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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1373 - giovedì 21 maggio 2009

Sommario
- Errani: chiediamo incontro con Governo su questioni decisive
- Berlusconi: Parlamento pletorico
- Errani su piano casa
- Casa: Lorenzetti, serve assunzione di responsabilità
- Attività produttive: risorse certe per politiche industriali
- Nucleare: De Filippo chiede rispetto competenze regionali

+T -T
Berlusconi: Parlamento pletorico

Fini: federalismo fiscale smentisce tramonto Parlamento

(regioni.it) Parlando all’assemblea di Confindustria il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha paragonato il Parlamento a delle “assemblee pletoriche assolutamente inutili e controproducenti'' ed ''il premier non ha praticamente nessun potere''. ''Dovremo arrivare ad un Ddl di iniziativa popolare perche' non si puo' chiedere a capponi e tacchini di anticipare il Natale''. ''Adesso diranno – ha ribadito Berlusconi - che offendo il Parlamento ma questa e' la pura realtà”.
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando ad un convegno, ha invece sottolineato che ''l'iter della legge sul federalismo fiscale smentisce la tesi dell'inevitabile tramonto del ruolo del Parlamento come legislatore, della sua presunta marginalizzazione nella definizione delle leggi''.
''Il Parlamento, quando riesce ad operare attraverso procedure 'aperte' e' e viene percepito dalla societa' come un interlocutore ineludibile, qualificato ed impegnato''.
Fini sottolinea che ''l'iter del provvedimento alla Camera e al Senato ha permesso di apportare al testo governativo originario suggerimenti e proposte migliorative, di ogni parte politica e dello stesso Governo. Ed e' accaduto senza interrompere il dialogo con le autonomie. Per di piu', l'approfondimento parlamentare di una serie di questioni non ha affatto impedito l'approvazione del provvedimento in tempi piu' che ragionevoli''. 
E allora, secondo il presidente della Camera ''il recupero di un corretto metodo di lavoro parlamentare conferma che le grandi riforme, che coinvolgono il Paese nel suo complesso, devono essere realizzate attraverso il piu' ampio confronto. Forzature e chiusure pregiudiziali - ammonisce - non servono se non ad esasperare il tono del dibattito politico''.
Nel federalismo fiscale, secondo Gianfranco Fini, i ''beni fondamentali'' possono essere salvaguardati ''solo con una maggiore unita' e coesione nazionale, con un ruolo maggiore e non minore dello Stato, sei suoi apparati tecnici e delle stesse autonomie''.
''Solo cosi' - dice ancora il presidente della Camera - e' possibile superare la confusione di un prima fase di decentramento di competenze e di risorse che avviene senza cornici unificanti e senza una adeguata attribuzione di responsabilita'''. E dunque, ''se non vogliamo correre rischi sotto il profilo dell'efficienza e della speditezza dell'azione amministrativa, il federalismo ha bisogno non di meno governo ma di piu' governo; non di meno Parlamento ma di piu' Parlamento; non di meno autonomia ma di piu' autonomia e responsabilita'. Il nostro federalismo puo' essere adeguatamente solidale solo se fondato su un forte incremento di reciproca responsabilita' in ordine al buon uso delle risorse pubbliche''.
Il presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo, si riconosce nelle parole del presidente della Camera sul ruolo del Parlamento. Il Presidente della Regione Sicilia afferma:''Mi preoccupa - ha osservato il leader del Mpa – questa deriva del 4%, del referendum sul bipartitismo che in realta'e un monopartitismo, sul fatto che basterebbero i capigruppo e un Parlamento con 100 deputati''. Al contrario, h apuntualizzato Lombardo, ''mi riconosco nella posizione del presidente della Camera: sara' forse tempo perso, ma di certo e' il tempo della democrazia''. Lombardo ha anche rilasciato un’intervista a “la Repubblica” di Palermo in merito ai problemi interni alla Giunta e all'interno del Pdl.
Per Nichi Vendola, presidente della regione Puglia, ''è grande l'inquietudine dinanzi ad un attacco cosi' diretto alle istituzioni parlamentari che sono il cuore della democrazia repubblicana. Siamo di fronte ad un progressivo scivolamento dal nostro universo di riferimenti e di valori''.' 'Il suo fastidio per le regole (che lui definisce lacci e laccioli), la democrazia, il Parlamento, la libera informazione - afferma  Vendola - ci preoccupa e dovrebbe preoccupare tutti i cittadini. Dobbiamo difendere con le unghie e con i denti la nostra Costituzione e le Istituzioni democratiche, continua Vendola. Ma come si fa a dire che il Parlamento e' pletorico quando si ha una maggioranza cosi' schiacciante?". 
Infine il presidente del Senato, Renato Schifani, in relazione alle parole del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sostiene che "la battuta sui parlamentari che difficilmente voterebbero la riduzione del loro numero, secondo me, rimane esclusivamente tale e non esprime alcun giudizio di valore. Tra l'altro l'ho gia' sentita fare in passato da altri autorevoli esponenti politici".
 
(red/21.05.09)
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