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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1330 - mercoledì 18 marzo 2009

Sommario3
- Casa: slitta confronto Governo-Regioni
- Conferenza delle Regioni il 19 marzo
- Inps: dati disoccupazione 2008
- Crisi: Bonanni rilancia patto regioni, parti sociali e governo
- Produzione industriale: diminuzione tendenziale del 16,7 %
- Durnwalder incontra Cancelliere austriaco

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Casa: slitta confronto Governo-Regioni

Probabile un incontro la prossima settimana

(regioni.it) Le agenzie di stampa hanno annunciato il 17 marzo l’arrivo un maxi-piano per la vendita delle case popolari, che potranno essere acquistate dagli attuali inquilini attraverso mutui agevolati. Il governo – secono l’Adn Kronos - avrebbe studiato una serie di incentivi, per l'avvio di un grande piano di dismissione del patrimonio Erp (edilizia residenziale pubblica), che in sostanza dovrebbero trasformare  l'attuale affitto in un mutuo. Saranno circa un milione di cittadini a poter diventare proprietari degli immobili in cui vivono. Il provvedimento, secondo le intenzioni dell'esecutivo, sarebbe un'altra misura per il sostegno alle famiglie piu' deboli, che potrebbero cosi' acquistare la casa.
Secondo il Ministro Renato Brunetta gli Enti locali bloccherebbero “il progetto per ragioni di puro potere''. In un'intervista a La Stampa, Brunetta parla del progetto di vendita delle case degli Istituti autonomi delle case popolari agli inquilini, con un mutuo a tasso agevolato. Il potere di cui parla Brunetta, riferendosi agli Enti locali ''nessuno escluso'' e' un potere ''di governare le persone, subordinandole al loro condizionamento politico'', aggiunge.  Il progetto, secondo il ministro avrebbe il vantaggio di far diventare proprietari di case circa un milione di inquilini e ''rafforzerebbe la tendenza delle famiglie a spendere e investire'', puntando sulle ristrutturazioni. Il prezzo delle abitazioni andrebbe stabilito ''sulla base del rendimento effettivo che oggi ha per gli istituti proprietari'' e gli introiti potrebbero essere usati per ridurre il debito pubblico o costruire nuovi alloggi ''per chi l'appartamento non se lo puo' davvero permettere''.  Dal canto suo, però, il sottosegretario alle Infrastrutture Mario Mantovani precisa che “non c'e' nessun piano del governo  di dismissione del patrimonio immobiliare. Ne' potrebbe esserci”. “C'e' l'art.13 della legge 133 del  2008 che da' indicazioni alle Regioni per un'alienazione con  criteri che tengano conto anche del reddito - ha detto Mantovani - ma  si tratta di moral suasion, non ha carattere di vincolo. Quasi  tutte le Regioni pero' hanno impugnato quella norma, altre ci  stanno ragionando. No, - conclude il sottosegretario - che io  sappia non c'e' nessun piano del governo di dismissione del  governo di alloggi popolari''. L'articolo della legge 133 cui fa riferimento il  sottosegretario si riferisce a misure per la valorizzazione del  patrimonio pubblico, con la finalita' di ''valorizzare gli  immobili residenziali costituenti il patrimonio degli Istituti  autonomi per le case popolari e di favorire il soddisfacimento  dei fabbisogni abitativi''. Nel provvedimento citato, si fa  riferimento alla conclusione di accordi, entro sei mesi  dall'approvazione ''con regioni ed enti locali aventi ad oggetto  la semplificazione delle procedure di alienazione degli immobili  di proprieta' dei predetti istituti''. Ma, come spiega  Mantovani, ''quasi tutte le Regioni hanno impugnato al Tar  quella norma”.
L’ipotesi ha comunque suscitato subito la reazione del Sunia- ''Dopo la bocciatura anche da parte delle Regioni amiche del precedente analogo piano di vendita di tutto il patrimonio pubblico, il Governo non puo' vantare neanche una casa da dare ai cittadini soggetti a sfratto che non possono accedere al mercato''. E' quanto afferma il segretario generale del Sunia, Luigi Pallotta giudicando ''impossibile da realizzare'' un eventuale piano di dismissioni da parte del governo, ipotesi comunque gia' smentita dallo stesso sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Mario Mantovani. Un progetto che sarebbe comunque ''completamente sbagliato - ribadisce Pallotta - perche' le competenze in materia sono delle Regioni e perche' non produrrebbe nessun effetto a sostegno dei ceti piu' deboli che, anzi, si vedrebbero gravati dal peso economico della manutenzione di un patrimonio fatiscente''. Per quanto riguarda i 5.000-6.000 alloggi che sarebbero realizzati a breve - prosegue Pallotta in una nota - giova ricordare ancora una volta che si parla di una parte di soldi stanziati dalla finanziaria per il 2008 e bloccati da oltre un anno dallo stesso Governo per dirottarli su questo fantomatico e sempre piu' confuso piano casa”. Per il Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi Il Piano Casa che il governo si prepara a varare "potrebbe avere effetti di stimolo" per l'economia, ma ha avvertito che la complessità della materia, la presenza di competenze concorrenti fra Stato e regioni, la necessita' di congegnare l'intervento in modo da preservare ambiente naturale ed equilibrio urbanistico ne rendono pero' incerta la portata da un punto di vista congiunturale".
Nella giornata del 17 marzo incontro fra il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi “Con il Capo dello Stato ci siamo trovati assolutamente concordi. Facciamo un Dl o una aggregazione ad un decreto legge gia' in corso e poi una legge quadro sull'edilizia che affidiamo ad un Disegno di legge delega". Cosi' Silvio Berlusconi traccia il percorso del "Piano casa" e parla dell'incontro tenutosi al Quirinale
Il governo resta quindi intenzionato a proporre per decreto legge alcune norme del piano casa anticrisi  in fase di elaborazione. Il premier Silvio Berlusconi ha ascoltato le osservazioni del presidente della Repubblica, ha fornito chiarimenti e si e'  riservato di approfondire le questioni piu' delicate. Una  riflessione che comunque porta il governo a rinviare di qualche giorno il varo del piano che era stato annunciato per venerdi':
Il confronto al Quirinale, definito da fonti del Colle ''sereno e approfondito'', si e' svolto a margine del pranzo di  lavoro al quale, oltre al premier, hanno partecipato numerosi  ministri, per discutere com'e' consuetudine alla vigilia dei  vertici europei, delle questioni sul tappeto. L'incontro è stato dedicato ai temi in agenda al prossimo Consiglio  Europeo di Bruxelles e al G20 in programma a Londra il prossimo  2 aprile, ma subito dopo il pranzo, Berlusconi ha colto l'occasione per  parlare del piano casa su cui c'è già stato un primo giro di tavolo, venerdi' scorso, in Consiglio dei ministri. L'ipotesi su cui si ragiona prevede la possibilità di sdoppiare  il provvedimento in un decreto legge, con le misure urgenti per rilanciare il settore dell'edilizia, e un disegno di legge contenente le parti più controverse da discutere in Parlamento. Il problema piu' delicato emerso nel dibattito politico  riguarda proprio il raccordo fra queste due parti, le misure  straordinarie per aprire in tempi brevi nuovi cantieri, da  rendere subito effettive in forza del decreto legge, e le  ricadute di queste misure sulla normativa vigente in materia di  autorizzazione dei lavori edilizi.  Ogni volta che si interviene su una materia con un decreto legge, fra gli altri problemi, nasce quello degli effetti che  esso produce nel breve termine e che devono essere sanabili nel  caso che il provvedimento non dovesse essere convertito in legge entro sessanta giorni e dovesse percio' decadere. Il modo più sicuro di superare questo problema e' quello di cambiare la  legge esistente con un'altra legge. Un altro aspetto riguarda la sussistenza dei criteri di necessità e urgenza previsti dalla Costituzione e il rispetto  di altri profili costituzionali, dei quali si fa garante il capo  dello Stato firmando il provvedimento del governo.  In questo caso, uno dei punti piu' delicati emersi dal dibattito politico riguarda la salvaguardia delle competenze delle Regioni: una questione e' ben presente al  governo. La scorsa settimana Berlusconi ha infatti assicurato  una consultazione preventiva delle Regioni prima di varare il  piano.
Il Presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, avverte “il piano casa il governo non lo  faccia con un decreto legge perche' questo aprirebbe una  frizione tra lo Stato e le Regioni''. “La semplificazione– ha spiegato Marrazzo - è un tema sul quale siamo d'accordo con il  governo, le regioni sono pero' convinte che questa materia sia  di loro specifica competenza, il governo deve limitarsi a dare delle indicazioni di criteri generali e lo deve fare con gli  strumenti adeguati, non lo faccia con un decreto legge''.
Ancora più duro il commento del Presidente della Toscana: “se il decreto sarà scritto sulla base delle anticipazioni che abbiamo letto, non adotteremo questo piano casa, visto anche che sara' lasciata liberta' alle regioni di adottarlo'', ha detto il presidente della Regione, Claudio Martini. “mi sembra un provvedimento di deregulation e di decadimento di tutte le regole e dai benefici ben scarsi anche per il settore dell'edilizia''. “Nelle leggi regionali - prosegue Martini - ci sono gia' gli strumenti per i cittadini che vogliono adeguare le loro abitazioni, ma per fare questo non c'e' bisogno di smontare i piani urbanistici ed edilizi. Stiamo parlando di un provvedimento, quello del governo, di cui abbiamo letto solo le anticipazioni sui giornali. Non c'e' stato ancora nessun incontro tra governo e regioni, ed e' bizzarro, considerato che poi si chiede alle regioni di essere gli enti che attuano le direttive. Mi sembra che in tempi di discussione sul federalismo, e' un non senso che le regioni vengano trattate così. Se si vuol dare una mano all'edilizia - conclude il presidente della Regione Toscana - potremmo invece incentivare e sostenere costruzioni e ristrutturazioni di edifici con i criteri della bioedilizia e dell'efficienza energetica''.
E dal Governo, dopo il clamore dei giorni scorsi, arrivano precisazioni sui tempi: “non c'e' uno slittamento ma  venerdi' il presidente del Consiglio sarà impegnato nel vertice  europeo di Bruxelles, quindi è legittimo pensare che si andrà alla  prossima settimana”,spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, ha confermato poi che “il presidente del Consiglio ha detto che una parte'' del piano casa ''verra' attuata con decreto legge e  una parte con un disegno di legge. Sempre pero' - ha concluso  Scajola - con un confronto con le Regioni''.
Appare dunque probabile che  il piano casa all'esame del Governo sarà al centro di un confronto tra l'esecutivo e le Regioni la prossima settimana, in una Conferenza Stato-Regioni che si dovrebbe svolgere a palazzo Chigi, prima di approdare al Consiglio dei ministri. Secondo le agenzie di stampa la riunione potrebbe essere convocata nelle prossime ore. E "un incontro urgente, prima dell'approvazione in Consiglio dei Ministri, del 'Piano Casa', è stato chiesto anche dal Presidente dell'Anci, Leonardo Domenici.
 
(red/18.03.09)

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Conferenza delle Regioni il 19 marzo

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome è stata convocata per giovedì 19 marzo 2009 alle ore 10.00 (Via Parigi, 11 a Roma).
All’ordine del giorno i temi che saranno affrontati nella Conferenza Unificata e nella Conferenza Stato-Regioni che il Ministro Raffaele Fitto ha convocato nel pomeriggio della stessa giornata, rispettivamente alle ore 15.00 e 15.30 (Via della Stamperia, 8).
La Conferenza delle Regioni discuterà , tra l’altro, anche della richiesta del Ministro della Pubblica amministrazione relativa al monitoraggio del personale precario nelle pubbliche amministrazioni.
Tra i punti all’esame i documenti relativi a:
- problematiche concernenti il “sistema montagna”;
- riconoscimento della figura professionale del “mediatore Interculturale”.
- la valutazione della proposta di testo unificato elaborata dal relatore concernente “Principi fondamentali in materia di governo delle attività cliniche per una maggiore efficienza e funzionalità del servizio sanitario nazionale” (anche a seguito della richiesta di audizione della Conferenza da parte della Commissione Affari sociali della Camera);
- documento di raccomandazioni in merito all’applicazione di accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per malattia mentale (Artt. 33, 34 e 35 Legge 23 dicembre 1978 n. 833).
Infine all’ordine del giorno l’avvio dell’esame di un documento di proposte sulla strategia energetica nazionale.
Gli ordini del giorno integrali della Conferenza delle Regioni, dell’Unificata e della Stato-Regioni sono pubblicati nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it.
 
(red/18.03.09)

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Inps: dati disoccupazione 2008

(regioni.it) Più di due milioni di persone sono state interessate nel 2008 dalla crisi occupazionale. Lo scorso anno l'Inps ha infatti erogato assegni di disoccupazione a 1,4 milioni di persone mentre sono stati 700.000 i trattamenti di cassa integrazione. E' stata presentata la Relazione dell'Inps alla Camera in occasione del Rapporto annuale dell'istituto. Per la mobilita' i beneficiari sono stati 165.000. 
La spesa per le prestazioni connesse alla sospensione del rapporto di lavoro (Cassa Integrazione Guadagni) e' pari a 817 milioni di euro. La suddivisione della spesa per tipologia di intervento fa riferimento per il 57% alla Cig straordinaria per l'industria, per il 20,9% alla Cig ordinaria per l'industria, il 21,9%alla Cig per l'edilizia. La cassa integrazione salariale dei quadri agricoli e' di 1,4 milioni di euro, pari allo 0,17% del totale della spesa.
"Riguardo all'azione di contrasto al lavoro nero ed irregolare, nel corso del 2008 l'Inps ha svolto un’attivita', nonostante la riduzione del numero delle risorse (-7% rispetto al 2007), che ha portato ad un aumento delle aziende irregolari sulle ispezionate che ha raggiunto l'82%, con risultati significativi in agricoltura".In particolare, sono 96.414 gli accertamenti ispettivi effettuati, 79.276 le aziende trovate irregolari, 68.654 i lavoratori in posizione non regolare, 19.007 le aziende in nero e i lavoratori autonomi non iscritti, 52.726 i lavoratori completamente in nero, 162.257 il numero di rapporti annullati in agricoltura perche' fittizi
Infine un dato congiunturale. Il 2010 potrebbe essere un anno di moderata ripresa dopo un difficile 2009. Lo ha affermato il presidente della Bce. La ripresa, ha proseguito, dipendera' dal ritorno della fiducia. Trichet ha poi spiegato che le istituzioni stanno valutando se siano necessarie ulteriori misure per far ripartire l'economia, aggiungendo che nessuna decisione e' stata presa in merito alla possibilita' che, per i tassi, l'attuale 1,5% sia il tetto minimo oltre il quale non si puo' andare.
 
 (red/18.03.09)

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Crisi: Bonanni rilancia patto regioni, parti sociali e governo

(regioni.it) Un patto tra Governo, Regioni e parti sociali per affrontare la crisi economica, è questa la proposta rilanciata dal segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. commentando il dato diffuso oggi dall'Istat sulla produzione industriale che registra un -16,7% su base annua (vedi notizia successiva) , il sindacalista ha detto che è una diminuzione molto “preoccupante”. “Bisogna reagire tutti insieme, il governo, il governo  regionale e le parti sociali - ha sottolineato - e va unito il  Paese sugli stessi obiettivi. Vanno messe a frutto le risorse  disponibili per gli investimenti e la possibilità di aumentare  i consumi attraverso una stretta e intensa collaborazione. Di  fronte a questa crisi nessuno da solo può pensare stupidamente  di avvantaggiarsi, perché gli interessi popolari ne sarebbero  distrutti”.
 
(red/18.03.09)

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Produzione industriale: diminuzione tendenziale del 16,7 %

I dati resi noti dall'Istat

(regioni.it) “Nel mese di gennaio 2009, sulla base degli elementi finora disponibili, l'indice della produzione industriale destagionalizzato (con base 2005=100) ha segnato una diminuzione dello 0,2 per cento rispetto a dicembre 2008; la variazione congiunturale della media degli ultimi tre mesi rispetto a quella dei tre mesi immediatamente precedenti è pari a meno 8,3 per cento” : è quanto rileva l’Istat nell’ultimo indice della produzione industriale.
“L'indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha registrato in gennaio una diminuzione tendenziale del 16,7 per cento (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 22 di gennaio 2008).
L'indice grezzo della produzione industriale ha registrato una diminuzione del 21,9 per cento rispetto a gennaio 2008.
Gli indici destagionalizzati dei raggruppamenti principali di industrie, registrano in termini congiunturali, un incremento dello 0,5 per cento per i beni strumentali e diminuzioni del 2,0 per cento per i beni intermedi, dell’1,7 per cento per i beni di consumo totale (meno 2,0 per cento i beni non durevoli, meno 1,6 per cento i beni durevoli) e dello 0,4 per cento per l’energia. L’indice della produzione industriale corretto per i giorni lavorativi ha segnato, nel confronto con gennaio 2008, variazioni negative per tutti i raggruppamenti principali di industrie: meno 23,6 per cento per i beni intermedi, meno 16,9 per cento per i beni strumentali, meno 8,7 per cento per i beni di consumo totale (meno 16,4 per cento i beni durevoli, meno 6,9 per cento i beni non durevoli) e meno 7,9 per cento.
Nel mese di gennaio 2009 l’indice della produzione industriale corretto per i giorni lavorativi ha segnato, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente,variazioni negative in tutti i comparti. Le diminuzioni più marcate hanno riguardato: i mezzi di trasporto (meno 29,7 per cento), i prodotti chimici (meno 25,2 per cento), la gomma, materie plastiche e minerali non metalliferi (meno 23,8 per cento) e la metallurgia e i prodotti in metallo (meno 21,6 per cento)”.
 
(red/18.03.09)

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Durnwalder incontra Cancelliere austriaco

Proseguire collaborazione per la linea ferroviaria del Brennero

(regioni.it) Fattivo l’incontro fra il neo Cancelliere austriaco, Werner Faymann, e il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder, tenutosi a vienne il 17 marzo. Tra gli obiettivi concordati rientra la necessità  di roseguire la collaborazione avviata a suo tempo nella politica dei trasporti, dalla linea ferroviaria del Brennero alla Convenzione delle Alpi: Werner Faymann ha accolto il presidente Durnwalder nel primo incontro da cancelliere: "Ma la buona collaborazione risale all'epoca in cui ero Ministro dei Trasporti", ha detto ricordando l'impegno comune a favore dell'ammodernamento della linea ferroviaria Verona-Monaco e della ratifica del protocollo dei trasporti inserito nella Convezione delle Alpi. "Sul tema della politica dei trasporti abbiamo dimostrato unità di intenti, che vogliamo proseguire anche in futuro." Durnwalder ha sottolineato il nuovo slancio dato proprio dall'Austria al progetto, "con le concrete possibilità di finanziamento discusse assieme ai responsabili del governo italiano." Il cancelliere ha ricordato anche la fattiva cooperazione nel settore economico ("esportiamo in Alto Adige per 1,1 miliardi € all'anno, più che in Giappone"), dei programmi europei e della cultura. Il presidente Durnwalder ha ricordato il ruolo fondamentale degli atenei austriaci per gli studenti altoatesini ("circa 5mila studiano oggi in Austria") e insistito sul significato dei riconoscimento dei titoli di studio accademici conseguiti a Vienna o Innsbruck. Oltre all'impegno per un alleggerimento del traffico alpino nelle Alpi, entrambe le parti hanno ribadito la volontà di proseguire nella collaborazione transfrontaliera tra Alto Adige, Tirolo e Trentino, "e in tal senso confidiamo che, sull'esempio dell'Austria, anche l'Italia ratifichi al più presto l'Accordo di Madrid, che conferirà all'Euregio la necessaria veste istituzionale", ha aggiunto Durnwalder. Al neocancelliere il Presidente ha infine ribadito il ringraziamento per l'impegno garantito dall'Austria verso la minoranza tedesca e ladina in Italia e ha ringraziato il governo austriaco, "perchè, indipendentemente dalle persone che si sono succedute alla sua guida, l'attenzione verso i problemi della Provincia di Bolzano è rimasta invariata”.
(red/18.03.09)
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periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
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Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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