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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1328 - lunedì 16 marzo 2009

Sommario3
- Errani: su piano casa meno annunci, più concertazione
- Federalismo fiscale: ora tocca all'Aula della Camera
- Fitto su Piano casa
- Lombardo: piano casa, sanità, federalismo...
- Conferenza Unificata il 19 marzo
- Conferenza Stato-Regioni il 19 marzo

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Errani: su piano casa meno annunci, più concertazione

(regioni.it) ''Fanno un grande annuncio, poi dopo dicono che sono le Regioni a dover evitare i problemi''. Così il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, critica il metodo del Governo sul Piano casa. ''Le regole vanno assicurate - ha detto Errani ai microfoni di Radio Due nel corso della trasmissione '28 minuti' di Barbara Palombelli – altrimenti non c'e' governo del territorio''. Quindi servono meno annunci e più concertazione. Il provvedimento è ancora allo studio del Governo ed è stato esposto per la prima volta nel corso del Consiglio dei Ministri del 13 marzo dal presidente Berlusconi. Si tratta delle linee guida di un’iniziativa legislativa finalizzata al rilancio dell’attività edilizia e del tessuto urbanistico. Il Governo intende così migliorare e rinnovare il patrimonio edilizio “non rispondente ai più aggiornati criteri tecnologici ed energetici”. La discussione proseguirà nella prossima riunione del Consiglio dei ministri.
Errani ha poi anche riferito di non essere al corrente di nessun incontro di concertazione con il governo in merito al provvedimento annunciato. ''Finora - ha spiegato Errani - io non ho visto ancora nulla e per quanto mi riguarda devo dire che sono abituato prima a studiare i progetti e poi a parlarne''. Errani pertanto aggiunge: ''un progetto di questo tipo condiviso con le Regioni potrebbe avere effetti anticiclici positivi. Si potrebbe cominciare a lavorare sulla bioedilizia, che potrebbe essere sostenuta con incentivi, applicandola in primis negli edifici pubblici, dando vita cosi' anche a un po' di risparmio energetico''.  E’ sbagliato quindi l’effetto annuncio da parte del Governo. E’ una questione di metodo istituzionale e di sostanza. ''Fare cosi' in una materia come questa - ha spiegato Errani - e' sbagliato perche' stiamo parlando di un tema molto delicato e complesso che dovrebbe essere invece discusso preventivamente con le Regioni. Ora il fatto che finora il Governo non abbia approvato nessun provvedimento in questo ambito e avviato solo una discussione e' frutto in primo luogo di un dibattito interno dello stesso esecutivo, ma anche della nostra iniziativa''.
La delicatezza dei problemi merita una maggiore attenzione per raggiungere gli obiettivi anticiclici di dare impulso al sistema economico. ''Noi siamo attenti al tema della semplificazione nell'urbanistica – sottolinea Errani - e non a caso nella mia regione stiamo elaborando una nuova legge che va proprio in questo senso''.  Errani fa anche delle precisazioni sulla questione di bloccare eventuali e possibili abusi: ''i provvedimenti devono riguardare piccoli e grandi interventi. Se in passato ci sono stati errori cio' non significa che in Italia non debbano piu' esserci regole''. Inoltre non bisogna confondere il Piano in discussione ancora in Consiglio dei ministri con quanto già fatto sulle politiche abitative insieme al governo e ratificate nel corso della Conferenza Unificata del 12 marzo. Non bisogna fare confusione. Si tratta di due provvedimenti diversi: ''l'intesa sulla casa sottoscritta nei giorni scorsi - ha ribadito Errani - non c'entra niente con il tema di cui l'esecutivo ha avviato oggi la discussione. Si tratta invece, lo voglio precisare, del reintegro dei 550 milioni di euro che il governo con la Finanziaria aveva tagliato rispetto ad una scelta che l'esecutivo precedente aveva fatto d'accordo con le Regioni. Molte di queste poi avevano fatto ricorso alla Corte Costituzionale - ha spiegato Errani - e finalmente il governo ha dovuto prendere atto che avevamo ragione, ristabilendo cosi' quei fondi per l'edilizia residenziale pubblica.
 
(giuseppe schifini/16.03.09)

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Federalismo fiscale: ora tocca all'Aula della Camera

Finito il lavoro delle Commissioni Parlamentari

(regioni.it) L’Aula della Camera avvia il 16 marzo l’esame del disegno di legge Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione. Si riporta quanto emerso nell’iter parlamentare, durante i vari passaggi nella Commissioni (Il testo del Ddl è stato pubblicato nella sezione “In Parlamento”, alla voce “evidenze””, del sito www.regioni.it).
CAMERA DEI DEPUTATI, DISEGNO DI LEGGE n. 2105, APPROVATO DAL SENATO DELLA REPUBBLICAil 22 gennaio 2009 (v. stampato Senato n. 1117) PRESENTATO DAL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE (TREMONTI), DAL MINISTRO PER LE RIFORME PER IL FEDERALISMO (BOSSI), DAL MINISTRO PER LA SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA (CALDEROLI), DAL MINISTRO PER I RAPPORTI CON LE REGIONI (FITTO),DAL MINISTRO PER LE POLITICHE EUROPEE (RONCHI) E DAL MINISTRO DELL’INTERNO (MARONI) DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI (MATTEOLI) E CON IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L’INNOVAZIONE (BRUNETTA)
Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione
Trasmesso dal Presidente del Senato della Repubblica il 23 gennaio 2009
NOTA: Le Commissioni permanenti V (Bilancio, tesoro e programmazione) e VI (Finanze), il 13 marzo 2009, hanno deliberato di riferire favorevolmente sul disegno di legge n. 2105. In pari data, le Commissioni hanno chiesto di essere autorizzate a riferire oralmente. Per il testo delle proposte di legge nn. 452, 692 e 748 si vedano i rispettivi stampati., n. 452, d’iniziativa del deputato RIA Delega al Governo in materia di federalismo fiscale Presentata il 29 aprile 2008 n. 692, D’INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIANuove norme per l’attuazione dell’articolo 119 della CostituzionePresentata il 3 maggio 2008 n. 748, d’iniziativa del deputato PANIZDelega al Governo per l’attuazione dell’articolo 119della Costituzione in materia di federalismo fiscalePresentata il 6 maggio 2008 (Relatori: LEONE, per la V Commissione;Antonio PEPE, per la VI Commissione)
PARERE DEL COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
Il Comitato per la legislazione, esaminato il disegno di legge n. 2105 e rilevato che: esso reca un’ampia delega legislativa al Governo in materia di federalismo fiscale, i cui oggetti ed i cui principi e criteri direttivi sono indicati in termini generali dall’articolo 2 e più analiticamente specificati nei successivi articoli dedicati alle regioni (articolo 7: tributi delle regioni e compartecipazione al gettito; articolo 8: esercizio delle competenze legislative e mezzi di finanziamento; articolo 9: fondo perequativo; articolo 10: finanziamento delle funzioni trasferite) ed agli altri enti locali (articolo 11: finanziamento delle funzioni; articolo 12: autonomia di entrata e di spesa; articolo 13: fondi perequativi; articolo 14: finanziamento delle città metropolitane), nonché nelle disposizioni relative a tutti i livelli di governo (articolo 15: destinazione di risorse aggiuntive ai sensi dell’articolo 119, quinto comma, della Costituzione; articolo 16: coordinamento e disciplina fiscale; articolo 18: patrimonio degli enti locali) ed, ancora, nelle norme che definiscono discipline transitorie e le fasi di prima applicazione delle nuove previsioni (articoli 19, 20, 21, 22 e 23: disciplina transitoria per le regioni, gli enti locali, le città metropolitane ed introduzione dell’ordinamento transitorio di Roma capitale); infine, gli articoli 24 e 26 specificano principi e criteri direttivi della delega in relazione alla gestione dei tributi e alla salvaguardia finanziaria; alle richiamate norme concernenti la delega legislativa, il provvedimento affianca disposizioni immediatamente operative volte ad istituire nuovi organismi (gli articoli 3, 4 e 5 istituiscono, rispettivamente, una Commissione bicamerale, una Commissione tecnica paritetica ed una Conferenza permanente) o modificare competenze di organi parlamentari già esistenti (l’articolo 6 amplia i compiti della Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria), nonché a definire nuovi impegni per l’Esecutivo (l’articolo 17 impegna il Governo a proporre, nell’ambito del disegno di legge finanziaria, « norme di coordinamento dinamico della finanza pubblica » e l’attivazione di un « piano per il conseguimento degli obiettivi di convergenza») ed a fissare obiettivi di perequazione e di solidarietà per le regioni a statuto speciale e le province autonome (articolo 25); nel prevedere l’adozione di una disciplina innovativa in materia di rapporti tra lo Stato e gli enti locali, il disegno di legge prefigura un coordinamento con l’ordinamento vigente affidando, con l’articolo 26, ai decreti legislativi il compito di individuare ed abrogare le norme preesistenti ritenute incompatibili; inoltre, l’articolo 24, comma 8, fissa il divieto di operare modifiche, deroghe o abrogazioni implicite delle norme sull’ordinamento transitorio di Roma capitale, divieto che tuttavia ha ovviamente una valenza solo monitoria nei confronti del legislatore, non potendo una norma di legge vincolare giuridicamente una norma successiva di grado gerarchico equivalente; il disegno di legge disciplina il procedimento di adozione dei decreti legislativi attuativi delle deleghe previste dalla legge, prevedendo che su di essi sia acquisita la « previa intesa » in sede di Conferenza unificata e, successivamente, sia attivato il procedimento volto all’espressione di un doppio parere da parte di una Commissione bicamerale appositamente costituita e delle Commissioni parlamentari competenti per i profili di carattere finanziario, vincolando l’Esecutivo a comunicare alle Camere le « specifiche motivazioni » di difformità dall’intesa ovvero che hanno determinato la mancata intesa; sul punto – come già rilevato dal Comitato in analoga circostanza – nei più recenti precedenti in cui è stata prevista la previa intesa per l’esercizio della delega, essa non è stata esercitata (articolo 24, comma 2, della legge n. 328 del 2000; articolo 1, comma 2, della legge n. 53 del 2003; articolo 6 della legge n. 56 del 2005) ovvero è stata esercitata sulla base del parere, in luogo dell’intesa, della Conferenza unificata (alla delega di cui all’articolo 6 della legge n. 172 del 2003 è stata data attuazione con il decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171 che richiama in premessa solo l’acquisizione del parere reso dalla Conferenza) o addirittura è stata esercitata anche in presenza di un esplicito diniego di intesa sul provvedimento (alla delega di cui all’articolo 4 della citata legge n. 53 del 2003, in materia di alternanza scuola-lavoro, è stata data attuazione con il decreto legislativo n. 77 del 2005, il cui preambolo dà conto della « mancata intesa »); peraltro, la previa intesa prevista, finalizzata ad una stesura di un testo condiviso tra Governo statale e Giunte regionali, rende potenzialmente meno incisivi i successivi pareri parlamentari; inoltre, il disegno di legge prevede, all’articolo 5, l’istituzione nell’ambito della Conferenza unificata della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, superando quindi la cornice tracciata dal decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che individua nelle tre Conferenze ivi previste (Stato-Regioni, Stato-città e autonomie locali ed Unificata) gli unici soggetti chiamati ad intervenire in tutti i processi decisionali di interesse regionale e delle autonomie; il provvedimento adotta espressioni imprecise ovvero dal significato tecnico-giuridico di non immediata comprensione (ad esempio, all’articolo 2, comma 2, lettera b), si utilizza l’espressione lealtà istituzionale in luogo di quella, più usuale, di leale cooperazione; alla lettera o) del medesimo comma compare la locuzione « continenza e responsabilità nell’imposizione di tributi propri »; l’articolo 4 prevede che alla Commissione tecnica paritetica ivi prevista partecipi anche un rappresentante tecnico per ciascun ramo del Parlamento, senza chiarire se esso debba essere dipendente dell’organo che lo designa; l’articolo 12, alla lettera l), richiama la « premialità ai comuni », mentre invece dovrebbe riferirsi a tutti gli enti locali; l’articolo 15 indica tra i parametri di valutazione degli interventi statali ivi previsti anche la « considerazione delle specifiche realtà territoriali, con particolare riguardo... ai diritti della persona »; l’articolo 24, comma 1, lettera a) si riferisce alle « Agenzie regionali delle entrate » e non, come sarebbe corretto, alle « Direzioni regionali »); il disegno di legge presentato dal Governo al Senato è corredato sia della relazione sull’analisi tecnico-normativa (ATN), sia della relazione sull’analisi di impatto della regolamentazione (AIR); quest’ultima risulta redatta secondo il modello antecedente a quello attualmente in vigore in quanto il disegno di legge è stato presentato prima dell’entrata in vigore del regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 settembre 2008, n. 170; ritiene che, per la conformità ai parametri stabiliti dall’articolo 16-bis del Regolamento, debba essere rispettata la seguente condizione:  sotto il profilo della chiarezza e della proprietà della formulazione: all’articolo 2, comma 6 – secondo cui « almeno uno dei decretilegislativi di cui al comma 1 è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge » – si proceda a definire, in conformità al dettato costituzionale, gli oggetti del decreto legislativoivi previsto, per la cui adozione viene fissato un termine più breve di esercizio rispetto a quello entro cui spetta al Governo l’esercizio del potere legislativo relativo alla delega conferita dall’articolo in esame,salvo che non si intenda unificare il termine di esercizio della delegaal fine di evitare incertezze rispetto al fattore temporale. Il Comitato osserva altresì quanto segue: sotto il profilo dell’efficacia del testo per la semplificazione e il riordinamento della legislazione vigente:  all’articolo 2, commi 3 e 4 – ove si definiscono i meccanismi procedurali per l’espressione dei pareri parlamentari sugli schemi di decreti legislativi – dovrebbe valutarsi l’opportunità di prevedere, sia per il primo che per il secondo parere, che le Commissioni possano attivare un meccanismo di proroga del termine, analogamente a quanto è consentito alla Commissione bicamerale di cui al successivo articolo 3; dovrebbe altresì precisarsi se la richiesta di proroga possa essere avanzata, oltre che nel caso in cui la materia oggetto degli schemi di decreto legislativo sia particolarmente complessa oppure quando si verifichi l’assegnazione contemporanea alla Commissione per l’espressione del parere di un elevato numero di atti, anche per l’ipotesi in cui gli schemi di decreto siano presentati in prossimità della scadenza del termine per l’esercizio della delega, come viene ordinariamente previsto in presenza di disposizioni di delega complesse; all’articolo 17 – ove si impegna il Governo a proporre, nell’ambito del disegno di legge finanziaria « norme di coordinamento dinamico della finanza pubblica » e l’attivazione di un « piano per il conseguimento degli obiettivi di convergenza » – dovrebbe valutarsi l’opportunità di riformulare la disposizione in esame come novella dell’articolo 11 della legge di contabilità generale n. 468 del 1978, atteso che la norma in esame prefigura nella sostanza un ampliamento del contenuto tipico della legge finanziaria; al riguardo, dovrebbe altresì verificarsi l’opportunità di precisare quali siano gli strumenti giuridici attivabili nel corso del procedimento denominato «Piano per il conseguimento degli obiettivi di convergenza »; sotto il profilo della chiarezza e della proprietà della formulazione: all’articolo 2, comma 2 – ove si indicano i principi e criteri direttivi generali della delega – dovrebbe valutarsi l’opportunità di verificare quale sia la reale portata normativa delle lettere i) e m), che, rispettivamente, impongono al legislatore delegato « la coerenza con i principi di cui all’articolo 53 della Costituzione » ed il « rispetto della ripartizione delle competenze legislative fra Stato e regioni in tema di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario», trattandosi evidentemente di principi costituzionali la cui osservanza prescinde da una specifica previsione; all’articolo 10 – ove sono stabiliti i principi e criteri direttivi specifici concernenti il finanziamento delle funzioni trasferite alle regioni – dovrebbe precisarsi che il primo comma e la rubrica dell’articolo si riferiscono alle sole funzioni amministrative trasferite alle regioni; all’articolo 11, comma 1, lettera g) – ove si indica come principio di delega la « valutazione dell’adeguatezza delle dimensioni demografiche e territoriali degli enti locali per l’ottimale svolgimento delle rispettive funzioni e salvaguardia delle peculiarità territoriali, con particolare riferimento alla specificità dei piccoli comuni, anche con riguardo alle loro forme associative, dei territori montani e delle isole minori » –dovrebbe valutarsi l’opportunità di chiarire se si tratti di due diversi criteri di valutazione tra cui effettuare una ponderazione, atteso che in esso appaiono emergere finalità tra loro divergenti: mentre per « l’ottimale svolgimento » delle funzioni la dimensione demografica deve essere in via generale consistente (per consentire, ad esempio, la prestazione di servizi a costi unitari minori), la salvaguardia dei piccoli comuni richiede invece che vengano tutelate anche le dimensioni demografiche numericamente esigue; all’articolo 13, comma 1, lettere f) e h), nonché all’articolo 20, comma 1, lettera c) – ove si dispone in merito di fondi perequativi – dovrebbe integrarsi il riferimento agli enti locali con un espresso riferimento anche alle città metropolitane, in coerenza con quanto statuito alla lettera a) del citato articolo 13, che infatti istituisce due fondi perequativi: uno a favore dei comuni ed uno a favore delle province e delle città metropolitane; all’articolo 22 – che reca una normativa transitoria per le città metropolitane « fino alla data di entrata in vigore della disciplina organica delle città metropolitane che sarà determinata con apposita legge » – dovrebbe individuarsi con maggiore chiarezza l’efficacia temporale delle disposizioni che riguardano le funzioni e l’attribuzione delle risorse alle medesime città metropolitane di nuova istituzione, dal momento che la formulazione letterale del comma 9 non consente di definire in modo univoco se esso sia immediatamente operativo (sia pure « in via provvisoria ») ovvero se la sua efficacia risulti subordinata all’attuazione della nuova legge in materia, circostanza che inciderebbe sulla stessa finalità della disposizione transitoria in oggetto; infatti la disposizione in commento fissa la propria efficacia « dalla data di insediamento dei suoi organi definitivi », che dovrebbero dunque essere quelli indicati dal comma 7 (« La provincia di riferimento cessa di esistere e sono soppressi tutti i relativi organi a decorrere dalla data di insediamento degli organi della città metropolitana, individuati dalla legge ») e che presuppongono l’avvenuta adozione della suddetta disciplina organica; analogamente, all’articolo 23 – volto ad introdurre l’Ordinamento transitorio di Roma capitale ai sensi dell’articolo 114, terzo comma, della Costituzione, anche in questo caso fino all’attuazione della disciplina delle città metropolitane – dovrebbe valutarsi l’opportunitàdi definire con maggiore nettezza l’ambito temporale di vigenza della disciplina che, da un lato, appare immediatamente operativa in quanto consente al Consiglio comunale (che assume il nome di Assemblea capitolina) di adottare appositi regolamenti per lo svolgimento di ulteriori funzioni amministrative e dall’altro lato stabilisce, al medesimo comma 4, che il nuovo Statuto di Roma capitale possa essere adottato entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto legislativo che, ai sensi del comma 5, disciplina « l’ordinamento transitorio, anche finanziario, di Roma capitale »; al medesimo articolo 23, comma 4 – ove si prevede « lo statuto di Roma capitale che entra in vigore alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale » – dovrebbero verificarsi le ragioni giustificative della deroga alla disposizione secondo cui « le leggi e i regolamenti divengono obbligatori nel decimoquinto giorno successivo a quello della loro pubblicazione, salvo che sia altrimenti disposto » (articolo 10 delle preleggi); dovrebbe inoltre valutarsi l’esigenza di incidere testualmente sul testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, ove è contenuto l’elenco degli atti da pubblicare nella «Gazzetta Ufficiale »; all’articolo 26, comma 2, lettera c) – secondo cui i decreti legislativi di cui all’articolo 2 individuano meccanismi idonei ad assicurare che « siano previsti adeguati meccanismi diretti a coinvolgere e cointeressare regioni ed enti locali nell’attività di recupero dell’evasione fiscale e nel contrasto all’elusione fiscale » – dovrebbe verificarsi se sia necessaria tale disposizione che appare meramente ripetitiva dei principi e criteri direttivi già indicati all’articolo 2, comma 2, lettera d), volti a prevedere il « coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali nell’attività di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale » e ancora ripetuta, in termini diversi, dall’articolo 7, comma 1, lettera d), n. 5), sia dall’articolo 26, comma 2, lettera c).
PARERE DELLA I COMMISSIONE PERMANENTE (AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI)
La I Commissione, esaminato il testo del disegno di legge C. 2105 Governo, approvato dal Senato, recante « Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione », come modificato dagli emendamenti approvati dalle Commissioni di merito; considerato che: la delega legislativa al Governo disposta dal disegno di legge è volta all’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione; in particolare, la delega è finalizzata alla determinazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, ai sensi dell’articolo 119, secondo comma; all’istituzione di un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante ai sensi dell’articolo 119, terzo comma; all’individuazione dei criteri per la realizzazione degli interventi speciali previsti dall’articolo 119, quinto comma; alla determinazione dei principi generali per la disciplina del patrimonio degli enti territoriali, ai sensi dell’articolo 119, sesto comma; la delega è altresì finalizzata alla definizione di una disciplina transitoria sull’ordinamento di Roma quale capitale della Repubblica, in attuazione dell’articolo 114, terzo comma, della Costituzione; con riferimento al riparto legislativo di competenze sancito dall’articolo 117 della Costituzione, il provvedimento, complessivamente considerato, incide innanzitutto sulla materia « armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario », che l’articolo 117, terzo comma, della Costituzione attribuisce alla potestà legislativa concorrente dello Stato e delle regioni, tendendo a stabilire i principi fondamentali di tale materia; sempre con riferimento al riparto legislativo di competenze sancito dall’articolo 117 della Costituzione, singole disposizioni incidono sulle materie « sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie », « determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale » e « funzioni fondamentali di comuni, province e città metropolitane », che l’articolo 117, secondo comma (lettere, rispettivamente, e), m) e p)) della Costituzione attribuisce alla competenza legislativa esclusiva dello Stato; l’articolo 1, comma 2, prevede che alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, « con esclusione degli enti locali ricadenti nel loro territorio », si applicano, in conformità con gli statuti, esclusivamente le disposizioni di cui agli articoli 14, 21 e 25 del provvedimento; appare necessario individuare con maggiore chiarezza le modalità, i principi e i limiti secondo i quali la riforma si applica alle regioni a statuto speciale; l’articolo 2, comma 2, alle lettere h), u) e v), inserisce la previsione di sanzioni di cui non è precisata la natura; il provvedimento in esame prevede il ricorso alla procedura per il raggiungimento delle intese nell’ambito dei procedimenti relativi al patto di convergenza di cui all’articolo 17, alla verifica prevista nel principio direttivo di cui alla lettera f) del comma 1 dell’articolo 19 in materia di princìpi e criteri direttivi concernenti norme transitorie per le regioni, nonché agli accordi previsti dal comma 5 dell’articolo 20, in materia di funzioni attribuite in via provvisoria a comuni e province e stabilisce, per il raggiungimento delle suddette intese o dell’accordo, il ricorso alla procedura ordinaria, in base alla quale, trascorso il termine previsto senza che l’intesa o l’accordo sia stato raggiunto, il Governo può decidere autonomamente; la predetta procedura si adatta con difficoltà agli obiettivi di fondo del provvedimento in esame, essendo invece preferibile il ricorso alla procedura prevista dall’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131; preso atto con favore che, all’articolo 7, comma 1, lettera c), sono state apportate modificazioni volte, tra l’altro, a precisare che le regioni possono introdurre variazioni percentuali delle aliquote delle addizionali (loro attribuite) e disporre detrazioni solo « entro i limiti fissati dalla legislazione statale »; preso atto con favore che, all’articolo 13-bis, con emendamento approvato dalle Commissioni si stabilisce che, con la legge con cui si attribuiscono a una o più regioni forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, si provvede all’assegnazione delle necessarie risorse finanziarie in conformità all’articolo 119 e ai principi del provvedimento; sottolineata l’assoluta necessità di assicurare su tutto il territorio nazionale la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, nel rispetto del principio di eguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione; espresso, infine, l’auspicio che il Governo presenti al Parlamento quanto prima il disegno di legge per il riordino del sistema delle autonomie locali (cosiddetta Carta delle autonomie) e che l’esercizio della delega in materia di federalismo fiscale avvenga in armonia con tale provvedimento ovvero, qualora questo non dovesse essere approvato prima della scadenza del termine per l’esercizio della delega stessa, in armonia con gli indirizzi che emergeranno nel dibattito parlamentare in sede di discussione della Carta delle autonomie; esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
valutino le Commissioni di merito l’opportunità di: 1) all’articolo 1, comma 2, precisare la portata normativa dell’inciso « con esclusione degli enti locali ricadenti nel loro territorio » ed individuare con maggiore chiarezza le modalità, i principi e i limiti secondo i quali la riforma si applica alle regioni a statuto speciale; 2) all’articolo 25, precisare che la perequazione fiscale dei territori dotati di diversa capacità fiscale deve comunque garantire il rispetto del principio di eguaglianza sull’intero territorio nazionale; 3) all’articolo 2, comma 2, lettere h), u) e v), precisare la natura delle sanzioni ivi previste; 4) prevedere il ricorso alla procedura di cui all’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, ai fini del raggiungimento delle intese nell’ambito dei procedimenti relativi al patto di convergenza di cui all’articolo 17, alla verifica prevista nel principio direttivo di cui alla lettera f) del comma 1 dell’articolo 19, in materia di princìpi e criteri direttivi concernenti norme transitorie per le regioni, nonché agli accordi previsti dal comma 5 dell’articolo 20, in materia di funzioni attribuite in via provvisoria a comuni e province.
PARERE DELLA VII COMMISSIONE PERMANENTE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)
La VII Commissione, esaminato per le parti di competenza il disegno di legge C. 2105, già approvato dal Senato, recante delega al Governo in materia di federalismo fiscale; rilevato che l’articolo 8, comma 1, lettera a), indicando i criteri per la classificazione delle spese connesse a materie di competenza legislativa concorrente o residuale regionale, in funzione dell’individuazione della relativa forma di finanziamento, prevede che tra le spese classificate come spese inerenti ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, rientrino quelle relative all’istruzione, con particolare riferimento ai servizi e alle prestazioni inerenti all’esercizio del diritto allo studio, nonché per lo svolgimento delle altre funzioni amministrative attribuite alle regioni dalle norme vigenti alla data di entrata in vigore della legge tenuto conto della necessità di dare breve attuazione al titolo V della parte seconda della Costituzione; sottolineato, altresì, che l’articolo 23, disciplinante l’ordinamento transitorio, non limitato ai profili finanziari, della capitale della Repubblica, in attuazione dell’articolo 114, terzo comma, Cost., in attesa dell’adozione ed attuazione di una disciplina organica sulle città metropolitane – al comma 3 dispone, in particolare, l’attribuzione a Roma capitale, oltre che delle funzioni attualmente spettanti al comune di Roma, di una serie dettagliata di ulteriori funzioni amministrative, tra le quali rientrano anche il concorso, previo accordo con il Ministero per i beni e le attività culturali, alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali (lettera a)) e al comma 7 prevede il trasferimento, da attuare attraverso un decreto legislativo, a titolo gratuito a Roma capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello Stato non più funzionali alle esigenze dell’amministrazione centrale; fatta eccezione per quelle tipologie di beni, da individuare ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera d), che non siano suscettibili di trasferimento in quanto « di rilevanza nazionale » – inclusi tra questi i beni appartenenti al patrimonio culturale nazionale –; che Roma deve essere tutelata ma tenendo conto di un panorama più generale di tutela che non sottragga competenze allo Stato su temi così delicati e che il trasferimento a titolo gratuito dei beni appartenenti al patrimonio dello Stato a Roma capitale non può essere giustificato in mancanza di verifiche e controlli, in quanto incide su materie importanti la cui attuazione deve essere affidata al potere centrale; esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente condizione:
con riferimento all’articolo 8, comma 1, lettera a), appare necessario che si indichino con analoga chiarezza le funzioni per le spese per l’istruzione, così come previsto per la sanità e l’assistenza, in sintonia con il Titolo V della Costituzione; e con le seguenti osservazioni: a) con riferimento all’articolo 23, comma 3, lettera a), occorre evitare che dalle norme ivi contenute possa essere preso lo spunto per la configurazione di un sistema tendente all’approvazione di norme diverse a secondo delle regioni di riferimento dei singoli beni culturali, per scongiurare altresì il rischio che si possano creare corsie diverse per differenti città; b) appare opportuno, inoltre, disciplinare la materia della valorizzazione dei beni culturali nell’ambito dell’articolo 8 del disegno di legge in esame; c) con riferimento all’articolo 23, comma 7, infine, si valuti l’opportunità di inserire, riguardo la previsione del trasferimento a titolo gratuito dei beni dello Stato all’ente Roma capitale, di forme di verifica e di controllo.
PARERE DELLA VIII COMMISSIONE PERMANENTE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI)
La VIII Commissione, esaminato il disegno di legge delega in materia di federalismo fiscale, già approvato dal Senato e attualmente all’esame delle Commissioni V e VI della Camera; preso atto che si tratta di un provvedimento sul quale il Governo ha svolto un intenso confronto interistituzionale, anche con i rappresentanti degli enti locali, acquisendo il contributo di diverse forze politiche; valutati favorevolmente i principi ispiratori del provvedimento, volto a superare il sistema di finanza regionale e locale ancora improntato a meccanismi di trasferimento, attraverso l’attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di tributi propri; valutata altresì positivamente la previsione di meccanismi di premialità dei comportamenti virtuosi ed efficienti – in termini di equilibri di bilancio, qualità dei servizi, contenuto livello della pressione fiscale e incremento dell’occupazione – ovvero sanzionatori per gli enti che non rispettano gli obiettivi di finanza pubblica; tenuto conto che gli ambiti di interesse della VIII Commissione (Ambiente) riguardano materie che coinvolgono – a diversi livelli – le competenze delle regioni e degli enti locali, quali il governo del territorio, la protezione civile e la difesa del suolo e dell’ambiente, cui occorre destinare adeguate risorse per la realizzazione delle politiche definite a livello nazionale (quali ad esempio le infrastrutture, il piano casa, gli interventi di prevenzione ambientale e bonifica del territorio) nonché per le specifiche funzioni attribuite ai predetti enti (sviluppo urbano e pianificazione territoriale, gestione del ciclo dei rifiuti, servizi idrici, trasporto pubblico locale), con l’obiettivo di garantire i livelli essenziali delle prestazioni; apprezzate le misure previste dall’articolo 21 in materia di dotazione infrastrutturale, finalizzate a promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale attraverso il recupero del deficit infrastrutturale, incluso quello riguardante il trasporto pubblico locale, anche tenuto conto della virtuosità degli enti nell’adeguamento al processo di convergenza verso i costi o i fabbisogni standard; esprime,
PARERE FAVOREVOLE
PARERE DELLA IX COMMISSIONE PERMANENTE (TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI)
La IX Commissione, esaminato il disegno di legge recante: « Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione » (C. 2105 Governo, approvato dal Senato, e abb.), considerato che, per quanto concerne il finanziamento della spesa per il trasporto pubblico locale, per un verso, ai sensi della lettera c) del comma 1 dell’articolo 8, si evidenzia l’esigenza di fornire un livello adeguato del servizio su tutto il territorio nazionale e si prevede, ai sensi della lettera f) del comma 1 dell’articolo 9, relativamente alle spese in conto capitale, una attribuzione delle quote del fondo perequativo tale da assicurare l’integrale copertura del fabbisogno standard, per l’altro, si prevede, ai sensi della citata lettera f), una attribuzione delle quote del fondo perequativo relative alle spese di parte corrente finalizzata a ridurne le differenze tra i territori con diverse capacità fiscali per abitante; considerato altresì che l’attribuzione delle quote del fondo perequativo per il trasporto pubblico locale è in ogni caso subordinata, ai sensi della lettera c) del comma 1 dell’articolo 8, al rispetto di un livello di servizio minimo, fissato a livello nazionale; ritenuto in generale che la definizione di un assetto federale della finanza regionale e locale debba innanzitutto garantire l’obiettivo di un più efficiente utilizzo delle risorse pubbliche, nel rispetto dei principi di economicità e corretta gestione, esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente osservazione:
valutino le Commissioni di merito l’opportunità, in luogo della specifica disciplina dettata dalla lettera c) del comma 1 dell’articolo 8 e dalla lettera f) del comma 1 dell’articolo 9, di includere il trasporto
pubblico locale tra le spese inerenti ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, di cui al comma 1, lettera a), numero 1), dell’articolo 8 e al comma 3 del medesimo articolo.
PARERE DELLA X COMMISSIONE PERMANENTE (ATTIVITÀ PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)
La X Commissione, esaminato il testo del disegno di legge recante: « Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione » (C. 2105 Governo, approvato dal Senato); nel ritenere opportuna, in considerazione della scelta dello strumento della legge delega per attuare il federalismo fiscale, la previsione di un efficace ruolo di controllo affidato al Parlamento mediante l’istituzione della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale; considerata altresì necessaria la previsione di meccanismi di perequazione fiscale affidati alla competenza dello Stato che nel rispetto dei principi di solidarietà e coesione sociale siano idonei a contenere le situazioni di disequilibrio economico proprie delle diverse aree territoriali del Paese; nel condividere, in particolare, la scelta di introdurre criteri di responsabilità della spesa ai diversi livelli di governo del territorio e l’obiettivo di un fisco più trasparente ed efficiente, in cui il passaggio dalla spesa storica ai costi standard rappresenta una conquista per delineare modelli virtuosi di gestione territoriale favorendo al contempo il controllo democratico da parte dei cittadini; ritenuta altresì non rinviabile una riflessione sulla necessità di una revisione degli assetti istituzionali e dei livelli di governo che completi l’attuazione del federalismo fiscale nel nostro ordinamento giuridico ivi compresa una riforma della pubblica amministrazione che si ponga l’obiettivo di favorire la nascita e lo sviluppo delle imprese; delibera di esprimere
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
a) valutino le Commissioni di merito l’opportunità di prevedere meccanismi adeguati ad evitare il rischio di un aumento della pressione fiscale a carico dei cittadini e delle imprese ovvero condizioni di svantaggio per le imprese dovute ad una possibile diversificazione territoriale dell’imposizione fiscale; b) valutino le Commissioni di merito l’opportunità di suggerire al Governo iniziative legislative volte al completamento della riforma in senso federale dello Stato modificando l’attuale assetto istituzionale in vista di una concreta semplificazione e di una reale diminuzione dei costi amministrativi a carico dei cittadini e delle imprese.
PARERE DELLA XI COMMISSIONE PERMANENTE
(LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)
La XI Commissione, esaminato il disegno di legge C. 2105, approvato dal Senato, recante « Delega al Governo in materia di federalismo fiscale »; considerato che il provvedimento intende completare il percorso di transizione dell’ordinamento italiano verso una effettiva valorizzazione del sistema delle autonomie territoriali, rafforzando il principio di responsabilità politica delle amministrazioni locali; osservato come il testo approvato dal Senato configuri uno sforzo concreto per arrivare a uno sviluppo sostenibile e solidale nell’ambito del principio di unitarietà del Paese, al fine di risolvere in modo strutturale il tema della fiscalità decentrata e di affrontare in modo concordato il rapporto finanziario e tributario tra i vari livelli di governo; raccomandata, a tal fine, l’attenzione verso una forma di federalismo basata sull’attuazione responsabile del principio costituzionale di sussidiarietà, nonché sulla salvaguardia dei principi di perequazione e riequilibrio tra zone più sviluppate e aree più svantaggiate del Paese; preso atto che – nel contesto normativo complessivo della delega legislativa conferita al Governo sulla materia – si collocano talune disposizioni di più diretto interesse della XI Commissione;  rilevato, in proposito, che l’articolo 2, comma 2, lettera ff), nell’ambito dei principi e criteri direttivi della delega, richiede che vi sia una corrispondenza – seppure solo tendenziale – tra autonomia impositiva e autonomia di gestione delle proprie risorse umane e strumentali da parte del settore pubblico, prospettando inoltre il conferimento ai diversi livelli di governo, tramite appositi strumenti, di una autonomia nella gestione della contrattazione collettiva; ritenuto, in proposito, che un livello di contrattazione collettiva legato al territorio può costituire una occasione per rendere più partecipi i lavoratori al raggiungimento dei risultati prefissati; auspicato che l’articolo 15 – che reca i principi e criteri direttivi a cui dovranno conformarsi i decreti legislativi attuativi dell’articolo 119, quinto comma, della Costituzione – sia in grado di assicurare efficaci modalità per la destinazione di risorse aggiuntive statali e per la definizione di interventi speciali in favore di determinati enti territoriali, al fine di promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, nonché per rimuovere gli squilibri economici e sociali; valutata positivamente la disposizione contenuta all’articolo 16, comma 1, lettera e), che – all’interno dei criteri per la definizione di un sistema premiante e di un sistema sanzionatorio da applicare nei confronti degli enti che risultino più o meno virtuosi rispetto al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica ad essi imposti – specifica che i meccanismi premiali riguardano gli enti che incentivano l’occupazione e l’imprenditorialità femminile; esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
valutino le Commissioni di merito l’opportunità di introdurre, nell’ambito dei principi e criteri direttivi generali di cui all’articolo 2, comma 2, lettera ff), un riferimento alla possibile implementazione della contrattazione decentrata a livello territoriale o di distretto, ferme restando le vigenti norme previste in materia dalla legislazione nazionale; valutino altresì le Commissioni di merito l’opportunità di prevedere, data anche la crisi economica in corso, che i servizi all’impiego vengano messi nelle condizioni di poter funzionare in maniera omogenea sul territorio nazionale.
PARERE DELLA XII COMMISSIONE PERMANENTE (AFFARI SOCIALI)
La XII Commissione, esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge n. 2105 Governo, approvato dal Senato, ed abb., recante « Delega al Governo in materia di federalismo fiscale », esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente condizione: siano garantiti standard adeguati di assistenza sull’intero territorionazionale, in modo omogeneo, attraverso la definizione di livelliessenziali di assistenza sia sanitari che sociali approvati e accompagnati da controlli rigorosi.
PARERE DELLA XIV COMMISSIONE PERMANENTE (POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA)
La XIV Commissione, esaminato il disegno di legge delega in materia di federalismo fiscale, già approvato dal Senato e attualmente all’esame delle Commissioni V e VI della Camera; valutati favorevolmente i principi ispiratori del provvedimento, volto a superare il sistema di finanza regionale e locale ancora improntato a meccanismi di trasferimento, attraverso l’attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di tributi propri; considerato che il disegno di legge, nel definire il nuovo assetto dei rapporti finanziari tra i livelli di governo, si colloca nell’ambito del sistema integrato Stato, autonomie e Unione europea, richiamando principi di derivazione comunitaria, quali la sussidiarietà e l’addizionalità, nonché il rispetto dei vincoli comunitari, con particolare riguardo a quelli derivanti dal Patto di stabilità e crescita; tenuto conto che la prossima entrata in vigore del Trattato di Lisbona determinerà l’inserimento della coesione territoriale tra gli obiettivi e le politiche dell’UE; rilevato che la Commissione europea ha svolto tra ottobre 2008 e febbraio 2009 una consultazione delle autorità regionali e locali, delle associazioni, delle ONG e della società civile sul tema della coesione territoriale, sulla base di un apposito Libro verde e che i risultati della consultazione saranno illustrati nella Sesta, Relazione sulla coesione economica e sociale, la cui presentazione da parte della Commissione europea è attesa per giugno 2009;  preso atto che l’articolo 13 del disegno di legge individua tra i principi e criteri direttivi concernenti la ripartizione del Fondo perequativo tra gli enti locali la definizione di indicatori di fabbisogno di infrastrutture in coerenza con la programmazione regionale di settore, tenendo altresì conto dell’entità dei finanziamenti dell’Unione europea e nel rispetto degli obiettivi di coesione economica e sociale;  rilevata l’opportunità che i meccanismi perequativi previsti dal disegno di legge – con particolare riferimento alle norme sul riparto dei fondi perequativi per gli enti locali e sulla perequazione infrastrutturale – tengano adeguatamente conto dell’inserimento della coesione territoriale tra gli obiettivi e le politiche dell’UE, disposta dal Trattato di Lisbona; visto l’articolo 2, comma 2, lettera hh), che prevede l’individuazione di forme di fiscalità di sviluppo in conformità con il diritto comunitario, con particolare riguardo alla creazione di nuove attività d’impresa; considerato che, nell’attuazione della delega, sarà necessario tenere conto della recente giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee in materia di fiscalità di sviluppo da parte degli enti territoriali (sentenze dell’11 settembre 2008, cause riunite da C-428/06 a C-434/06, e del 6 settembre 2006, causa C-88/03) avendo cura, tra l’altro, di evitare squilibri derivanti da fenomeni di concorrenza fiscale, sia in ambito nazionale che comunitario; rilevato infine che l’articolo 26 del disegno di legge reca una clausola di salvaguardia finanziaria in base alla quale l’attuazione della delega deve essere compatibile con gli impegni finanziari assunti con il patto europeo di stabilità e crescita; esprime
PARERE FAVOREVOLE
PARERE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI
La Commissione parlamentare per le questioni regionali, esaminato il disegno di legge C. 2105, approvato dal Senato ed in corso di esame presso le Commissioni riunite V e VI della Camera, recante delega al Governo in materia di federalismo fiscale in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, su cui la Commissione ha espresso parere in data 16 dicembre 2008 alle Commissioni riunite 1a, 5a e 6a del Senato; preso atto che le modifiche apportate al testo del provvedimento nel corso dell’esame recepiscono taluni dei rilievi formulati nel menzionato parere; considerato che ai decreti legislativi delegati, in sede di attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, è assegnato il compito di coordinare il quadro della finanza pubblica definendo i limiti entrocui può esplicarsi la potestà impositiva dello Stato, delle Regioni e degli enti locali, in conformità ai principi enucleati dalla Corte costituzionale a partire dalla sentenza n. 37 del 2004;
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti condizioni:
1) all’articolo 2, comma 5, si chiarisca la portata e le modalità di svolgimento della collaborazione tra Governo ed enti territoriali nella fase di predisposizione degli schemi di decreto legislativo; 2) all’articolo 8, comma 1, lettera b), si definiscano in linea di massima i parametri del costo standard, pilastro del sistema del finanziamento in quanto valore economico che quantifica la spesa per i livelli essenziali delle prestazioni (LEP) anche in relazione all’intervento perequativo statale; alla lettera d) si chiarisca altresì cosa si intende per tributi regionali considerato che se valutati con aliquota e base imponibile uniforme potrebbero apparire incompatibili con i tributi regionali « propri »; 3) si accompagni l’approvazione della delega al Governo in materia di federalismo fiscale in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione all’esame della delega per l’individuazione e l’allocazione delle funzioni fondamentali in attuazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, relativamente all’individuazione e all’allocazione delle funzioni fondamentali di comuni, province e città metropolitane e della delega per l’adeguamento delle disposizioni in materia di enti locali alla riforma del Titolo V della Costituzione e per l’adozione della « Carta delle autonomie », in quanto appare indispensabile individuare le funzioni fondamentali degli enti locali contestualmente alla definizione delle modalità del prelievo fiscale e dell’allocamento delle risorse; 4) sia inoltre affiancato al fabbisogno standard delle prestazioni erogate il piano di riallineamento definito per obiettivi e risorse certe e si tenga conto di un riconoscimento fiscale ed economico aggiuntivo, compensativo e permanente in relazione alle specificità insulari e montane particolarmente svantaggiate; 5) siano potenziate le funzioni di controllo attribuite alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale di cui all’articolo 3;
e con le seguenti osservazioni:
a) al fine di procedere ad una pronuncia uniforme ed omogenea in sede di espressione del parere sui menzionati schemi di decreto legislativo si preveda che i medesimi schemi siano sottoposti all’esame della Commissione parlamentare per le questioni regionali; b) si chiarisca il profilo dell’articolo 2, comma 2, lettera dd), ove si richiede la definizione di una disciplina dei tributi locali tale da consentire anche una piena valorizzazione della sussidiarietà orizzontale, non apparendo immediatamente evidente il collegamento che il legislatore intende prefigurare fra definizione del sistema tributario locale e favor per l’iniziativa dei cittadini; c) all’articolo 10, comma 1, lettera d), ove si prevede una verifica periodica della congruità dei tributi presi a riferimento per la copertura del fabbisogno standard per le spese « essenziali », si precisi in che termini la congruità dei tributi possa essere valutata in correlazione con le funzioni svolte, specie se il tributo non risulti specificamente messo in relazione alle medesime funzioni; d) all’articolo 25, comma 2, si precisi la portata del termine « finanza » elevato a parametro di raffronto tra le Regioni a statuto speciale e l’aggregato finanziario pubblico complessivamente inteso, in quanto non appare univoco il riferimento e quindi suscettibile di interpretazioni differenziate a seconda dei diversi parametri utilizzabili; e) si preveda nella definizione della fase di transizione la regolamentazione delle forme di federalismo differenziato previste al comma 3 dell’articolo 116 della Costituzione; f) sia meglio definito il principio della territorialità delle imposte, principalmente in relazione alla prevista competenza dello Stato in materia di perequazione, e si delinei altresì una concezione dinamica dei livelli essenziali tale da definire anche da un punto di vista qualitativo le caratteristiche dei servizi e delle prestazioni; g) si configuri il fondo di perequazione in analogia al modello europeo basato sul sistema del patto di convergenza affinché non si determinino meccanismi perequativi tali da delinearsi quali strumenti di sanatoria delle amministrazioni locali meno virtuose; h) nell’ambito della riforma del bicameralismo perfetto e dell’istituzione di una Camera rappresentativa delle regioni e delle autonomie locali, si valuti che la Commissione parlamentare per le questioni regionali, nella composizione integrata dai rappresentanti delle autonomie territoriali ai sensi dell’articolo 11 della legge costituzionale n. 3 del 2001, possa qualificarsi come organo consultivo rappresentativo delle molteplici istanze provenienti dalle autonomie territoriali ove comporre i molteplici e differenziati interessi espressi dai diversi livelli di governo territoriale riconosciuti dalla Costituzione.
 
Link al Ddl che include la comparazione fra il testo approvato dal Senato e quello uscito dall’iter delle varie Commissioni:
 
(red/16.03.09)

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Fitto su Piano casa

''Abbiamo scelto la metodologia del dialogo e dell'accordo interistituzionale"

(regioni.it) ''L'idea di Berlusconi e' di produrre risultati efficaci anche e soprattutto rispetto alla crisi''. Lo ha detto il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, in merito al piano casa del Governo. ''Il governo ha due strumenti - ha chiarito Fitto - il disegno di legge e il decreto legge, oggi non mi permetto di dare anticipazioni, dico pero' che lo strumento e' efficace se si individua un percorso condiviso. Noi abbiamo deciso di attivare il confronto preventivo con chi ha la competenza in questa materia''.
Fitto ha anche precisato che le Regioni ''possono destinare gli alloggi, oltre alle categorie svantaggiate, anche agli immigrati regolari a basso reddito residenti da almeno 10 anni in Italia o da almeno 5 anni nella regione interessata. Questo e' gia' previsto''. Per quanto riguarda infine gli ampliamenti, ''chi e' proprietario di una abitazione potra', nell'ambito di una percentuale definita pari al 20 o al 30%, ampliare l'immobile esistente''.
L'intervento potrebbe mettere in moto tra i 50 e i 60 miliardi di euro in edilizia. ''Lo strumento e' efficace e possibile - ha chiarito il ministro - se si individua un percorso condiviso: la prossima settimana puntiamo a questo confronto con le Regioni, ad aprirlo e chiuderlo possibilmente in tempi rapidi. Trovando l'intesa con le Regioni, il Consiglio dei ministri gia' la settimana prossima o quanto prima potrebbe dare una risposta precisa. Qualche giorno in piu' di dialogo - ha concluso Fitto - in questa fase potrebbe poi consentire un'accelerazione del provvedimento. Reputo decisivo questo passaggio con le Regioni e penso possa essere essere importante per rendere poi immediato il provvedimento''. ''E' necessario seguire un percorso condiviso con le Regioni. C'e' gia' la disponibilita' del premier Berlusconi ad un incontro preventivo in tal senso. Convocheremo la Conferenza Stato Regioni gia' dalla prossima settimana'', ha detto Fitto.
''Abbiamo scelto la metodologia del dialogo e dell'accordo interistituzionale - ha spiegato Fitto - che puo' trovare il confronto preventivo anche con le associazioni di categoria e con il mondo dell'associazionismo. E' bene individuare percorso condiviso con una ampia partecipazione''.  Questo intervento, ha spiegato Fitto, potrebbe mettere in moto tra i 50 e i 60 milioni di euro in edilizia. ''Lo strumento e' efficace e possibile - ha chiarito il ministro - se si individua un percorso condiviso: la prossima settimana puntiamo a questo confronto con le Regioni, ad aprirlo e chiuderlo possibilmente in tempi rapidi. Trovando l'intesa con le Regioni, il Consiglio dei ministri gia' la settimana prossima o quanto prima potrebbe dare una risposta precisa. Qualche giorno in piu' di dialogo - ha concluso Fitto - in questa fase potrebbe poi consentire un'accelerazione del provvedimento. Reputo decisivo questo passaggio con le Regioni e penso possa essere essere importante per rendere poi immediato il provvedimento''.
 
(red/16.03.09)

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Lombardo: piano casa, sanità, federalismo...

A Roma vertice delle Regioni a statuto speciale con il Governo

(regioni.it) “Una riforma per ricchi”. Cosi il Presidente della Sicilia, in un'intervista a "Il Riformista" definisce il piano casa annunciato da Silvio Berlusconi. E pone condizioni per sostenerlo: “Possiamo spingere l'assemblea regionale ad approvare la riforma di Berlusconi a un patto: chi allarga deve contribuire al risparmio energetico come previsto dal piano, il primo, che vogliamo mettere in funzione”. Lombardo aggiunge che per la Sicilia al primo posto c'e l'energia alternativa, come per Obama negli Usa. Lombardo ritiene che sia il fiore all'occhiello della sua amministrazione la riforma sanitaria presentata dall'assessore, ed ex pm, Massimo Russo, e ora in discussione nell’Assemblea siciliana. Lombardo sottolinea: “Russo è un assessore obiettivo, non influenzabile. Sta facendo un ottimo piano di rientro del settore più discusso della Regione. Ha fatto motto male a qualcuno, ma ha già recuperato tanti soldi. La gestione del potere del sistema sanitario non c'e più. Russo non si tocca. Sono ottimista”.
Ma il ministro Sacconi in un’intervista al settimanale l’Espresso ha messo in discussione il piano di rientro della regione Sicilia. ''Non condividiamo – ha subito dichiarato Lombardo alle agenzie - il convincimento del ministro Sacconi, secondo cui un commissario può attuare meglio un piano di rientro e correggere le anomalie di un sistema sanitario regionale, ne' possiamo consentire che la Sicilia venga accomunata a regioni governate dal centro sinistra al fine di poter dimostrare la imparzialità del governo nazionale''. Lombardo aggiunge:''In pochi mesi, infatti, abbiamo ridotto la spesa di 400 milioni di euro ponendo le condizioni per poter impiegare circa due miliardi di un mutuo con cui sono stati soddisfatti i nostri creditori''.''Sono stati ristrutturati, riducendoli da cinque a due, i dipartimenti della sanita' – ribadisce Lombardo -, affidati a tecnici di provata competenza. Alla verifica del tavolo tecnico di fine mese la Regione siciliana potrà dimostrare di aver onorato gli impegni assunti nel luglio 2007 e di averlo fatto grazie all'impegno ispirato al rigore e all'efficienza, profuso dall'intero governo e dall'assessore alla Sanità, Massimo Russo, in maniera particolare, e di averlo fatto ancor meglio di quanto avrebbe potuto fare un commissario''. Lombardo interviene anche sul problema Sicilia e la modernizzazione del sud: “per fare questo c’è bisogno di dotare il sistema delle imprese siciliane degli strumenti con cui competere con la concorrenza del nord.
Questo è quello che abbiamo fatto e continueremo a fare con tutta una serie di provvedimenti legislativi e amministrativi già in atto”. “Certo le nostre infrastrutture sono ancora troppo lontane dagli standard di quelle settentrionali e proprio per questo ci battiamo per un federalismo che sia equo e solidale, in grado cioè di mettere tutti nelle condizioni di contribuire secondo le proprie possibilità, ma che allo stesso tempo non faccia ancora pagare a noi meridionali colpe e ritardi che non sono interamente nostre”. Critiche al Governo sui fondi per le aree sottoutilizzate nell’intervista a Il Riformista: “II modo improprio in cui Berlusconi ha usato i fondi Fas vale per noi una cambiale a scadenza. Ci verranno restituiti, lo so”. Per altro verso critiche anche da parte dell’assessore al Bilancio della Regione Siciliana, Michele Cimino, che afferma che la Regione Siciliana non ha “dato parere favorevole all’intesa” nel corso della Conferenza Stato-Regioni del 12 marzo sulla delibera Cipe di riparto della quota Fas spettante alle Regioni e all'assegnazione delle risorse riguardanti gli 8 Programmi strategici regionali. E per quanto riguarda la riforma federale Lombardo infine afferma nell’intervista a Il Riformista: “per noi il federalismo è una pistola puntata alla tempia. Ma si deve andare per questa strada e saremo costretti a essere virtuosi. Serve un federalismo che, fuori da ogni assistenzialismo, non affossi ii Mezzogiorno. Ce la caveremo” (cfr.Sicilia: Cimino su dichiarazione ministro Fitto; Sicilia: Lombardo: la Sicilia ha le risorse, bisogna lavorare tutti insieme per il suo sviluppoSicilia: Sanita’, il presidente Lombardo risponde al ministro Sacconi).
Il 16 marzo si è aperto poi uno spiraglio nel confronto fra le Regioni a Statuto speciale, le Province autonome e il Governo. "L'articolo 25 rimane, salta l'idea di un tavolo generale tra governo e regioni a statuto speciale, si inserisce un tavolo bilaterale tra governo e ogni singola Regione". Cosi' il Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, ha sintetizzato l'emendamento al federalismo fiscale che i ministri Roberto Calderoli e Raffaele Fitto hanno concordato con le regioni a statuto speciale, dopo un vertice a Montecitorio. Sarà quindi questo tavolo rivisto a definire "attribuzioni e funzioni" e a dettare "le linee guida per le commissioni paritetiche". Così, per Lombardo, si dovrebbe evitare "lo stallo delle commissioni". E per il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, l'incontro con Calderoli e Fitto e' stato estremamente "positivo". “Sono contento - ha spiegato - perché è stato salvaguardato l'articolo 25 del ddl e anche perché il Patto di stabilità è stato accettato, e finalmente superato il precedente patto di convergenza”.E il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, valuta inoltre positivamente anche il metodo di confronto, che ha stabilito riunioni fra Governo e ogni singola regione a statuto speciale. Tondo ha ricordato “che nessuno di noi e' insensibile agli allarmi lanciati dalle regioni ordinarie, le quali spesso sottolineano il complesso delle risorse a nostra disposizione, dimenticando le numerose varie competenze in più a cui dobbiamo far fronte sotto il profilo finanziario, prime su tutte la scuola e il sistema sanitario". Anche Il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, definisce ''decisamente soddisfacente'' l'incontro ,”è stato un fatto positivo - ha spiegato il neo Presidente della Sardegna - soprattutto perché l'articolo 25 del ddl è rimasto integro”. Altrettanto positivamente, ha aggiunto Cappellacci, e' stato definito il nuovo orientamento dato nell'ambito dell'articolo 25 verso il patto di stabilità,  rispetto al precedente patto di convergenza. Cappellacci ha infine giudicato con favore l'istituzione di  un confronto nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni tra  Governo e singole realtà a statuto speciale per la messa a  punto delle nuove norme legislative.
Per il Presidente della Provincia autonoma Luis Durnwalder, il vertice con il Governo, ha permesso, quindi “il superamento del tavolo generale Governo-Regioni con l'approdo a un tavolo tra i Ministri coinvolti e la singola Provincia e Regione autonoma. “Per individuare con maggiore chiarezza le modalità e valutare la congruità di applicazione della riforma del federalismo fiscale alle Province e Regioni a statuto speciale, e' stato concordato di istituire un tavolo di lavoro con il Governo e la singola Provincia e Regione, per giungere a un accordo senza modifiche unilaterali'', conferma Durnwalder. L'emendamento al federalismo fiscale raggiunto da Province e Regioni a statuto speciale con i ministri fa quindi posto a un tavolo bilaterale chiamato a definire attribuzioni e funzioni dell'autonomia speciale in materia di federalismo fiscale, che potrà concretizzarsi sia attraverso l'assunzione di nuove competenze che attraverso la partecipazione al fondo di solidarieta'. “Il tavolo bilaterale precisera' competenze e linee guida in base alle quali le commissioni paritetiche, per la Provincia di Bolzano la 6 e la 12, saranno chiamate a mettere a punto le relative norme di attuazione che potranno poi essere adottate al Consiglio dei ministri'', conclude Durnwalder. ''Da questi confronti - ha spiegato poi il Presidente della Vale d’Aosta, Augusto Rollandin - sortiranno le linee guida e gli strumenti per stabilire misure e criteri attraverso i quali le Regioni a statuto speciale concorreranno  agli obiettivi di solidarietà e di perequazione''. Anche Rollandin si è espresso con “particolare favore” per la ''sostituzione del patto di convergenza, nelle disposizioni che riguardano le autonomie differenziate, con un rinvio al patto di stabilità interno”.”La riunione e' stata positiva", ha spiegato il Presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai, "il governo ha accolto lo spirito delle nostre osservazioni e ha capito che le autonomie speciali intendono partecipare al risanamento delle finanze statali purché questo avvenga nel rispetto degli statuti".
Approvando questo “documento, abbiamo fatto un altro piccolo passo in avanti", ha chiosato infine il ministro delle Riforme Umberto Bossi.
Da Venezia “tuona” però il Presidente della Regione Veneto  Giancarlo Galan che , parlando di federalismo, si è chiesto ''se  dobbiamo proseguire per altri sessant'anni nella stessa morsa,  diventata insopportabile, rappresentata dalle Regioni a statuto  speciale,i cui privilegi sono intollerabili”.”Dall'altro lato - ha aggiunto - la morsa e' rappresentata  da quello che si nasconde sotto il nome di solidarietà ma in realtà e' soltanto spreco”. ''Non e' possibile - ha detto - che in tutta Europa, ogni Paese abbia risolto il proprio  problema del sud e qui in Italia non si riesca ad ottenere un risultato apprezzabile: qualcosa si sta cominciando a fare e va  sotto il nome di federalismo fiscale vero, con una solidarietà vera a cui partecipino anche le Regioni con il reddito più alto d'Italia che finora non hanno dato una lira''
 
(red/16.03.09)

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Conferenza Unificata il 19 marzo

(regioni.it) La Conferenza Unificata è convocata, in seduta straordinaria, per giovedì 19 marzo 2009, alle ore 15.00, presso la Sala riunioni del I piano di Via della Stamperia, n. 8, in Roma, con il seguente ordine del giorno:
Approvazione dei verbali delle sedute del 18 dicembre 2008 e del 22 gennaio 2009.
ELENCO A
1) Intesa sullo schema di decreto interministeriale di modifica dell'allegato al decreto del Ministro dell'interno, del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e del Ministro dell'economia e delle finanze in data 9 dicembre 2004 recante "Regole tecniche e di sicurezza relative alle tecnologie ed ai materiali utilizzati per la produzione della Carta Nazionale dei Servizi", adottato ai sensi dell'articolo 66, comma 6, del decreto legislativo n. 82/2005". (INTERNO-ECONOMIA E FINANZE - INNOVAZIONE NELLA PA)
Intesa ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
2) Parere sullo schema di decreto per il superamento della rilevazione trimestrale dei flussi di cassa di cui all'articolo 30 della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modificazioni ed integrazioni, ai sensi dell'articolo 77-quater, comma 11, del decreto-legge n. 112/2008 convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (ECONOMIA E FINANZE)
Parere ai sensi dell'articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
3) Accordo tra il Governo, le Regioni, le Province autonome e le Autonomie locali sulle modalità di monitoraggio delle prestazioni nonché degli interventi attivati attraverso le risorse assegnate al Fondo per le non autosufficienze per l'anno 2007. (LAVORO, SALUTE E POLITICHE SOCIALI)
Accordo ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del D. M. 12 ottobre 2007.
4) Parere sullo schema di decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di aggiornamento del precedente decreto del 12 dicembre 1997 (e successive modifiche) istitutivo dell'area marina protetta delle Cinque Terre, predisposto ai sensi degli articoli 8 e 18 della legge 6 dicembre 1991, n. 394. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE)
Parere ai sensi dell'articolo 77, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
5) Parere sullo schema di decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare recante regolamento di disciplina dell'area marina protetta delle Cinque Terre. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE)
Parere ai sensi dell'articolo 77, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
ELENCO B
1) Acquisizione della designazione di un rappresentante in seno al Collegio dei revisori dei conti - Istituto per lo sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (ISFOL).
(LAVORO, SALUTE E POLITICHE SOCIALI)
Acquisizione della designazione ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lett. d), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
2) Parere sulla proposta di delibera CIPE concernente l'individuazione e l'allocazione delle risorse per le Zone Franche Urbane (ZFU) di cui alla delibera n. 5 del 30 gennaio 2008. (SVILUPPO ECONOMICO)
Parere ai sensi dell'articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
3) Parere sullo schema di regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
(INFRASTRUTTURE E TRASPORTI)
Parere ai sensi degli articoli 9, comma 3 e 2, comma 4, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
4) Parere sullo schema di decreto interministeriale recante: "Disciplina dei criteri di determinazione del diritto di istruttoria da parte dei richiedenti la concessione o dei concessionari per le attività espletate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti" nella fase di progettazione delle dighe. (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI)
Parere ai sensi del/'articolo 6, comma 2, del/a legge 1 agosto 2002, n. 166.
5) Parere sullo schema di decreto interministeriale recante: "Disciplina dei criteri di determinazione del contributo annuo da parte dei concessionari delle dighe per le attività di vigilanza e di controllo svolta dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti". (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI)
Parere ai sensi del/'articolo 6, comma 2, del/a legge 1 agosto 2002, n. 166.
6) Determinazione sostitutiva della conferenza di servizi indetta dal Comune di Sassari per la realizzazione di un punto di ristoro finalizzato all'esercizio di turismo rurale in località Li Peri - Sassari Nurra. Società P.A.N. S.R.L. Agricola.
Determinazione sostitutiva ai sensi del/'articolo 14-quater, comma 3, del/a legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e integrazioni.
7) Determinazione sostitutiva della conferenza di servizi indetta dal SUAP di Taranto, riguardante la realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria, risanamento conservativo e di adeguamento igienico - sanitario dei fabbricati di proprietà della GRUPP s.r.l., sita in agro di Taranto.
Determinazione sostitutiva ai sensi dell'articolo 14-quater, comma 3, del/a legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e integrazioni.
8) Parere sullo schema di decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare concernente modifica ed integrazione del decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dell'8 aprile 2008 recante la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall'art. 183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE) 
Parere ai sensi del richiamato art. 183, comma 1, lettera cc), del decreto legislativo n. 152' del 2006.

(red/16.03.09)

+T -T
Conferenza Stato-Regioni il 19 marzo

(regioni.it) La Conferenza Stato Regioni è convocata per giovedì 19 marzo 2009, alle ore 15.30 presso la Sala riunioni del I piano di Via della Stamperia, n. 8, in Roma, con il
seguente ordine del giorno:
Approvazione del verbale della seduta del 22 gennaio 2009.
ELENCO A
1) Informativa in merito allo stato di attuazione dell'accordo siglato il 12 febbraio 2009 tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di interventi a sostegno al reddito ed alle competenze di cui alla presa d'atto della Conferenza Stato-Regioni del 26 febbraio 2009 (atto n. 40/CSR).
2) Parere, per la parte di competenza, sul disegno di legge di conversione del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5 recante: "Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi". (AC 2187) (SVILUPPO ECONOMICO)
Parere ai sensi del/'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
3) Accordo tra il Governo e le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente la determinazione del fabbisogno per il Servizio sanitario nazionale di medici specialisti da formare per il triennio accademico 2008/2009 - 2009/2010 2010/2011. (LAVORO, SALUTE E POLITICHE SOCIALI)
Accordo ai sensi del/'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
4) Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di formazione e aggiornamento. professionale della classe medica sulla malattia celiaca. (LAVORO, SALUTE E POLITICHE SOCIALI).
Intesa ai sensi dell'articolo 8, comma 6, del/a legge 5 giugno 2003, n. 131.
5) Intesa sulla proposta del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, inerente "Accordo di Programma integrativo per il settore degli investimenti sanitari" con la Regione Toscana. (LAVORO, SALUTE E POLITICHE SOCIALI)
Intesa ai sensi dell'articolo 5bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come introdotto dall'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229.
6) Intesa sulla proposta del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, inerente "Accordo di Programma integrativo per il settore degli investimenti sanitari" con la Regione Emilia-Romagna. (LAVORO, SALUTE E POLITICHE SOCIALI)
Intesa ai sensi dell'articolo 5bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come introdotto dall'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.229.
7) Parere sullo schema di decreto legislativo recante disciplina sanzionatoria per le violazioni delle disposizioni di cui al Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio (CE) n. 183/2005, del 12 gennaio 2005 che stabilisce requisiti per l'igiene dei mangimi. (POLITICHE EUROPEE - GIUSTIZIA)
Parere ai sensi dell'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
8) Acquisizione della designazione di un rappresentante delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano quale componente in seno al Comitato direttivo dell'Associazione per le Neuroscienze Cliniche e Riabilitative. (LAVORO, SALUTE E POLITICHE SOCIALI)
Acquisizione della designazione ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
9) Intesa sullo schema di decreto di nomina di due membri del Comitato tecnico consultivo dell'ENIT- Agenzia Nazionale del Turismo, in sostituzione di due componenti. (p.C.M. - TURISMO)
Intesa ai sensi dell'articolo 8, comma 2, del DPR. 6 aprile 2006, n. 207.
10) Acquisizione della designazione di un componente del comitato consultivo dell'Istituto Italiano per il Commercio Estero (ICE) (SVILUPPO ECONOMICO)
Acquisizione della designazione ai sensi dell'articolo 5, comma 2, della legge 25 marzo 1997, n. 68.
11) Designazione in sostituzione del componente dimissionario della Commissione consultiva per lo spettacolo dal vivo commissione danza di cui all'atto rep.39/CSR del 14 febbraio 2008 (BENI E ATTIVITA' CULTURALI)
Designazione ai sensi dell'articolo 2, commi 1 e 2 del DPR 14 maggio 2007, n. 89.
12) Intesa sullo schema di Programma Nazionale di ristrutturazione del settore bieticolo saccarifero - Aiuto alla diversificazione - Reg. (CE) n. 320/06 art. 6. Aggiornamento e tabella di riparto (POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)
Intesa ai sensi dell'articolo 4 comma 3 della legge 29 dicembre 1990, n. 428.
13) Parere sullo schema di decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per l'attuazione della Decisione 2003/766/CE, modificata dalle Decisioni 2006/564/CE e 2008/644/CE, relativa alle misure d'emergenza intese a prevenire la propagazione nella comunità della "Diabrotica Virgifera Virgifera Le Conte". (POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)
Parere ai sensi dell'articolo 57 del decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 214.
14) Parere sullo schema di decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali relativa alla modifica dell'allegato IV del Decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, in applicazione di direttive comunitarie concernenti misure di protezione contro l'introduzione e la diffusione di organismi nocivi i vegetali o ai prodotti vegetali.
(POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)
Parere ai sensi dell'articolo 57 del decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 214.
ELENCO B
1) Parere sul disegno di legge: "Norme in materia di riconoscimento e sostegno alle comunità giovanili e disposizioni in tema di gioventù". (GIOVENTU')
Parere ai sensi dell'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
2) Intesa sulla proposta di delibera CIPE concernente aggiornamento della dotazione del Fondo per le aree sottoutilizzate e assegnazione delle risorse ai programmi strategici regionali ed interregionali. .
Intesa ai sensi dell'articolo 6 quater, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
3) Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulle linee progettuali per l'utilizzo da parte delle Regioni delle risorse vincolate, ai sensi dell'articolo 1, commi 34 e 34bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per l'anno 2009. (LAVORO, SALUTE E POLITICHE SOCIALI)
Accordo ai sensi dell'articolo 1, comma 34bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
4) Parere sullo schema di decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare recante "Elenco delle zone di protezione speciale (ZPS) classificate ai sensi della direttiva 79/409/CEE". (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE)
Parere ai sensi dell'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
 
(red/16.03.09)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
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