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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1374 - venerdì 22 maggio 2009

Sommario
- Patto di stabilità e flessibilità: alterato contributo Regioni
- Semplificazione ordinamento: le priorità delle Regioni
- Turismo:Errani, mancato confronto preventivo
- I bilanci di comuni e province
- Commercio e Cig agli anni 90'
- Casa: Formigoni, pronti con progetto Lombardia

+T -T
Patto di stabilità e flessibilità: alterato contributo Regioni

Conferenza Regioni Doc 21.05.09

(regioni.it) “L’articolo 7 quater della Legge 33/09 ha introdotto in maniera non condivisa l’alterazione del contributo del comparto Regioni al risanamento dei conti pubblici, concordato in sede di approvazione della legge 133/08, per senso di responsabilità istituzionale e nonostante la riconosciuta onerosità” è quanto si legge in un documento approvato dalla Conferenza delle Regioni, nella seduta del 21 maggio 2009 (e pubblicato nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it). Sull’argomento era peraltro intervenuto – con un comunicato stampa – il Presidente della Conferenza Vasco Errani mentre era in corso il dibattito parlamentare che ha portato alla conversione in legge del decreto sulle misure anticrisi.
Si riporta di seguito il testo integrale del Documento.
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME
09/042/CR/C2
L’articolo 7 quater della Legge 33/09 ha introdotto in maniera non condivisa l’alterazione del contributo del comparto Regioni al risanamento dei conti pubblici, concordato in sede di approvazione della legge 133/08, per senso di responsabilità istituzionale e nonostante la riconosciuta onerosità.
Tale norma è stata già contrastata con parere negativo sia dalle Regioni, sia dall’Anci che dall’Upi nella considerazione che è il frutto di un metodo non condiviso. Ma, per quanto riguarda le Regioni, soprattutto perché il contenuto costringe le stesse ad una riprogrammazione finanziaria in corso d’esercizio e le regole di applicazione risultano impraticabili, come ad esempio quelle relative alla sussistenza delle condizioni previste al comma 2, lett. c) che secondo lo schema di D.M. illustrato in sede tecnica presso la Conferenza Unificata del 20 maggio 2009 non può essere accertata prima del 30.09, confermando così le perplessità espresse dalle Regioni nel documento presentato alla Conferenza Unificata dell’8 aprile 2009 (in copia allegato).
Ciò nonostante le Regioni chiedono ad Anci e Upi di concordare un’interlocuzione col Governo per verificare un percorso condiviso e praticabile che consenta l’effettiva flessibilizzazione delle Regole del Patto di Stabilità Interno e che abbia gli effetti sull’incremento degli investimenti pubblici che la norma si poneva come obiettivo e che invece non produce perché a saldo zero per i conti pubblici e perché incompatibile con la procedura temporale proposta.
Roma, 21 maggio 2009
Allegato
L’Art. 7 quater del DL n. 5/09 prevede le norme sul Patto di Stabilità per le Regioni condivise nell’accordo del 12 febbraio u.s.
Introduce inoltre in maniera non condivisa l’alterazione del contributo del comparto Regioni al risanamento dei conti pubblici, concordato in sede di approvazione del DL 112/08, convertito nella legge 133/08, nonostante l’onerosità e per senso di responsabilità.
Infatti si prevede che su richiesta degli EE.LL. si provveda alla rideterminazione dei propri obiettivi programmatici, costringendo le Regioni a metà dell’esercizio finanziario a rivedere le proprie programmazioni finanziarie.
Tali previsioni presentano alcuni elementi di criticità:
1.      non producono effetti sull’incremento delle spese di investimento essendo a saldo zero per i conti pubblici;
2.      sul versante della possibilità di disporre di plafond finanziari da mettere a disposizione del meccanismo prefigurato dalla norma occorre precisare che si è intervenuti solo dopo un lungo e serrato confronto per escludere le risorse UE che pure erano per gli obiettivi di finanza pubblica neutre;
3.      i criteri per l’utilizzo da parte degli enti locali della procedura prevista risultano particolarmente stringenti e quindi anche per quanto riguarda l’impatto sui loro investimenti si assisterà al mancato utilizzo dello strumento.
In conclusione le Regioni esprimono la propria contrarietà in merito ai contenuti del provvedimento.
 
(red/22.05.09)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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