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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1332 - venerdì 20 marzo 2009

Sommario
- Piano casa: Conferenze Regioni e Unificata il 25 marzo
- Errani su piano casa: decreto strumento improprio
- Federalismo fiscale: approvazione la prossima settimana
- Montagna: le questioni aperte che interessano il sistema
- Governo clinico: Regioni su proposte di legge
- Cassa Depositi e prestiti: due prodotti per investimenti Regioni

+T -T
Federalismo fiscale: approvazione la prossima settimana

Franceschini, Bossi, Di Pietro, Errani...

(regioni.it) La Camera approva buona parte del provvedimento sul federalismo fiscale. E prima del si' finale della prossima settimana, c’è quello annunciato da Antonio Di Pietro: l’Idv voterà in Aula a favore.
Calderoli coglie quindi l’occasione per dire che quella federalista sara' una riforma che ''potra' durare negli anni, non soltanto una legislatura'', grazie al metodo del dialogo utilizzato durante l'iter del provvedimento e che continuerà – garantisce Calderoli - anche sui decreti attuativi della delega sul federalismo fiscale.
''Votiamo si' - dice Di Pietro - perche' in un momento di cosi' grave crisi di economica ci assumiamo la responsabilita' per una maggiore cautela nelle spese". L'Idv ha sempre messo al primo posto le ragioni del Paese: "noi non siamo mai stati per l'astensione perche' chi si astiene non decide, non prende posizione e sta alla finestra''. "Accettiamo la sfida della Lega - ha detto Di Pietro - ad una condizione: il federalismo deve servire per controllare meglio il territorio, per verificare chi paga le tasse ".
L'Udc invece conferma il voto contrario sul testo: ''e' uno spot elettorale per la Lega'', dice Michele Vietti.
Il Pd tende all’astensione nonostante la presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, insista per il no. Pier Luigi Bersani evidenzia che ''sul federalismo, fin dall'inizio avevamo due possibilita': o lavorare sulle loro contraddizioni oppure sulle loro aperture. Abbiamo scelto questa seconda strada e con le nostre proposte abbiamo radicalmente il provvedimento''. Comunque l'assenza di cifre e prima dei decreti delegati pone dei limiti, ma ''credo – sostiene Bersani - che a questo punto il nostro debba essere un atteggiamento che veda luci e ombre del provvedimento che ha aperto anche spazi come dimostrato dal voto sulla mozione Franceschini''. ''Una rondine non fa primavera – aggiunge Bersani - ma la puo' fare la forza dei fatti. Noi da anni parliamo della questione del Patto di stabilita', ne parla Confindustria e alla fine anche il governo arriva, ma sempre pero' tirato per la giacca e a spizzichi e bocconi''.
Calderoli annuncia inoltre che la prossima tappa sarà la riforma Costituzionale. ''A meta' aprile - dice  Calderoli- il governo partira' con la sua proposta di riforma costituzionale''. ''Si prenda una camomilla'', ironizza in proposito l'Udc con Lorenzo Cesa. ''Un federalismo senza numeri - ha sottolineato Pier Ferdinando Casini - non e' tale. Credo che sia una solenne presa in giro che si fa per l'interesse politico della Lega. Perche' questo governo e' succube della Lega e purtroppo lo e' anche il Pd''. ''Siamo contenti di avere - ha aggiunto Casini - il coraggio di esprimere le nostre idee; ieri e' stato bocciato l'emendamento per il 20% dell'Irpef ai comuni, sostenuto da tutti i sindaci del Nord. Questo federalismo e' uno spot pubblicitario per la Lega, che moltiplichera' i conti di spesa e determinera' un inasprimento della pressione fiscale''. ''Sono molto meravigliato - ha concluso Casini - che il Pd non accetti di contrapporti a questo federalismo che serve solo a Calderoli e Bossi, e la sinistra si piega''.
Sui decreti attuativi della delega sul federalismo fiscale ''ci sara' il concorso di tutti – ribadisce Calderoli - perche' le riforme non sono ne' di destra ne' di sinistra ma vanno fatte con tutti''.
Pertanto i primi 16 articoli del provvedimento vedono finora l’astensione del Pd, l'Udc che vota contro e l'Idv a favore. Probabilmente martedi' ci sara' il via libera di Montecitorio e poi il testo tornera' per il passaggio definitivo al Senato dove dovrebbe essere approvato entro Pasqua. Nell’”uovo” delle Camere c'è quindi il federalismo fiscale.
Le Regioni disporranno di compartecipazioni erariali, in via prioritaria all'Iva, tributi propri e quote di fondo di perequazione per finanziare le spese per lo svolgimento delle funzioni di loro competenza. Quindi l’Irpef è stata sostituita dall’Iva.
Aver evitato lo ''spezzettamento regionale'' dell'Irpef-Ire e' un grande successo, sostiene il segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini, in una lettera al Corriere della Sera, in cui risponde alle accuse del presidente del Piemonte, Mercedes Bresso che aveva parlato di ''federalismo ingannevole''. ''Con la riserva di aliquota - scrive Franceschini - si rischierebbe di balcanizzare la principale imposta italiana in 21 diverse imposte''.
Inoltre, aggiunge Franceschini, “per quanto riguarda la riserva di aliquota sull’imposta personale sui redditi – spiega Franceschini – so bene che le Regioni l’avevano accettata a fronte dell’ipocrisia del Governo, che ha ridotto la abse imponibile dell’Ici e continua a ritenere l’Irap un’imposta da abolire”.
''C'e' un solo modo di superare gli endemici conflitti fra le Conferenze Stato-Regioni-Auonomie ed il Parlamento ed e' quello di andare verso una riforma del Parlamento, il superamento del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, la trasformazione del Senato in Camera delle Regioni e delle Autonomie''.
Calderoli ha infine sottolineato come il fisco federale sia solo ''un tassello'' di un piu' ampio mosaico di riforme che deve comprendere anche il codice delle autonomie, la riforma dei regolamenti parlamentari e quella costituzionale. Sulla quale il ministro ha spiegato di voler procedere con un metodo condiviso. ''Ci sara' un confronto - ha sottolineato - su questo con i capigruppo di tutti i partiti per individuare gli articoli sui quali vogliamo andare a intervenire''.
Infine la cosa fondamentale e' portare a casa il federalismo – afferma Bossi in un’intervista a “la Repubblica” : “Il disegno di legge deve ancora tornare in Senato e non si sa mai…”.
''Ho lavorato su questo progetto di legge, su questa delega e le Regioni hanno dato un giudizio complessivamente positivo'', ha dichiarato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni. E sull'astensione del Pd alla Camera commenta Errani: ''credo che il Pd abbia fatto un lavoro di qualita' in Parlamento, e credo sia uno dei pochi atti in cui il governo si e' mostrato disponibile ad un confronto con l'opposizione concreto e costruttivo perche' ha prodotto dei risultati. Credo - prosegue Errani - che l'astensione sia un segno: noi vogliamo il federalismo vero, ma la vera partita si gioca da adesso in avanti. Vogliamo capire quali sono le risorse. Vogliamo passare alla fase attuativa''.
Come ''piccolo esempio'', Errani, afferma che ''se il riferimento del federalismo fiscale e' la Finanziaria approvata, che prevede per il 2010 ed il 2011 una sottostima del fondo sanitario di almeno 7 miliardi, allora non ci siamo, perche' vorrebbe dire mettere in crisi un diritto fondamentale e costituzionale come il diritto alla salute''. Ora ''e' arrivato il momento della verita', dalla propaganda e dai proclami si passa al vero, e sara' un lavoro molto impegnativo''.

 ( giuseppe schifini  /20.03.09)
 
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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