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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1329 - martedì 17 marzo 2009

Sommario
- Federalismo fiscale: passa mozione Pd su enti locali
- Emergenza cani randagi
- Crisi: Legautonomie, le misure delle Regioni per la famiglia
- In Gazzetta delibera Cipe su Fondo rotativo imprese e ricerca
- Quando l'immigrazione diventa impresa
- Bonus famiglia: istruzioni per l'uso

+T -T
Federalismo fiscale: passa mozione Pd su enti locali

Governo presenta ulteriori emendamenti

(regioni.it) Il 16 marzo confronto fra il Governo e le Regioni a Statuto speciale: argomento, il Ddl di delega sul federalismo fiscale. Ne scaturisce un compromesso e la riscrittura dell’articolo 25 che il Governo presenta con un emendamento all’attenzione della Camera (cfr. “regioni.it” n. 1328). Il 17 marzo si apre a Montecitorio uno “spiraglio” per il dialogo fra maggioranze opposizione. Prima con 476 no, 28 si' e tre astenuti è respinta la “pregiudiziale di costituzionalità presentata dall’Udc (Buttiglione conferma che per l’Udc il Ddl è l’anticamera di un nuovo secessionismo), poi il Governo, apre sulla mozione Pd (primo firmatario Dario Franceschini) su Comuni e patto di stabilità (a renderlo noto è il sottosegretario all’economia Giuseppe Vegas) che ottiene così il via libera dell'Aula della Camera: i si' sono stati 491, gli astenuti 33, nessun voto contrario.
La mozione era ritenuta dai democratici premessa fondamentale per affrontare il capitolo del federalismo fiscale. Ma Dario Franceschini ribadisce che i due piani vanno comunque tenuti distinti: sulla linea che terrà il Pd sul Ddl delega per il federalismo fiscale, spiega,la valutazione di merito spetta all'assemblea del gruppo secondo la quale l'atteggiamento sul voto finale sul ddl delega sul federalismo fiscale avverrà dopo l'esame di emendamenti e articoli. L'atteggiamento prevalente – secondo quanto riportato dall’Agi -  è a favore di un voto di astensione, nonostante alcune voci favorevoli al si' e alcune al no. Ma la maggioranza del gruppo e' orientata all'astensione. Il voto sarà però deciso comunque al termine dell'esame di articoli ed emendamenti e dunque dopo aver valutato la posizione di governo e maggioranza sugli emendamenti indicati dal Pd come fondamentali. Durante la riunione Francesco Boccia si e' detto anche "disponibile al voto favorevole", visto che l'attuale testo del ddl "all'80% e' frutto del nostro lavoro" ed e' assai distante da quello di partenza. Mentre Pierluigi Mantini si e' detto contrario perché non ritiene opportuno unire il suo voto a quello della maggioranza. Il ragionamento di chi invece è a favore dell'astensione e' che il testo e' profondamente cambiato grazie all'impegno del Pd, molte regioni hanno effettivamente bisogno di questi cambiamenti e la bandiera del federalismo non può essere lasciata nelle sole mani del Carroccio. "Al momento siamo per l'astensione - ha spiegato Massimo Calearo - vediamo cosa succede in sede di voto, ci sono nostri emendamenti presentati vediamo cosa decide il governo". Anche l''Italia dei Valori si riserva di decidere quale posizione assumere in base allo sviluppo dei lavori in Aula”.
Umberto Bossi auspica un'astensione del Pd. "Spero di si'", ha risposto il ministro per le Riforme ai giornalisti che alla Camera gli chiedevano se conti su un'astensione del Pd sul disegno di legge.”L'acqua scorre tutta verso il grande fiume", ha aggiunto a proposito del provvedimento che "e' un primo importante passo” verso l'attuazione del federalismo. Intanto, ha aggiunto, “cominciamo a portare a casa questo che vuol dire diminuire i costi dello Stato" - e "i soldi sono importanti" - poi "il resto lo faremo prossimamente". Certo, ha assicurato, "non mollo mica qua”. Per Maurizio Gasparri la sinistra farebbe bene a votare a favore di questa riforma “che esalta il territori e le autonomie locali”
Intanto sulla mozione l’Anci esprime soddisfazione: “passo politico ed istituzionale importante’’. Cosi’ Leonardo Domenici, Sindaco di Firenze e Presidente della Associazione dei Comuni Italiani (ANCI) commenta l’approvazione, “su questo tema – ricorda Domenici – i Comuni da anni cercano di aprire un dibattito, evidenziando le difficolta’ che essi si trovano ad affrontare e l’impossibilita’, nei fatti, a poter svolgere una funzione positiva sia nei confronti dei cittadini, sia (con connotazioni anticicliche) nei confronti della crisi economica che appare particolarmente grave e pesante’’. “Le nostre richieste sono note da tempo: quello che chiediamo e’ il totale ristoro dell’ICI sulla prima casa; la possibilità di utilizzare le risorse disponibili, per le imprese piccole e grandi su tutto il territorio nazionale, attraverso lo sblocco dei residui passivi; consentire nuovi investimenti per far ripartire l’economia; rendere possibile l’utilizzo di risorse proprie (quelle derivanti da alienazioni), per finanziare la spesa in conto capitale ed abbattere il debito: e per noi e’ motivo di soddisfazione vedere che questi temi oggi approdano nell’agenda del Parlamento grazie al lavoro che i Sindaci, gli amministratori dei Comuni italiani e l’ANCI hanno svolto in questi mesi. Adesso si tratta di convertire questi atti parlamentari in norme di legge; e noi, come ANCI, vigileremo che cio’ accada senza incertezze e confusione’’. Del resto “bloccare l’autonomia dei Comuni e’ un errore che, al momento, stanno pagando le comunità degli enti virtuosi. Guardando avanti, con l’entrata in vigore del federalismo, si potrà e si dovrà lavorare assieme – Stato ed Enti locali - per costruire un nuovo sistema finanziario ed istituzionale che parta proprio dal riordino della finanza locale. In modo che i prossimi bilanci di previsione per il 2010 possano essere finalmente costruiti su basi autonome e certe e non più su finanza derivata e lacci finanziari”.
Il testo del Ddl delega per il “federalismo fiscale” all’esame  dell’Aula della Camera dei deputati e gli emendamenti raccolti nel fascicolo di seduta (cfr.”regioni.it” n.1328)sono stati pubblicati  sito della Camera:(2105-A) (vedi fascicoli di seduta stampati)
Di seguito si riportano invece alcuni  emendamenti del Governo (fra cui quelli derivanti dal confronto con le Regioni a Statuto speciale) presentati in aula nella seduta del 17 marzo 2009.
Articolo 1
Al comma 2, sopprimere le parole: , con esclusione degli enti locali ricadenti nel loro territorio,
      Conseguentemente, aggiungere, in fine, il seguente periodo: Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano agli enti locali ricadenti nel territorio delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in conformità ai rispettivi statuti speciali e alle relative norme di attuazione. 1. 500. Governo.
Articolo 2
Al comma 2, dopo la lettera dd) aggiungere la seguente:
          dd-bis) individuazione di strumenti idonei a favorire la piena attuazione degli articoli 29 e 31 della Costituzione, con riguardo ai diritti e alla formazione della famiglia e all'adempimento dei relativi compiti. 2. 500. Governo.
Articolo 3
Al comma 1-ter, dopo la parola: Commissione aggiungere le seguenti: e del Comitato di cui al comma 2.
      Conseguentemente:
          al medesimo comma, aggiungere, in fine, i seguenti periodi: Gli oneri connessi alla partecipazione alle riunioni del Comitato di cui al comma 2 sono a carico dei rispettivi soggetti istituzionali rappresentati, i quali provvedono a valere sugli ordinari stanziamenti di bilancio e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ai componenti del Comitato di cui al comma 2 non spetta alcun compenso.
          sostituire il comma 2 con il seguente:
      2. Al fine di assicurare il raccordo della Commissione con le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni, è istituito un Comitato di rappresentanti delle autonomie territoriali, nominato dalla componente rappresentativa delle regioni e degli enti locali nell'ambito della Conferenza unificata. Il Comitato, che si riunisce presso le sedi della Camera dei deputati o del Senato della Repubblica, è composto da dodici membri dei quali sei in rappresentanza delle regioni, due in rappresentanza delle province e quattro in rappresentanza dei comuni. La Commissione, ogniqualvolta lo ritenga necessario, procede allo svolgimento di audizioni del Comitato e ne acquisisce il parere. 3. 500. Governo.
Articolo 25
 Al comma 1, sostituire le parole: patto di convergenza di cui all'articolo 17 le seguenti: patto di stabilità interno.
      Conseguentemente, aggiungere, in fine, il seguente comma:
      7. Nel rispetto delle peculiarità di ciascuna regione a statuto speciale e ciascuna provincia autonoma, è istituito presso la Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in attuazione del principio di leale collaborazione, un tavolo di confronto tra il Governo e ciascuna regione a statuto speciale e ciascuna provincia autonoma, costituito dai Ministri per i rapporti con le regioni, per le riforme per il federalismo, per la semplificazione normativa, dell'economia e delle finanze, per le politiche europee e dai Presidenti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome. Il tavolo individua linee guida, indirizzi e strumenti per assicurare il concorso delle regioni a statuto speciale e delle province autonome agli obiettivi di perequazione e di solidarietà e per valutare la congruità delle attribuzioni finanziarie ulteriori intervenute successivamente all'entrata in vigore degli statuti, verificandone la coerenza con i principi di cui alla presente legge e con i nuovi assetti della finanza pubblica. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è assicurata l'organizzazione del tavolo. 25. 500. Governo.
 
(red/17.03.09)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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