati, figli di una logica superata''. Per entrambi, pubblico e privato, esiste poi l'annoso problema delle risorse e dei ''soldi che non arrivano dalle Regioni - ha sottolineato il ministro - soprattutto da alcune Regioni, e questo per un retaggio ideologico''. Per Meloni, infatti, la prima cosa da fare e' quella di ''mettere da parte le ideologie, che soprattutto nel campo della droga hanno provocato piu' danni che risposte''.
Anche per il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, “occorre un atteggiamento pragmatico e non ideologico per affrontare il problema della droga”. Sul problema droga, secondo Tondo, occorre evitare quell'approccio ideologico che, da una parte e dall'altra, e' stato spesso assunto in questi ultimi anni. "E' un atteggiamento che non aiuta nessuno: abbiamo bisogno di risposte semplici, basate sul buon senso".
Nel portare il saluto dell'Amministrazione regionale, anche a nome della Conferenza delle Regioni, Tondo ha ricordato come la Regione abbia accolto con grande disponibilita' la proposta di organizzare la Conferenza nazionale a Trieste, di fronte all'importanza del tema. Tondo ha rivolto un ringraziamento particolare alle Forze dell'ordine che, in una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia, stanno dando un contributo importante all'individuazione e repressione dei traffici illeciti, in collaborazione con le Polizie dei Paesi confinanti. Secondo Tondo, la Conferenza nazionale sulle politiche antidroga potra' fornire non solo un importante contributo di approfondimento, ma potra' costituire per le Regioni un'occasione per rafforzare la collaborazione con il Governo e con tutti coloro che si occupano di questo tema, ciascuno per la propria parte di responsabilita'. "Mi auguro - ha concluso Tondo - che questa Conferenza ci possa aiutare ad affrontare i problemi per quelli che sono, al di fuori di ogni schematismo ideologico, ma piuttosto in modo realistico, pragmatico, concreto". 
Infine Stefano Valdegamberi, assessore alle politiche sociali della Regione Veneto e coordinatore della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni è intervenuto sempre alla Conferenza nazionale contro le droghe in corso a Trieste, e ha ricordato il modello veneto nel campo della lotta contro le dipendenze. Modello che integra sociale e sanitario e che comporta una presa in carico complessiva, sociale e familiare, della persona con problemi di dipendenza. 'E' questa la strada giusta - ha detto Valdegamberi – che va continuata con il dedicarsi in modo piu' pregnante alla presa in carico anche del contesto familiare perche' una situazione di droga o di alcolismo non puo' essere affrontata a compartimenti stagni. Nel Veneto esiste una stretta connessione tra comunita' terapeutiche, associazioni di volontariato, servizi pubblici territoriali, famiglie. Proprio perche' non basta curare la persona, l'individuo, ma bisogna guardare alla sua famiglia e al contesto relazionale in cui vive. E poi – ha aggiunto Valdegamberi - occorre una maggior coerenza da parte di tutti, a partire dalle istituzioni”.
(red/120309)

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Campania: nuova legge elettorale

Abolito il listino, previste 2 preferenze: una va ad una donna

(regioni.it) Nelle prime ore del mattino del 12 marzo 2009 il Consiglio Regionale della Campania, presieduto da Sandra Lonardo, ha approvato il progetto di legge elettorale della Regione Campania.
Le novità più importanti della legge, che resta improntata sul sistema proporzionale, sono:
·                     l'abolizione del listino presidenziale e l'attribuzione del premio di maggioranza alle liste collegate al candidato proclamato eletto alla carica di Presidente della Giunta regionale, che ottengono almeno il 60% dei seggi del Consiglio, se il presidente ha conseguito più del 45% dei voti validi (ne ottengono almeno il 55%, se il presidente ha conseguito meno del 45%dei voti validi);
·                     il sistema della doppia preferenza, in base al quale l'elettore può esprimere uno o due voti di preferenza, ma, in questo caso, una delle due preferenze deve riguardare il candidato di genere femminile, pena l'annullamento della seconda preferenza;
·                     la rappresentanza di genere, per cui in ogni lista nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai 2/3 dei candidati, pena la sua inammissibilità;
·                     la rappresentanza di tutte le circoscrizioni elettorali: al fine di garantire la rappresentanza di tutto il territorio regionale, è garantita la presenza di almeno un consigliere per ogni circoscrizione elettorale.
Il Consiglio ha, altresì, approvato all'unanimità un sub emendamento proposto dalla Sinistra e dal Pd finalizzato a garantire la presenza paritaria di entrambi i generi nei programmi di comunicazione politica offerti dalle emittenti radiotelevisive pubbliche e private.
Sulla legge c'e' stato un voto favorevole trasversale che e'  andato dal Pd, al MpA, dall'Udc, a La Sinistra (salvo  l'astensione di Antonella Cammardella), da Italia dei Valori ai  Verdi. Hanno, invece, votato contro i gruppi di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Udeur; si sono astenuti Massimo Grimaldi  del Nuovo Psi e Vito Nocera di Prc.
(red/13.03.09)

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Sindacati medici: segnalazione clandestini è imposta

Pronti a ricorrere a Corte Costituzionale e a Corte di giustizia europea

(regioni.it) I sindacati medici chiedono la cancellazione della norma - inserita nel Ddl sicurezza – che rimuove il divieto per i medici di segnalare all’autorità giudiziaria di stranieri non in regola. A lanciare l'appello sono i sindacati della dirigenza medica e  veterinaria del Ssn, riuniti l’11 marzo  a Roma proprio per spingere il  Governo a tornare sui propri passi e bocciare la norma  anti-clandestini, contenuta nel Ddl sicurezza. All'incontro hanno  preso parte tutte le maggiori sigle sindacali della dirigenza medica:  Anaao Assomed, Cimo Asmd, Fp Cgil medici, Aaroi, Fvm, Federazione Cisl medici, Fassid, Fesmed, Federazione medici Uil-Fpl. Organizzazioni che si dicono  pronte, se la legge dovesse passare, "ad andare fino alla Corte di giustizia europea, passando per la Corte costituzionale".
Il Ministro dell’interno, Roberto Maroni, sottolinea che “il Governo ''si limita a togliere il divieto di segnalazione di immigrati clandestini, norma che esiste solo in Italia. Poi le regioni decideranno come credono”, poi aggiunge “Stiamo parlando di una cosa inesistente; i medici vogliono fare ricorro alla  Corte di
Giustizia? Benissimo! Così si vedrà – conclude Maroni - che stiamo solo eliminando un divieto”.
L’obbligo per i medici di denunciare all’autorità giudiziaria gli immigrati clandestini, è contenuto nell’art. 45, comma 1 lettera t) del ddl sicurezza (C2180) approvato solo dal Senato ed ora in discussione alle Commissioni riunite I e II Affari Costituzionali e Giustizia della Camera.Con l’approvazione in Senato di un emendamento presentato dalla Lega Nord al ddl sicurezza è stato abrogato il comma 5 dell’articolo 35 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 “Testo unico di disciplina dell’immigrazione” secondo il quale “L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.A questa norma – spiegano i sindacati medici nella cartella stampa diffusa in occasione dell’incontro dell’11 marzo - è strettamente connessa quella che considera reato l'ingresso ed il soggiorno illegale nel territorio dello Stato (l'art. 21 del ddl in esame che introduce il nuovo art. 10bis del decreto legislativo n. 286 del 1998).Al riguardo, va sottolineato che il medico dipendente da Enti pubblici o da Enti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale riveste contemporaneamente, secondo il costante orientamento della giurisprudenza, la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio (artt. 357 e 358 c.p.).  Da ciò deriva per i medici un vero e proprio obbligo di denuncia di un reato di cui essi abbiano avuto notizia nell'esercizio delle loro funzioni o servizi, la cui omissione o ritardo comporta essere sottoposti ad una sanzione penale.  Ciò comporterebbe che agli stranieri, anche irregolari, devono essere garantite le prestazioni sanitarie e che l’operatore sanitario, deve agire secondo le regole generali effettuando la denuncia all’Autorità Giudiziaria (artt. 361 e 362 c.p.).Dunque, nel quadro normativo che risulterebbe in caso di conferma integrale del ddl citato, non solo verrebbe meno la “garanzia di non segnalazione” precedentemente prevista, ma addirittura risulterebbe vigente – sebbene non disposto espressamente – un obbligo di segnalazione da parte dei medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale. Va aggiunto che gli obblighi di denuncia e di referto non vengono meno per effetto del segreto professionale che le norme deontologiche impongono di rispettare al medico.Più nello specifico, il nuovo Codice (dicembre 2006), prevede numerose disposizioni che sembrerebbero porsi in contrasto con l’obbligo di denuncia: i doveri del medico rivolti alla tutela della salute dell’uomo in condizioni di uguaglianza; il diritto inalienabile del medico ad esercitare la professione in modo libero ed indipendente, secondo le sue conoscenze scientifiche ed i propri valori etici; le clausole sul segreto professionale e sulla riservatezza dei dati personali; una generale e trasversale clausola di “coscienza” che informa l’attività del medico.
Tuttavia, l‘obbedienza del medico alle norme deontologiche non lo tutela dalle conseguenze della mancata denuncia di reato. Infatti, il consolidato insegnamento della giurisprudenza ha stabilito che il dovere di riferire all'autorità giudiziaria supera il segreto professionale che il medico non può quindi invocare al fine di superare la responsabilità penale del dichiarante. In linea generale non è possibile per i medici sollevare obiezione di coscienza, in quanto si può ricorrere a tale prerogativa solo nei casi in cui è espressamente prevista dalla legge (ad esempio IVG ai sensi della L. 194/78).
La dannosità di questo nucleo di nuove disposizioni appare chiara non solo in relazione alla diminuzione di tutela del diritto alla salute degli extracomunitari, costituzionalmente garantito ad ogni individuo indipendentemente dallo stato giuridico, ma anche sul piano della sicurezza sociale. E' facile prevedere, infatti, che a fronte del rischio concreto di essere denunciati alle autorità giudiziarie, si determinerebbe la marginalizzazione di gran parte dei cittadini extracomunitari i quali sarebbero comunque costretti, in caso di necessità, a ricorrere ad un "sistema sanitario parallelo" sottratto da ogni regola e controllo, ingenerando situazioni di pericolo per la salute collettiva (si pensi per esempio alla necessità di controllare le malattie infettive e diffusive).
Infine il quadro normativo in esame presenta un evidente profilo di incostituzionalità per contrasto con l’articolo 32 della Costituzione – in base al quale “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività” –, in quanto le esigenze di ordine pubblico, che hanno indotto il Governo a presentare il ddl in esame, non appaiono adeguatamente bilanciate agli altri valori garantiti dalla Carta Costituzionale, che sono posti in grave pericolo.
 
Per approfondire : cfr. la cartella stampa diffusa dalle organizzazioni sindacali dei medici
 
(red/13.03.09)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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