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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1362 - mercoledì 6 maggio 2009

Sommario
- Terremoto Abruzzo: Errani, occorre un nuovo patto sociale
- Welfare: presentato Libro Bianco
- Sanità: rapporto 2008 Tribunale dei diritti del malato
- Decreto Abruzzo: prossimamente 3 emendamenti
- Protezione civile: Ordinanza 3671 per terremoto Abruzzo
- Il mare più blu

+T -T
Terremoto Abruzzo: Errani, occorre un nuovo patto sociale

Prevenzione: un cambio culturale interessi imprese, professioni, istituzioni

(regioni.it) Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani è intervenuto alla seduta solenne del Consiglio regionale dell’Abruzzo, tenutosi a L’Aquila il 6 maggio, a un mese dal terremoto. Questo il testo integrale dell’intervento (il file audio-video è disponibile su Rai news 24 al link: http://www.rainews24.it/ran24/player/video.asp?videoID=12941)
“A un mese di distanza dagli eventi sismici che hanno scosso la terra abruzzese e che hanno avuto ricadute drammatiche per tante famiglie, rinnoviamo oggi il nostro cordoglio e la nostra solidarietà, Siamo qui, senza retorica, semplicemente con la voglia e la convinzione di assumerci per intero le nostre responsabilità di amministratori per ciò che è giusto fare, e insieme per imparare la lezione che questa tragedia, come ci ha detto il Presidente della Repubblica, propone a tutto il Paese e a ciascuno di noi.
Quanto è successo non va scordato, sia sotto il profilo normativo, sia sul piano dei controlli: occorre fare in modo che il rispetto dei criteri antisismici non si trasformi mai in una formalità burocratica, a cui magari sfuggire con qualche escamotage. Noi dobbiamo fare fino in fondo la nostra parte, ma occorre forse di più: è necessario lavorare per una sorta di cambio culturale che interessi il sistema delle imprese, il mondo delle professioni, le Istituzioni, l’intera società. Una consapevolezza che metta al centro le persone, il diritto fondamentale alla sicurezza, che riguarda le famiglie, che riguarda l’intero Paese.
Ci vuole una responsabilità diffusa e consapevole. Ecco perché questa vicenda riguarda tutti, ciascuno di noi. Occorre un vero e proprio rinnovato patto sociale per promuovere semplificazioni, responsabilità, prevenzione, qualità del governo del territorio. Contestualmente lo Stato, la Repubblica nel suo insieme deve imparare e imporre la legalità nei cantieri, ogni giorno. A tutela delle imprese in regola, a tutela dei lavoratori, a tutela di tutti i cittadini. Non vogliamo più dire che nella tragedia, nell’emergenza, l’Italia tira fuori le sue risorse migliori. Adesso è l’ora della prevenzione.
Tra non molto, si spegneranno uno dopo l’altro i riflettori dei media per riaccendersi magari puntualmente quando dovranno far sentire un’eventuale critica nel difficile processo che vi aspetta e ci aspetta: quello della ricostruzione.
Regioni, Autonomie locali  e Governo possono e debbono fare molto e faranno ancora di più se sapranno coordinare gli interventi, sia quelli normativi che quelli relativi alle risorse, in un’ottica di forte e leale collaborazione istituzionale. Come Regioni abbiamo vissuto questi primi giorni della gestione dell’emergenza improntando il nostro impegno alla massima serietà istituzionale. Voglio approfittare di questa solenne occasione per lanciare un messaggio chiaro e univoco: La ricostruzione d’Abruzzo non può e non deve essere terreno di una schermaglia, né una  riserva di caccia: occorrerà trasparenza e correttezza di procedure e tutte le istituzioni debbono dare prova di lavorare insieme così come abbiamo fatto con il Sottosegretario Bertolaso e la protezione civile nazionale in queste prime settimane
Nei giorni successivi al terremoto si sono susseguiti i dati e le cifre sull’impegno della Protezione Civile. Io non voglio dare i dati: ciò che conta è che non  c’è una Regione o Provincia autonoma d’Italia che non abbia sentito la necessità di realizzare una esperienza concreta di sostegno e di solidarietà. Dimostrando così una forte convinzione nel sistema della protezione civile nazionale, di cui noi ci sentiamo parte e protagonisti reali. Dimostrando così che il federalismo è e può essere, non divisione e destrutturazione, ma un senso più alto di unità ed efficienza nazionale, in chiave solidale e costruttiva.
Una protezione civile moderna e articolata, capace di raccogliere  sui territori le risorse e le spinte migliori, a cominciare dal volontariato. Questo è il segno della nostra esperienza e credo che di questo vada dato merito al Governo e al sottosegretario Bertolaso del lavoro che hanno saputo fare assieme a noi.
Ora dobbiamo guardare oltre, ma sempre partendo da ciò che è accaduto. Perseguendo le eventuali responsabilità, facendo tesoro delle esperienze pregresse. In particolare penso alle più recenti: dal Friuli alle Marche, all’Umbria, al Molise. Ma soprattutto dobbiamo agire con grande chiarezza, in particolar modo per quello che concerne l’individuazione e la allocazione delle risorse certe e la definizione dei tempi relativi alla loro effettiva collocazione.
Per le case in primo luogo, ma anche per le scuole, per l’Università, per i servizi, per la ripresa della vita della comunità.
Il sistema delle Regioni e delle Autonomie locali è pronto a ricercare, d’intesa con il Governo, le soluzioni più concrete, a partire dai gemellaggi, dalla realizzazione di opere pubbliche di cui noi siamo pronti a farci carico non per un malinteso spirito di solidarietà, ma perché questo è un dovere di tutte le istituzioni, di tutti i territori, perché questo è un problema di tutto il Paese.
Sottolineo infine un punto: occorrerà lavorare insieme, avendo come riferimento, almeno per noi, la Regione Abruzzo, con il Comune e la Provincia dell’Aquila, tutti gli altri comuni, perché, come ci confermano le esperienze che abbiamo alle spalle è dalle istituzioni locali e dal loro protagonismo è dalla comunità locale che si può ripartire e governare la ricostruzione.
Si può provare a ripercorrere il modello che le Regioni hanno proposto e ottenuto con l’accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga. Possiamo impegnarci in un’azione condivisa, coordinata, mettendoci del nostro senza da parte nostra alcun fai-da-te, o alcuna voglia di apparire. Piuttosto con l’esigenza di fare un discorso comune, da condividere con l’Unione Europea per dare risposte concrete alle esigenze di una comunità che sappiamo quanto sia forte, quanto abbia sofferto, ma di cui conosciamo anche la grande dignità. L’Aquila non è sola e non sarà sola. Protagonista L’Aquila i suoi amministratori, la sua gente, protagonista con noi a fianco, con le istituzioni, il sistema delle Regioni, in uno sforzo di solidarietà del popolo italiano che può rappresentare un impegno anche per il futuro”.
 
(red/06.05.09)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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