Header
Header
Header
         

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1464 - giovedì 22 ottobre 2009

Sommario3
- Errani: comincia ad esserci un clima diverso tra Governo e Regioni
- Bresso, Lorenzetti, Martini preoccupati per la crisi
- Irap: se si taglia occorre compensare risorse per sanità
- Irap: Berlusconi propone riduzione, poi abolizione
- Nuovo Ministero Salute: Regioni critiche
- Napolitano: superamento bicameralismo, una necessità

+T -T
Errani: comincia ad esserci un clima diverso tra Governo e Regioni

Colozzi: ci stiamo avvicinando a un accordo

(regioni.it) Comincia ad esserci un clima diverso, perché si prende atto delle cose che abbiamo detto”. Lo ha dichiarato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni al termine della riunione del 22 ottobre. Quindi dopo quattro mesi si è vicini a superare lo stallo istituzionale dovuto alle mancate risposte del Governo sul nuovo Patto della salute 2010-2012, sull’utilizzazione dei fondi Fas (con particolare attenzione all’emergenza Mezzogiorno), sui tagli agli stanziamenti per il fondo sociale dal 2009 e per il fondo per la non autosufficienza dal 2010 e sulla chiara individuazione delle competenze istituzionali in materia di turismo.
''Si sta lavorando nel senso che abbiamo sempre sostenuto: partire da una presa d'atto della sottostima del Fondo sanitario nazionale  2010-2012 per come e' stato determinato dalla Manovra triennale e dalla Finanziaria per il 2010. Ora occorre ritoccare il Fondo in modo significativo''. Per Errani ''c'e' un clima diverso, dopo quattro mesi stiamo lavorando in un clima nuovo. Ci sono le condizioni per superare la situazione di stallo dei mesi scorsi e ottenere risposte anche sui fas – fondi per le aree sottoutilizzate - e sulle competenze del ministero del Turismo''.
Per Romano Colozzi, coordinatore della commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni, sul patto per la salute ''ci stiamo avvicinando a un accordo, sono molto ottimista''. ''Essere prudenti e' d'obbligo - ha sottolineato Colozzi - perche' 'in cauda venenum' e non vorrei che nel rush finale ci fossero delle sorprese. Ma ci sono le premesse per un accordo serio'' sia sulla sanita' sia sui  ''punti fondamentali esposti nella lettera che le Regioni hanno  inviato al premier'' nei giorni scorsi, in cui si esponevano le questioni aperte con il governo.

 

 In allegato

file audio delle dichiarazioni del Presidente Vasco Errani, al termine della Conferenza delle Regioni del 22 ottobre 2009

 

(red/22.10.09)

+T -T
Bresso, Lorenzetti, Martini preoccupati per la crisi

Federalismo: Bresso scrive a Berlusconi

(regioni.it) Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, ha scritto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per avere risposte alla richiesta, avanzata oltre un anno fa, del trasferimento di alcune  competenze. In particolare, il Piemonte aveva chiesto maggiori competenze su Beni paesaggistici e culturali; infrastrutture;  universita' e ricerca scientifica; ambiente; organizzazione  sanitaria; previdenza complementare e integrativa limitatamente agli interventi relativi alle non autosufficienze.
Secondo la Regione, nulla si e' mosso e lo Stato continua a procedere con tagli pesanti sui finanziamenti e trasferimenti, senza concertare gli interventi e allo stesso tempo trascurando  le richieste di maggiore autonomia, legittimate dalla Costituzione e non frutto di rivendicazione.
''Le esigenze di contenimento dei costi, che condividiamo, non possono assolutamente giustificare - dice la Bresso -interventi che ottengono l'unico risultato di mettere in difficolta' i singoli territori e la loro economia, scaricando su Regioni ed enti locali i costi per i servizi che necessariamente, poiche' essenziali per i cittadini, devono essere riattivati appena il Governo li ha cancellati. Ma il  federalismo interessa davvero?''.
Sulla crisi economica è intervenuto anche il presidente della regione Toscana Martini:. “Sono ancora molto preoccupato per la crisi - ha insistito Martini - Vedo nella popolazione tutta la consapevolezza che ancora la crisi non e' passata. Non e' stata una nube di passaggio, le difficolta' ci accompagneranno ancora per cinque, sei anni”.
Deficit pubblici in crescita nella Ue e in Eurolandia nel 2008. Il deficit in rapporto al prodotto interno lordo si e' attestato al 2,0% del 2008 rispetto allo 0,6% del 2007 nell'area euro.
L'Italia e' passata dall'1,5% del 2007 al 2,7% del 2008. In aumento anche il debito pubblico: nella zona dell'euro e' salito dal 66% al 69,3% e l'Italia e' al primo posto con un 105,8% del 2008 contro il 103,5% del 2007.
"Serietà - il presidente della Regione Umbria - Questo e' cio' che oggi piu' che mai e' richiesto a chi ha la responsabilita' del governo del Paese. Serieta' e rispetto per una crisi economica dagli effetti devastanti. Serieta' e rispetto per gli effetti dolorosi che questa crisi sta determinando sulle imprese, sui lavoratori e sulle famiglie italiane". Lo ha affermato la presidente della regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti: "Non e' tollerabile - ha detto la presidente - ed e' un atto di irresponsabilita' proseguire nella politica degli annunci ad effetto, soprattutto mediatico, quando c'e' nel Paese, come in questa stessa platea, chi sta pagando sulla propria pelle gli effetti di una crisi che rendera' il 2009 l'anno 'orribilis' dell'economia italiana".
(red/22.10.09)

+T -T
Irap: se si taglia occorre compensare risorse per sanità

(regioni.it) Rispetto a “qualsiasi intervento sull'Irap deve corrispondere a un altro finanziamento che sostituisca quello  che viene meno''. Lo ha detto Vasco Errani, presidente della  Regione Emilia Romagna, a margine della Conferenza delle  Regioni, sottolineando, per contro, l'urgenza di un intervento a sostegno di ''salari e pensioni''. “Quella dell'Irap - ha sottolineato Errani - e' una  questione ciclica. E ‘ciclicamente’ le Regioni hanno sempre detto che vale 38 miliardi e che sono determinanti a sostegno della  sanità, non vorrei che succedesse come con l'Ici, che l'hanno tolta e i Comuni ancora attendono la piena copertura". Debbo poi aggiungere - ha rimarcato Errani - che in  questo paese c'e' un problema della ripresa dei consumi, dietro  il quale c'e' il tema irrisolto dei salari e delle pensioni''.
Secondo l’Assessore al bilancio della Regione Lombardia, Romano Colozzi , l’Irap è “una tassa iniqua, che penalizza soprattutto chi produce lavoro. Per questo penso che la proposta del Presidente del Consiglio Berlusconi sia opportuna e vada nella direzione auspicata”. “Poiché l'Irap finanzia una materia di competenza regionale come la sanità - ha aggiunto Colozzi - dovrà essere comunque garantito, com'e' nei patti fra Stato e Regioni, il gettito che verrebbe a mancare. L'auspicio e' che si vada verso tributi equi e manovrabili e in linea con i principi sanciti dalla Legge delega con il federalismo fiscale''.
 
(red/22.10.09)

+T -T
Irap: Berlusconi propone riduzione, poi abolizione

Ancot: l'imposta garantisce un gettito di 38 miliardi

(regioni.it) Il governo apre alla possibilità di  tagliare l'Irap gradualmente fino alla sua soppressione. E' stato il  premier Silvio Berlusconi, in un messaggio all'assemblea della Cna, ad impegnare l'esecutivo su di una manovra di alleggerimento della  pressione fiscale a favore delle imprese per "aumentare i consumi e  agevolare gli investimenti". "Abbiamo ora allo studio il taglio  graduale dell'Irap, fino alla sua soppressione, anche mediante  l'elevazione della franchigia in favore delle aziende piu' piccole;  l'estensione della Tremonti-ter e un sostegno stabile alle piccole  imprese che investono nella innovazione e nella ricerca", dice alla  folta platea degli artigiani a Roma.
Un annuncio atteso e sollecitato da tempo dagli industriali che infatti plaudono all'impegno delineato dal premier su cui invece  piovono le critiche dei sindacati che gia' dall'inizio della crisi avevano sollecitato sgravi fiscali per lavoratori dipendenti e  pensionati a sostegno del reddito e della domanda interna. Ma qualche  perplessità sui margini effettivi di manovra a favore dell'Irap  arriva anche dagli Artigiani di Mestre che ricordano come l'imposta  garantisca un gettito pari ad oltre 30 miliardi di euro destinati al  finanziamento della Sanita' pubblica.
Il gettito dell'Irap, l'imposta sulle attivita' produttive al centro del dibattito odierno dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio in merito a una progressivo taglio della tassa fino a una sua soppressione, finisce nelle casse delle Regioni e serve principalmente per coprire la spesa sanitaria. La Finanziaria 2008, infatti, ha sia ridotto l'aliquota base portandola dal 4,25% al 3,9%, sia reso questo tributo interamente regionale.
Ecco in questa tabella le ultime cifre disponibili relative al gettito Irap regione per regione, elaborate dall'Ancot, l'Associazione nazionale dei consulenti tributari, sulla base di dati del ministero delle Finanze. Lo schema riporta oltre al numero totale dei soggetti dichiaranti, l'ammontare espresso in migliaia di euro e la media versata da ciascun dichiarante. I dati si riferiscono alle dichiarazioni presentate con il modello Unico nel 2007 e relative ai redditi 2006.
 
REGIONE          DICHIARANTI   AMMONTARE         MEDIA
----------------------------------------------------------
Lazio               526.920     8.818.812        25.750
Lombardia           956.592     9.224.165        12.680
Piemonte            437.304     2.972.177         9.470
Valle d'Aosta        15.178        98.255         9.240
Friuli V.G.         115.231       737.609         9.050
Trentino A.A.       117.377       775.758         8.820
Emilia Romagna      490.877     3.087.274         8.670
Veneto              518.594     3.093.117         8.210
Marche              172.751       858.565         7.320
Toscana             415.715     2.039.141         6.980
Abruzzo             138.295       567.624         6.730
Umbria               90.693       389.884         6.470
Liguria             161.698       747.945         6.400
Campania            450.284     1.649.624         6.330
Sicilia             385.583     1.342.123         6.090
Molise               32.286       100.324         5.650
Sardegna           149.9759       535.356         5.640
Basilicata          52.7902       161.457         5.590
Calabria           150.6488       389.627         4.700
Puglia             353.153        948.228         4.540
===========================================
Totale            5.731.944    38.537.068         9.930
 
(red/22.10.09)

+T -T
Nuovo Ministero Salute: Regioni critiche

(regioni.it) In una lettera inviata alla Camera, dove è in esame in commissione il ddl del governo per istituire nuovamente il Ministero della Salute, Vasco Errani fornisce "valutazioni fortemente critiche" sul provvedimento già approvato dal Senato e varato dal governo lo scorso maggio. Il testo prevede l'istituzione del ministero della Salute (attualmente inglobato nel maxi-dicastero del Welfare) e l'incremento del numero complessivo dei sottosegretari di Stato. Tra le altre cose, e su questo la lettera di Errani – secondo quanto riportato dall’agenzia Dire - è critica, viene prevista una larga azione di concerto del nuovo ministro con via XX Settembre, ossia con il ministero dell'Economia che avrà quindi funzioni di monitoraggio sui piani rientro regionali.
Secondo il Presidente della Conferenza delle Regioni le competenze del nuovo ministero non saranno in linea con la riforma del Titolo V della Costituzione. Nella lettera, inviata ai presidenti della commissioni della Camera competenti sul ddl (Affari costituzionali e Affari sociali) si legge: "Si e' constatato come il provvedimento modifica e integra le funzioni del ministero della Salute, che erano state disciplinate con decreto legislativo n.300 del 30 luglio 1999, cosi' come modificato dal decreto legge 12 giugno 2001, n.217 convertito in legge 3 agosto 2001, n.317". Per le Regioni, "appare evidente quindi che la disciplina richiamata è precedente alla riforma del Titolo V della Costituzione (legge 18 ottobre 2001, n.3), che ha introdotto sostanziali modifiche nelle competenze sia del governo che delle Regioni in materia di salute comportando, conseguentemente modifiche anche sulle funzioni attribuite ai diversi livelli istituzionali. Non si può quindi non rilevare come il riferimento alle funzioni del ministero della Salute disciplinate prima della riforma del Titolo V, non tenendo conto del mutato quadro istituzionale, sia irragionevole e anacronistico”. Nello specifico, il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, lamenta quanto contenuto nell'articolo 1del disegno di legge che in un comma attribuisce al ministero della Salute funzione di "programmazione tecnico-sanitaria di rilievo nazionale e indirizzo, coordinamento e monitoraggio delle attività tecniche sanitarie regionali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze per tutti i profili attinenti al concorso dello Stato al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, anche quanto ai piani di rientro regionali". Al riguardo, si legge ancora nella lettera, "si ricorda come la legge 5 giugno 2003, n.131, 'Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge Costituzionale 18 ottobre 2001 n.3', prevede, all'articolo 8 che 'nelle materie di cui all'articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione, non possono essere adottati gli atti di indirizzo e coordinamento di cui all'articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n.59, e dell'articolo 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112". Conseguentemente, continua la lettera di Errani, "per effetto della citata disposizione normativa, la funzione statale di 'indirizzo e coordinamento' delle attività regionali, riservate allo Stato allo scopo di tutelare esigenze di unilateralità nell'esplicazione delle funzioni amministrative da parte delle singole Regioni, risulta ora sostituita dal nuovo impianto costituzionale, dal principio dell'intesa (o 'leale concertazione') nelle materia di legislazione concorrente e residuale delle Regioni".
 
(red/22.10.09)

+T -T
Napolitano: superamento bicameralismo, una necessità

(regioni.it) Basta con i rinvii, gli ''scontri  politici'' e le ''contrapposizioni pregiudiziali'' che frenano  l'approvazione di riforme istituzionali ''da troppo tempo  istruite senza che si riesca ad arrivare a sbocchi che sono  essenziali'', ''si vada avanti con coraggio, si sciolgano i  nodi'', e ognuno faccia la sua parte ''limpidamente e  serenamente'', dice il presidente della Repubblica con un  incitamento che prorompe come un moto del cuore, in un discorso  a braccio rivolto ai vertici dell'Anci, ricevuti al Quirinale.
Il capo dello Stato non ce l'ha con il presidente Sergio  Chiamparino e gli altri dirigenti dell'Anci che gli sono  davanti, rivolge la sua sferzata ad altri interlocutori,  politici e parlamentari. Pero' anche gli enti locali, dice, devono fare la loro parte, 'mettersi in gioco'', sciogliere  nodi che li riguardano, primo fra tutti quello dell'architettura  istituzionale dei rami bassi (Regioni, Province, Comuni). In  questo campo ''c'e' un sovraccarico innegabile di livelli  rappresentativi e decisioni'', che producono costi,  sovrapposizioni, ''confusione e anche guasti seri''. Riguarda anche i comuni maggiori articolati in circoscrizioni,  soprattutto da quando questi rappresentati sono retribuiti.
“Voi - dice - potete dare un contributo importante e  prezioso ad affrontare questo tema sottraendolo allo scontro  politico, perché avete una tradizione, una visione unitaria dei problemi, come dimostra anche la Carta di Torino'' che propone  soluzioni per realizzare il federalismo senza dividere il Paese.  ''Vi prego di confortare la mia fiducia nel ruolo che potete svolgere''.
Le riforme che Napolitano sollecita riguardano innanzi tutto  ''i rami alti'', a cominciare dal Parlamento, ''per rivedere,  secondo una necessità ormai da tutti riconosciuta, un bicameralismo perfetto e tante imperfezioni che ne conseguono''.  ''Uno dei due rami del Parlamento non puo' non mettersi i  discussione, ed io vorrei - dice Napolitano - che il Senato non  sottovalutasse il nuovo ruolo che si e' immaginato, di Camera di  rappresentanza delle autonomie, che non e' un declassamento''.
Si puo' lavorare bene e con risultati duraturi, afferma il  capo dello Stato, ricordando un precedente incoraggiante, quello  della riforma elettorale e istituzionale che nel 1993 introdusse  l'elezione diretta dei sindaci e si e' rivelata quella che ''ha  retto meglio alla prova di tutti questi anni''. Le riforme servono anche per affrontare la crisi  economica''che e' ancora lì”, aggiunge Napolitano affrontando  il problema che l'Anci e' venuta a porre: le scelte del governo  e del parlamento assegnano agli enti locali funzioni e servizi  importanti da svolgere, ma non le risorse necessarie, e i  bilanci non ce la fanno. Eppure, dice Chiamparino, dai nostri  studi risulta che ''nelle casse dei Comuni giacciono circa  diecimila miliardi di euro che potrebbero essere spesi se  accompagnate da investimenti dello Stato e delle Regioni e da  regole di finanza pubblica che le sottraessero ai vincoli del  patto di stabilità interno”.
 
(red/22.10.09)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top