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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1329 - martedì 17 marzo 2009

Sommario3
- Federalismo fiscale: passa mozione Pd su enti locali
- Emergenza cani randagi
- Crisi: Legautonomie, le misure delle Regioni per la famiglia
- In Gazzetta delibera Cipe su Fondo rotativo imprese e ricerca
- Quando l'immigrazione diventa impresa
- Bonus famiglia: istruzioni per l'uso

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Federalismo fiscale: passa mozione Pd su enti locali

Governo presenta ulteriori emendamenti

(regioni.it) Il 16 marzo confronto fra il Governo e le Regioni a Statuto speciale: argomento, il Ddl di delega sul federalismo fiscale. Ne scaturisce un compromesso e la riscrittura dell’articolo 25 che il Governo presenta con un emendamento all’attenzione della Camera (cfr. “regioni.it” n. 1328). Il 17 marzo si apre a Montecitorio uno “spiraglio” per il dialogo fra maggioranze opposizione. Prima con 476 no, 28 si' e tre astenuti è respinta la “pregiudiziale di costituzionalità presentata dall’Udc (Buttiglione conferma che per l’Udc il Ddl è l’anticamera di un nuovo secessionismo), poi il Governo, apre sulla mozione Pd (primo firmatario Dario Franceschini) su Comuni e patto di stabilità (a renderlo noto è il sottosegretario all’economia Giuseppe Vegas) che ottiene così il via libera dell'Aula della Camera: i si' sono stati 491, gli astenuti 33, nessun voto contrario.
La mozione era ritenuta dai democratici premessa fondamentale per affrontare il capitolo del federalismo fiscale. Ma Dario Franceschini ribadisce che i due piani vanno comunque tenuti distinti: sulla linea che terrà il Pd sul Ddl delega per il federalismo fiscale, spiega,la valutazione di merito spetta all'assemblea del gruppo secondo la quale l'atteggiamento sul voto finale sul ddl delega sul federalismo fiscale avverrà dopo l'esame di emendamenti e articoli. L'atteggiamento prevalente – secondo quanto riportato dall’Agi -  è a favore di un voto di astensione, nonostante alcune voci favorevoli al si' e alcune al no. Ma la maggioranza del gruppo e' orientata all'astensione. Il voto sarà però deciso comunque al termine dell'esame di articoli ed emendamenti e dunque dopo aver valutato la posizione di governo e maggioranza sugli emendamenti indicati dal Pd come fondamentali. Durante la riunione Francesco Boccia si e' detto anche "disponibile al voto favorevole", visto che l'attuale testo del ddl "all'80% e' frutto del nostro lavoro" ed e' assai distante da quello di partenza. Mentre Pierluigi Mantini si e' detto contrario perché non ritiene opportuno unire il suo voto a quello della maggioranza. Il ragionamento di chi invece è a favore dell'astensione e' che il testo e' profondamente cambiato grazie all'impegno del Pd, molte regioni hanno effettivamente bisogno di questi cambiamenti e la bandiera del federalismo non può essere lasciata nelle sole mani del Carroccio. "Al momento siamo per l'astensione - ha spiegato Massimo Calearo - vediamo cosa succede in sede di voto, ci sono nostri emendamenti presentati vediamo cosa decide il governo". Anche l''Italia dei Valori si riserva di decidere quale posizione assumere in base allo sviluppo dei lavori in Aula”.
Umberto Bossi auspica un'astensione del Pd. "Spero di si'", ha risposto il ministro per le Riforme ai giornalisti che alla Camera gli chiedevano se conti su un'astensione del Pd sul disegno di legge.”L'acqua scorre tutta verso il grande fiume", ha aggiunto a proposito del provvedimento che "e' un primo importante passo” verso l'attuazione del federalismo. Intanto, ha aggiunto, “cominciamo a portare a casa questo che vuol dire diminuire i costi dello Stato" - e "i soldi sono importanti" - poi "il resto lo faremo prossimamente". Certo, ha assicurato, "non mollo mica qua”. Per Maurizio Gasparri la sinistra farebbe bene a votare a favore di questa riforma “che esalta il territori e le autonomie locali”
Intanto sulla mozione l’Anci esprime soddisfazione: “passo politico ed istituzionale importante’’. Cosi’ Leonardo Domenici, Sindaco di Firenze e Presidente della Associazione dei Comuni Italiani (ANCI) commenta l’approvazione, “su questo tema – ricorda Domenici – i Comuni da anni cercano di aprire un dibattito, evidenziando le difficolta’ che essi si trovano ad affrontare e l’impossibilita’, nei fatti, a poter svolgere una funzione positiva sia nei confronti dei cittadini, sia (con connotazioni anticicliche) nei confronti della crisi economica che appare particolarmente grave e pesante’’. “Le nostre richieste sono note da tempo: quello che chiediamo e’ il totale ristoro dell’ICI sulla prima casa; la possibilità di utilizzare le risorse disponibili, per le imprese piccole e grandi su tutto il territorio nazionale, attraverso lo sblocco dei residui passivi; consentire nuovi investimenti per far ripartire l’economia; rendere possibile l’utilizzo di risorse proprie (quelle derivanti da alienazioni), per finanziare la spesa in conto capitale ed abbattere il debito: e per noi e’ motivo di soddisfazione vedere che questi temi oggi approdano nell’agenda del Parlamento grazie al lavoro che i Sindaci, gli amministratori dei Comuni italiani e l’ANCI hanno svolto in questi mesi. Adesso si tratta di convertire questi atti parlamentari in norme di legge; e noi, come ANCI, vigileremo che cio’ accada senza incertezze e confusione’’. Del resto “bloccare l’autonomia dei Comuni e’ un errore che, al momento, stanno pagando le comunità degli enti virtuosi. Guardando avanti, con l’entrata in vigore del federalismo, si potrà e si dovrà lavorare assieme – Stato ed Enti locali - per costruire un nuovo sistema finanziario ed istituzionale che parta proprio dal riordino della finanza locale. In modo che i prossimi bilanci di previsione per il 2010 possano essere finalmente costruiti su basi autonome e certe e non più su finanza derivata e lacci finanziari”.
Il testo del Ddl delega per il “federalismo fiscale” all’esame  dell’Aula della Camera dei deputati e gli emendamenti raccolti nel fascicolo di seduta (cfr.”regioni.it” n.1328)sono stati pubblicati  sito della Camera:(2105-A) (vedi fascicoli di seduta stampati)
Di seguito si riportano invece alcuni  emendamenti del Governo (fra cui quelli derivanti dal confronto con le Regioni a Statuto speciale) presentati in aula nella seduta del 17 marzo 2009.
Articolo 1
Al comma 2, sopprimere le parole: , con esclusione degli enti locali ricadenti nel loro territorio,
      Conseguentemente, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano agli enti locali ricadenti nel territorio delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in conformità ai rispettivi statuti speciali e alle relative norme di attuazione. 1. 500. Governo.
Articolo 2
Al comma 2, dopo la lettera dd) aggiungere la seguente:
          dd-bis) individuazione di strumenti idonei a favorire la piena attuazione degli articoli 29 e 31 della Costituzione, con riguardo ai diritti e alla formazione della famiglia e all'adempimento dei relativi compiti. 2. 500. Governo.
Articolo 3
Al comma 1-ter, dopo la parola: Commissione aggiungere le seguenti: e del Comitato di cui al comma 2.
      Conseguentemente:
          al medesimo comma, aggiungere, in fine, i seguenti periodi: Gli oneri connessi alla partecipazione alle riunioni del Comitato di cui al comma 2 sono a carico dei rispettivi soggetti istituzionali rappresentati, i quali provvedono a valere sugli ordinari stanziamenti di bilancio e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ai componenti del Comitato di cui al comma 2 non spetta alcun compenso.
          sostituire il comma 2 con il seguente:
      2. Al fine di assicurare il raccordo della Commissione con le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni, è istituito un Comitato di rappresentanti delle autonomie territoriali, nominato dalla componente rappresentativa delle regioni e degli enti locali nell'ambito della Conferenza unificata. Il Comitato, che si riunisce presso le sedi della Camera dei deputati o del Senato della Repubblica, è composto da dodici membri dei quali sei in rappresentanza delle regioni, due in rappresentanza delle province e quattro in rappresentanza dei comuni. La Commissione, ogniqualvolta lo ritenga necessario, procede allo svolgimento di audizioni del Comitato e ne acquisisce il parere. 3. 500. Governo.
Articolo 25
 Al comma 1, sostituire le parole: patto di convergenza di cui all'articolo 17 le seguenti: patto di stabilità interno.
      Conseguentemente, aggiungere, in fine, il seguente comma:
      7. Nel rispetto delle peculiarità di ciascuna regione a statuto speciale e ciascuna provincia autonoma, è istituito presso la Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in attuazione del principio di leale collaborazione, un tavolo di confronto tra il Governo e ciascuna regione a statuto speciale e ciascuna provincia autonoma, costituito dai Ministri per i rapporti con le regioni, per le riforme per il federalismo, per la semplificazione normativa, dell'economia e delle finanze, per le politiche europee e dai Presidenti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome. Il tavolo individua linee guida, indirizzi e strumenti per assicurare il concorso delle regioni a statuto speciale e delle province autonome agli obiettivi di perequazione e di solidarietà e per valutare la congruità delle attribuzioni finanziarie ulteriori intervenute successivamente all'entrata in vigore degli statuti, verificandone la coerenza con i principi di cui alla presente legge e con i nuovi assetti della finanza pubblica. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è assicurata l'organizzazione del tavolo. 25. 500. Governo.
 
(red/17.03.09)

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Emergenza cani randagi

Altra aggressione in Sicilia

(regioni.it) Continua in modo drammatico l’emergenza cani randagi, particolarmente colpita la Sicilia. C’è stata infatti una nuova aggressione da parte di cani randagi nel Ragusano: una turista tedesca di 30 anni e' stata azzannata da un branco di 7-8 animali mentre passeggiava sul lungomare di contrada Pisciotto, la stessa zona dove due giorni fa e' stato aggredito a morte un bambino di 10 anni. Richiamati dalle urla della donna, sono intervenuti passanti e i carabinieri che l'hanno soccorsa. E' grave. I militari hanno invitato a stare in casa, uscire solo in caso di necessita' e lasciare subito la spiaggia. Oggi a Modica lutto cittadino, saracinesche abbassate dalle 15, quando cominceranno i funerali del piccolo.
Il prefetto di Ragusa, Carlo Fanara, a conclusione di un vertice ha dichiarato: "la competenza sul fenomeno del randagismo - ha spiegato il prefetto - e' dei Comuni, ma ci sono motivi di ordine pubblico che ci spingono a intervenire con la dovuta urgenza" per l’abbattimento dei cani. Ma il sottosegretario al ministero della Salute, Francesca Martini, è intervenuta affermando: ''sottolineo l'attenzione per la tutela dell'incolumita' pubblica con un'azione immediata nel rispetto delle leggi vigenti ma no alla mattanza incondizionata''. Lo ha detto il sottosegretario Martini, riferendo di colloqui con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, e con il prefetto di Ragusa.
Ecco il comunicato ministeriale: “In merito ai tragici accadimenti che si sono verificati in questi giorni in Sicilia dove cani randagi hanno aggredito diverse persone e ucciso un bimbo di dieci anni, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini nell’esprimere la sua vicinanza e partecipazione al dolore della famiglia del bambino ucciso, e la sua costernazione per quanto accaduto, ha contattato oggi l’Assessore alla Sanità della Regione Sicilia Massimo Russo e il Prefetto di Ragusa Carlo Fanara indicando loro le modalità di cattura degli animali nel rispetto delle leggi vigenti
 “.
E' di qualche settimana fa l'ordinanza del
Ministero della Salute sull'aggressione da cani non solo randagi: Ordinanza per la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani.

Monitoraggio leggi regionali:

1) LEGGE REGIONALE N. 33 DEL 14-08-1981 REGIONE ABRUZZO
Organizzazione e funzionamento dei servizi veterinari nelle Unità Locali Socio - Sanitarie.
2) LEGGE REGIONALE N. 37 DEL 01-07-1987 REGIONE ABRUZZO
Istituzione, organizzazione e funzionamento dei presidi multizonali di igiene e prevenzione.
3) LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 11-02-1992 REGIONE ABRUZZO
Norme sul controllo del randagismo, istituzione dell' anagrafe canina e sulla protezione degli animali da affezione.
4) LEGGE REGIONALE N. 27 DEL 03-04-1995 REGIONE ABRUZZO
<< Istituzione del servizio volontario di vigilanza ecologica >>.
5) LEGGE REGIONALE N. 31 DEL 09-04-1997 REGIONE ABRUZZO
Finanziamento della costruzione delle strutture di ricovero per cani e gatti nonchè per la prevenzione del randagismo
6) LEGGE REGIONALE N. 37 DEL 02-07-1999 REGIONE ABRUZZO
Piano Sanitario Regionale 1999 - 2001.
7) LEGGE REGIONALE N. 86 DEL 21-09-1999 REGIONE ABRUZZO
Norme sul controllo del randagismo, anagrafe canina e protezione degli animali da affezione
8) LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 09-02-2000 REGIONE ABRUZZO
Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio di previsione della Regione Abruzzo per l'anno 2000 (art. 17 bis L.R. 29.12.1977, n. 81) - Legge finanziaria regionale
9) LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 29-03-2001 REGIONE ABRUZZO
Disposizioni finanziarie per la redazione del Bilancio annuale 2001 e pluriennale 2001 - 2003 della Regione Abruzzo (Legge Finanziaria 2001)
10) LEGGE REGIONALE N. 7 DEL 10-05-2002 REGIONE ABRUZZO
Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2002 e pluriennale 2002 - 2004 della Regione Abruzzo (legge finanziaria 2002)
11) LEGGE REGIONALE N. 8 DEL 23-01-2004 REGIONE ABRUZZO
Modifiche ed integrazioni alla L.R. 21 settembre 1999, n. 86 (Norme sul controllo del randagismo, anagrafe canina e protezione degli animali d'affezione)
12) LEGGE REGIONALE N. 47 DEL 31-12-2007 REGIONE ABRUZZO
Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2008 e pluriennale 2008 - 2010 della Regione Abruzzo (Legge finanziaria regionale 2008).
13) LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 25-01-1993 REGIONE BASILICATA
Norme sulla prevenzione e sul controllo del randagismo. Istituzione anagrafica canina e protezione degli animali di affezione
14) LEGGE REGIONALE N. 38 DEL 13-12-1994 REGIONE BASILICATA
ASSESTAMENTO AL BILANCIO DI PREVISIONE PER L' ESERCIZIO 1994
15) LEGGE REGIONALE N. 57 DEL 25-08-1995 REGIONE BASILICATA
ASSESTAMENTO DEL BILANCIO DI PREVISIONE PER L' ESERCIZIO 1995
16) LEGGE REGIONALE N. 45 DEL 09-09-1996 REGIONE BASILICATA
ASSESTAMENTO DEL BILANCIO DI PREVISIONE PER L' ESERCIZIO 1996
17) LEGGE REGIONALE N. 43 DEL 03-09-1997 REGIONE BASILICATA
ASSESTAMENTO AL BILANCIO DI PREVISIONE PER L' ESERCIZIO FINANZIARIO 1997
18) LEGGE REGIONALE N. 28 DEL 08-09-1998 REGIONE BASILICATA
ASSESTAMENTO AL BILANCIO DI PREVISIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1998
19) LEGGE REGIONALE N. 3 DEL 01-02-1999 REGIONE BASILICATA
NORME PER L'ORGANIZZAZIONE E L'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI PREVENZIONE SPETTANTI AL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
20) LEGGE REGIONALE N. 4 DEL 03-03-1999 REGIONE BASILICATA
DISCIPLINA E NORME DI CONTENIMENTO DELLA SPESA DI BILANCIO PER L'ESERCIZIO 1999
21) LEGGE REGIONALE N. 25 DEL 02-09-1999 REGIONE BASILICATA
ASSESTAMENTO AL BILANCIO DI PREVISIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1999.
22) LEGGE REGIONALE N. 12 DEL 28-02-2000 REGIONE BASILICATA
DISCIPLINA E NORME DI CONTENIMENTO DELLA SPESA DI BILANCIO PER L'ESERCIZIO 2000
23) LEGGE REGIONALE N. 56 DEL 07-09-2000 REGIONE BASILICATA
ASSESTAMENTO AL BILANCIO DI PREVISIONE PER L'ESERCIZIO 2000
24) LEGGE REGIONALE N. 8 DEL 01-03-2001 REGIONE BASILICATA
DISCIPLINA DEL BILANCIO DI PREVISIONE E NORME DI CONTENIMENTO E DI RAZIONALIZZAZIONE DELLA SPESA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2001
25) LEGGE PROVINCIALE N. 9 DEL 15-05-2000 REGIONE BOLZANO (Prov.)
Interventi per la protezione degli animali e prevenzione del randagismo
26) LEGGE PROVINCIALE N. 13 DEL 29-08-2000 REGIONE BOLZANO (Prov.)
Disposizioni finanziarie in connessione con l'assestamento del bilancio di previsione della Provincia di Bolzano per l'anno finanziario 2000 e per il triennio 2000-2002 e norme legislative collegate
27) LEGGE PROVINCIALE N. 19 DEL 28-12-2001 REGIONE BOLZANO (Prov.)
Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2002 e per il triennio 2002-2004 e norme legislative collegate (legge finanziaria 2002)
28) LEGGE PROVINCIALE N. 4 DEL 20-06-2005 REGIONE BOLZANO (Prov.)
Modifiche di leggi provinciali nei settori dell’agricoltura, della protezione civile, delle acque pubbliche e della tutela dell’ambiente e altre disposizioni.
29) LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 23-07-2007 REGIONE BOLZANO (Prov.)
Modifiche di leggi provinciali in vari settori
30) LEGGE PROVINCIALE N. 4 DEL 10-06-2008 REGIONE BOLZANO (Prov.)
Modifiche di leggi provinciali in vari settori e altre disposizioni
31) LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 05-05-1990 REGIONE CALABRIA
Istituzione anagrafe canina, prevenzione randagismo e protezione degli animali.
32) LEGGE REGIONALE N. 8 DEL 20-05-1991 REGIONE CALABRIA
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 1991 e pluriennale 1991/ 1993 della Regione Calabria (Legge Finanziaria).
33) LEGGE REGIONALE N. 9 DEL 08-07-1992 REGIONE CALABRIA
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 1992 e pluriennale 1992/ 1994 della Regione Calabria (Legge Finanziaria).
34) LEGGE REGIONALE N. 9 DEL 08-09-1993 REGIONE CALABRIA
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 1993 e pluriennale 1993/ 1995 della Regione Calabria - Legge finanziaria.
35) LEGGE REGIONALE N. 19 DEL 09-09-1994 REGIONE CALABRIA
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 1994 e pluriennale 1994/ 1996 della Regione Calabria - Legge finanziaria.
36) LEGGE REGIONALE N. 9 DEL 03-04-1995 REGIONE CALABRIA
Piano Sanitario regionale 1995/ 1997.
37) LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 13-04-1995 REGIONE CALABRIA
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 1995 e pluriennale 1995/ 1997 della Regione Calabria (Legge finanziaria).
38) LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 30-07-1996 REGIONE CALABRIA
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 1996 e pluriennale 1996/ 1998 della Regione Calabria Legge finanziaria
39) LEGGE REGIONALE N. 12 DEL 17-10-1997 REGIONE CALABRIA
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 1997 e pluriennale 1997/ 1999 della Regione Calabria (Legge finanziaria).
40) LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 22-09-1998 REGIONE CALABRIA
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 1998 e pluriennale 1998/2000 della Regione (Legge finanziaria).
41) LEGGE REGIONALE N. 14 DEL 24-05-1999 REGIONE CALABRIA
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 1999 e pluriennale 1999/2001 della Regione Calabria (Legge finanziaria).
42) LEGGE REGIONALE N. 4 DEL 03-03-2000 REGIONE CALABRIA
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 5 maggio 1990, n. 41 recante: <<Istituzione anagrafe canina, prevenzione randagismo e protezione degli animali>>.
43) LEGGE REGIONALE N. 14 DEL 28-08-2000 REGIONE CALABRIA
Disposizione per la formazione del bilancio annuale 2000 e pluriennale 2000/2002 della Regione Calabria (Legge finanziaria)
44) LEGGE REGIONALE N. 7 DEL 02-05-2001 REGIONE CALABRIA

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Crisi: Legautonomie, le misure delle Regioni per la famiglia

(regioni.it) Anci, Upi, Cgil. Cisl, Uil, Forum terzo settore e Legautonomie, organizzazioni promotrici dell’Osservatorio nazionale per l’attuazione della Legge 328/2000 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) hanno recentemente (il 12 febbraio 2009)valutato con molta preoccupazione l’aggravarsi della crisi ed i suoi effetti negativi sul piano dell’occupazione ed il conseguente impoverimento di tante famiglie.Tutto ciò – scrivono in un documento congiunto - in un contesto che, negli ultimi anni, ha registrato un aggravamento delle diseguaglianze socio-economiche nel nostro Paese. Un recente rapporto dell’OCSE, in proposito, sottolinea che sui 30 Paesi aderenti all’OCSE soltanto 5 presentano indici di diseguaglianza superiori all’Italia, mentre ben 24 presentano indici inferiori.
Le politiche socio assistenziali fino ad oggi praticate, ed in tempi meno critici dell’attuale, non hanno prodotto risultati significativi in termini redistributivi. I livelli di povertà sono rimasti sostanzialmente stabili colpendo sempre le medesime categorie”.
“Questa situazione – si legga ancora nel Documento - deve essere affrontata da parte del Governo con un intervento urgente e strutturale di sostegno al reddito rivolto a quelle famiglie che rappresentano da sempre la parte più debole della popolazione e su cui si addensa la povertà: con figli minori; di ampie dimensioni; con anziani e con componenti portatori di handicap. A tal fine è necessario impegnare risorse aggiuntive, concordare un utilizzo migliore delle risorse già stanziate a livello nazionale, regionale e locale, concertare le priorità, adottare in definitiva modalità di intervento diverse da quelle fino ad oggi praticate.
Occorre intraprendere con decisione la strada della riforma delle politiche sociali e assistenziali. Importanti elementi innovatori contenuti nella Legge 328/2000, fino ad oggi inapplicati, quali la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali così come previsti dall’art. 117 della Costituzione, sono parte della riforma sul Federalismo fiscale che sta per essere approvata dal Parlamento.
La spesa pro capite per il contrasto alla povertà vede infatti l’Italia agli ultimi posti nell’Europa a 27 (dati Eurostat 2004), mentre per l’assistenza sociale in senso stretto siamo fermi a un 3% del PIL (dato 2006), addirittura in regresso del 3,5% del 1997. In tal senso aggrava la situazione la riduzione del Fondo Politiche Sociale, rispetto al quale le Organizzazioni dell’Osservatorio hanno già richiesto il reintegro per il 2009.
E’ un dato di fatto che ad una ridotta spesa sociale pubblica per i trasferimenti alle famiglie corrisponde un maggior tasso di povertà minorile. L’Italia è esattamente in questa situazione.
Per invertire questa direzione nella lotta contro la povertà serve un Piano strutturale che partendo dalle condizioni di maggior bisogno, affronti, in maniera graduale, la complessità e la pluridimensionalità del fenomeno agendo con strumenti che prevedano contestualmente forme di protezione economica, di attivazione personale e familiare e di inclusione sociale.
In questa prospettiva le Organizzazioni promotrici dell’Osservatorio identificano nelle famiglie con figli minori la priorità su cui intervenire nell’immediato, non solo per l’estensione del fenomeno e per l’aggravarsi negli ultimi anni della loro condizione - secondo i dati Istat 2007 sono povere il 14,1% di quelle con almeno un figlio minore, il 15,5% con due ed il 27,1% con tre, mentre nel 2003 i valori erano rispettivamente 12,6%, 15,3% e 21,8% -, ma soprattutto perché questa situazione tende a perpetuarsi di generazione in generazione minando in prospettiva lo stesso capitale sociale del nostro paese.  
Di qui l’ulteriore odierno approfondimento dell’Osservatorio che propone al Governo ed alle Regioni l’adozione di un Piano Nazionale contro la Povertà, articolato in più fasi:
1.                  Investire subito nuove risorse verso il sostegno al reddito e il potenziamento dei servizi;
2.                  Affrontare l’emergenza attraverso una misura rivolta in primis alle famiglie con figli minori, per allargare poi il sostegno economico alle famiglie con altre fragilità (numerose, anziane, con carichi assistenziali);
3.                  Definire mezzi e strumenti per una politica di responsabilizzazione e di inclusione sociale e lavorativa dei beneficiari;
4.                  Estendere in una successiva fase la consistenza delle prestazioni e l’aumento delle risorse a tutta la platea delle persone in povertà (RIS - Reddito Inclusione Sociale);
5.                  Riordinare e coordinare la molteplicità dei diversi istituti già esistenti di contrasto alla povertà per renderli più efficaci e efficienti sul versante della spesa;
6.                  Attivare un sistema di monitoraggio di controllo e verifica, da articolare a livello nazionale, regionale e locale.
 
 

REGIONE

 

NATURA PROVVEDIMENTO

PASSAGGIO ISTITUZIONALE

SPESA

INTERVENTI A SOSTEGNO DELLE FAMIGLIE

Basilicata

a) L.R. 24 Dicembre 2008, n.31

( Legge finanziaria 2009)

 

a)8.000.000 di euro

a)Art.19:  Istituzione Fondo di sostegno al reddito per lavoratori fuoriusciti dai processi produttivi;

Art.24: Programma sperimentale regionale di contrasto delle condizioni di povertà e di esclusione sociale

Calabria

a)Allo studio Piano degli interventi a sostegno delle situazioni di povertà”

 

a) 40.000.000 di euro, di cui 2.000.000 di euro regionali, 24.000.000 di euro di fondi comunitari, 8.000.000 di euro statali e 6.000.000 compartecipazione Comuni e Province

a) Il Piano organico prevede azioni a sostegno delle famiglie, degli enti locali, la possibilità dell’inserimento lavorativo di soggetti in difficoltà; gli obiettivi sono riferiti a microcredito, finanziamenti enti locali, occupazione e misure a favore delle donne, finanziamenti per acquisto e fitto casa, reddito sociale di cittadinanza e interventi di formazione.

Emilia-Romagna

a) Avviso per la presentazione di candidature per l’erogazione del voucher di carattere conciliativo rivolto alle famiglie dell’emilia romagna per la frequenza di nidi infanzia

 

b) Linee guida progettuali per la realizzazione di un intervento pubblico cofinanziato con risorse FSE per l’erogazione di assegni di carattere conciliativo rivolti alle famiglie.

 

c)Indirizzi triennali 2009-2011 per gli interventi di qualificazione e miglioramento delle scuole dell’infanzia(L.R. 8 Agosto 2001 n.26, L.R. 30 Giugno 2003 n.12)

a)delibera del 19/1/09

 

 

 

 

 

b)delibera del 28/10/08

 

 

 

 

 

c)Approvato dalla giunta il 3 dicembre 2008

a) 3 mln di euro a carico del Fse

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

c) 23 mln di euro per il 2009

a) L’intervento è diretto al potenziamento dell’offerta di posti nei nidi d’infanzia tramite una misura di conciliazione(assegno alle famiglie per la frequenza dei nidi d infanzia) in modo da garantire il mantenimento della situazione occupazionale dei componenti il nucleo

 

 

 

c) Gli interventi sono diretti a promuovere la qualità dell’offerta educativa delle scuole dell’infanzia, con specifico riferimento alla continuità e al raccordo interistituzionale tra esse, i servizi educativi per la prima infanzia e la scuola primaria. L’attenzione è rivolta soprattutto al sostegno per gli anni ponte (2-4 anni e 5-7 anni)

Friuli-Venezia Giulia

a)L.R. 30 dicembre 2008,n 17 (Legge finanziaria 2009)

 

a)Art.10, comma 22: 6.500.000 mln di euro per le finalità di cui all art 10 comma 21; Art.10 comma 26:5.000.000 mln euro per le finalità di cui al comma 25;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Art 10 comma 30: 1 mln di euro per le finalità di cui all’art.10 comma 32

 

 

 

Art 10 comma 80: 5.000.000 mln di euro per le finalità di cui al comma 78

a)Art.10 comma 21: Finanziamenti ai Comuni diretti al sostegno della gestione diretta, mista o in convenzione di asili nido;

Art 10 comma 25:introduzione art.8bis “Sostegno alle nascite”nella L.R.n.11/2006(interventi regionali a sostegno della famiglia e della genitorialità); la misura prevede l’erogazione di assegni ai nuclei familiari;

Art 10 comma 30:introduzione comma 5 ter all art 10 L.R. n 11/2006 che prevede erogazione diretta di benefici economici tramite contributi su spese inerenti alla fornitura di spese e servizi; implementazione Carta famiglia

Art 10 comma 32: sostituzione comma 1 art.18 L.R. 11/2006;sostegno a progetti promossi e gestiti dalle famiglie diretti a valorizzare le risorse di solidarietà e le iniziative per le famiglie

Art 10 comma 78:integrazione social card in misura del 50%;

Lazio

a) L.R.31/2008(Legge finanziaria regionale 2009)

 

Art12: 2

mln di euro per  il triennio 2009-2011;

Art13:

10 mln di euro per il triennio 2009-2011

Art15:60 mln di euro per il triennio 2009-2011

Art 43: 20 mln di euro ad integrazione del piano socio assistenziale; 45 mln di euro per il triennio 2009/2011 per gli asili nido; 9 mln di euro per il triennio 2009/2011 per l’assistenza alla donna, al bambino, alla famiglia; 110 mln di euro per il triennio 2009/2011 per le residenze sanitarie assistenziali

a)Art.12:istituzione fondo di solidarietà per individui e famiglie in situazione di sovraindebitamento;

Art.13:istituzione fondo di solidarietà per acquisto, costruzione, recupero prima casa;

Art 15:istituzione fondo di contrasto alla crisi per la buona occupazione;

 

Art.43:Politiche sociali a sostegno delle famiglie. Modifiche alla L.R.59/1980”Norme sugli asili nido” e successive modifiche

Liguria

a) Linee di indirizzo progetto regionale “Liguria Famiglia”

 

 

 

 

b)Piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio educativi della prima infanzia nel triennio 2007-2009

a)approvato dalla giunta regionale il 14/03/2008

a) 5.328.617 mln di euro, di cui 2.928.618 di fondi statali e 2.400.000 cofinanziamento regionale

 

b)10.387.987 mln di euro, di cui 7.846.796 fondi statali e 2.541.191 cofinanziamento regionale

a)Il progetto prevede interventi a sostegno di famiglie numerose(abbattimento costi servizi), di consultori familiari e assistenti familiari

 

b)Il progetto prevede il potenziamento delle strutture per l’infanzia con la relativa offerta di servizi socio-educativi

Lombardia

a)Programmazione del sistema Dote per i servizi di istruzione, formazione e lavoro per l’anno 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

b) Determinazione in ordine alle modalità di assegnazione del Buono Famiglia per l’anno 2009

 

 

c) L.R. 30 Dicembre 2008 n.38”Disposizioni in materia sanitaria, socio sanitaria e sociale-Collegato

 

 

 

 

 

d)Realizzazione di interventi a favore delle famiglie, dei servizi socio educativi per la prima infanzia.Attuazione della d.g.r. 6001/2007 e della intesa del 14 febbraio 2008

a)Approvato dalla giunta regionale il 14 gennaio 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

b)Approvato dalla giunta regionale il 20/1/2009

 

 

 

c) Approvato dal Consiglio regionale il 19 dicembre 2008

 

 

 

 

 

 

d) Delibera del 22 ottobre 2008

a)Dote formazione:25 mln di euro(Fse); dote lavoro: 112 mln di euro(Fse)

 

 

 

 

 

 

 

b) 20.000.000 mln di euro

 

+T -T
In Gazzetta delibera Cipe su Fondo rotativo imprese e ricerca

(regioni.it) Nella Gazzetta Ufficiale del 16 marzo (GU n. 62 del 16-3-2009) è stata pubblicata la deliberazione del Cipe: Integrazione alla delibera 27 marzo 2008, n. 38 - modifica del riparto «Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca» - legge n. 311/2004, articolo 1, commi 354-361. (Deliberazione n. 105/2008), che interessa il Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca”.
 
 COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

 

 
 Integrazione alla delibera 27 marzo 2008, n. 38 - modifica del
riparto   «Fondo   rotativo per il sostegno alle imprese e gli
investimenti in ricerca» - legge n. 311/2004, articolo 1, commi
354-361. (Deliberazione n. 105/2008).
                    IL COMITATO INTERMINISTERIALE
                   PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
 
 Visto il decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con
modificazioni,   nella legge 19 dicembre 1992, n. 488, recante
modifiche alla legge 1° marzo 1986, n. 64, in tema di disciplina
organica dell'intervento nel Mezzogiorno;
 Visto il decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96 e successive
integrazioni    e    modificazioni,    concernente    la   cessazione
dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno e, in particolare,
l'art. 19, comma 5, che istituisce un Fondo cui affluiscono le
disponibilita' di bilancio per il finanziamento delle iniziative
nelle aree depresse del Paese;
 Visto il decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32, convertito nella
legge   7   aprile   1995,   n.   104,   recante norme per l'avvio
dell'intervento   ordinario   nelle   aree depresse del territorio
nazionale;
 Visti il decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito nella
legge 22 marzo 1995, n. 85, il decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244,
convertito nella legge 8 agosto 1995, n. 341, il decreto-legge 23
ottobre 1996, n. 548, convertito nella legge 20 dicembre 1996, n.
641, il decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito nella legge 23
maggio 1997, n. 135 e la legge 30 giugno 1998, n. 208, provvedimenti
tutti intesi a finanziare la realizzazione di iniziative dirette a
favorire lo sviluppo sociale ed economico delle aree depresse;
 Visto l'art. 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, finanziaria
per il 2005, e in particolare:
   il comma 354, con il quale viene istituito, presso la gestione
separata della Cassa depositi e prestiti S.p.A., l'apposito «Fondo
rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca»;
   il comma 355, che assegna a questo Comitato, presieduto dal
Presidente del Consiglio dei Ministri in maniera non delegabile, il
compito di ripartire le risorse del Fondo;
 Visto il decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito nella
citata legge n. 80/2005, recante disposizioni urgenti nell'ambito del
Piano d'azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale e,
in particolare:
   l'art. 6, con cui viene destinata una quota pari almeno al 30 per
cento del Fondo rotativo di cui all'art. 1, comma 354, della legge n.
311/2004 al sostegno di attivita' nel settore della ricerca e
sviluppo,   specificando   ulteriormente   modalita'   e criteri di
assegnazione   di   tale quota; e con il quale vengono inoltre
individuate   alcune   priorita' nei progetti di investimento da
finanziare;
   l'art. 8, comma 1, lettera b), che - nell'ambito della riforma
degli incentivi per gli investimenti in attivita' produttive disposti
ai sensi dell'art. 1, comma 2, del citato decreto-legge n. 415/1992,
convertito, con modificazioni, nella legge n. 488/1992 e successive
modificazioni, e dall'art. 2, comma 203, lettere d), e) ed f) della
legge n. 662/1996 - attribuisce al Comitato, secondo le modalita' di
cui all'art. 1, comma 356, della citata legge n. 311/2004, la
funzione di determinare i criteri generali e le modalita' di'
erogazione e di rimborso del finanziamento pubblico agevolato;
 Visto l'art. 8-bis, comma 3, del decreto-legge 2 luglio 2007, n.
81, convertito, con modificazioni, nella legge 3 agosto 2007, n. 127,
che ha limitato l'operativita' del predetto Fondo a favore dei regimi
di aiuto relativi agli strumenti di programmazione negoziata di cui
all'art. 2, comma 203, lettere d), e) ed f) della legge n. 662/1996;
 Visto l'art. 20-bis del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222,
che estende l'operativita' del predetto Fondo al settore delle
infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale di cui
alla legge 21 dicembre 2001, n. 443;
 Vista la propria delibera 15 luglio 2005, n. 76 (Gazzetta Ufficiale
n. 246/2005), con cui sono stabilite le modalita' di funzionamento
del «Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti
in ricerca» e, in particolare il punto 2, con il quale cui, in sede
di prima applicazione, viene ripartita una quota del predetto Fondo
pari a 3.700 milioni di euro;
 Vista la propria delibera 22 marzo 2006, n. 45 (Gazzetta Ufficiale
n. 193/2006), con la quale e' stata ripartita la quota residua del
predetto Fondo per un ammontare pari a 2.300 milioni di euro;
 Vista la propria delibera 22 dicembre 2006, n. 167 (Gazzetta
Ufficiale   n. 100/2007), con la quale e' stata modificata la
ripartizione delle risorse complessive del predetto Fondo;
 Vista la nota n. 0004043 del 20 marzo 2008 del Ministero dello
sviluppo economico con la quale viene proposta una rimodulazione
delle risorse assegnate, per destinare l'importo di 350 milioni di
euro, gia' assegnato allo strumento contratti di programma, a favore
del   Ministero   delle   infrastrutture   per la realizzazione di
investimenti in opere strategiche di cui alla legge n. 433/2001 e con
la quale viene altresi' richiesto di estendere a 30 anni la durata
massima dei finanziamenti concessi a valere sulle risorse del Fondo
per gli investimenti nelle suddette opere strategiche;
 Considerato che nella propria delibera 27 marzo 2008 n. 38
(Gazzetta Ufficiale - S.O. n. 186/2008), per mero errore materiale,
la disposizione relativa all'estensione a 30 anni della durata
massima dei predetti finanziamenti non e' stata riportata;
 Su proposta del Ministro dello sviluppo economico;
 
                              Delibera:
 
 Il testo della citata delibera 27 marzo 2008, n. 38 e' cosi'
integrato:
   «2. Il punto 5 della delibera 15 luglio 2005, n. 76 e' cosi'
modificato:
    La durata massima dei finanziamenti a valere sulle dotazioni del
Fondo non puo' essere superiore a 15 anni, con esclusione di quelli
relativi alle opere strategiche di cui alla legge n. 433/2001, per i
quali la durata massima non puo' essere superiore a 30 anni».
     Roma, 18 dicembre 2008
 


DELIBERAZIONE 18 dicembre 2008

+T -T
Quando l'immigrazione diventa impresa

(regioni.it) C’è un’altra faccia dell’immigrazione, meno conosciuta, ma con una rilevanza per l’economia del nostro Paese piuttosto rilevante. E’ il volto di una presenza straniera extraeuropea che “si fa impresa”, fotografata dall’ultimo rapporto Movimprese, realizzato da InfoCamere (per UnionCamere).
Nel corso del 2008 sono state 36.694 le imprese individuali aperte da persone nate al di fuori dei confini dell’Unione Europea. Rispetto all’anno precedente, il totale delle imprese individuali gestite da titolari immigrati da paesi non appartenenti all’UE è aumentato di 15.187unità (nel 2007 l’aumento era stato di oltre 16mila unità), raggiungendo così il valore di 240.594 imprese, il 6,7% in più rispetto al 2007 (quando la crescita fu però dell’8%). 
Il bilancio del 2008 conferma la vitalità dell’imprenditoria immigrata che non passa, però, del tutto illesa in questa fase di crisi: rispetto al 2007, infatti, si osserva un certo rallentamento delle iscrizioni ed un incremento delle cessazioni, sia confrontando il quarto trimestre con il corrispondente periodo, sia analizzando l'intero anno. Di conseguenza anche il saldo 2008, pur restando attivo, evidenzia un ridimensionamento rispetto all'anno precedente.
 
Tab. 3 - Imprese individuali totali e con titolare immigrato da paesi non UE - Distribuzione per regioni
(Valori al 31 dicembre 2008 )
 
 
Regione
Imprese individuali con titolare immigrato
Totale imprese individuali
% imprese di immigrati sul totale
TOSCANA
25.373
223.520
11,4%
LOMBARDIA
44.581
434.996
10,2%
LIGURIA
8.835
91.685
9,6%
EMILIA-ROMAGNA
24.730
260.291
9,5%
FRIULI-VENEZIA GIULIA
5.678
64.160
8,8%
VENETO
21.974
280.801
7,8%
LAZIO
20.127
266.222
7,6%
MARCHE
7.674
107.031
7,2%
PIEMONTE
18.210
272.672
6,7%
ABRUZZO
6.194
95.689
6,5%
UMBRIA
3.323
53.795
6,2%
CALABRIA
7.181
126.503
5,7%
CAMPANIA
15.029
308.836
4,9%
SARDEGNA
5.145
110.060
4,7%
TRENTINO-ALTO ADIGE
2.965
67.716
4,4%
SICILIA
13.034
320.427
4,1%
VALLE D'AOSTA
290
7.896
3,7%
MOLISE
945
26.236
3,6%
PUGLIA
8.259
269.324
3,1%
BASILICATA
1.047
45.056
2,3%
ITALIA
240.594
3.432.916
7,0%
Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese
 
(red/17.03.09)

+T -T
Bonus famiglia: istruzioni per l'uso

Informazioni on line sul sito dell'Agenzia per le entrate

(regioni.it) Per il 2009 il governo ha previsto un bonus straordinario a favore dei nuclei familiari a basso reddito. Il bonus, che viene attribuito ad un solo componente del nucleo familiare, non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini previdenziali né per il rilascio della carta acquisti.
L’agenzia delle entrate ha pubblicato sul proprio sito informazioni ed indicazioni utili per i cittadini, fra cui l’autocertificazione per la richiesta del bonus e un test per verificare se si ha diritto al bonus.
(red/17.03.09)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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