Header
Header
Header
         

Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

n. 1489 - mercoledì 2 dicembre 2009

Sommario3
- Patto salute: Conferenza Regioni il 3 dicembre
- Stato-Regioni posticipata al 3 dicembre
- Carburanti: metano per autotrazione, emendamenti a proposta di legge
- Conferenza Unificata del 5 novembre 2009: atti
- Pillola abortiva: Agenzia del farmaco, garantire ambito ospedaliero
- Consumatori: indirizzi e criteri per rappresentanza associazioni

+T -T
Patto salute: Conferenza Regioni il 3 dicembre

(regioni.it) Il Presidente Vasco Errani ha convocato una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per giovedì 3 dicembre 2009 (Roma, via Parigi, 11- ore 9.00).
All’ordine del giorno della seduta l’approvazione “Nuovo Patto per la Salute per gli anni 2010 – 2012” al fine dell’espressione dell’intesa, a conclusione del lavoro svolto dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella seduta del 26 novembre scorso e dell’incontro con il Governo di una delegazione della Conferenza stessa.
 
(red/02.12.09)

+T -T
Stato-Regioni posticipata al 3 dicembre

(regioni.it) Il Ministro Raffaele Fitto ha posticipato la Conferenza Stato-Regioni, già convocata in seduta straordinaria, per mercoledì 2 dicembre 2009, presso la Sala riunioni del I piano di Via della Stamperia, n. 8, in Roma. La Conferenza Stato Regioni si terrà quindi giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 14.00.
 
(red/02.12.09)

+T -T
Carburanti: metano per autotrazione, emendamenti a proposta di legge

Conferenza Regioni Doc 26.11.09

(regioni.it) la Conferenza delle Regioni riunitasi il 26 novembre ha approvato un documento con alcuni emendamenti alla proposta di legge, attualmente in discussione alla Camera, con cui si intenede incentivare l’uso del metano come carburante per autotrazione, superando alcune attuali rigidità. Si riporta di seguito il testo integrale del documento, pubblicato in formato pdf nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it.
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME
09/101/CR/C11
Punto 9a) odg Conferenza delle Regioni
Le Regioni e le Province Autonome, in considerazione della calendarizzazione alla Camera dei Deputati della Proposta di legge in materia di utilizzodel metano come carburante per autotrazione, hanno preso in esame il testo del provvedimento in quanto gli interventi strategici per la diffusione del metano per autotrazione sono presenti già da anni nelle politiche regionali.
Al riguardo, le Regioni e le Province Autonome intendono esprimere la massima condivisione per le finalità della pdl AC 2172, che si propone di incentivare l’impiego di questo carburante superando alcune rigidità che ne limitano attualmente l’utilizzo.
Cio’ premesso, si ritiene comunque doveroso formulare alcune osservazioni in merito all’articolato.
La prima riguarda i contenuti dell’art. 2 (Definizioni) che non comprende il metano allo stato liquefatto. Poichè la fondamentale capillarità del servizio non può essere garantita dal metanodotto che non raggiunge tutti i luoghi in cui è necessaria la presenza di punti di rifornimento, il GNL può offrire la necessaria flessibilità logistica per il potenziamento della rete distributiva. Si ritiene pertanto di estrema utilità che sia considerata una rete di trasferimento che comprenda anche il gas naturale liquefatto.
Art. 3(Razionalizzazione e incremento della rete degli impianti di distribuzione del metano), comma 1. In questo comma è necessario richiamare le disposizioni regionali emanate, in quanto la materia della distribuzione carburanti è di competenza esclusiva delle Regioni dopo la modifica del titolo V della Costituzione.
Non si comprende, inoltre, perché nel citare le disposizioni dell’art. 83 bis della legge 133/08, siano richiamati i commi 17 e 18 e non il 21 ed il 22.
Art. 3, comma 2. E’ auspicabile che i decreti conseguenti alla proposta di legge (emanati di concerto tra Ministero dell’Interno e Ministero dello Sviluppo), siano elaborati con modalità diverse dalle attuali al fine di non impedire una fase di sperimentazione di nuovi carburanti eco-compatibili (es. le attuali disposizioni disciplinano troppo in dettaglio rendendo così difficoltosa l’applicazione di dette norme per nuovi carburanti).
Per quanto concerne il punto C) di questo comma sembra addirittura pleonastico motivare l’inapplicabilità della norma. Non si comprende, infatti, come si possa prevedere di installare nuovi impianti su aree che sono già state individuate come non idonee per tale scopo per ragioni riconducibili a questioni di sicurezza viabilistica e programmazione urbanistica.
Art. 3, comma 3. Come già accennato nel commento al comma 1, l’attività programmatoria del settore è di competenza esclusiva delle Regioni che, peraltro, la esercitano mediante una sistematica attività di concertazione con tutti gli operatori del sistema. La norma in questione, oltre ad apparire non rispettosa delle competenze istituzionali, prefigura interventi senza alcun confronto preventivo.
Art. 4 (Istituzione del Fondo per il metano per autotrazione e misure per incentivare la diffusione del metano....), comma 3. Si ritiene utile proporre che all’utilizzo del Fondo previsto dall’art. 4, possano accedere le Regioni in quanto titolari della programmazione della rete distributiva.
Art. 4, comma 6.La tassa di proprietà dei veicoli è di competenza regionale e pertanto questa iniziativa può essere decisa solo dalle Regioni ovvero, qualora si intendesse mantenere la presente formulazione, lo Stato dovrà provvedere a rifondere il mancato introito derivante dall’esenzione del pagamento del bollo alle stesse Regioni.
Art. 5 ( Agevolazioni per l’acquisto di veicoli alimentati a metano), comma 5. Per quanto concerne il parco automezzi degli Enti Locali, oltre alla formula dell’acquisto, sarebbe opportuno inserire anche il leasing ed il noleggio.
Art. 6 ( incentivi alla ricerca nel settore...), comma 1. Anche in questo caso si ritiene opportuno inserire le Regioni nella gestione del Fondo in quanto titolari della materia.
Le Regioni e le Province Autonome chiedono di essere audite presso la competente Commissione parlamentare per l’illustrazione delle proprie proposte di modifica.
Roma 26 novembre 2009
 
(red/02.12.09)

+T -T
Conferenza Unificata del 5 novembre 2009: atti

 

(regioni.it) E’ stato pubblicato un documento approvato dalla Conferenza Unificata del 5 novembre 2009. Si tratta del:

Parere sullo schema di decreto legislativo recante riorganizzazione del centro di formazione studi (FORMEZ), a norma dell’articolo 24 della legge 18 giugno 2009, n. 69. (PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E INNOVAZIONE) Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Repertorio Atti n.: 67/CU del 05/11/2009 [link]

(red/02.12.09)

+T -T
Pillola abortiva: Agenzia del farmaco, garantire ambito ospedaliero

Colozzi conferma dissenso: casistica specifica per i farmaci abortivi

(regioni.it) Il Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco, riunito oggi in seduta straordinaria – esprimendo condivisione e apprezzamento per la lettera inviata dal Ministro Sacconi al Presidente del CDA Prof. Sergio Pecorelli - dopo aver ripercorso tutto l’iter autorizzativo all’immissione in commercio del farmaco Mifegyne ed aver  verificato la coerenza della Delibera assunta dal CdA il 30 luglio scorso per quanto riguarda i termini di compatibilità dell’utilizzo della RU 486 con la legge 194/78, ha  ritenuto tale Delibera pienamente coerente con l’esigenza di garantire che il percorso abortivo avvenga in ambito ospedaliero come raccomandato dal Ministro.
Il provvedimento, infatti, oltre a definire il regime di dispensazione in esclusivo ambito ospedaliero specifica che “ in particolare deve essere garantito il ricovero in una delle strutture sanitarie individuate dall’art 8 della Legge 194/78 dal momento dell’assunzione del farmaco fino alla verifica dell’espulsione del prodotto del concepimento (.…)” e questo in sintonia con quanto richiamato dal Ministro sulla necessità che l’evento abortivo avvenga  in ambito ospedaliero, in strutture sanitarie abilitate, con medici del servizio ostetrico ginecologico, nonchè sotto la sorveglianza del personale sanitario cui è demandata la corretta informazione sul trattamento, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative disponibili e sui possibili rischi del metodo.
Il Ministro nella sua lettera si riferisce al regime di ricovero ordinario ed avendo l’AIFA competenze limitate al regime di fornitura/modalità di dispensazione del farmaco (titolo VI Legge 219/2006), il Consiglio di Amministrazione rimette al Ministro ed alle autorità competenti l’emanazione dei provvedimenti applicativi o specificativi della menzionata Delibera atti a garantire il pieno rispetto della legge 194/78, nonché l’osservanza sul territorio delle modalità sopra descritte di somministrazione del farmaco. 
Romano Colozzi, assessore alle Finanze della Lombardia e consigliere di amministrazione di Aifa, ha confermato la sua posizione di dissenso rispetto alla decisione dell'Agenzia del farmaco sulla pillola abortiva perché "convinto che si sarebbe potuto e dovuto in qualche modo dare attuazione all'articolo 4 della Direttiva UE sul mutuo riconoscimento che prevede una casistica specifica per i farmaci abortivi''.
Giovanni Bissoni, Assessore alla salute dell’Emilia-Romagna, anch’egli componente del CdA dell’Agenzia del farmaco, rispondendo a rilievi del Ministro Sacconi, ha affermato che  “L’Aifa non entra nel merito della natura del ricovero ospedaliero, ordinario o day hospital, semplicemente perché si tratta di un tema che non compete all’Agenzia e quindi mi riconosco pienamente nelle decisioni del CdA”.
 
(red/02.12.09)

+T -T
Consumatori: indirizzi e criteri per rappresentanza associazioni

Conferenza Regioni Doc 18.11.09

(regioni.it) La Conferenza delle Regioni del 18 novembre ha preso atto di un documento di indirizzi comuni per il riconoscimento della rappresentanza delle associazioni dei consumatori. Tale testo era già stato approvato in occasione della sessione programmatica Cncu (Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti)-Regioni, tenutasi a Bari il 15-16ottobre. Si riporta di seguito il testo integrale del documento, pubblicato in formato pdf nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it . Il link è: http://www.regioni.it/upload/consum181109.pdf
Approvato nell’ambito della sessione programmatica CNCU/Regioni - Bari 15-16 ottobre 2009
Premessa
La crisi globale che stiamo attraversando ci interroga sulla necessità avviare azioni per uscire dalle difficoltà con un modello di sviluppo diverso, avanzato, più equo che coinvolga i cittadini, le istituzioni, il mondo dell’economia, la società nel suo complesso.
Questa situazione dimostra, prevalentemente, l’entrata in crisi del nostro modello di sviluppo e che è necessario ripensarne uno più avanzato in termini di compatibilità e sostenibilità, nel quale il cittadino - consumatore svolga, insieme ad altri soggetti, un importante ruolo di coesione sociale.
Occorre, insomma, avviare processi di ripresa e, insieme, di cambiamento idonei a creare le condizioni per realizzare uno sviluppo sostenibile.
Siamo di fronte a una occasione che ci è imposta, ma che può essere anche una opportunità per ripensare almeno parzialmente i principi stessi del consumo, dell’economia, della finanza, delle strategie politiche.
L’uscita dalla crisi, la ripresa economica sostenibile, il consolidarsi di un sistema di imprese socialmente responsabili, la crescita occupazionale, l’affermarsi delle pari opportunità, l’inclusione sociale, la solidarietà, una più equa ripartizione delle ricchezze e del reddito costituiscono i pilastri della difesa dei consumatori, di cittadini liberati dal bisogno, in grado di soddisfare le proprie esigenze, liberi di scegliere in modo responsabile, anche in coerenza con le politiche comunitarie di sviluppo e di tutela dei consumatori.
Certo, queste condizioni non si realizzano da sole, il raggiungimento di questi obiettivi ha bisogno di supporti sussidiari, di condivisione, di promozione delle condizioni per una cittadinanza attiva.
Ecco perché le Regioni e le Province Autonome considerano strategiche le azioni a supporto dei cittadini consumatori, perché essi siano messi in grado di meglio reagire alle difficoltà, alle nuove caratteristiche dell’offerta, alle distorsioni del mercato.
Le Regioni e le Province Autonome sviluppano questi interventi ed azioni sia operando direttamente, sia, soprattutto, attraverso le Associazioni dei consumatori considerando un valore aggiunto il ruolo del Comitato Nazionale e dei Comitati Regionali e delle Province Autonome per la Tutela dei Diritti dei Consumatori e degli Utenti.
I soggetti coinvolti nella conferenza di Bari, convengono quindi sulla esigenza di una forte capacità di rappresentatività delle organizzazioni dei consumatori, in un loro ruolo di rappresentanza sociale sempre più forte, nella prosecuzione delle politiche avviate a partire dalla Conferenza di San Benedetto del Tronto e successivamente rafforzate in quella di Saint Vincent, a partire da un aggiornamento dei criteri e dei requisiti che, favorendo a livello regionale una maggiore armonizzazione fra i criteri attualmente in atto e ferma restando l’autonomia di ogni singola Regione o Provincia Autonoma, si fondi sui seguenti criteri:
a) effettiva rappresentatività sociale nell’ambito della tutela dei consumatori;
b) strutturazione regionale articolata sul territorio;
c) svolgimento di un’attività continuativa sul territorio regionale.
a) L’effettiva rappresentatività sociale espressa dalla presenza dei seguenti indicatori
a.1) Scopo esclusivo previsto dallo statuto regionale dell'associazione, adottato da almeno 3 anni dall’istanza di iscrizione, è quello della tutela dei consumatori già come previsto dal Codice del Consumo per le associazioni a carattere nazionale.
a.2) Funzionamento democratico dell’associazione così come previsto dalle normative nazionali in materia di associazioni senza scopo di lucro.
a.3) Numero di iscritti all’associazione, sul territorio regionale, adeguato in rapporto alla popolazione della regione stessa e non in misura fissa – peraltro poco rappresentativa – così come previsto oggi da alcune leggi o regolamenti regionali. Orientativamente, lo stesso parametro nazionale dello 0,5 per mille sulla popolazione complessiva, potrebbe essere adottato come parametro minimo adeguato per la rappresentatività sul territorio regionale.
a.4) Congruenza nel bilancio annuale delle entrate relative alle quote versate dagli associati anche nell'eventualità di iscrizioni con quote pluriennali.
b) La strutturazione regionale articolata sul territorio, espressa dalla presenza dei seguenti indicatori:
b.1) Presenza di sedi/sportelli in un numero di province rappresentativo della realtà regionale. Un numero fisso di sportelli previsto per normativa, potrebbe essere eccessiva o insufficiente, secondo il numero di province della Regione.
b.2) Le sedi/sportelli devono essere fisicamente individuabili con un titolo giuridico intestato all’associazione regionale.
b.3) Può essere indicativo il significato di sportello, come avvenuto nelle regolamentazioni di alcune regioni, e cioè:
“Per “sportello” si intende il luogo fisico in cui vengono date informazioni ai cittadini, viene fornita assistenza, attivate forme di tutela, gestite le relative pratiche e conservati i dati utili per il monitoraggio. E’ coordinato da un responsabile nominato dall’associazione regionale e può avere, oltre alla sede principale, più sedi operative nell’ambito della stessa provincia (o comuni contigui).”
Ulteriori requisiti e funzioni sono riferite e correlate al numero di giorni/ore di apertura settimanale con conseguente presa d’atto dell’investimento economico necessario per garantire tali funzionalità.
b.4) la presenza in un numero minimo di province, in relazione alle province stesse della regione, potrebbe consistere non solo in sedi/sportelli ma anche in iscritti; il rapporto dello 0,5 per mille base a livello regionale, potrebbe essere accompagnato anche da un numero minimo di iscritti nelle province dove gli sportelli/sedi sono ufficialmente dichiarati.
c) Lo svolgimento dell’attività continuativa sul territorio regionale espressa dalla presenza dei seguenti indicatori:
c.1) Atto costitutivo di associazione regionale o sezione regionale di associazione nazionale adottato e registrato in data anteriore di almeno tre anni rispetto alla presentazione della istanza di iscrizione.
c.2) Autonomia patrimoniale e giuridica a livello regionale come previsto per le associazioni di promozione sociale, specificando eventualmente forme di raccordo con l’Associazione nazionale.
c.3) Elenco annuale degli iscritti sul territorio regionale, risultante da adesione espressa, documentazione delle iniziative realizzate negli ultimi tre anni sul territorio regionale, bilancio o rendiconto degli ultimi tre anni regolarmente approvato dagli organi regionale.
c.4) Altri elementi eventuali, di volta in volta previsti regionalmente, per specifici servizi e progetti come ad esempio la previsione di ulteriori requisiti per le associazioni che espletano il loro servizio on line anche tramite contact center.
 
(red/02.12.09)
Regioni.it
periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top