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Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1400 - giovedì 2 luglio 2009

Sommario3
- Ripristinare collaborazione Governo-Regioni
- Bassolino, Marrazzo, Loiero, Lorenzetti preoccupati per rapporti con Governo
- Fondo sociale: zero euro
- Edilizia: Regioni al lavoro, Governo in ritardo
- Decreto anticrisi: il testo in Gazzetta
- Istat: conti pubblici; diminuiscono entrate

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Ripristinare collaborazione Governo-Regioni

 

(regioni.it) “Solo attraverso la leale collaborazione è possibile superare la crisi. Le Regioni sono pronte a fare la propria parte, ma così non si può più andare avanti", lo ha sottolineato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, al termine della Conferenza del 2 luglio: "abbiamo pertanto assunto all’unanimità la decisione di scrivere una lettera al presidente del Consiglio”. Si chiede di mettere sul binario giusto la collaborazione istituzionale: “vogliamo un incontro fattivo”.
Fas (Fondi aree sottoutilizzate), Ministero turismo, Rilancio edilizia (rispetto norme antisismiche e detrazioni), nettizzazione fondi comunitari, nuovo Patto Salute (extrasconti farmaci, commissariamenti, ecc..) Fondo sociale, piani energetici, Sud… Sono alcune delle voci di criticità rilevate all’unanimità da tutte le Regioni nel corso della Conferenza del 2 luglio, che ha anche verificato il rispetto  dell'accordo  Governo-Regioni del 1° ottobre 2008 a Palazzo Chigi. Per il bene del Paese va ripristinata la collaborazione istituzionale interrotta da atti unilaterali. Pertanto le Regioni chiedono che l’incontro sia preparato e in grado di dare le risposte.
Le Regioni sono sempre pronte a fare la propria parte, come hanno già dimostrato (federalismo fiscale, fondi per ammortizzatori sociali, rilancio edilizia), ma serve ora un incontro con l’esecutivo per superare le criticità. C’è bisogno di un rapporto fecondo tra le Regioni e il Governo per il bene del Paese.
''Le relazioni istituzionali tra Governo e Regioni sono ormai arrivati ad un punto insostenibile'', ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
''E' necessario - ha aggiunto Errani - un incontro urgente ma che sia preparato e che fornisca risposte alle questioni che noi poniamo. Nel frattempo non parteciperemo piu' ad alcun tavolo istituzionale. E mi preme sottolineare che la decisione e' stata presa all'unanimita'''.
''Cosi' non si puo' piu' andare avanti - ha ribadito Errani - e lo diciamo con preoccupazione sapendo che solo con un leale atteggiamento le istituzioni possono funzionare''.
''In questi mesi le Regioni hanno tenuto un atteggiamento serio, responsabile e di piena e leale collaborazione istituzionale. Come dimostrano alcune scelte, l’accordo sul federalismo fiscale, sulla delega per l'edilizia, l’accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga. Temi importanti - ha detto Errani - ai quali invece il Governo non ha risposto" con la stessa leale collaborazione. Siamo alla vigilia di scadenze importanti, ha ricordato Errani: dalla delega del federalismo fiscale al codice delle autonomie, non dimenticando la crisi economica che continua a costituire il problema prioritario. "Chiediamo al Governo di rimettere sul binario giusto, quello della collaborazione, i rapporti tra Governo e Regioni''.
Serve capire il quadro della programmazione economica. Senza questa necessaria chiarezza non ci sarà partecipazione ai tavoli istituzionali.
''Stiamo ancora attendendo, per esempio, il dl sulla casa e che si sblocchino i due punti che avevamo preparato. E' stato istituito il ministero per il Turismo senza il coinvolgimento delle Regioni. Sul decreto anticrisi ci sono stati inaccettabili interventi sulla Sanita'. Si tratta di azioni unilaterali del Governo. Chiediamo inoltre il quadro preciso delle risorse e dei tempi sui Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate) e sulla casa. C'e' poi il problema delle Regioni del sud che vivono la crisi con gravi difficolta'. Siamo di fronte ad ancora zero euro per quel che riguarda il fondo sociale, di cui chiediamo ancora lo sblocco delle risorse e bisognera' rivedere il decreto anticrisi sulla Sanita'. Stiamo ancora aspettando il decreto sulla casa e che si apra il vero 'piano casa'. E' necessario un incontro con il Governo che sia preparato, concreto, che possa dare le risposte indispensabili per riprendere la collaborazione. Senza questa chiarezza - conclude Errani - non parteciperemo piu' ad alcun tavolo istituzionale''.

Dichiarazione 02/07/2009 Errani: http://www.regioni.it/AUDIO_file_archivio/02_07_09/2lug09.ZIP

 
(red/02.07.09)

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Bassolino, Marrazzo, Loiero, Lorenzetti preoccupati per rapporti con Governo

(regioni.it) Marrazzo e Bassolino hanno espresso le loro preoccupazioni in merito ai rapporti Governo-Regioni.
E' necessario ''mantenere assolutamente il dialogo con il Governo, ma instaurando prima un incontro. Stiamo discutendo, ma credo che intorno ad Errani si costruira' una maggioranza per proseguire il dialogo''. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, a proposito della riunione della conferenza delle regioni del 2 luglio.
Secondo Marrazzo ''ormai la questione e' di metodo, dobbiamo mantenere un livello di confronto e di solidarieta' istituzionale con il Governo, non possiamo interromperlo anche quando non c'e' condivisione'', ha aggiunto il presidente del Lazio secondo il quale ''anzi le regioni in questo momento sono molto preoccupate pero' nello stesso tempo non bisogna mai abbandonare il rapporto Governo-Regioni, dobbiamo stare insieme''.
La convinzione di Marrazzo e' che ''in questo Paese dobbiamo condividere, non ci possiamo dividere e se qualcuno ha la tentazione di andare avanti da solo io ritengo che sbagli. Dobbiamo unire, unire a livello di istituzioni e a livello di tessuto sociale''.
Mentre per il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, i presidenti delle Regioni ''hanno espresso forte preoccupazione per lo stato dei rapporti con il Governo. Tutte le amministrazioni, sia di centrosinistra che di centrodestra si sono detti d'accordo nel chiedere un incontro con il Governo subito dopo il G8''.
''Sono soddisfatto della solidarieta' espressa alla Calabria dalla Conferenza delle Regioni che ci hanno testimoniato solidarieta' per una decisione illegittima e controproducente per gli interessi dei cittadini'', ha dichiarato il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, facendo riferimento alla decisione dei presidenti delle Regioni, ''di inviare un durissimo documento al Governo, scrivendo che nel decreto legge 'anticrisi' e' stata prevista una 'procedura abnorme per la Regione Calabria'', con l'ipotesi di commissariare il settore della sanita' calabrese.
con il decreto legge e' stato il Governo ad interrompere il percorso gia' cominciato, negando alla Calabria l'opportunita' di avere il tavolo istituzionale dove concordare il piano di rientro del deficit della sanita'.
''Ricordo - aggiunge Loiero - che il deficit e' certificato per l'80% di provenienza dalla precedente Giunta regionale. E non sono stati neppure tenuti in considerazione i primi sforzi avviati per un'azione di cambiamento, come l'istituzione della Stazione unica ppaltante. Una rottura unilaterale ingiustificata perche' le Regioni hanno sempre tenuto un atteggiamento collaborativo con il Governo, senza strumentalizzazione come avremmo facilmente potuto fare nel caso del piano-casa dopo il terremoto in Abruzzo. Ma oggi occorre prendere atto che il dialogo e' fallito. Come ha detto il presidente del Molise, Iorio, non si tiene conto che noi siamo eletti direttamente dal popolo e l'idea di commissarie la sanita', che e' una materia di competenza esclusiva delle Regioni, rappresenta un deficit di democrazia. Non dobbiamo ritirarci sull'Aventino anche se sarebbe giusto ammutinarci. Per questo sono d'accordo con Errani che vuole andare fino in fondo per un chiarimento''.
''Basta con l'unilateralita' – afferma la Lorenzetti - da parte del Governo. In questi mesi nei rapporti con l'Esecutivo le Regioni hanno sempre dimostrato lealta' e disponibilita', mentre dall'altra parte, in varie circostanze, si e' agito ignorando il ruolo delle Regioni''. E' quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti.
''Abbiamo sempre fatto la nostra parte e non a chiacchiere, ma con responsabilita' e impegni, come quello degli ammortizzatori sociali che ha richiesto ingenti risorse. Come Regioni ad esempio per il Piano casa, condividendo la necessita' di offrire uno stimolo per la ripresa economica attraverso l'edilizia, siamo stati seri e coerenti, non a caso infatti, Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna hanno approvato una legge''. ''Dal Governo - ha aggiunto la Lorenzetti - aspettiamo ancora risposte, tipo la previsione di sgravi fiscali per coloro che decideranno di sfruttare le leggi. Non e' quindi piu' accettabile che il Governo continui ad ignorarci. Noi siamo un pezzo del governo del Paese e non unacontroparte ed intendiamo esercitare il nostro ruolo''. ''Per questo - ha concluso - ho condiviso con il presidente Errani la decisione di rinnovare la richiesta di un incontro urgente al Governo e sospendere la partecipazione delle Regioni a ogni tavolo bilaterale. Ho inoltre sollecitato la Conferenza dei presidenti, che ha accolto l'invito, a preparare per tempo l'incontro con il premier in maniera da evitare che si vada a riunioni che non producono impegni precisi e risposte alle questioni da tempo aperte''.

 

 (red/02.07.09)

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Fondo sociale: zero euro

Valdegamberi: nel 2010 il fondo sarà azzerato

(regioni.it) Zero euro per il sociale, ha denunciato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani: “chiediamo al Governo risposte per lo sblocco delle risorse relative al fondo sociale”, ha sottolineato, e “per il fondo per la non autosufficienza dal 2010''.
L'Assessore del Veneto alle politiche sociali, Stefano Valdegamberi, ha ribadito gli aspetti legati all’assenza di risorse per il fondo sociale nel corso della Conferenza delle Regioni del 2 luglio: ''l'obiettivo e' di ristabilire un rapporto reale tra Governo e Regioni".  I punti messi in evidenza dalle Regioni ''e, assolutamente rilevanti per i cittadini'' sono stati, tra i tanti, quelli relativi al Patto della Salute (con in evidenza il costo delle visite fiscali addossato alle Regioni gli 800 milioni di euro che il Governo ha riservato a sue iniziative mentre le Regioni proponevano di impegnarli sulla spesa farmaceutica ospedaliera in aumento costante per l'uso dei farmaci innovativi), ai Fondi per le politiche sociali e la non autosufficienza.
L'Assessore Valdegamberi, anche in qualita' di coordinatore della Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni, ha dichiarato che ''si sta vivendo un grande paradosso nel nostro Paese: il processo del federalismo fiscale si sta involvendo in direzione neocentralista, il che contraddice le leggi proposte e le tante dichiarazioni fatte''.
Per quanto riguarda le politiche sociali l'Assessore del Veneto ha evidenziato ''che mentre i finanziamenti complessivi alle Regioni nel 2008 erano di oltre 2 miliardi di euro (al Veneto sono stati assegnati oltre 72 milioni di euro suddivisi tra queste voci principali: fondo regionale politiche sociali 47 milioni di euro, politiche giovanili 4,3 milioni di euro,7 milioni di euro per le politiche a favore delle famiglie, 13,6 milioni di euro per il potenziamento degli asili nido), nel 2010 si passera' a 600 milioni dieuro con una decurtazione di due terzi dei finanziamenti stessi''.
L'assessore veneto ha ricordato che con questi tagli potrebbero essere messi in seria difficolta' tanti servizi sociali tra cui tutti gli interventi a favore dell'assistenza domiciliare (assegni di cura, fondi per le famiglie), i fondi per i progetti di affido familiare, l'area tutela dei minori (in particolare quelli ospitati negli istituti protetti), i progetti relativi all'autonomia e all'assistenzadomiciliare delle persone disabili.
Inoltre Valdegamberi ha informato i responsabili delle Regioni ''delle mancate risposte da parte dei Ministri competenti alle ripetute richieste d'incontro per chiarire la situazione della parte finanziaria''. Sul fondo per la non autosufficienza Valdegamberi ha sottolineato che ''nel 2010 il fondo sara' azzerato (erano 400 milioni di euro assegnati a livello nazionale di cui, al Veneto 21 milioni di euro nel 2008, e ancora da erogare, 30 milioni di euro nel 2009, 0 euro nel 2010)''.
''Invece e' un fondo che dovrebbe essere non solo rifinanziato ma aumentato - ha sostenuto Valdegamberi - perche' la non autosufficienza e' in aumento esponenziale in tutto il Paese e, se le risorse, come ha fatto il Veneto, fossero indirizzate alla domiciliarita' e alle famiglie, rappresenterebbero un rilevante risparmio per lo Stato che invece azzerando il fondo vedra' inevitabilmente aumentare molto la spesa sanitaria''.
Infine l'assessore ha parlato anche del patto di stabilita' che ''pone vincoli rigidi alle spese per le politiche sociali ha chiesto una deroga , gia' a suo tempo richiesta dal Presidente Galan al Ministro Sacconi, per disancorare dal patto i servizi sociali essenziali per i cittadini''.

(red/02.07.09)

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Edilizia: Regioni al lavoro, Governo in ritardo

(regioni.it) Sono scaduti il 1° luglio i 90 giorni che avevano a disposizione le Regioni per varare leggi sull'edilizia abitativa, sulla base dell'accordo tra governo e regioni sottoscritto il 1 aprile. Leggi sull'edilizia, impropriamente definiti piano-casa, che prevedessero la possibilità di aumentare le cubature degli immobili anche in deroga alle norme in vigore. L'accordo prevedeva per il governo l'approvazione di un decreto legge per semplificare le procedure, decreto però finora non varato.
Le Regioni intanto stanno procedendo: le ultime in ordine di tempo sono state l'Emilia-Romagna e il Veneto che proprio il 1° luglio hanno approvato definitivamente le leggi mentre la prima era stata la Toscana, già dallo scorso 5 maggio. Tutte le altre Regioni stanno per approvare leggi che consentono ristrutturazioni e lavori straordinari nelle case e negli stabilimenti.
Non e' stato invece ancora varato dal governo il decreto legge sul piano casa, che avrebbe dovuto semplificare le procedure amministrative. La ricerca di un testo condiviso con le Regioni, che hanno la competenza in materia, si e' infatti rivelata più impervia del previsto. Le Regioni hanno già fatto le loro proposte e presentato i loro emendamenti da apportare allo schema del decreto legge. Tra le piu' importanti: vincoli piu' stringenti in tema di norme antisismiche, l'assunzione di circa 200 tra ingegneri e architetti per la tutela dei beni paesaggistici; ma anche un programma di interventi, estesi nel tempo, avviato dal Ministero delle Infrastrutture, d'intesa con la Conferenza Unificata, per l'adeguamento strutturale degli edifici pubblici di carattere 'strategico' e soprattutto interventi di adeguamento antisismico per gli edifici privati collocati in zone a rischio, fissando una detrazione di imposta intorno al 55% delle spese documentate. Lo stesso presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, aveva affermato che ''dalle Regioni non c’è alcun blocco, nessun 'no', ma solo l' invito a cogliere l'occasione per un piano di adeguamento degli edifici pubblici alle norme antisismiche, partendo dalle zone ad alto rischio'
Nel decreto che il Governo non ha ancora emanato dovranno esserci le agevolazioni". E' la richiesta che rinnova, intervenendo al filo diretto con Radio Anch'io su Rai Radio1, il presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti. Quanto al provvedimento, in particolare "per i singoli cittadini", bisogna prevedere "un credito d'imposta del 55% che li incentivi a intervenire sulla proprietà”. Ma lo stesso deve "valere per gli edifici strategici come ospedali e scuole, edifici pubblici. Serve un grande piano che preveda un cofinanziamento di Stato-regioni e comuni per la loro messa in sicurezza" in fatto di normative antisismiche".
Anche la Lombardia sollecita il Governo: “Se il decreto del governo'' sulla  semplificazione edilizia ''non venisse varato al piu' presto,  questo ci metterebbe in difficolta', come Regioni. Ma abbiamo  avuto rassicurazioni che il governo manterra' i suoi impegni'', ha detto il Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni (anche lui nel corso della trasmissione Radio Anch'io dedicata ai temi del  piano casa )
Ecco di seguito la situazione (proposta dall’agenzia Ansa e pubblicata sul sito della Regione Valle d’Aosta) Regione per Regione delle leggi per il rilancio dell’edilizia.
VALLE D'AOSTA - Il disegno di legge è stato approvato dalla giunta la scorsa settimana, e dovrebbe approdare in Consiglio alla fine di luglio. Il testo, 12 articoli, consente incrementi volumetrici del 20 per cento, in deroga agli strumenti urbanistici generali e ai regolamenti edilizi. MARCHE - La giunta ha approvato il 29 giugno il Piano che prevede ampliamenti del 20% per edifici che non superano i mille metri cubi. Demolizioni e ricostruzioni sono previsti con un incremento fino al 35%, e sono estesi all'edilizia non residenziale.
SICILIA - Presentati due ddl diversi: uno del Pdl, l'altro dal governo. Ambedue prevedono la possibilità di aumentare la cubatura degli edifici tra il 20% e il 30%, anche in deroga ai regolamenti comunali.
CAMPANIA - Il ddl approvato dalla giunta il 28 maggio è atteso in aula entro luglio. Prevede l'aumento del 20% dei volumi per villette mono e bifamiliari e del 35% per gli edifici abbattuti e ricostruiti secondo norme più sicure, riqualificazione e cambio di destinazione per capannoni industriali dismessi da destinare ad abitazioni.
UMBRIA - Ddl approvato dal consiglio regionale il 17 giugno. Potranno essere ampliati fino a un massimo del 20% gli edifici residenziali uni-bifamiliari, quelli di tipologia diversa che non superino i 350 metri quadrati, e comunque entro il limite massimo di 70 mq per edificio.
CALABRIA - Si sta lavorando ad un testo che per quanto riguarda l'aumento delle cubature dovrà corrispondere alle necessità abitative dei calabresi ed essere rigorosamente ancorato a norme di sicurezza.
BASILICATA - Ddl approvato dalla giunta il 24 giugno, la cui discussione è prevista entro luglio. Si possono demolire e ricostruire gli edifici realizzati dopo il 1942 con aumento della superficie fino al 40 per cento, purché il progetto preveda tecniche di bioedilizia; per le strutture residenziali in costruzione l'aumento della cubatura non potrà superare il 25 per cento.
BOLZANO - L'ampliamento di edifici sarà solo possibile tramite una riqualificazione energetica.
TOSCANA - Operativa da quasi due mesi la legge varata dalla Regione Toscana, prima in Italia. Possibile ampliare fino al 20% case mono e bifamiliari, o fino al 35% nel caso di demolizione e ricostruzione delle strutture. Non è consentito alcun intervento in deroga alle disposizioni urbanistiche locali vigenti, nei centri storici, nelle zone di inedificabilità assoluta, e per le case condonate.
PUGLIA - La Giunta regionale ha approvato il 30 giugno, il disegno di legge che consente in deroga alle norme urbanistiche l'ampliamento entro il limite del 20% della volumetria esistente per gli edifici residenziali uni-bifamiliari e la demolizione e ricostruzione con premio di cubatura entro il limite del 35%.
LAZIO - Premi di cubatura tra il 35% e il 50% per coloro che accetteranno di abbattere edifici costruiti nelle zone di massimo valore ambientale per ricostruire altrove e del 20% per le case monofamiliari e plurifamiliari. Il Piano Casa verrà presentato in giunta il 10 luglio per essere approvato dal Consiglio entro il mese.
FRIULI VENEZIA GIULIA - L'approvazione in Consiglio è previsto entro la fine dell'estate. Il provvedimento permetterà l'ampliamento di edifici e unità immobiliari destinati a residenza fino a un massimo di 200 metri cubi.
LIGURIA - Approderà in giunta la settimana prossima, il piano per il rilancio dell’edilizia, che risponde alle esigenze di spazio, ma con l'obiettivo di non aprire varchi ad operazioni immobiliari. Ampliamenti fino al 30% sarebbero previsti per edifici fino a 200 mc; il 20% per strutture dai 200 ai 500 mc ed il 15% per immobili tra i 500 ed i 1000 mc.
VENETO - Partita come apripista il 10 marzo, il Veneto potrebbe ha approvato il 1° luglio il piano che consente di ampliare del 20% la cubatura e la superficie degli edifici esistenti, residenziali e non. Il premio in cubatura e superficie sale al 40% nel caso di demolizione e ricostruzione di edifici fatiscenti con tecnica di bioedilizia e interventi di energia rinnovabile.
EMILIA ROMAGNA - La legge è stata approvata definitivamente il 30 giugno. Aumentano le percentuali se si premia la qualità architettonica, di costruzione antisismica e di efficienza energetica. E se, nelle aree di grande pianificazione, si destina un 20% del terreno per l'edilizia pubblica.
TRENTO - La legge sull'edilizia, approvata nella scorsa legislatura, prevede per le ristrutturazioni l'erogazione di contributi pubblici volti a sostenere appunto gli interventi di ristrutturazione, riqualificazione, risparmio energetico.
LOMBARDIA - Il Consiglio avrebbe dovuto discutere e approvare il 7 luglio la legge regionale, ma il dibattito subirà uno slittamento. Il testo da la possibilità di ampliare del 20% ai proprietari di mono e bifamiliari poste in alcune zone del territorio, tagliando fuori i centri storici e le zone sottoposte a vincoli ambientali, come i parchi.
SARDEGNA - Saranno 11 gli articoli del Ddl che sarà prossimamente approvato dalla Giunta. Vengono confermate le premialità sulle cubature per chi decide di demolire e spostare la propria abitazione dai 300 metri dalla linea della battigia verso l'interno.
PIEMONTE - Le legge, in discussione al consiglio, premierà in termini di cubatura gli interventi di ristrutturazione che comportano un miglioramento nell'efficienza energetica dell'edificio (risparmio o passaggio a fonti alternative come il solare). L'approvazione è prevista entro luglio.
 
(sm/02.07.09)

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Decreto anticrisi: il testo in Gazzetta

(regioni.it) E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1° luglio il  DECRETO-LEGGE 1 luglio 2009 , n. 78  “Provvedimenti anticrisi, nonché  proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali. (09G0091)
PARTE I
ECONOMIA REALE
TITOLO I
INTERVENTI ANTICRISI
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta   la   straordinaria  necessita'  ed  urgenza  di  emanare
provvedimenti anticrisi;
  Ritenuta altresi' la straordinaria necessita' ed urgenza di emanare
disposizioni  per  la  proroga  di  termini  in  scadenza previsti da
disposizioni  di  legge  per  consentire l'attuazione dei conseguenti
adempimenti amministrativi;
  Ritenuta  infine  la straordinaria necessita' ed urgenza di emanare
disposizioni  volte ad assicurare la prosecuzione degli interventi di
cooperazione  allo  sviluppo  e  a sostegno dei processi di pace e di
stabilizzazione,   nonche'   la   proroga  della  partecipazione  del
personale  delle  Forze armate e delle Forze di polizia alle missioni
internazionali;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 26 giugno 2009;
  Sulla  proposta del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri e del
Ministro  dell'economia  e  delle finanze, di concerto con i Ministri
della difesa, dell'interno e della giustizia;
                              E m a n a
                     il seguente decreto-legge:
                               Art. 1.
Premio di occupazione e potenziamento degli ammortizzatori sociali
  1.  Al fine di incentivare la conservazione e la valorizzazione del
capitale umano nelle imprese, in via sperimentale per gli anni 2009 e
2010,  i  lavoratori percettori di trattamenti di sostegno al reddito
in   costanza  di  rapporto  di  lavoro,  possono  essere  utilizzati
dall'impresa   di   appartenenza   in   progetti   di   formazione  o
riqualificazione  che possono includere attivita' produttiva connessa
all'apprendimento.  L'inserimento  del lavoratore nelle attivita' del
progetto  puo' avvenire sulla base di uno specifico accordo stipulato
in  sede  di  Ministero  del  lavoro  della  salute e delle politiche
sociali  stipulato  dalle  medesime  parti  sociali che sottoscrivono
l'accordo relativo agli ammortizzatori. Al lavoratore spetta a titolo
retributivo   da  parte  dei  datori  di  lavoro  la  differenza  tra
trattamento di sostegno al reddito e retribuzione.
  2.  L'onere derivante dal comma 1 e' valutato in 20 milioni di euro
per  l'anno  2009  e  in  150  milioni di euro per l'anno 2010 cui si
provvede  mediante  corrispondente  riduzione delle risorse del Fondo
sociale  per  l'occupazione  e  la formazione di cui all'articolo 18,
comma  1,  lettera  a)  del  decreto-legge  29 novembre 2008, n. 185,
convertito  con  modificazioni  dalla  legge  28  gennaio 2009, n. 2,
trasferite al medesimo con delibera CIPE n. 2 del 6 marzo 2009.
  3.  Con  decreto  del  Ministro  del  lavoro,  della salute e delle
politiche  sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze,  da  emanarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore del
presente  decreto, sono disciplinate le modalita' attuative del comma
1,  avuto  particolare riguardo ai procedimenti del relativo accordo,
alla  previsione  di  coniugazione dei medesimi con gli interventi di
politica  attiva  a  valere sulle risorse all'uopo destinate ai sensi
dell'Accordo  Stato-Regioni  del  12 febbraio 2009, alle procedure di
comunicazione  all'INPS  anche ai fini del tempestivo monitoraggio di
cui al comma 4.
  4.  Il  Ministro  dell'economia e delle finanze provvede sulla base
dei  dati  comunicati dall'INPS al monitoraggio degli oneri, anche ai
fini  dell'adozione  dei provvedimenti correttivi di cui all'articolo
11-ter,  comma  7,  della  legge  5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni,  ovvero  delle misure correttive da assumere, ai sensi
dell'articolo 11, comma 3, lettera i-quater), della medesima legge.
  5.  Per  il  rifinanziamento  delle  proroghe a 24 mesi della cassa
integrazione  guadagni  straordinaria per cessazione di attivita', di
cui  all'articolo  1,  comma  1, del decreto-legge 5 ottobre 2004, n.
249,  convertito  con  modificazioni  dalla legge 3 dicembre 2004, n.
291,  e  successive  modificazioni, sono destinati 25 milioni di euro
per  l'anno  2009,  a  valere  sulle  risorse  del  Fondo sociale per
l'occupazione  e  formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera
a),  del  decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185, convertito con
modificazioni  dalla  legge  28  gennaio  2009,  n.  2, trasferite al
medesimo con delibera CIPE n. 2 del 6 marzo 2009.
  6.  In  via  sperimentale  per gli anni 2009 e 2010 l'ammontare del
trattamento di integrazione salariale per i contratti di solidarieta'
di  cui  all'articolo  1  del  decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726,
convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, e'
aumentato  nella  misura  del venti per cento del trattamento perso a
seguito della riduzione di orario nel limite massimo di 40 milioni di
euro per l'anno 2009 e di 80 milioni di euro per l'anno 2010. L'onere
della  presente disposizione, derivante dall'incremento del venti per
cento  dei  trattamenti,  e'  posto a carico delle risorse per l'anno
2009  e  2010 del Fondo sociale per l'occupazione e formazione di cui
all'articolo  18,  comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre
2008,  n.  185,  convertito  con modificazioni dalla legge 28 gennaio
2009,  n.  2.,  trasferite  al  medesimo con delibera CIPE n. 2 del 6
marzo 2009. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche  sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze  sono stabilite le modalita' di attuazione del presente comma
e il relativo raccordo con i complessivi interventi di ammortizzatori
sociali in deroga come disciplinati ai sensi dell'Accordo tra Stato e
regioni del 12 febbraio 2009. L'INPS, secondo le linee guida definite
nel  decreto  di  cui al presente comma, provvede al monitoraggio dei
provvedimenti autorizzativi consentendo l'erogazione dei medesimi nei
limiti delle relative risorse come disciplinate dallo stesso decreto.
  7. All'articolo 7-ter, comma 7, del decreto-legge 10 febbraio 2009,
n.  5,  convertito con modificazioni dalla legge 9 aprile 2009, n. 33
sono  aggiunti  i  seguenti  periodi:  «L'incentivo  di  cui al primo
periodo  e'  erogato  al  lavoratore  destinatario del trattamento di
sostegno  al  reddito nel caso in cui il medesimo ne faccia richiesta
per  intraprendere  una  attivita' autonoma, avviare una auto o micro
impresa,  o  per  associarsi in cooperativa in conformita' alle norme
vigenti.  In  caso  di  cassa  integrazione in deroga, il lavoratore,
successivamente  all'ammissione  al beneficio e prima dell'erogazione
del  medesimo, deve dimettersi dall'impresa di appartenenza. Le somme
corrisposte  sono  cumulabili con il beneficio di cui all'articolo 17
della  legge  27 febbraio 1985, n. 49.». Con decreto del Ministro del
lavoro  della  salute  e  delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, sono determinate le modalita'
e  le  condizioni per l'applicazione di quanto previsto al presente e
successivo comma.
  8. In via sperimentale per gli anni 2009 e 2010, al lavoratore gia'
percettore  del  trattamento di cassa integrazione guadagni per crisi
aziendale  a seguito di cessazione totale o parziale dell'impresa, di
procedura  concorsuale  o  comunque  nei  casi  in  cui il lavoratore
sospeso  sia stato dichiarato esubero strutturale, nel caso in cui il
medesimo   ne   faccia  richiesta  per  intraprendere  una  attivita'
autonoma,  per  avviare  una auto o micro impresa o per associarsi in
cooperativa  in  conformita'  alle  norme  vigenti,  e'  liquidato il
trattamento  di integrazione salariale straordinaria per un numero di
mensilita'  pari  a  quelle deliberate non ancora percepite, e, se il
medesimo  lavoratore rientri nelle previsioni di cui all'articolo 16,
comma  1,  della  legge  23  luglio  1991,  n. 223, il trattamento di
mobilita'  per  un  numero  di mesi massimo pari a 12. Il lavoratore,
successivamente  all'ammissione  al beneficio e prima dell'erogazione
del  medesimo, deve dimettersi dall'impresa di appartenenza. Le somme
corrisposte  sono  cumulabili con il beneficio di cui all'articolo 17
della legge 27 febbraio 1985, n. 49.
PARTE I
ECONOMIA REALE
TITOLO I
INTERVENTI ANTICRISI
                               Art. 2.
          Contenimento del costo delle commissioni bancarie
  1.  A  decorrere  dal  1°  novembre  2009, la data di valuta per il
beneficiario  per  tutti  i  bonifici, gli assegni circolari e quelli
bancari non puo' mai superare, rispettivamente, uno, uno e tre giorni
lavorativi  successivi  alla  data  del  versamento.  Per  i medesimi
titoli,  a  decorrere dal 1° novembre 2009, la data di disponibilita'
economica per il beneficiario non puo' mai superare, rispettivamente,
quattro,  quattro e cinque giorni lavorativi successivi alla data del
versamento. A decorrere dal 1° aprile 2010, la data di disponibilita'
economica  non puo' mai superare i quattro giorni per tutti i titoli.
E'  nulla  ogni  pattuizione  contraria.  Resta fermo quanto previsto
dall'articolo  120,  comma  1,  del  decreto legislativo 1° settembre
1993, n. 385.
  2.  Allo  scopo  di  accelerare  e  rendere  effettivi  i  benefici
derivanti   dal   divieto  della  commissione  di  massimo  scoperto,
all'articolo  2-bis,  del  decreto-legge  29  novembre  2008, n. 185,
articolo  1,  convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, alla fine
del  comma  1  e'  aggiunto  il  seguente  periodo:  «L'ammontare del
corrispettivo  omnicomprensivo  di cui al periodo precedente non puo'
comunque  superare  lo  0,5  per  cento,  per trimestre, dell'importo
dell'affidamento,  a  pena di nullita' del patto di remunerazione. Il
Ministro   dell'economia   e   delle  finanze  assicura,  con  propri
provvedimenti,  la  vigilanza  sull'osservanza delle prescrizioni del
presente articolo.».
  3.  Al comma 5-quater dell'articolo 2 del decreto-legge 29 novembre
2008,  n. 185, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Nel caso in
cui  la  surrogazione del mutuo non si perfezioni entro il termine di
trenta  giorni  dalla  data  della  richiesta  da  parte  della banca
cessionaria   alla   banca  cedente  dell'avvio  delle  procedure  di
collaborazione interbancarie ai fini dell'operazione di surrogazione,
la  banca cedente e' comunque tenuta a risarcire il cliente in misura
pari  all'1% del valore del mutuo per ciascun mese o frazione di mese
di  ritardo.  Resta  ferma  la  possibilita'  per la banca cedente di
rivalersi  sulla  banca  cessionaria nel caso il ritardo sia dovuto a
cause imputabili a quest'ultima.».
  4. Le disposizioni dei commi 2 e 3 del presente articolo entrano in
vigore  a  decorrere  dalla  data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto-legge.
PARTE I
ECONOMIA REALE
TITOLO I
INTERVENTI ANTICRISI
                               Art. 3.
       Riduzione del costo dell'energia per imprese e famiglie
  1.  Al fine di promuovere l'efficienza e la concorrenza nei mercati
dell'energia,   nella   prospettiva  dell'eventuale  revisione  della
normativa  in materia, entro quaranta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, su
proposta  dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, adotta con
decreto,  in  conformita'  al  comma  10-ter  dell'articolo  3  della
decreto-legge  29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni
dalla  legge  28 gennaio 2009, n. 2, misure che vincolano, per l'anno
termico  2009-2010,  ciascun soggetto che nell'anno termico 2007-2008
ha  immesso nella rete nazionale di trasporto, direttamente o tramite
societa'  controllate,  controllanti  o  controllate  da una medesima
controllante,   una   quota   superiore   al  40%  del  gas  naturale
complessivamente destinato al mercato nazionale ad offrire in vendita
al  punto  di  scambio virtuale un volume di gas pari a 5 miliardi di
standard  metri  cubi,  modulabile  su  base mensile tenuto conto dei
limiti    di    flessibilita'    contrattuale,   mediante   procedure
concorrenziali   non  discriminatorie  alle  condizioni  e  modalita'
determinate  dall'Autorita'  per  l'energia  elettrica  e  il gas nel
rispetto  degli  indirizzi definiti nel medesimo decreto del Ministro
dello sviluppo economico.
  2.  Il  prezzo  da  riconoscere  a  ciascun soggetto cedente il gas
naturale  nelle  procedure  di cui al comma 1 e' fissato, con proprio
decreto,   dal   Ministro   dello   sviluppo  economico  su  proposta
dell'Autorita'  per  l'energia  elettrica  e  il  gas,  formulata con
riferimento ai prezzi medi dei mercati europei rilevanti e prevedendo
anche  un  riscontro  di congruenza tra il prezzo da riconoscere e la
struttura  dei  costi  di  approvvigionamento  sostenuti dal cedente.
L'eventuale  differenza positiva tra il prezzo di vendita corrisposto
dagli  acquirenti  e  quello  da  riconoscere  al soggetto cedente e'
destinata  a vantaggio dei clienti finali industriali che, sulla base
del  profilo  medio  di  consumo  degli  ultimi 3 anni, evidenzino un
elevato coefficiente di utilizzo dei prelievi del gas secondo criteri
definiti  dal  Ministro  dello  sviluppo  economico su proposta della
medesima Autorita', tenendo conto dei mandati dei clienti.
  3.  Al  fine di consentire un'efficiente gestione dei volumi di gas
ceduto  attraverso  le  procedure  concorrenziali  di cui al comma 1,
l'Autorita'  per  l'energia  elettrica e il gas, entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto:
   a) introduce nelle tariffe di trasporto del gas naturale misure di
degressivita' che tengano conto della struttura costi del servizio in
ragione  del  coefficiente  di  utilizzo  a  valere  dall'inizio  del
prossimo periodo di regolazione tariffaria del trasporto;
   b)  adegua  la  disciplina  del  bilanciamento  del  gas naturale,
adottando  gli  opportuni meccanismi di flessibilita' a vantaggio dei
clienti finali, anche industriali;
   c)  promuove,  sentito  il  Ministero  dello  sviluppo  economico,
l'offerta  dei  servizi di punta per il sistema del gas naturale e la
fruizione  dei  servizi di stoccaggio ai clienti finali industriali e
termoelettrici,  nel  rispetto dei vigenti livelli di sicurezza degli
approvvigionamenti e delle forniture.
  4.  In  caso di mancato rispetto dei termini per gli adempimenti di
cui  al presente articolo, i relativi provvedimenti sono adottati, in
via transitoria e sino all'adozione dei provvedimenti di cui ai commi
precedenti, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
PARTE I
ECONOMIA REALE
TITOLO I
INTERVENTI ANTICRISI
                               Art. 4.
             Interventi urgenti per le reti dell'energia
  1.  Il  Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta  del Ministro dello
sviluppo economico di concerto con il Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti, sentito il Ministro per la semplificazione normativa e
d'intesa con le regioni e le province autonome interessate, individua
gli  interventi  relativi  alla  produzione, alla trasmissione e alla
distribuzione    dell'energia,    da    realizzare    con    capitale
prevalentemente   o   interamente  privato,  per  i  quali  ricorrono
particolari   ragioni   di   urgenza  in  riferimento  allo  sviluppo
socio-economico  e  che  devono  essere effettuati con mezzi e poteri
straordinari.
  2.  Per  la  realizzazione  degli interventi di cui al comma 1 sono
nominati  uno  o  piu'  Commissari della Presidenza del Consiglio dei
Ministri  ai  sensi  dell'articolo  11 della legge 23 agosto 1988, n.
400; la relativa deliberazione del Consiglio dei Ministri e' adottata
con le stesse modalita' di cui al comma 1.
  3.  Ciascun  Commissario  emana gli atti e i provvedimenti, nonche'
cura   tutte   le  attivita',  di  competenza  delle  amministrazioni
pubbliche,     occorrenti    all'autorizzazione    e    all'effettiva
realizzazione  degli  interventi,  nel  rispetto  delle  disposizioni
comunitarie,  avvalendosi ove necessario dei poteri di sostituzione e
di  deroga  di  cui  all'articolo  20,  comma 4, del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
  4.  Con i provvedimenti di cui al comma 1 sono altresi' individuati
le strutture di cui si avvale il Commissario straordinario, senza che
cio'  comporti  ulteriori  oneri  a  carico del bilancio dello Stato,
nonche'  i  poteri  di  controllo  e di vigilanza del Ministro per la
semplificazione normativa e degli altri Ministri competenti.
PARTE I
ECONOMIA REALE
TITOLO I
INTERVENTI ANTICRISI
                               Art. 5.
         Detassazione degli utili reinvestiti in macchinari
  1.  E'  escluso  dall'imposizione  sul reddito di impresa il 50 per
cento  del valore degli investimenti in macchinari ed apparecchiature
compresi   nella   divisione  28  della  tabella  ATECO,  di  cui  al
provvedimento   del  Direttore  dell'Agenzia  delle  entrate  del  16
novembre  2007, fatti a decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente  decreto  e  fino  al  30  giugno  2010. L'esclusione vale a
decorrere dal periodo di imposta 2010.
  2.  I  soggetti  titolari  di  attivita'  industriali  a rischio di
incidenti sul lavoro, individuate ai sensi del decreto legislativo 17
agosto  1999,  n.  334,  come  modificato  dal decreto legislativo 21
settembre  2005,  n. 238, possono usufruire degli incentivi di cui al
comma  1  solo se e' documentato l'adempimento degli obblighi e delle
prescrizioni di cui al citato decreto.
  3. L'incentivo fiscale e' revocato se l'imprenditore cede a terzi o
destina  i  beni  oggetto  degli  investimenti  a  finalita' estranee
all'esercizio  di  impresa  prima  del  secondo  periodo  di  imposta
successivo all'acquisto.
PARTE I
ECONOMIA REALE
TITOLO I
INTERVENTI ANTICRISI
                               Art. 6.
   Accelerazione dell'ammortamento sui beni strumentali di impresa
  1.  Per tenere conto della mutata incidenza sui processi produttivi
dei  beni  a  piu'  avanzata  tecnologia  o  che  producono risparmio
energetico,  entro il 31 dicembre 2009 si provvede alla revisione dei
coefficienti  di  ammortamento,  di cui al decreto del Ministro delle
finanze  31  dicembre 1988, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della
Repubblica italiana 2 febbraio 1989, n. 27, compensandola con diversi
coefficienti per i beni industrialmente meno strategici.
PARTE I
ECONOMIA REALE
TITOLO I
INTERVENTI ANTICRISI
                               Art. 7.
       Ulteriore svalutazione fiscale di crediti in sofferenza
  1. All'articolo 106 del TUIR sono apportate le seguenti modifiche:
   a) dopo il comma 3, e' inserito il seguente comma:
  «3-bis:  Per  i nuovi crediti di cui al comma 3 erogati a decorrere
dall'esercizio  successivo  a  quello  in  corso al 31 dicembre 2009,
limitatamente  all'ammontare  che eccede la media dei crediti erogati
nei  due periodi d'imposta precedenti, diversi da quelli assistiti da
garanzia  o  da  misure agevolative in qualsiasi forma concesse dallo
Stato,  da  enti  pubblici e da altri enti controllati direttamente o
indirettamente  dallo  Stato, le percentuali di cui allo stesso comma
sono  elevate  allo  0,50  per  cento. L'ammontare delle svalutazioni
eccedenti  il  detto  limite e' deducibile in quote costanti nei nove
esercizi successivi.»;
   b) nel comma 5 dopo le parole «di cui al comma 3» sono aggiunte le
parole «e di cui al comma 3-bis».
  2. Per il periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore
del   presente  decreto,  la  disposizione  di  cui  al  comma  3-bis
dell'articolo  106  del  TUIR si applica ai crediti erogati a partire
dalla  data  di  entrata  in vigore del decreto stesso e la media ivi
prevista  e'  commisurata  alla  residua  durata del suddetto periodo
d'imposta.
  3.  Per  evitare  indebiti  effetti  di  sostituzione  e novazione,
l'Agenzia  delle entrate dispone controlli mirati alla verifica della
corretta applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo.
In  caso di violazioni, le sanzioni di cui all'articolo 1 del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, si applicano in ogni caso nella
misura massima.
PARTE I
ECONOMIA REALE
TITOLO I
INTERVENTI ANTICRISI
                               Art. 8.
                       Sistema «export banca»
  1.  Il  Ministro  dell'economia  e delle finanze con propri decreti
autorizza  e  disciplina  le  attivita'  di Cassa depositi e prestiti
s.p.a.  al  servizio  di  SACE  s.p.a. per dare vita, a condizioni di
mercato, ad un sistema integrato di «export banca». A questo fine tra
le operazioni di interesse pubblico che possono essere attivate dalla
Cassa  depositi  e  prestiti  s.p.a.  con l'utilizzo dei fondi di cui
all'articolo  22, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.
185,  convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,
che  integra  l'articolo 5, comma 7, lettera a), del decreto-legge n.
269   del   2003   rientrano   anche   le  operazioni  per  sostenere
l'internazionalizzazione  delle  imprese  quando  le  operazioni sono
assistite da garanzia o assicurazione della SACE s.p.a.
PARTE I
ECONOMIA REALE
TITOLO I
INTERVENTI ANTICRISI
                               Art. 9.
     Tempestivita' dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni
  1.  In attuazione della direttiva 2000/35/CE del Parlamento europeo
e  del  Consiglio,  del  29 giugno 2000, relativa alla lotta contro i
ritardi  di  pagamento nelle transazioni commerciali, recepita con il
decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, e' disposto quanto segue:
   a) per il futuro:
    1.   le   pubbliche  amministrazioni  incluse  nell'elenco  ISTAT
pubblicato in applicazione del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30
dicembre  2004,  n.  311,  adottano  entro il 31 dicembre 2009, senza
nuovi  o  maggiori  oneri,  le  opportune  misure  organizzative  per
garantire   il   tempestivo   pagamento   delle   somme   dovute  per
somministrazioni,  forniture  ed  appalti.  Le  misure  adottate sono
pubblicate sul sito internet dell'amministrazione;
    2.  nelle  amministrazioni  di cui al punto 1, al fine di evitare
ritardi  nei  pagamenti  e  la  formazione  di  debiti  pregressi, il
funzionario  che adotta provvedimenti che comportano impegni di spesa
ha  l'obbligo  di  accertare  preventivamente  che  il  programma dei
conseguenti  pagamenti sia compatibile con i relativi stanziamenti di
bilancio   e  con  le  regole  di  finanza  pubblica;  la  violazione
dell'obbligo comporta responsabilita' disciplinare ed amministrativa.
Qualora  lo  stanziamento  di bilancio, per ragioni sopravvenute, non
consenta  di  far  fronte all'obbligo contrattuale, l'amministrazione
adotta   le   opportune   iniziative,   anche   di   tipo  contabile,
amministrativo  o  contrattuale,  per evitare la formazione di debiti
pregressi.  Le  disposizioni del presente punto non si applicano alle
aziende   sanitarie,   ospedaliere,  ospedaliere  universitarie,  ivi
compresi  i  policlinici  universitari,  agli  IRCCS  pubblici, anche
trasformati in fondazioni;
    3.  allo scopo di ottimizzare l'utilizzo delle risorse ed evitare
la formazione di nuove situazioni debitorie, l'attivita' di analisi e
revisione  delle procedure di spesa e dell'allocazione delle relative
risorse  in  bilancio prevista per i Ministeri dall'articolo 9, comma
1-ter,  del  decreto-legge  n. 185 del 2008 e' effettuata anche dalle
altre pubbliche amministrazioni di cui all'elenco ISTAT pubblicato in
attuazione  del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004,
n.  311,  escluse  le  Regioni e le Province autonome per le quali la
presente   disposizione   costituisce   principio   fondamentale   di
coordinamento  della finanza pubblica. I risultati delle analisi sono
illustrati  in  appositi  rapporti  redatti in conformita' con quanto
stabilito dal comma 1-quater del citato articolo 9;
    4. per le amministrazioni dello Stato, il Ministero dell'economia
e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,
anche  attraverso  gli  uffici  centrali del bilancio e le ragionerie
territoriali  dello  Stato,  vigila sulla corretta applicazione delle
disposizioni  di  cui  alla  presente  lettera,  secondo procedure da
definire  con  apposito  decreto  del Ministero dell'economia e delle
finanze,  da  emanarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore del
presente decreto. Per gli enti ed organismi pubblici non territoriali
gli  organi  interni  di  revisione  e  di  controllo provvedono agli
analoghi  adempimenti di vigilanza. I rapporti di cui al comma 4 sono
inviati  ai  Ministeri  vigilanti; per gli enti locali e gli enti del
servizio  sanitario nazionale i rapporti sono allegati alle relazioni
rispettivamente  previste  nell'articolo  1,  commi  166 e 170, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266;
   b) per il passato:
    1.  l'ammontare dei crediti esigibili nei confronti dei Ministeri
alla  data  del  31  dicembre  2008,  iscritti  nel conto dei residui
passivi  del  bilancio  dello Stato per l'anno 2009 ed in essere alla
data  di  pubblicazione  del  presente decreto, per somministrazioni,
forniture  ed  appalti,  e'  accertato,  all'esito di una rilevazione
straordinaria,   con  decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze;  i  predetti  crediti sono resi liquidabili nei limiti delle
risorse  a  tal  fine  stanziate  con  la  legge  di assestamento del
bilancio dello Stato.
PARTE I
ECONOMIA REALE
TITOLO I
INTERVENTI ANTICRISI
                              Art. 10.
         Incremento delle compensazioni dei crediti fiscali
  1. Per contrastare gli abusi e corrispondentemente per incrementare
la  liquidita'  delle imprese, il sistema delle compensazioni fiscali
e' reso piu' rigoroso e riorganizzato come segue:
   a) contrasto agli abusi:
    1.  all'articolo  17,  comma  1, del decreto legislativo 9 luglio
1997,  n. 241, e' aggiunto il seguente periodo: «La compensazione del
credito  annuale o relativo a periodi inferiori all'anno dell'imposta
sul  valore aggiunto, per importi superiori a 10.000 euro annui, puo'
essere  effettuata  a partire dal giorno sedici del mese successivo a
quello  di presentazione della dichiarazione o dell'istanza da cui il
credito emerge.»;
    2.  al  regolamento  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  22  luglio  1998,  n.  322,  sono  apportate  le seguenti
modificazioni:
     a) all'articolo 3, comma 1, e' aggiunto il seguente periodo: «In
deroga  a  quanto  previsto  dal  secondo  periodo i contribuenti che
intendono  utilizzare  in compensazione ovvero chiedere a rimborso il
credito  risultante  dalla dichiarazione annuale ai fini dell'imposta
sul  valore  aggiunto  possono  non comprendere tale dichiarazione in
quella unificata.»;
     b)  all'articolo 8, comma 4, ultimo periodo, dopo le parole; «e'
anche presentata,» sono aggiunte le seguenti: «in via telematica ed»;
     c)  all'articolo  8-bis, comma 2, primo periodo, il numero: «88»
e'  sostituito  dal  seguente:  «74» e le parole: «a lire 50 milioni»
sono sostituite dalle seguenti: «a euro 25.000»;
     d) all'articolo 8-bis, comma 2, e' aggiunto il seguente periodo:
«Sono   inoltre   esonerati   i   contribuenti   che   presentano  la
dichiarazione annuale entro il mese di febbraio.»;
    3.   all'articolo   38-bis,  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633,  sono  apportate le seguenti
modificazioni:
     a)  al  primo comma, l'ottavo e nono periodo sono sostituiti dal
seguente: «Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate
sono  definite  le  ulteriori modalita' ed i termini per l'esecuzione
dei rimborsi previsti dal presente articolo.»;
     b)  al  sesto  comma,  dopo  le  parole:  «Se successivamente al
rimborso»  sono aggiunte le seguenti: «o alla compensazione», dopo le
parole:  «indebitamente  rimborsate»  sono  aggiunte  le seguenti: «o
compensate»  e dopo le parole «dalla data del rimborso» sono aggiunte
le seguenti: «o della compensazione»;
    4.  fino all'emanazione del provvedimento di cui al precedente n.
3, lettera a), continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti prima
dell'entrata in vigore del presente decreto;
    5. all'articolo 8, comma 3, del regolamento di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica  14  ottobre 1999, n. 542, e' aggiunto,
infine,  il  seguente  periodo:  «Tali  compensazioni  possono essere
effettuate  solo  successivamente  alla presentazione dell'istanza di
cui al comma 2.»;
    6.  all'articolo  37  del  decreto-legge  4  luglio 2006, n. 223,
convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 4 agosto 2006, n. 248,
dopo  il comma 49 e' inserito il seguente: «49-bis. I soggetti di cui
al   comma  precedente  che  intendono  effettuare  la  compensazione
prevista  dall'articolo  17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241,  del  credito  annuale  o  relativo a periodi inferiori all'anno
dell'imposta  sul valore aggiunto per importi superiori a 10.000 euro
annui,  sono tenuti ad utilizzare esclusivamente i servizi telematici
messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate.»;
    7.  i  contribuenti  che  intendono  utilizzare  in compensazione
crediti   relativi   all'imposta  sul  valore  aggiunto  per  importi
superiori   a  10.000  euro  annui,  hanno  l'obbligo  di  richiedere
l'apposizione  del visto di conformita' di cui all'articolo 35, comma
1, lettera a) del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, da parte
dei  soggetti di cui all'articolo 3, comma 3, lettera a), del decreto
del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, relativamente
alle  dichiarazioni  dalle quali emerge il credito. In alternativa la
dichiarazione   e'  sottoscritta,  oltre  che  dai  soggetti  di  cui
all'articolo  1, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica
22  luglio 1998, n. 322, dai soggetti di cui all'articolo 1, comma 5,
del  medesimo  decreto,  relativamente ai contribuenti per i quali e'
esercitato  il  controllo  contabile di cui all'articolo 2409-bis del
codice   civile,   attestante   l'esecuzione  dei  controlli  di  cui
all'articolo  2,  comma  2,  del  decreto  31  maggio  1999,  n. 164.
L'infedele  attestazione  dell'esecuzione  dei  controlli  di  cui al
precedente  periodo  comporta  l'applicazione  della  sanzione di cui
all'articolo  39,  comma  1,  lettera  a)  primo  periodo del decreto
legislativo  9  luglio  1997, n. 241. In caso di ripetute violazioni,
ovvero  di  violazioni  particolarmente gravi, e' effettuata apposita
segnalazione  agli  organi  competenti  per  l'adozione  di ulteriori
provvedimenti.  In relazione alle disposizioni di cui alla lettera a)
del  comma  1  del  presente articolo, le dotazioni finanziarie della
missione  di  spesa  «Politiche  economico-finanziarie e di bilancio»
sono  ridotte  di  200  milioni  di  euro  per l'anno 2009 e di 1.000
milioni di euro a decorrere dall'anno 2010;
    8.  all'articolo 27, comma 18 del decreto-legge 29 novembre 2008,
n. 185 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.
2,  dopo il secondo periodo e' aggiunto il seguente: «Per le sanzioni
previste nel presente comma, in nessun caso si applica la definizione
agevolata  prevista  dall'articolo  16,  comma  3  e  17, comma 2 del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.»;
   b) incremento delle compensazioni fiscali:
    1.  all'articolo  34,  comma  1, della legge 23 dicembre 2000, n.
388,  e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Tenendo conto delle
esigenze  di bilancio, con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze,  il limite di cui al periodo precedente puo' essere elevato,
a decorrere dal 1° gennaio 2010, fino a 700.000 euro.».
PARTE I
ECONOMIA REALE
TITOLO I
INTERVENTI ANTICRISI
                              Art. 11.
                  Analisi e studi economico-sociali
  1.  I  sistemi  informativi  del  Ministero  dell'economia  e delle
finanze,  del  Ministero  del  lavoro, della salute e delle politiche
sociali  nonche'  dei soggetti ad essi collegati o da essi vigilati o
controllati,  sono,  senza  oneri  aggiuntivi,  utilizzabili  in modo
coordinato  ed  integrato  al  fine  di  poter  disporre  di una base
unitaria   di   dati  funzionale  ad  analisi  e  studi  mirati  alla
elaborazione  delle  politiche  economiche e sociali. La formazione e
l'utilizzo  della  base  unitaria  avviene  nel rispetto dei principi
vigenti  in  materia  di trattamento dei dati nell'ambito del sistema
statistico  nazionale,  e  in particolare del regolamento n. 223/2009
del  Parlamento  europeo  e del Consiglio dell'11 marzo 2009, e della
normativa sulla protezione dei dati personali.
TITOLO II
INTERVENTI ANTIEVASIONE E ANTIELUSIONE
INTERNAZIONALE E NAZIONALE
                              Art. 12.
                    Contrasto ai paradisi fiscali
  1.  Le  norme  del  presente  articolo danno attuazione alle intese
raggiunte   tra   gli  Stati  aderenti  alla  Organizzazione  per  la
cooperazione  e  lo  sviluppo  economico  in  materia di emersione di
attivita'  economiche  e  finanziarie detenute in Paesi aventi regimi
fiscali    privilegiati,   allo   scopo   di   migliorare   l'attuale
insoddisfacente  livello  di  trasparenza  fiscale  e  di  scambio di
informazioni,  nonche' di incrementare la cooperazione amministrativa
tra Stati.
  2.   In   deroga   ad  ogni  vigente  disposizione  di  legge,  gli
investimenti  e  le  attivita'  di  natura finanziaria detenute negli
Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al decreto del
Ministro  delle  finanze  4  maggio  1999,  pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale  della Repubblica italiana del 10 maggio 1999, n. 110, e al
decreto  del Ministro dell'economia e delle finanze 21 novembre 2001,
pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 23
novembre  2001,  n.  273,  senza  tener  conto  delle limitazioni ivi
previste,  in  violazione  degli  obblighi di dichiarazione di cui ai
commi  1,  2 e 3 dell'articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1990, n.
167,  convertito  dalla  legge  4  agosto  1990, n. 227, ai soli fini
fiscali  si  presumono costituite, salva la prova contraria, mediante
redditi  sottratti  a  tassazione. In tale caso, le sanzioni previste
dall'articolo  1  del  decreto  legislativo 18 dicembre 1997, n. 471,
sono raddoppiate.
  3.  Al  fine  di  garantire  la  massima  efficacia  all'azione  di
controllo  ai  fini  fiscali  per  la  prevenzione  e repressione dei
fenomeni   di   illecito  trasferimento  e  detenzione  di  attivita'
economiche   e   finanziarie   all'estero,  l'Agenzia  delle  entrate
istituisce,  in  coordinamento con la Guardia di finanza e nei limiti
dei  propri  stanziamenti  di  bilancio,  una  unita' speciale per il
contrasto    della   evasione   ed   elusione   internazionale,   per
l'acquisizione di informazioni utili alla individuazione dei predetti
fenomeni    illeciti   ed   il   rafforzamento   della   cooperazione
internazionale.
TITOLO II
INTERVENTI ANTIEVASIONE E ANTIELUSIONE
INTERNAZIONALE E NAZIONALE
                              Art. 13.
          Contrasto agli arbitraggi fiscali internazionali
  1.  Per analogia e armonizzazione con quanto gia' disposto in altri
ordinamenti  europei,  allo  scopo  di  evitare  indebiti  arbitraggi
fiscali  l'accesso  a  regimi  che  possono  favorire  disparita'  di
trattamento,  con  particolare riferimento ad operazioni infragruppo,
e' sottoposto ad una verifica di effettivita' sostanziale. A tal fine
nel  testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente  della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate
le seguenti modifiche:
   a)  all'articolo  167,  nel  comma  5, la lettera a) e' sostituita
dalla  seguente  «a)  la  societa'  o altro ente non residente svolga
un'effettiva attivita' industriale o commerciale, come sua principale
attivita',  nel mercato dello stato o territorio di insediamento; per
le   attivita'  bancarie,  finanziarie  e  assicurative  quest'ultima
condizione  si  ritiene  soddisfatta  quando  la  maggior parte delle
fonti, degli impieghi o dei ricavi originano nello Stato o territorio
di insediamento»;
   b)  all'articolo  167,  dopo  il comma 5, e' aggiunto il seguente:
«5-bis. La previsione di cui alla lettera a) del comma precedente non
si  applica  qualora  i  proventi  della  societa'  o  altro ente non
residente   provengono   per  piu'  del  50%  dalla  gestione,  dalla
detenzione  o  dall'investimento in titoli, partecipazioni, crediti o
altre  attivita'  finanziarie,  dalla cessione o dalla concessione in
uso  di  diritti  immateriali  relativi  alla proprieta' industriale,
letteraria  o  artistica,  nonche'  dalla  prestazione di servizi nei
confronti  di  soggetti che direttamente o indirettamente controllano
la  societa'  o  l'ente  non  residente,  ne  sono controllati o sono
controllati  dalla stessa societa' che controlla la societa' o l'ente
non residente, ivi compresi i servizi finanziari.»;
   c)   all'articolo  167,  dopo  l'ultimo  comma,  sono  aggiunti  i
seguenti:
  «8-bis.  La  disciplina  di cui al comma 1 trova applicazione anche
nell'ipotesi  in  cui  i  soggetti  controllati ai sensi dello stesso
comma  sono  localizzati  in  stati o territori diversi da quelli ivi
richiamati, qualora ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:
    a)  sono  assoggettati  a  tassazione  effettiva inferiore a piu'
della meta' di quella a cui sarebbero stati soggetti ove residenti in
Italia;
    b)  hanno  conseguito  proventi  derivanti per piu' del 50% dalla
gestione,   dalla   detenzione   o   dall'investimento   in   titoli,
partecipazioni, crediti o altre attivita' finanziarie, dalla cessione
o  dalla  concessione  in  uso  di  diritti immateriali relativi alla
proprieta'   industriale,   letteraria   o  artistica  nonche'  dalla
prestazione  di  servizi nei confronti di soggetti che direttamente o
indirettamente  controllano  la  societa'  o l'ente non residente, ne
sono  controllati  o  sono  controllati  dalla  stessa  societa'  che
controlla  la societa' o l'ente non residente, ivi compresi i servizi
finanziari.
  8-ter.  Le  disposizioni  del  comma  8-bis  non si applicano se il
soggetto   residente   dimostra  che  l'insediamento  all'estero  non
rappresenta   una  costruzione  artificiosa  volta  a  conseguire  un
indebito   vantaggio   fiscale.   Ai   fini  del  presente  comma  il
contribuente  deve interpellare l'amministrazione finanziaria secondo
le modalita' indicate nel precedente comma 5.»;
   d) nell'articolo 168, comma 1, dopo le parole «di cui all'articolo
167»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «,  con  l'esclusione  di quanto
disposto al comma 8-bis».
TITOLO II
INTERVENTI ANTIEVASIONE E ANTIELUSIONE
INTERNAZIONALE E NAZIONALE
ì
                              Art. 14.
Imposta sulle plusvalenze su oro non industriale di societa' ed enti
  1.  Le plusvalenze iscritte in bilancio derivanti dalla valutazione
ai  corsi  di fine esercizio delle disponibilita' in metalli preziosi
per uso non industriale di cui all'articolo 1 del decreto legislativo
22 maggio 1999, n. 251, anche se depositate presso terzi o risultanti
da conti bancari disponibili, escluse quelle conferite in adempimento
di  obblighi derivanti dall'appartenenza alle Comunita' europee, sono
assoggettate  a  tassazione separatamente dall'imponibile complessivo
mediante  applicazione  di  un'imposta  sostitutiva delle imposte sui
redditi  e  relative addizionali nonche' dell'imposta regionale sulle
attivita' produttive, con l'aliquota del 6 per cento.
  2. Le disposizioni del comma 1 si applicano a decorrere dal periodo
d'imposta  in  corso  alla  data  di  entrata  in vigore del presente
decreto,  sempre  che  i  termini  di  presentazione  della  relativa
dichiarazione  dei  redditi non siano ancora scaduti. Per il predetto
periodo  di  imposta,  l'imposta  sostitutiva,  commisurata  ai  dati
risultanti dal bilancio relativo al periodo di imposta precedente, e'
versata,  a  titolo  di  acconto,  entro  il  termine di scadenza del
secondo  acconto  delle  imposte  sui  redditi relative al periodo di
imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto,
ovvero,  a scelta del contribuente, per il 50 per cento alla predetta
data  e  per  la  restante parte in due rate di pari importo entro il
termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi.
  3.   L'imposta   sostitutiva   non  e'  deducibile  ai  fini  della
determinazione  del  reddito. Per l'accertamento, la liquidazione, la
riscossione  e il contenzioso si applicano le disposizioni in materia
di imposte sui redditi. Le disposizioni del presente articolo sono in
deroga  ad  ogni  altra  disposizione di legge ed entrano in vigore a
decorrere  dalla data si entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto.
TITOLO II
INTERVENTI ANTIEVASIONE E ANTIELUSIONE
INTERNAZIONALE E NAZIONALE
                              Art. 15.
                   Potenziamento della riscossione
  1.  A&n

+T -T
Istat: conti pubblici; diminuiscono entrate

(regioni.it) L’Istat comunica che nel primo trimestre 2009 le entrate totali sono diminuite, rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente del 2,8% con un incidenza sul prodotto interno lordo del 39,9%.
Nel primo trimestre 2009 le uscite totali sono aumentate in termini tendenziali del 4,6 per cento (Tabella 2). Il loro valore in rapporto al Pil (Figura 2 e Tabella 1) è stato pari al 49,2 per cento (45,6 per cento nel corrispondente trimestre del 2008).
Le uscite correnti nel primo trimestre 2009 hanno registrato un aumento tendenziale del 3,9 per cento. Tale aumento è l’effetto combinato di un incremento del 7,0 per cento dei redditi da lavoro dipendente (sui quali hanno influito i rinnovi contrattuali dei dipendenti dei ministeri, della scuola, degli enti pubblici non economici, dell’università e degli enti di ricerca), del 7,4 per cento dei consumi intermedi, del 5,6 per cento delle prestazioni sociali in denaro, dello 0,3 per cento delle altre uscite correnti e di una diminuzione del 7,8 per cento degli interessi passivi (che risentono della discesa dei tassi di interesse iniziata negli ultimi mesi del 2008).
Le uscite in conto capitale sono aumentate in termini tendenziali del 15,3 per cento; in particolare, gli investimenti fissi lordi aumentano del 17,4 per cento (influenzati dal ritrasferimento agli enti di previdenza degli immobili non ancora venduti nell’ambito delle operazioni SCIP3 classificati come investimenti) e le altre uscite in conto capitale del 12,0 per cento.
 
  • Conto AP. Indebitamento netto al 9,3% sul Pil nel I trimestre 2009
  • Testo integrale
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(red/02.07.09)
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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