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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1374 - venerdì 22 maggio 2009

Sommario
- Patto di stabilità e flessibilità: alterato contributo Regioni
- Semplificazione ordinamento: le priorità delle Regioni
- Turismo:Errani, mancato confronto preventivo
- I bilanci di comuni e province
- Commercio e Cig agli anni 90'
- Casa: Formigoni, pronti con progetto Lombardia

+T -T
I bilanci di comuni e province

(regioni.it) L’Istat rende noti i dati dei bilanci sia dei comuni che delle province.
Nel 2007, per il complesso delle amministrazioni comunali, il 43,5 per cento degli accertamenti correnti ècostituito da entrate tributarie, il 34,4 per cento da contributi e trasferimenti, il rimanente 22,1 per cento daentrate extra-tributarie.
La composizione delle entrate dei comuni si presenta piuttosto differenziata a livello territoriale.
Nei comuni delle regioni settentrionali e centrali prevalgono le entrate tributarie e il loro peso percentuale rispetto al totale delle entrate correnti si colloca al di sopra del valore medio nazionale pari a 43,5 per cento (esclusi i comuni del Lazio che registrano un peso percentuale pari a 42,9). Nonostante ciò, i comuni con valori percentuali maggiori sono quelli della Puglia (52,6 per cento), seguiti da quelli della Liguria (51,3 per cento) e dell’Emilia-Romagna (51,0 per cento), mentre le amministrazioni con i valori più bassi sono localizzate nelle regioni a statuto speciale e nelle Provincie autonome (in particolare il Trentino-Alto Adige con il 17,2 per cento).
La situazione è più articolata se si considerano le altre due componenti delle entrate correnti. Il peso percentuale delle entrate per contributi e trasferimenti si colloca al di sopra del valore medio nazionale in tutte le amministrazioni presenti nelle regioni a statuto speciale e Province autonome, in quelle meridionali, con l’eccezione dei comuni abruzzesi per i quali si rileva un peso percentuale pari a 29,8, ed in quelle umbre dove è pari a 34,5. Il valore massimo (58,5 per cento) si registra per i comuni della Sicilia, quello minimo riguarda le amministrazioni dell’Emilia-Romagna ed è pari a 21,6. La voce residuale è costituita dalle entrate extra-tributarie, che presentano valori superiori al dato medio nazionale in tutti i comuni appartenenti alle regioni settentrionali e centrali, con l’eccezione del Friuli-Venezia Giulia (21,4 per cento), della Liguria (21,1 per cento), dell’Umbria (20,0 per cento) e della Valle d’Aosta – Vallée d’Aoste (18,1 per cento); il peso percentuale di questa voce nelle amministrazioni del Mezzogiorno si colloca al di sotto del valore medio nazionale, eccetto in quelle molisane (22,7 per cento). Il valore massimo.
Nell’esercizio 2007 il valore della spesa pro-capite delle Amministrazioni provinciali si attesta a 150,79 euro (+8,67 euro rispetto al 2006). A livello regionale le spese correnti pro-capite presentano i livelli più elevati nelle province della Basilicata con 249,91 euro (+34,19 euro rispetto al 2006), in quelle del Friuli-Venezia Giulia con 204,19 euro (-1,38 euro) e nelle province delle Marche con 203,82 euro (+4,68 euro). I livelli più bassi si riscontrano nelle province della Puglia con 112,92 euro (+14,21 euro) seguite da quelle del Veneto con 117,67 euro (+1,88 euro) e della Sicilia con 118,19 euro (stabili rispetto all’esercizio precedente).
Il valore pro-capite più alto per le spese di personale e per l’acquisto di beni e servizi è detenuto dalle province della Basilicata, mentre per le altre spese correnti il valore più alto si registra nelle province della Calabria. Al contrario nelle province del Veneto si registra il valore più basso per le spese di personale, per le spese per l’acquisto di beni e servizi il valore pro-capite più basso spetta alle province della Sicilia. Per le altre spese correnti il valore più basso è presente nelle province del Molise.
 
Bilanci provinciali.Nel 2007 13.857 mln di euro le entrate accertate
(regioni.it)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
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