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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1373 - giovedì 21 maggio 2009

Sommario3
- Errani: chiediamo incontro con Governo su questioni decisive
- Berlusconi: Parlamento pletorico
- Errani su piano casa
- Casa: Lorenzetti, serve assunzione di responsabilità
- Attività produttive: risorse certe per politiche industriali
- Nucleare: De Filippo chiede rispetto competenze regionali

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Errani: chiediamo incontro con Governo su questioni decisive

(regioni.it) “Chiediamo un incontro con il Governo per fare chiarezza su questioni che riteniamo decisive”. Lo ha dichiarato Vasco Errani, al termine della Conferenza delle Regioni del 21 maggio. Errani ha quindi spiegato che si tratta di questioni come quelle relative ai Fas, “delle risorse sul Fondo per le aree sottoutilizzate, onde evitare che il Fas continui ad essere un bancomat e non si rischi di trovarci di fronte ad una situazione alla quale non è più possibile praticare quella programmazione e integrazione di interventi”. 
La Conferenza delle Regioni, ha aggiunto Errani, ha preso anche una posizione “molto chiara su ciò che c’è in quella specie di decreto omnibus” – che interessa anche lo sviluppo, le imprese, l’energia, il settore del nucleare – “che stralcia qualsiasi competenza delle regioni, che non traccia nessun percorso di coinvolgimento reale delle regioni. Riteniamo sia nel metodo e nella sostanza non vada bene. Per questo abbiamo chiesto un incontro con il Governo”. 
Inoltre la Conferenza delle Regioni ha preso “una posizione in relazione all’istituzione del ministero del turismo che non condividiamo. Ma soprattutto ciò che ci ha colpito negativamente che non sia stato possibile fare un confronto preventivo, visto che è materia costituzionalmente esclusiva delle regioni e considerando che la nostra intenzione è stata sempre quella di realizzare una leale collaborazione. Dunque chiediamo un incontro per capire quali siano le reali intenzioni del Governo, dove si vuole andare”. 

link al file audio dele dichiarazioni (rilasciate al termione della Conferenza dlele Regioni del 21 maggio) da Errani

[dire] Terremoto. errani: da regioni non blocco ma stimolo a governo -2 
 [dire] Terremoto. errani: da regioni non blocco ma stimolo a governo 
[adnkronos] (er) terremoto. errani:da regioni non blocco ma stimolo a governo 
 [regioni.it] Errani: dichiarazione Conferenza Regioni 21.05.09 
[adnkronos] Confindustria: vendola, marcegaglia scarica crisi sui piu' deboli 
[agi] Governo: errani, grave fare ministero turismo senza confronto 
[agi] Casa: errani, idea new town di berlusconi non ci convince 
[agi] Casa: errani, da regioni nessun no a cio' che serve al paese 
[adnkronos] Casa: errani, l'idea delle 'new town' non convince affatto 
[adnkronos] Casa: errani su piano, da regioni nessun 'no' ma posti problemi concreti 
[agi] Crisi: errani, da governo non vediamo politiche industriali 
[adnkronos] Industria: errani (regioni), siamo di fronte a mancanza di politiche 
[agi] Confindustria: errani, da marcegaglia invito a innovazione 
[agi] Crisi: errani, fas non e' bancomat, berlusconi ci incontri 
[asca] Piano casa: errani, da regioni nessun 'no' a cio' che serve a paese 
[agi] Nucleare: errani, ddl straccia competenze regioni 
[adnkronos] Crisi economica: errani, basta usare fas come bancomat 
[adnkronos] Turismo: errani, non condividiamo istituzione ministero 
[adnkronos] Regioni: errani, chiediamo incontro con premier

(red/21.05.09)

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Berlusconi: Parlamento pletorico

Fini: federalismo fiscale smentisce tramonto Parlamento

(regioni.it) Parlando all’assemblea di Confindustria il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha paragonato il Parlamento a delle “assemblee pletoriche assolutamente inutili e controproducenti'' ed ''il premier non ha praticamente nessun potere''. ''Dovremo arrivare ad un Ddl di iniziativa popolare perche' non si puo' chiedere a capponi e tacchini di anticipare il Natale''. ''Adesso diranno – ha ribadito Berlusconi - che offendo il Parlamento ma questa e' la pura realtà”.
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando ad un convegno, ha invece sottolineato che ''l'iter della legge sul federalismo fiscale smentisce la tesi dell'inevitabile tramonto del ruolo del Parlamento come legislatore, della sua presunta marginalizzazione nella definizione delle leggi''.
''Il Parlamento, quando riesce ad operare attraverso procedure 'aperte' e' e viene percepito dalla societa' come un interlocutore ineludibile, qualificato ed impegnato''.
Fini sottolinea che ''l'iter del provvedimento alla Camera e al Senato ha permesso di apportare al testo governativo originario suggerimenti e proposte migliorative, di ogni parte politica e dello stesso Governo. Ed e' accaduto senza interrompere il dialogo con le autonomie. Per di piu', l'approfondimento parlamentare di una serie di questioni non ha affatto impedito l'approvazione del provvedimento in tempi piu' che ragionevoli''. 
E allora, secondo il presidente della Camera ''il recupero di un corretto metodo di lavoro parlamentare conferma che le grandi riforme, che coinvolgono il Paese nel suo complesso, devono essere realizzate attraverso il piu' ampio confronto. Forzature e chiusure pregiudiziali - ammonisce - non servono se non ad esasperare il tono del dibattito politico''.
Nel federalismo fiscale, secondo Gianfranco Fini, i ''beni fondamentali'' possono essere salvaguardati ''solo con una maggiore unita' e coesione nazionale, con un ruolo maggiore e non minore dello Stato, sei suoi apparati tecnici e delle stesse autonomie''.
''Solo cosi' - dice ancora il presidente della Camera - e' possibile superare la confusione di un prima fase di decentramento di competenze e di risorse che avviene senza cornici unificanti e senza una adeguata attribuzione di responsabilita'''. E dunque, ''se non vogliamo correre rischi sotto il profilo dell'efficienza e della speditezza dell'azione amministrativa, il federalismo ha bisogno non di meno governo ma di piu' governo; non di meno Parlamento ma di piu' Parlamento; non di meno autonomia ma di piu' autonomia e responsabilita'. Il nostro federalismo puo' essere adeguatamente solidale solo se fondato su un forte incremento di reciproca responsabilita' in ordine al buon uso delle risorse pubbliche''.
Il presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo, si riconosce nelle parole del presidente della Camera sul ruolo del Parlamento. Il Presidente della Regione Sicilia afferma:''Mi preoccupa - ha osservato il leader del Mpa – questa deriva del 4%, del referendum sul bipartitismo che in realta'e un monopartitismo, sul fatto che basterebbero i capigruppo e un Parlamento con 100 deputati''. Al contrario, h apuntualizzato Lombardo, ''mi riconosco nella posizione del presidente della Camera: sara' forse tempo perso, ma di certo e' il tempo della democrazia''. Lombardo ha anche rilasciato un’intervista a “la Repubblica” di Palermo in merito ai problemi interni alla Giunta e all'interno del Pdl.
Per Nichi Vendola, presidente della regione Puglia, ''è grande l'inquietudine dinanzi ad un attacco cosi' diretto alle istituzioni parlamentari che sono il cuore della democrazia repubblicana. Siamo di fronte ad un progressivo scivolamento dal nostro universo di riferimenti e di valori''.' 'Il suo fastidio per le regole (che lui definisce lacci e laccioli), la democrazia, il Parlamento, la libera informazione - afferma  Vendola - ci preoccupa e dovrebbe preoccupare tutti i cittadini. Dobbiamo difendere con le unghie e con i denti la nostra Costituzione e le Istituzioni democratiche, continua Vendola. Ma come si fa a dire che il Parlamento e' pletorico quando si ha una maggioranza cosi' schiacciante?". 
Infine il presidente del Senato, Renato Schifani, in relazione alle parole del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sostiene che "la battuta sui parlamentari che difficilmente voterebbero la riduzione del loro numero, secondo me, rimane esclusivamente tale e non esprime alcun giudizio di valore. Tra l'altro l'ho gia' sentita fare in passato da altri autorevoli esponenti politici".
 
(red/21.05.09)

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Errani su piano casa

(regioni.it) “Subito dopo il terremoto a L’Aquila, mentre le tv riproponevano immagini drammatiche, si è detto che era giunto il momento di voltare pagina rispetto alla speculazione edilizia e si è sventolato il vessillo del rispetto delle norme antisismiche. Tutti concordi”.
Inizia così un intervento di Vasco Errani pubblicato sul sito http://www.presidenterrani.it/.
“Oggi quelle esigenze sembrano già mitigate e confuse da una certa  retorica e dall’eterna politica degli annunci.
Ci aspetta invece un lavoro non facile: dobbiamo dare fondamento ad una ricostruzione materiale ed etica, ripensando le nostre città in termini di vivibilità, sicurezza e qualità urbana. Non è un obiettivo irraggiungibile: si può fare se siamo coerenti e facciamo scelte coraggiose e impegnative.
Con questa consapevolezza le Regioni sono intervenute in positivo sul Piano Casa, inizialmente concepito “in deroga” alla legislazione nazionale e regionale, e contribuiranno con le loro leggi regionali a definire percorsi di tutela della qualità urbana, senza dannosi automatismi sul cambio di destinazione d’uso, tutelando centri storici, beni paesaggistici e sicurezza da un uso incontrollato dell’aumento delle cubature. Di fatto si è cambiato nel profondo l’impostazione iniziale del provvedimento.
Ora lavoriamo ad un testo di “provvedimenti per la semplificazione” legati a quel piano. Governo e Regioni sono oggi però di fronte ad un bivio.
Da un lato una strada che modifica e migliora qualcosa ma lascia inalterato il quadro della “disattenzione edilizia” che caratterizza tante parti d’Italia.
Dall’altro un percorso più ambizioso per promuovere la cultura della prevenzione antisismica, in un paese dal delicato equilibrio territoriale. Penso sia una occasione da cogliere. Prima di tutto dando vita ad un Piano pubblico per adeguare scuole, ospedali, edifici pubblici. Poi promuovendo sgravi fiscali (le Regioni hanno proposto il 55%) per tutti quei privati che intervengono sulla propria abitazione in chiave antisismica, magari partendo dalle zone ad alto rischio. Dando così una mano contro la crisi economica, favorendo l’occupazione e l’edilizia.
Insomma, dobbiamo partire adesso per non fermarci più. Non possiamo attendere il prossimo dramma ma promuovere oggi la prevenzione.
Dalle Regioni viene dunque uno stimolo positivo: nessun blocco e nessun “no” a ciò che serve ai cittadini e al paese, un “sì” convinto alla prevenzione e alla qualità dei nostri territori, una spinta ad iniziative contro la crisi produttiva e per la ripresa dell’edilizia”.
 
(red/21.05.09)

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Casa: Lorenzetti, serve assunzione di responsabilità

(regioni.it) Quella contenuta nel piano casa  del Governo sul miglioramento sismico “così com'è, è solo  una norma manifesto, mentre va trovata la copertura finanziaria  necessaria a mettere in atto questo principio”, lo afferma  Maria Rita Lorenzetti, Presidente dell'Umbria, la Regione capofila nella Conferenza delle Regioni per edilizia, urbanistica e casa (cfr. notizia precedente).
Ricordando che nella proposta alternativa delle Regioni al piano casa si chiede un  credito d'imposta a favore dei privati del 55 per cento per  questo tipo di interventi, la Lorenzetti sottolinea che “le  Regioni non intendono tirarsi indietro su questo versante, ma ci dev'essere un'assunzione di responsabilità di tutti''. Secondo  la Lorenzetti, quella del miglioramento sismico ''potrebbe  rivelarsi anche come una grande iniziativa anticiclica e di  sviluppo per l'intero paese. Infine la Lorenzetti ricorda ''un  terzo punto decisivo della proposta delle Regioni, e cioè il  potenziamento delle strutture dell'amministrazione pubblica (a  partire dalle Province) che devono compiere i controlli prima di  concedere le autorizzazioni a edificare”. 

(red/21.05.09)

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Attività produttive: risorse certe per politiche industriali

Badiali: Regioni pronte ad accordo solo in un quadro definito e condiviso di priorità

(regioni.it) ''E' fondamentale che gli  interventi nel settore delle attività produttive non siano solo  misure tampone anticrisi. Servono interventi strutturali che  diano respiro nel breve, e che allo stesso tempo sostengano il  rilancio e lo sviluppo della nostra economia nel medio-lungo  periodo''. Lo ha detto il presidente delle Marche Gian Mario Spacca. Il  rischio, ha aggiunto, ''e' di uscire dalla crisi fortemente  indeboliti, e non piu' in grado di affrontare la competizione  globale''. Le Regioni ''sono disposte alla massima  collaborazione, ma chiedono interventi concreti e risorse  certe''.
Il 21 maggio è stato approvato all'unanimita' dalla Conferenza delle regioni un documento in cui si ribadiscono  le posizioni critiche nei confronti degli indirizzi di Governo  sulla politica industriale, gia' espresse nell'incontro del 6  maggio scorso. A renderlo noto è Fabio Badiali, assessore alle attivita'  produttive delle Marche, regione che coordina la Commissione  attività produttive per la Conferenza delle Regioni  (cfr. anche Errani nella notizia precedente).
La proposta di Scajola di procedere a un accordo con le  Regioni potrebbe pertanto trovare accoglimento - si legge in una  nota - solo a condizione che comporti ''una completa definizione  delle priorita', certezza delle risorse e dei criteri e degli  stanziamenti complessivi da destinare al sostegno dell'economia  reale''. In assenza di una condivisione in merito, le Regioni  ''non ritengono di poter proseguire nel confronto dei singoli  provvedimenti di iniziativa governativa che impattano in materia di politica industriale''. Badiali, in veste di coordinatore delle Regioni per le  attivita' produttive, sottolinea che alla base del dissenso c'e' la preoccupazione per il modo con cui il Governo sta affrontando la crisi. ''La gestione centralizzata delle risorse in capo alla presidenza del Consiglio - spiega - ha fatto venir meno ogni tipo di programmazione in capo al ministero dello Sviluppo economico e vanificato il lavoro di concertazione che era stato avviato con le Regioni sui singoli programmi''. A rafforzare ulteriormente la percezione si aggiungono le notizie sull'attuale consistenza del Fondo strategico per l'economia reale. Nel documento si sostiene che ''il  Governo non sta facendo sistema con le Regioni, nonostante la  loro disponibilita', per fissare le priorita' della politica  industriale, vanificando in tal modo le iniziative a suo tempo  messe in campo sui singoli territori''.
Cosi' ''si rischia di uscire dalla crisi ancora piu' indeboliti sui mercati internazionali''. C'e' bisogno invece di ''un'inversione di tendenza per affrontare in modo organico la  situazione, essendo evidentemente insufficienti le misure  tampone che, con diversi provvedimenti, il Governo sta  adottando''.Il nuovo quadro finanziario proposto alle Regioni non  convince in quanto prevede ''modalita' (e ammontari) da  cofinanziare che farebbero affidamento quasi esclusivamente, e  ancora una volta, su risorse regionali la cui programmazione non  era stata mai
 
(sm/21.05.09)

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Nucleare: De Filippo chiede rispetto competenze regionali

Chiamparino scrive a Scajola: urgente un incontro con i Comuni

(regioni.it) Il Presidente della Giunta  regionale della Basilicata, Vito De Filippo, al termine della  Conferenza delle Regioni del 21 maggio, ha detto che i disegni di legge sul nucleare e sui diritti regionali in  materia di idrocarburi ''espropriano platealmente competenze  regionali con una incursione insopportabile su materie che  riguardano l'ambiente e la gestione del territorio, di responsabilita', appunto, delle Regioni''. De Filippo ha ''contestato il metodo proposto dal Governo'' e  ha ribadito ''l'assoluta e definitiva contrarieta' della  Basilicata a qualsiasi ipotesi di nucleare, sia con una centrale  sia con l'individuazione del sito unico per le scorie. Ho  chiesto alla Conferenza delle Regioni - ha concluso De Filippo - di avviare una costante azione di sollecitazione con il Governo  affinche' le norme previste nei citati provvedimenti legislativi
siano cancellate''.
Anche i comuni si stanno mobilitando e chiedono un incontro sulla ripresa della produzione di energia da fonti nucleari. E' questa la richiesta, definita "urgente e indispensabile", contenuta nella lettera che il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino e il coordinatore della Consulta comuni sedi di servitu' nucleari, Fabio Callori, hanno inviato al ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola. Lo rende noto la stessa associazione dei comuni sul proprio sito internet  "A seguito dell'approvazione da parte del Senato del ddl Sviluppo- scrivono Chiamparino e Callori- ribadiamo l'urgenza di un incontro che riteniamo indispensabile per un adeguato confronto con i Comuni, a partire dalla localizzazione degli impianti futuri, e rispetto all'individuazione del deposito nazionale e alle attivita' di smantellamento degli impianti obsoleti".
 
(red/21.05.09)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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